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martedì 31 dicembre 2013

Buon anno!

Il 2014 sarà bugiardo esattamente come tutti gli altri anni che lo hanno preceduto. Ci illuderà come il precedente, quello prima e quello prima ancora. Lo odieremo proprio come gli altri e quando sarà arrivato al lumicino saremo felici e contenti di dare pure a lui un bel calcio nel sedere.

Ma chi sono io per negargli il mio saluto?

mercoledì 11 dicembre 2013

Primarie PD: opera da tre soldi?

Se all'elezione del segretario politico di un partito possono partecipare tutti, e quindi anche i simpatizzanti o addirittura gli iscritti ad altri partiti, che valenza può mai avere quella consultazione? Se alle primarie del Partito Democratico può votare anche chi al PD non è iscritto e con quel voto si può influire in maniera determinante all'elezione di questo o quel candidato alla segreteria, che veridicità può mai avere quel risultato? E se tutto ciò accade ad un partito storico, un partito che ha contribuito a scrivere la storia democratica del Paese, quello che ha ricevuto più voti alle ultime politiche, che sensazione può mai provocare in chi conserva ancora un minimo di passione politica?

Le primarie del PD sono parse a molti un'opera da tre soldi: il vincitore è un segretario da... due euro?

venerdì 6 dicembre 2013

Omaggio a Nelson Mandela, lui stesso Storia

L'educazione è l'arma più potente che può cambiare il mondo.
Nelson Mandela


 
Gerardo D'Amico (http://www.rainews.it) ricorda le tappe più importanti della vita del leader sudafricano scomparso ieri.

mercoledì 27 novembre 2013

Trenitalia e l'Operazione Treni... Impuniti!

Fino a ieri credevo che la bontà di un servizio si misurasse dalla capacità di chi lo eroga di renderlo tale. Tanto più se il servizio in questione è a pagamento. Scopro oggi che non è così, che mi sbagliavo.

L'Operazione Treni Puliti promossa da Trenitalia, infatti, ci spiega che la pulizia dei vagoni, in particolare dei regionali per i pendolari (perché sono sicuro che su un Frecciarossa un manifesto del genere non ci sia) dipende... dai passeggeri! Anzi, meglio: dalla maleducazione di qualche imbecille che poggia le scarpe sui sedili o addirittura ci banchetta sopra. "Combattiamo l'inciviltà" è lo slogan scelto per questa grandiosa campagna di comunicazione, realizzata con foto sgranate, fotocopiate a colori su carta standard e appiccicate qua e là con lo scotch...

E io che pensavo che la pulizia dei treni fosse compresa nel prezzo del biglietto o dell'abbonamento...! E io che credevo fossero solo voci malevole ed artatamente messe in giro contro Trenitalia quelle sui contratti di appalto per la pulizia scaduti a causa della mancanza di fondi per le tratte regionali...! E io che credevo che gli incivili di cui sopra fossero solo quella ventina, imbecille più imbecille meno, visti in 25 anni di pendolarismo quotidiano...! 

E io che speravo, almeno sul treno dove ho trovato questi manifesti, di poter finalmente andare in bagno...! Sono sceso dal treno cornuto e mazziato. O, meglio, sentendo dentro di me il danno, la beffa e... la vescica gonfia! 

martedì 26 novembre 2013

Facce da FI: la politica italiana spiegata con un Ps

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L.STABILITA': ROMANI (FI), NON CI SONO CONDIZIONI PER COLLABORARE CON GOVERNO
Roma, 26 nov. (Adnkronos) - "Siamo arrivati alla determinazione
che non ci sono piu' le condizioni per collaborare con questo governo"
sulla legge di stabilita'. "Il maxiemendamento cosi' com'e' e'
irricevibile". Lo ha annunciato il capogruppo al Senato di Fi Paolo
Romani in una conferenza stampa nella sala Nassiriya di palazzo
Madama, insieme al presidente dei deputati Renato Brunetta.
"Allo stato, ancora non conosciamo questo maxiemendamento nella
sua interezza. In tutti questi giorni abbiamo inseguito piu' volte il
governo, abbiamo chiesto incontri ma in molti non si sono presentati.
Abbiamo sempre cercato il dialogo e siamo sempre stati collaborativi",
ma, avverte Romani, ora "non ci sono piu' le condizioni" di continare.
La dichiarazione dell'esponente azzurro prelude dunque ad un passaggio
all'opposizione di Fi.
(Vam/Col/Adnkronos)
26-NOV-13 17:19

Ps: domani al Senato c'è il voto sulla decadenza di Berlusconi da parlamentare a seguito di sentenza definitiva di condanna.

lunedì 25 novembre 2013

Violenza sulle donne: mistero idiota

Quello che davvero non capisco della violenza sulle donne - esulando da qualsiasi considerazione sugli effetti nefasti e talvolta letali della violenza in sè - è il senso di presunta, tacita superiorità che autorizza il braccio maschile a levarsi contro la donna. Perchè mai l'uomo avverta l'intima e radicata convinzione di essere - anzi, di dover essere - per forza superiore al suo corrispondente femminile, davvero non so da cosa nasca.

Parlo per generalizzazioni, è chiaro. Sono perfettamente convinto che l'assunto di cui sopra non sia di casa nella mente e nel cuore di tanti, tantissimi uomini. Così come credo, in generale, che la voglia di pace negli esseri umani sia ancora ben più attraente della pulsione verso la guerra. Tuttavia è evidente che esista una larga percentuale di IDIOTI che la pensano diversamente e che considerano legittimo l'uso della forza per il potere, il denaro e il dominio. Nel caso della violenza sulle donne questi IDIOTI sono evidentemente convinti di legittimare con il sangue o lo stupro un senso di atavica supremazia che a loro insindacabile quanto bacato giudizio si palesa come naturale.

Eppure, sono perfettamente convinto che se chiedessimo a uno qualunque di questi IDIOTI di spiegare il significato della parola 'diritti', questi sarebbe perfettamente in grado di dimostrarne piena comprensione, elencando per filo e per segno tutte le ingiustizie da lui subite, dallo Stato, da Equitalia, dai vicini, dai genitori... Persino dal destino! E poi, chissà quante altre belle cose potrebbe raccontarci sul mondo e sulla vita, quante segrete illuminazioni sul passato e sul futuro della storia umana, quanti titoli di studio o professionali di cui vantarsi e quante conoscenze acquisite leggendo e informandosi...

Perchè, poi, 'geni' di siffatta specie messi di fronte a una donna siano in grado di dimostrarsi dei perfetti IDIOTI, non riuscendo a manifestare altro che istinti violenti e arrivando puntualmente a trovarne persino intime e radicate ragioni, questo davvero rimane per me un mistero.

sabato 16 novembre 2013

Una storia (vera) non salverà il mondo, ma...

Il mondo sarà salvo fin quando esisteranno storie come questa... E se voi, stupidi, ottusi, menefreghisti, superficiali esibizionisti di un pessimismo snob d'accatto, che non vedete l'ora che il mondo assomigli alle macerie che avete dentro... voi che ci tenete tanto a pensarla diversamente, fate pure... Non so che farvi: è un vostro problema!

Usa: 'Batkid' vive suo sogno, eroe per un giorno a San Francisco

(AGI) - San Francisco (California), 16 nov. - Un'intera città, San Francisco, si è stretta attorno al suo 'Batkid', eroe per un giorno: Miles Scott è un bimbo di 5 anni, a cui a 18 mesi è stata diagnosticata la leucemia. Il piccolo aveva chiesto alla 'Make a Wish Foundation' - un'associazione che tenta di esaudire i sogni dei bambini con malattie gravi - di essere un super-eroe per un giorno. E l'intera città è scesa in campo, rispondendo in maniera straordinaria, con migliaia di persone allineate lungo le strade dove il piccolo ha sfilato, dopo aver arrestato Riddler, con un Batman a grandezza naturale che lo affiancava.

Il bimbo vive con la sua famiglia a Tulelake, al confine californiano con l'Oregon: gli era stato detto che andavano tutti a San Francisco perchè gli sarebbe stato regalato un costume, proprio a sua misura, di Batkid. La sorpresa gli è stata tenuta accuratamente segreta fino all'ultimo: ma venerdì San Francisco si è trasformata in Gotham City, la città teatro delle avventure dell'uomo-pipistrello. Miles è uscito dall'albergo, eroe-pipistrello in miniatura, e si è ritrovato davanti la 'Batmobile', una Lamborghini nera con il caratteristico pipistrello sul cofano e sulle porte. Una telefonata della polizia lo ha allertato del pericolo: "Per favore, giustiziere mascherato, abbiamo bisogno di te". E l'allarme del commissario capo di San Francisco, Greg Suhr, è stato rilanciato immediatamente da un anchorman dell'Abc7 News.

Da quel momento è stato un susseguirsi di epiche imprese, accompagnate dalla mobilitazione di tutta la città: Batkid si è precipitato a salvare una donna che era stata legata ai binari del cable-car, il caratteristico treno-funivia che attraversa la città; ha catturato Riddler, l'Enigmista, uno dei nemici principali di Batman, nel caveau di una banca; e ha inseguito Il Pinguino per salvare la mascotte dei San Francisco Giants, Lou Seal. Alla fine, Batkid, sempre scortato da Batman, si è recato alla City Hall, la sede del comune, dove il sindaco riconoscente gli ha consegnato le chiavi della città: "Il 16 novembre del 2013 sarà la giornata di Batkid per sempre", ha detto il primo cittadino, Ed Lee, attorniato dal capo della polizia, Suhr e dalle altre autorità.

