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martedì 31 marzo 2009

Crisi economica e tensioni sociali: il Rapporto EIU


L'attuale crisi economica sarà la causa principale dello scatenarsi di gravi tensioni sociali che porteranno alla caduta di diversi governi nel mondo.

A sostenerlo non è qualche riottoso blogger senza scrupoli che già alcuni mesi fa segnalava la possibilità che la crisi finanziaria avrebbe potuto portare ad innescare vere e proprie contestazioni di piazza. A parlare esplicitamente di questo e a stilare una vera e propria classifica di rischio è l'Economist Intelligence Unit che, in un apposito studio effettuato su 165 Paesi, prevede che l'aumento della povertà e della disoccupazione in tutto il mondo, causati dalla peggiore crisi dagli anni '30, ingenererà rischi più o meno alti di tensioni sociali con conseguenti ricadute sulla tenuta dei governi.

Il Rapporto dell'EIU, che combina 15 fattori economici e sociali per determinare il Political Instability Index, cioè il livello di rischio di caduta del governo nei 165 Paesi presi in considerazione, rivela che, di questi, 95 sono a rischio alto o molto alto, 53 a rischio moderato e 17 a scarso rischio. Fra i fattori determinanti per l'insorgere di tali tensioni c'è la considerazione che a causare povertà e disoccupazione siano le “azioni inette e avide di specifici individui” e che la “rabbia profonda” alimentata da ciò possa diffondersi rapidamente da un Paese all'altro a causa della velocità delle comunicazioni.

Per l'EIU, la possibilità che le strategie di risoluzione della crisi messe in campo dai diversi Paesi potrebbero rivelarsi efficaci è del 60% e, comunque, una crescita economica, ma di livello inferiore rispetto al recente passato, non sarà possibile prima del 2010-2011.

Per la cronaca, l'Italia con 5 punti nell'indice-rischio occupa il 120° posto nella classifica stilata dall'Economist Intelligence Unit e gode di una previsione migliore di quella riservata ad altri Paesi europei come Francia e Islanda, entrambi al 109° posto con un 5,3 punti. Lo Stato più a rischio è lo Zimbawe con l'8,8 punti, mentre quello con meno pericoli è la Norvegia con 1,2.

Fresco di ieri è l'allarme del segretario generale dell'OCSE, Angel Gurria, che prevede un calo del 4,3% del Prodotto Interno Lordo dei Paesi appartenenti all'area, con un'economia “prevalentemente piatta” nel 2010 e previsioni “un po' più pessimistiche di quelle di qualche settimana fa” specialmente in materia di lavoro, dove sono previsti “circa 25 milioni di disoccupati in più solo nei Paesi dell'area OCSE”.

Eppure, il nostro premier insiste: l'Italia può “uscire prima dalla crisi” economica globale perchè “si trova in condizioni meno gravi di altri” Paesi...

venerdì 27 marzo 2009

Quando Berlusconi dice la verità
(ovvero, chi è causa del suo mal…)

“Oggi, chi è in Parlamento, è lì con due dita ad approvare tutto il giorno emendamenti di cui non conosce nulla. Quando ho fatto il paradosso del capogruppo che vota per tutti era per dire che gli altri sono veramente lì, non per partecipare, ma per fare numero". Questo, dice il Prode Cavaliere, è il modo in cui attualmente si lavora in Parlamento.

Non è certo la prima volta che Berlusconi tocca questo argomento, avanzando, a suo modo, dubbi e perplessità sull'efficacia e la funzionalità del potere legislativo in Italia. Lo ha fatto più volte in passato e torna a ricordarlo ogni volta che l'attualità o la convenienza politica glielo suggeriscono, a testimonianza di un'insofferenza particolarmente sentita da un uomo del fare come lui.

E' vero! Ha ragione! Come si potrebbe dargli torto? Che i parlamentari che compongono le assemblee di Camera e Senato siano troppi è un'osservazione ormai condivisa dai più: politici, giuristi, giornalisti e la gran parte degli italiani sono convinti che quasi mille persone in Parlamento siano inutili. Per il denaro che, direttamente o indirettamente, costano alle casse dello Stato. Per l'eccessiva durata dell’iter che porta all’approvazione di una legge. Per la lacunosità dei meccanismi che regolamentano la vita delle Camere.

Con le dichiarazioni di ieri Berlusconi ha scoperto l'acqua calda. Come si può negare che molti dei nomi che occupano il seggio parlamentare siano di persone, anzi sempre più spesso di personaggi, chiamati alla politica per ragioni di mera opportunità? E' una prassi ormai consolidata dall'operazione Cicciolina in poi: nomi noti del mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura, insieme a facce meno conosciute ma il cui nome è in grado di mettere insieme un consistente numero di voti, convinti a candidarsi nelle liste di questo o quel partito al solo scopo di richiamare voti attorno al proprio nome e al partito che li ha arruolati. Quanti di questi hanno conoscenza della materia politica? Quanti di questi hanno sentore dei veri problemi del Paese? Quanti di questi hanno studiato (e spesso parliamo di cultura generale!) o hanno voglia di studiare per sentirsi pronti a scrivere una legge che riguardi la comunità? E il meccanismo è sempre lo stesso, per le elezioni politiche, quelle europee, quelle amministrative.

E' chiaro che se queste sono le premesse, la conseguenza diretta è che, una volta eletti, questi personaggi prestati alla politica vadano seguiti, diretti e indirizzati passo passo nel proprio lavoro di onorevole o senatore. Buttati in un'arena che non conoscono, dove vigono meccanismi sottili frutto per lo più dell'esperienza e della conoscenza dei regolamenti parlamentari (bei libretti tosti che ben pochi conoscono!) e dove la fanno da padroni animali della politica che null'altro hanno fatto nella loro vita se non i politici, questi parlamentari sono chiamati ad eseguire le direttive che vengono impartite loro dal capogruppo di turno e che sono espressione diretta della volontà del partito e delle lobby che quel partito appoggiano.

