QUESTO BLOG È ESPRESSIONE DEL LIBERO PENSIERO, GARANTITO E TUTELATO DAGLI ARTICOLI 3 E 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E NON INTENDE PROMUOVERE ALCUNA CAMPAGNA DI INCITAMENTO ALL'ODIO E ALLA VIOLENZA. PERTANTO SI DIFFIDANO LE AUTORITÀ A INTRAPRENDERE AZIONI MIRANTI AL SUO OSCURAMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INGIUSTIFICATE E, PARIMENTI, I LETTORI A FORMULARE COMMENTI CONTRASTANTI CON IL SUO INTENDIMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INDESIDERATI.

martedì 20 settembre 2011

Politica e giustizia... deviazioni sul tema

Quando la guerra per il potere degenera in una campagna d'odio che punta all'annientamento dell'avversario politico, la cosa comincia ad essere grave in un Paese che si definisce la culla del diritto e della civiltà, dove la politica dovrebbe essere al servizio della democrazia. Quando poi questa campagna d'osio (e le contro-campagne ad essa collegate, si badi bene!) viene attuata senza riguardo per l'etica, la morale e il rispetto per la dignità delle persone, nonchè con l'uso di strumenti illeciti e illegali, allora è la democrazia stessa ad essere messa in pericolo.

La chiamano "macchina del fango", ma in Italia, a quanto pare, si è deciso di andare oltre tutto ciò, spingendosi davvero là dove nessuno aveva osato prima, come recitava lo slogan dei creatori di Star Trek... Alla fantascienza, per l'appunto! Già, perchè se per imbastire e condurre a buon fine le suddette campagne di odio il potere politico decide di arruolare fra le sue fila pezzi o pezzetti di altri poteri dello Stato (pezzetti di magistratura, pezzetti di forze dell'ordine), allora siamo davvero alla fine: alla fine di tutto. Cioè all'assenza di qualsivoglia garanzia legale, alla non sussistenza di quel minimo di regole che servono a disciplinare la convivenza civile di un popolo, allo stupro di ogni forma di trasparenza sociale messo in atto da un'oligarchia di pochi eletti (in tutti i sensi!) ai danni di un'intera nazione.


ZCZC1250/SXA
ONA16166
B CRO S0A QBXB
++ RICATTO A PREMIER: GIP, COMPETENZA PROCURA ROMA ++
(ANSA) - NAPOLI, 20 SET - Il gip di Napoli Amalia Primavera,
chiamato a pronunciarsi sull'istanza di scarcerazione o di
concessione degli arresti domiciliari all'imprenditore Gianpaolo
Tarantini, ha dichiarato la competenza della procura di Roma.
Per questo motivo non ha deciso sulla revoca o l'attenuazione
della misura, trasmettendo gli atti al pm di Napoli che dovra' a
sua volta inviarli alla procura capitolina.
LN-YBY
20-SET-11 15:31


ZCZC1402/SXA
XCI16287
U POL S0A QBXB
INCHIESTA ESCORT: LAUDATI INDAGATO PER TRE IPOTESI REATO
PROCURA LECCE PROCEDE ANCHE TENTATA VIOLENZA PRIVATA
(ANSA) - ROMA, 20 SET - Sono tre le ipotesi di reato per le
quali il procuratore capo di Bari, Antonio Laudati, e' indagato
dai pm Lecce: all'ex capo degli affari penali del ministero
della Giustizia, oltre all'abuso d'ufficio e al favoreggiamento
per il presunto tentativo di rallentare la chiusura delle
indagini sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle
residenze del premier Silvio Berlusconi, verrebbe contestata
anche la tentata violenza privata. Ipotesi quest'ultima che -
secondo quanto si e' appreso - sarebbe da riferirsi ai danni di
Giuseppe Scelsi, l'ex pm di Bari che con un esposto al Csm ha
denunciato irregolarita' da parte di Laudati nella gestione del
fascicolo 'escort'.
Scelsi e' stato ascoltato ieri dalla prima commissione del
Csm, competente al trasferimento d'ufficio dei magistrati per
incompatibilita' ambientale. Giovedi' sara' invece la volta di
Laudati fare dichiarazioni spontanee a Palazzo dei Marescialli.
In teoria il procuratore capo di Bari potrebbe anche non
presentarsi, tenuto conto dell'inchiesta penale a suo carico
avviata dalla procura di Lecce. Ma, al momento, la sua presenza
verrebbe data per confermata. (ANSA).
BAO
20-SET-11 15:41


