Bracciano: dalla raccolta di rifiuti al rifiuto della raccolta

Questo post avrebbe potuto intitolarsi in decine di modi diversi: cose del tipo "Bracciano: alla discarica come in palestra", "Bracciano: l'isola (ecologica) che non c'è" o anche "Bracciano e la raccolta indifferente" oppure "A Bracciano i giochi senza frontiere della monnezza". Si parla di Bracciano, cittadina (un tempo) ridente sulle sponde dell'omonimo lago, e di rifiuti, problematica ecologica che ormai affligge gran parte della penisola. E poi ci sono i rifiuti da intendersi come chiusura mentale, diniego di servizi e, soprattutto, conseguenza di un'altra grave problematica, l'ignoranza, anche questa ben radicata nel nostro Paese.

Succede che una donna di una settantina d'anni abbia necessità di disfarsi dell'erba tagliata del suo piccolo giardino. E poiché a Bracciano vige la raccolta differenziata dei rifiuti con le modalità del porta a porta, succede che siano stati tolti dalle strade tutti i cassonetti di ogni genere e tipo. Per cui tipologie di immondizia come gli sfalci e le potature debbono essere portati all'Isola Ecologica (location della Bracciano Ambiente S.p.A., società di proprietà del Comune di Bracciano che ne detiene il 100% delle quote azionarie, come si legge sul loro sito) al pari delle lavatrici rotte, dei materiali in ferro o del mobilio. Ed è qui, in questo luogo dal nome che evoca chissà quale paradiso dei servizi, che la nostra anziana signora che versa annualmente la propria quota di Tarsu (fra pochi giorni cambierà nome e diventerà la famigerata e ben più cara Tares) va incontro all'ennesimo insultante disservizio (a pagamento), frutto del menefreghismo dei nostri amministratori e della arrogante ignoranza degli operatori pagati per assolverlo. 

L'Isola, raggiungibile solo in auto, si trova alla fine di una stretta stradina di campagna rigorosamente a doppio senso di circolazione. Se non sei più che fortunato, come è accaduto alla nostra signora, ti toccherà mettere in coda per entrare. Già, perché per approdare all'Isola occorre presentarsi con apposito modulo compilato (riferimenti identificativi e descrizione di ciò di cui ci si vuole disfare) oppure sottoporsi a registrazione in loco, con tanto di documento di identità alla mano. E questo per ogni tipo di rifiuto che si intende smaltire, per cui se devi disfarti di una vecchia brandina e di un paio di sacchi di erba devi fare le tue belle tre registrazioni. Come? Certo, che ho scritto tre: il materasso non va con la rete metallica! 

Così la nostra amica settantenne, dopo aver atteso pazientemente il suo turno ed espresso le proprie perplessità sulla necessità di dover essere identificata, si adegua: porge il documento, viene riconosciuta per quello che è, cioè una cittadina residente, e soprattutto per le sue intenzioni, cioè disfarsi di tre sacchi di erba tagliata e non di presunte armi di distruzione di massa nè di ingenti quantità di arsenico da smaltire illecitamente (quelle, si sa, a Bracciano finiscono copiosamente nell'acqua corrente... e da anni!). Ultimata la fase della registrazione, l'anziana signora viene invitata a portarsi con la macchina in corrispondenza di un enorme cassone di raccolta posto su un ballatoio sul quale se ne affacciano diversi altri per il legno, i metalli, la plastica e così via.