Così votano a favore o contro emendamenti che non conoscono o che non hanno avuto il tempo o la voglia di leggere, perchè scritti in un linguaggio che non gli appartiene, fatto di richiami a leggi, articoli e commi che sono niente altro che numeri e parole complicate su un foglio. Emendamenti che però vanno votati, a favore o contro, perché occorre che lo schieramento di appartenenza abbia un voto in più dell’altro.

Così si fanno portatori di progetti di legge (a volte indecenti!) che recano la loro firma ma che hanno scritto altri e che, tuttavia, convenienza politica impone che siano presentati da nomi minori e all'occorrenza sacrificabili agli occhi dei cittadini. Sono nati così tanti capri espiatori: la famosa legge Cirielli, il recente progetto Carlucci, solo per ricordarne alcuni.

E il Prode Cavaliere ben conosce questo modo di fare della politica italiana. Anzi, proprio lui è riuscito a fare il salto di qualità, facendo accomodare alcuni di questi personaggi sulla poltrona di ministro! Basta dare un’occhiata alla platea del I Congresso costituente del PDL che, da oggi a domenica, si riunisce alla Nuova Fiera di Roma per acclamare il neonato partito!

Proprio perché è ben consapevole di questa realtà di cui, in termini di voti, la nostra classe politica (e quindi anche lui!) ha beneficiato da questo tipo di operazioni, Berlusconi è in grado di esprimere tutti i dubbi e le perplessità sul’efficacia e la funzionalità, ma anche sull’efficienza e la competenza di un Parlamento siffatto.

E ha ragione a farlo! Che ci fanno tutti questi fannulloni (direbbe Brunetta…) in Parlamento? Perché non vanno a lavorare? E perché tutti quanti gli altri nostri politici, a cominciare dal presidente della Camera Fini, invece di insorgere e di tuonare contro le affermazioni del Prode Cavaliere, non fanno un onesto esame di coscienza?

Anzi, già che ci siete, fate tutti un bel passo indietro e mollate le vostre poltrone! Sia chi questa situazione ha avuto il coraggio di denunciarla, nonostante la sfrontatezza di averne fin qui beneficiato! Sia chi questa situazione ha il coraggio di difenderla, nonostante l’ipocrisia che nascondono le sue parole!

mercoledì 25 marzo 2009

Dedicato a chi vive nel paese irreale

Come si fa a lavorare di più se il lavoro tu non ce l’hai proprio… se di lavoro in giro non ce n'è e quel poco che si trova è figlio dello sfruttamento della fame altrui... se a mala pena riesci a conservare il tuo impiego... se da dipendente pubblico non fannullone lo Stato non ti riconosce neanche uno straccio di ora di straordinario perchè, nonostante ci sia un sacco di arretrato da fare, non ha i soldi per pagarti le ore in più (però ne ha a bizzeffe quando deve pagare gli stipendi e i bonus dei grandi dirigenti, dei grandi amministratori, dei grandi manager pubblici, dei grandi parlamentari nazionali ed europei)... se con la tua piccola e onesta attività imprenditoriale spesso non ce la fai a sostenere le spese di gestione, a versare tasse e contributi e a sopravvivere, facendoti il cosiddetto mazzo dalla mattina alla sera... COME SI FA A LAVORARE DI PIU'???

Come si fa ad approfittare con entusiasmo del piano casa, cioè del privilegio che ci fa il nostro governo di aumentare del 20% il volume delle nostre abitazioni, quando sono ormai passati sei mesi da quando ti si è rotto lo scarico del lavello della cucina e da allora vai avanti con le pezze che riesci a mettere ogni tanto perchè non ti azzardi a chiamare l'idraulico... quando sono tre mesi ormai che hai il forno rotto e ti sei messo l'anima in pace, deciso a rinunciare a un pollo arrosto, a una teglia di patate o a una pizza congelata perchè i 100/150 euro che dovresti al tecnico per la riparazione ti servono per pagare la bolletta della luce o per andare avanti una settimana in più... quando il muratore che potrebbe farti il lavoro di ampliamento facendoti risparmiare rispetto alla ditta edile è un extracomunitario che lavora (e bene) con suo fratello, ma può e vuole essere pagato soltanto in nero e contanti... COME SI FA A GODERE DEL PIANO CASA???

Come si fa a rinunciare a prendere l'auto per andare al lavoro, contribuendo a migliorare la viabilità e il traffico della tua città, per non dire ad alleggerire la pesante cappa di smog che respiri ogni giorno, viaggiando soddisfatti e contenti sull'alta velocità delle nostre ferrovie, quando un biglietto sul Freccia Rossa lo paghi più di un low-cost aereo... quando sai che, per realizzare poche linee per pochi abbienti, lorsignori hanno lasciato nel sudiciume e nell'immondizia, i tantissimi e vecchi carri bestiame che ogni giorno, più volte al giorno, trasportano centinaia di migliaia di pendolari come te... quando i mezzi pubblici urbani ed extraurbani sono talmente inaffidabili a causa di ritardi, scioperi, soppressione di corse, copertura del servizio da crearti problemi sul posto di lavoro, per andare a prendere il bimbo all'asilo, per raggiungere l'altra parte della città in un modo degno di un paese civile... COME SI FA A RINUNCIARE ALL'AUTO???

Come si fa a vivere onestamente e ad invocare una cultura della legalità, se i tuoi governanti ritengono “giusto e doveroso” ricorrere all'impunità per le più alte cariche dello Stato per tutto il periodo del loro mandato e si dicono infastiditi dal fatto che al semplice parlamentare questo diritto non venga riconosciuto... se comportamenti illeciti che in altri paesi sono puniti con pene esemplari, perchè gli sconquassi economici che causano si ripercuotono direttamente sui conti dello Stato con gravi ripercussioni per tutti i cittadini negli anni a venire, in Italia vengono puntualmente depenalizzati e riformati in un modo che certamente non spinge chi li commette a non farne di nuovi... se a dare ogni giorno il buon esempio è chi è chiamato a rappresentare la tua volontà nella gestione di quella res publica che gli antichi romani consideravano sacra già qualche millennio fa... se tutto ha un costo, anche quello che ti è dovuto, per legge, per convenzione sociale, per buon senso, per diritto naturale, come ad esempio il diritto all'acqua e alla conoscenza... COME SI FA A VIVERE ONESTAMENTE???

lunedì 23 marzo 2009

Report svela la verità su Mentana,
ma nessuno se ne accorge!

