QUESTO BLOG È ESPRESSIONE DEL LIBERO PENSIERO, GARANTITO E TUTELATO DAGLI ARTICOLI 3 E 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E NON INTENDE PROMUOVERE ALCUNA CAMPAGNA DI INCITAMENTO ALL'ODIO E ALLA VIOLENZA. PERTANTO SI DIFFIDANO LE AUTORITÀ A INTRAPRENDERE AZIONI MIRANTI AL SUO OSCURAMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INGIUSTIFICATE E, PARIMENTI, I LETTORI A FORMULARE COMMENTI CONTRASTANTI CON IL SUO INTENDIMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INDESIDERATI.

giovedì 28 febbraio 2013

Il male minore

La mia posizione, tanto per chiarire le idee a chi può essere interessato a conoscerla... (ed essendo il mio punto di vista, ho appositamente omesso i secondo me).

Grillo è il male minore rispetto a Berlusconi. Affidarsi per l'ennesima volta a Silvio è pura follia. Dove ci hanno portato anni e anni di suoi governi è storia, non più opinione personale; così come le cose fatte, le malefatte e quelle che non è riuscito a fare per un pelo. Ancora, almeno... Grillo è un'incognita, certo; ma come tutte le incognite la si potrà bocciare all'esito delle cose fatte o non fatte. Preferisco un giudizio, pur negativo e tardivo, ad un pregiudizio. In fondo non è mai esistita la specializzazione da 'parlamentare': e quindi perché mai a noti papponi, puttane e ladri già condannati e già tristemente messi alla prova con pessimi risultati siamo disposti a consegnare il nostro portafogli, mentre a neolaureati, fisici, idraulici, ingegneri e impiegati statali di cui non conosciamo nulla, se non la fedina penale pulita, non siamo invece disposti a dare neanche il credito della prima volta?

Monti è il più pericoloso di tutti. A voler essere teneri, a voler tacer d'altro, il minimo che gli si può rimproverare è di essere totalmente slegato dalla vita reale, dal vissuto quotidiano, dai problemi dell'ordinario. Ha imposto sacrifici orizzontali disinteressandosi delle differenze sociali, ha salvaguardato del tutto i ricchi e i potenti come lui, le cui istanze difende e tutela da sempre, e preteso pure che a salvare la baracca dalla dittatura e dalle speculazioni della finanza (che gioca al massacro con la vita di sei miliardi di persone in tutto il mondo) e dai disastri da questa provocati fossero i più precari, quelli in difficoltà, i più deboli. Quelli che hanno sempre pagato tutto fino all'ultimo, i soliti insomma... Pretendendo pure che questi capissero e condividessero! Lasciamo stare: assolutamente il peggio. 

Bersani avrei voluto vederlo alla prova. Vinte le elezioni con il margine che era lecito sperare conservasse fino alla fine, sarebbe stato chiamato a formare un suo governo, a pianificare la sua strategia e ad impegnarsi perchè durasse l'intera legislatura. Non era nè Prodi, nè Amato: sarebbe stato il suo governo, la sua chance. E invece l'ha buttata alle ortiche... E pensare che quel marpione di Maurizio Crozza l'aveva scherzosamente predetto: "Finocchiaro... manca ancora un mese per perdere le elezioni". Rimprovero a Bersani di non aver saputo ritrarsi con dignità, ammettendo una debacle che è sotto gli occhi di tutti e restituendo in tal modo al partito la chance che i milioni di italiani che hanno votato Pd si aspettavano finalmente di sfruttare. E invece? Invece Bersani ha saputo peggiorare ancora di più una situazione già di per sè compromessa dall'esito del voto e dai malumori che ne sono seguiti, con una conferenza stampa vuota e insensata, priva di sussulti e  dignità. Il bello è che lo stesso Crozza, nel buttar giù il canovaccio di battute per la copertina di Ballarò all'indomani delle elezioni, non ha trovato di meglio che imitare il segretario del Partito Democratico facendogli ridire le stesse dichiarazioni fatte in conferenza stampa. Come a dire: bastavano quelle a far ridere gli italiani...

mercoledì 27 febbraio 2013

Governabilità all'italiana o ingovernabilitalia?

