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lunedì 13 febbraio 2012

Neve, fuoco e... lampadine: quando la tv è falsa e farsa!

Ieri sera (ma non solo ieri sera...) in televisione ci sono andati giù pesanti. E il contrasto è stato fortemente stridente. Da una parte, le immagini caratterizzanti di questo febbraio bisestile del 2012: un interminabile rotocalco di neve e ghiaccio, che tutto avvolgeva e molto soffocava; l'ormai familiare rumore dei badili e delle pale che raschiavano cercando si spostare parte di tutto quel bianco; i volti trafelati e sfiduciati di operatori e volontari; il lamento e le preoccupazioni dei più sfortunati; gli occhi colmi di gratitudine di chi aveva ricevuto soccorso o anche soltanto una visita. Era l'Italia sferzata dal maltempo, quella che riempie da giorni pagine e pagine di giornali e i due terzi dei tg. E che, con le sue immancabili polemiche, i racconti di atti più o meno eroici e di ritardi, di inefficienze e aggressioni di lupi, tiene lontani i pensieri e i discorsi di ben altro dramma, quello sì fosco e cupo, quello sì avvolgente e soffocante, come può esserlo l'ombra del disastro economico che incombe su un intero Paese. Per lo più ancora ignaro di ciò che lo attende.

E siamo al contrappunto delle altre immagini, ben diverse, ben lontane dal bianco che aveva riempito lo schermo fino a pochi istanti prima. In esse l'oscurità della notte era squarciata dalla violenza del fuoco, fiamme alte e vigorose si affacciavano dalle finestre di un palazzo, lanciando lingue di fuoco e fumo nero e denso. Ci veniva detto dal conduttore del tg che le immagini erano in diretta da Atene, che il palazzo in questione si trovava alle spalle del Parlamento dove, proprio in quel momento, era in corso il dibattito sulle ennesime misure di austerity da far inghiottire al popolo greco. Misure che sarebbero state votate in nottata... per non finire in bancarotta, per non finire male: fate voi... Ma alcuni si erano incazzati di brutto stavolta, peggio delle altre volte. Erano scesi in piazza decisi a far sentire la propria rabbia e avevano distrutto tutto quello che avevano trovato lungo la loro strada: negozi, banche, auto, fino ad arrivare a dare fuoco ad un palazzo intero.

Ci veniva raccontato dal conduttore del tg che gli incidenti, così come l'incendio, erano stati provocati dai famigerati black bloc. Non capivo e non capisco tuttora: come può lo speaker di un tg dare un giudizio così netto sulla paternità di atti il cui primo frammento di immagini trovava la luce di una diretta tv solo in quel momento. Mi ha ricordato molto ciò che avvenne quel fatidico pomeriggio (in Italia) dell'11 settembre 2001, quando, a tragedia ancora tristemente in atto, conduttori e commentatori di tg di un po' tutto il mondo ci facevano già sapere essere tutta colpa di al Qaeda...

Fatemi capire: se anche qui da noi, nonostante i ripetuti idranti di Napolitano, Monti e leader politici vari, si arrivasse ad una crisi-monstre come quella che sta abbattendosi sul capo del popolo greco, con un'economia reale impossibile da sostenere, salari e pensioni tagliati di brutto, lavoro inesistente e le pressioni di tutto il mondo dei poteri forti addosso... e a qualcuno (o a molti), in virtù di cotanta disperazione, saltassero quei sensori che normalmente regolano l'equilibrato senso civico del "cittadino esemplare", accetteremmo che se ne parlasse come della reazione dei soliti black bloc? E non ci sentiremmo due volte indignati per questo?? Oltre che umiliati, scherniti e cornuti, anche mazziati???

E infine... Cara Enel, che da settimane ci martelli con il tuo spot (innegabilmente bello, da un punto di vista strettamente comunicazionale, per il mix di musica e immagini - detto con grande invidia per i professionisti che l'hanno ideato, ndr), guarda che per scalfire e infrangere la lampadina dei tuoi sogni (attuali e futuri) di azienda grande e solida non servono nè i martelli nè le pietre di cui parla la tua pubblicità: bastano un po' di fiocchi di soffice e candida neve. Parlane tranquillamente (!) con gli abitanti del Basso Lazio...

martedì 31 gennaio 2012

Tagli-Italia: cura Monti al 40% (meno). Per ora...

Febbraio 2011: 10 euro diesel nella mia Ford Escort SW consentivano un'autonomia di circa 130-135 chilometri. Me lo segnalava, con orgoglio, il sensore del carburante posto in bella mostra sul cruscotto.

Stamattina: 10 euro diesel nella stessa macchina sono valsi circa 80-82 chilometri. "Dopo di che, scendi e spingi!", mi ha comunicato, con grande tristezza, lo stesso cervellone what's american.

Dunque, la proporzione è semplice: in Italia, almeno per quanto riguarda il rifornimento di carburante da auto, il potere d'acquisto dell'euro negli ultimi 12 mesi è sceso del 40%.