Ieri sera ho visto l'ennesima puntata di Report, il programma di approfondimento che ha cambiato il modo di fare inchieste giornalistiche in tv. E' uno di quei programmi per i quali varrebbe davvero la pena di pagare il canone Rai. Report, Sfide, Blob... chissà perchè nel triste panorama che ci viene offerto dal tubo catodico i rari esempi di tv di qualità in grado di comunicare qualcosa si trovano su RaiTre!

Detta la mia personale opinione in materia (che fa il paio con quanto scrissi qualche tempo fa a proposito del Comunicattivo), arrivo subito al motivo di questo post. Che non nasce tanto per rendere omaggio all'acume e all'indipendenza di Milena Gabanelli e di tutta la sua squadra, quanto per sottoporre all'attenzione dei più uno dei passaggi dell'inchiesta andata in onda ieri sera con il titolo Modulazione di frequenze.

Si tratta di una piccola battuta, quasi uno sfogo, sfuggito al vulcanico Fedele Confalonieri, incalzato dal bravo Bernardo Iovene nel corso dell'intervista sulle concessioni tv, sui privilegi di Retequattro e sul decreto Craxi che favorì le tv del Cavaliere. Nel corso del botta e riposta, prima flemmatico e poi sempre più caldo, fra giornalista e dirigente Mediaset, si vede Confalonieri che prima si lascia andare a qualche espressione colorita riferendosi al modo di condurre l'intervista e poi, dopo essersi rasserenato, ha parole di sincero apprezzamento (“Però è simpatico”) per il modo di fare giornalismo d'inchiesta del suo interlocutore. E qui, in un passaggio a briglie sciolte, in un'atmosfera ormai decisamente più cordiale, eccolo lasciarsi sfuggire:

“Poi d’altra parte queste dovrebbero essere le vere interviste, non le cavolate alla Matrix l’altra sera. Questa dovrebbe essere una cosa vera da mettersi lì e dire ‘Lei dice così’ e uno si incavola e tira fuori il suo… Non come le fanno…”

riferendosi al programma in quel periodo ancora condotto da Mentana (qui il testo integrale della puntata di Report).

Allora, signori, è inutile che ci prendiamo in giro. Più di ogni altra spiegazione fornita dall'ex conduttore di Matrix, più di ogni altra polemica seguita alle dimissioni di Enrico Mentana da Mediaset, è in questa frase dal sen di Confalonieri fuggita che sta la verità del rapporto ormai logoro fra la tv berlusconiana e il giornalista, evidentemente non più tanto in linea con la politica e la filosofia dell’azienda. Un rapporto che evidentemente, come subito affermato da Mentana al momento di lasciare Mediaset, non aveva più nient'altro da offrire e che anzi era ormai ingabbiato in una situazione di reciproca insopportabilità.

Però, dopo aver dato un'occhiata alle agenzie di stampa e ai quotidiani di oggi (ne parla soltanto un articolo de La repubblica, in un accenno, a pagina 11), mi chiedo: possibile che nessuno se ne sia accorto?!? Enrico... dove sei?!?

martedì 17 marzo 2009

L'opportunità della crisi

C'è un insolito fermento nell'aria. Lo si avverte già da un po', ma negli ultimi tempi, forse, si è fatto più palese.

C'è voglia di reagire a una crisi economica mai troppo illustrata e approfondita e di non lasciarsi andare soltanto alla paura. C'è voglia di fare e di costruire per superare un ostacolo che le persone avvertono essere davvero duro e complesso. Così la gente si ingegna, si mobilita, si muove, armi e bagagli, con la prospettiva reale di spostare il baricentro delle proprie possibilità e di aumentare le chances di riuscita.

Non so se questo mio sentire sia comune ai più o se sia soltanto il miraggio che nasce dalla speranza e dall'ottimismo. Non pare anche a voi di avvertire un diverso modo di parlare, di agire, di comportarsi? Non vi sembra che ci sia qualcosa di diverso nella ordinaria quotidianità degli ultimi tempi? I modi delle persone, i loro sguardi, non vi sembrano più impegnati? Più desiderosi di cambiamento vero, di impegno vero, di solidarietà vera? Più aperti e attenti a non lasciarsi sfuggire nulla? Più pronti a recepire i primi segni di novità e di svolta e a fare immediatamente rotta verso di essi?

Anche la storia insegna che dalle crisi nascono le migliori realizzazioni dell'uomo. Le difficoltà solleticano l'istinto di sopravvivenza, aumentano le potenzialità dell'ingegno e ampliano la creatività e la voglia di fare che il benessere e il conformismo contribuiscono invece a reprimere. E' il solito concetto di azione e di reazione: quella sinusoide che caratterizza gli eventi umani contrapponendo i tonfi più gravi a picchi altissimi di civiltà e progresso.

E sempre, puntualmente, c'è stato un fermento sociale e culturale che è seguito a un periodo di crisi, di paura e di paralisi. Un impulso che deriva dalla voglia di vivere e di sopravvivere, di superare schemi ormai stantii per puntare a nuove forme di realtà. Una forza che spinge le persone a cambiare per migliorarsi e che spesso porta a scoperte inaspettate di se stessi fino a quel momento celati e a spunti capaci davvero di stravolgere, in positivo, la propria vita.

