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lunedì 28 giugno 2010

Saldi d'Italia

Che lo vogliate o no, che lo crediate o no, siamo in vendita. E non è uno scherzo.

Il Demanio ha reso nota la lista dei beni dello Stato disponibili per gli enti locali. Si tratta del primo passo in direzione, appunto, del federalismo demaniale, tanto caro ai dirigenti della Lega. In sostanza, il primo atto di un cambiamento del nostro assetto amministrativo che porterà all'attuazione del federalismo, fiscale prima e totale dopo.

In questo modo lo Stato cede agli enti locali, regioni, province (ma non erano tutti d'accordo ad abolirle perchè inutili fonti di sprechi?) e comuni, un lungo elenco di beni di sua proprietà allo scopo di aiutare suddetti enti a risanare i propri bilanci in rosso, per non dire sull'orlo del fallimento. Si tratta di spiagge, montagne, porti, fari, isole, giardini e parchi, palazzi e ville, ex carceri, beni militari dismessi e chi ne ha più ne metta. Della lista fanno parte, addirittura, lo storico museo romano di Villa Giulia e il famoso mercatino di Porta Portese. Una volta assegnati agli enti locali, questi beni potranno esser venduti al miglior offerente. Allo scopo di far cassa.

Due considerazioni nascono spontanee. La prima nasce dall'esperienza: c'è da fidarsi? Chi ha amministrato fino ad oggi la cosa pubblica nel nostro Paese, a tutti i livelli, che si sia trattato di esponenti politici nazionali o locali, salvo poche eccezioni non è che abbia brillato nè per competenza, nè per passione, nè per onestà. Basta guardare proprio ai conti, quelli dello Stato come quelli dei singoli enti locali, indebitati per cifre enormi e con prospettive di risanamento pari a zero o quasi: al punto che spesso deve intervenire lo stesso Stato sborsando milioni e milioni di euro, come è accaduto in tempi recenti con la città di Catania e con la stessa Capitale. Sprechi di ogni sorta, foraggiamenti agli amici degli amici, appalti gonfiati ad arte, mazzette ai funzionari di turno, pizzo alla mafia locale ed evasione fiscale a go-go: tutto questo ed altro ancora hanno portato l'Italia e i suoi mille comuni, ma anche le sue province e regioni, ad un dissesto economico-finanziario di proporzioni ciclopiche.

Ora, con l'attuazione del federalismo demaniale, lo Stato regala agli enti locali la possibilità di gestire in proprio l'amministrazione di tali beni, fino al punto, eventualmente, di venderli ai privati al solo scopo di risanare in tutto o in parte le proprie finanze. Cioè dà, a chi finora ha bruciato risorse in nome degli sprechi e del proprio tornaconto, l'opportunità di rimettere in sesto i conti, spesso, abusati proprio da queste stesse persone. Un po' come mettere in mano al Conte Dracula la gestione dell'Avis!

La seconda considerazione è anch'essa una preoccupazione. Tuttavia questa non è legata tanto alla mancanza di fiducia nei confronti dell'amministratore pubblico di turno, quanto ad un interrogativo semplice semplice, che non ha bisogno neanche di tante parole: quando questi beni saranno stati venduti e le finanze degli enti locali verseranno ancora in gravi condizioni, cosa succede?

In questo periodo non siamo i soli a vendere isole...

giovedì 24 giugno 2010

La catastrofe c'è ma non si vede

Il vero guaio delle catastrofi ambientali è, fondamentalmente, il fatto che non le conosciamo. Anzi, che non le riconosciamo. Certo, la recente esplosione della piattaforma petrolifera della Bp al largo delle coste americane; i venti-cinquanta-centomila barili di greggio emorragicamente pompati nel mare ogni giorno, ogni ora, ogni minuto; le enormi maree nere, inquadrate dall'alto degli elicotteri, che fanno rotta verso le dorate spiagge di Pensacola, spalmando il loro letale liquame sulle acque e sulle rocce, portando via con sè le vite di milioni di uccelli e pesci. Chi può dire di non riconoscere in queste immagini ormai così tristemente familiari una catastrofe ambientale fra le più gravi del nostro pianeta?

E che dire del vecchio vulcano islandese dal nome impronunciabile che, con il suo risveglio, ha messo in ginocchio per quasi un mese l'intera economia e tecnologia aeronautica europea? Con la sua colonna di fumo nero e denso, le polveri sottili a spargersi e ricadere come un insetticida sull'intero vecchio continente, costringendo negli hangar migliaia e migliaia di aerei e nelle sale d'attesa degli aeroporti milioni di passeggeri. Un identico fenomeno eruttivo, sempre in Islanda, qualche secolo fa, creò conseguenze spaventosamente pesanti al clima europeo e all'economia rurale delle popolazioni del continente.

