QUESTO BLOG È ESPRESSIONE DEL LIBERO PENSIERO, GARANTITO E TUTELATO DAGLI ARTICOLI 3 E 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E NON INTENDE PROMUOVERE ALCUNA CAMPAGNA DI INCITAMENTO ALL'ODIO E ALLA VIOLENZA. PERTANTO SI DIFFIDANO LE AUTORITÀ A INTRAPRENDERE AZIONI MIRANTI AL SUO OSCURAMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INGIUSTIFICATE E, PARIMENTI, I LETTORI A FORMULARE COMMENTI CONTRASTANTI CON IL SUO INTENDIMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INDESIDERATI.

lunedì 31 dicembre 2012

2012... te c'hanno mai mannato a quer paese?

 
Ed eccoci arrivati finalmente all'ultimo giorno di questa 'tragicomica drammedia' che è stato il 2012, un anno che decisamente va ad inserirsi a pieno titolo ai primi posti della hit dei peggiori dei nostri tempi. Certo, come utenti del mondo che pagano puntualmente il già esoso canone della vita avremmo voglia di reclamare un servizio migliore da parte del nostro Gestore. Almeno ogni tanto...

Tuttavia, grazie anche ai rigori degli ultimi tempi (specialmente qui in Italia), abbiamo sviluppato un sano senso di fatalismo che ci fa star bene con noi stessi accontentandoci di poco. Anche di molto poco... Più che altro, accontentandoci e basta... Ragion per cui, a differenza degli anni passati, in questa notte...

...di lunedì
perché non dormi perché sei qui
perché non parti per un week-end
che ti riporti dentro di te

cosa ti manca cosa non hai
cos'é che insegui se non lo sai...
[piccola digressione musicale che ci stava tutta, ndr]

...di San Silvestro ci limiteremo a festeggiare il cadavere del 2012 mentre transita sul fiume delle cose da dimenticare, senza proferire parola alcuna circa auspici ed aspettative varie relative al nuovo che avanza.

Ok? Mi raccomando, eh...!

domenica 30 dicembre 2012

2013: Grasso, Ingroia e l'esempio Falcone

Le cronache mediatiche, da oggi al giorno delle elezioni, ci racconteranno delle contrapposizioni, dei fastidi e delle polemiche incrociate che riguardano due magistrati che hanno deciso di candidarsi. Non due qualsiasi, due punte di diamante della lotta antimafia: Pietro Grasso e Antonio Ingroia. Hanno già iniziato, in realtà: "scendono in campo i vecchi veleni della procura di Palermo" (Corriere della Sera); "attacco al Pd e al Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso" (La Repubblica); addirittura Il Giornale, nella sua spregiudicata difesa degli interessi di Casa Arcore, parlando del secondo va oltre: "è di sinistra, ma contro il Pd e soprattutto contro quel Pietro Grasso che rischia di rubare la scena a Ingroia nel suo stesso campo".

Non so quale esito avrà la loro candidatura: Grasso viene indicato come probabile ministro della giustizia in caso di vittoria del Pd, Ingroia si propone fin da subito come concorrente per la poltrona più alta, quella di Palazzo Chigi. So che entrambi hanno alle spalle una coerente storia da magistrati siciliani: palermitani, orgogliosi, entrambi a capo di procure che hanno saputo contrapporsi con ottimi risultati alla strategia del terrore e della forza messa in campo da Cosa Nostra, tutti e due consapevoli di giocarsi la vita ogni giorno per quegli alti ideali come il senso di giustizia e il rispetto delle regole che dovrebbero contraddistinguere le civiltà mature.

Di Pietro Grasso posso dire qualcosa, avendolo conosciuto personalmente per motivi di lavoro ed avendo avuto modo di rinnovargli più e più volte, negli ultimi venti anni, la mia stima, umana e professionale. E' persona seria, equilibrata, che mi ha sempre ispirato fiducia. Anche quando, a corto di sigarette nel tentativo di smettere di fumare, entrava nella stanza dove lavoravo con i miei colleghi a chiederne una, non mancando mai, sorridendo, di promettere di restituirla. Era il 1991 o giù di lì e quel sorriso, lo stesso di oggi, mi è sempre rimasto simpatico.

Di Antonio Ingroia non ho invece conoscenza diretta. Con il suo aspetto da acuto inquisitore, appare più ruvido del collega. Di lui mi impressionarono le parole in difesa della Costituzione, della legalità e della giustizia alla manifestazione di Roma del marzo 2011: erano forti, dirette, sentite. Le ho ricordate in un post, a futura memoria...

Auguro ad entrambi il meglio, ma soprattutto di trovare una poltrona ancora più importante di quella da parlamentare. Nella consapevolezza, suffragata dai fatti, che ciascuno dei due potrà riuscire a far valere le proprie capacità solo se sarà messo nella condizione e al posto giusto per farlo. Abbiamo tanti esempi di magistrati che hanno appeso la toga per dedicarsi all'impegno politico e che, seppur animati dalle più buone intenzioni, hanno potuto poco o niente col loro unico voto nelle aule di Camera e Senato. E abbiamo, dal canto opposto, l'esempio di quanto un altro magistrato riuscì a fare per innalzare il livello e la qualità della lotta dello Stato nella battaglia contro l'Antistato: quell'uomo, quel magistrato si chiamava Giovanni Falcone e alla sua lucida mente di procuratore si deve la creazione della superprocura antimafia (poi divenuta Direzione Nazionale Antimafia), risultato straordinario che egli seppe ottenere non come ministro della giustizia, ma come semplice direttore generale del ministero.

Il mio auspicio è comune per entrambi: abbiamo bisogno di voi, di Pietro Grasso + Antonio Ingroia, non dell'uno contrapposto all'altro. E, soprattutto, abbiamo bisogno che il vostro valore aggiunto non si disperda fra le oscure stanze della politica e i torbidi giochi di Palazzo, ma che altrettanto non si sprechi nelle stupide diatribe del botta e risposta. Altrimenti sì, sarebbe stato tutto vano e qualcuno sotto la coppola e qualcun altro in qualche villa se la riderebbero a ragione.

giovedì 20 dicembre 2012

Profezia Maya: hai visto mai...

A tutti i miei amici di blog e del web:

Non sarà, ma tante volte fra poche ore quei furboni dei Maya ci prendessero per davvero, sappiate che è stato bellissimo conoscervi, commentarvi, condividervi, linkarvi e - financo - piacervi!

Adiòs...

martedì 4 dicembre 2012

Racconto breve: A 10 SECONDI DALLA FINE - © di Marcus

Uno non lo sa quand'è che sta per arrivare la sua ora. Voglio dire, almeno non lo sa in condizioni normali. Non è certo qualcosa che non possa venire in mente se ci si ritrova sdraiati sull'asfalto duro e grigio mentre le ruote di un camion stanno disegnando una nuova fantasia di quadrettoni e fango sul davanti del nostro giaccone. Per non dire di chi, pur seduto al suo posto con tanto di cintura ben allacciata, col vento gelido che gli sferza il volto, gli occhi ridotti a una fessura sottile sottile e il fischio del reattore che gli spappola i timpani, osserva incredulo lo squarcio nella fusoliera e, di là da quello, l'inarrestabile corsa di tutta la Terra verso di lui... Sì, direi che è molto probabile che in situazioni del genere si possa avere la lungimiranza necessaria a supporre che... "Beh, forse è finita".

Ma quando nulla ce lo lascia pensare? Come immaginare che dal bussolotto sta per uscire la pallina col nostro nome?

Davvero è un pensiero che non vi capita mai di fare? Io ci penso spesso, anche adesso che sono in treno e sto tornando a casa dal lavoro. Un pensiero su quell'ultimo ma fondamentale pezzetto di informazione riguardo al mistero della Vita, che la Morte, sogghignando, spesso nega ai più. Quell'accadimento fatale che può coglierci assolutamente impreparati nonostante le mille ed una accortezze che fin da piccoli siamo stati abituati a mettere in campo e per le quali, agli occhi di amici e parenti, veniamo etichettati come... "ESAGERAAATOOO!!!". Non c'è un perchè nè un percome: quando quel momento arriva, questa cosa si limita ad accadere. Punto [dissolvenza] e... FINE.

E allora ogni tanto mi interrogo: chissà cosa pensa, cosa vede una persona che non sa che di lì a pochi momenti non sarà più in grado nè di vedere nè di pensare? Una domanda assurda e pure un po' banale. O forse soltanto la riflessione curiosamente amara di chi sa che, prima o poi, sarà lui a non poterlo più raccontare.

Come la storia di quel mio amico cacciatore... Quel Mario che lavora in banca, una moglie e due figli ancora piccoli, lui Mr. Biberon e lei Miss Modella-Dopodomani; che l'ultimo sabato del mese si alza all'alba e nel silenzio del prefestivo premattutino si ritrova con i suoi due amici, stesso zaino, stesso fucile, un'unica auto, direzione bosco fuori città. Quel Mario che con Gianni e Alberto si inoltra per lo sterrato che conduce all'interno della macchia e che, alla solita radura, fissata l'ora del rendez vouz, prende il proprio sentiero a passo deciso: in quella fredda mattina di settembre, umida e lattiginosa, sono solo loro tre e forse qualche solitario cercatore di funghi ad aggirarsi per gli alberi e le fronde, gli sguardi attenti nel silenzio, a penetrare la nebbia che li avvolge. Quel Mario che non vuole correre rischi, tanto meno quelli dovuti a stupide dimenticanze (come l'ultima volta, vero?) e che per fugare definitivamente il dubbio di aver silenziato la suoneria dello smartphone si ferma, si accovaccia, fruga nella tasca all'altezza del ginocchio e tira fuori la piccola tavoletta nera. Un tocco e quella subito gli illumina la faccia mostrando i due mostriciattoli arrampicati a Linda, in quel buffissimo abbraccio di ieri sera in pizzeria ("Fermi, FERMI!... Che così è stupenda!"). Mario non è ancora andato con il dito all'icona della modalità silenziosa: è rimasto a guardare quella foto che solo poche ore prima aveva impostato come schermata della home e che, proprio perchè nuova, è riuscita a sorprenderlo per qualche istante. Eheheh! Non è ancora abituato a ritrovarsela sul desktop... E quel clic Mario non lo farà più, perchè nei pochi istanti che il proiettile impiega a lasciare il fucile e a raggiungerlo per squarciargli l'addome i suoi occhi sono ancora fermi su quei tre sorrisi. Meno tre... due... uno... ... ... ... Punto [dissolvenza] e... FINE. Per l'appunto!

