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giovedì 19 luglio 2012

Uomini soli

Ne ho viste diverse nel corso della mia vita: persone che camminano attorniate da altre persone. Persone le prime, persone le seconde.

Queste ultime, come quelle della foto, hanno spesso il volto inquieto, attento ma inquieto: una sorta di precarietà dell'anima scorre nei loro sguardi. Mascherano l'incertezza che c'è dietro ogni angolo con una risata che a volte può risuonare fuori luogo o scomposta; così come il non potersi fidare di nulla e di nessuno viene celato dietro quel filo di arroganza che spesso è l'unica cosa che traspare di loro. Ne conosco tanti: a moltissimi di loro piacerebbe essere compresi meglio: non giustificati, ma compresi meglio. Da tutti.

In mezzo a loro, altre persone: per lo più sole. Li guardi e spesso noti l'aria ingiustificatamente altezzosa, inopinatamente superiore, inspiegabilmente piena di sè. E in questi casi, le persone attorno sono ancora più incerte ed inquiete ed il loro agire, perciò, ancora più sfrontato.

Non capita di frequente, invece, di vedere lo sguardo fissare l'asfalto, come in questa foto che ritrae  Paolo Borsellino con i suoi 'angeli'. Persi in pensieri veri, incurvati sotto il peso di responsabilità vere: si spostano perchè devono farlo, non per farsi notare e risparmierebbero volentieri quelle 'passeggiate' all'aperto alle persone che devono restare incollate a loro.

Ne abbiamo pochi di questi esempi e dal '92 ne abbiamo due in meno. Le loro immagini e le loro parole ci hanno insegnato tanto: per prima cosa ad essere umili. Rendiamo loro merito - sempre - per questo.

martedì 3 luglio 2012

A volte ritornano... Figurati Berlusconi!

Soffiare sul fuoco del malessere sociale e del malcontento dei cittadini alle prese con gli effetti più crudi della crisi, senza dimenticare di cavalcare i rigurgiti di un'intera classe politica ancora indignata per l'onta del governo tecnico. Il ritorno di Berlusconi, in fondo, non porta con sé nulla di inaspettato, almeno tanto quanto le leggi varate dal suo governo avevano a cuore gli interessi del Paese.

D'altronde, ora che la 'cura' Monti ha superato lo scoglio più arduo, quello del riallineamento dei conti del nostro Paese ai parametri dell'Unione Europea (o, per meglio dire, di un riallineamento dell'Italia alle imposizioni del sistema bancario e finanziario internazionale), ora che il grosso del lavoro sporco è stato fatto dal governo dei professori, smarcarsi da manovre e strategie tutte 'lacrime e sangue' non è certo manovra complicata.

D'altronde, che quella del governo tecnico, alla fin fine, fosse più un'opportunità da cogliere piuttosto che una punizione da subire, il nostro sistema partitico l'aveva intuito subito: lasciare che fosse Monti e i suoi professori a convincere gli italiani della necessità di porre in essere gli interventi più drastici, lasciare che fosse un uomo fuori dai palazzi della politica a concentrare su di sè gli strali del malcontento popolare... E nel frattempo lavorare sottotraccia, ciascuno nel recinto del proprio partito, per rinsaldare alleanze, rinserrare le fila, rifarsi un po' di trucco mediatico e prepararsi alle elezioni politiche del 2013.

Figuriamoci Berlusconi... Lui ci sguazza in uno scenario del genere: attende sornione che la macchina del governo prenda su di sè la croce degli interventi lacrime e sangue, alternando pacche sulle spalle e qualche maldipancia sull'operato di Monti&co; poi, quando i tempi sono maturi e appare lo striscione dell'ultimo chilometro che conduce alla scandenza elettorale, eccolo irromprere di nuovo prepotentemente sulla scena con tutte le sue armate mediatiche per dire il suo "basta sacrifici", "basta tasse", "basta mettere le mani nelle tasche degli italiani". E, a quel punto, riproporre tutto il classico repertorio di promesse, paradisi e liberazioni che dal '94 continua a sciorinare sotto campagna elettorale...

L'Italia aveva divorziato da Berlusconi: era solo il novermbre scorso... Ma lui non si dà per vinto.

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