"Allora, signora, se fa' così: lei va lassù co'a maghina, poi... vede qu'oo scivolo? Ce mette li sacchi sopra e li svota. Però siccome che l'erba nun scivola... a vede qu'aa pala grande lì affianco? Ecco, co' quella li deve spigne in giù...". Ma ve l'immaginate la faccia della nostra amica al termine delle istruzioni impartite dall'addetto? Nell'ordine: rimontare in macchina, prendere la rampa stretta e salire sul ballatoio fino a portarsi in corrispondenza del cassone adibito a potature e sfalci; qui scaricare i tre sacchi, caricarseli sulle spalle uno alla volta e svuotarli su uno scivolo; se l'umidità oppone resistenza, aiutarsi con una pala gigante e pesante e spingere l'erba giù per lo scivolo. 
"Cioè, mi faccia capire: devo fare da sola?", domanda stupita la donna. 
"E chi 'o deve da fa'?", risponde l'addetto.
"Ma scusi... io l'immondizia già devo preoccuparmi di dividerla dentro casa, tutto il lavoro lo faccio io e voi la raccogliete solo", inizia spazientita l'anziana. "Mo' mi devo occupare pure di portarvela, perchè in giro non c'è più un cassonetto per la raccolta e quando arrivo qui devo pure fare il facchino per buttarla nei cassoni di raccolta? E ci pago pure le tasse per questo servizio???".
"A signo'... Noi qui ce stamo pe' controlla', mica pe' scarica'...", replica l'addetto alzando anch'egli il tono della voce.
"Ma lei viene pagato per questo...!", sbotta la signora imbufalita.
"Ma che pagato... io nun so' pagato...".
"Sì, ora lei è un volontario... Ma si rende conto? Ma possibile che voi per primi non vi rendiate conto dell'assurdità della situazione?".

L'addetto a questo punto si volta e, tornando alle sue cose (?), chiosa: "A signo'... è 'a legge!".

Ecco, se quella per la raccolta differenziata è una battaglia prima di tutto culturale, facciamola bene. E, soprattutto, facciamola dalla base.

[Accaduto ieri, raccontatomi da fonte certa e anche molto incazzata, dal momento che si era scaricata e spalata ben tre sacconi di erba!]

Commenti

  1. Pure noi ci s'ha la raccolta porta a porta che poi portano tutto nello stesso medesimo posto, quindi è una differenziata indifferenziata, però le sterpaglie del giardino come l'erba potata o i rami secchi insomma i residui del giardinaggio noi li mettiamo fuori dalla porta e li ritirano alla stregua dell'organico.. I rifiuti ingombranti prenotiamo il ritiro con giorni (se sei fortunato) o settimane di anticipo, loro ti dicono quando passano e te fai trovare gli ingombranti fuori dalla porta e al resto ce pensano loro...
    Non so se è un servizio, se funziona meglio qui che lì.. Non lo so.. La piattaforma ecologica ce l'abbiamo anche noi, ma non ci fanno il terzo grado per portare i rifiuti, basta andarci entro gli orari d'apertura e non fare cazzate tipo di buttare per dire il tappo della passata di pomodoro assieme al vetro, però per il resto funziona abbastanza.. Se c'è qualcosa di cui lamentarsi, è che poi per strada non c'è un cazzutissimo cestino, e te che hai il cane e vuoi fare la persona civile raccogliendo i suoi escrementi, poi giri anche due ore co sto sacchettino di cacca in mano e va a finire che succede come toccava a me che poi me la riportavo a casa perché non c'era dove poterla depositare fuori.. Semmai c'è da lamentarsi che la città è sporca, nonostante ogni settimana scassino la minchia con il lavaggio strade, e quando son passati non noti la differza col prima...
    Semmai c'è da dire che era meglio negli anni '80-'90 quando io ero una fanciullina pascoliana, che tutte le mattine c'era l'allora spazzino, oggi operatore ecologico, laureato 110 e lode e con master sul groppone, che con il suo trendissimo trespolo, prima una bicicletta, poi un ciaino con piattaforma sul davanti dove teneva le ramazze, i sacchi e le pattumiere, puliva con diligenza e impeccabile bravura le strade e i marciapiedi..
    Ma oggi siamo nell'era della tecnologia, dove tutto è automatizzato, e a casa non si usa più la granata e la pattumiera, ma il virobi che però, ahimé, ha a schifi gli angoli, e se non ci vai con la cara vecchia ramazza, rischi di avere tutta la casa pulita, ma con gli angoli tipo immonnezzaio, esattamente come in strada e specialmente alla piattaforma ecologica....