E che dire di Fabio, il pensionato... Quel Fabio che vive da solo da quando la sua Eva lo ha lasciato. Sono passati più di cinque anni ormai: "un male incurabile", sentenziò il medico scuotendo la testa e gettando un sospiro che chiuse a doppia mandata la porta alla speranza. Altro che male... Fabio non era un medico, ma neanche uno stupido. E sapeva come stavano le cose: erano state le troppe sigarette a 'fumarsi' sua moglie. Quelle e i quasi due anni di stenti e sevizie (di ogni tipo...) passati in un campo di concentramento tedesco quando lei era poco più che ventenne. Cosa che, forse più di ogni altra, rendeva verosimile quell'aggettivo 'incurabile'... Quel Fabio che, prima di incamminarsi verso l'ufficio postale vicino casa come ogni primo del mese, ha appena finito di parlare con sua figlia al telefono dalla Spagna, come ogni lunedì mattina; l'ha tranquillizzata, come ogni volta: "Non ti preoccupare. Sì, stai tranquilla: ritiro la pensione, compro due cosette e torno subito a casa". Quel Fabio che appena uscito dal portone non sente le urla cadenzate e poi gli slogan in lontananza, ma che, svoltato l'angolo, nota subito, poco distanti, due auto della polizia ferme di traverso a sbarrare la strada. Alle sue spalle, ora, grida e ululati li avverte pure il suo udito malandato e si avvicinano. La Posta, d'altronde, è nella direzione opposta, oltre quelle macchine davanti a sè, in fondo alla via, e lui deve andarci perchè è rimasto senza soldi. Così scende dal marciapiede e si avvicina alle vetture: i poliziotti sono al di là di quelle ma lì vicino, e lui vuole chiedere, vuole informarsi, vuole essere rassicurato... E' giunto in prossimità dello sportello anteriore di una delle due e sta per passare in mezzo ad esse, quando con la coda dell'occhio vede riflesse nel finestrino le sagome di tre persone incappucciate che corrono e lanciano qualcosa. Gli pare subito di notare un che di strano: uno sembra riflettersi più degli altri sul vetro... è più netto... luminoso... Poi l'esplosione della molotov travolge Fabio e lo accende. E lui si spegne per sempre. Punto [dissolvenza] e... FINE. Anche qui...

Seduta davanti a me, la ragazza solleva un attimo lo sguardo dal libro. Il nero dei suoi capelli incornicia due occhi color cobalto (o è forse quell'azzurro intenso ad impreziosire la morbida chioma corvina?), i tratti delicati e così poco truccati: non bellissima e tuttavia perfettamente a proprio agio con sé stessa. Consapevole, direi, del proprio posto in questo mondo. Non certamente cosa da poco di questi tempi... Volge per un po' lo sguardo fuori dal finestrino, poi riabbassa gli occhi e riprende il filo della storia. Non attira molta curiosità su di sé, come capita spesso su un treno di pendolari, dove per lo più si dorme, si legge o ci si allontana a bordo di un paio di cuffiette. E' il mio sguardo, invece, che sfruttando la vicinanza fra i sedili dello scompartimento rimane catturato da quel cobalto così intenso. Ora é lei ad alzare gli occhi su di me e ad inquadrare il mio viso. Sarà pure stupido da parte mia, ma sento il mio cuore battere più veloce... Chissà cosa avrà trovato di interessante per essersi soffermata un attimo di più, sostenendo la tensione dei miei occhi nei suoi un istante più dell'ordinario... THUMP-THUMP... superando la soglia invisibile (ma ben nota a tutti!) che separa l'indifferenza dal generico interesse. THUMP-THUMP... Non è certamente un volto che cattura gli sguardi il mio: e non sono io a dirlo, è lo specchio ad urlarmelo in faccia ogni mattina... THUMP-THUMP-THUMP-THUMP... ma anche la mia storia personale, il fatto di vivere ancora solo... Insomma... THUMP-THUMP-THUMP-THUMP-THUMP...  Non posso certo negare che quegli occhi posati su di me non siano stati... THUMP-THUMP-THUMP-THUMP-THUMP-THUMP-THUMP... più che gradit... AH, CAZ....OOO...! THUMP-THUMP-THUMP-THUMP-THUMP-THUMP-THUMP-THUMP-THUM... NO, NOO...OOO...! THUMP-THUMP-THUMP-THUMP-THUMP... GH... HH... ... ... ...

[dissolvenza]

FINE

martedì 27 novembre 2012

Monti&co: Nun Te Reggae Più!

 
E' ufficiale: questo blog (e il suo proprietario) non ne possono più del governo Monti (e del suo titolare)! E non vedono l'ora che se ne vada via!

Basta continuare a sfasciare lo stato sociale e a favorire soltanto i ceti privilegiati! Basta con i tagli e i ritagli alla scuola pubblica: meno fondi per docenti, edilizia scolastica, attività extradisciplinari; dirigenti alla guida di più istituti e programmazioni didattiche necessariamente incomplete e assolutamente insufficienti. E, di contro, tutele e addirittura agevolazioni per tutte le scuole non pubbliche, di ogni ordine e grado. Università comprese! Manco la Gelmini...! L'ultima in ordine di tempo del nostro comandante in capo riguarda la salute dei cittadini: "La sostenibilità futura dei sistemi sanitari nazionali, compreso il nostro di cui andiamo fieri - ha sottolineato Monti - potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento per servizi e prestazioni". Però nel frattempo fioccano le garanzie e le iniziative, anche fiscali, in favore della sanità privata, delle cliniche specializzate, delle ospedalizzazioni a pagamento! Guarda caso...

Basta continuare a falsare artatamente il mercato del lavoro: il lavoro non c'è più, non perchè non ce ne sia più bisogno nelle piccole, medie o grandi imprese, ma perchè nessuno può più permettersi di assumere e di pagare allo Stato l'ormai insostenibile pizzo sull'occupazione! Il lavoro non c'è più, perchè le tanto sbandierate politiche governative del rigore non hanno fatto altro che mortificare la capacità produttiva del Paese: le aziende non investono più perchè le entrate bastano a malapena a pagare le tasse, i costi di produzione e i salari dei lavoratori superstiti. Alla faccia della Repubblica fondata sul lavoro...!

Basta con le norme sulla 'semplificazione', i 'salva-Italia', i 'cresci-Italia', le leggi di 'stabilità'... Basta con le associazioni a delinquere di stampo legislativo che puntano a consegnare totalmente il Paese nelle mani delle banche, delle assicurazioni e del sistema finanziario: sono o non questi, storicamente e internazionalmente, gli artefici della crisi economica mondiale? E perchè i soldi degli Stati (cioè dei cittadini che quegli Stati compongono) devono salvare il sistema bancario internazionale, speculativo per definizione e gonfiato al punto che, da un bel pezzo, non ha più bisogno di un effettivo controvalore in ricchezza? E perchè, ancora, se il sistema bancario mondiale è unanimemente ritenuto sull'orlo della bancarotta, i governi (come il nostro) continuano a sfornare norme che mettono le banche al centro dei procedimenti amministrativi (vedi il tetto dei pagamenti in contanti, la riscossione delle pensioni, ecc. ecc.)?

E basta pure con la favoletta del governo tecnico: che ce ne facciamo di un governo di tecnici, di burocrati e di ricchi di famiglia che è quanto di più lontano dai cittadini, che vive su un piano (e forse su un pianeta) diverso dal nostro, che non conosce quanto costa mezza pagnotta di casareccio o una bombola del gas da 15 kg? Sull'onda di quale emergenza (ormai) dovremmo riconsegnare l'Italia in mano a Monti&co-bis, alieni scesi sul Belpaese senza il crisma del voto elettorale, ma solo per investitura presidenziale?

Io (e questo blog) e milioni di italiani non vi vogliamo più!

martedì 20 novembre 2012

Il libro del Papa e la favola della buonanotte

Oggi in tutto il mondo si festeggia la Giornata internazionale per i diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza. Sarà per questo che qualcuno ha simbolicamente scelto la data odierna per presentare il suo ultimo libro. E continuare a trattarci tutti come bambini, mettendoci una volta ancora a nanna con la solita favoletta.

E buona notte...!

LIBRO PAPA: LOMBARDI, PRIMA EDIZIONE UN MILIONE DI COPIE =
(AGI) - CdV, 20 nov. - "L'infanzia di Gesu'", il nuovo libro di Joseph Ratzinger- Benedetto XVI esce nella prima edizione in un milione di copie. Lo ha detto il portavoce del Papa, padre Federico Lombardi. (AGI)
Siz - 201110 NOV 12
 
LIBRO PAPA: LOMBARDI, PUBBLICATO IN 20 LINGUE =
(AGI) - CdV, 20 nov. - "L'infanzia di Gesu'", terzo volume dell'opera di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, e' in corso di stampa in 20 lingue. Lo ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. (AGI)
Siz - 201114 NOV 12
 
LIBRO PAPA: NELLA GENEALOGIA DI GESU' ANCHE DONNE NON EBREE =
(AGI) - CdV, 20 nov. - "L'origine di Gesu' e' insieme nota e ignota, e' apparentemente facile da spiegare e, tuttavia, non e' trattata in modo esauriente" nei racconti evangelici. Lo sottolinea il nuovo libro del Papa, "L'infanzia di Gesu'". "Si sa benissimo chi e' Gesu' e da dove viene: e' uno tra gli altri, uno come noi", e anche "la normalita' di Gesu', il lavoratore di provincia, non sembra celare alcun mistero", scrive Ratzinger, che invitando pero' a non fermarsi in superfice rileva: "nella genealogia compaiono 4 donne, tutte peccatrici, ma cio' che piu' conta "non ebree". (AGI)
Siz  (Segue) - 201157 NOV 12
 
LIBRO PAPA: NELLA GENEALOGIA DI GESU' ANCHE DONNE NON EBREE (2)=
(AGI) - CdV, 20 nov. - Joseph Ratzinger-Benedetto XVI nel terzo volume dell'opera "Gesu' di Nazaret" rilegge infatti la genealogia proposta da Matteo e osserva che "prima di Maria, con la quale termina, sono menzionate quattro donne: Tamar, Rhab, Rut e 'la moglie di Ur'". "Si e' detto - ricorda - che tutte e quattro sarebbero state peccatrici, cosi' la loro menzione implicherebbe l'indicazione che Gesu' avrebbe preso su di se' i peccati, e con questi, il peccato del mondo, e che la sua missione sarebbe stata la giustificazione dei peccatori". "Ma - obietta il Papa teologo - questo non puo' essere stato l'aspetto determinante nella scelta, soprattutto non e' applicabile a tutte e quattro. Piu' importante e' il fatto che tutte queste donne non erano ebree. Per loro tramite entra quindi nella genealogia di Gesu' il mondo delle genti". Cosi' "si rende visibile la sua missione verso ebrei e pagani". (AGI)
Siz - 201158 NOV 12
 