Persino il giornale della città, il San Francisco Chroniche, ha reso omaggio al suo coraggio: "Batkid salva la città", titolavano le copie del quotidiano a Union Square, la piazza-fulcro della vita cittadina. Ed è stato un tributo generale: la polizia è stata al gioco, scortando Batkid nei suoi trasferimenti da un
luogo all'altro, con un cellulare al seguito che 'trasportavà gli orribili lestofanti catturati. La squadra di football, i '49ers' ha twittato: "Il nostro eroe è arrivato: le strade di San Francisco sono e salve". Il sostegno generale è stato tale che non solo si sono visti nelle strade altri Batman, ma sono scesi in campo persino altri minuscoli super-eroi: a Union Square ad un certo punto sono comparsi un Superman e uno Spider-Man, entrambi in miniatura. Ovviamente non poteva mancare il tributo del presidente, Barack Obama, che ha lanciato un video sull'account Twitter della Casa Bianca: "Ben fatto, Miles. Gotham è salva". E persino la first lady, Michelle, ha twittato il suo riconoscente plauso: "Grazie per aver catturato tutti questi brutti ceffi, Batkid. Sei una fonte di ispirazione per tutti noi".

Una festa generale che ha coinciso - ha spiegato la mamma di Miles, Natalie, sul sito dell'organizzazione - con la conclusione di un calvario, tre anni di cure. L'altra buona notizia è infatti che per Miles la bat-cura ha funzionato: il bimbo ha sospeso le cure a giugno e la malattia è in remissione.
(AGI) Bia
 

mercoledì 6 novembre 2013

Dedicato alla mia anima gemella

La guardo ogni mattina.

Per qualche istante, prima di uscire che non è ancora l'alba, i miei occhi si fermano su quel viso a me così noto. È ancora addormentata: la testa adagiata sul lenzuolo, il cuscino finito chissà dove, le braccia avvolte fra le coperte a cercare un calore che non dipende dalla stagione. E' una scena che si ripete ogni giorno e che tuttavia non è mai uguale a se stessa: perché quegli occhi sanno parlarmi anche quando sono chiusi ed io ho imparato col tempo ad ascoltarli meglio.

Nel corso della giornata non ci sentiamo spesso. Quando capita è spesso a scappar via, interrotti, il più delle volte per colpa mia, da impietose telefonate di lavoro e dalla pressione dei notiziari delle agenzie di stampa e dei tg. Ma quelle poche parole che comunque riusciamo a scambiarci, magari ripetitive e di poca importanza, hanno sempre un suono particolare, che solo la consapevolezza della solidità di ciò che è stato fin qui costruito insieme sanno regalare.

Al ritorno a casa, la sera, il giardino profuma di più se c'è lei. E anche se la stanchezza dovuta agli impegni della giornata ha corroso buona parte delle energie di entrambi, quell'alone di serenità che solo lei sa emanare lo vedi avvolgere pensieri e preoccupazioni, che finiscono per scomparire piano piano, trascinati lontano da una magia antica quanto e forse più dell'uomo stesso.

Si cena, si parla, qualche volta si ride oppure si resta in silenzio. A volte si litiga, anche se non ha senso farlo quando si avvicina l'oscurità e le preoccupazioni già di per sé si insinuano subdole nelle menti affaticate. Quando piange per qualche motivo, sa di avere davanti l'unico rifugio possibile: me lo ripete da sempre e di questa certezza non le sarò mai abbastanza grato…

Le invidio la capacità di far sembrare semplici anche le imprese più dure. E mi inchino alla sua innata capacità di giudizio, specialmente quando avverto la necessità di dover decidere senza troppa testa o troppo cuore. Per il resto lei è lei, quotidianamente lei, straordinariamente lei.

Non sarà la donna perfetta, ma è mia moglie...

giovedì 24 ottobre 2013

Racconto breve: PUNTI DI... VITA - © di Marcus

Non sopporto le persone scattose. Quelle che compiono movimenti improvvisi e inaspettati e che, anche quando il gesto è naturale e prevedibile, rendono la sua esecuzione impossibile da non essere notata. Come se il mondo debba necessariamente essere messo al corrente dei fatti loro. Gesticolatori compulsivi... Dio me ne scampi!

E come capita sempre in questi casi, il destino si diverte sempre a metterne uno sulla tua strada. L'ultima volta me l'ha fatto capitare in treno, proprio sul sedile di fronte. Corpulento, stempiato, indossava una maglia bianca con una scritta nera ("bitch" e qualcos'altro) ben in evidenza sul petto. Si è seduto ed ha appoggiato il suo zaino sul sedile di fianco a sé.

Dopo qualche minuto trascorso totalmente sprofondato nei propri pensieri, il tizio scatta. Appunto... Nel vero e proprio senso della parola! Scuotersi, riprendere contatto con la realtà e voltarsi verso lo zaino è un tutt'uno. Così come, un attimo dopo, aprire la cerniera, tirar fuori un libro, richiudere la zip e aprire alla pagina del segnalibro. Non passa che qualche secondo e l'uomo richiude improvvisamente il volume e dopo uno sguardo alla copertina inizia a imprecare. Ma non verbalmente... Con i gesti!

Non riesco a rendere adeguatamente l'idea per iscritto, ma credetemi quando dico che i suoi movimenti improvvisi e inconsulti dicevano molto più di mille parole, urlate o sibilate a denti stretti... Era tutto un florilegio di porco di qua e porco di là, di ma guarda te che roba e di che caz..., il tutto interpretato da pugni che si serravano violentemente per riaprirsi un attimo dopo in modo altrettanto violento, di scuotimenti del capo da una parte e subito dall'altra, di alzarsi e riabbassarsi repentino delle spalle... C'erano accuse, invettive, rimbrotti e forse anche qualche sganassone ben assestato il quel suo dimenarsi scattoso. Sembrava di assistere all'esibizione di un direttore d'orchestra che tenta di dare carne, vene e sangue alla sua esecuzione, solo che questa era tutta nella sua mente.

Insomma, il tizio, visibilmente alterato, inizia ad aprire le lampo dello zaino e a frugare nelle tante sue tasche alla ricerca della causa di quel bagnato. Un attimo dopo, eccolo tirar fuori un sacchetto della spesa all'interno del quale c'era evidentemente un contenitore. Del pranzo? Del caffè? Non saprei dire, ma l'espressione del volto dell'uomo nel momento in cui tocca la busta bagnata dà il via a tutta un'altra serie di muti improperi, questa volta del tipo ecco, lo sapevo, l'avevo detto io... Rimesso tutto dentro e richiuso lo zaino, lo scattoso riprende a leggere il suo libro. E nonostante ancora qualche gesto con le mani, pian piano si placa del tutto.

Il treno intanto inizia a riempirsi e quando tutti i posti disponibili sono ormai esauriti, una giovane fa cenno di volersi sedere dove è poggiato lo zaino. Così l'uomo lo solleva e si alza per far passare la donna. Ma... sorpresa: sul sedile si allarga una bella macchia di liquido! "Ma è bagnato!", dice lei fermandosi a metà strada. "Booh...", replica lui, dissimulando il benché minimo interesse. La donna ci ripensa e lui torna a sedere, posando di nuovo lo zaino sul sedile e infilandoci dentro il libro.

Alla fermata successiva la scena si ripete e questa volta è un uomo a reclamare il posto. Ma anche questi, notata la presenza della macchia ondeggiante, rinuncia e prosegue oltre. A quel punto il tizio si risiede, e rimesso lo zaino al suo posto, torna scattosamente a frugarvi dentro: riapre le cerniere, rovista in maniera furiosa e poi, all'improvviso, estrae il suo libro. Ne osserva per un attimo la copertina e subito inizia a sbraitare nuovamente gesticolando tutto. Anche stavolta neanche un fiato, ma è evidente la sua collera per la copertina e quelle pagine bagnate.

In quel mentre, un signore anziano gli chiede di poter passare per arrivare al sedile vuoto e il tizio: "No, no, signore... E' tutto bagnato... Guardi, guardi che mi ha fatto: mi ha bagnato tutto lo zainetto e tutto quello che c'è dentro!". E mentre si lamenta, mostra il fondo dello zaino (che quella macchia aveva provocato e che ora di essa si nutriva...!). E poi ("guardi, guardi qui...!") mostrava il libro bagnato, agitandolo nell'aria, aprendone le pagine a caso più e più volte e richiudendole di scatto ogni volta. E tutto quello spettacolo a beneficio dei viaggiatori presenti.

Finché, scuotendo la testa, l'uomo si alza, imbocca il corridoio e si avvia verso la porta per scendere dal treno.

venerdì 11 ottobre 2013

Amnistia e amnesie: versione non menefreghista

Mettiamo da parte per un attimo il sospetto del salvagente a Berlusconi. Per un attimo, giusto il tempo di un post... E proviamo a guardare le cose da un punto di vista diverso, meno paranoico, non menefreghista verso le sorti del Paese, come vorrebbe Napolitano... 

Da quando è iniziata la crisi economica e lo spread è diventato un incubo costante, pari solo alla suoneria della sveglia mattutina, il nostro premier (chiunque fosse in quel momento) si è affannato a partecipare a summit e incontri internazionali nei quali l'obiettivo era sempre lo stesso: dipingere al meglio le potenzialità e le prospettive del nostro Paese grazie alle riforme importanti appena varate e a quelle in via di approvazione. Il tutto allo scopo di "suscitare nuovamente l'interesse dei mercati stranieri" e "riportare i grandi investimenti nel nostro Paese". Lo hanno fatto in occasione di vertici di capi di stato e di governo in questa e quella parte del mondo, incontrando i rappresentanti della finanza, esponenti di banche centrali e delle più grandi multinazionali. Solo qualche giorno fa Letta ha celebrato le meravigliose opportunità dell'investire in l'Italia davanti alla platea degli operatori di Wall Street, prima di suonare la campanella dell'avvio di seduta... 

E lo stesso hanno fatto i ministri del governo nel settore di propria competenza, incontrando i loro omologhi e i rappresentanti delle principali categorie produttive di altri Paesi. Addirittura i ministri della Giustizia hanno fatto la loro parte in questa opera di convincimento, rassicurando governanti e imprenditori stranieri che le recenti riforme introdotte hanno reso più snelli i tempi dei processi e ridotto sensibilmente la piaga della corruzione... (e qui un bel SIC! ci starebbe tutto). 