Magari sto volando lontano, trasformando semplicemente in parole un personale desiderio di cambiamento. Però, magari, non è così... e qualcun altro potrebbe sentire qualcosa di simile... e magari un altro e poi un altro ancora...

giovedì 12 marzo 2009

Racconto breve: HELDA - © di Davidik (*)

Marcus era un soldato della società R.S.P. (Ricerca e Sviluppo Paranormale). Quel giorno, il soldato era andato in ricognizione in una casa dove erano state intercettate delle anomalie, ma non trovarono niente, così quando Marcus stava per ritornare nell’automobile insieme ai suoi compagni, lui vide vicino alla casa, in un cespuglio, qualcosa che si muoveva. Così andò a controllare. Quando fu davanti al cespuglio ci fu un silenzio totale, si guardò indietro, non c’era più nessuno. Così Marcus andò il più vicino possibile al cespuglio e…

Boom!!! La casa esplose, Marcus si girò di scatto con il cuore in gola, ma non ci fu niente da vedere: solo una casa in fiamme. Poi Marcus quando si rigirò gli si gelò il sangue, il cuore gli era andato in gola, non riusciva ad urlare dalla paura. Gli era comparsa davanti una donna nuda, con la pelle bianca come un fantasma, aveva gli occhi rossi sangue, come se fosse arrabbiata fino alla morte con qualcuno: sembrava un cadavere resuscitato.

Marcus voleva andarsene, ma le gambe non gli si mossero, voleva tentare di ucciderla ma il braccio non gli si mosse, sembrava mummificato. La strana ragazza avanzò con passi molto lenti, appena si trovò davanti al soldato scomparve, e rimasero solo piume rosse sangue. Successivamente dal cielo Marcus sentì una voce, poi dopo un po' capì: era la voce della ragazza! La voce emise solo un suono: “Uccidi!!! Uccidili tutti!” Così appena finì di parlare, Marcus si ritrovò con davanti 10 soldati armati di fucili, perciò, il soldato attivò i suoi super-riflessi e divenne tutto a rallentatore. Così si lanciò in avanti e prima che atterrasse fece fuori 5 soldati, poi, schivò i proiettili sparati dai soldati e li fece fuori andandogli sotto e sparando in continuazione.

Quando finì il combattimento stranamente tutto ritornò come era prima: la casa non era esplosa, le nuvole non ci furono più e non ci fu più alcun segno dei corpi dei soldati. Come se fosse successa una visione.

Il giorno dopo Marcus andò a fare ricerche in quella casa e scoprì che tanto tempo fa in quella abitazione fu giustiziata una diavola maligna. Dopo quella scoperta Marcus si presentò di nuovo in quella casa dove piazzò molti specchi e riflettori davanti ai cespugli. Così sempre in quella notte, Marcus disse al cespuglio: “Sono quello che ha dato il permesso per farti ammazzare senza pietà!!!” Successivamente, come aveva programmato Marcus, scoppiò la casa e la ragazza apparve. Così il soldato accese i riflettori, e la luce si scagliò tutta sulla ragazza che si dissolse.

Da quel giorno non si fece più vedere quello spirito malvagio e Marcus ritornò al lavoro di sempre.

(*) David ha 10 anni e frequenta la V elementare. Ho voluto riportare il testo del racconto esattamente come lui lo ha scritto, con Word, al pc. E il suo papà è davvero felice di ospitarlo sul blog.

mercoledì 11 marzo 2009

Quel che è bello è che ci prendono anche per il...

Avevo giusto riportato nel post di ieri la notizia, appena pubblicata da un'agenzia di stampa, della richiesta del Banco Popolare di accedere a 1,45 miliardi di euro grazie allo strumento dei Tremonti-Bond varato dal governo. Ad un giorno di distanza, ecco le soddisfatte dichiarazioni del suo consigliere delegato.

BANCO POPOLARE: SAVIOTTI,CON TREMONTI-BOND PATRIMONIO A POSTO

(ANSA) - ROMA, 11 MAR - Il Banco Popolare si dice tranquillo sulla sua situazione patrimoniale grazie anche all'adesione ai Tremonti-Bond, per i quali ha avanzato richiesta per 1,45 miliardi. Il consigliere delegato Pier Francesco Saviotti, raggiunto al suo arrivo a Roma, dove si trova per l'incontro fra i banchieri e il presidente del Consiglio, ha spiegato all'ANSA: ''Avendo la possibilita' di accedere a 1,45 miliardi di euro tramite i Tremonti-bond, non abbiamo bisogno d'altro''. Secondo Saviotti, dunque, per il banco Popolare ''non e' prevista la dismissione di asset strategici''. (ANSA).11-MAR-09 18:43


Non lo conosco e credo che con una semplice ricerca su Google riuscirei a rintracciare una sua immagine. Ma non pare anche a voi di vederlo scendere dall'autoblu aziendale, nel suo completo scuro, avanzare giocondo e rubizzo, sul volto stampata un'espressione di superiore felicità, lo stesso sorrisetto ironico indossato dai suoi dipendenti bancari quando spronano il pensionato di turno ad investire su "Pincopallo operazione sicura"...? Non vi sembra di vederlo mentre, tutto soddisfatto, pronuncia le parole riportate sopra dall'Ansa?

Pensate di poter uscire anche voi con lo stesso stato d'animo dalla vostra banca, dopo aver chiesto e (non!) ottenuto un prestito di 10mila euro? Avete capito? Per anni abbiamo versato soldi veri, frutto del lavoro e del sudore vero, nelle loro casse. Per anni abbiamo ricevuto in cambio solo aritmetiche movimentazioni di numeri virtuali su un conto corrente bancario (tranne quelle rare, rarissime occasioni in cui abbiamo chiesto loro di ridarci i nostri soldi in mano, con problemi e burocrazia che non ti dico!). Per anni abbiamo subito i loro interessi al limite dello strozzinaggio, i loro perversi e (non a caso) complicatissimi calcoli e parametri, i loro "mi spiace signore, ma lei deve rientrare immediatamente..." e "mi spiace signore, ma la sua richiesta di prestito/mutuo non è stata accettata...". E ora che succede? Improvvisamente vogliono accedere ai nostri soldi e si dicono pure ben soddisfatti e a posto così della richiesta di soldi per tranquillizzare il proprio patrimonio? E i nostri piccoli patrimoni/risparmi/insicurezze economiche chi li tranquillizza?!?!

martedì 10 marzo 2009

Chi di casalinga colpisce, di casalinga perisce

Silvio Berlusconi, intervenendo alla presentazione del nuovo polo informatico di una nota multinazionale del settore, ha ribadito ieri una serie di concetti che rispecchiano ormai da mesi la linea Maginot del suo pensiero sulla crisi economica mondiale.