LIBRO PAPA: NON SONO LE STELLE A GUIDARE DESTINO DEGLI UOMINI =
(AGI) - CdV, 20 nov. - Nel mondo antico i corpi celesti erano guardati come potenze divine che decidevano il destino delle persone. Nel Vangelo su questo c'e' "una specie di svolta antropologica: l'uomo assunto da Dio, come qui si mostra nel Figlio unigenito, e' piu' grande di tutte le potenze del mondo materiale e vale di piu' dell'universo intero". Lo scrive il Papa nel libro "L'infanzia di Gesu'" presentato oggi. "Non e' la stella - spiega - a determinare il destino del Bambino, ma il Bambino guida la stella". (AGI)
Siz - 201157 NOV 12
 
LIBRO PAPA: UN NERO FRA I TRE MAGI PERCHE' SIAMO UGUALI =
(AGI) - CdV, 20 nov. - Nel volume "L'infanzia di Gesu'", che sara' in libreria da domani, il Papa si sofferma anche sul "re di colore nero" che faceva parte dei Magi, ricordando che "nel regno di Gesu' Cristo non c'e' distinzione di razze e di provenienze: in Lui e per Lui, l'umanita' e' unita, senza perdere la ricchezza della varieta'". Per Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, i tre Magi sono il simbolo del "cammino delle religioni verso Cristo", ma anche dell'"autosuperamento della scienza in vista di Lui". (AGI)
Siz  (Segue) - 201158 NOV 12
 
LIBRO PAPA: UN NERO FRA I TRE MAGI PERCHE' SIAMO UGUALI (2)=
(AGI) - CdV, 20 nov. - "I sapienti dell'Oriente - scrive il Papa - sono un inizio, rappresentano l'incamminarsi dell'umanita' verso Cristo, inaugurano una processione che percorre l'intera storia", spiega il papa nel suo terzo libro "L'infanzia di Gesu'". I Magi, precisa, "non erano soltanto astronomi"; erano "sapienti, rappresentavano la dinamica dell'andare al di la' di se', intrinseca alle religioni - una dinamica che e' ricerca della verita', ricerca del vero Dio e quindi anche filosofia nel senso originario della parola". "Non rappresentano soltanto le persone che hanno trovato la via fino a Cristo, ma l'attesa interiore dello spirito umano, il movimento delle religioni e della ragione umana intorno a Cristo", sottolinea Benedetto XVI. Sull'interpretazione che vede correlati i tre re con le tre eta'  della vita dell'uomo: giovinezza, eta' matura e vecchiaia, il Pontefice ritiene che sia "un'idea ragionevole che fa vedere che le diverse forme della vita umana trovano il rispettivo significato e la loro unità' interiore nella comunione con Gesu'". (AGI)
Siz - 201158 NOV 12
 
LIBRO PAPA: TROPPA FANTASIA IN TRADUZIONI CEI E VESCOVI TEDESCHI =
(AGI) - CdV, 20 nov. - Come aveva fatto nel 2007 nel suo primo libro su "Gesu' di Nazaret", Joseph Ratzinger-Benedetto XVI non risparmia qualche rilievo critico alle moderne traduzioni cattoliche delle Scritture. Se l'altra volta pero' era citata solo la traduzione Cei, questa volta il Pontefice - soffermandosi sul versetto che racconta del canto degli angeli (e non dei pastori) 'Gloria a Dio nel piu' alto dei cieli e pace agli uomini...' - ha allargato il discorso a quella ufficiale nella "sua" lingua. "Cio' che fino a poco tempo fa veniva reso con 'uomini di buona volonta'' - contesta il Papa teologo - e' espresso ora nella traduzione tedesca con 'uomini della sua grazia'. Nella traduzione della Cei si parla di 'uomini che egli ama'" mentre la traduzione letterale del testo originale greco suona cosi': 'la pace agli uomini del suo compiacimento'". (AGI)
Siz - 201158 NOV 12
 
LIBRO PAPA: TROPPA FANTASIA IN TRADUZIONI CEI E VESCOVI TEDESCHI (2)=
(AGI) - CdV, 20 nov. - Secondo Papa Ratzinger, "dietro alla differenza tra le traduzioni sta, in ultima analisi, la questione circa la relazione tra la grazia di Dio e la liberta' umana". "Sono qui possibili - rileva - due posizioni estreme: anzitutto l'idea dell'assoluta esclusivita' dell'azione di Dio, cosi' che tutto dipende dalla sua predestinazione. All'altro estremo invece una posizione moralizzante, secondo la quale, in fin dei conti, tutto si decide mediante la buona volonta' dell'uomo". Dunque, se "la traduzione precedente, che parlava degli uomini 'di buona volonta', poteva essere fraintesa in questo senso", per il Pontefice teologo, "la nuova traduzione puo' essere mal interpretata nel senso opposto, come se tutto dipendesse unicamente dalla predestinazione di Dio". (AGI)
Siz - 201206 NOV 12
 
LIBRO PAPA: NESSUN PRESEPIO RINUNCERA' A BUE E ASINELLO =
(AGI) - CdV, 20 nov. - "Nessuna raffigurazione del presepe rinuncera' al bue e all'asinello". Lo scrive Joseph Ratzinger-Benedetto XVI nel libro "L'infanzia di Gesu'" che e' stato presentato oggi. Il Papa ammette che nelle pagine dedicate alla Nativita', "nel Vangelo non si parla di animali". "Ma - aggiunge - la meditazione guidata dalla Fede, leggendo l'Antico Testamento e il Nuovo, ha ben presto colmato questa lacuna rinviando ad Isaia: 'Il bue conosce il suo proprietario e l'asino la greppia del suo padrone, ma Israele non conosce, il mio popolo non comprende". (AGI)
Siz  (Segue) - 201219 NOV 12
 
LIBRO PAPA: NESSUN PRESEPIO RINUNCERA' A BUE E ASINELLO (2)=
(AGI) - CdV, 20 nov. - "I due animali - dunque - come rappresentazione dell'umanita', di per se' priva di comprensione, che, davanti all'umile comparsa di Dio nella stalla, arriva alla conoscenza e, nella poverta' di tale nascita riceve l'Epifania che ora tutti insegna a vedere. L'iconografia cristiana - sottolinea il Pontefice - gia' ben presto ha colto questo motivo". (AGI)
Siz - 201219 NOV 12
 
LIBRO PAPA: HO CERCATO DIALOGO CON ESEGETI DI IERI E DI OGGI (2)=
(AGI) - CdV, 20 nov. - Nel libro "L'infanzia di Gesu'", Joseph Ratzinger-Benedetto XVI ha "cercato di interpretare, in dialogo con esegeti del passato e del presente, cio' che Matteo e Luca raccontano all'inizio dei loro Vangeli sull'infanzia di Gesu'". Lo confida lo stesso Papa teologo nella premessa al volume. "Un'interpretazione giusta, secondo la mia convinzione, richiede - spiega - due passi: da una parte, bisogna domandarsi che cosa intendevano dire con il loro testo i rispettivi autori, nel loro momento storico: e' la componente storica dell'esegesi. Ma non basta lasciare il testo nel passato, archiviandolo cosi' tra le cose accadute tempo fa. La seconda domanda del giusto esegeta deve essere: e' vero cio' che e' stato detto? Riguarda me? E se mi riguarda, in che modo lo fa?". (AGI)
Siz  (Segue) - 201230 NOV 12
 
LIBRO PAPA: HO CERCATO DIALOGO CON ESEGETI DI IERI E DI OGGI (3)=
(AGI) - CdV, 20 nov. - "Finalmente - continua il Pontefice - posso consegnare nelle mani del lettore il piccolo libro da lungo tempo promesso sui racconti dell'infanzia di Gesu'. Non si tratta di un terzo volume, ma di una specie di piccola 'sala d'ingresso' ai due precedenti volumi sulla figura e sul messaggio di Gesu' di Nazaret". Secondo Benedetto XVI, "di fronte a un testo come quello biblico, il cui ultimo e piu' profondo autore, secondo la nostra fede, e' Dio stesso, la domanda circa il rapporto del passato col presente fa immancabilmente parte della nostra interpretazione". "Con cio' - assicura - la serieta' della ricerca storica non viene diminuita, ma aumentata". "Mi sono dato premura di entrare in questo senso in dialogo con i testi. Con cio' sono ben consapevole che questo colloquio nell'intreccio tra passato, presente e futuro non potra' mai essere compiuto e che ogni interpretazione resta indietro rispetto alla grandezza del testo biblico". "Spero - conclude - che il piccolo libro, nonostante i suoi limiti, possa aiutare molte persone nel loro cammino verso e con Gesu'". (AGI)
Siz - 201230 NOV 12
 
LIBRO PAPA: "GIUSEPPE FU UN UOMO GIUSTO"
(AGI) - CdV, 20 nov. - Sposo di Maria, turbato dalla gravidanza inattesa e della quale non sapeva l'origine, San Giuseppe era "un uomo giusto". Lo scrive Joseph Ratzinger-Benedetto XVI nel libro "L'infanzia di Gesu'" sottolineando che il Vangelo fa riferimento ad una categoria che connota la Nuova Alleanza, come quella di "fedele" aveva connotato l'Antica. Da qui il "carattere personale della giustizia", cioe' della "fiducia in Dio che da' speranza all'uomo". Giuseppe, in sostanza, "ha facolta' di percepire e desiderio e capacita' di discernimento", e mostra una "sensibilita' per Dio" tanto che il messaggio puo' essergli rivelato grazie alle "domande" che si pone (e pone a Dio). (AGI)
Siz  (Segue) - 201244 NOV 12
 
