QUESTO BLOG È ESPRESSIONE DEL LIBERO PENSIERO, GARANTITO E TUTELATO DAGLI ARTICOLI 3 E 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E NON INTENDE PROMUOVERE ALCUNA CAMPAGNA DI INCITAMENTO ALL'ODIO E ALLA VIOLENZA. PERTANTO SI DIFFIDANO LE AUTORITÀ A INTRAPRENDERE AZIONI MIRANTI AL SUO OSCURAMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INGIUSTIFICATE E, PARIMENTI, I LETTORI A FORMULARE COMMENTI CONTRASTANTI CON IL SUO INTENDIMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INDESIDERATI.

sabato 20 aprile 2013

Italia: si stava meglio quando si stava... uguale!

Se Barbalbero e i suoi fratelli Ent, fantastiche creature del meraviglioso mondo di Tolkien, avevano bisogno di due o tre eoni solo per dirsi 'buongiorno', noi qui in Italia siamo riusciti a fare molto ma molto di più: chi avrebbe potuto prevedere che dopo la fine del governo tecnico di Monti, l'elezione di un nuovo Parlamento, l'esplosione dei grillini, un primo giro di consultazioni, un secondo, le tavole dei dieci saggi e la fine del settennato di Napolitano, avremmo avuto al Quirinale nuovamente King George Napolitano e a Palazzo Chigi (probabilmente) ancora un tecnico? E che tecnico: il Cardinal Richelieu della politica anni '80-'90, Giuliano Amato...!

E' un po' come partire per le vacanze decisi finalmente di farla finita con venti anni di mare, sabbia e cocco-bello-cocco, dopo aver preparato valigie e zaini, scarponi e maglioni, picozza e cartina del Trentino, e ritrovarsi poi in coda al casello autostradale per Rimini, nello stesso albergo e nella stessa camera dell'estate dell'anno scorso! E, non contenti, consolarsi pure da soli: 'l'abbiamo proprio scampata bella...!'.

Cioè noi italiani siamo davvero gente strana... Pensate per esempio all'allenatore del Milan, Allegri, che, dopo averlo avuto in squadra fino a nove mesi fa e potendo allenare attualmente forse la migliore coppia di attaccanti italiani e, probabilmente, la coppia azzurra titolare il prossimo anno ai mondiali brasiliani, oggi ti confessa: 'vorrei poter riallenare Ibra!'.

Siamo davvero un popolo sorprendente... Siamo quelli che se devono votare uno da mandare in Parlamento, 'beh, che almeno abbia esperienza nel campo della politica [ma perchè, c'è un corso di laurea, una specializzazione particolare da seguire e conseguire???], che sappia come muoversi nei Palazzi del potere e che non sia un nome sconosciuto'. E poi ci lamentiamo se questi 'professionisti della politica' (sempre loro, sempre gli stessi) si fanno gli affari propri per anni! E poi ci lamentiamo se per la poltrona di Capo dello Stato si trovano sempre e soltanto candidati ottantenni: sono loro (sempre loro, sempre gli stessi) che invecchiano!

La ruota gira e continua a girare, l'orchestrina suona sempre il suo solito valzer e a chi non vuol più sentire non resta altro che accomodarsi fuori: dai confini o dai coglioni, please. Fate voi. D'altronde, quando si hanno alle spalle banche, tv e giornali, forze armate, forze dell'ordine e servizi... o vai fuori dai confini o dai coglioni. Appunto!

venerdì 12 aprile 2013

Vuoto istituzionale... a rendere!

Da una parte, le bacchettate del presidente della Consulta Franco Gallo sulla situazione politica e sociale attuale, vista con gli occhi di chi è chiamato a custodire e a far rispettare i principi vergati nella nostra Carta costituzionale. Dall'altra, la raffigurazione dell'Italia futura secondo i correttivi e le soluzioni ai principali problemi e mali del Paese così come riportati nelle relazioni consegnate oggi a Napolitano dai dieci saggi fortemente voluti dal presidente. Così, in una soleggiata giornata di primavera, l'Italia si è ritrovata di fronte alla fotografia dei suoi problemi e all'illustrazione, a grandi linee, delle riforme necessarie per superarli. Bene, qual è il problema?

Il problema è che a quasi due mesi dalle elezioni siamo ancora senza un governo rappresentativo delle nuove Camere e con uno dimissionario, in carica solo per gli affari correnti, che approva il DPEF e il decreto per sbloccare parte dei debiti della PA alle imprese.

Il problema è che a quasi due mesi dalle elezioni abbiamo ancora un Parlamento bloccato nel suo lavoro e addirittura nella sua strutturazione interna (leggi Commissioni) proprio per l'assenza di una controparte integrante costituzionalmente necessaria com'è l'Esecutivo.