Secondo il nostro Prode Cavaliere, questa è una crisi come ce ne sono sempre state e continueranno ad esserci nel mondo. E' una crisi gonfiata a dismisura dai terroristici messaggi sparati dai media, che, infatti, non vanno seguiti (già che c'era avrebbe potuto incitare le famiglie italiane a spegnere la tv, ma si sarebbe trattato anche in questo caso di un conflitto di interesse!). E' una crisi nei confronti della quale gli italiani hanno il dovere di reagire lasciando immutate le proprie abitudini in fatto di acquisti, mettendo da parte la paura e incentivando l'economia con i consumi. E' una crisi, infine, che vede il nostro Paese tra i meno toccati, anzi tra i più sicuri: in poche parole, tra i più forti, capace di attenuarne in maniera considerevole gli effetti sia per ciò che riguarda i suoi effetti sui mercati finanziari, sia per quel che concerne gli influssi sull'economia reale. Tradotto: si tratta di una crisi normale e tutto va bene...!

Eppure, perfino la ben nota Casalinga di Voghera - tanto cara al nostro premier e tante volte da questi chiamata in causa come cartina di tornasole attraverso la quale leggere italici umori e malumori – perfino questa - abituata da anni e anni di tv soporifera e tg annacquati ma pur sempre dea ex machina dell'economia familiare - perfino questa, dicevo, ha capito che c'è qualcosa che non quadra nella lettura dei fatti del presidente del consiglio. E che l'impostazione berlusconiana non tiene minimamente conto di alcune considerazioni (neanche tanto piccole, in effetti!) che forse andavano fatte, dette e riconosciute.

Detto fatto, la Casalinga in questione ha convocato in quattro e quattr'otto gli Stati Generali delle Casalinghe Disperate Italiane, che, riunitesi sotto la storica effige del Salvadanaio, hanno prodotto un Manifesto nel quale sono elencati per punti tutti i motivi che in qualche modo stridono con le affermazioni del Prode Cavaliere. Ecco uno stralcio del documento in questione.


“Come si può, infatti, sostenere tutto ciò a fronte:

  • di un tasso di disoccupazione altissimo, fra i più alti in Europa;

  • di un prodotto interno lordo pro-capite fra i più bassi del continente, il cui valore, fra l'altro, appare sensibilmente diverso fra il nord e il sud del Paese;

  • di un indice di corruzione e di malversazione sulla cosa pubblica che ci vede tristemente fra i protagonisti della classifica mondiale;

  • di un tasso di scolarizzazione di secondo livello talmente basso da far pensare che i nostri studenti universitari soggiornino negli atenei più che studiarvi;

  • di una fuga di cervelli che ormai da anni ha assunto le proporzioni di una vera e propria emigrazione verso l'estero;

  • di una presenza così considerevole di evasori fiscali che, un po' per una certa indole tipica di noi italiani e un po' per una serie di leggi e condoni approvati dai nostri governanti, hanno sottratto alle casse dello Stato ben più di una manovra finanziaria;

  • di una presenza di compensi per tutta una serie di classi di amministratori (parlamentari italiani, parlamentari europei, manager di Stato e teste di legno varie) che non ha assolutamente paragone nel continente, capace di sottrarre alle casse dello Stato (anche qui!) ben più di una manovra finanziaria;

  • di una presenza così massiccia di criminalità organizzata sul territorio (leggi mafia, 'ndrangheta, camorra, sacra corona unita, mafia cinese, mafia russa, mafia albanese) che – forse – non ha eguali al mondo, capace di movimentare una mole di denaro (anche pubblico) in grado di azzerare il nostro debito pubblico;

  • di un circuito bancario fra i più iniqui al mondo, forte con i piccoli imprenditori e le famiglie e debole con i grandi capitani di industria (anche quelli in procinto di bancarotta, soprattutto quelli!), capace di speculazioni senza remore sulle spalle e nelle tasche di risparmiatori e pensionati;

  • di un sistema giudiziario, che dovrebbe essere il guardiano della legalità nel Paese, travolto da un arretrato di proporzioni elefantiache che ne paralizza l’attività e alle prese, dagli anni di tangentopoli, con una impegnativa campagna delegittimante;

  • di un sistema politico che, più che al bene dell’Italia, appare quanto mai impegnato a garantirsi e a rafforzare il proprio soggiorno dorato sotto la campana di vetro che si è costruita.
Il Manifesto delle Casalinghe Disperate Italiane, appositamente, lascia una serie di righe vuote a questo punto e invita chiunque ad inserire “altri punti di ragionevoli lamentele da inoltrare al premier”. Non si può certo dire che le nostre siano da meno delle più note Desperate Housewives della tv, no?

Mediti il Prode Cavaliere, mediti! Se neanche la Casalinga di Voghera capisce…

ULTIM'ORA
: Un'agenzia di stampa di poco fa rende noto che "il Banco Popolare comunica in una nota di aver presentato al Ministero dell'Economia e delle Finanze e alla Banca d'Italia formale istanza per l'emissione degli strumenti finanziari di patrimonializzazione". Tradotto: la suddetta banca sta chiedendo l'aiuto dello Stato per fronteggiare la crisi di liquidità, ricorrendo ai cosiddetti Tremonti Bond per 1,45 miliardi di euro. Però è una crisi normale e tutto va bene...!

sabato 7 marzo 2009

Quello che le donne dicono... degli uomini

Alla vigilia della Festa della Donna, un'inchiesta del mensile Playboy - ripresa dall'Adnkronos - svela il pensiero statisticamente dominante dell'universo femminile verso i rappresentanti dell'altra metà del cielo.