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    1. "Pure noi ci s'ha"... Ahhhh, senti che musicalità! Mi piace un sacco, toscanaccia amica mia!
      E per dirla con le tue parole, "semmai c'è da dire" che noi ci s'ha sempre qualcosa da reclamare e non ci garba mai nulla! Ebbene, sarà anche così, ma allora non sarà perchè qualcuno s'è fatto/continua a farsi troppo i cavoli propri? E guarda che, per come la vedo io, non ha importanza identificare questo qualcuno: perchè è l'avidità il problema, la mancanza di umiltà, il non saper convivere e condividere, il non saper incontrarsi, il desiderio di 'mio' piuttosto che di 'nostro'. Perchè a volte ci vorrebbe davvero poco per stare bene, per vivere bene...

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    2. Ma guarda, il discorso è molto semplice: si pretende dagli altri senza fare nulla noi per primi... Pensa semplicemente se ognuno di noi pulisse il marciapiede davanti casa sua, quei 6/7 metri che occupa la facciata di casa, se ognuno lo facesse, i marciapiedi sarebbero puliti! Se i genitori facessero i genitori ed educassero i propri figli al rispetto delle cose e delle persone, in modo che sti figlioli invece che andare in giro annoiati e per combattere la noia sradicano i cestini dell'immondizia, contribuiscono al decoro gettando le loro sigarette e le scingomme nel suddetto cestino, favorirebbero anche chi porta fuori il cane e ne raccatta la sua cacchina, che così invece di riportarsela a casa, la getta nei cestini, e magari appunto perché ci sono i cestini, la raccatta e non la lascia in terra che poi se uno è distratto se la spalma sulla suola delle scarpe, magari pure nuove....
      La mancanza di umiltà, di rispetto, di convivere e condividere è a causa della vita moderna, che offre tutti gli agi, e fa perdere di vista i valori fondamentali della vita: guarda i genitori di oggi, non tutti, per carità, ma la stragrande maggioranza sì, fa figlioli, per caso o voluti, ma poco cambia perché poi il risultato è lo stesso, e non ci si perde dietro ad educarli, appena frignano o avanzano pretese, piuttosto che perderci tempo, li accontentano in tutto e per tutto, così sti giovani crescono nel'illusione che a loro tutto è concesso e permesso... Perché condividere quando possono ottenere ciò che vogliono solo ed esclusivamente per loro? Ti mandai un bel video, qualche tempo fa, dovresti postarlo, qualche volta, chissà che qualcuno guardandolo, con attenzione, impari qualcosa, e faccia partire lui stesso il cambiamento.... Anche se dovremmo iniziare noi... Io per prima che son qui a predicare, e poi te che sei qui ad ascoltare....

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  2. i miei complimenti per il romanesco: manco il belli o il trilussa avrebbero potuto rendere meglio il dialogo. sembrava quasi un audio!!! premesso questo, io una segnalazione al comune la farei, non fosse altro che per verificare se "è 'a leggge" (piccolo erore ortografico: a roma leggge è co' 3 g, come per il cellulare; ad altre parole, invece, devi sottrarre, come ad esempio errore, sennò è... erore, appunto) che lo dice o l'incaricato di pubblico servizio, che magari se ne fotte di quella parte di legge che vuole il tesserino identificativo per chi lavora nel pubblico a contatto con il pubblico. in subordine, mi piacerebbe vedere la trasposizione cinematografica della scena su striscia la notizia, dove, se non sbaglio, c'è proprio un tizio che si occupa di questioni ambientali. se poi dovesse essere tutto a norma, potrebbe essere utile invitarli a riflettere che va bene il rispetto per l'ambiente ma ci sta pure quello nei confronti delle persone, specie se anziane

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    1. Striscia la notizia, tu dici? Uhm, potrebbe essere un'idea... Un'altra idea potrebbe essere quella di suotare i sacchi di erba in mezzo alla campagna: tanto sempre di erba trattasi... Ma ci si può mettere al livello loro?