E allora voi - Capo dello Stato, Governo e Parlamento italiano - dopo aver condotto un'operazione di sensibilizzazione così imponente, un restyling lungo quattro anni della facciata di affidabilità e solidità politica-economica-sociale del nostro Paese di fronte al consesso internazionale, cosa pensate bene di tirare fuori dal cilindro? L'idea di una bella amnistia e indulto...! Per diminuire il degrado e il disagio nelle carceri italiane, certo... Ma anche per riversare nel tessuto sociale del territorio fra 20 e 30mila detenuti...! Secondo i reati che vi saranno ricompresi, certo... Ma tutto fa pensare che non saranno soltanto i condannati per possesso o spaccio di pochi grammi di droga a beneficiarne...

Bella pensata, davvero. Soprattutto un azzeccatissimo biglietto da visita da presentare agli investitori stranieri!

Quindi, cosa è peggio? Malpensare di un salvagente a Sua Impunità (come siamo stati abituati in molti a fare da una ventina di anni a questa parte) o ragionare seriamente di un'idea a dir poco malsana e comunque contraddittoria agli occhi del mondo?

mercoledì 9 ottobre 2013

Amnistia e amnesie

Fosse vero che occorre pensare al "bene del Paese" e non malpensare come avrebbero fatto i grillini (ma non soltanto loro!) nel sentire le parole amnistia e indulto contenute nel suo messaggio alle Camere sulle carceri, caro presidente Napolitano, allora da un pezzo avreste dovuto avere la compiacenza di sparire, voi politici e governanti che da tempo non fate che occupare Poltrone e Palazzi per curare soltanto i vostri interessi e conservare potere e privilegi.

Voi che non vivete neanche un po' dei problemi del Paese, voi che abusate di parlarne e di riempirvici la bocca ma fate di tutto per scansarli e lasciare che i guai dell'Italia siano solo i guai degli italiani... Voi che vivete arroccati nella vostra torre d'avorio intarsiata di orpelli e vanità, dove l'arroganza alimenta il disincanto e la corruzione ingrassa il portafogli... Voi che non siete avvezzi ad operare per, ma che spesso tramate contro e a volte, maledetti, non avete esitato a proteggere e addirittura ad armare i bravi di volta in volta al vostro servizio... Voi che non conoscete il prezzo del pane, della benzina nè di tutto quello di cui amate ingozzarvi, perché ci sarà sempre qualcuno che per lisciarvi o sdebitarsi continuerà a bussare con i piedi allla vostra porta... Voi che quando pensate di riformare la giustizia, da anni non fate che stirare di qua e di là le norme dei codici o delle leggi speciali per farci rientrare questo o quel reato, questa o quella pena, secondo le necessità del ladrone di turno... Voi che amate soltanto voi stessi e che avete trasformato la nobiltà della passione politica in una macchina del fango perennemente al lavoro per coprire nefandezze e conservare lo status quo, il vostro status quo...

E voi, proprio voi, avete il coraggio di puntare l'indice contro di noi (altro che grillini...!) per accusarci di fregarcene del "bene del Paese"??? Noi, proprio noi, che Paese amiamo scriverlo ancora con la maiuscola... 

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!

mercoledì 2 ottobre 2013

Pirlamento Italiano

Senza parole. Lo squallido spettacolo che va in onda oggi, ennesima puntata di una fiction seriale iniziata ormai venti anni fa, non merita altri commenti. All'interno di quel Palazzo si accendono i più svariati falò delle vanità; fuori da quelle mura, invece, il Paese si spegne pian piano...

Chi è fuori da quelle mura avrebbe bisogno di una fiammella di speranza. Ma chissà che la mano che tiene accesa la fiammella non decida di approfittarne per appiccare il rogo decisivo. Chissà...

giovedì 26 settembre 2013

No TAV=terroristi: strategia (della tensione) già vista

La scorsa settimana, in un tronfio quanto forzato eccesso tipico del più tipico teenager sui social network, il ministro dell'Interno, nonché vicepresidente del Consiglio, Angelino Alfano tuonava: "Lo Stato fa lo Stato. La TAV si farà. Delinquenti e bombaroli si rassegnino".

Passa soltanto qualche ora e le agenzie di stampa battono la notizia (subito amplificata dalla grancassa di quotidiani e tg, neanche fosse stato l'annuncio della fine della crisi economica del Paese...) relativa ad un documento di alcuni terroristi detenuti, apparso sul web (così...) e indirizzato agli attivisti no-TAV, con il quale si esorterebbe questi ultimi a impegnarsi nella lotta armata.

Ieri, infine, l'ultimo passaggio, almeno finora, di un copione tanto italicamente e tristemente noto, con la visita in pompa magna dello stesso Alfano al cantiere TAV di Chiomonte in Val di Susa: strette di mano e foto con le forze dell'ordine (addirittura con il cane anti-esplosivo..!) e l'immancabile sottolineatura col dito indice da Zio Sam ben puntato: "Nessuno può fermare lo Stato sovrano che ha assunto una sua decisione. Non sarà consentito a nessuno di interrompere con la delinquenza e la violenza quest'opera".

Ci si dimentica, forse appositamente, che in prima linea a manifestare contro l'opera suddetta ci sono stati in questi anni sindaci con tanto di fascia tricolore sul petto, mamme e papà con tanto di figli al seguito, pensionati e casalinghe delle zone interessate...

Si dimenticano, forse altrettanto appositamente, i fatti e i misfatti degli anni '70, le stragi di Stato, i misteri insondabili e le strategie terroristiche di pezzi, schegge o servizi deviati dello Stato contro se stesso, contro cittadini innocenti, inconsapevoli ed inermi... 

Tornano a risuonare echi sinistri e lontani... Tornano con mezzi e strumenti di convinzione di massa più potenti... Ci scappasse una bombetta in questo momento, l'equazione tanto caldeggiata troverebbe subito la sua soluzione. Quella più ovvia, quella più facile.

mercoledì 18 settembre 2013

Se questo (non) è un uomo (con guai giudiziari)...

A parte la scritta in basso, scherzosamente modificata, l'immagine campeggia in bella vista sulla homepage del sito del Popolo della Libertà (chi volesse, può trovarla qui: http://www.pdl.it/), pronta per essere condivisa su Facebook dagli aficionados del Cav. Ebbene, il riepilogo, che non ho la possibilità di controllare nei numeri (mi aspetto che lo faccia il buon Travaglio), è redatto dagli stessi uomini del Cav, con l'intento di pubblicizzare urbi et orbi la 'caproespiatorietà' del loro capo.

A parte il fatto che mancano i riferimenti alle condanne definitive nei processi sui Diritti Mediaset e, prima ancora, sul Lodo Mondadori, diverse potrebbero essere le frasi a corredo dell'elenco delle evidenze giudiziarie del Cav. Per esempio:
  • MA DAVVERO C'E' QUALCUNO CHE ANCORA VOTA QUEST'UOMO?
  • E ALLORA CHE ASPETTANO A CACCIARLO DAL PARLAMENTO?
  • E QUESTO NON VOLETE CHIAMARLO DELINQUENTE?
  • PERCHE' A ME NON CAPITA NULLA DI TUTTO CIO'?
  • PER INCASTRARE AL CAPONE HANNO FATICATO MOLTO MENO...
  • E POI DICE CHE LA GIUSTIZIA E' INTASATA...
  • E PENSA SE NON SCENDEVA IN CAMPO, CHE NUMERI AVREMMO AVUTO...
Aspetto vostri suggerimenti...

giovedì 12 settembre 2013

Napolitano e le nomine propedeutiche

Giuliano Amato, poverino, va capito: era rimasto disoccupato dopo il fallimento, solo pochi mesi fa, della sua candidatura a capo dello Stato prima e premier poi. Disoccupato... vabbè... Semmai pensionato, c'è chi dice a 30mila euro al mese! Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ieri gli ha offerto un lavoro: un posto come giudice della Corte Costituzionale. E, cosa più importante, ha illustrato alla politica e ai leaders politici il corretto iter istituzionale per una robusta e inattaccabile candidatura al Quirinale: passare prima per la Consulta.

In fondo, a pensarci bene, è la stessa cosa accaduta con la nomina di Mario Monti (sempre a cura del nostro Presidente) a senatore a vita, propedeutica al successivo sbarco, di lì a pochi giorni, a Palazzo Chigi. Vedrete che quando sarà, di Amato si sentirà dire e si scriverà che, in fondo in fondo, il professor Sottile ha tutte le carte in regola per occupare la poltrona del Colle.

mercoledì 11 settembre 2013

11 settembre e Siria: i morti sono sempre morti

L'America commemora i tragici fatti dell'11 settembre di dodici anni fa e ricorda le quasi tremila vittime di quella follia (indipendentemente dal credere o meno alla versione ufficiale dei fatti, sempre di follia parliamo).

11/9: Obama con First Lady, minuto di silenzio a Casa Bianca
Poi presidente a commemorazione al Pentagono

   (ANSA) - NEW YORK, 11 SET - Il presidente americano Barack
Obama ha ricordato, con un minuto di silenzio alla Casa Bianca,
gli attacchi alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2011. Obama
era accompagnato dalla First Lady Michelle Obama e dal vice
presidente e sua moglie, Joe e Jill Biden. Obama partecipera'
piu' tardi a una commemorazione al Pentagono. (ANSA).


Mi piacerebbe poter dire al presidente Obama, alla sua famiglia e ai rappresentati delle istituzioni Usa che oggi in tutto il mondo hanno commemorato con iniziative, minuti di silenzio o anche con un semplice fiore i loro morti, che i morti sono sempre morti. Dovunque si trovino, di qualunque colore sia la loro pelle e la loro nazionalità. E che questo, a maggior ragione, vale per le vittime innocenti. Per quelle statunitensi e non. Per quelle travolte sotto le macerie della follia dell'11 settembre e per quelle che sono rimaste e rimarranno sotto le macerie delle bombe (se non peggio) di una follia che si fregia dell'etichetta di purificatrice. O vendicatrice.

giovedì 22 agosto 2013

Berlusconi: toglietemi tutto, ma non il potere

"Possono farmi tutto, ma non possono togliermi tre cose". In un'intervista al settimanale Tempi, Silvio Berlusconi manda un messaggio esplicito al Pd. "Non possono togliermi il diritto di parola sulla scena pubblica e civile italiana. Non possono togliermi il diritto di animare e guidare il movimento politico che ho fondato. Non possono togliermi il diritto di essere ancora il riferimento per milioni di italiani, finchè questi cittadini liberamente lo vorranno".