Come sempre, dopo l'onda dello tsunami, occorre aspettare che l'acqua si ritiri per fare il punto della situazione, per rimuovere le macerie e iniziare a ricostruire. Ed è quello che sta accadendo anche qui da noi, a poco più di un giorno dall'esito di quest'ultima tornata elettorale. 

Con una differenza, però: che nel nostro caso l'acqua farà più fatica a ritirarsi. Anzi, per una scelta pienamente consapevole - che affonda le sue radici nelle ragioni stesse che hanno portato alla nascita del movimento e perciò sbandierata e urlata urbi et orbi - la violenta mareggiata di Grillo e del suo M5S che si è abbattuta sull'arroccato nostro sistema partitocratico, travolgendone gli argini, scuotendone le fondamenta (già di per sé fradice) e sradicandone via alcuni pezzi, pare destinata a ristagnare per un bel po' di tempo nei palazzi della cittadella del potere. Perchè? Ma perchè l'obiettivo del movimento è quello di completare l'opera, di ripulire quegli ambienti dalla muffa e dai parassiti che per anni li hanno infestati e di restituire il potere ad una rappresentatività più vicina al popolo. Non sono pensieri miei: sono gli intenti ripetuti più e più volte da tre anni a questa parte dal suo leader.

Ora siamo in mezzo al guado. Il voto delle politiche ci ha consegnato un Parlamento pressocchè tripartitico (la componente Monti è appena sopra la linea di galleggiamento), con due delle tre componenti smarrite e solo ora consapevoli di dover fare i conti con l'onda d'urto grillina, volenterosa di dimostrarsi diversa e con i giri a mille. Ora, è chiaro che per provare a governare il Pd (che ha il boccino in mano, avendo il centrosinistra spuntato la maggioranza in entrambe le Camere) se non vuole inciuciare con Berlusconi dovrà scendere a patti con il Movimento 5 Stelle. E poichè, proprio per dimostrarsi diversi dagli altri, costoro vorranno proseguire su una linea di coerente rigore con l'idea di superare il vecchio modo di fare politica (appunto, gli inciuci), ecco che Bersani se vorrà dialogare con Grillo dovrà scegliere fior da fiore tra quelle proposte che più di altre possano raccogliere consensi dagli italiani e andar giù alla nomenklatura del suo partito. 

Cosa assolutamente non facile questa. Perchè se è vero che nel primo periodo non sarà difficile promuovere proposte di tagli alla politica, al finanziamento pubblico dei partiti, alle indennità dei parlamentari, al loro numero, ai loro benefit, così come la razionalizzazione della Rai, delle spese dello Stato e di tutte le amministrazione pubbliche locali, molto ma molto più arduo si presenterà il compito quando si tratterà di attuare, ugualmente in tempi brevi, politiche economiche e fiscali che non vadano a contrapporsi alle linee imposte dai leader e dalle istituzioni dell'Unione Europea e ad intaccare i santuari delle banche e della finanza internazionale.

Non sembrerà vero, a quel punto, a Berlusconi e a Monti di contribuire con una spintarella alla fine di un rapporto improvvisato e per lo più campato in aria. Così come credo che avranno gioco facile Grillo e i suoi a smarcarsi ai primi scricchiolii di cui sopra che potrebbero minarne la credibilità e la tanto rivendicata patente di diversità e ad urlare... ALL'INCIUCIO, ALL'INCIUCIO!!!

martedì 19 febbraio 2013

Tu che ti fai chiamare dio...

Io dico che se siamo nati per soffrire (perché questo sembra essere il destino della maggior parte di noi, chi più chi meno), sarebbe stato giusto che qualcuno ci avesse avvisati per tempo. Allora sì che avremmo potuto esercitare pienamente il nostro libero arbitrio, quel salvacondotto tanto decantato che alcuni vorrebbero far passare come l'antidoto ai lacci e lacciuoli del destino. Già... a partita in corso, però! Solo in tal modo ciascuno di noi, in piena consapevolezza, avrebbe potuto davvero esprimere se stesso e decidere se partecipare a questo gioco.