      PS: forse Trilussa no, ma l'altro... ;-)

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  3. Questo è un perfetto esempio di blog da bar dove è facile sparare sulla società e su chi ci lavora e perchè no sul mondo intero : dalla lettura dei contenuti si evince che il blogger ( oltre ad avere molto tempo libero ) è contrario a diverse cose ( oltre all’attuale amministrazione ), ovvero alla raccolta differenziata porta a porta ( vuole i cassonetti per comodità), ad attendere il proprio turno e a seguire delle procedure che , per quanto criticabili, sono però in vigore.
    Sarei felice che venisse Striscia la notizia, però dovrebbe andare oltre che nel suddetto ecocentro ( a norma ed autorizzato dagli enti competenti), anche negli ecocentri dei 26 comuni che conferiscono a Cupinoro ( di solito costituiti da un terreno sterrato con due cassoni e senza custodia ) oppure andare nelle nostre “belle “ cittadine del litorale, dove non c’è la RD e si conferisce tutto in splendidi cassonetti da 1.700 lt : magari qui la signora 70 enne avrebbe potuto comodamente ( e senza doversi registrare) appoggiare al lato dei cassonetti i suoi sacchi di erba…. Senza dover essere disturbata dal dover andare in isola.

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  4. Egregi Signori,
    Con questa mia vorrei riuscire a soddisfare i vostri desideri di notorietà. Visto che oramai molti di voi sono considerabili figli dei blog. Quindi vi rispondo in evidenza pubblica, anche se come molte volte mi è capitato di scrivere che il sottoscritto Responsabile dell’isola ecologica è sempre disponibile e presente, in impianto, per qualsiasi tipo di chiarimento. Soprattutto a tutela del cittadino, senza tralasciare la tutela dei miei sottoposti. Ritengo sia utile non offenderli. Mi permetto di spiegare l’utilizzo dell’ecocentro. L’ecocentro o isola ecologica che dir si voglio è un impianto a esclusivo utilizzo della popolazione residente. I riferimenti normativi reperibili nel DL. 152/06 il
    DM 08/04/2008 Modificato dal DM 13/05/2009, Il bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 14/03/2012 Delibera del Consiglio Regionale 18/01/2012 n° 14 dispongono un tipo di comportamento ben preciso nell’isola ecologica per chi conferisce i proprio rifiuti in qualità di utente residente. Ovvero l’utente è responsabile del conferimento dei proprio rifiuti, tali responsabilità si realizzano dal momento in cui lo stesso intende disfarsi di un bene che assume le connotazioni di rifiuto. Quindi il soggetto è tenuto al rispetto della norma che obbliga il possessore del bene a compilare il documento di trasporto del rifiuto, riconoscimento soggettivo e il tipo di conferimento. ( ndr. del resto lo fanno tutte le aziende che conferiscono (per il conferimento la sola Bracciano Ambiente Spa in qualità di soggetto gestore del servizio) e prelevano i rifiuti dall’isola ogni volta che entrano o escono). L’azienda che lo riceve alla registrazione, mediante riconoscimento, del conferitore. Quindi la compilazione della scheda, si rende obbligatoria ed essenziale. Compilandola sempre all’atto dell’ingresso, per ogni carico di rifiuto trasportato scrivendo i pesi dei rifiuti conferiti nelle caselle dedicate, a fianco dell’identificazione del tipo di rifiuto da conferire in isola. Non è vero che si compila una scheda a rifiuto, sicuramente è una leggenda di aggravio metropolitano. La scheda contiene 29 tipologie di rifiuti più una casella vuota per quelli non previsti.