Il fatto è che simili episodi costituiscono soltanto la cosiddetta punta dell'iceberg di un fenomeno molto, ma davvero molto più ampio, che un po' per i capricci di Madre Natura e molto per mano dell'uomo sta seriamente minando la vita del pianeta e la nostra stessa esistenza. Ma di questa lenta, strisciante, subdola erosione ambientale globale la gran parte dell'opinione pubblica mondiale non è a conoscenza. O meglio, lo è soltanto superficialmente, per effetto di qualche parola chiave (effetto serra, buco nell'ozono, gas serra, desertificazione, scongelamento della calotta polare) che conosciamo per sentito dire e che fa parte della nostra infarinatura culturale, quella che alla maggior parte di noi consente di non fare figure barbine quando ci ritroviamo a scambiare due chiacchiere con gli amici.

Certo, abbiamo ascoltato più volte simili termini e argomenti nei tg e in qualche programma tv di approfondimento scientifico. Ma cosa è rimasto delle preoccupazioni che là per là hanno provocato? Già, perchè il nocciolo della questione è tutto qua: quanto di un problema la maggior parte di noi riesce ad essere coinvolta. L'equazione del villaggio globale dei nostri tempi vede la gravità di un problema crescere in maniera direttamente proporzionale al grado della sua conoscenza: sono a conoscenza del problema perchè ne sono informato, sono preoccupato del problema perchè ho approfondito la sua conoscenza.

Questo semplice teorema di comunicazione e sociologia, tuttavia, contiene in sè anche il suo risvolto diametralmente opposto: non sono a conoscenza del problema ergo il problema non esiste. Rapportata al tema delle catastrofi ambientali e rappresentata graficamente, questa situazione darebbe vita ad una linea bassa dall'andamento per lo più uniforme, dove qua e là si inerpicano altissimi e saltuari picchi: quella è la nostra soglia di attenzione e di preoccupazione per un problema, che corrisponde anche all'esistenza stessa del problema che avvertiamo a livello personale. Quei picchi coincidono con la conoscenza del risveglio di un vulcano islandese dal nome impronunciabile o dell'esplosione di una piattaforma petrolifera al largo delle coste Usa. Tutto il resto si appiattisce, fin quasi a scomparire.

E viceversa, come dimostra emblematicamente quanto accaduto qualche anno fa con la scossa dovuta alla proiezione cinematografica del film-documentario sui cambiamenti climatici realizzato dall'ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore. In occasione del lancio del film e nei mesi successivi, infatti, la campagna pubblicitaria voluta dai produttori e distributori cinematografici ha avuto il pregio di sensibilizzare fortemente l'opinione pubblica mondiale sul tema degli effetti nefasti del buco dell'ozono nella ionosfera e sulle sue cause che lo hanno generato. Questo ha fatto sì che il mondo intero si rendesse conto, anche solo per qualche tempo, che disastro ambientale non è soltanto quello del singolo episodio riguardante, di volta in volta, una piattaforma, un vulcano, una petroliera speronata, una centrale nucleare esplosa o la nube tossica che si sprigiona da uno stabilimento chimico.

Il disastro ambientale è in realtà un fatto quotidiano, che esiste anche se non ne parla la tv o il cinema, destinato comunque a incidere sulla vita del pianeta e su quella degli esseri viventi che lo popolano, destinato comunque a produrre effetti permanenti e negativi sui diversi ecosistemi naturali. Le maree nere e le altrettanto nere nubi che sopraggiungono dal mare e dal cielo e sembrano circondarci senza scampo sono nient'altro che i suoi simboli più immediatamente percepibili, almeno per il tempo di qualche tg. Ma dovrebbero preoccupare almeno quanto il meccanismo che il dissesto ambientale e a volte il vero e proprio scempio compiuto dall'uomo provocano da tempo giorno dopo giorno.

Come sottovalutare e non ricomprendere fra le cause di questo disastro storie di ordinaria illegalità diffuse ormai su scala planetaria? Come la cementificazione continua e dissennata di territori sempre più ampi, realizzata da imprenditori e speculatori senza scrupoli per i quali ogni prato, spiaggia o riserva naturale rappresenta una possibile fonte di business. Come l'interramento o l'inabissamento abusivo di tonnellate e tonnellate di rifiuti tossici o radiattivi, terribilmente pregiudicanti della salute delle falde acquifere sottostanti o di interi tratti di mare, con conseguenze devastanti e fatali per la potabilità delle acque, l'agricoltura, l'allevamento e la sopravvivenza della fauna ittica.

