QUESTO BLOG È ESPRESSIONE DEL LIBERO PENSIERO, GARANTITO E TUTELATO DAGLI ARTICOLI 3 E 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E NON INTENDE PROMUOVERE ALCUNA CAMPAGNA DI INCITAMENTO ALL'ODIO E ALLA VIOLENZA. PERTANTO SI DIFFIDANO LE AUTORITÀ A INTRAPRENDERE AZIONI MIRANTI AL SUO OSCURAMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INGIUSTIFICATE E, PARIMENTI, I LETTORI A FORMULARE COMMENTI CONTRASTANTI CON IL SUO INTENDIMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INDESIDERATI.

giovedì 24 ottobre 2013

Racconto breve: PUNTI DI... VITA - © di Marcus

Non sopporto le persone scattose. Quelle che compiono movimenti improvvisi e inaspettati e che, anche quando il gesto è naturale e prevedibile, rendono la sua esecuzione impossibile da non essere notata. Come se il mondo debba necessariamente essere messo al corrente dei fatti loro. Gesticolatori compulsivi... Dio me ne scampi!

E come capita sempre in questi casi, il destino si diverte sempre a metterne uno sulla tua strada. L'ultima volta me l'ha fatto capitare in treno, proprio sul sedile di fronte. Corpulento, stempiato, indossava una maglia bianca con una scritta nera ("bitch" e qualcos'altro) ben in evidenza sul petto. Si è seduto ed ha appoggiato il suo zaino sul sedile di fianco a sé.

Dopo qualche minuto trascorso totalmente sprofondato nei propri pensieri, il tizio scatta. Appunto... Nel vero e proprio senso della parola! Scuotersi, riprendere contatto con la realtà e voltarsi verso lo zaino è un tutt'uno. Così come, un attimo dopo, aprire la cerniera, tirar fuori un libro, richiudere la zip e aprire alla pagina del segnalibro. Non passa che qualche secondo e l'uomo richiude improvvisamente il volume e dopo uno sguardo alla copertina inizia a imprecare. Ma non verbalmente... Con i gesti!

Non riesco a rendere adeguatamente l'idea per iscritto, ma credetemi quando dico che i suoi movimenti improvvisi e inconsulti dicevano molto più di mille parole, urlate o sibilate a denti stretti... Era tutto un florilegio di porco di qua e porco di là, di ma guarda te che roba e di che caz..., il tutto interpretato da pugni che si serravano violentemente per riaprirsi un attimo dopo in modo altrettanto violento, di scuotimenti del capo da una parte e subito dall'altra, di alzarsi e riabbassarsi repentino delle spalle... C'erano accuse, invettive, rimbrotti e forse anche qualche sganassone ben assestato il quel suo dimenarsi scattoso. Sembrava di assistere all'esibizione di un direttore d'orchestra che tenta di dare carne, vene e sangue alla sua esecuzione, solo che questa era tutta nella sua mente.

Insomma, il tizio, visibilmente alterato, inizia ad aprire le lampo dello zaino e a frugare nelle tante sue tasche alla ricerca della causa di quel bagnato. Un attimo dopo, eccolo tirar fuori un sacchetto della spesa all'interno del quale c'era evidentemente un contenitore. Del pranzo? Del caffè? Non saprei dire, ma l'espressione del volto dell'uomo nel momento in cui tocca la busta bagnata dà il via a tutta un'altra serie di muti improperi, questa volta del tipo ecco, lo sapevo, l'avevo detto io... Rimesso tutto dentro e richiuso lo zaino, lo scattoso riprende a leggere il suo libro. E nonostante ancora qualche gesto con le mani, pian piano si placa del tutto.

Il treno intanto inizia a riempirsi e quando tutti i posti disponibili sono ormai esauriti, una giovane fa cenno di volersi sedere dove è poggiato lo zaino. Così l'uomo lo solleva e si alza per far passare la donna. Ma... sorpresa: sul sedile si allarga una bella macchia di liquido! "Ma è bagnato!", dice lei fermandosi a metà strada. "Booh...", replica lui, dissimulando il benché minimo interesse. La donna ci ripensa e lui torna a sedere, posando di nuovo lo zaino sul sedile e infilandoci dentro il libro.

Alla fermata successiva la scena si ripete e questa volta è un uomo a reclamare il posto. Ma anche questi, notata la presenza della macchia ondeggiante, rinuncia e prosegue oltre. A quel punto il tizio si risiede, e rimesso lo zaino al suo posto, torna scattosamente a frugarvi dentro: riapre le cerniere, rovista in maniera furiosa e poi, all'improvviso, estrae il suo libro. Ne osserva per un attimo la copertina e subito inizia a sbraitare nuovamente gesticolando tutto. Anche stavolta neanche un fiato, ma è evidente la sua collera per la copertina e quelle pagine bagnate.

In quel mentre, un signore anziano gli chiede di poter passare per arrivare al sedile vuoto e il tizio: "No, no, signore... E' tutto bagnato... Guardi, guardi che mi ha fatto: mi ha bagnato tutto lo zainetto e tutto quello che c'è dentro!". E mentre si lamenta, mostra il fondo dello zaino (che quella macchia aveva provocato e che ora di essa si nutriva...!). E poi ("guardi, guardi qui...!") mostrava il libro bagnato, agitandolo nell'aria, aprendone le pagine a caso più e più volte e richiudendole di scatto ogni volta. E tutto quello spettacolo a beneficio dei viaggiatori presenti.