Perchè no...? E' la legge. Mica vale solo per gli immigrati/rom/marocchini/ladri/scippatori/narcotrafficanti/omicidi/rapinatori/rapitori/stupratori/pedofili/mafiosi... Se tutti costoro non possono candidarsi ad un posto nella pubblica amministrazione, perchè tu - benedetto uomo ignorante e arrogante - rivendichi il diritto a candidarti in Parlamento/Governo/Istituzioni? O, addirittura, a rimanervi?

mercoledì 14 agosto 2013

Relativismi d'agosto!



A gosto     Agosto     AGOSTO     otsogA     A gost O    AgoSto
Ag osto     aGosto     aGOSTO     otsoGa     aG os To    aGosTo
Ago sto     agOsto     agOSTO     otsOga     ag OS to     agOstO
Agos to     agoSto     agoSTO      otSoga     AG os TO    AGoSTo
Agost o     agosTo     agosTO      oTsoga     Ag OS tO    aGOsTO
Agosto      agostO     agostO      Otsoga     a GOST o    AGOsto

giovedì 1 agosto 2013

Sentenza Mediaset: Alfano, uno e trino

A pochi minuti dalla decisione della Corte di Cassazione sulla vicenda Mediaset...

In attesa della sentenza, il vice presidente del Consiglio Angelino Alfano è a Palazzo Grazioli, comodamente seduto sul divano davanti la tv.

Dopo la condanna di Berlusconi, il segretario del PDL Angelino Alfano è sul marciapiede antistante Palazzo Grazioli fra i manifestanti dell'Esercito di Silvio.

A seguito dei primi scontri, il ministro dell'Interno Angelino Alfano è in prima linea davanti Palazzo Grazioli per coordinare gli interventi delle forze dell'ordine chiamate a ristabilire la calma.

giovedì 11 luglio 2013

E tu, di che PD sei?

I guai in casa del Partito Democratico, in questo 2013 politicamente sempre più drammatico, sembrano proprio destinati a non finire mai. Gli ultimi in ordine di tempo connotano la compagine dei suoi parlamentari in guisa di un novello Giano Bifronte.

Prendete la vicenda degli F35: c'è un PD filogovernativo pronto a votare a favore dell'acquisto di questi aerei per la modica somma di circa 13 miliardi di euro e c'è un PD pacifista che vuole invece approvare una mozione che chiede la sospensione immediata della partecipazione italiana al programma di realizzazione del velivolo, bocciando la spesa come "assurda in un momento di crisi come questo in cui si tagliano risorse a tutti e si fa pagare la crisi a coloro che hanno meno".

Da ieri, poi, l'ambiguità interna al partito ha conosciuto un nuovo fronte. Quello relativo alla richiesta del PDL di sospendere i lavori di Camera e Senato in seguito alla decisione della Cassazione di fissare al prossimo 30 luglio la data del processo Mediaset che al momento vede Berlusconi condannato in appello a 4 anni di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni: in breve, la sua definitiva esclusione dalla vita politica in caso di pollice verso da parte della Suprema Corte. Ebbene, anche in questo caso, esiste un PD che di fronte alla richiesta di falchi, pitonesse e lacchè pidiellini di chiudere il Parlamento per protesta non ha esistato a votare sì e un PD di ribelli, una trentina in tutto, che si sono rifiutati di votare secondo le indicazioni della maggior parte.

Oggi intanto - è notizia di poco fa - il senatore PD Casson, lo stesso che guida l'ala anti-F35 interna al partito, ha chiesto che la Giunta per le elezioni del Senato acquisisca gli atti del processo Mediaset, lo stesso di cui sopra. "Crediamo che ci siano elementi anche per quanto riguarda l'ineleggibilità di Berlusconi ai sensi della legge del 1957", ha affermato Casson, il quale, non lesinando una ulteriore soffiatina sul fuoco delle polemiche, ha concluso: "Non mi risulta che il PD sia contrario a votare la ineleggibilità di Silvio Berlusconi". Ma qualcosa mi dice che non tutti nel partito la pensino come lui...

martedì 9 luglio 2013

F35: 13 miliardi di mortacci vostri!!!

A partire da domani, nell'Aula del Senato, sono calendarizzate le mozioni di SEL e M5S sulla partecipazione dell'Italia al progetto dell'aereo F35. La questione ha sollevato finora un diffuso clamore di proteste in rete: email di indignazione, altre di invito, se non di vera e propria diffida, a parlamentari e istituzioni; e poi articoli, dibattiti e qualche manifestazione.

Il problema, la domanda fondamentale, riassunta davvero in soldoni, è la seguente: possibile che l'Italia, con tutti i problemi che ha, con gli appelli alla stretta dei conti pubblici, il taglio di servizi anche essenziali e il tirare la cinghia che da due anni Governo e Parlamento non fanno altro che chiedere ai cittadini in nome di una crisi che occorre assolutamente fronteggiare per non incorrere in catastrofi quali l'uscita dal consesso internazionale che conta, l'abbraccio econimico-finanziario dell'Unione Europea e addirittura il fallimento del nostro Paese... possibile che l'Italia (e quindi tutti noi cittadini) possa permettersi di spendere all'incirca 13 miliardi di euro (13.000.000.000 €) per una fornitura di aerei da guerra (peraltro non proprio perfetti, a quanto pare...) e optionals vari (sembra che per ogni casco in dotazione ai piloti ci vogliano circa 500mila monete da 1 euro...)?

Ora, l'assurdità più grande, a mio parere, non è tanto il fatto se valga la pena o se sia eticamente/moralmente/civicamente accettabile una decisione del genere, questo ennesimo prostrarsi di uno Stato e di un popolo sovrano ai diktat e ai ricatti della NATO e degli USA (non lo scrivo io, lo dice testualmente il ministro della Difesa Mario Mauro: "Serve all'interno di alleanze politiche e militari che sorreggono la nostra presenza Nato e Ue, ed è necessario per rendere un servizio comune alla comunità internazionale").

No... Se accendete la tv e ascoltate un tg qualsiasi, di tutto questo non v'è traccia. Di cosa sentirete parlare a proposito della questione F35? Del rischio spaccatura all'interno del Partito Democratico a causa della posizione dell'ala pacifista guidata dal sen. Casson che, insieme a 22 suoi colleghi di partito, ha presentato una mozione chiedendo la sospensione immediata della partecipazione italiana al programma di realizzazione degli aerei in questione...!!!

Questa è la vera notizia da tg! Questa è la vera emergenza da raccontare agli italiani!!!

Io credo che la vera priorità per il Governo e il Parlamento di uno Stato e di un Popolo che vogliono davvero definirsi sovrani e civili sia quello, piuttosto, di discutere quali provvedimenti varare con 13 miliardi di euro da reinvestire nel progetto di rilancio dell'Italia. Discutiamo di questo... Litighiamo pure... ma di questo!

giovedì 20 giugno 2013

La sottile linea nostra

Vorrei che i miei passi fossero sempre nella direzione giusta. Tentennanti, indecisi, a volte insicuri e dubbiosi, ma alla fine nella giusta direzione. Il problema è che nessuno può indicarmi quale essa sia o da che parte orientare il cammino. Nè sono così sicuro che la via migliore sia la stessa per tutti: probabilmente ognuno ha la sua, ritagliata sulla propria essenza, sul proprio profilo, su quella sottile traccia di noi stessi che ci individua e ci distingue gli uni dagli altri. E che ci rende unici, nel bene che sappiamo portare e nel male che arrechiamo intorno a noi.

Sono unico, la mia strada è solo mia e la devo trovare parlando con me stesso. Devo sceglierla fra milioni di possibili altre, magari farò errori, magari capirò da essi, ma non posso sottrarmi al cammino. Niente scuse, quindi. Niente giustificazioni a questa o quella concessione, niente alibi e soprattutto niente attese di cose piovute dal cielo, si tratti pure di improbabili manne o dei miei cari alieni. La forza di fare i passi giusti sta nelle mie gambe, nella mia mente, nel mio sentire. Nel mio sentirmi vivo, nel mio ascoltarmi spesso. Nel non sentirmi fatto e finito, nel non sentirmi saccente e senza limiti. Sono unico, ma non sono un dio.

Che cazzo sto aspettando?

"Non capisci che dalle tue scelte dipendono anche i destini di altri, di quelli che ti sono più vicini, che scelgono per loro, certamente, ma che si muovono anche in sintonia con i tuoi passi? Che cazzo stai aspettando...? Cammina!".

giovedì 23 maggio 2013

Scop(r)iamoci

Se l'amore è un'eterna scoperta, com'è che alla fine ci ritroviamo a dire (quasi) sempre le stesse cose? E soprattutto, come mai ci lamentiamo (quasi) sempre per cose che in realtà conosciamo benissimo? "È andata come mi aspettavo"... "Sapevo che finiva così"... "Gli uomini (le donne) sono tutti(e) uguali"... "Sempre a pensare a quello"... "Mi sono ritrovato(a) peggio di prima"... "Eh, lo sapevo... Certo che lo sapevo, ma speravo che stavolta fosse diverso"...

Quante volte abbiamo sentito parlare in questo modo? E quante volte abbiamo parlato noi stessi in questo modo...? Viviamo la nostra vita convinti che l'amore sia una spontanea operazione di costante apertura al mondo, un quotidiano ed inevitabile esercizio dovuto ad un'esigenza di conoscenza degli altri, un imperscrutabile quanto innato istinto di reciprocità che ci lega tutti. E poi, però, al momento di tracciare il bilancio di ogni singola esperienza, si finisce (quasi) sempre per concludere che tutto in realtà ci era già noto, tutto era già passato sotto i nostri occhi, tutti gli indizi ci suggerivano un esito con il quale abbiamo già avuto a che fare in passato.

Forse non a torto, un tempo, ci era stato suggerito o abbiamo avvertito tutti il bisogno di una bella scopata. Anche se forse, all'epoca, non era stato inserito fra le malepiante di cui fare piazza pulita intorno a noi anche il crogiolo di tutte quelle convinzioni o pseudo-tali che ci fanno dare per scontato il mondo e le persone.

