Segnali dal futuro

Attenzione, sta per accadere qualcosa. Qualcosa di grosso.

Più di un indizio lascia infatti pensare che un enorme macigno stia per abbattersi sulla scena politica italiana. Non si tratta, com'è ovvio, di certezze, né di indiscrezioni raccolte fra gli ambienti di chissà quale servizio segreto deviato. Tuttavia, negli ultimi giorni stanno verificandosi tutta una serie di cose, piccole cose, che messe insieme lasciano intravedere la possibilità che qualcosa di grosso stia in effetti prendendo forma all'orizzonte.

Qualcosa che punta diritto e a tutta velocità su Silvio Berlusconi. Il quale, evidentemente, in estate deve aver avuto più di un sentore di tutto ciò, qualche avvisaglia... C'è chi si spinge a dire che si sia trattato di una vera e propria soffiata, di una fuga di notizie non dissimile da quelle che spesso avvengono negli ambienti delle procure e che riguardano le inchieste più scottanti. Ma molto più grossa, questa volta.

Fatto sta, che, improvvisamente e senza apparente motivo, il nostro premier torna a lanciare accuse alla magistratura. Anzi, per essere precisi, ad una parte della magistratura ben localizzata: quella più volte presa di mira di Milano e Palermo, dove, a suo parere, sarebbero in corso “fermenti” di attività che puntano a rovistare fra cose relative ai lontani anni '92, '93 e '94. Attività che Berlusconi non esita a tacciare di inutilità, sia per lo spreco di denaro pubblico che arrecherebbero all'erario sia perchè non è bello che i magistrati dedichino la loro attenzione a cose di un così lontano passato. Questo, in soldoni, il Berlusconi-pensiero esternato l'8 settembre scorso (in pratica alla prima occasione buona dopo la pausa estiva) e condito con la solita dose di accuse di complotti contro di lui.

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LA NOTIZIA: PREMIER, PROCURE COSPIRANO CONTRO DI ME (ORE14) =(AGI) - Roma, 8 set. - "So che ci sono fermenti nelle procure di Palermo e Milano che ricominciano a guardare a fatti del'92, del '93 e del '94. E' follia pura e quello che mi fa male e' che facciano queste cose con i soldi di tutti, cospirando contro di noi che lavoriamo per il bene del Paese". All'indomani delle polemiche suscitate dalle sue parole contro il sistema dell'informazione, Silvio Berlusconi, lancia un nuovo affondo rivolto alla magistratura. "Ci attaccano - scandisce Berlusconi all'inaugurazione del Salone del tessile a Milano - con una mandria di tori. Ma qui c'e' un torero che non ha paura di nessuno". "Sono stanco di prenderle soltanto", aggiunge il premier approfittando di un lapsus durante un passaggio del suo intervento dedicato al post-terremoto. Berlusconi parla di Tangentopoli volendo intendere tendopoli e un brusio della platea lo interrompe. "Dite che Tangentopoli e' una cosa del passato? - chiede - vedremo. A Bari c'e' aperta un'inchiesta interessante...". Berlusconi invita a "fare squadra", ma da questo punto di vista, dice, "la politica sta dando un segnale disastroso: in politica non si fa squadra, c'e' un gioco di tutti controtutti". Bisognerebbe invece, continua, "prendere esempio dagli imprenditori e mettere da parte i contrasti per procedere uniti e dire addio alla crisi". E torna anche sulle polemiche suscitate dalle sue parole sul sistema dell'informazione nei giorni scorsi e replica all'opposizione che ha parlato di 'dittatura' e di 'fascismo': "I dittatori chiudono o censurano i giornali, io non lo faccio. Quindi e' evidente che questa non e' propriamente una dittatura...". In Italia, ribadisce, "la liberta' di stampa e' diventata liberta' di mistificare e di calunniare". Il premier lancia una passa in rassegna quelli che ritiene essere i meriti dei suoi 15 mesi di governo e soprattutto rivendica al suo esecutivo la capacita' di aver compreso in tempo i segnali della crisi economica e di aver adottato le contromisure necessarie: Il peggio e' passato - ribadisce - siamo alla fase conclusiva. Ma per uscirne - ha aggiunto - bisogna innanzitutto mettere da parte la paura". Berlusconi elogia il ministro dell'Economia, "Quel genio di Tremonti e' stato l'unico a prevedere" la crisi, dice. Ma poi frena il titolare di via XX Settembre che qualche giorno fa a Cernobbio aveva riservato una serie di stoccate pesanti al mondo del credito: "non si puo' gettare la croce" contro di loro per la concessione dei prestiti, spiega. Gli istituti di credito devono gestire i soldi dei risparmiatori e quindi e' comprensibile che non concedano prestiti a chi non e' in grado di restituirli. "Mettiamoci nei loro panni - ha aggiunto - devono fare buon credito". Infine, Berlusconi torna sulle accuse mosse ieri dal direttore del Giornale nei confronti del presidente della Camera. "Con Fini - si limita a dire rispondendo alle domande dei cronisti - e' tutto a posto".
(AGI) Red/Mgm081400 SET 09

Da notare che il premier, soltanto il giorno precedente, aveva già tuonato sull'equazione, a lui tanto cara, libertà di stampa = libertà di insulto, nonchè sull'ormai arcinoto ritornello dell'informazione in mano ai cattocomunisti.

