Il Natale degli alberi dimenticati

Il Natale è Natale in tutto il mondo. Dovunque tu vada, inverno o estate che sia, con la neve o con il sole, di notte o di giorno, i giorni del Natale riescono sempre a farsi riconoscere. Riempiono l'aria, le menti e i cuori e non c'è bisogno di farci caso: fanno tutto loro e, per lo più, la gente sente che è arrivato, che c'è qualcosa di nuovo ma sempre uguale intorno, che anche quest'anno, per fortuna, c'è.

Dev'essere lo stesso anche per la natura e le cose. Una magica brezza che soffia per le strade e le campagne, toccando tutti e tutto: animali e piante, auto e case, acqua e fuoco. Ne ho avuto la riprova oggi, passando su uno dei ponti di Roma e guardando incuriosito di sotto. Là dove nei giorni scorsi il Tevere impetuoso e orgoglioso ricordava ai romani la sua potenza, arrivando a lambire le arcate dei ponti e sommergendo tutto ciò che incontrava, a guardar bene può scorgersi anche qualcos'altro. Qualcosa a testimonianza del fatto che il Natale arriva non solo per chi sta bene, ma anche per gli altri; non solo per chi è abituato agli apprezzamenti dei più e alle luci della ribalta, ma anche per chi normalmente non è notato e vive nell'indifferenza generale.

E' Natale per gli alberi delle piazze più famose di Roma: pensate agli abeti di Piazza S. Pietro o di Piazza di Spagna, decorati e illuminati da mani esperte per dar lustro ai luoghi più significativi dell'Urbe. E' Natale per gli alberi, veri e non, che abbelliscono le nostre case, i terrazzi e i balconi, le vie e i negozi della città: ci hanno pensato negozianti e famiglie a farli belli e persino le mani di tanti bambini.

E ora lì, da quel ponte, ti accorgi che il Natale è arrivato anche sulle sponde del fiume: su quegli alberi, spogli e rinsecchiti, che l'acqua e il fango hanno ricoperto nei giorni di piena, ora sono spuntati addobbi poveri ma coloratissimi. Sono tante buste di plastica, bianche, rosse e blu, bottigliette d'acqua verdi, lattine rosse e tanta altra spazzatura che il fiume ha raccolto e portato con sè per abbellire, come ha potuto, quegli alberi dimenticati e brutti che scortano il suo corso fino al mare. Poveri ma belli, nessuno ha mai pensato di decorarli: lo ha fatto il Tevere.

Perchè Natale, prima o poi, in ogni caso, arriva. Per tutti.
Buon Natale!

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