E' un sondaggio e va preso come tale. Ma, come al solito, noi maschietti non ci facciamo una gran bella figura. Certamente molto per colpa nostra, ma non sarà forse responsabilità anche di imbonimenti e lavaggi del cervello stile Sex and the City?

8 MARZO: IL 71% DELLE ITALIANE RIMPIANGE I MASCHI DI UNA VOLTA
INDAGINE DI 'PLAYBOY', MEGLIO CLAUDIO AMENDOLA DI BRAD PITT E BRUCE WILLIS
Roma, 7 mar. (Adnkronos) - Un'indagine del mensile "Playboy" afferma che alle donne non piacciono gli uomini di oggi, rimpiangono il maschio di una volta, sognano l'harem e trovano Claudio Amendola piu' sexy di Brad Pitt e Bruce Willis. Gli uomini di oggi? Troppo effeminati (52%) e 'molli' (36%), ma anche 'mammoni' (51%) e permalosi (39%). Le donne italiane non lesinano critiche al 'sesso forte', anzi mettono in discussione proprio questa definizione: Il 71% sostiene cheil macho non esiste piu', rimpiangendolo, e al cospetto degli 'uomini di oggi' l'emisfero rosa e' nello sconforto. Del maschio di una volta le donne rimpiangono tutto persino "i modi un po' bruti e risoluti anche con la partner" (54%) e "il fare daspaccone". L'estinzione del 'vero maschio' assume i contorni del rimpianto nostalgico soprattutto al cospetto dei difetti imputati agliuomini moderni, infatti se del macho piacevano "l'aria trasandata" (43%) e "la bravura e la tenacia nel corteggiamento" (36%), gli uominidi oggi sono ritenuti "ossessionati dalla cura per il loro corpo ed esageratamente attenti all'estetica" (52%) e "poco passionali" (21%). L'elenco di critiche del gentil sesso non si ferma qui e prosegue con un elenco di difetti cosi' lungo da dare luogo a vere e proprie tipologie di maschi. Infatti al posto del macho ormai estinto,per le intervistate vi sono i bambinoni (56%), i metrosexual (48%), gli edonisti (39%), i cervellotici impegnati e gli sdolcinati (32%), ognuno dei quali con la sue caratteristiche negative. Un panorama poco incoraggiante per le donne che piuttosto che scegliere un principe azzurro infantile o piu' innamorato di se stesso che della sua compagna, preferirebbe avere a disposizione un harem (64%) da cui estrarre l'uomo giusto a seconda della circostanza.

8 MARZO: IL 71% DELLE ITALIANE RIMPIANGE I MASCHI DI UNA VOLTA (2)
UOMINI PERMALOSI, INFANTILI, RAPITI DA CONSOLE E VIDEOGAMES, FASHION VICTIM, POCO IMPEGNATI NELLA RELAZIONE, SENZA PERSONALITA'
(Adnkronos) - Coerentemente con il rimpianto del macho un po' rude, le donne italiane hanno scelto Claudio Amendola tra 50 volti noti dello spettacolo, come l'uomo piu' vicino al tipo ideale. 'GiulioCesaroni' batte dunque Brad Pitt (56%) e Bruce Willis (52%), Fiorello (21%) e Scamarcio (8%), secondo l'indagine di Metacomunicazione per "Playboy", realizzata attraverso 10 focus group che hanno coinvolto 110 donne di eta' compresa tra i 20 e i 50 anni cui e' stato chiesto il loro parere sugli uomini italiani di oggi. Permalosi, infantili, rapiti da console e videogames, fashion victim, poco impegnati nella relazione, senza personalita', e incapacia ricordare anniversari e compleanni, questi sono solo alcuni dei difetti degli uomini di oggi. Per il 42% delle donne il macho e' scomparso del tutto, mentre il 29% ritiene che in giro ne esistano ancora alcuni esemplari da proteggere come i panda. Le donne rimpiangono il vero maschio, "i suoi modi un po' bruti in grado di farle sentire protette" (54%) e "le sue capacita' amatorie" (31%). Due pregi importanti e in grado anche di cancellare i difetti del macho primo fra tutti "continuare a fare il casanova anche dopo il fidanzamento o il matrimonio" (61%), "parlare sempre di calcio e motori" (48%) e "il maschilismo" (36%).

8 MARZO: IL 71% DELLE ITALIANE RIMPIANGE I MASCHI DI UNA VOLTA (3)
LE CATEGORIE, DAGLI 'ETERNI BAMBINI' AI 'METROSEXUAL'
(Adnkronos) - Questi difetti si trasformano in peccati veniali quando le donne parlano delle caratteristiche negative degli uomini dioggi e delle categorie che hanno sostituito il macho. Ma quali sono queste tipologie di uomo che hanno rubato la scena al macho e quali i loro difetti? La prima categoria e' quella degli "eterni bambini" (56%), cui le donne criticano "lo scarso impegno nella relazione" (59%) magari motivato da frasi che spiegano che "non si sente ancora pronto per il matrimonio" o che bisogna conoscersi ancora un po' prima di sposarsi". In effetti questo tipo di uomo per le donne e' "incapace di prendere decisioni" (44%) ma soprattutto e' "troppo legato alla mamma"(51%). Nessuna donna vorrebbe un fidanzato mammone e malato di indecisionismo cronico, ma forse sarebbe peggio ritrovarsi di fianco un uomo che 'smanetta' tutta la giornata con playstation, xbox e videogiochi. Un rischio reale visto che le intervistate accusano gli eterni bambini di essere "troppo presi da videogames e consolle" (32%). Non e' andata meglio ai cosiddetti "metrosexual" cui non viene perdonata "la cura eccessiva per il corpo e l'attenzione esagerata all'estetica" (52%). Le donne non vogliono un uomo che passi in bagno piu' tempo di loro tempo e che sulla mensola abbia piu' creme e trattamenti di una signora che ha superato i sessanta. Una volta erano gli uomini ad accusare mogli e fidanzate di avere le mani bucate quando andavano a comprare un paio di scarpe o degli abiti, oggi invece e' il gentil sesso a dire che il suo lui "spenda troppi soldi in shopping" (47%).