Il problema è che siamo a pochi giorni dalla scadenza del settennato di Napolitano, e quindi alla vigilia dell'elezione di un nuovo capo dello Stato, con una situazione di profonda incertezza derivante da un Parlamento dominato da tre forze numeriche pressocchè equivalenti. Di queste, due sono impegnate al Mercato Generale delle Istituzioni in un gioco di ricatti e controricatti, ma anche di vendite, controvendite, sconti e saldi per le poltrone del Quirinale e di Palazzo Chigi; la terza si pone fuori dai giochi per definizione, chiudendo a disponibilità di qualsiasi tipo e sperando al tempo stesso di cibarsi della carogna (o dell'aborto?) di un futuribile governissimo PD-PDL.

Il problema è che si può prevedere qualsiasi tipo di soluzione per rimettere in piedi e in movimento il sistema Italia, si può abbozzare qualsiasi riforma, disegnare qualunque scenario normativo, ma occorre sempre tener conto che poi a confrontarsi nel merito e a scendere nel dettaglio saranno sempre queste persone qui, le stesse che si affannano al Mercato di cui sopra. Servono esempi per chiarire ciò che intendo? A che serve tutelare le intercettazioni come necessario strumento di prova seppur da ridisciplinare per ciò che riguarda la loro divulgazione selvaggia (come hanno scritto i saggi nelle loro relazioni) quando poi a tradurre questo principio in norme di legge saranno chiamati coloro che legano la riforma della giustizia all'andamento delle vicende giudiziarie di Berlusconi? Pro o contro che siano? A cosa serve partorire che sull'inelegibilità di un parlamentare debba essere un giudice ad esprimersi piuttosto che le Camere (altra previsione dei saggi) quando la prima posizione ad essere analizzata sarebbe proprio quella di Mr. B?

Il problema prioritario, prima ancora di elencare i mali e le soluzioni, sarebbe quello di allontanare per sempre questi signori dalle stanze del potere. O no?

mercoledì 10 aprile 2013

Bracciano: dalla raccolta di rifiuti al rifiuto della raccolta

Questo post avrebbe potuto intitolarsi in decine di modi diversi: cose del tipo "Bracciano: alla discarica come in palestra", "Bracciano: l'isola (ecologica) che non c'è" o anche "Bracciano e la raccolta indifferente" oppure "A Bracciano i giochi senza frontiere della monnezza". Si parla di Bracciano, cittadina (un tempo) ridente sulle sponde dell'omonimo lago, e di rifiuti, problematica ecologica che ormai affligge gran parte della penisola. E poi ci sono i rifiuti da intendersi come chiusura mentale, diniego di servizi e, soprattutto, conseguenza di un'altra grave problematica, l'ignoranza, anche questa ben radicata nel nostro Paese.

Succede che una donna di una settantina d'anni abbia necessità di disfarsi dell'erba tagliata del suo piccolo giardino. E poiché a Bracciano vige la raccolta differenziata dei rifiuti con le modalità del porta a porta, succede che siano stati tolti dalle strade tutti i cassonetti di ogni genere e tipo. Per cui tipologie di immondizia come gli sfalci e le potature debbono essere portati all'Isola Ecologica (location della Bracciano Ambiente S.p.A., società di proprietà del Comune di Bracciano che ne detiene il 100% delle quote azionarie, come si legge sul loro sito) al pari delle lavatrici rotte, dei materiali in ferro o del mobilio. Ed è qui, in questo luogo dal nome che evoca chissà quale paradiso dei servizi, che la nostra anziana signora che versa annualmente la propria quota di Tarsu (fra pochi giorni cambierà nome e diventerà la famigerata e ben più cara Tares) va incontro all'ennesimo insultante disservizio (a pagamento), frutto del menefreghismo dei nostri amministratori e della arrogante ignoranza degli operatori pagati per assolverlo. 

L'Isola, raggiungibile solo in auto, si trova alla fine di una stretta stradina di campagna rigorosamente a doppio senso di circolazione. Se non sei più che fortunato, come è accaduto alla nostra signora, ti toccherà mettere in coda per entrare. Già, perché per approdare all'Isola occorre presentarsi con apposito modulo compilato (riferimenti identificativi e descrizione di ciò di cui ci si vuole disfare) oppure sottoporsi a registrazione in loco, con tanto di documento di identità alla mano. E questo per ogni tipo di rifiuto che si intende smaltire, per cui se devi disfarti di una vecchia brandina e di un paio di sacchi di erba devi fare le tue belle tre registrazioni. Come? Certo, che ho scritto tre: il materasso non va con la rete metallica! 