LA NOTIZIA: BERLUSCONI, NO LIBERTA' STAMPA? BARZELLETTA
Roma, 7 set. - Silvio Berlusconi al contrattacco sul fronte informazione: "E' in atto - ha detto a Mattino Cinque -una campagna eversiva" che punta alle dimissioni dell'esecutivo" contro la volonta' del popolo" e il fatto che non ci sia liberta' di stampa "e' una barzelletta di una minoranza cattocomunista e dei suoi giornali. Liberta' di stampa non e' liberta' di mistificare, di insultare e di calunniare, per questo mi sono rivolto alla magistratura". Il premier si dice tranquillo: "Perche' i miei concittadini apprezzano Silvio Berlusconi in numero cosi' elevato? Perche' la maggior parte degli italiani, nel loro intimo vorrebbero essere come me. Perche' mi conoscono e sanno come mi comporto: sanno che Berlusconi non ruba e non utilizza il potere a suo vantaggio personale, come hanno fatto quasi tutti coloro che, soprattutto dall'altra parte politica, mi hanno preceduto in questa difficile responsabilita'". Altro tema caldo le presunte tensioni con il Vaticano e anche qui Berlusconi non ha dubbi: "I rapporti del governo e miei personali" con la Santa Sede "sono eccellenti da sempre e alimentati da dialogo continuo". Quanto a un possibile incontro con il segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, il presidente del Consiglio rileva: "Non e' in agenda, non ne vedo la necessita'. Si sono inventati che io avrei chiesto degli incontri: non ho chiesto nulla, perche' non c'e' nulla da chiedere". Ma l'opposizione non ci sta: "Sono mesi che Berlusconi cerca quotidianamente di coprire la crisi della sua politica e l'inizio del suo personale declino - sostiene Luigi Zanda, vicepresidente dei senatori del Partito democratico -. Dire che i suoi consensi veleggiano verso il 70 per cento, senza aggiungere come, quando e dove e' stata ricavata una simile cifra significa solo voler manipolare l'opinione pubblica". Gli fa eco il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi: "La sola idea di un'informazione controllata da comunisti e cattocomunisti al novanta per cento e' evidentemente ridicola. Questa ennesima provocazione del capo del governo, pero', non puo' essere sottovalutata: il premier controlla le televisioni e, direttamente o indirettamente, una buona fetta della stampa. Tra oggi e domani le sue parole saranno verita' per milioni di italiani, perche' saranno ripetute e amplificate da tutti i media da lui controllati".
(AGI) Red071400 SET 09

Nel frattempo, un altro dei segnali di cui parlavamo all'inizio fa il suo ingresso in scena. Lo incarna il presidente della Camera Fini che, da tempo a dire il vero, ha preso a contrastare con sempre più vigore e apertamente alcune scelte del governo e prese di posizione del premier. Questa volta Fini - che come leader di AN rappresenta pur sempre la seconda voce e l'altra anima del PDL - accusa Berlusconi di continuare palesemente a far finta che non esistano problemi all'interno del partito. E lo fa replicando seccamente per ben due volte al premier nell'arco della stessa giornata.

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++ FINI, PARADOSSALE CHE BERLUSCONI NEGHI PROBLEMI
(ANSA) - ROMA, 8 SET - ''Non e' tutto a posto, anzi i problemi politici rimangono ed e' paradossale che Berlusconi li neghi''. Cosi' Gianfranco Fini ha commentato con il suo staff le parole del premier Silvio Berlusconi oggi alla Fiera di Milano.
(ANSA) GMB08-SET-09 14:54

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++ FINI A BERLUSCONI, FRAINTENDIMENTO? E' RIDUTTIVO
++PROVERBIALE OTTIMISMO PREMIER, MA COSI' NON SI RISOLVONO PROBLEMI
(ANSA) - ROMA, 9 SET - ''Per quanto l'ottimismo di Berlusconi sia proverbiale, definire fraintendimento le tante valutazioni di carattere politico su cui nel Pdl e' necessario discutere, e' non soltanto riduttivo ma soprattutto rischia di non contribuire a risolvere i problemi''. Cosi' il presidente della Camera Gianfranco Fini, in una dichiarazione, risponde alle parole del presidente del Consiglio.
(ANSA) PAE09-SET-09 20:40

Si scatena la ridda delle ipotesi: c'è chi legge l'attacco frontale di Fini come l'inizio della sua campagna d'autunno per il dopo-Berlusconi, alla guida del partito e del governo; c'è chi sostiene che si tratti in realtà di un pugno sul tavolo assestato con forza in vista della scelta delle prossime candidature alle amministrative. Fatto sta che l'attacco frontale si materializza ora, non come un fulmine a ciel sereno visti i precedenti palesi contrasti fra i due, ma di certo in un momento in cui la debolezza del premier è più evidente che in passato.