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  5. Capisco la signora si 70 anni possa essere rammaricata rispetto al fatto che ha dovuto conferire da se il rifiuto, ma brutalmente è quello che prevede la norma. Anche se i nostri operatori con le persone anziane hanno sicuramente un riguardo in più. Ovviamente quando non è possibile per via delle molteplici attività in isola sono costretti a mettere da parte la disponibilità per garantire l’incolumità delle persone cha accedono in isola, credetemi non tutti sono sempre disponibili ad attendere il proprio turno di conferimento dei rifiuti. Molto spesso anche in modo maleducato ed offensivo per noi che lavoriamo. Non trascurando i forti improperi che ci vengono scagliato contro. Moralmente mi rattrista il fatto che alla fine la Sig.ra di 70 anni abbia dovuto scaricare da se il rifiuto erba, ma mi rattrista di più il fatto che le persone cha hanno assistito al fatto non abbiamo preso l’occasione per fare una cosa civile …. Aiutarla. Nessuno avrebbe eccepito nulla. La cosa invece che si preferisce fare è divulgare sui blog notizie non esatte additando sempre l’altro per l’invio delle colpe. Insomma come succede sul bus oggi i ragazzi non si alzano più per cedere il posto agli anziani. Senza pensare che anche noi siamo seduti e potremmo cedere il nostro posto e soprattutto con un gesto giusto, insegnare cose buone. Vorrei anche spendere due parole rispetto alla divisione dell’immondizia e delle attività dell’isola ecologica. La Norma di riferimento su citata, dispone la responsabilità condivisa nella gestione dei rifiuti, ovvero il cittadino la differenzia il soggetto gestore la raccoglie, il recuperatore la recupera, le aziende riproducono. Quindi ognuno di noi in questo ciclo che piaccia o no ha il suo ruolo. Ma soprattutto le sue regole da rispettare. Ovviamente resta sempre ben inteso che il rapporto umano con le persone, il senso civico e la disponibilità sono lo status con cui condividere le dette regole. I servizi resi dall’isola ecologica allo stato attuale sono ancora resi gratuitamente dalla nostra azienda. I comuni limitrofi nella maggior parte dei casi richiede il pagamento per il conferimento di potature, calcinacci, sfalci d’erba, ritiro di ingombranti a domicilio e tante altre cose. Quindi difficile per me accettare il malcontento rispetto al lavoro che si deve fare qui in isola per conferire i rifiuti. Del resto attività che è esclusiva del proprietario dei rifiuti. Per chi ignora la cosa, questa attività responsabilizza il conferitore rispetto a delle anomalie nei rifiuti, quindi la scheda serve per rintracciare il proprietario nell’eventuale e ipotetico dolo, che potrebbe essere addebitato all’azienda. Quindi questa tracciabilità facilita la ricerca del proprietario del rifiuto. Non sono a citare molti esempi ma è accaduto che un’altra persona voleva smaltire del ferro vecchio…. Osservato il ferro vecchio era un fucile della seconda guerra mondiale. Cosa dire… abbiamo collaborato con le locali forze di polizia per aiutare questa persona a disfarsi del ferro vecchi in suo possesso. Visto che era sicuramente in buona fede. Quindi come vedete di necessità…. Virtù. Resto sempre a disposizione come al solito del resto, a tutti i chiarimenti che desiderate. Inoltre colgo l’occasione per ringraziare tutti i nostri concittadini che si esercitano nel lancio del sacchetto per le strade e si ostinano a realizzare discariche abusive sul territorio, nei boschi. Oppure ostinandosi a conferire i rifiuti nei contenitori sbagliati nei giorni sbagliati e cosi via… lamentandosi poi che il servizio non funziona. Per gli ulteriori chiarimenti non di competenza della gestione dei rifiuti è possibile rivolgersi al comune di Bracciano negli orari di ricevimento al pubblico.