Ma vi pare che uno debba essere costretto a esibirsi in questa arena (e come vittima sacrificale, per giunta!) solo per il sadico piacere di chi, per sottrarsi alla sua condizione di infinita solitudine, decide da un giorno all'altro di mettere in piedi tutto questo baraccone? Pretendendo pure di essere venerato e debitamente ringraziato per la sua opera... Grazie tanto, eh? Rivendicando a sè, con sacrosanta presunzione, di fregiarsi dell'appellativo di bene assoluto... Ma come, non avevi creato tutto tu? pure il male assoluto, quindi; oppure vuoi dirmi che... ti è forse sfuggito qualcosa?

E tu saresti un dio... Anzi, tu saresti Dio? Il Dio buono. Quello che se ci comportiamo bene ci dona il paradiso, ma che, viceversa, non esiterebbe a schiaffarci all'inferno? Ah, no. Già, tu sei pure capace di atti di infinita bontà... E puoi perdonare, alla fine. 

C'è un ragazzo cieco seduto qui davanti a me: sta viaggiando in treno, accompagnato e guidato dal suo meraviglioso cane. Sta armeggiando sul suo iPhone per trovare una canzone di suo gradimento ed ascoltarla nelle cuffie. Per fare queste semplici cose posso soltanto immaginare quanto avrà dovuto lavorare duramente, prima col cane e poi con l'accessibilità del suo telefonino. Senza contare l'abitudine all'Infinito Buio a cui è costretto... Dalla nascita? di recente? boh, importa a qualcuno?

Vedessi gli occhi del suo cane: quanta grandezza! Quello sì che è un dio...! 

Allora, dio: ti piace questo gioco? E questa partita? Ti stai divertendo? Cosa sgranocchi? Patatine...?!?

sabato 16 febbraio 2013

Nuova Tangentopoli: trova le differenze...

Arresti eccellenti, inchieste, corruzione, appalti, terremoto giudiziario, mazzette e manette. Nuova Tangentopoli all'orizzonte? Il quadro, tra ieri e oggi e in rigoroso ordine cronologico, è il seguente:

MONTI, come tangentopoli: "Purtroppo sì, l'evidenza è molto simile, la speranza è minore".

BERLUSCONI, nessuna tangentopoli: "Non siamo di fronte a una nuova tangentopoli, lo escludo nella maniera più assoluta".

BERSANI, non è tangentopoli: "La storia non si ripete mai negli stessi termini, non credo tecnicamente si possa definire una tangentopoli simile a quella di quegli anni".

NAPOLITANO, preoccupato: "Tutto questo mi preoccupa, ma non ne so nulla, aspettiamo l'esito delle indagini".

BERLUSCONI, non preoccupato: "Non sono assolutamente preoccupato per una nuova tangentopoli".

MONTI, come tangentopoli: "Quando vedo ill moltiplicarsi delle incriminazioni di esponenti della politica, della finanza, dell'economia c'è l'idea della disgregazione di un tessuto politico e sociale che fa emergere il parallelo con un'altra epoca: tangentopoli".

Per capirci qualcosa occorre trovare le differenze. E forse, mai come in questo caso, la differenza la fa davvero non QUELLO che beviamo, ma CHI ce lo dà a bere!!!

martedì 12 febbraio 2013

Quest'anno Sanremo me lo guardo qui...

Sono solo canzonette...? No, è il 63° FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA!!!

Appassionati del Festival di Sanremo... benvenuti nella nostra pagina Facebook! Qui Sanremo 2013 si vede, si racconta e si commenta, ma anche si spernacchia, si sbeffeggia e si scazzeggia. Tutto rigorosamente dal pc e comodamente spaparanzati sul divano (ma anche sul letto, sul tavolo della cucina, sul cell... insomma dove diavolo vi pare)!!!

VI ASPETTIAMO NUMEROSI E PRONTI A TUTTO... FINO ALLA FINE!!!


SANREMO CON GLI AMICI 2013

AGGIORNAMENTO: E questo è stato il nostro share!

 

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