LIBRO PAPA: "GIUSEPPE FU UN UOMO GIUSTO" (2)=
(AGI) - CdV, 20 nov. - "Il messaggio che viene trasmesso a Giuseppe - rileva Joseph Ratzinger - e' sconvolgente e richiede una fede eccezionalmente coraggiosa. E' possibile che Dio gli abbia veramente parlato? Che Giuseppe, in sogno, abbia ricevuto la verita', una verita' che va al di la' di tutto cio' che ci si puo' aspettare? E' possibile che Dio abbia agito in questo modo di fronte ad un essere umano? E' possibile che Dio abbia realizzato cosi' l'inizio di una nuova storia con gli uomini?". Per il Papa, "la qualificazione di Giuseppe come uomo giusto - dunque - va ben al di la' della decisione di quel momento: offre un quadro completo di san Giuseppe e al contempo lo inserisce tra le grandi figure della Antica Alleanza, a cominciare da Abramo, il giusto". Eppure Giuseppe non si ferma alla legge" che dopo la scoperta fatta lo spingerebbe a ripudiare Maria. Cioe' applica la legge "con amore: non vuole esporre Maria pubblicamente alla ignominia, le vuole bene, anche nel momento della grande delusione". Quindi "vive la legge come Vangelo, cerca la via dell'unita' tra diritto e amore. E cosi' e' interiormente preparato al messaggio nuovo, inatteso e umanamente incredibile, che gli verra' da Dio".
(AGI)
Siz - 201244 NOV 12
 
LIBRO PAPA: "GIUSEPPE FU UN UOMO GIUSTO" (3)=
(AGI) - CdV, 20 nov. - Nel suo nuovo libro, Joseph Ratzinger-Benedetto XVI ricorda che il Vangelo di Matteo ci dice che Giuseppe non era il padre di Gesu' e che egli intendeva ripudiare Maria in segreto a causa del presunto adulterio. E allora gli viene detto: "Cio' che in lei e' stato concepito e' opera dello Spirito Santo". "Cosi' - spiega il Papa - l'ultima frase da' una nuova impostazione dell'intera genealogia. Maria e' un nuovo inizio. Il suo bambino non proviene da alcun uomo, ma e' una nuova creazione, e' stato concepito per opera dello Spirito Santo". Dunque, se "la genealogia rimane importante, Giuseppe e' giuridicamente il padre di Gesu'. Mediante lui, Egli appartiene secondo la Legge, 'legalmente', alla tribu' di Davide. E tuttavia viene da altrove, 'dall'alto' - da Dio stesso. Il mistero del 'di dove', della duplice origine, ci viene incontro in modo molto concreto: la sua origine e' determinabile e, tuttavia, e' un mistero. Solo Dio e' nel senso proprio il 'Padre' suo". (AGI)
Siz - 201334 NOV 12
 
LIBRO PAPA: "SI',IO CREDO"; VERGINITA' MARIA SEGNO PER MONDO =
(AGI) - CdV, 20 nov. - "Si', io credo". Queste parole Joseph Ratzinger-Benedetto XVI le confida ai lettori nel libro "L'infanzia di Gesu'", dove (contestando diffuse interpretazioni esegetiche ed anche l'ipotesi di Sant'Agostino sul voto di verginita' fatto dalla giovane, che "fuoriesce totalmente dal mondo del giudaismo") affronta in modo ampio e approfondito il mistero della Verginita' di Maria, che tale, ammette, era anche per l'interessata, la quale al momento dell'Annunciazione, "per motivi a noi non accessibili, non vede alcun modo di diventare madre del Messia per via del rapporto coniugale". Ma ugualmente risponde "si'". E poi "resta sola con il compito che in verita' supera ogni capacita' umana".  (AGI)
Siz  (Segue) - 201158 NOV 12
 
LIBRO PAPA: "SI',IO CREDO"; VERGINITA' MARIA SEGNO PER MONDO (2)=
(AGI) - CdV, 20 nov. - "Oggi - scrive il Papa teologo - dopo tutta la ricerca affannosa dell'esegesi critica, possiamo condividere, in modo del tutto nuovo, lo stupore per il fatto che una parola dell'anno 733 rimasta incomprensibile (ndr, la citazione di Isaia riportata da Matteo: 'Ecco la Vergine concepira' e dara' alla luce un Figlio') si e' avverata al momento del concepimento". Con essa, ragiona Ratzinger, "Dio in effetti ci ha dato un grande segno". Il messaggio, per il Papa, e' molto chiaro, ed e' analogo a quello offertoci con la Risurrezione, sulla quale si basa la fede cristiana: "Dio e' Dio e non si muove soltanto nel mondo delle idee". "Ci sono due punti nella storia di Gesu' nei quali l'operare di Dio interviene immediatamente nel mondo materiale: la nascita della Vergine e la Risurrezione, in cui Gesu' e' rimasto e non ha subito corruzione", scrive il Pontefice riportando Karl Barth, il teologo protestante svizzero citato piu' volte dal Pontefice nel libro presentato oggi. "Questi due punti - continua - sono uno scandalo per il mondo moderno. A Dio viene concesso di operare sulle idee e sui pensieri, nella sfera spirtuale, ma non sulla materia. Cio' disturba. Li' non e' il suo posto". "Ma - osserva Benedetto XVI - proprio di questo si tratta: che cioe' Dio e' Dio, e non si muove soltanto nel mondo delle idee. In questo senso in ambedue i punti si tratta dello stesso essere-Dio di Dio". (AGI)
Siz - 201159 NOV 12
 
LIBRO PAPA: "SI',IO CREDO"; VERGINITA' MARIA SEGNO PER MONDO (3)=
(AGI) - CdV, 20 nov. - Per Benedetto XVI, che indirettamente risponde qui anche alle affermazioni dell'ex sacerdote e teologo Vito Mancuso sulla non onnipotenza, "se Dio non ha anche potere sulla materia, allora Egli non e' Dio". "Naturalmente - ammette pero' il Pontefice - non si possono attribuire a Dio cose insensate o irragionevoli o in contrasto con la sua creazione. Ma qui - tiene a precisare il Papa teologo riguardo alla Verginita' di Maria e alla Risurrezione - non si tratta di qualcosa di irragionevole e di contraddittorio, bensi' proprio di qualcosa di positivo: del potere di Dio creatore che abbraccia tutto l'essere". Ma sul tema del concepimento e del parto verginali, il libro di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI contiene anche pagine che vanno al di la' della confutazione di teorie non fondate, e a leggerle in un'ottica di fede sono veramente commoventi. Ad esempio, il Papa definisce "normale" il fatto che "solo dopo la morte di Maria il mistero potesse diventare pubblico ed entrare nella comune tradizione del cristianesimo". Infatti "l'apparire tardivo delle tradizioni mariane trova la sua spiegazione nella discrezione della Madre e dei circoli intorno a Lei: gli avvenimenti sacri al 'mattino' della sua vita non potevano diventare tradizione pubblica finche' lei stessa era ancora in vita". (AGI)
Siz  (Segue) - 201330 NOV 12
 
LIBRO PAPA: "SI',IO CREDO"; VERGINITA' MARIA SEGNO PER MONDO (4)=
(AGI) - CdV, 20 nov. - Soprattutto nel libro del Papa la Vergine e' davvero coprotagonista (mediatrice se non corredentrice, come vuole la tradizione cattolica). "La genealogia degli uomini - afferma - ha la sua importanza riguardo alla storia del mondo. E, ciononostante, alla fine e' Maria, l'umile vergine di Nazaret, colei in cui avviene un nuovo inizio, ricomincia in modo nuovo l'essere persona umana". In un altro paragrafo, il Pontefice conferma poi la tradizione che vuole Maria come "fonte" dell'evangelista Luca, anche se "l'esegesi critica moderna lascera' intendere di ritenere piuttosto ingenui collegamenti del genere". "Ma perche' - si chiede Joseph Ratzinger-Benedetto XVI - non dovrebbe esserci stata una tale tradizione, conservata e al contempo teologicamente modellata, nel circolo piu' stretto? Perche' Luca dovrebbe aver inventato l'affermazione circa il custodire delle parole e degli eventi nel cuore di Maria, se per questo non c'era alcun riferimento concreto? Perche' avrebbe dovuto parlare del suo meditare sulle parole se al riguardo non si sapeva nulla?". (AGI)
Siz - 201330 NOV 12
 
LIBRO PAPA: DON COSTA, ESCE IN CONTEMPORANEA IN 50 PAESI =
(AGI) - CdV, 20 nov. - "L'infanzia di Gesu'", il libro che completa la trilogia ratzingeriana su "Gesu' di Nazaret", domani "esce in contemporanea in 9 lingue ed in 50 paesi". Lo ha annunciato don Giuseppe Costa, direttore della Libreria Editrice vaticana che e' coeditrice del volume con Rcs. "La tiratura - ha precisato il religioso salesiano - supera il milione di copie". Nel 2007 il primo tomo e' stato tradotto da Rcs in 41 edizioni per complessive 2 milioni di copie. Nel 2011, poi, il secondo volume, edito stavolta dalla Lev, ha raggiunto 40 edizioni e 1 milione di copie. (AGI)
Siz - 201409 NOV 12

Ognuno deve essere libero di credere in ciò che vuole, così come ognuno deve essere libero di pensare ciò che vuole. Chiunque vi dica il contrario, vuole mettervi a dormire. O peggio.

sabato 27 ottobre 2012

Voglio un Paese deberlusconizzato!

"Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia, perché ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a me". Lo ha appena detto Berlusconi intervistato dal Tg5.

Quindi ci eravamo tutti illusi tutti quando, solo pochi giorni fa, aveva dichiarato di lasciare la politica per il bene dell'Italia. E' bastata la condanna in primo grado a 4 anni (ridotta ad 1 per via dell'indulto), emessa dai giudici di Milano per frode fiscale nel processo sui diritti tv Mediaset, per farlo tornare sui suoi passi. "Hai visto mai decidessero di farmelo scontare davvero in galera quell'unico anno...", avrà pensato impaurito. "E poi, quanto mi fanno incazzare quei 5 anni di interdizione dai pubblici uffici...!", avrà tuonato subito dopo. E così, in men che non si dica, mosso da autentico furore italico, ha convocato le telecamere amiche ed emesso il suo tristo verdetto (questo sì, davvero tragico): non me ne vado più!

Ora io mi chiedo: di fronte a cotanto incubo, dinanzi a tanto sconforto, non sarebbe meglio per noi italiani dimetterci tutti da cittadini e lasciarlo solo soletto con i suoi quattro scagnozzi di merende a giocare? Che so: a la dottoressa e il malato, il gigante (!) e la bambina, il corruttore e il corrotto, lo stalliere e l'eroe, l'evasore e lo scudato, il Signore e l'Unto, il bene del Paese e il pene di Arcore... No? Lo si lascia indisturbato a scorrazzare per lo Stivale in auto/aereo/elicottero/treno/tram/bus/astronave tutti rigorosamente blu, si ritirano preventivamente dal mercato tutte le statuine di piazza del Duono e tutti noi ci si trasferisce in Romania... tanto non ci dice niente nessuno, perchè da quelle parti ormai sono tutti emigrati in Italia... E finalmente si fonda uno Staterello tutto nostro... deberlusconizzato!