Finché, scuotendo la testa, l'uomo si alza, imbocca il corridoio e si avvia verso la porta per scendere dal treno.

venerdì 11 ottobre 2013

Amnistia e amnesie: versione non menefreghista

Mettiamo da parte per un attimo il sospetto del salvagente a Berlusconi. Per un attimo, giusto il tempo di un post... E proviamo a guardare le cose da un punto di vista diverso, meno paranoico, non menefreghista verso le sorti del Paese, come vorrebbe Napolitano... 

Da quando è iniziata la crisi economica e lo spread è diventato un incubo costante, pari solo alla suoneria della sveglia mattutina, il nostro premier (chiunque fosse in quel momento) si è affannato a partecipare a summit e incontri internazionali nei quali l'obiettivo era sempre lo stesso: dipingere al meglio le potenzialità e le prospettive del nostro Paese grazie alle riforme importanti appena varate e a quelle in via di approvazione. Il tutto allo scopo di "suscitare nuovamente l'interesse dei mercati stranieri" e "riportare i grandi investimenti nel nostro Paese". Lo hanno fatto in occasione di vertici di capi di stato e di governo in questa e quella parte del mondo, incontrando i rappresentanti della finanza, esponenti di banche centrali e delle più grandi multinazionali. Solo qualche giorno fa Letta ha celebrato le meravigliose opportunità dell'investire in l'Italia davanti alla platea degli operatori di Wall Street, prima di suonare la campanella dell'avvio di seduta... 

E lo stesso hanno fatto i ministri del governo nel settore di propria competenza, incontrando i loro omologhi e i rappresentanti delle principali categorie produttive di altri Paesi. Addirittura i ministri della Giustizia hanno fatto la loro parte in questa opera di convincimento, rassicurando governanti e imprenditori stranieri che le recenti riforme introdotte hanno reso più snelli i tempi dei processi e ridotto sensibilmente la piaga della corruzione... (e qui un bel SIC! ci starebbe tutto). 

E allora voi - Capo dello Stato, Governo e Parlamento italiano - dopo aver condotto un'operazione di sensibilizzazione così imponente, un restyling lungo quattro anni della facciata di affidabilità e solidità politica-economica-sociale del nostro Paese di fronte al consesso internazionale, cosa pensate bene di tirare fuori dal cilindro? L'idea di una bella amnistia e indulto...! Per diminuire il degrado e il disagio nelle carceri italiane, certo... Ma anche per riversare nel tessuto sociale del territorio fra 20 e 30mila detenuti...! Secondo i reati che vi saranno ricompresi, certo... Ma tutto fa pensare che non saranno soltanto i condannati per possesso o spaccio di pochi grammi di droga a beneficiarne...

Bella pensata, davvero. Soprattutto un azzeccatissimo biglietto da visita da presentare agli investitori stranieri!

Quindi, cosa è peggio? Malpensare di un salvagente a Sua Impunità (come siamo stati abituati in molti a fare da una ventina di anni a questa parte) o ragionare seriamente di un'idea a dir poco malsana e comunque contraddittoria agli occhi del mondo?

mercoledì 9 ottobre 2013

Amnistia e amnesie

Fosse vero che occorre pensare al "bene del Paese" e non malpensare come avrebbero fatto i grillini (ma non soltanto loro!) nel sentire le parole amnistia e indulto contenute nel suo messaggio alle Camere sulle carceri, caro presidente Napolitano, allora da un pezzo avreste dovuto avere la compiacenza di sparire, voi politici e governanti che da tempo non fate che occupare Poltrone e Palazzi per curare soltanto i vostri interessi e conservare potere e privilegi.

Voi che non vivete neanche un po' dei problemi del Paese, voi che abusate di parlarne e di riempirvici la bocca ma fate di tutto per scansarli e lasciare che i guai dell'Italia siano solo i guai degli italiani... Voi che vivete arroccati nella vostra torre d'avorio intarsiata di orpelli e vanità, dove l'arroganza alimenta il disincanto e la corruzione ingrassa il portafogli... Voi che non siete avvezzi ad operare per, ma che spesso tramate contro e a volte, maledetti, non avete esitato a proteggere e addirittura ad armare i bravi di volta in volta al vostro servizio... Voi che non conoscete il prezzo del pane, della benzina nè di tutto quello di cui amate ingozzarvi, perché ci sarà sempre qualcuno che per lisciarvi o sdebitarsi continuerà a bussare con i piedi allla vostra porta... Voi che quando pensate di riformare la giustizia, da anni non fate che stirare di qua e di là le norme dei codici o delle leggi speciali per farci rientrare questo o quel reato, questa o quella pena, secondo le necessità del ladrone di turno... Voi che amate soltanto voi stessi e che avete trasformato la nobiltà della passione politica in una macchina del fango perennemente al lavoro per coprire nefandezze e conservare lo status quo, il vostro status quo...

E voi, proprio voi, avete il coraggio di puntare l'indice contro di noi (altro che grillini...!) per accusarci di fregarcene del "bene del Paese"??? Noi, proprio noi, che Paese amiamo scriverlo ancora con la maiuscola... 

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!

mercoledì 2 ottobre 2013

Pirlamento Italiano

Senza parole. Lo squallido spettacolo che va in onda oggi, ennesima puntata di una fiction seriale iniziata ormai venti anni fa, non merita altri commenti. All'interno di quel Palazzo si accendono i più svariati falò delle vanità; fuori da quelle mura, invece, il Paese si spegne pian piano...

Chi è fuori da quelle mura avrebbe bisogno di una fiammella di speranza. Ma chissà che la mano che tiene accesa la fiammella non decida di approfittarne per appiccare il rogo decisivo. Chissà...

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