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Quel tempo sospeso sul treno...

DOPO QUATTRO MESI - i quattro mesi del lockdown e poi della Fase 2, 2.1 e quindi 3 - ho lasciato l'auto per tornare a fare il pendolare in treno. La decisione ha avuto a che fare (molto) con il traffico tornato a livelli intensi e decisamente pre-coronavirus. Ma anche (in parte) con un minore numero di emergenze sul lavoro (e qui ci sta bene un noto gesto scaramantico che fortunatamente non potete vedere...). Emergenze che, quando in tanti erano in paranoia da lockdown o alle prese con lo smart-working, mi hanno tenuto in ufficio per dodici-tredici ore al giorno, tutti i giorni, nonchè incollato a telefono e pc durante i weekend e le festività pasquali. Ma tant'è...

Il ritorno al treno e ai mezzi pubblici correlati (tram e bus) ha provocato più di un disagio il primo giorno, come un ingranaggio arruginito che si rimette in moto: qualche dimenticanza, le nuove disposizioni sui posti a sedere o quelli in piedi, le porte esclusivamente per la salita e quelle per la discesa, i perc…

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