Occorrerà adeguarsi. Da domani, per esempio, invece del solito etto di spaghetti, buttatene giù 60 grammi; e accontentatevi di poco più di mezza rosetta ("michetta", per la mia cuginotta milanese) ed altrettanto di mela (non prendete l'anguria, per carità: rischiate che vi diano una fetta già morsicata...!). Occhio anche a scegliere con cura il prossimo romanzo: badate bene che non sia un giallo nè un thriller, non vorrete mica rimanere con le pagine bianche proprio sul più bello, no? Stesso discorso per le partite del calcio Sky: tifate, tifate e tifate come ossessi nel primo tempo e sperate ardentemente che la vostra squadra del cuore rientri dagli spogliatoi già avanti di due o tre goal, altrimenti...

Nel frattempo, buona fortuna a tutti... anzi, a tut!!!

giovedì 12 gennaio 2012

Draghi&Monti: cioè, Mario&Mario implorano dio Mercato

Ieri era stato il presidente del Consiglio Mario Monti:
***Crisi/ Monti: Tassi di interesse alti non più giustificati
"Ora i mercati dicono di apprezzare gli sforzi dell'Italia"

Berlino, 11 gen. (TMNews) - Gli attuali tassi di interesse sul
debito italiano "non sono giustificati". Lo ha detto il premier
Mario Monti, a Berlino dopo l'incontro con Angela Merkel.
"Gli italiani e io con loro sperano che nei mercati finanziari ci
possa essere una riduzione dei tassi di interesse che potevano
essere giustificati una volta quando, a torto o a ragione, c'era
sfiducia verso l'Italia, non più quando i mercati stessi con
molte dichiarazioni hanno detto di apprezzare quello che l'Italia
sta facendo", ha spiegato Monti.
11-GEN-12 14:06

Oggi gli ha fatto eco il presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi:
++ DRAGHI, MERCATI APPREZZINO RISANAMENTO BILANCI STATI ++
(ANSA) - FRANCOFORTE, 12 GEN - ''I mercati dovrebbero
apprezzare i forti progressi compiuti da alcuni stati dell'area
euro'' nel risanare i bilanci pubblici. Lo ha detto il
presidente Bce Mario Draghi.(ANSA).
DOA
12-GEN-12 14:57

Se due dei Sacerdoti della finanza internazionale, protagonisti e profondi conoscitori di 'quel sistema', arrivano ad inginocchiarsi davanti al dio Mercato, implorando affinchè il suo sguardo misericordioso si volga sulle benemerite gesta compiute da tanti fedeli nel loro sovrumano sforzo a comportarsi economicamente meglio... io non mi sento per nulla bene. Nè tanto meno al sicuro. 

Loro sono, rispettivamente, il capo del governo di uno dei Paesi facenti parte del G8, nonchè ex commissario europeo, nonchè economista di riconosciuta fama internazionale, ecc. ecc.; e il presidente della Banca europea, cioè della banca delle banche nazionali dei singoli Paesi dell'Unione, ex capo della Banca d'Italia, ex banchiere ed economista anch'egli di riconosciuta fama internazionale, ecc. ecc.

Loro, invece, i 'mercati': chi sono?

Cosa c'è dietro una sì generica definizione, così tanto temuta al punto che ad 'essi' personaggi tanto dentro il sistema sono costretti a inginocchiarsi e chiedere misericordia?

lunedì 9 gennaio 2012

Cortina, evasori, scudo fiscale: la Befana di Befera

In questi giorni lo si vede e lo si sente dappertutto: in tv, sui giornali, in radio. Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, è il divo del momento, l'eroe senza macchia e senza paura che, a dispetto perfino delle bombe, porta avanti l'italica crociata contro gli evasori fiscali. Recente, recentissima crociata, aggiungerei. Perchè se ne erano perse le tracce fino a qualche anno fa, quando, probabilmente a causa della crisi economica mondiale e della necessità sempre crescente di fare cassa, lo Stato italiano si è ricordato che, insieme a Lotto, Superenalotto, Gratta&vinci, scommesse, videopoker e giochi vari, la lotta all'evasione può essere un ottimo modo per contribuire ai problemi economici del Paese.

Così, non avendo la possibilità (qualcuno dice la volontà...) di colpire capillarmente l'evasore alla radice, attivandosi cioè sui cospicui patrimoni sconosciuti all'Irpef, sull'ingente mole di Iva mai versata, sulle società fantasma, i prestanome e i riciclaggi di denaro sporco, lo Stato italiano si è deciso ad inseguire i capitali sfuggiti all'estero, nel tentativo (timido, davvero timido a giudicare dalle percentuali stabilite dal governo) di recuperarne una parte. Una prima volta nel 2001, poi una seconda due anni più tardi, l'ultima a cavallo dell'ultimo biennio.