E poi: il silenzio della compagine leghista, di solito pronta a scendere in campo con zelante solerzia a difesa del capo del governo, delle sue sparate, della sua leadership nel PDL. Ed oggi stranamente in silenzio, sia di fronte al clamore suscitato dalle ennesime esternazioni contro la magistratura, sia di fronte alle trombe di guerra suonate da Fini, eccezion fatta per un paio di battute colorite di Bossi e Calderoli che di certo non hanno il vigore della spada tratta di altri tempi.

E poi ancora: lo strano silenzio delle procure chiamate in causa da Berlusconi. L'assenza di repliche da Milano e Palermo, infatti, stride fortemente, stavolta, con l'assordante (e spesso sempre uguale) clamore sulla difesa delle prerogative della magistratura e sulla sua indipendenza dal potere politico. Curioso, no? Come se questa volta lo stupore per le puntuali allusioni di Berlusconi superasse la meccanica indignazione della corporazione togata... Come se stavolta la precisione dell'invettiva del premier sull'asse Mi-Pa fosse rivelatrice di qualcosa di reale e segreto o comunque noto solo ai magistrati titolari dell'inchiesta o delle inchieste collegate. Che differenza dal flebile stupore o dalla moderata indignazione espressa solitamente dai magistrati alla lettura di verbali di interrogatorio o di trascrizioni di intercettazioni pubblicate puntualmente sui giornali!

Ora, Berlusconi non è certo nuovo ad evocare scenari di complotto contro di lui, con presunti poteri forti impegnati a lavorare e congiurare per la sua distruzione politica, quando non – addirittura – fisica. Fatto sta che la magistratura di Palermo è ultimamente impegnata a scavare e riscrivere la storia delle stragi del '92 e dei presunti patti fra Stato e mafia. Fra vere o presunte rivelazioni di pentiti e di figli di esponenti politici accusati di rapporti con Cosa Nostra che puntano il dito contro personaggi della scena politica all'epoca al vertice di alcuni settori delle istituzioni.

Fatto sta che l'intreccio mafia-politica-interessi economici è da anni al centro di alcune indagini della magistratura milanese. Indagini figlie (o, meglio, nipoti) del vecchio filone di Tangentopoli che puntano a dimostrare (che che ne dica l'ex ministro leghista della giustizia Castelli) l'esistenza di consolidate infiltrazioni mafiose nel tessuto imprenditoriale del nord, con il benestare di amministratori locali.

Fatto sta che la puntuale allusione berlusconiana al binomio Milano-Palermo potrebbe aver fatto davvero saltare sulla sedia chi, convinto fin qui di aver lavorato in gran segreto alla madre di tutte le inchieste per la certosina, ossessiva e silenziosa ricerca di ogni riscontro, si ritrova improvvisamente in mezzo al guado di un'indagine tanto pesante nei contenuti quanto delicata per il tenore dei personaggi coinvolti, per la quale sa che l'elemento sorpresa è saltato e che la pubblicità sulla sua esistenza porterà inevitabilmente alla chiusura di tante strade e di tante porte.

Fatto sta che l'offensiva sferrata da Fini alla leadership dell'uomo di Arcore arriva (e forte) proprio ora, in coincidenza con l'attacco di Berlusconi ad alcune procure: attacco che suona come una clamorosa difesa preventiva che, rendendo pubblico quel che è segreto, punta a smorzarne la portata e a far passare inchieste e indagini della magistratura come il solito complotto ai suoi danni. Ma Fini è un vecchio conoscitore della politica e sa che esiste una bella differenza fra attaccare frontalmente un leader come il Berlusconi di un anno fa e fare altrettanto ai danni di un Berlusconi indebolito da possibili devastanti inchieste della magistratura se non addirittura, come sussurra più d'uno ormai, ricattabile da altro e ben più pericoloso soggetto.

Tutto ciò lascia una palpabile sensazione di imminenza, l'attesa di una bomba pronta a deflagrare nel bel mezzo della scena politica italiana, con inimmaginabili conseguenze per il futuro del Paese.

Commenti

  1. finalmente il pentito Spatuzza vuole parlare contro Berlu ...ORA SI CHE STA TREMANDO !!!!!!

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  2. Ma sarà solo quello...? Bah!

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  3. Ci sono cose che non sapremo mai, e pensate già bastano quelle che si sanno.

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