ZCZC1523/SXA
OBA16419
B POL S0A QBXB
++ INCHIESTA ESCORT:SCELSI A CSM,CI FU INDAGINE PARALLELA ++
(ANSA) - BARI, 20 SET - Il procuratore della Repubblica di
Bari, Antonio Laudati, avrebbe avviato un'indagine parallela
sull'inchiesta che il suo sostituto, Giuseppe Scelsi, stava
conducendo sulle escort che Gianpaolo Tarantini aveva portato
nelle residenze private del premier Silvio Berlusconi. Lo
avrebbe detto il pm Scelsi nel corso dell'audizione di ieri
davanti alla prima commissione del Consiglio superiore della
magistratura.(SEGUE)
BU
20-SET-11 15:49

ZCZC1628/SXA
XCI16502
U POL S0A QBXB
INCHIESTA ESCORT: SCELSI A CSM, CI FU INDAGINE PARALLELA (2)
(ANSA) - BARI, 20 SET - Gli accertamenti paralleli - a quanto
avrebbe riferito Scelsi al Csm - sarebbero stati svolti da
militari della Guardia di Finanza ritenuti vicini a Laudati e al
suo ufficio.
L'inchiesta coordinata da Scelsi e' sempre stata affidata a
investigatori del nucleo di polizia tributaria delle fiamme
gialle di Bari, anche dopo che Laudati affianco' a Scelsi i
colleghi Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, che l'hanno
portata a termine nei giorni scorsi facendo notificare otto
avvisi di conclusione delle indagini. (ANSA).
BU
20-SET-11 15:59

ZCZC1870/SXR
XCI16770
U POL S44 QBXO
RICATTO A PREMIER: GIP, COMPETENZA PROCURA ROMA (2)
(ANSA) - NAPOLI, 20 SET - Nel provvedimento il gip Primavera
fa riferimento in particolare alle dichiarazioni rese dalla
segretaria del premier Marinella Brambilla e alla memoria
scritta da Silvio Berlusconi. Ricorda in particolare che ''la
Brambilla dichiarava di avere in piu' occasioni corrisposto, su
indicazione e per conto di Berlusconi, somme di denaro destinate
a Lavitola e a Tarantini'' e che ''tali somme erano ritirate da
un incaricato di Lavitola a Roma presso Palazzo Grazioli''.
Il gip ricorda inoltre che le dichiarazioni della Brambilla
''risultano indirettamente riscontrate dalle conversazioni
telefoniche intercettate sull'utenza in uso a Lavitola''. E
sottolinea poi che ''la stessa vittima del reato ha confermato,
nella memoria depositata, di aver corrisposto personalmente le
somme di denaro, sempre a Roma'' e che ''le dichiarazioni della
Brambilla e quanto affermato da Berlusconi nella memoria,
risultano credibili proprio con riferimento al luogo della
dazione di denaro oggetto dell'attivita' estorsiva ipotizzata''.
Il giudice afferma che e' dunque ''possibile ora determinare
la competenza territoriale'' che fissa in ordine al reato di
estorsione ''la competenza dell'autorita' giudiziaria romana nel
cui circondario si e' consumato il reato''. Pertanto dichiara la
propria incompetenza territoriale e dispone la trasmissione
degli atti al pm.
Il gip si e' pronunciato nel tardo pomeriggio sull'istanza
presentata nei giorni scorsi dagli avvocati Alessandro Diddi e
Ivan Filippelli. (ANSA).
LN-YBY
20-SET-11 16:12