Così la nostra amica settantenne, dopo aver atteso pazientemente il suo turno ed espresso le proprie perplessità sulla necessità di dover essere identificata, si adegua: porge il documento, viene riconosciuta per quello che è, cioè una cittadina residente, e soprattutto per le sue intenzioni, cioè disfarsi di tre sacchi di erba tagliata e non di presunte armi di distruzione di massa nè di ingenti quantità di arsenico da smaltire illecitamente (quelle, si sa, a Bracciano finiscono copiosamente nell'acqua corrente... e da anni!). Ultimata la fase della registrazione, l'anziana signora viene invitata a portarsi con la macchina in corrispondenza di un enorme cassone di raccolta posto su un ballatoio sul quale se ne affacciano diversi altri per il legno, i metalli, la plastica e così via.

"Allora, signora, se fa' così: lei va lassù co'a maghina, poi... vede qu'oo scivolo? Ce mette li sacchi sopra e li svota. Però siccome che l'erba nun scivola... a vede qu'aa pala grande lì affianco? Ecco, co' quella li deve spigne in giù...". Ma ve l'immaginate la faccia della nostra amica al termine delle istruzioni impartite dall'addetto? Nell'ordine: rimontare in macchina, prendere la rampa stretta e salire sul ballatoio fino a portarsi in corrispondenza del cassone adibito a potature e sfalci; qui scaricare i tre sacchi, caricarseli sulle spalle uno alla volta e svuotarli su uno scivolo; se l'umidità oppone resistenza, aiutarsi con una pala gigante e pesante e spingere l'erba giù per lo scivolo. 
"Cioè, mi faccia capire: devo fare da sola?", domanda stupita la donna. 
"E chi 'o deve da fa'?", risponde l'addetto.
"Ma scusi... io l'immondizia già devo preoccuparmi di dividerla dentro casa, tutto il lavoro lo faccio io e voi la raccogliete solo", inizia spazientita l'anziana. "Mo' mi devo occupare pure di portarvela, perchè in giro non c'è più un cassonetto per la raccolta e quando arrivo qui devo pure fare il facchino per buttarla nei cassoni di raccolta? E ci pago pure le tasse per questo servizio???".
"A signo'... Noi qui ce stamo pe' controlla', mica pe' scarica'...", replica l'addetto alzando anch'egli il tono della voce.
"Ma lei viene pagato per questo...!", sbotta la signora imbufalita.
"Ma che pagato... io nun so' pagato...".
"Sì, ora lei è un volontario... Ma si rende conto? Ma possibile che voi per primi non vi rendiate conto dell'assurdità della situazione?".

L'addetto a questo punto si volta e, tornando alle sue cose (?), chiosa: "A signo'... è 'a legge!".

Ecco, se quella per la raccolta differenziata è una battaglia prima di tutto culturale, facciamola bene. E, soprattutto, facciamola dalla base.

[Accaduto ieri, raccontatomi da fonte certa e anche molto incazzata, dal momento che si era scaricata e spalata ben tre sacconi di erba!]

martedì 2 aprile 2013

Dice il saggio...

Cosa vi fa credere che il lavoro delle due commissioni di saggi, volute da Napolitano per formulare una serie di proposte istituzionali ed economiche, possa giungere ad un esito positivo per il Paese? Come pensate che possano convivere con un governo dimissionario ma non sfiduciato, sfilacciato dalla vicenda dei Marò ma pienamente operativo e solo per gli affari correnti? Come pensate che i rappresentanti dei partiti inseriti all'interno dei due gruppi ristretti possano lasciar fuori dalla porta quelle stesse rivendicazioni, ricatti e controricatti, do ut des che hanno infiammato, continuano ad infiammare e, al tempo stesso, paralizzano il dialogo politico tra centrosinistra e centrodestra a partire dalla discesa in campo di Berlusconi? Come non pensare che all'interno di quelle stanze si materializzeranno quei compromessi che l'agone parlamentare impedisce? Dal nome del prossimo presidente della Repubblica, alla scelta non tanto delle riforme da fare quanto di quelle da lasciar fuori, all'inciucio maximo sul governissimo politico studiato a tavolino per stroncare sul nascere l'avanzata dei grillini senza darlo a vedere... A chissà cos'altro.

Mi sbilancio in una previsione: vuoi vedere che il lavoro delle due commissioni porterà i frutti desiderati e cioè un accordo su diverse 'questioni nodali importanti' per la sopravvivenza dello status quo dei partiti cosiddetti tradizionali e lo sblocco di diverse 'trattative' che stanno a cuore dell'una e dell'altra parte, il tutto ben bene infiocchettato per essere presentato a tutti noi come 'la piattaforma da tradurre in riforme per far ripartire l'Italia'?

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