Come dimenticare la produzione di quantità sempre più ingenti di ossido di carbonio e polveri sottili, dovuta agli scarichi di miliardi di autoveicoli e ai fumi industriali di un'intera economia e tecnologia che, su scala globale, non vuole rinunciare alla via della combustione di idrocarburi avviata con la rivoluzione industriale più di tre secoli fa? Come non considerare che a fronte degli sforzi fatti da poche nazioni di riconvertirsi e produrre energia pulita, molte di più hanno intrapreso la via del nucleare ed altre, compresa la nostra, stanno guardando in quella direzione?

Come sottovalutare le conseguenze di una sempre maggior produzione di scorie radioattive e rifiuti altamente tossici, già ora difficilmente smaltibili se non a caro prezzo per l'ambiente, al punto che si sta ipotizzando il loro stoccaggio nello spazio? Come non pensare all'impoverimento delle risorse idrogeologiche del sottosuolo e a quello della flora ambientale di superficie, dovuto alla distruzione annua di enormi porzioni di foresta pluviale come quella amazzonica, fra gli ultimi polmoni di un pianeta sempre meno verde?

Quanti gridi di dolore e richieste di aiuto ci manda ogni giorno il nostro pianeta! I pochi che giungono alle orecchie di chi sa interpretarli subiscono nella maggior parte dei casi il disinteresse dei governi mondiali alla cui attenzione vengono sottoposti e finiscono nel tritacarne degli interessi delle grandi multinazionali. Disastro ambientale? Prima il business!

mercoledì 9 giugno 2010

Lotta all'evasione: grande bufala o mafia di Stato?

E così, grazie alla manovra economica varata dal governo, abbiamo finalmente capito che la lotta all'evasione fiscale non solo si può fare anche qui da noi, ma addirittura che è possibile quantificarne in anticipo l'entità. Che, ovviamente, varia secondo i provvedimenti che intendi assumere.

Dopo anni e anni passati a discutere, destra e sinistra indifferentemente, di come poter contrastare un fenomeno storicamente dilagante nel nostro Paese, al tempo stesso simbolo fortemente negativo di illegalità e antieconomicità del nostro sistema, scopriamo oggi, nel 2010, che addirittura può trasformarsi in una voce di bilancio, una new entry fra le cifre con segno positivo.

Forse avrei dovuto scrivere "dopo anni e anni passati a far finta di discutere". Perchè delle due l'una: o i governanti precedenti non si sono concentrati altrettanto bene oppure questa della lotta all'evasione è da annoverarsi fra le idee geniali della finanza creativa di Tremonti.

Il calcolo è presto fatto: se il governo, stringendo sul contrasto all'illegalità fiscale, calcola di ricavarne all'incirca 12 miliardi di euro in due anni (giusto giusto il 50% della manovra messa in cantiere), quanti soldi si sarebbero potuti recuperare dall'utilizzo a regime di un simile strumento? Quanti miliardi di euro si sarebbe potuto mettere in bilancio per il sostegno alle fasce più deboli, all'occupazione, alle piccole imprese? Quanti servizi essenziali come la scuola, la sanità, la ricerca si sarebbero potuti finanziare e sostenere invece di aggredire e, in taluni casi, quasi azzerare?

Invece si è pensato di farlo soltanto adesso, dovendo racimolare qua e là le risorse per evitare la bancarotta dello Stato. Ora, a patto che ci si mettano sul serio (ma questo è un altro discorso che ci porterebbe molto, molto lontano), mi chiedo: oltre ad essere colpevole di una così evidente miopia politica ed economica, non è che nell'inattività fin qui adottata possano riconoscersi gli estremi di una fattispecie di reato? Una sorta di omissione di atti d'ufficio, di complicità dello Stato con un sistema illegale finalizzato proprio alla truffa ai danni dello Stato stesso?