ZCZC2216/SXA
XCI17029
U POL S0A QBXB
INCHIESTA ESCORT: GDF, OPERATO CON MASSIMA CORRETTEZZA
(V.: 'INCHIESTA ESCORT: SCELSI A CSM...' DELLE 15.50)
(ANSA) - ROMA, 20 SET - Gli uomini del nucleo di polizia
tributaria della Guardia di Finanza di Bari che si sono occupati
dell'inchiesta sul giro di escort portate nelle residenze del
premier da Gianpaolo Tarantini hanno agito con la ''massima
correttezza'' e nelle forme previste dalla legge.
E' quanto sostengono fonti qualificate della Gdf ricordando
che proprio sulle modalita' di impiego del personale assegnato
alla procura - oggetto della denuncia del pm Scelsi - e' gia'
stata fornita in passato una relazione scritta al procuratore
generale di Bari. (ANSA).
GUI
20-SET-11 16:27

ZCZC3397/SXR
XCI17990
R POL S44 QBXO
INCHIESTA ESCORT: LAUDATI INDAGATO PER TRE IPOTESI DI REATO (2)
   (ANSA) - ROMA, 20 SET - Scelsi, titolare dell'inchiesta sulle
escort fino allo scorso giugno, quando ha preso possesso del suo
nuovo ufficio di sostituto procuratore generale, ha inviato un
paio di mesi fa una lettera al Csm con cui denunciava Laudati di
irregolarita' nella gestione di quell'indagine. Ascoltato ieri
per quasi quattro ore dalla Prima Commissione di Palazzo dei
Marescialli, Scelsi avrebbe confermato le sue accuse.
   In particolare il fatto che, prima ancora di insediarsi
ufficialmente come procuratore capo, Laudati avrebbe chiamato a
raccolta, informalmente, alcuni militari della Guardia di
Finanza per costituire una sorta di ''organismo'' di controllo
sull'inchiesta a carico di Giampaolo Tarantini.
   Laudati, nel corso di una riunione tenutasi nel giugno del
2009 presso la scuola della Gdf di Bari, si sarebbe qualificato
- secondo quanto denunciato da Scelsi -  come ''inviato del
ministro della Giustizia'' (l'ex Guardasigilli Angelino Alfano),
e avrebbe affidato a un gruppo di lavoro parallelo il compito di
verificare come e con quali modalita' l'inchiesta era stata
condotta.
   La prima commissione del Csm, che in questo caso puo'
intervenire solo avviando una procedura di trasferimento
d'ufficio per incompatibilita' ambientale, dovra' ora appurare
se Laudati abbia agito nell'ambito delle prerogative di
organizzazione del lavoro che competono il capo di un ufficio
oppure se sia andato oltre. Nel corso dell'audizione di ieri di
Scelsi sarebbe stata riferita - secondo quanto si e' appreso -
una certa preoccupazione di Laudati sul fatto che qualcuno in
ambienti politici di centrosinistra volesse cavalcare l'onda
dell'inchiesta a danno del premier Berlusconi.
   Qualsiasi eventuale iniziativa disciplinare nei confronti del
procuratore di Bari spetterebbe o al procuratore generale della
Cassazione, Vitaliano Esposito, oppure al ministro della
Giustizia, Francesco Nitto Palma. Il Guardasigilli, che Laudati
aveva sollecitato affinche' inviasse gli ispettori ministeriali
a Bari, ha  gia' chiesto informazioni scritte sul caso alla
procura generale del capoluogo pugliese. Chiarimenti che ancora
non sarebbero arrivati al dicastero di Via Arenula. (ANSA).
     BAO
20-SET-11 17:36

Per chi non lo avesse capito, il gioco si sta facendo ogni giorno più pericoloso. Maledettamente pericoloso. Ricordate quell'aggettivo "deviato/deviati" che, dopo il periodo oscuro degli anni Settanta, abbiamo imparato (sempre noi popolo, sempre a nostre spese!) a posporre al nome di molti apparati dello Stato? Dai... quella locuzione contro la quale hanno finito per imbattersi e si sono infrante quasi tutte le inchieste sulle stragi e sugli omicidi eccellenti che hanno afflitto l'Italia di quegli anni? Ve la ricordate... vero?!?

martedì 13 settembre 2011

Racconto breve: A UNA DOZZINA D'ANNI DALLA LUNA - © di Marcus

13 settembre 1999. Esattamente dodici anni fa, a seguito di una violentissima esplosione atomica verificatasi sulla sua faccia lucente, la Luna lasciava per sempre l'orbita terrestre. Scagliata improvvisamente verso l'oscura e sconfinata landa dello spazio cosmico, essa avrebbe iniziato un viaggio senza meta, senza bussola, senza tempo, portando gli oltre trecento uomini e donne della base lunare Alpha a varcare confini che la tecnologia non avrebbe consentito loro di oltrepassare. 