La finisco qui, perchè ho notato che sto iniziando a parlare come Renzi... E questo non va bene. Come? No, non a favore di Berlusconi... Come Renzi nel senso un po' alla toscana, suvvia...!

Teniamo fiduciosamente d'occhio la tv, comunque: hai visto mai domani ricambi idea di nuovo!

venerdì 12 ottobre 2012

Europa: un Nobel alla falsità

L'Europa dell'Euro, delle banche più vecchie del mondo, degli strapagati seggi al Parlamento di Strasburgo, degli Stati che non si fidano gli uni degli altri, degli Stati che decidono e impongono e degli Stati che piangono e subiscono...

L'Europa degli Imperi coloniali razzia-tutto, del Risiko politico fatto di tranelli e influenze, delle sanguinose crociate per esportare la fede religiosa...

L'Europa sempre poco convinta sostenitrice di se stessa, della moneta unica non accettata da tutti, del libero mercato non accettato da tutti, della libera circolazione dei cittadini non accettata da tutti...

L'Europa che ha dato la scintilla alle due fiammelle che hanno incendiato il mondo e che in pochi anni hanno bruciato milioni di vite, che fino a pochi anni fa ha dichiarato guerra a se stessa e bombardato il suo stesso cuore...

L'Europa dove qualcuno guida a destra e qualcun altro a sinistra, dove qualcuno misura con i metri e altri con i piedi, dove c'è bisogno di mettere sempre un numero (l'Europa dei Dodici, del Quindici, dei Venti, dei Ventisette...) quando si parla delle sue istituzioni per far capire che in realtà non si tratta di tutta l'Europa...

Questa Europa è degna e meritevole del Premio Nobel per la Pace 2012, riconoscimento assegnato oggi in uno di quei Paesi che, ironia della sorte, ha visto per ben due volte levarsi alto il no dei suoi cittadini al Referendum sull'adesione alle Comunità europee (1972 e 1994).

Un Premio perchè "l'Unione e i suoi membri per oltre sei decenni hanno contribuito al progresso della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa", come si legge nel testo di assegnazione del premio Nobel per la pace all'Ue. "L'Ue sta affrontando una difficile crisi economica e forti tensioni sociali. Il Comitato per il Nobel vuole concentrarsi su quello che considera il più importante risultato dell'Ue: l'impegno coronato da successo per la pace, la riconciliazione e per la democrazia e i diritti umani. Il ruolo di stabilità giocato dall'Unione ha aiutato a trasformare la gran parte d'Europa da un continente di guerra a un continente di pace. Il lavoro dell'Ue rappresenta la 'fraternità tra le Nazioni' e costituisce una forma di 'congressi di pace' ai quali si riferiva Alfred Nobel nel 1895 come criterio per il premio Nobel per la pace".

lunedì 8 ottobre 2012

Catricalà... Catricaquà... Catricasù... Catricagiù...

Catricalà chi? L'ex segretario generale del presidente del Consiglio Berlusconi e presidente dell'Autorità per la concorrenza che (come scrive il Salvagente) "da custode della trasparenza dei mercati, non è sembrato scorgere alcun conflitto di interessi al governo negli ultimi sei anni: dal contributo statale deciso dal governo Berlusconi per l'acquisto dei decoder venduti dall’azienda del fratello Paolo (assolti in quanto avrebbero generato solo un “vantaggio economico contenuto”), passando per l’inaugurazione dell’allora ministro Lunardi di una galleria costruita da una ditta di sua proprietà (“Lunardi inaugura la galleria Lunardi”, titolò qualcuno); nulla da eccepire sui suggerimenti dell’ex premier a Fiorello (“Lascia stare Sky e vieni a Mediaset…”) dati allo showman in qualità di imprenditore e abbandonata (per un paio d’ore) la veste di Presidente del Consiglio"??? [leggi qui]

Catricalà chi? Quello che a pochi giorni dall'insediamento del governo Monti, "nelle prime ore del mattino" del 23 novembre scorso, riceveva a Palazzo Chigi, nella sua nuova veste di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Pier Francesco Guarguaglini, presidente di Finmeccanica, società il cui AD era stato arrestato solo 4 giorni prima nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti Enav, la stessa inchiesta che, tra l'altro, vede indagati da oltre un anno lo stesso Guarguaglini e sua moglie??? [leggi qui]

Catricalà chi? Quello che la riforma della sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura (che giudica i magistrati) l'aveva "pensata e sponsorizzata" nel maggio scorso, "da solo, per conto suo, nonostante gli avessimo detto con chiarezza che quella modifica non poteva assolutamente essere fatta e che il parere del Guardasigilli Severino era contrario", come Repubblica racconta che abbia sbottato un arrabbiatissimo Mario Monti??? [leggi qui]

Catricalà chi? Quello oggi sul Messaggero annuncia l'arrivo di un emendamento al disegno di legge anticorruzione ("l'abbiamo elaborato e scritto Patroni Griffi ed io e tra poche ore lo consegneremo al ministro Severino") che porterebbe alla nascita di un super-commissario "scelto dal governo ed eletto dal Parlamento con la maggioranza qualificata", che "dovrà avere poteri ispettivi effettivi e denunciare i casi di malaffare nell’amministrazione pubblica, questo per non far gravare tutto sull'autorità giudiziaria" (per non fare gravare sulla magistratura o per tagliare fuori la magistratura...?), proposta sulla quale il titolare della Funzione Pubblica si è affrettato a stoppare possibili male-interpretazioni con un laconico "di altre questioni si avrà modo di discutere in altri provvedimenti"??? [leggi qui]

lunedì 1 ottobre 2012

Su babbo smettila di bere/non mi picchiare un'altra volta


Il mix fra testo, musica e immagini che questa canzone è capace di generare è qualcosa che fa venire i brividi. Semplicemente... Ma occorre ascoltarla con molta attenzione. Ascoltarla dentro (e chiedo scusa fin d'ora per le brutte parole che troverete di seguito a quelle, meravigliose, di questa canzone).

E tutti fermi in fila ad aspettare
che scatti quel semaforo
avessi almeno la mia radiolina
che sentirla e' uno spettacolo
e guarda che ti ho visto
con le mani dentro il naso: sei romantico
e poi la stessa mano
te la passi tra i capelli: sei fantastico.
Ma quanti manifesti colorati
cosi' grandi non li ho visti mai
che gambe deliziose... Son le calze un po' velate,
tu non le compri mai
biscotti per l'infanzia, poveretta,
carte igieniche lunghissime
sentissi come e' morbida
e ogni volta viene voglia di 'cosare'.
E all' improvviso arrivi tu,
un manifesto in mezzo agli altri
su quel faccino quanti pugni, quante botte
ma lo sai che ti potevano ammazzare?
Su babbo smettila di bere
non mi picchiare un'altra volta
che ogni volta ho piu' paura
e quando cerco dl scappare
non arrivo mai alla porta
mi raggiungi e sei una furia
non centro niente coi tuoi guai,
non c'entro con i dispiaceri,
non ti ricordi, ieri, che mi portavi al mare?.
E siamo ancora fermi ad aspettare
che scatti quel semaforo
avessi almeno la mia radiolina
che a sentirla e' uno spettacolo
e guardo il mio vicino e li tranquillo
tramortito dal suo stereo
e arrivano frequenze cosi' basse
che divento tachicardico.
Ma quanti manifesti colorati
cosi grandi non li ho visti mai
c'e' un brandy un po' speciale per un fico eccezionale,
non me lo compri mai...
E detersivi cosi' intelligenti
che gli manca solo di parlare
e macchine potenti e prestigiose che se non puoi...
Le puoi rubare.
E all'improvviso torni tu,
un manifesto in mezzo agli altri,
e hai un faccino cosi' triste
che a guardarti dentro agli occhi
ci si potrebbe vergognare.
'ma babbo non ho fatto niente.
Non mi picchiare un 'altra volta
che ogni volta ho piu' paura,
e ho paura ormai di tutto,
di pensare e di parlare,
ho anche paura di dormire,
ma, giuro, quando saro' grande mi voglio vendicare:
non mi ricordero' mai piu' che ml portavi al mare'.
E finalmente ci muoviamo tutti,
con te che mi vuoi stringere...
Io sto pensando ancora a quel faccino,
passa, se vuoi passare...
Ma quanti sono quei faccini
e quanto sono disperati
li senti piangere ogni notte
e non c'e' mai nessuno che li aiuti
e tutti a dire: 'che vergogna!'
Ma tutti a chiudere la porta
'in fondo a noi cos'e' che importa,
il nostro bimbo e' qui che sogna'
ma per dio di la' c'e' un altro bimbo uguale
che ha bisogno di sognare
magari un padre un po' diverso
che lo porti un'altra volta al mare.

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>ANSA-FOCUS/ 19 BIMBI VIOLENTATI AL GIORNO, E' ALLARME IN INDIA
AUMENTO 30% ULTIMO ANNO. MA VIOLENZE SONO TABU' E VIGE OMERTA'
   (di Maria Grazia Coggiola)
   (ANSA) - NEW DELHI, 1 OTT - Spesso fra le mura di casa e con
la complicità di familiari o conoscenti, in India ogni giorno 19
bambini. E' un numero allarmante che ha registrato un aumento di
ben il 30% nell'ultimo anno contestuale a un vertiginoso
incremento del tasso di delinquenza comune, soprattutto nelle
metropoli. L'abuso sessuale contro i minori è una piaga che si
sta diffondendo in fretta anche in India - Paese a bassa
criminalità se paragonato all'America Latina -, di pari passo
con l'avanzare del benessere economico.
   Il rapporto annuale dell'Ufficio nazionale per la
registrazione dei casi criminali, diffuso a New Delhi, squarcia
il velo su una realtà che è ancora tabù per la tradizionale e
puritana società indiana. Nel 2011 sono state presentate 7.112
denunce di violenze sessuali su bambini. Si tratta di un netto
aumento rispetto ai 5.484 casi denunciati dell'anno precedente,
che sicuramente sono la punta di un gigantesco iceberg sommerso,
coperto da silenzio e omertà di famiglie o villaggi.
   Di fronte all'emergenza, la scorsa primavera il Parlamento ha
approvato una nuova legge chiamata Protezione dei bambini contro
reati sessuali in cui si considerano i rapporti, anche
consenzienti, con minori di 18 anni come violenza sessuale e si
prevede fino a tre anni di carcere per chi li commette. Il
provvedimento che di fatto abbassa "l'età del consenso" ha
sollevato un vespaio di polemiche perché è stato visto come
espressione di un moralismo bacchettone.
   In realtà, in un immenso Paese come l'India, dove c'è un alto
tasso di corruzione anche fra le forze dell'ordine, non esistono
garanzie per categoria vulnerabili come bambini, soprattutto per
le femmine, spesso discriminate dai genitori che privilegiano i
figli maschi. Bambine e ragazzine sono le prede più facili per i
trafficanti di essere umani. Di recente, inoltre, c'è stato
anche un aumento della pedofilia fra turisti stranieri che
approfittano della miseria di bambini. 
   Uno studio del 2007 stima che oltre il 53% dei bambini
indiani è vittima di abusi sessuali e che molti non lo hanno mai
confessato. Un muro difficile da sfondare, anche se lo scorso
maggio ci ha provato un popolare attore di Bollywood, Aamir
Khan, in una seguitissima trasmissione televisiva sui "tabù"
indiani. La star ha per la prima volta parlato del fenomeno
raccontando con esperti e familiari in studio scioccanti storie
di bambine violentate da insegnanti o amici di famiglia e di
genitori che spesso fanno finta di non sapere. (ANSA)
     YGC
01-OTT-12 17:49

lunedì 24 settembre 2012

Maiali e non solo...