Ma invece... 

Non sarà, forse, che dovremmo imporci noi di fare qualcosa di diverso, piuttosto che limitarci a sperare sempre in qualcosa di diverso? Non sarà, forse, che dovremmo essere noi a dare il primo impulso perché i meccanismi della nostra vita inizino finalmente a muoversi in altri modi? Non sarà, forse, che ciascuno dovrebbe parlare a se stesso e insegnare a se stesso (come pretendiamo di fare con gli altri) ad uscire da condizionamenti e, soprattutto, giustificazioni che siamo soliti non negarci, in una bulimica interpretazione di vita da bambini viziati? 

E forse, iniziando ad amarci un po' di più (e più sinceramente), davvero molte cose potrebbero apparirci come una scoperta. Parafrasando un famoso claim pubblicitario: facciamo l'amore con... noi stessi!

venerdì 17 maggio 2013

Voglio un mondo diverso. Voglio essere diverso

Vogliono che siamo pronti. Ci allenano, per questo. In modo che quando sarà il momento, o meglio quando avranno deciso che è il momento giusto, saremo ben carichi, al massimo dell'efficienza. Duri, crudi e disperati a puntino.

Ci stanno allenando all'odio. All'uno contro l'altro, senza distinzioni, cieco. Ogni giorno che passa deve servire al nostro training. Ogni decisione, ogni istante della nostra vita deve valere come una palestra, dove possiamo affinare sempre più questo sentimento, renderlo via via più forte, più impetuoso, più incontrollabile. Fino alla sua sublimazione: fino a che non possiamo più rinunciarvi.

Nutrono la nostra disperazione. Poi ci innescano, per prepararci a farla esplodere. A comando. Un attimo e siamo del tutto fuori controllo: senza più freni inibitori, senza più morale, senza più limiti. Totalmente incontrollabili e quindi, proprio per questo, assolutamente dominati e al servizio della follia. La loro.

Non c'è più madre e padre. Non ci sono più figli e figlie. Non conta più il sangue perchè non conta più l'umanità. Non c'è più umanità oltre quella soglia. Persino i cani rabbiosi, a volte, hanno momenti di lucidità per decidere che i denti non vanno affondati, ma ritratti. A noi, quand'è il momento della follia, questo non è consentito. Ci viene lasciato un solo ultimo istante: giusto il tempo di rivolgere l'arma contro la testa o di fare un passo nel vuoto dinanzi a noi.

Io non voglio più che sia così. Ma è dura cambiare. Ci vuole coraggio e sprezzo per la propria vita. E non so se ce l'ho. Sono uno che scrive, non uno che fa.

mercoledì 8 maggio 2013

Il nodo (scorsoio) della Giustizia

La Giustizia continua ad essere l'ago della bilancia della vita dei governi del nostro Paese. Da Tangentopoli in poi, infatti, tutti (o quasi) i governi sono incappati - quando non inciampati e ruzzolati malamente - nel nodo Giustizia. Anzi, per l'esattezza, nei riflessi e nelle conseguenze di vicende giudiziarie che hanno coinvolto il 'Qualcuno' di turno ai massimi livelli istituzionali. 

Ricordiamo il pacchetto di provvedimenti elaborato nel '93 dal governo Amato e dal guardasigilli Conso per salvaguardare segretari di partito, tesorieri, parlamentari e imprenditori e che, per la prima volta, fu battezzato 'colpo di spugna'; l'avviso di garanzia a Berlusconi che presiedeva il G8 di Napoli nel '94; le polemiche dimissioni dell'allora guardasigilli Mancuso a seguito delle pressanti richieste di inviare gli ispettori a Milano nel '95; la guerra fra dalemiani e montiani sulle iniziative che avrebbe o non avrebbe dovuto prendere l'allora guardasigilli Flick e che, insieme all'esplosione del conflitto nell'ex Jugoslavia, portarono al ribaltone nel '98; il duro scontro con la magistratura, fra scioperi, legge Cirielli, lodo Schifani, cancellazione del falso in bilancio e polemiche sul mandato di arresto auropeo, che caratterizzò il quinquennio 2001-2006 del ministero Castelli; l'infuocato epilogo del governo Monti nel gennaio 2008, con l'arresto della moglie dell'allora ministro della Giustizia Mastella e le inchieste sulla sua famiglia e su quasi tutti i parlamentari dell'Udeur; il triennio 2008-2011 di Alfano guardasigilli, periodo di vera e propria guerriglia fra centrodestra e magistrati, a base di lodi tentati, respinti al mittente e reiterati, leggi e leggine ad hoc da una parte e di inchieste, fughe di notizie, intercettazioni strombazzate urbi et orbi e nipotine di Mubarak dall'altra.

E come potrebbe, un governo di larghe intese come quello Letta, sottrarsi ad un destino similare? Come potrebbe non trovare nella bilancia della Giustizia il suo punto più delicato? Altro che IMU... Altro che far ripartire l'economia, dare ossigeno alle imprese e stimolare i consumi... Altro che ricreare opportunità di lavoro per i disoccupati, rinnovare gli ammortizzatori sociali e trovare una collocazione per gli esodati... Il vero perno resta sempre lei, la Giustizia.

Che poi, non è neanche così. Non c'è (quasi mai) un puro e sincero interesse da parte dei governi a risolvere le problematiche che affliggono il servizio giustizia che lo Stato eroga ai cittadini. L'intento prioritario non è (quasi mai) quello di migliorare le prassi e i flussi, di abbreviarne i tempi e di rendere impossibili le furbizie, le scorciatoie o le pastoie che servono solo ad ingrassare la parcella degli studi legali. Non c'è (quasi mai) un intervento risolutivo e concreto per far sì che quello erogato non costituisca più un disservizio per i cittadini, trasformandosi, paradossalmente, in una vera e propria ingiustizia.

L'interesse è sempre e solo uno, riconducibile, alla fine, alla ricerca di immunità, impunità o accomodamenti che possano allontanare quel 'Qualcuno' di turno dalle maglie della giustizia. Da Berlusconi in giù. E lo si vede nei movimenti e nelle strategie di questi giorni, quando il nodo è costituito dalla scelta dei presidenti delle commissioni Giustizia di Camera e Senato: nomi proposti e caldamente sponsorizzati dai contrapposti partiti (che, obtorto collo, sono alleati nella coalizione governativa) perchè considerati sinonimo di garanzia e di affidamento. Già, chissà di quale garanzia e affidamento...

E lo si vedrà, nel prosieguo, con la decisione sulle priorità del governo in materia, con le nomine al CSM, alla Corte di Cassazione (oggi, giorno in cui sono riuniti in camera di consiglio i giudici del processo Mediaset per decidere la sentenza di appello sulla condanna di Berlusconi, che - guarda caso - ricorrerà proprio in Cassazione) e alla Corte Costituzionale, con la volontà o meno di mettere mano a certi provvedimenti piuttosto che ad altri. E poi il tema delle intercettazioni, della prescrizione, della recidiva, del falso in bilancio e degli aggiustamenti alla recente legge sulla corruzione... Insomma, niente di nuovo sotto il sole.

Alla Giustizia, intanto, è stato messo il ministro che - come insegna l'esperienza al Viminale - più di ogni altro ha saputo dire pane al pane e vino al vino, con sincera schiettezza e naturale determinazione. Riuscirà l'Annamaria...

sabato 20 aprile 2013

Italia: si stava meglio quando si stava... uguale!

Se Barbalbero e i suoi fratelli Ent, fantastiche creature del meraviglioso mondo di Tolkien, avevano bisogno di due o tre eoni solo per dirsi 'buongiorno', noi qui in Italia siamo riusciti a fare molto ma molto di più: chi avrebbe potuto prevedere che dopo la fine del governo tecnico di Monti, l'elezione di un nuovo Parlamento, l'esplosione dei grillini, un primo giro di consultazioni, un secondo, le tavole dei dieci saggi e la fine del settennato di Napolitano, avremmo avuto al Quirinale nuovamente King George Napolitano e a Palazzo Chigi (probabilmente) ancora un tecnico? E che tecnico: il Cardinal Richelieu della politica anni '80-'90, Giuliano Amato...!

E' un po' come partire per le vacanze decisi finalmente di farla finita con venti anni di mare, sabbia e cocco-bello-cocco, dopo aver preparato valigie e zaini, scarponi e maglioni, picozza e cartina del Trentino, e ritrovarsi poi in coda al casello autostradale per Rimini, nello stesso albergo e nella stessa camera dell'estate dell'anno scorso! E, non contenti, consolarsi pure da soli: 'l'abbiamo proprio scampata bella...!'.

Cioè noi italiani siamo davvero gente strana... Pensate per esempio all'allenatore del Milan, Allegri, che, dopo averlo avuto in squadra fino a nove mesi fa e potendo allenare attualmente forse la migliore coppia di attaccanti italiani e, probabilmente, la coppia azzurra titolare il prossimo anno ai mondiali brasiliani, oggi ti confessa: 'vorrei poter riallenare Ibra!'.

Siamo davvero un popolo sorprendente... Siamo quelli che se devono votare uno da mandare in Parlamento, 'beh, che almeno abbia esperienza nel campo della politica [ma perchè, c'è un corso di laurea, una specializzazione particolare da seguire e conseguire???], che sappia come muoversi nei Palazzi del potere e che non sia un nome sconosciuto'. E poi ci lamentiamo se questi 'professionisti della politica' (sempre loro, sempre gli stessi) si fanno gli affari propri per anni! E poi ci lamentiamo se per la poltrona di Capo dello Stato si trovano sempre e soltanto candidati ottantenni: sono loro (sempre loro, sempre gli stessi) che invecchiano!

La ruota gira e continua a girare, l'orchestrina suona sempre il suo solito valzer e a chi non vuol più sentire non resta altro che accomodarsi fuori: dai confini o dai coglioni, please. Fate voi. D'altronde, quando si hanno alle spalle banche, tv e giornali, forze armate, forze dell'ordine e servizi... o vai fuori dai confini o dai coglioni. Appunto!

venerdì 12 aprile 2013

Vuoto istituzionale... a rendere!