Voglio dire: se tu sai, come sembrerebbe dimostrare questa manovra, che i proventi della lotta all'evasione sono preventivamente calcolabili al punto di poterli inserire fra le voci di bilancio della nostra economia, ciò vuol dire che sei perfettamente consapevole di poter contare su uno strumento in grado, potenzialmente, di portare all'incirca 6 miliardi di euro all'anno nelle casse dello Stato. Ora, se sei in grado di calcolarne l'entità con tale precisione, vuol dire che sei in grado di ipotizzare con altrettanta precisione dove poter guardare per trovare tutti questi soldi, perchè 6 miliardi sono la somma di tutta una serie di illegalità fiscali, ciascuna delle quali rappresenta milioni e milioni di euro.

Perciò, anche in questo caso, delle due l'una: o tutta questa faccenda è una grande messinscena mediatica con la quale si prelude ad una nuova manovra correttiva da mettere in cantiere fra qualche mese, con la scusa che i proventi recuperati con la lotta all'evasione non sono stati sufficienti (meglio ammettere una sconfitta su questo terreno piuttosto che ammettere di aver fallito le previsioni sull'intera manovra, no?), oppure è tutto vero ed allora tu, Stato, voi, governi che vi siete avvicendati, dovete spiegare a tutti gli italiani (specialmente a quelli onesti) perchè avete permesso che gli evasori continuassero a farla franca e a sottrarre con il loro malvezzo centinaia di miliardi a tutta la comunità!

In ogni caso i nostri governanti non ci fanno una bella figura. Ma urge, comunque, una risposta. Perchè qualcuno potrebbe arrivare a pensare che, per analogia, lo stesso sistema di connivenze o complicità, possa allora valere per altri tipi di lotte dello Stato: alla mafia, al terrorismo, al lavoro nero, alla corruzione... Non è che anche di questi si conosceva la cura ma si è fatto di tutto per non usarla?

venerdì 4 giugno 2010

Racconto breve: HACHIKO (dal suo punto di vista) - © di Davidik (*)

Non so cosa succede, dove mi portano. Aspetto molte ore e poi mi ritrovo per terra con un uomo davanti, il quale mi prende in braccio e mi porta da un altro strano uomo. Essi parlano e io non li capisco.

L'uomo che mi ha trovato mi porta alla sua cuccia: un posto caldo e accogliente. Poi, mi porta nella mia cuccia e mi lascia lì. Io lo guardo con tristezza perchè mi sono già affezionato a lui...

E' passato molto tempo ed io mi sono affezionato tanto a quest'uomo, tanto che ho cominciato ogni giorno ad accompagnarlo fino al treno. Poi dopo torno al treno ad aspettarlo e quando lui ritorna gli faccio molte feste.

Ma un giorno non è più tornato ed io sono stato molto triste. L'ho aspettato sperando che venisse... prima o poi.

Ormai sono un randagio e le mie speranze di rivederlo se ne sono andate. Ma io sento che devo restare e attendere... fino alla fine.

(*) David ha 11 anni e mezzo e frequenta la I media. Lo scorso anno ho pubblicato su queste pagine il suo primo racconto, HELDA. In realtà, quello di oggi non nasce come racconto, ma come compito a casa di Antologia: scrivere un breve componimento sul film Hachiko (visionato in classe), dal punto di vista del cane. Mi è piaciuta molto la sua asciuttezza e la sua fulmineità.

martedì 1 giugno 2010

Lacrime e sangue? Ma quando mai... (5)

Ecco, non fai neanche in tempo a parlare di lotta all'evasione che ti arriva subito la notizia di un bel condono edilizio. Eppure lui ce lo aveva detto... Non diciamo che non ci aveva avvisati...

ZCZC
AGI0687 3 ECO 0 R01 /

MANOVRA: CASE FANTASMA, POSSIBILE REGOLARIZZARE ENTRO FINE 2010 =
(AGI) - Roma, 1 giu. - I proprietari di case fantasma avranno
tempo sino al 31 dicembre 2010 per mettersi in regola. Lo
prevede la manovra sottolineando che dal primo gennaio
l'Agenzia delle Entrate avviera' un nuovo monitoraggio del
territorio per l'individuazione di ulteriori immobili non
censiti. (AGI)
Red
011914 GIU 10

Lacrime e sangue? Ma quando mai... (4)

Per la serie: Anche gli evasori piangono... Giacchè c'è voluta la manovra economica per prevedere 3 anni di stretta in materia di evasione fiscale. Ma sarà poi vero...?

ZCZC
ASC0544 1 ECO 0 R05 / +TLK XX ! 1 X

MANOVRA: DA LOTTA ALL'EVASIONE 20,2 MLD NEL 2010-2013 =
(ASCA) - Roma, 1 giu - Dalle misure di lotta all'evasione
fiscale e contributiva previste nella manovra varata dal
governo si ricaveranno 20,246 mld nel periodo 2010-2013, in
termini di riduzione dell'indebitamento netto. E quanto si
stima nella relazione tecnica al provvedimento.
lsa/mcc/rob
011854 GIU 10

Lacrime e sangue? Ma quando mai... (3)

E ancora, ancora, ancora...