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  6. Qualcosa mi fa pensare che sullo schermo di qualche ufficio sia finito questo post. Chissà cosa...
    Comunque, caro Anonimo e caro Anonimo Responsabile dell’isola ecologica, non so davvero come ringraziarvi. Perchè se è vero che il post era stato scritto con l'intento di muovere soprattutto una critica ironica alla cultura del fornire un servizio ai cittadini da parte di chi ha il dovere di erogarlo, i vostri commenti hanno il pregio di mettere sotto gli occhi di tutti il distacco, al limite dell'insofferenza, con il quale chi amministra (in genere, non questa o quella amministrazione) è ormai abituato a trattare i propri amministrati.
    E se il mio è "un perfetto esempio di blog da bar", dove si va "additando sempre l’altro per l’invio delle colpe", i vostri commenti rappresentano un esempio ancor più perfetto di chiusura mentale tipica del burocrate italiano, che invece di trovare nelle critiche di chi vive e segnala un disservizio lo stimolo per migliorare le cose, si impermalosisce e si arrocca nel suo castello (castello: che derivi da casta?), lontano mille miglia dalla gente.
    Se soltanto vi concedeste di pensare che un addetto che viene pagato per svolgere il suo lavoro a contatto con il pubblico dovrebbe porsi in maniera gentile ed educata e che, se questo non avviene, chi di dovere dovrebbe sentire l'obbligo di intervenire, perché una mamma o un parente di 70 anni potrebbe essere il suo... Se soltanto vi concedeste di pensare che la raccolta differenziata (un bene per tutti oltre che per l'ambiente, neanche tanto oneroso a mio parere) non puoi farla facendo piazza pulita di tutti i cestini e i cassonetti, perché passi per chi ha un minimo di giardino o terrazzo, ma chi vive in 40 metri quadri non puoi pretendere che ne occupi anche solo 2 per i sacchetti dell'immondizia... Tanto meno per quelli dell'umido... E tanto meno d’estate! Se soltanto vi concedeste di pensare che migliorare un servizio vuol dire innanzitutto farlo, con i fatti e non solo con le parole della propaganda o con il copia/incolla dei riferimenti normativi. E farlo a favore della comunità e non per motivi di facciata. Per tutta la comunità, soprattutto per quella più disagiata, che può non avere un'auto a disposizione, una villetta con giardino dove stipare i sacchetti o anche solo un'età che gli consenta di fare ciò che gli si vuole imporre.
    Già, senza questa mentalità da burocrate, forse sarebbe stato più facile per lei, caro Anonimo indignato, usare parole più rispettose nei confronti di una persona anziana, piuttosto che l'indifferenza e l'insofferenza di cui trasuda l'ultima frase del suo commento.
    Quanto ai presunti "desideri di notorietà" con cui viene bollato l'intento del post (se non del blog stesso), non si preoccupi, caro Responsabile, qui non ci sono poltrone da difendere, la voglia di raccontare la realtà fa parte ancora della libera manifestazione del proprio pensiero. Specialmente quando questa ha a che fare con il semplice segnalare qualcosa che non va, anche per interposta persona. Lei ha sbandierato più volte la sua disponibilità al chiarimento: se la signora 70enne fosse venuta direttamente da lei lamentandosi di quanto accaduto, l'avrebbe liquidata, come ha fatto nel suo commento, come 'desiderosa di notorietà'? L'avrebbe bacchettata per aver 'offeso' i suoi sottoposti? L'avrebbe rimproverata per aver detto cose 'non esatte'? Voglio credere che l'avrebbe ascoltata, come si addice ad un responsabile, con l'intento semmai di verificare con i suoi addetti come siano andate realmente le cose. E le assicuro che se avessi puntato alla notorietà, a questa mia risposta avrei dedicato un nuovo post in home page e non un semplice commento a piè di pagina...
    Una parola, infine, sul "divulgare sui blog notizie non esatte". Mi vien da sorridere pensando che, a leggere i commenti, l'unica inesattezza riguardi il fatto che non si debba compilare una scheda per ogni rifiuto. Grazie per la precisazione.

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  7. Personalmente penso che lei abbia poche cose da fare sig marcus. questa la pone nella condizione di operare osservazioni illecite sul mio lavoro. Mi scusi ma lei che lavoro fà? ha visto mai che possa anche io lamentarmi del suo? ma se prorpio ritieine di doversi lamentare lo faccia con chi accetta la sua disinformazione.
    Non permetto a nessuno di presuppore i miei comportamenti e come possa io rapportarmi alle persone. quindi la prego di mantenere le distanze. Se ritiene glielo posso spiegare a voce, ovviamente fissi prima un appuntamento. sa dove trovarmi. Grazie

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    1. No comment. D'altronde ha già detto molto lei, più che a sufficienza per permettere a chi capiterà su queste pagine di farsi un'opinione, su tante cose.
      Comunque, non tema: avessi cose da dire in futuro, verrò a farlo di persona. Previo appuntamento, ovviamente...

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