Il 10 settembre 2010 era il giorno dei funerali del sindaco di Pollica (Sa) Angelo Vassallo: uomo delle istituzioni in una terra dove a volte le istituzioni preferiscono non guardare, ammazzato cinque giorni prima per difendere il suo desiderio di legalità.

Il 10 settembre 2010 è stato anche il giorno della festa organizzata al Circolo tennis del Foro Italico da Carlo De Romanis, vicepresidente della Commissione Affari Comunitari e Internazionali alla Regione Lazio: il toga-party con donne seminude e invitati mascherati da maiali e antichi greci organizzato "perché allora dovevo farmi pubblicità", come dichiarato dallo stesso De Romanis.

Ora, quella festa, "carinissima e sobria", pare sia costata qualcosa come 20mila euro.

Ora, per quella festa, De Romanis - che è anche vicecapogruppo PDL alla Regione Lazio - è accusato dal suo capo Franco Fiorito (attualmente nell'occhio del ciclone perché al centro di un'inchiesta in cui è indagato per peculato), che gli rinfaccia di averla pagata "con i soldi del gruppo".

La festa è raccontata così da Mauro Favale su Repubblica: "Istantanee di una festa: dei dell'Olimpo, eroi in armatura, leggiadre ninfe, ancelle devote che trasportano giare piene di vodka e mojito. E ancora: il Minotauro sottomesso, un arciere con tanto di arco teso, armature, calzari, un tridente e finanche un fucile mitragliatore, oggetto intruso in un set che riproduce l'antica Grecia".

La grave psico-patologia di questi signori è talmente grave e così profondamente radicata nel loro intimo da risultare pressocchè impossibile discostarsene: indossano una maschera da maiale per nascondere la loro vera natura di porci.

Con tutto il rispetto per i maiali e i porci...

martedì 18 settembre 2012

Le mie prime volte

La prima volta in assoluto si perde ormai parecchio all'indietro nel tempo. Ho solo poche immagini di quella mattina di settembre del '70, scene peraltro rinfrescate dall'ausilio di un vecchio filmino super8 in bianco e nero girato per l'occasione. Ricordo (rivedo) una bella giornata, con il sole che, ancora basso nel cielo, taglia i palazzi, le strade e noi con i suoi raggi quasi orizzontali. Ed eccomi lì, con il mio bel grembiule azzurro, impreziosito da un generoso fiocco di raso bianco che mi si apre sul petto, mentre cammino sul marciapiede vicino al cancello della mitica scuola elementare Don Filippo Rinaldi. Niente cestino, non più ormai: sfoggio la mia nuovissima cartella celeste saldamente ancorata sulle spalle grazie alle due bretelle laterali. La sua chiusura a scrigno con bottone automatico centrale custodisce gelosamente al suo interno i simboli del mio primo gradino scolastico: il diario, l'astuccio, il libro di lettura e il sussidiario. Probabilmente, anzi sicuramente, ci sarà stata anche una merenda, ma per quanto io possa sforzarmi non sono in grado di rammentare di cosa si trattasse. Mio fratello, un anno più piccolo, è qualche passo più in là, trattenuto per mano, forse per lasciare solo al sottoscritto l'onore della ribalta di quel giorno.

Il ricordo (e le immagini) si sposta poi all'interno della classe, dove per l'occasione era stato permesso ai genitori di accompagnare i figli. C'è parecchio movimento, molti sorrisi, qualche lacrima. Ci sono tanti bambini in grembiule come me, tante facce nuove: all'epoca non sapevo che uno di loro sarebbe diventato il mio migliore amico e che, a distanza di quarant'anni, della maggior parte sarei riuscito ancor oggi a rammentare nome e cognome... Ricordo poco altro: l'odore della classe, quel mix di cartelle, banchi, merende, lavagna, quaderni, matite e cancellino che rimane indissolubilmente nascosto fra le pieghe dei nostri neuroni, pronto a saltar fuori ogni volta che, ad esempio, torniamo in un'aula scolastica per svolgere il nostro diritto di elettori.

Cinque anni dopo è tempo di medie. Il viale è lo stesso, a cambiare sono soltanto il numero civico del cancello e il nome: Scuola media Appio Claudio, dal nome del popoloso quartiere romano che la ospita. E' una struttura prefabbricata, in legno e vetrate, immersa nel verde del Parco dell'Acquedotto romano che si staglia alle sue spalle. Noi del '64 siamo quelli del boom di natalità che tante pesanti ripercussioni ebbe sulla scuola di metà anni Settanta: eravamo troppi, così c'era bisogno di più aule e complessi scolastici. Anche prefabbricate.

Paradossalmente non ricordo nulla di quel primo giorno. Ho però memoria di due o tre cosette che ancora oggi mi fanno sorridere. La prima è "il Mucchio". Nato per caso all'uscita di un turno pomeridiano (come detto, eravamo troppi e quindi si andava a scuola tre giorni di mattina e tre di pomeriggio!), in poco tempo il Mucchio è diventato un marchio di fabbrica di "quelli della prima G": in sostanza si aspettava dietro un angolo della strada l'ex compagno delle elementari di turno, uno dei tanti che alle medie era finito in un'altra sezione, e poi lo si 'festeggiava' ricoprendolo letteralmente di scappellotti e schiaffetti sulla testa e sulle spalle. Il tutto al grido: "er mucchio, er mucchio!". Non una cosa violenta, assolutamente: semmai un pochino asfissiante per il malcapitato di turno, che si ritrovava travolto da venti, trenta mani che lo colpivano e si agitavano freneticamente sopra di lui. Tanto per intenderci: nessuno ha mai reagito male al Mucchio e dopo pochi minuti, eccoci lì a ridere tutti insieme.

L'altra nitida immagine fissata nella memoria è legata al primo giorno di seconda media. Ricordo di essermi attardato per qualche minuto fuori dal cancello per gli ultimi saluti di rito e così sono arrivato all'ingresso che gli altri erano già spariti nelle classi. Ho chiesto al bidello dove fosse stata sistemata la seconda G e ho raggiunto l'aula. La porta era già chiusa: ho bussato, aperto con discrezione (non sono mai stato molto irruento, tanto meno da piccolo) e con mia somma sorpresa mi sono ritrovato in una sezione... femminile. Almeno, in quel momento fu quella la mia prima impressione scrutando, delle tre colonne di banchi, quella più lontana e la centrale. Poi una voce chiamò forte il mio nome: proveniva dall'angolo sinistro dell'aula, quello che dalla mia posizione (ancora un po' fuori dalla porta) non riuscivo a vedere. Mi sono affacciato un po' di più e c'erano i miei compagni di prima media: almeno, altri otto di loro, dal momento che la nuova sezione G ora contava 21 ragazze e 9 ragazzi. Era la prima volta che l'Appio Claudio aveva una sezione mista e io ero fra i fortunati beneficiari!

E siamo alle superiori. Il primo dei 1.400 giorni circa che avrei passato nel liceo scientifico Villa Sora a Frascati diede un po' a tutti noi matricole il senso del diverso tipo di impegno che ci sarebbe stato richiesto. Ad accogliere me e il centinaio di studenti che avrebbero composto le sole due sezioni di scientifico e altrettanti di ginnasio è un istituto salesiano dall'aspetto austero, esclusivamente maschile, nel quale ci saremmo trovati di fronte a severi insegnanti in toga nera e crocifisso sul petto. Per il saluto introduttivo del preside e del direttore tutti noi e le nostre famiglie veniamo fatti accomodare nel teatro dell'istituto: poltroncine di stoffa rossa, ribalta, palcoscenico e quell'aria solenne che si respira alla prima di uno spettacolo. Veniamo edotti di un bel po' di storia dell'istituto e ci vengono snocciolati i nomi di personaggi più o meno famosi che nel tempo hanno frequentato quelle aule. Noi avremmo dovuto raccogliere il loro testimone e, come tedofori del sapere, percorrere a nostra volta il tratto di strada verso il traguardo della cultura. Minchia! E che avevamo mai fatto di male?

L'impatto del primo anno si fece sentire, eccome. L'impegno e i ritmi della scuola media non potevano essere più distanti e prima li avessimo dimenticati meglio sarebbe stato. Anche logisticamente quel primo anno non fu semplice: ancora non era stata ultimata la linea A della metropolitana (sarebbe stata inaugurata l'anno successivo) e per raggiungere il più vicino dei Castelli Romani occorreva 'assaltare' ogni mattina il pulmann dell'Acotral che partiva da San Giovanni e arrivava a Cinecittà già stracolmo di studenti. In realtà, ancora non lo sapevo, ma avrei vissuto cinque bellissimi anni lì dentro. Studiando duramente, certo; ma anche trovando nuovi compagni, amici carissimi e insegnanti umani e comprensivi; facendo mio un valido metodo di studio e affinando il modo di pensare e ragionare; trovando di fronte a me tante occasioni speciali che, a ripensarci oggi, riconosco come importanti tappe di quel cammino che mi ha portato ad essere l'uomo che sono. Compresa (non scherziamo!) la qualità di saper comandare la difesa della nostra squadra di calcio: una soddisfazione non di poco conto, quando alle carenze atletiche e tecniche devi sopperire con la volontà e la disciplina tattica. In cinque campionati, quattro volte al secondo posto, ma va bene così...!