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BOCCIATO ANCHE L''INTELLETTUALE IMPEGNATO'
(Adnkronos) - L'accusa di essersi femminilizzati ritorna quando le donne imputano ai metrosexual di essere "poco maschi" (36%) e affermano (43%) che il bisogno di apparire di questi uomini deriva dalla loro "mania di protagonismo". Non ha fatto una figura migliore la categoria definita dalle donne "intellettuale impegnato". Al gentil sesso piacciono i discorsi di politica e filosofia ma magari ogni tanto sarebbe bello anche andare in discoteca e concedersi un colpo ditesta. Ma guai a farlo notare a lui perche' questo tipo di uomo "prende certi discorsi troppo sul serio" (30%) ed e' "permaloso" (39%). Questa categoria e' quella che subisce le critiche piu' dure dal gentil sesso, infatti secondo le donne l'intellettuale impegnato si scalda molto quando parla ma resta piuttosto "freddo nella relazione perche' manca di passionalita'"(21%). Quando poi l'intellettuale sbaglia con la sua lei non si puo' far perdonare con un regalo perche'"non li sa scegliere" (27%). Forse il gruppo di neomaschi che ha superato meglio le forche caudine del giudizio femminile, e' quello degli "edonisti" i cui 'reati' sono tutti ascrivibile sotto la voce dell'attitudine alla futilita'. Nello specifico le
intervistate hanno detto che "pensano solo a divertirsi" (49%), "non prendono la relazione sul serio" (44%) e attribuiscono troppa importanza agli amici (37%). Per le donne questo tipo di uomo dovrebbe "spendere meno soldi in modo futile" (28%) e magari usarli per farle qualche regalo in piu' invece di dimenticarsi sempre "compleanni, anniversari e le ricorrenze in generale" (14%).

8 MARZO: IL 71% DELLE ITALIANE RIMPIANGE I MASCHI DI UNA VOLTA (5)
IL 64% VORREBBE UN HAREM AL MASCHILE
(Adnkronos) - Ma se gli uomini hanno cosi' tante cose sbagliate, le donne sognano ancora il principe azzurro o, piu' modestamente, cercano ancora l'uomo ideale? Senza mezze misure, il 64% confessa che la cosa migliore sarebbe avere a disposizione un harem da cui estrarre l'uomo giusto a seconda della circostanza. Magari il metrosexual puo' essere adatto per una serata in cui fare una bella figura, l'eterno bambino torna utile per dare sfogo all'istinto materno di ogni donna el'edonista va bene quando ci si vuole divertire e staccare la spina. Alle donne che sognano l'harem si contrappone un 55% di romantiche che "non crede nell'uomo dei sogni, ma continua a cercarlo"e un 26% di intervistate che ironicamente ha risposto che "il partner perfetto esiste ma di solito e' gia' impegnato". Al fianco di queste donne vanno aggiunte le fataliste per cui il principe azzurro esiste ancora ma bisogna avere molta fortuna a trovarlo (47%) e le disilluse per cui "l'uomo dei sogni non esiste e bisogna accontentarsi di quello che c'e' in giro" (39%).
(Sin/Col/Adnkronos) 07-MAR-09 13:00

venerdì 6 marzo 2009

Cercando

Avrei bisogno di un buco nel cielo
per vedere il sole e le stelle,
perchè questo grigiume che ho dentro
non mi fa più volare lassù.

Avrei bisogno di un canto lontano,
di una voce sottile e piccina
da cercare, vedere, raggiungere
nel silenzio più puro che c'è.

Avrei bisogno di un pallido raggio
che mi dica: "Che scemo che sei,
non capisci che il bello del mondo
è che c'è anche senza di te!".

Ora, vedi: la vita che vivi
non ci aiuta a capire i perchè,
ma è un congegno sottile e supremo
che ti porti per sempre con te.

martedì 3 marzo 2009

Vivere: riflessioni con parole altrui

"Tutta quella città... non si riusciva a vederne la fine... la fine! Per cortesia, si potrebbe vedere la fine? Era tutto molto bello su quella scaletta, e io ero grande, con quel bel cappotto, facevo il mio figurone. E non avevo dubbi, che sarei sceso, non c'era problema... Non è quello che vidi che mi fermò Max, è quello che non vidi... puoi capirlo? Quello che non vidi... in tutta quella sterminata città c'era tutto tranne la fine... C'era tutto. Ma non c'era una fine. Quello che non vidi è dove finiva tutto quello: la fine del mondo. Tu pensa a un pianoforte. I tasti iniziano? I tasti finiscono! Tu lo sai che sono 88 e su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti loro. Tu sei infinito. E dentro quegli 88 tasti, la musica che puoi fare è infinita. Questo a me piace. In questo posso vivere. Ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti... Milioni e miliardi di tasti che non finiscono mai... E questa è la verità... che non finiscono mai. Quella tastiera è infinita. Ma se quella tastiera è infinita allora su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare. E sei seduto sul seggiolino sbagliato. Quello è il pianoforte su cui suona Dio... Cristo, ma le vedevi le strade?! Anche soltanto le strade, ce n'erano a migliaia! Ma dimmelo: come fate voialtri laggiù a sceglierne una? A scegliere una donna... una casa... una terra che sia la vostra... un paesaggio da guardare... un modo di morire... Tutto quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce e quanto ce n'è! Ma non avete paura voi di finire in mille pezzi solo a pensarla a quella enormità? Solo a pensarla... a viverla! Io ci sono nato su questa nave... e vedi anche qui il mondo passava... ma a non più di 2000 persone per volta. E di desideri ce n'erano! Ma non più di quelli che ci potevano stare su una nave, tra una prua e una poppa. Suonavi la tua felicità su una tastiera che non era infinita... Io ho imparato a vivere in questo modo. La terra, è una nave troppo grande per me... È... è una donna troppo bella... È un viaggio troppo lungo... È un profumo troppo forte... È una musica che non so suonare... Non scenderò dalla nave. Al massimo, posso scendere dalla mia vita."
Novecento (Tim Roth), dal film La leggenda del pianista sull'oceano.

