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sabato 23 luglio 2011

Statali fannulloni: prima il dileggio, poi il saccheggio

Ho avuto già modo di esprimere il mio pensiero sul mondo del pubblico impiego, entità indistinta di cui fanno parte migliaia e migliaia di persone il cui valore, anzi... il cui disvalore viene troppo genericamente confuso con la sommatoria di tanti svogliati parassiti e fannulloni. E solo di quelli.

A mio parere quello degli statali è il mondo dove si riflettono, ingranditi esponenzialmente, i difetti dell'italiano medio: il menefreghismo, la mancanza di rispetto per gli altri, l'incapacità di capire il concetto di servizio e di responsabilità e via dicendo. E' altresì il mondo che non fa mai mancare la propria contribuzione alle entrate fiscali dello Stato: ogni mese, al cento per cento, con trattenuta diretta sullo stipendio. Il mondo dei luoghi comuni, utilizzati ad ogni piè sospinto dai nostri politici, per lo più in senso negativo, per farsi belli dinanzi alla propria fazione come fustigatori dei costumi e strenui difensori degli sprechi pubblici; ma anche quello degli incentivi e delle promesse di regalie e ritocchi in busta paga, quando si avvicina il momento della campagna elettorale. Dimenticano, questi signori, di essere loro stessi dei pubblici dipendenti, certamente diversi dai loro 'colleghi' per privilegi e retribuzione, ma pur sempre al servizio della cosa pubblica e dei cittadini.

Ieri Berlusconi, parlando al termine del consiglio dei ministri in una conferenza stampa diversa dalle altre - solo, senza il supporto di alcun ministro o sottosegretario, il volto distrutto, il parlare poco fluente, quasi difficile - segnata dal caos che accompagna la maggioranza, dai rapporti ormai logori fra Pdl e Lega, dalle lotte correntizie interne ai due partiti per la leadeship del dopo Berlusconi-Bossi, ieri Berlusconi - dicevo - ha tirato l'ennesima borbata alla pubblica amministrazione, definita "pletorica ed inefficiente, che comporta addirittura problemi di oppressione burocratica".

Ora, io sono da ventitre anni nella pubblica amministrazione ed ho imparato a fare le debite distinzioni, a ignorare i luoghi comuni e soprattutto le generalizzazioni gratuite. E mi arrabbio. Non perchè il politico di turno (in questo caso il premier) abbia dato l'ennesima dimostrazione di superficialità con una battuta del genere (il discorso, tanto per cambiare, è finito sulle sue vicende personali: ha raccontato che sono tre anni che aspetta un'autorizzazione da regione e comune per far costruire una fontana nella sua tenuta in Sardegna. Se l'aspetta lui da tre anni, figuriamoci il cittadino qualsiasi...!). Mi arrabbio perchè questo genere di dichiarazioni, sprezzanti e umilianti, stridono (e stridono parecchio!) con la realtà delle cose che vedo spesso accadere davanti ai miei occhi, là dove secondo loro ristagna e regna soltanto nullafacenza.

Mi arrabbio perchè quando questi signori della politica o questi grandi commis di Stato sono contretti a lasciare stanze e poltrone ai loro successori non mancano mai o quasi mai di portare con sè alcuni dei pubblici dipendenti che hanno così proficuamente lavorato per loro, promettendo retribuzioni ben più remunerate per continuare a fare quello che fino a quel momento essi avevano fatto per loro, con dedizione, spirito di sacrificio e senza riconoscimenti aggiuntivi di altra natura. E sto parlando di persone dei ruoli più disparati: dagli autisti agli addetti alla sicurezza, dal personale di segreteria agli addetti stampa, dai responsabili degli uffici economato ai jolly 'risolvoproblemi factotum'.

Mi arrabbio perchè mi capita non raramente di vedere all'opera mega-aziende che offrono onerosi servizi a pagamento allo Stato in occasione di grandi eventi e di sentire i responsabili di queste aziende rivolgere i complimenti al politico o al grand commis di turno per il lavoro così ben svolto da parte del personale pubblico di questo o quell'ufficio che ha affiancato i suoi uomini nel corso dell'evento. Complimenti ai quali, in alcuni casi, è addirittura seguita una vera e propria proposta di lavoro avanzata per qualcuno di quegli impiegati.

