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giovedì 26 settembre 2013

No TAV=terroristi: strategia (della tensione) già vista

La scorsa settimana, in un tronfio quanto forzato eccesso tipico del più tipico teenager sui social network, il ministro dell'Interno, nonché vicepresidente del Consiglio, Angelino Alfano tuonava: "Lo Stato fa lo Stato. La TAV si farà. Delinquenti e bombaroli si rassegnino".

Passa soltanto qualche ora e le agenzie di stampa battono la notizia (subito amplificata dalla grancassa di quotidiani e tg, neanche fosse stato l'annuncio della fine della crisi economica del Paese...) relativa ad un documento di alcuni terroristi detenuti, apparso sul web (così...) e indirizzato agli attivisti no-TAV, con il quale si esorterebbe questi ultimi a impegnarsi nella lotta armata.

Ieri, infine, l'ultimo passaggio, almeno finora, di un copione tanto italicamente e tristemente noto, con la visita in pompa magna dello stesso Alfano al cantiere TAV di Chiomonte in Val di Susa: strette di mano e foto con le forze dell'ordine (addirittura con il cane anti-esplosivo..!) e l'immancabile sottolineatura col dito indice da Zio Sam ben puntato: "Nessuno può fermare lo Stato sovrano che ha assunto una sua decisione. Non sarà consentito a nessuno di interrompere con la delinquenza e la violenza quest'opera".

Ci si dimentica, forse appositamente, che in prima linea a manifestare contro l'opera suddetta ci sono stati in questi anni sindaci con tanto di fascia tricolore sul petto, mamme e papà con tanto di figli al seguito, pensionati e casalinghe delle zone interessate...

Si dimenticano, forse altrettanto appositamente, i fatti e i misfatti degli anni '70, le stragi di Stato, i misteri insondabili e le strategie terroristiche di pezzi, schegge o servizi deviati dello Stato contro se stesso, contro cittadini innocenti, inconsapevoli ed inermi... 

Tornano a risuonare echi sinistri e lontani... Tornano con mezzi e strumenti di convinzione di massa più potenti... Ci scappasse una bombetta in questo momento, l'equazione tanto caldeggiata troverebbe subito la sua soluzione. Quella più ovvia, quella più facile.

mercoledì 18 settembre 2013

Se questo (non) è un uomo (con guai giudiziari)...

A parte la scritta in basso, scherzosamente modificata, l'immagine campeggia in bella vista sulla homepage del sito del Popolo della Libertà (chi volesse, può trovarla qui: http://www.pdl.it/), pronta per essere condivisa su Facebook dagli aficionados del Cav. Ebbene, il riepilogo, che non ho la possibilità di controllare nei numeri (mi aspetto che lo faccia il buon Travaglio), è redatto dagli stessi uomini del Cav, con l'intento di pubblicizzare urbi et orbi la 'caproespiatorietà' del loro capo.

A parte il fatto che mancano i riferimenti alle condanne definitive nei processi sui Diritti Mediaset e, prima ancora, sul Lodo Mondadori, diverse potrebbero essere le frasi a corredo dell'elenco delle evidenze giudiziarie del Cav. Per esempio:
  • MA DAVVERO C'E' QUALCUNO CHE ANCORA VOTA QUEST'UOMO?
  • E ALLORA CHE ASPETTANO A CACCIARLO DAL PARLAMENTO?
  • E QUESTO NON VOLETE CHIAMARLO DELINQUENTE?
  • PERCHE' A ME NON CAPITA NULLA DI TUTTO CIO'?
  • PER INCASTRARE AL CAPONE HANNO FATICATO MOLTO MENO...
  • E POI DICE CHE LA GIUSTIZIA E' INTASATA...
  • E PENSA SE NON SCENDEVA IN CAMPO, CHE NUMERI AVREMMO AVUTO...
Aspetto vostri suggerimenti...

giovedì 12 settembre 2013

Napolitano e le nomine propedeutiche

Giuliano Amato, poverino, va capito: era rimasto disoccupato dopo il fallimento, solo pochi mesi fa, della sua candidatura a capo dello Stato prima e premier poi. Disoccupato... vabbè... Semmai pensionato, c'è chi dice a 30mila euro al mese! Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ieri gli ha offerto un lavoro: un posto come giudice della Corte Costituzionale. E, cosa più importante, ha illustrato alla politica e ai leaders politici il corretto iter istituzionale per una robusta e inattaccabile candidatura al Quirinale: passare prima per la Consulta.

In fondo, a pensarci bene, è la stessa cosa accaduta con la nomina di Mario Monti (sempre a cura del nostro Presidente) a senatore a vita, propedeutica al successivo sbarco, di lì a pochi giorni, a Palazzo Chigi. Vedrete che quando sarà, di Amato si sentirà dire e si scriverà che, in fondo in fondo, il professor Sottile ha tutte le carte in regola per occupare la poltrona del Colle.

mercoledì 11 settembre 2013

11 settembre e Siria: i morti sono sempre morti

L'America commemora i tragici fatti dell'11 settembre di dodici anni fa e ricorda le quasi tremila vittime di quella follia (indipendentemente dal credere o meno alla versione ufficiale dei fatti, sempre di follia parliamo).

11/9: Obama con First Lady, minuto di silenzio a Casa Bianca
Poi presidente a commemorazione al Pentagono

   (ANSA) - NEW YORK, 11 SET - Il presidente americano Barack
Obama ha ricordato, con un minuto di silenzio alla Casa Bianca,
gli attacchi alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2011. Obama
era accompagnato dalla First Lady Michelle Obama e dal vice
presidente e sua moglie, Joe e Jill Biden. Obama partecipera'
piu' tardi a una commemorazione al Pentagono. (ANSA).


Mi piacerebbe poter dire al presidente Obama, alla sua famiglia e ai rappresentati delle istituzioni Usa che oggi in tutto il mondo hanno commemorato con iniziative, minuti di silenzio o anche con un semplice fiore i loro morti, che i morti sono sempre morti. Dovunque si trovino, di qualunque colore sia la loro pelle e la loro nazionalità. E che questo, a maggior ragione, vale per le vittime innocenti. Per quelle statunitensi e non. Per quelle travolte sotto le macerie della follia dell'11 settembre e per quelle che sono rimaste e rimarranno sotto le macerie delle bombe (se non peggio) di una follia che si fregia dell'etichetta di purificatrice. O vendicatrice.

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