E siamo all'ultima delle mie prime volte: quella universitaria. Ebbe il suo antefatto il giorno dell'iscrizione, all'alba di una mattina di settembre del 1983. La Seconda università degli studi di Roma - Tor Vergata è appena nata: l'edificio si affaccia sul Grande Raccordo Anulare all'altezza del nuovissimo quartiere di Cinecittà Est e ha più l'aspetto di un mega-hotel che quello dell'istituto accademico. Inizialmente non viane prevista la possibilità di arrivarci a piedi, per cui una volta sceso al capolinea della metropolitana in quel di Anagnina, sono costretto ad attraversare un'enorme distesa di cespugli e rovi, arrampicarmi sulla collinetta sterrata che sorregge il G.R.A., scavalcarne il guard-rail ed infine percorrere a piedi l'ultimo tratto del Raccordo che conduce al cancello della struttura. Abbastanza pazzesco, concordo! Solo quattro le facoltà: giurisprudenza, matematica, medicina e ingegneria, tuttavia, per questioni di spazio, l'accesso viene limitato ai primi 300 iscritti. E così eccoci qua, mio padre ed io a bivaccare da prima delle cinque all'esterno dell'edificio, come due ultras in attesa di acquistare il biglietto della finale di Champions League.

La mia prima lezione, una quindicina di giorni più tardi, al corso di Storia del diritto romano: non siamo più di una quarantina in aula (finalmente, dopo un quinquennio, tornano ad esserci le ragazze!) e in più ritrovo diversi ex compagni di liceo che come me hanno optato per gli studi di legge. Alla fine l'impressione è di ritrovarsi a frequentare una sorta di prolungamento del liceo e tale è rimasta anche negli anni successivi. All'ora di pranzo sperimentiamo la mensa universitaria: molto ampia, luminosissima, moderna, per 500 lire ti consente un pasto più che decente e completo. Sembra di essere in un college d'oltreoceano...!

Anche del percorso universitario, nonostante le pause, le riprese, le crisi e l'abbandono finale conservo un ricordo più che positivo. In fondo, credo sia più che normale ripensare col sorriso sulle labbra ai tempi andati e ai momenti vissuti. Ancor più se, come accaduto qualche giorno fa, capita di farlo dopo essere stato con mia moglie ad accompagnare David al suo primo giorno di liceo scientifico. Nel teatro dell'istituto Vian a Bracciano... Con tante altre famiglie e ragazzi trepidanti... Come quel giorno di 34 anni fa...

Sull'argomento, puoi leggere anche qui:
http://relativismi.blogspot.it/2009/09/roma-cinecitta-frascati-13-anni-di.html
 

venerdì 14 settembre 2012

Dio è morto. Da mo'...!

Per una cazzata di film, alcuni fanatici religiosi artatamente aizzati e armati (e qui bisognerebbe andare a scavare ben bene per scoprire chi è che, di tanto in tanto, li aizza e arma...) stanno incendiando il nordafrica e il medioriente.

Per la fame e le malattie di cui muoiono ogni giorno, da innumerevoli anni, i bambini in quegli stessi Paesi, invece, nessuno di questi esaltati ha mosso un dito nè si è sognato di mettere a ferro e fuoco le ambasciate e le rappresentanze delle nazioni o delle multinazionali sfruttatrici.

...Come sarebbe stato giusto fare da almeno due o tre secoli!

Io dico che se veramente c'è un Creatore - chiunque e di qualunque colore esso sia - si sta rivoltando nella tomba. Nella sua.


AGGIORNAMENTO. Ecco qua. Neanche a farlo apposta, questa agenzia è appena uscita. La violenza non è mai la soluzione, ma se proprio si deve trovare un motivo per assaltare un'ambasciata...

MORTO BIMBO BLOCCATO AL CAIRO PER CURE TROPPO COSTOSE
ERA RICOVERATO DA UNA SETTIMANA AL REGINA MARGHERITA DI TORINO
(ANSA) - TORINO, 14 SET - E' morto oggi Samuele Canova, il
bimbo di tre mesi che una settimana fa era stato ricoverato
all'ospedale Regina Margherita di Torino dopo essere rimasto
bloccato in una clinica americana del Cairo perche' i suoi
genitori non avevano i soldi per pagare tutte le cure, del costo
di oltre 100 mila euro. Le condizioni del piccolo, affetto da
fibrosi polmonare ed encefalopatia ipossico-ischemica, erano
rimaste molto gravi. I genitori, Luca Canova e Sara Peira,
avevano aperto una pizzeria a Sharm-el-Sheik.  (ANSA).

YS8
14-SET-12 18:03

martedì 11 settembre 2012

Ultras

Quando di Berlusconi si ipotizzò, su numerosi articoli di giornale e trasmissioni tv, che potesse aver avuto rapporti di natura sessuale, addirittura a pagamento, con una minorenne, nel PDL non ci fu una sola voce - una sola! - che ebbe il coraggio di alzarsi per dire qualcosa. Qualcosa... Non dico parole di indignazione, ma almeno un distinguo, un interrogativo, un neutrale silenzio... Nessun pidiellino riuscì a balbettare qualcosa di diverso da quella che, candidamente, fu propagandata come versione ufficiale, ribadita successivamente dallo stesso ex premier in tribunale: (Ruby) “Mi ha fatto pena. (...) Decidemmo di aiutarla per evitare che si prostituisse”. E tutti a ripetere la storia degli aiuti alla ‘povera ragazza’, perchè non finisse sulla strada...

Ma quel che vale per la politica non vale per il calcio. Il calcio è un’altra cosa. Per il tifo calcistico ci si divide in famiglia, si rompono le amicizie più salde, si travalicano i confini più impensabili… Per difendere i colori della squadra del cuore non ci sono ordini di scuderia, accordi precostituiti né linee Maginot che tengano: politica, professionalità, tutto diventa sacrificabile in nome della bandiera e dei propri beniamini. Non ci credete? Leggete queste due agenzie di stampa uscite oggi. E già che ci siete, fate caso all'ora di pubblicazione...!

CALCIO: LA RUSSA, TERZA STELLA JUVE? UNA OGNI 10 INQUISITI
(ANSA) - FRASCATI, 11 SET - ''Quando la Juve giocando con iattanza ha battuto le giovanili dell'Inter 9-1, iniziava l'inseguimento alla terza stella che non ha ancora conquistato. Ma ora arriva. Ogni dieci inquisiti una stella''. Lo afferma Ignazio La Russa, sfegatato tifoso interista nel corso del suo intervento alla Summer School della Fondazione Magna Carta del Pdl. (ANSA).
FTM
11-SET-12 19:10

CALCIO: NAPOLI A LA RUSSA,JUVE HA INQUISITI? L'INTER SPIONI
(V. CALCIO: LA RUSSA, TERZA STELLA JUVE?... DELLE 19.10)
(ANSA) - ROMA, 11 SET - ''L'amico La Russa e' certamente un ottimo politico ma e' un tifoso fazioso. La Juventus avra' gli inquisiti, ma gli  gli ricordo che l'Inter ha gli spioni. La Juve ha pagato, l'Inter paghi a Vieri senza ricorrere gli errori fatti''. Lo afferma Osvaldo Napoli, vice capogruppo del Pdl alla Camera replicando alle parole del coordinatore del partito.(ANSA).
IRA
11-SET-12 19:28

Diciotto minuti! Diciotto minuti per venire a conoscenza della prima agenzia, leggerla, buttare giù una nota di risposta, inviarla alle agenzie di stampa e vedersela pubblicata (fra l'altro, nell'ora di punta dei notiziari di agenzia)... Da un punto di vista professionale, una performance invidiabile!

mercoledì 22 agosto 2012

Massoneria? Cerca su Google...

Estate, tempo di sole e caldo. E quando il sole cuoce, può capitare che la testa si scaldi troppo e il cervello parta per la tangente. Per arrivare (a volte) là dove osano le aquile e volano le idee più strane. Come la seguente...

Immagini e disegni di grembiuli massonici facilmente reperibili in rete (alcuni di questi articoli sono in libera vendita online):

 

Immagini e disegni del tradizionale simbolo massonico recante compasso e squadra, all'interno dei quali è presente la lettera G rappresentativa del grande architetto. Anche questi sono facilmente reperibili in rete e alcuni in libera vendita online:


Quelli che seguono, invece, sono gli ormai familiari loghi e icone di Google, anche queste facilmente reperibili in rete, se non addirittura costituenti il tessuto connettivo stesso del web:

Scherzi del caldo torrido, ve l'ho detto, no?

mercoledì 8 agosto 2012

Eppur si muore...

Semplicemente, a un certo punto si spegne tutto. Non l'ho mai provato, ovviamente, ma penso che sia questo ciò che accade quando si muore.

Sul perchè arrivati a un certo momento una o più cose, una o più attività, uno o più meccanismi smettano di funzionare oggi sappiamo un bel po': ce lo hanno insegnato l'esperienza di migliaia di anni di morti e l'evoluzione della scienza e della tecnologia medica. Anche sul come noi uomini abbiamo avuto modo di imparare parecchio grazie sempre ai due maestri di cui sopra, tanto che ora siamo perfettamente in grado di camuffare a nostro piacimento cause e modalità, rendendo verosimile ogni tipo di inganno.

La natura umana e un fastidioso retaggio (anti)culturale dovuto più che altro al condizionamento di vecchie superstizioni (per darsi un tono serio si son fatte chiamare religioni) ci hanno dato indicazioni (!) anche sul dove morire: praticamente lo si può fare dappertutto, per strada, sul campo di battaglia, sul posto di lavoro, in un letto di ospedale, addirittura nel ventre di nostra madre prima ancora di nascere... Dovunque, insomma. Tranne che in un posto: a casa propria e per libera scelta. Quel dove non è ammesso, anzi è addirittura considerato un reato: "perchè la vita non ci appartiene", dicono. E così ci viene insegnato che il colpevole, non potendo essere perseguito dalla giustizia terrena (il perchè è fin troppo evidente), sarà eternamente giudicato e condannato da quella divina. Amen!

Ma cosa succede quando si muore? Su questo non abbiamo certezze. A meno di non voler considerare come tali le migliaia di testimonianze contenute in altrettanti volumi scritti (e venduti) sull'argomento: il tunnel e la luce in fondo ad esso, il recidersi del filo che lega la nostra anima al suo ex-involucro ormai senza vita, la visione dall'alto di tutto ciò che ci circonda compreso noi stessi, il trapasso ad un nuovo livello di coscienza, la rivisitazione veloce di tutti i momenti della vita appena vissuta, fino alla beatitudine o al tormento eterni in caso di collocazione paradisiaca o infernale a seguito di giudizio universale.