Operazione giusta? Sbagliata? Di certo qualcosa ha fruttato, come riporta Il Sole 24 Ore: "Lo scudo fiscale 2009-2010 ha superato, come nelle attese più ottimistiche, la soglia dei 100 miliardi: questa operazione di regolarizzazione e rimpatrio di capitali esportati illegalmente, la terza dopo quelle del 2001-2003, ha fatto 'emergere' per il Fisco 104,5 miliardi di euro in sette mesi con un'entrata per le casse dell'erario pari a 5,6 miliardi. Superando con grande distacco i 78 miliardi riportati alla luce nelle due edizioni precedenti".

In totale fanno 182,5 miliardi di euro, dunque, rientrati in poco più di tre anni di 'amnistia' esattoriale concessa dallo Stato. Rientrati in Italia, si badi bene: non nelle tasche degli italiani. Nè in quelle dell'Erario che se li era fatti sfuggire oltrefrontiera, giacchè questo, calcoli alla mano, ha potuto recuperarne poco meno di 10 miliardi (5,6 solo con lo scudo 2009-2010). Miliardi di euro rientrati nelle tasche di chi allegramente li aveva trasferiti all'estero, in barba a qualsiasi controllo e alla faccia di tutti gli italiani onesti. E che ora continua a godere di capitali amnistiati, lecitamente ripuliti e nel più totale anonimato. Almeno la pena accessoria di veder pubblicati i nomi di questi signori: per curiosità o magari per non dover più vedere le loro facce in tv, per non dover più leggere i loro nomi nelle liste elettorali o nelle interviste sui giornali, per non vederli decretare o sputare giudizi e sentenze su questo e quello.

Alla famosa 'casalinga di Voghera', scarpe grosse e cervello fine ma abituata da sempre a far quadrare i bilanci in famiglia, non sfugge che, 'se tanto mi dà tanto', soltanto nell'ultimo decennio dalla comparsa dell'Euro oltre 520 miliardi di capitali potrebbero essersi dileguati dal nostro Paese per altri lidi. E questo solo a voler considerare il volume di capitali rientrato a seguito delle tre sanatorie concesse dallo Stato, senza contare, quindi, le somme che, nonostante lo scudo, sono state beatamente lasciate a riposare nei conti presso banche estere dai loro proprietari.

Tornando a Befera: nei giorni a cavallo fra la fine del 2011 e l'inizio del nuovo anno è certamente il personaggio pubblico più in vista del momento. Chiamato in causa prima per difendere i suoi e condannare le bombe e le minacce recapitate in diverse sedi di Equitalia, poi per commentare soddisfatto operazioni anti-evasione come quella 'andata in scena' a Cortina nei giorni delle feste, poi replicata a Portofino e infine promessa in altre amene località del turismo milionario.

Le ultime dichiarazioni, questa mattina a Canale 5:

FISCO: BEFERA, SU EQUITALIA NO A GENERALIZZAZIONI =
(AGI) - Roma, 9 gen. - Gli errori commessi da Equitalia non
devono portare a generalizzare ne' a stigmatizzare l'attivita'
di un ente che costituisce un argine contro l'evasione. Lo ha
sottolineato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio
Befera, intervistato a 'La Telefonata' di Maurizio Belpietro su
Canale 5.
"Tutto cio' che Equitalia fa lo fa sulla base di leggi che
dicono come deve comportarsi, se c'e' qualcosa da rivedere
siamo disposti a collaborare - ha affermato Befera - non metto
in dubbio che ci siano stati errori, ma generalizzare sulla
base di 1.000 errori a fronte di 10 mila cartelle significa
applicare la legge dei piccoli numeri". "Certo, sono errori che
non devono avvenire ma se fermiamo Equitalia fermiamo tutto e
l'evasione riaumenta", ha concluso Befera. (AGI)
Rme
090910 GEN 12

A parte la constatazione puramente matematica per cui 1.000 errori su 10mila cartelle non "significa applicare la legge dei piccoli numeri" ma quella dei numeri di una certa consistenza, dal momento che trattasi del 10% del totale. Ma poi, vuoi mettere lo stato in cui potrebbe ridursi una persona, una famiglia o un'azienda colpita ingiustamente da uno di questi mille errori? Fra debiti per correre ai ripari, procedimenti di opposizione da avviare, iter lunghissimi e incertissimi da seguire... Senza contare che le cartelle di cui sopra sono il frutto di controlli e conteggi che vanno eseguiti su una documentazione certa: come dire, ex post e non frutto di un'indagine indiziaria come quella a cui sono chiamati i magistrati o la polizia giudiziaria per risolvere un delitto. Senza offese per nessuno: ai primi non è ammissibile brancolare nel buio come può invece accadere ai secondi.

Infine, una domanda: ma l'evasione fiscale, le Cortina e le Portofino, i proprietari di auto/barche/velivoli di lusso nullatenenti o intestatari di aziende in perdita, i ristoratori ed albergatori di note località di mare o montagna dove amano rilassare le stanche membra i soliti e meno soliti abbienti e tutto questo bel carrozzone di benestanti e ricchi evasori... MA DOVE STAVANO FINO A POCHI GIORNI FA???

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