Mi arrabbio perchè spesso (spessissimo!) vedo materializzarsi prodotti e lavori di altissimo livello, svolti con competenza, serietà e creatività, che a volerli mettere sul mercato monetizzerebbero costi ed impegni di spesa ben diversi: basta farsi un giro per avere un'idea di prezzi e preventivi per attività di servizi. E che invece nello Stato vengono realizzati a costo zero e con il surplus di tanta dedizione e passione personale da parte di semplici impiegati dello Stato.

Certo, mi rendo conto che non per tutto l'esercito di statali possono valere queste mie considerazioni e queste mie esperienze personali. Ma vi giuro che molto spesso capita proprio questo. E molto spesso ad attingere a piene mani e a scegliere fior da fiore elementi validi da portare con loro sono per lo più quelle stesse persone che nel piatto del pubblico impiego mangiano e sputano!

venerdì 22 luglio 2011

Tanto pe' stacca'...

Ogni tanto c'è bisogno di svuotare la vaschetta di raccolta dei pensieri scuri. E, magari, di cambiare il toner di quelli più leggeri (lo fa Minzolini nel suo tg, non posso farlo io nel mio blog?). Oggi è uno di quei 'tanto'...
AUSTRALIA: CANE CANTERINO SI SALVA DA BRACCIO DELLA MORTE
(ANSA) - SYDNEY, 22 LUG - Un vecchio cane canterino si e'
salvato dal ''braccio della morte'' di un canile municipale in
Australia, eseguendo il motivo piu' richiesto del suo
repertorio: la canzone di auguri Happy Birthday. Il padrone del
17/enne terrier, l'italo-australiano Edoardo (Eddie) Vassallo,
era morto tre mesi fa a 82 anni, e nella confusione che era
seguita il cagnolino, di nome Patches, era scomparso e poi
finito nel canile di Mildura, in Victoria.
I familiari del defunto avevano cercato disperatamente di
ritrovarlo ma le ricerche del terrier, che aveva imparato a
guaire in sintonia quando il padrone cantava, sembravano ormai
vane, finche' un volontario della protezione animali ha trovato
nel canile un ''detenuto'' che corrispondeva alla descrizione di
Patches, e che presto sarebbe stato eliminato perche' nessuno lo
reclamava. E seguendo le istruzioni dei familiari ha intonato
''Happy Birthday''.
''Ho cominciato a cantare e dapprima aveva uno sguardo triste
e lontano negli occhi, come se stesse pensando a qualcosa, a
qualcuno che mancava'', ha detto il volontario, Kaye Grivec.
''Poi ha alzato la testa e ha cominciato a cantare con me. E'
stato commovente''.
Maria Vassallo, figlia del defunto, ha raccontato che Patches
trascorreva ore seduto in grembo al padrone che gli cantava le
sue canzoni preferite, per lo piu' in italiano, e lo
accompagnava con i suoi guaiti. ''Quando avevano finito di
cantare, papa' gli diceva: bravo Patches, e lo rendeva felice'',
ha detto. ''I duetti erano diventati una tradizione di famiglia.
Quando era il compleanno di qualcuno, papa' telefonava e insieme
cantavano Happy Birthday''. (ANSA)
XMC
22-LUG-11 12:39

mercoledì 20 luglio 2011

AAA guardasigilli all'altezza cercasi

Fra il voto al decreto sui rifiuti napoletani e il voto all'arresto di rifiuti parlamentari (napoletani anch'essi), alla Camera di certo in questi giorni non si respira una bella aria. E se Berlusconi mastica amaro, Alfano di certo non ride. Alla vigilia del voto sull'autorizzazzione all'arresto del deputato Pdl Alfonso Papa, richiesta dai pm di Napoli che lo indagano per corruzione e associazione a delinquere (la cosiddetta P4), l'Angelino di Berlusconi rischia di incarnare contemporaneamente il ruolo di ministro della Giustizia e di segretario di un partito politico che, lungi dall'essere quel 'Partito degli onesti' da lui stesso idealizzato, si prepara a votare allineato e coperto per il no all'arresto del collega. Collega di Palazzo e di partito. E questo non fa certo fare una bella figura al guardasigilli in carica.