Da una parte, le bacchettate del presidente della Consulta Franco Gallo sulla situazione politica e sociale attuale, vista con gli occhi di chi è chiamato a custodire e a far rispettare i principi vergati nella nostra Carta costituzionale. Dall'altra, la raffigurazione dell'Italia futura secondo i correttivi e le soluzioni ai principali problemi e mali del Paese così come riportati nelle relazioni consegnate oggi a Napolitano dai dieci saggi fortemente voluti dal presidente. Così, in una soleggiata giornata di primavera, l'Italia si è ritrovata di fronte alla fotografia dei suoi problemi e all'illustrazione, a grandi linee, delle riforme necessarie per superarli. Bene, qual è il problema?

Il problema è che a quasi due mesi dalle elezioni siamo ancora senza un governo rappresentativo delle nuove Camere e con uno dimissionario, in carica solo per gli affari correnti, che approva il DPEF e il decreto per sbloccare parte dei debiti della PA alle imprese.

Il problema è che a quasi due mesi dalle elezioni abbiamo ancora un Parlamento bloccato nel suo lavoro e addirittura nella sua strutturazione interna (leggi Commissioni) proprio per l'assenza di una controparte integrante costituzionalmente necessaria com'è l'Esecutivo.

Il problema è che siamo a pochi giorni dalla scadenza del settennato di Napolitano, e quindi alla vigilia dell'elezione di un nuovo capo dello Stato, con una situazione di profonda incertezza derivante da un Parlamento dominato da tre forze numeriche pressocchè equivalenti. Di queste, due sono impegnate al Mercato Generale delle Istituzioni in un gioco di ricatti e controricatti, ma anche di vendite, controvendite, sconti e saldi per le poltrone del Quirinale e di Palazzo Chigi; la terza si pone fuori dai giochi per definizione, chiudendo a disponibilità di qualsiasi tipo e sperando al tempo stesso di cibarsi della carogna (o dell'aborto?) di un futuribile governissimo PD-PDL.

Il problema è che si può prevedere qualsiasi tipo di soluzione per rimettere in piedi e in movimento il sistema Italia, si può abbozzare qualsiasi riforma, disegnare qualunque scenario normativo, ma occorre sempre tener conto che poi a confrontarsi nel merito e a scendere nel dettaglio saranno sempre queste persone qui, le stesse che si affannano al Mercato di cui sopra. Servono esempi per chiarire ciò che intendo? A che serve tutelare le intercettazioni come necessario strumento di prova seppur da ridisciplinare per ciò che riguarda la loro divulgazione selvaggia (come hanno scritto i saggi nelle loro relazioni) quando poi a tradurre questo principio in norme di legge saranno chiamati coloro che legano la riforma della giustizia all'andamento delle vicende giudiziarie di Berlusconi? Pro o contro che siano? A cosa serve partorire che sull'inelegibilità di un parlamentare debba essere un giudice ad esprimersi piuttosto che le Camere (altra previsione dei saggi) quando la prima posizione ad essere analizzata sarebbe proprio quella di Mr. B?

Il problema prioritario, prima ancora di elencare i mali e le soluzioni, sarebbe quello di allontanare per sempre questi signori dalle stanze del potere. O no?

mercoledì 10 aprile 2013

Bracciano: dalla raccolta di rifiuti al rifiuto della raccolta

Questo post avrebbe potuto intitolarsi in decine di modi diversi: cose del tipo "Bracciano: alla discarica come in palestra", "Bracciano: l'isola (ecologica) che non c'è" o anche "Bracciano e la raccolta indifferente" oppure "A Bracciano i giochi senza frontiere della monnezza". Si parla di Bracciano, cittadina (un tempo) ridente sulle sponde dell'omonimo lago, e di rifiuti, problematica ecologica che ormai affligge gran parte della penisola. E poi ci sono i rifiuti da intendersi come chiusura mentale, diniego di servizi e, soprattutto, conseguenza di un'altra grave problematica, l'ignoranza, anche questa ben radicata nel nostro Paese.

Succede che una donna di una settantina d'anni abbia necessità di disfarsi dell'erba tagliata del suo piccolo giardino. E poiché a Bracciano vige la raccolta differenziata dei rifiuti con le modalità del porta a porta, succede che siano stati tolti dalle strade tutti i cassonetti di ogni genere e tipo. Per cui tipologie di immondizia come gli sfalci e le potature debbono essere portati all'Isola Ecologica (location della Bracciano Ambiente S.p.A., società di proprietà del Comune di Bracciano che ne detiene il 100% delle quote azionarie, come si legge sul loro sito) al pari delle lavatrici rotte, dei materiali in ferro o del mobilio. Ed è qui, in questo luogo dal nome che evoca chissà quale paradiso dei servizi, che la nostra anziana signora che versa annualmente la propria quota di Tarsu (fra pochi giorni cambierà nome e diventerà la famigerata e ben più cara Tares) va incontro all'ennesimo insultante disservizio (a pagamento), frutto del menefreghismo dei nostri amministratori e della arrogante ignoranza degli operatori pagati per assolverlo. 

L'Isola, raggiungibile solo in auto, si trova alla fine di una stretta stradina di campagna rigorosamente a doppio senso di circolazione. Se non sei più che fortunato, come è accaduto alla nostra signora, ti toccherà mettere in coda per entrare. Già, perché per approdare all'Isola occorre presentarsi con apposito modulo compilato (riferimenti identificativi e descrizione di ciò di cui ci si vuole disfare) oppure sottoporsi a registrazione in loco, con tanto di documento di identità alla mano. E questo per ogni tipo di rifiuto che si intende smaltire, per cui se devi disfarti di una vecchia brandina e di un paio di sacchi di erba devi fare le tue belle tre registrazioni. Come? Certo, che ho scritto tre: il materasso non va con la rete metallica! 

Così la nostra amica settantenne, dopo aver atteso pazientemente il suo turno ed espresso le proprie perplessità sulla necessità di dover essere identificata, si adegua: porge il documento, viene riconosciuta per quello che è, cioè una cittadina residente, e soprattutto per le sue intenzioni, cioè disfarsi di tre sacchi di erba tagliata e non di presunte armi di distruzione di massa nè di ingenti quantità di arsenico da smaltire illecitamente (quelle, si sa, a Bracciano finiscono copiosamente nell'acqua corrente... e da anni!). Ultimata la fase della registrazione, l'anziana signora viene invitata a portarsi con la macchina in corrispondenza di un enorme cassone di raccolta posto su un ballatoio sul quale se ne affacciano diversi altri per il legno, i metalli, la plastica e così via.

"Allora, signora, se fa' così: lei va lassù co'a maghina, poi... vede qu'oo scivolo? Ce mette li sacchi sopra e li svota. Però siccome che l'erba nun scivola... a vede qu'aa pala grande lì affianco? Ecco, co' quella li deve spigne in giù...". Ma ve l'immaginate la faccia della nostra amica al termine delle istruzioni impartite dall'addetto? Nell'ordine: rimontare in macchina, prendere la rampa stretta e salire sul ballatoio fino a portarsi in corrispondenza del cassone adibito a potature e sfalci; qui scaricare i tre sacchi, caricarseli sulle spalle uno alla volta e svuotarli su uno scivolo; se l'umidità oppone resistenza, aiutarsi con una pala gigante e pesante e spingere l'erba giù per lo scivolo. 
"Cioè, mi faccia capire: devo fare da sola?", domanda stupita la donna. 
"E chi 'o deve da fa'?", risponde l'addetto.
"Ma scusi... io l'immondizia già devo preoccuparmi di dividerla dentro casa, tutto il lavoro lo faccio io e voi la raccogliete solo", inizia spazientita l'anziana. "Mo' mi devo occupare pure di portarvela, perchè in giro non c'è più un cassonetto per la raccolta e quando arrivo qui devo pure fare il facchino per buttarla nei cassoni di raccolta? E ci pago pure le tasse per questo servizio???".
"A signo'... Noi qui ce stamo pe' controlla', mica pe' scarica'...", replica l'addetto alzando anch'egli il tono della voce.
"Ma lei viene pagato per questo...!", sbotta la signora imbufalita.
"Ma che pagato... io nun so' pagato...".
"Sì, ora lei è un volontario... Ma si rende conto? Ma possibile che voi per primi non vi rendiate conto dell'assurdità della situazione?".

L'addetto a questo punto si volta e, tornando alle sue cose (?), chiosa: "A signo'... è 'a legge!".

Ecco, se quella per la raccolta differenziata è una battaglia prima di tutto culturale, facciamola bene. E, soprattutto, facciamola dalla base.

[Accaduto ieri, raccontatomi da fonte certa e anche molto incazzata, dal momento che si era scaricata e spalata ben tre sacconi di erba!]

martedì 2 aprile 2013

Dice il saggio...

Cosa vi fa credere che il lavoro delle due commissioni di saggi, volute da Napolitano per formulare una serie di proposte istituzionali ed economiche, possa giungere ad un esito positivo per il Paese? Come pensate che possano convivere con un governo dimissionario ma non sfiduciato, sfilacciato dalla vicenda dei Marò ma pienamente operativo e solo per gli affari correnti? Come pensate che i rappresentanti dei partiti inseriti all'interno dei due gruppi ristretti possano lasciar fuori dalla porta quelle stesse rivendicazioni, ricatti e controricatti, do ut des che hanno infiammato, continuano ad infiammare e, al tempo stesso, paralizzano il dialogo politico tra centrosinistra e centrodestra a partire dalla discesa in campo di Berlusconi? Come non pensare che all'interno di quelle stanze si materializzeranno quei compromessi che l'agone parlamentare impedisce? Dal nome del prossimo presidente della Repubblica, alla scelta non tanto delle riforme da fare quanto di quelle da lasciar fuori, all'inciucio maximo sul governissimo politico studiato a tavolino per stroncare sul nascere l'avanzata dei grillini senza darlo a vedere... A chissà cos'altro.