Personalmente tendo a propendere più per la modalità vecchia tv anni '60, con il tutto a ridursi a un puntino luminoso che in pochi istanti scompare nel nero che lo circonda. Con buona pace di mille miliardi di battiti cardiaci, momenti vissuti, insegnamenti, umori e sentimenti, pensieri e ragionamenti, azioni e reazioni, bene e male... Clic e buonanotte a tutti!

Sono arrabbiato, non spaventato: perchè su questo non ci sono state date indicazioni utili a prepararci adeguatamente. Moriremo senza conoscere per tempo cosa ci accadrà in quell'istante preciso e (chissà) in quelli immediatamente successivi. Ognuno legato alle proprie convizioni, aggrappato alle proprie speranze, senza sapere esattamente cosa separi l'istante in cui ancora ci siamo da quello in cui non ci siamo più. Almeno non più qui, non più ora, non più su questo livello. Oppure semplicemente, definitivamente non più.

giovedì 19 luglio 2012

Uomini soli

Ne ho viste diverse nel corso della mia vita: persone che camminano attorniate da altre persone. Persone le prime, persone le seconde.

Queste ultime, come quelle della foto, hanno spesso il volto inquieto, attento ma inquieto: una sorta di precarietà dell'anima scorre nei loro sguardi. Mascherano l'incertezza che c'è dietro ogni angolo con una risata che a volte può risuonare fuori luogo o scomposta; così come il non potersi fidare di nulla e di nessuno viene celato dietro quel filo di arroganza che spesso è l'unica cosa che traspare di loro. Ne conosco tanti: a moltissimi di loro piacerebbe essere compresi meglio: non giustificati, ma compresi meglio. Da tutti.

In mezzo a loro, altre persone: per lo più sole. Li guardi e spesso noti l'aria ingiustificatamente altezzosa, inopinatamente superiore, inspiegabilmente piena di sè. E in questi casi, le persone attorno sono ancora più incerte ed inquiete ed il loro agire, perciò, ancora più sfrontato.

Non capita di frequente, invece, di vedere lo sguardo fissare l'asfalto, come in questa foto che ritrae  Paolo Borsellino con i suoi 'angeli'. Persi in pensieri veri, incurvati sotto il peso di responsabilità vere: si spostano perchè devono farlo, non per farsi notare e risparmierebbero volentieri quelle 'passeggiate' all'aperto alle persone che devono restare incollate a loro.

Ne abbiamo pochi di questi esempi e dal '92 ne abbiamo due in meno. Le loro immagini e le loro parole ci hanno insegnato tanto: per prima cosa ad essere umili. Rendiamo loro merito - sempre - per questo.

martedì 3 luglio 2012

A volte ritornano... Figurati Berlusconi!

Soffiare sul fuoco del malessere sociale e del malcontento dei cittadini alle prese con gli effetti più crudi della crisi, senza dimenticare di cavalcare i rigurgiti di un'intera classe politica ancora indignata per l'onta del governo tecnico. Il ritorno di Berlusconi, in fondo, non porta con sé nulla di inaspettato, almeno tanto quanto le leggi varate dal suo governo avevano a cuore gli interessi del Paese.

D'altronde, ora che la 'cura' Monti ha superato lo scoglio più arduo, quello del riallineamento dei conti del nostro Paese ai parametri dell'Unione Europea (o, per meglio dire, di un riallineamento dell'Italia alle imposizioni del sistema bancario e finanziario internazionale), ora che il grosso del lavoro sporco è stato fatto dal governo dei professori, smarcarsi da manovre e strategie tutte 'lacrime e sangue' non è certo manovra complicata.

D'altronde, che quella del governo tecnico, alla fin fine, fosse più un'opportunità da cogliere piuttosto che una punizione da subire, il nostro sistema partitico l'aveva intuito subito: lasciare che fosse Monti e i suoi professori a convincere gli italiani della necessità di porre in essere gli interventi più drastici, lasciare che fosse un uomo fuori dai palazzi della politica a concentrare su di sè gli strali del malcontento popolare... E nel frattempo lavorare sottotraccia, ciascuno nel recinto del proprio partito, per rinsaldare alleanze, rinserrare le fila, rifarsi un po' di trucco mediatico e prepararsi alle elezioni politiche del 2013.

Figuriamoci Berlusconi... Lui ci sguazza in uno scenario del genere: attende sornione che la macchina del governo prenda su di sè la croce degli interventi lacrime e sangue, alternando pacche sulle spalle e qualche maldipancia sull'operato di Monti&co; poi, quando i tempi sono maturi e appare lo striscione dell'ultimo chilometro che conduce alla scandenza elettorale, eccolo irromprere di nuovo prepotentemente sulla scena con tutte le sue armate mediatiche per dire il suo "basta sacrifici", "basta tasse", "basta mettere le mani nelle tasche degli italiani". E, a quel punto, riproporre tutto il classico repertorio di promesse, paradisi e liberazioni che dal '94 continua a sciorinare sotto campagna elettorale...

L'Italia aveva divorziato da Berlusconi: era solo il novermbre scorso... Ma lui non si dà per vinto.

venerdì 15 giugno 2012

"Il lavoro che normalmente fanno i politici"

Le sedute del Parlamento vengono raramente trasmesse in diretta tv e, spesso, solo quando fa gioco alle strategie comunicative di maggioranza od opposizione. Così capita spesso che, al chiuso dei loro Palazzi, i nostri politici si liberino delle loro maschere ipocrite per mostrare di sè un aspetto più... come dire... aderente al vero. Al vero del loro essere, ma anche al vero della loro attività.

Ieri, nel corso del dibattito alla Camera sul disegno di legge anticorruzione, così ha parlato l'on. Gianfranco Miccichè (il deputato siciliano che, da vice ministro alle Finanze, finì in un'informativa dei Carabinieri nel 2002 nella quale si descrivevano i periodici rifornimenti di cocaina presso il suo ufficio ministeriale):

[dal resoconto Camera del 15 giugno 2012]

GIANFRANCO MICCICHÈ. Signor Presidente, signor Ministro della giustizia, abbiamo affrontato un argomento realmente molto serio, però - come spesso succede all'interno di quest'Aula - lo abbiamo affrontato un po' portando avanti le istanze demagogiche di qualche personaggio della televisione italiana e poco - secondo me - rendendoci conto di quello che stiamo facendo.
Mi riferisco a questo incredibile - secondo me - reato di traffico di influenza. Non so se voi conoscete bene qual è il lavoro che normalmente fanno i politici, specialmente in alcune zone del Paese: posso dire che noi, deputati di Grande Sud, passiamo la giornata a cercare di «influenzare» - mi posso costituire - nel senso che abbiamo tutti i giorni a che fare con qualche impresa che viene a chiederci un aiuto perché sta per chiudere, mandando a casa decine di persone perché non riesce ad ottenere 10.000 euro di prestito da una banca; io cerco di influenzare il direttore di quella banca (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Grande Sud-PPA e di deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).
Abbiamo gente che viene tutti i giorni da noi perché cerca di ottenere una visita da un primario, non il 12 settembre prossimo, come gli dicono, ma con urgenza perché ha una malattia grave: io cerco di influenzare quel primario.
Tutti i giorni viene da me un pescatore cercando un aiuto ed una mano perché - giorno dopo giorno - gli sequestrano i tonni che pesca perché l'Europa dice che i tonni non si possono pescare in Italia, ma dobbiamo aspettare che li vengano a prendere i giapponesi, appena girano l'angolo di Trapani (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Grande Sud-PPA e di deputati del gruppo Popolo della Libertà). Io cerco tutti i giorni di influenzare dalla Guardia di finanza fino a tutti i commissari europei per evitare che questo accada.
Io sto tutto il giorno a cercare di influenzare qualcuno perché possa dare lavoro ad un disoccupato siciliano, pugliese, calabrese o campano (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Grande Sud-PPA e di deputati del gruppo Popolo della Libertà).
Signor Ministro, il combinato disposto tra le intercettazioni ed il reato di traffico di influenza ci mette nelle condizioni di essere, noi di Grande Sud, matematicamente tutti indagati.
Allora, siccome siamo in un momento di crisi e dobbiamo anche risparmiare, le dico sinceramente che tanto vale che ci costituiamo tutti e si faccia un maxiprocesso a noi politici del sud (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Grande Sud-PPA), perché passiamo la giornata a cercare di influenzare qualcuno per ottenere quel minimo di aiuto che oggi lo Stato ci può dare.
Devo dire con dispiacere che, purtroppo, raramente riusciamo ad influenzare: troppo spesso ci viene detto «no». Io metterei in galera quelli che ci dicono «no», non noi che cerchiamo di influenzare o di ottenere qualcosa (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Grande Sud-PPA).
Signor Ministro, non voglio fare un intervento demagogico, né voglio mettermi a dire che oggi questo Governo dovrebbe pensare di più al decreto «sviluppo» o a dire all'Europa che tutte le limitazioni incredibili che ci pone ci stanno veramente mettendo in ginocchio, ma la prego e la invito a rivedere realmente con serietà questo, che secondo me è un errore clamoroso che mette un grandissimo potere nelle mani dei magistrati italiani che, per quanto seri e bravi possano essere, ogni tanto abbiamo visto che manifestano qualche punto di non perfetta coerenza con il giuramento che hanno fatto quando sono diventati magistrati. Mettiamo nelle mani di questi pochi magistrati, che non sono persone perbene all'interno della magistratura italiana, un potere infinito; mettiamo ancora nelle mani della magistratura non perbene la possibilità di decidere chi deve essere eletto la prossima volta e chi non deve essere eletto, chi deve continuare a lavorare per la propria gente e chi non deve continuare a farlo.
La invito, seriamente, senza infingimenti e senza demagogia, a rivedere l'articolo sull'influenzabilità nella pubblica amministrazione perché è un errore realmente grave di cui tutti noi ci pentiremo - lo dico a tutti quelli che voteranno questo provvedimento - tra qualche anno amaramente.
Per la prima volta Grande Sud non voterà a favore di questo Governo (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Grande Sud-PPA e di deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).

Ora, io potrò sembrare anche il Travaglio-bacchettone di turno, con i miei grassetti rossi e ultradimensionati. Ma a parte eventuali rilievi di carattere giudiziario che potrebbero essere contenuti in questa autodenuncia dell'on. Miccichè (e secondo me, a cercare bene, qualche magistrato volenteroso ne potrebbe trovare...), è la sfacciataggine delle ammissioni da lui fatte circa l'attività principale e prevalente dei parlamentari che colpisce. Perchè un conto è dire che i nostri politici sono tutti dei perditempo che pensano solo ai fatti propri, un conto è sentirlo raccontare da uno di loro. Con enfatica proposopea.

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