Il manifesto di una nobiltà d'animo troppo raffinata per poter essere compresa e condivisa oppure l'ammainamento definitivo della propria bandiera di fronte alla grandiosità della vita? Quanti, vedendo il capolavoro di Tornatore tratto dall'incredibile monologo di Baricco, non hanno provato uno di questi stati d'animo contrapposti e si sono schierati con foga da una parte o dall'altra?

Sto parlando della vita, del modo di interderla: siamo vincitori o perdenti se viviamo nell'accettazione dei nostri limiti? Siamo vincitori o perdenti se ci forziamo a voler vivere una vita che non è la nostra? Meglio una trasparenza totale a costo di rivelare le nostre lacune o una patina di superiorità che le nasconda all'occhio altrui?

Nel suo romanzo capolavoro, Il Santo, Antonio Fogazzaro ci confida che c'è un sottile piacere nel soffrire ingiustizie. Quanta grandezza può esserci, a volte, negli umili e negli sconfitti: possiamo coglierla e scoprire così il gigante che a volte vi si cela dietro; oppure giudicarla e bearci del piedistallo da dove si sta guardando il mondo.

Grazie a Baricco e a Fogazzaro per aver allargato la mia visione della vita!

lunedì 2 marzo 2009

AL SERVIZIO DEL PAESE - Palazzo News 1

Cosa fanno gli inquilini del nostro Palazzo quando non sono impegnati a faticare (!) per il bene del Paese? Piccolo spazio dedicato alle dichiarazioni e alle iniziative più interessanti dei politici di casa nostra. Sarà mia premura riportare su questo blog le loro gesta così come saranno state narrate dagli organi di stampa. Piccole cose, per riflettere e tentare di capire perchè li abbiamo mandati a decidere per noi. Per la serie: vediamo con chi abbiamo davvero a che fare!

Partiamo con qualche news di carattere... sportivo!

CALCIO: RIGORE BALOTELLI; A MONTECITORIO PROTESTANO DEPUTATI
(ANSA) - ROMA, 2 MAR - Il presidente del Roma Club Montecitorio, Paolo Cento, ha convocato per domani alle 19:30, preso il circolo sportivo di Montecitorio, l'assemblea straordinaria dei soci del club per decidere, tra le altre cose, ''le iniziative di protesta a tutela dei tifosi romanisti dopo Inter-Roma e l'ennesimo torto subito dalla squadra giallorossa''. Durante l'assemblea, rende noto Cento, verranno raccolte le firme dei parlamentari del Roma club per presentare un'interpellanza sulla gestione degli arbitri nel campionato di calcio. Al termine dell'assemblea si svolgerà la cena sociale del club a cui parteciperanno giocatori e dirigenti della società.
02-MAR-09 15:18

CALCIO: PRESIDENTE ROMA CLUB SENATO, BASTA SUDDITANZA ARBITRI
SEN. DE LILLO PRESENTA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE, 'TORNEO FALSATO'
(ANSA) - ROMA, 2 MAR - Dopo il rigore contestato nel corso della partita Inter-Roma, il senatore del Pdl Stefano De Lillo, presidente del Roma Club di Palazzo Madama, ha presentato un'interrogazione al sottosegretario allo sport, Rocco Crimi, chiedendo se ''in seguito ai ripetuti episodi di sudditanza psicologica della classe arbitrale, che rischiano di falsare la regolarità dei campionati e rovinare la credibilità dello sport, non ritenga opportuno valutare la possibilità di realizzare all'interno del Coni una federazione arbitrale autonoma dalla Federcalcio''.
02-MAR-09 17:24

ATLETICA: NASCE IL 'MONTECITORIO MARATHON ROAD RUNNERS CLUB'
50 PARLAMENTARI ISCRITTI, PRIMO APPUNTAMENTO MARATONA NEW YORK 2009
Roma, 2 mar. - (Adnkronos) - Verrà presentato domani mattina alle 12, nella sala del Mappamondo alla Camera, il 'Montecitorio Marathon Road Runners Club', iniziativa promossa dal Vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, insieme ai deputati Davide Caparini (Lega), Paolo Fadda (Pd), Chiara Moroni (Pdl), Sandro Gozi (Pd), PaolaDe Micheli (Pd), Alessia Maria Mosca (Pd) e Marco Marsilio (Pdl). Il club nasce dalla passione di molti parlamentari per la corsa e si pone l'ambizioso obiettivo di formare ed allenare un team di runners che partecipi e completi la maratona di New York 2009. "Sappiamo - spiega Lupi - che un'attività fisica ben svolta coincide con una migliore qualita' della vita. Un aspetto tutt'altro che secondario per chi, come noi, svolge una professione che difficilmentepermette di dedicarsi con costanza allo sport. Anzi, il più della volte spinge a non praticarlo. La nostra volontà, quindi, è anzitutto quella di testimoniare che la maratona può essere uno strumento di prevenzione e terapia". Ma non finisce qui. I parlamentari (ad oggi hanno aderito in 50) individueranno anche una o più associazioni no profit a cui destinare le risorse che raccoglieranno, da amici e sponsor, come avviene già a New York. Alla presentazione di domani parteciperanno, oltre ai promotori, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il professore Gabriele Rosa (medico e preparatore di fama mondiale che con la propria equipe seguirà gli aspiranti maratoneti), il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto e il deputato del Pd Roberto Giachetti.
02-MAR-09 18:01

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