Agli occhi di tutti noi, testimoni ammutoliti di uno spettacolo insieme incredibile e impensabile, la Luna si eclissò nel breve volgere di poche ore, fino a lasciare di sé un minuscolo puntino opaco perso nella vastità del cielo. Quando anche questo scomparve, per la prima volta Uomini e Terra furono orfani: quella presenza rassicurante, quel chiarore che tanto significato riusciva a dare perfino all'oscurità della notte, quella meravigliosa fonte di ispirazione da sempre faro per le coscienze inquiete e gli animi appassionati, non c'era più. E quel che è peggio, non ci sarebbe mai più stata! 

Non c'è un modo per riaversi da una perdita così grave, poiché mai nella nostra storia avevamo dovuto fare i conti con un evento tanto clamoroso. La Luna ci manca e ancora oggi che sono passati dodici anni non abbiamo saputo ritrovare un equilibrio, né fisico né interiore, che possa compensare in qualche modo la sua assenza dalle nostre vite.

E andiamo avanti, così... un po' dispersi, un po' spaesati. Forse tanto quanto quei trecento Alphani,  ambasciatori involontari della razza umana, lanciati senza freni verso l'ignoto.

[In omaggio a Gerry e Sylvia Anderson e al loro amore per la fantascienza!]

venerdì 9 settembre 2011

Mercati e governi: c'e(ra) chi dice(va) no...

Berlusconi, intervenendo poco fa ad Atreju:
MANOVRA: BERLUSCONI, BCE HA CHIESTO PAREGGIO BILANCIO 2013 =
(AGI) - Roma, 9 set. - "A un certo punto sui mercati la
speculazione internazionale si e' mossa, gli spread si sono
alzati e le Borse sono scese. Ci siamo consultati con le banche
amiche, che si sono accorte che il sistema finanziario
americano aveva deciso di disinvestire sull'euro. L'unico
rimedio era convincere la Bce ad acquistare titoli di Stato
nostri sul mercato secondario. La Bce si e' dichiarata disposta
ma ha spiegato che per poter avere l'autorizzazione a farlo era
necessario l'anticipo del pareggio di bilancio al 2013". Cosi'
il premier Silvio Berlusconi, ospite di Atreju, ripercorre le
tappe e le decisioni che hanno portato alle misure contenute
nella manovra. (AGI)
Rm6
091928 SET 11

Eppure c'era chi si indignava, poco più di un mesetto fa, di fronte a tutto il Parlamento, replicando - non senza retorica - a chi aveva 'osato' affermare che i mercati governano i governi...

Rileggete e meditate, gente.

giovedì 8 settembre 2011

I love Ju...!!!

Lo so, qualcuno storcerà la bocca. Ma per una sera non ci sono... relativismi. Solo passione assoluta!

[08/09/11 - video della cerimonia inaugurale dello Juventus Stadium]

mercoledì 7 settembre 2011

Italia, fra venti di crisi e interessi occulti

Appare ormai del tutto evidente che sia in atto un piano, con l'accordo delle principali potenze mondiali e sotto la pressione di interessi che non sono sempre di carattere politico nè sempre così palesi, che punta a ricondurre l'Italia in uno scenario economico, finanziario e monetario più tranquillizzante ed al tempo stesso più in linea con gli appetiti dei Paesi della comunità internazionale che conta.

Non è un caso che nelle ultime ore si siano levate da più parti esortazioni tutte uguali, sfacciatamente identiche addirittura nelle parole e nei toni usati. Ha iniziato la Germania, per voce della sua cancelliera di ferro Angela Merkel: due giorni fa, in un incontro con i parlamentari del suo partito, avrebbe definito "estremamente fragile" la situazione di Italia e Grecia. E non è che si sia preoccupata di rettificare o quanto meno ammorbidire la sua dichiarazione, una volta che questa sia trapelata alle agenzie di stampa!