Mi sbilancio in una previsione: vuoi vedere che il lavoro delle due commissioni porterà i frutti desiderati e cioè un accordo su diverse 'questioni nodali importanti' per la sopravvivenza dello status quo dei partiti cosiddetti tradizionali e lo sblocco di diverse 'trattative' che stanno a cuore dell'una e dell'altra parte, il tutto ben bene infiocchettato per essere presentato a tutti noi come 'la piattaforma da tradurre in riforme per far ripartire l'Italia'?

martedì 19 marzo 2013

Giustizia senza frontiere

 

Al mercato della giustizia civile è bene arrivare per tempo. Non perchè questo sia solito aprire presto: prima delle 9 gli uffici, sebbene già frequentati dagli impiegati, sono inaccessibili al pubblico. Tuttavia posizionarsi in anticipo dietro la porta dell'aula di udienza consente sulla carta di poter entrare fra i primi e di sfruttare un vantaggio che successivamente si rivelerà importante. Questo, bene inteso, sempre che quel giorno non decidano di fare udienza in un'altra stanza, magari quella esattamente dalla parte opposta del corridoio, dove nel frattempo si vanno ammassando avvocati e cittadini man mano che arrivano in tribunale. Con grande giubilo degli ultimi che, per un intervento assolutamente non divino, si ritrovano ad incarnare il detto evangelico.

Se quindi tutto è andato per il verso giusto, dovreste varcare per primi la porta del tempio: a quel punto, a patto di non addormentarsi come mammalucchi, verosimilmente sarete anche fra i primi a mettere le mani sulla montagna di fascicoli accatastati sopra il tavolo di fronte a voi. Un paio di miseri secondi e la ressa si è già scatenata: come in una manche di quei demenziali giochi giapponesi, decine e decine di mani impazzite iniziano a scartabellare fra le carte, ciascuno alla ricerca del proprio fascicolo, spostando mucchi che iniziano a confondersi, scansando fogli che escono dalla causa condominiale (dove avevano soggiornato per mesi) per infilarsi in una triste vicenda di spartizione di eredità, piegando, accartocciando, strappando pezzi di pagine di atti processuali prima che qualcuno te le strappi di mano per fare ancora di peggio...

Qualcun altro, posizionato nelle retrovie, chiede ad alta voce di iniziare a chiamare: "Allora, non comincia nessuno?". Scoprirete successivamente che quella frase altro non nasconde che un accorato appello alla collaborazione rivolto alle prime linee: non limitatevi a cercare il vostro fascicolo, dite ad alta voce il nome di quelli che scartate via via e distribuiteli agli avvocati dietro di voi... Ma chi lo fa? Quasi nessuno. Ed il motivo è ovvio: impossessarsi del proprio fascicolo consente di precipitarsi precipitevolissimevolmente al tavolo del giudice per iniziare a impilare nuovamente i fascicoli nell'ordine in cui saranno sottoposti all'attenzione di Vostro Onore. Capirete presto quindi, se siete davanti, che il silenzio è d'oro e che... ca' nisciuno è fess!

Ora che avete trovato il vostro fascicolo, mi raccomando, sistematelo subito nel Primo Mucchio (meglio ancora, createlo voi il Primo Mucchio!), ben al centro della scrivania del giudice e iniziate a fargli la guardia posizionandovi quanto più vicino a quella sacra catasta. Faranno così anche gli altri avvocati, ma voi non abbiate paura: difendete la posizione, se necessario piantando ben bene i gomiti sul tavolo e guardando in cagnesco chiunque osi fare il furbo mettendo mano ai fascicoli con la scusa di "cercare un foglio", "inserire solo una carta", "rimettere una attache che si è sfilata", eccetera eccetera. Siate rognosi e maleducati se occorre, perché chi vi precede nella catasta lo sarà con voi. Sappiate che basta un attimo e... zac! improvvisamente potreste ritrovarvi a discutere la causa al pomeriggio.

In attesa del giudice, che essendo onorario e venendo da altra sede normalmente non comparirà prima di un'ora abbondante rispetto all'orario di inizio udienza, avrete di che divertirvi con il secondo Gioco senza frontiere: la compilazione del verbale di udienza. Come, direte voi: prima dell'udienza??? Eh già! Dunque, la nuova prova di abilità per avvocati consiste nell'anticiparsi il lavoro che successivamente, al momento dell'udienza, il contesto e le circostanze renderebbero impossibile completare. E poichè si sta parlando di un atto formale del procedimento, il verbale della singola udienza appunto, è condizione necessaria che esso sia debitamente compilato con i nominativi delle parti interessate e redatto con racconto dello svolgimento dell'udienza. Non stavate mica pensando di trovare un segretario che prendesse nota delle cause man mano che vengono svolte, redigendo verbali e inserendo poi tutti i documenti nel giusto fascicolo? Eh, certo... Magari vi aspettavate pure la fatina del dentino! Al culmine del suo svolgimento, il mercato della giustizia è ben più caotico di quello del pesce e tutto sarebbe possibile immaginare di fare tranne che redigere un verbale di udienza. Ecco perchè lo si compila prima, inserendo fin da subito anche le proposte delle diverse parti e lasciando al giudice solo da scrivere la decisione su quanto già concordato in precedenza dagli avvocati.

La cosa divertente di questa seconda manche è che i fogli sui quali scrivere il verbale vengono distribuiti a richiesta in cancelleria, cosicchè ogni avvocato ne chiede uno e, senza conoscersi l'uno con l'altro, ciascuno inizia a compilare il suo. Fino alla nuova chiama: gli avvocati iniziano a cercare la propria controparte, se la trovano hanno modo di concordare lo svolgimento dell'udienza che verrà, altrimenti il giudice si ritroverà con due verbali precompilati, dovrà rileggerli e scegliere quale firmare.

Ma ecco arrivato il momento dell'ingresso del giudice in aula. Questi si avvicina alla scrivania dove giacciono quattro-cinque cataste di fascicoli, non meno pericolanti della Torre di Pisa, si siede, poi subito si rialza e, ignorando il microfono che non funziona da sempre, inizia a gridare: "Possiamo fare un po' di silenzio visto anche che ci troveremmo in un'aula di tribunale?". A quel punto il brusio si affievolisce (ma di poco) e gli avvocati iniziano a stringersi dietro a voi e agli altri che hanno depositato per primi i fascicoli e che non hanno mollato di un centimetro la propria posizione. La calca regna sovrana ed è esattamente quella che potete osservare nella foto che accompagna questo post.

Il bello è, ovviamente, che tutto quello che ho descritto è realtà ed io ne sono stato questa mattina testimone (e fotografo) in un tribunale di un paese in provincia di Roma. Le cause sono state affrontate nella confusione più totale, senza alcuna discrezionalità nè rispetto della privacy. Mi risulta che la maggior parte di esse siano state rinviate a date molto avanti nel tempo, tuttavia credo che sia andata peggio a chi ha avuto la sventura di veder affrontato il merito della propria questione ritrovandosi con una decisione piovuta dall'alto, senza vera cognizione di causa nè approfondimento delle contrapposte tesi.

Era la prima volta che mi occupavo di giustizia civile dal di dentro: non sarà l'ultima, temo...
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UPDATE - Il mio amico Gianluigi, commentando il post su Facebook, mi ha scritto: "scena fantozziana di amara realtà...". Questo mi fa pensare ad una considerazione conclusiva che tutto sommato non era chiara neanche a me prima dell'esperienza di questa mattina. Perchè se è vero che lo stato in cui versa la giustizia nel nostro Paese è drammatico (e da anni!), se è vero che i problemi della giustizia non sono i problemi di cui si legge sui giornali o si vede nei tg (vicende giudiziarie dei soliti noti, lodi, leggi ad personam ecc ecc), è anche vero che le "scene fantozziane" che costituiscono l'"amara realtà" quotidiana dei nostri uffici giudiziari sono SPESSO E VOLENTIERI tali a causa di cattiva organizzazione, malavolontà, pigrizia e menefreghismo di chi dovrebbe dirigere e, appunto, organizzare quegli uffici: dal presidente del tribunale al responsabile della cancelleria. Credetemi, a volte basta davvero solo 'un poco di zucchero'... E non solo perchè è facile parlare o scrivere.

giovedì 14 marzo 2013

Daje France'...!

Il nome umile, il sorriso, il tono pacato, la semplicità, "buonasera" e "buon riposo", il Padre Nostro con tutta la piazza, il capo chino nel silenzio, il saluto con la mano aperta piuttosto che con le iconografiche due dita benedicenti, il primo pensiero per la Madonna... La speranza, si sa, è l'ultima a morire, ma in questo caso c'è qualche indizio che lascia pensare a qualcosa di diverso. E, forse, di buono. 

Me lo auguro, soprattutto pensando ai milioni di fedeli che riporranno le proprie speranze e, in qualche caso, le loro vite nelle mani di quest'uomo.

giovedì 28 febbraio 2013

Il male minore

La mia posizione, tanto per chiarire le idee a chi può essere interessato a conoscerla... (ed essendo il mio punto di vista, ho appositamente omesso i secondo me).

Grillo è il male minore rispetto a Berlusconi. Affidarsi per l'ennesima volta a Silvio è pura follia. Dove ci hanno portato anni e anni di suoi governi è storia, non più opinione personale; così come le cose fatte, le malefatte e quelle che non è riuscito a fare per un pelo. Ancora, almeno... Grillo è un'incognita, certo; ma come tutte le incognite la si potrà bocciare all'esito delle cose fatte o non fatte. Preferisco un giudizio, pur negativo e tardivo, ad un pregiudizio. In fondo non è mai esistita la specializzazione da 'parlamentare': e quindi perché mai a noti papponi, puttane e ladri già condannati e già tristemente messi alla prova con pessimi risultati siamo disposti a consegnare il nostro portafogli, mentre a neolaureati, fisici, idraulici, ingegneri e impiegati statali di cui non conosciamo nulla, se non la fedina penale pulita, non siamo invece disposti a dare neanche il credito della prima volta?