ZCZC0538/SXA
XCI18330
R ECO S0A QBXB
MANOVRA: SCUOLA; PROF PIU' PENALIZZATI DI DIRIGENTI /ANSA
DOSSIER TUTTOSCUOLA, TAGLI DOCENTI ARRIVANO A 15%, MANAGER 5%
(ANSA) - ROMA, 1 GIU - Il sacrificio richiesto alla ''casta''
dalla manovra economica e' in proporzione ben minore di quello
chiesto ai dipendenti pubblici. E' quanto sostiene, in uno
speciale dedicato al tema, Tuttoscuola che indica una riduzione
del 6% per i sottosegretari, del 2,5% per i dirigenti
ministeriali e di almeno l'11% per il personale dipendente della
scuola colpito dal blocco dello scatto di anzianita' oltre che
del contratto.
PER PROF E BIDELLI TAGLI DA 11 A 15% - Il personale della
scuola viene colpito dalla manovra su tre fronti: blocco del
contratto collettivo, congelamento degli scatti di anzianita',
indennita' di buonuscita. Anche lasciando da parte l'effetto
sull'indennita' di buonuscita e sulla pensione, la quota
aggiuntiva di stipendio che un insegnante avrebbe guadagnato nel
2011 prima di questa manovra (e che ora viene bloccata) sarebbe
stata in media di 3 mila euro annui. Considerato che la
retribuzione media attuale e' di 24 mila euro all'anno e che con
il previsto aumento di 3 mila euro avrebbe raggiunto nel 2011 i
27 mila euro, il taglio e' quindi pari all'11%. In particolare -
sottolinea Tuttoscuola - un prof di scuola media con 14 anni di
carriera avra' una perdita del 12% rispetto allo stipendio in
godimento (valore scatto mancato 2.178,54 euro annui, valore
blocco del contratto di circa 1.000 euro annui, per una perdita
totale di circa 3.200 euro annui su uno stipendio annuo di
23.444,75 che sarebbe arrivato a circa 26.600 euro); un prof.
delle superiori con 20 anni di carriera ha una perdita che
sfiora il 15%; un direttore dei servizi amministrativi con 27
anni di carriera ha una perdita intorno al 12% del suo stipendio
attuale.
PER MANAGER PUBBLICI TAGLIO SI FERMA A 5% - Premettendo che
per i ministri-parlamentari bisognera' attendere le
deliberazioni annunciate dai presidenti di Camera e Senato.
Tuttoscuola fa una simulazione del taglio che verra'
verosimilmente effettuato (applicando un metodo di ritenuta
analogo a quello previsto per i manager pubblici). E prende a
riferimento lo stipendio del ministro della Funzione pubblica
Brunetta, da lui stesso reso pubblico sul sito del suo
ministero, dal quale risulta che, tra indennita' e stipendio da
parlamentare e da ministro percepisce annualmente circa 257 mila
euro lordi (211 mila da deputato e 46 mila da ministro).
Se la riduzione agira' sull'intera retribuzione assegnata al
ministro Brunetta, dedotta la franchigia dei primi 90 mila,
sara' di 13.700 euro, portando gli emolumenti complessivi a
243.300 euro contro i 257 mila attuali. L'incidenza percentuale
finale (13.770 su 257 mila) sara' - conclude Tuttoscuola - pari
al 5,3%.
DIRETTORI IN FUGA DA MINISTERO - Gli effetti della manovra
potrebbero sentirsi anche nel grande palazzo di Viale
Trastevere, dove, secondo Tuttoscuola, corrono voci sempre piu'
insistenti di fuga verso la pensione di numerosi direttori
generali. Si parla di 4-5 direttori generali e di un capo
dipartimento della sede centrale del ministero a Roma e di
numerosi direttori generali presso gli Uffici scolastici
regionali. All'origine della fuga ovviamente motivi economici:
oltre alla consistente riduzione di stipendio per un valore
annuo che puo' arrivare anche a superare i 10 mila euro, vi
sarebbe infatti anche un effetto diretto sull'indennita' di
buonuscita (che si calcola proprio sull'ultimo stipendio).
(ANSA).

CLL
01-GIU-10 18:35

Lacrime e sangue? Ma quando mai... (2)

E ancora...