Ieri è stata la volta del governo spagnolo (da che pulpito!), per bocca del suo portavoce Josè Blanco, ad accusarci di creare sfiducia nei mercati: "Siamo molto preoccupati perchè alcuni paesi sono in una brutta situazione e non stanno rispettando i loro obiettivi: la Grecia e l'Italia, che si è rimangiata in pochi giorni il suo piano di aggiustamento".

E, per rendere ancora più evidente il tutto, a corollario di un'altra pesantissima giornata come quella di ieri per le Borse internazionali, è intervenuto da oltreoceano il Wall Street Journal, che così tuona dalla sua pagina dei commenti: "Atene e Roma tengono in ostaggio l'Europa", sostiene il quotidiano newyorchese, che parla di "gravi rischi per l'economia globale" legati ai calcoli politici nelle due capitali. La Grecia, scrive il Wsj, ha ''imparato che ogni volta che la crisi minaccia l'area euro l'Europa è costretta a rimangiarsi le promesse fatte e a soccorrerla con un nuovo salvataggio. L'Italia sembra fare lo stesso calcolo''.

La sensazione è che tutto questo tirare in ballo Italia e Grecia per metterli sotto i riflettori (quasi sul banco degli imputati!) della comunità internazionale non sia animato e messo in scena soltanto ai fini di una corretta politica finanziaria richiesta dall'Ue per tirarsi fuori dalla crisi. La sensazione è che sotto ci sia dell'altro. Non dimentichiamo che l'area del Mediterraneo su cui si affacciano e su cui i due Paesi in questione esercitano bene o male una forte influenza (anche solo geograficamente parlando) ha subito l'improvviso quanto anomalo incendio della rivolta sociale, che ha portato al rovesciamento violento dei regimi in carica in molti Stati dell'Africa del Nord. Tale situazione ha riacceso gli appetiti, mai sopiti, di nazioni da sempre avvezze allo spirito colonialistico. E questo sempre che non si vogliano considerare le obiezioni di chi (e non sono pochi) da più parti sostiene che le ribellioni in nordafrica siano frutto di precise strategie pianificate a tavolino!
La pulce nell’orecchio l’aveva messa Jean-Paul Pougala, imprenditore italiano di origine camerunese, scrittore e professore di sociologia a Ginevra, attivista democratico, in un’analisi in lingua francese, datata 28 marzo 2011, intitolata “Le vere ragioni della guerra in Libia”. Dietro l’intervento armato della NATO, fortissimamente voluto dal presidente Sarkozy, non c’erano ragioni umanitarie ma calcoli politici e soprattutto economici: bisognava fermare Gheddafi perché stava contribuendo a suon di miliardi ad alcuni progetti che avrebbero consentito all’Africa di liberarsi, almeno un poco, dell’ingerenza occidentale e delle catene costituite dai debiti contratti con le organizzazioni internazionali. Gheddafi era uno dei finanziatori di tre grandi progetti economico-politici lanciati alla fine del 2010: la Banca africana di investimento, con sede a Sirte in Libia; il Fondo Monetario africano (con capitale iniziale di 42 miliardi di dollari), con sede a Yaoundè in Camerun; la Banca Centrale africana, con sede ad Abuja in Nigeria, primo passo per la creazione di una moneta unica capace di scalzare il Franco CFA (cioè dei paesi dell’Africa francofona), valuta ora controllata da Parigi. L’articolo di Pougala, documentato e credibile, ha fatto subito il giro della Rete rimbalzando su blog, siti di informazione alternativa, riviste online come Nigrizia, agenzie di stampa (non quelle più quotate) e generando un grande dibattito. Gheddafi benefattore? Questa notizia potrebbe far sobbalzare. No, Gheddafi resta il sanguinario tiranno che è. Ma anche date, fatti e numeri restano.