Monti è il più pericoloso di tutti. A voler essere teneri, a voler tacer d'altro, il minimo che gli si può rimproverare è di essere totalmente slegato dalla vita reale, dal vissuto quotidiano, dai problemi dell'ordinario. Ha imposto sacrifici orizzontali disinteressandosi delle differenze sociali, ha salvaguardato del tutto i ricchi e i potenti come lui, le cui istanze difende e tutela da sempre, e preteso pure che a salvare la baracca dalla dittatura e dalle speculazioni della finanza (che gioca al massacro con la vita di sei miliardi di persone in tutto il mondo) e dai disastri da questa provocati fossero i più precari, quelli in difficoltà, i più deboli. Quelli che hanno sempre pagato tutto fino all'ultimo, i soliti insomma... Pretendendo pure che questi capissero e condividessero! Lasciamo stare: assolutamente il peggio. 

Bersani avrei voluto vederlo alla prova. Vinte le elezioni con il margine che era lecito sperare conservasse fino alla fine, sarebbe stato chiamato a formare un suo governo, a pianificare la sua strategia e ad impegnarsi perchè durasse l'intera legislatura. Non era nè Prodi, nè Amato: sarebbe stato il suo governo, la sua chance. E invece l'ha buttata alle ortiche... E pensare che quel marpione di Maurizio Crozza l'aveva scherzosamente predetto: "Finocchiaro... manca ancora un mese per perdere le elezioni". Rimprovero a Bersani di non aver saputo ritrarsi con dignità, ammettendo una debacle che è sotto gli occhi di tutti e restituendo in tal modo al partito la chance che i milioni di italiani che hanno votato Pd si aspettavano finalmente di sfruttare. E invece? Invece Bersani ha saputo peggiorare ancora di più una situazione già di per sè compromessa dall'esito del voto e dai malumori che ne sono seguiti, con una conferenza stampa vuota e insensata, priva di sussulti e  dignità. Il bello è che lo stesso Crozza, nel buttar giù il canovaccio di battute per la copertina di Ballarò all'indomani delle elezioni, non ha trovato di meglio che imitare il segretario del Partito Democratico facendogli ridire le stesse dichiarazioni fatte in conferenza stampa. Come a dire: bastavano quelle a far ridere gli italiani...

mercoledì 27 febbraio 2013

Governabilità all'italiana o ingovernabilitalia?

Come sempre, dopo l'onda dello tsunami, occorre aspettare che l'acqua si ritiri per fare il punto della situazione, per rimuovere le macerie e iniziare a ricostruire. Ed è quello che sta accadendo anche qui da noi, a poco più di un giorno dall'esito di quest'ultima tornata elettorale. 

Con una differenza, però: che nel nostro caso l'acqua farà più fatica a ritirarsi. Anzi, per una scelta pienamente consapevole - che affonda le sue radici nelle ragioni stesse che hanno portato alla nascita del movimento e perciò sbandierata e urlata urbi et orbi - la violenta mareggiata di Grillo e del suo M5S che si è abbattuta sull'arroccato nostro sistema partitocratico, travolgendone gli argini, scuotendone le fondamenta (già di per sé fradice) e sradicandone via alcuni pezzi, pare destinata a ristagnare per un bel po' di tempo nei palazzi della cittadella del potere. Perchè? Ma perchè l'obiettivo del movimento è quello di completare l'opera, di ripulire quegli ambienti dalla muffa e dai parassiti che per anni li hanno infestati e di restituire il potere ad una rappresentatività più vicina al popolo. Non sono pensieri miei: sono gli intenti ripetuti più e più volte da tre anni a questa parte dal suo leader.

Ora siamo in mezzo al guado. Il voto delle politiche ci ha consegnato un Parlamento pressocchè tripartitico (la componente Monti è appena sopra la linea di galleggiamento), con due delle tre componenti smarrite e solo ora consapevoli di dover fare i conti con l'onda d'urto grillina, volenterosa di dimostrarsi diversa e con i giri a mille. Ora, è chiaro che per provare a governare il Pd (che ha il boccino in mano, avendo il centrosinistra spuntato la maggioranza in entrambe le Camere) se non vuole inciuciare con Berlusconi dovrà scendere a patti con il Movimento 5 Stelle. E poichè, proprio per dimostrarsi diversi dagli altri, costoro vorranno proseguire su una linea di coerente rigore con l'idea di superare il vecchio modo di fare politica (appunto, gli inciuci), ecco che Bersani se vorrà dialogare con Grillo dovrà scegliere fior da fiore tra quelle proposte che più di altre possano raccogliere consensi dagli italiani e andar giù alla nomenklatura del suo partito. 

Cosa assolutamente non facile questa. Perchè se è vero che nel primo periodo non sarà difficile promuovere proposte di tagli alla politica, al finanziamento pubblico dei partiti, alle indennità dei parlamentari, al loro numero, ai loro benefit, così come la razionalizzazione della Rai, delle spese dello Stato e di tutte le amministrazione pubbliche locali, molto ma molto più arduo si presenterà il compito quando si tratterà di attuare, ugualmente in tempi brevi, politiche economiche e fiscali che non vadano a contrapporsi alle linee imposte dai leader e dalle istituzioni dell'Unione Europea e ad intaccare i santuari delle banche e della finanza internazionale.

Non sembrerà vero, a quel punto, a Berlusconi e a Monti di contribuire con una spintarella alla fine di un rapporto improvvisato e per lo più campato in aria. Così come credo che avranno gioco facile Grillo e i suoi a smarcarsi ai primi scricchiolii di cui sopra che potrebbero minarne la credibilità e la tanto rivendicata patente di diversità e ad urlare... ALL'INCIUCIO, ALL'INCIUCIO!!!

martedì 19 febbraio 2013

Tu che ti fai chiamare dio...

Io dico che se siamo nati per soffrire (perché questo sembra essere il destino della maggior parte di noi, chi più chi meno), sarebbe stato giusto che qualcuno ci avesse avvisati per tempo. Allora sì che avremmo potuto esercitare pienamente il nostro libero arbitrio, quel salvacondotto tanto decantato che alcuni vorrebbero far passare come l'antidoto ai lacci e lacciuoli del destino. Già... a partita in corso, però! Solo in tal modo ciascuno di noi, in piena consapevolezza, avrebbe potuto davvero esprimere se stesso e decidere se partecipare a questo gioco.

Ma vi pare che uno debba essere costretto a esibirsi in questa arena (e come vittima sacrificale, per giunta!) solo per il sadico piacere di chi, per sottrarsi alla sua condizione di infinita solitudine, decide da un giorno all'altro di mettere in piedi tutto questo baraccone? Pretendendo pure di essere venerato e debitamente ringraziato per la sua opera... Grazie tanto, eh? Rivendicando a sè, con sacrosanta presunzione, di fregiarsi dell'appellativo di bene assoluto... Ma come, non avevi creato tutto tu? pure il male assoluto, quindi; oppure vuoi dirmi che... ti è forse sfuggito qualcosa?

E tu saresti un dio... Anzi, tu saresti Dio? Il Dio buono. Quello che se ci comportiamo bene ci dona il paradiso, ma che, viceversa, non esiterebbe a schiaffarci all'inferno? Ah, no. Già, tu sei pure capace di atti di infinita bontà... E puoi perdonare, alla fine. 

C'è un ragazzo cieco seduto qui davanti a me: sta viaggiando in treno, accompagnato e guidato dal suo meraviglioso cane. Sta armeggiando sul suo iPhone per trovare una canzone di suo gradimento ed ascoltarla nelle cuffie. Per fare queste semplici cose posso soltanto immaginare quanto avrà dovuto lavorare duramente, prima col cane e poi con l'accessibilità del suo telefonino. Senza contare l'abitudine all'Infinito Buio a cui è costretto... Dalla nascita? di recente? boh, importa a qualcuno?

Vedessi gli occhi del suo cane: quanta grandezza! Quello sì che è un dio...! 

Allora, dio: ti piace questo gioco? E questa partita? Ti stai divertendo? Cosa sgranocchi? Patatine...?!?

sabato 16 febbraio 2013

Nuova Tangentopoli: trova le differenze...

Arresti eccellenti, inchieste, corruzione, appalti, terremoto giudiziario, mazzette e manette. Nuova Tangentopoli all'orizzonte? Il quadro, tra ieri e oggi e in rigoroso ordine cronologico, è il seguente:

MONTI, come tangentopoli: "Purtroppo sì, l'evidenza è molto simile, la speranza è minore".

BERLUSCONI, nessuna tangentopoli: "Non siamo di fronte a una nuova tangentopoli, lo escludo nella maniera più assoluta".

BERSANI, non è tangentopoli: "La storia non si ripete mai negli stessi termini, non credo tecnicamente si possa definire una tangentopoli simile a quella di quegli anni".

NAPOLITANO, preoccupato: "Tutto questo mi preoccupa, ma non ne so nulla, aspettiamo l'esito delle indagini".

BERLUSCONI, non preoccupato: "Non sono assolutamente preoccupato per una nuova tangentopoli".

MONTI, come tangentopoli: "Quando vedo ill moltiplicarsi delle incriminazioni di esponenti della politica, della finanza, dell'economia c'è l'idea della disgregazione di un tessuto politico e sociale che fa emergere il parallelo con un'altra epoca: tangentopoli".

Per capirci qualcosa occorre trovare le differenze. E forse, mai come in questo caso, la differenza la fa davvero non QUELLO che beviamo, ma CHI ce lo dà a bere!!!

martedì 12 febbraio 2013

Quest'anno Sanremo me lo guardo qui...

Sono solo canzonette...? No, è il 63° FESTIVAL DELLA CANZONE ITALIANA!!!

Appassionati del Festival di Sanremo... benvenuti nella nostra pagina Facebook! Qui Sanremo 2013 si vede, si racconta e si commenta, ma anche si spernacchia, si sbeffeggia e si scazzeggia. Tutto rigorosamente dal pc e comodamente spaparanzati sul divano (ma anche sul letto, sul tavolo della cucina, sul cell... insomma dove diavolo vi pare)!!!

VI ASPETTIAMO NUMEROSI E PRONTI A TUTTO... FINO ALLA FINE!!!


SANREMO CON GLI AMICI 2013

AGGIORNAMENTO: E questo è stato il nostro share!

 

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