ZCZC0489/SXA
XEF18042
U POL S0A QBXB
MANOVRA: DA TAGLI A SOTTOSEGRETARI E MINISTRI 72 MILA EURO
MA TAGLIO DA DECRETO COLPISCE SOLO 2 MINISTRI E 7 SOTTOSEGRETARI
(ANSA) - ROMA, 1 GIU - Con i tagli di stipendio a ministri e
sottosegretari previsti dalla manovra si risparmieranno appena
72.165 euro l'anno. Lo chiarisce la relazione tecnica della
manovra appena depositata in Senato.
Si tratta dei ministri e sottosegretari non parlamentari che
si vedranno decurtare il 10% del proprio stipendio. La norma e'
cosi' circoscritta a 9 unita': 2 ministri e 7 sottosegretari e
scatta dal primo gennaio 2011.(ANSA).

CN-SCA
01-GIU-10 18:04

Lacrime e sangue? Ma quando mai...

E infatti...

ZCZC
ADN0391 3 ECO 0 ADN ECO NAZ

P.A.: PER DIRIGENTI PRESIDENZA CONSIGLIO

AUMENTO DI 280 EURO MENSILI PER I FASCIA
RINNOVATO BIENNIO ECONOMICO 2006-2007

Roma, 1 giu. (Adnkronos/Labitalia) - Firmata l'ipotesi di
rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro( quadriennio
normativo 2006-2009 e biennio economico 2006-2007) dei dirigenti della
Presidenza del Consiglio dei Ministri (Area VIII). Lo comunica la Cisl
Fp, sottolineando che si tratta di "un risultato importante che porta
miglioramenti significativi, che saranno completati con il secondo
biennio contrattuale 2008-2009 per il quale a breve inizieremo le
trattative".

"Per i dirigenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri
-spiega il segretario nazionale Cisl Fp, Daniela Volpato- siamo
riusciti ad ottenere aumenti economici molto positivi sia sul
tabellare che sulle altre voci della retribuzione, ma anche a
rinforzare l'autonomia ed il ruolo della dirigenza".

Questi i principali contenuti dell'accordo, per la Cisl Fp "in
linea con i risultati raggiunti per il personale del comparto nello
stesso biennio contrattuale e cioe' pari al 4,85% del monte salari
medio": per la dirigenza di II° fascia (totale incremento mensile euro
280,22) aumento del tabellare, a regime, decorrente dal 1° gennaio
2007, di 141,39 euro medi; aumento del salario di posizione fissa a
regime dal 1 gennaio 2007 di 39,68 euro medi; aumento del salario di
risultato a regime dal 31 dicembre 2007 di 99,15 euro medi. (segue)

(Lab/Opr/Adnkronos)
01-GIU-10 13:07


ZCZC
ADN0404 3 ECO 0 ADN ECO NAZ

P.A.: PER DIRIGENTI PRESIDENZA CONSIGLIO
AUMENTO DI 280 EURO MENSILI PER I FASCIA (2) =

(Adnkronos/Labitalia) - Per la dirigenza di I° fascia - (totale
incremento mensile euro 676,01) , aumento del tabellare, a regime,
decorrente dal 1 gennaio 2007, di 180,85 euro medi; aumento del
salario di posizione fissa a regime dall'1 gennaio 2007 di 118,50 euro
medi; aumento del salario di risultato a regime dal 31 dicembre 2007
di 376,66 euro medi.

Confermato anche il vigente sistema di relazioni sindacali in
merito ai diversi istituti contrattuali, in particolare relativamente
ai criteri generali per la definizione del salario di risultato;
introdotto il nuovo Codice disciplinare, come per le altre aree
dirigenziali, in armonia con le novita' introdotte dal recente D.lgs.
150/2009 e comunque con le tutele previste per gli altri dirigenti e
cioe' la previsione della reintegrazione per il dirigente
illegittimamente licenziato e la indennita' sostituiva della
reintegrazione, nel caso in cui il dirigente non voglia essere
reintegrato.

"La firma di ieri - conclude Volpato - rappresenta un'altra
tappa importante del percorso di definizione dei rinnovi contrattuali
2006-2009 che con il secondo biennio di questo contratto e quello
dell'Area II della dirigenza delle Autonomie locali volge alla
conclusione. Questa si conferma una stagione contrattuale importante,
anche in vista della fase di contrattazione decentrata che ci
aspetta".

(Lab/Opr/Adnkronos)
01-GIU-10 13:10

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