Il senso del centrosinistra che non c'è

ARCHIVIATA la batosta renziana sul referendum costituzionale di quasi un anno fa, le primarie Pd lacrime e sangue (e vendette) dell'aprile scorso, l'ultima legge elettorale approvata un mese fa a colpi (e golpe) di fiducia e infine l'esito del voto siciliano di ieri che ha spianato la strada delle prossime politiche a centrodestra e pentastellati, il senso del centrosinistra in Italia non può che passare per qualche anno all'opposizione. Opposizione come purgatorio: mi pare inevitabile. Anzi, inevitabile e necessario.

E il guaio non sarebbe neanche soltanto questo. L'incognita di ogni passaggio in purgatorio (di qualsiasi tipo di purgatorio) non è il purgatorio in sè. Ma la possibilità di uscirne con aspirazioni da paradiso, piuttosto che con un fatale passo falso verso l'inferno.

Servono coraggio e voglia di mettersi in gioco al di là delle etichette, abbandonando la difesa di roccaforti senza ideali e di circoli di amicizie, invece che di idee. 

Il prossimo centrosinistra non è appannaggio del Pd. Non dell'attuale, almeno. Il prossimo centrosinistra è tutto da riscrivere. Forse bisognerebbe metterselo in testa prima di candidare o candidarsi per guidarlo.

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