Lo scorso dicembre si sono riuniti a Yaoundè, capitale del Camerun, i ministri delle finanze africani per gettare le basi del Fondo Monetario africano, che “avrà il compito di rendere autonomo finanziariamente il continente, promuovendo crescita e sviluppo commerciale”, come descritto dall’analista del Sole24ore Riccardo Barlaam. Il capitale raccolto dalle donazioni degli Stati africani ammontava a 42 miliardi di dollari così suddivisi: 14,8 dall’Algeria; 9 dalla Libia (i due paesi coprono il 65 % del capitale); 5 dalla Nigeria; 3 rispettivamente dall’Egitto e dal Sudafrica. A fine gennaio un vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione Africana avevano dato il via definitivo al progetto. Ora i 9 miliardi libici sono svaniti. Meglio fanno parte di quei 37 miliardi di dollari di Gheddafi “congelati” dai soli Stati Uniti (il Wall Street Journal parla di altri 20 dall’Inghilterra e 10 dalla Germania; l’amministratore delegato dell’Eni Scaroni dice che i miliardi sono 140; altre fonti addirittura di 165) e che adesso dovrebbero essere girati ai nuovi padroni di Tripoli. Che cosa ne faranno? Intanto i primi soldi restituiti serviranno per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e poi per cominciare la ricostruzione, partendo dalle infrastrutture petrolifere. I fondi scongelati dopo la conferenza sulla Libia, tenutasi a Parigi nei giorni scorsi, ammontano a 14 miliardi di dollari che ovviamente saranno impiegati per riaccendere la pompe del gas e del petrolio. L’FMA può attendere. Anche perché, secondo quanto riportato da tutti i siti economici internazionali e posto in evidenza dai blogger, addirittura il 19 marzo, quando ancora gli insorti stavano nel fortino di Bengasi, è stata creata la “Central Bank of Libya”, con lo scopo appunto di gestire i fondi congelati: ma si apprende che chi lo farà concretamente sarà l’istituto finanziario britannico HSBC.

[fonte: http://www.unimondo.org/Notizie/La-finanza-africana-tra-Libia-Francia-e-futuro]

E' chiaro che una situazione politica instabile in Italia (ma lo stesso discorso vale anche per la vicina Grecia) faccia comodo a più di una potenza fra quelle interessate a riconquistare posizioni dominanti nell'area nordafricana; così come il moltiplicarsi delle opportunità di contratti miliardari faccia gola a tante multinazionali spregiudicate che più agevolmente decidono di appoggiare la politica di Paesi con una credibilità economica-finanziaria certamente più forte di altri.

Non a caso, il Wall Street Journal sempre ieri scriveva: "Se la Bce dovesse interrompere gli acquisti di bond italiani, il conseguente balzo dei rendimenti potrebbe far cadere l'amministrazione Berlusconi, aprendo la strada ad un governo tecnico nominato dal presidente Giorgio Napolitano". In questo caso, prosegue il giornale Usa, ''il lungo processo per ricostruire la credibilità della terza economia dell'area euro potrebbe almeno ricominciare sul serio".

Ecco quindi affacciarsi prepotentemente l'ipotesi del governo tecnico (a guida Schifani?), che se da un lato servirebbe a calmierare le ansie della comunità internazionale (versione che racconterebbero nei tg dei network di tutto il mondo), dall'altro fra dimissioni del premier, consultazioni del presidente, scioglimento delle Camere, indizione di nuove elezioni, campagna elettorale, voto e spoglio e formazione del nuovo governo lascerebbe agli Interessati di cui sopra tutto il tempo necessario e il campo totalmente libero per il migliore posizionamento sullo scacchiere dell'area mediterranea, nonchè al tavolo della spartizione delle risorse dell'Africa del Nord.

Da noi saremmo fuori gioco: senza un governo, senza guida economica, con i nostri politici impegnati a promettere di tutto e di più a questo e quello...

venerdì 2 settembre 2011

2001-2011: dieci anni con l'Euro


Alla fiera dell'Eur
per due lire
una monetina
la Ue ci donò.

E venne il Fmi
che ringhiò alla Bce
che morse la Bdi
che s'incazzò con l'Abi
che istigò le banche
che alzarono i tassi
che strinsero il credito
che strozzò le imprese
che chiusero le fabbriche
che cacciarono gli operai
che persero i salari
che non bastarono più
per arrivare a fine mese
per fare famiglia
per comprare da mangiare...

e al mercato mio padre rubò.

Alla fiera dell'Eur
per due lire
una monetina
la Ue ci donò. 

HAPPY BIRTHDAY, EURO!!!

(Che Branduardi perdoni il mio personalissimo vezzo...)

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