Eppure, fino a qualche giorno fa sembrava fatta per il nome del prossimo guardasigilli. Almeno, l'8 luglio scorso sembrava fatta. Quando l'attuale ministro della Giustizia, in occasione della sua prima uscita pubblica come neo segretario nazionale del Pdl, annunciava:

GOVERNO: ALFANO "PROSSIMA SETTIMANA MI DIMETTO DA MINISTRO"
ROMA (ITALPRESS) - "Ho tanta voglia di fare il nuovo mestiere, che
psicologicamente ho interrotto il vecchio, e quindi spero di
dimettermi immediatamente da ministro, gia' dalla prossima
settimana, in modo da dedicare tutto me stesso al nuovo compito
che mi e' stato affidato". Lo ha detto il segretario politico del
Pdl e ministro della Giustizia, Angelino Alfano, intervistato da
Francesco Verderami del Corriere della Sera alla Festa della
Liberta', a Mirabello.
(ITALPRESS).
sat/red
08-Lug-11 19:08

A quel punto, molto probabilmente, i giochi per il nome del suo successore erano fatti. Come potrebbe interpretarsi altrimenti un'uscita del genere da parte di un politico schierato quanto vuoi, pro-Berlusconi quanto vuoi, ma del quale tutto si può dire meno che non sia un pragmatico per natura?

Così, incassato già da qualche giorno il no convinto del vice presidente della Camera Lupi che, con garbo ed altrettanta fermezza, ha fatto sapere che lui a fare il guardasigilli non ci pensa neanche lontanamente, Berlusconi inizia a spremere le meningi per individuare il nuovo inquilino di via Arenula. Al Capo dello Stato il premier spiega di aver bisogno di alcune settimane prima di decidere il nome del prossimo ministro della Giustizia: "D'altronde il ruolo è delicato e io voglio fermamente procedere a realizzare al più presto la riforma della giustizia", spiega il Cavaliere. Che nonostante ciò promette a Napolitano un nome capace di gestire le tensioni che hanno sempre accompagnato gli interventi sulla materia. Da parte sua il presidente pone un'unica condizione: che venga fatta una scelta di alto profilo.

Berlusconi torna dai suoi e studia la situazione: "Il neo ministro dovrà anche saper comunicare come faceva bene Alfano e, per seguire bene l'iter parlamentare della riforma, dovrà essere una persona dall'ottima conoscenza del Parlamento". Così, vuoi perchè magistrato, vuoi perchè politico ben navigato anche a livello istituzionale, vuoi per quel suo porsi davanti alle telecamere in modo incisivamente antipatico, vuoi perchè ha ricoperto con ottimi feedback il ruolo di commissario europeo alla Giustizia, Sicurezza e Libertà (una sorta di guardasigilli dell'UE), ecco uscir fuori dal cilindro il nome dell'attuale ministro degli Esteri Frattini. Tutti d'accordo, sembra fatta. E invece... il nome del prescelto prende a circolare e arriva prima all'interessato:

Governo/Frattini: Io a Giustizia? Stupito da notizia
Non commento, ora ho una lunga missione in Cina
Roma, 13 lug. (TMNews) - "Leggo stupito questa notizia sui
giornali e non commento. Ora ho una lunga missione in Cina
quindi...". Così il ministro degli Esteri Franco Frattini a
margine dell'audizione davanti delle commissioni Esteri e Difesa,
interpellato su quanto scritto da alcuni quotidiani circa il suo
passaggio alla Giustizia in sostituzione di Angelino Alfano. Se
fosse richiesto potrebbe accettare? "Ma per carità, ma siamo seri
'qualora le fosse...' è una domanda irricevibile".
Xrm/Ber
13-LUG-11 14:56

E poi alle orecchie del presidente:

NAPOLITANO, TOTO-MINISTRI E' DA IRRESPONSABILI (2)
(ANSA) - ZAGABRIA, 14 LUG - ''Non sono seri tutti questi
accenni al toto-ministri'', ha detto il presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, commentando, da Zagabria dove e'
in visita di Stato, le voci su candidature a questo o a quel
ministero che stanno girando oggi.
''Io - sottolinea - non ho ricevuto alcuna proposta dal
presidente del Consiglio e addirittura vedo tirato in ballo, per
un altro incarico di governo, il ministro degli Esteri che mi
accompagna in questa missione in Croazia. Cio' e' veramente da
irresponsabili, chiunque metta in giro queste voci''. (ANSA).
SPM/BRO
14-LUG-11 19:28

Ei (Frattini) fu.

Berlusconi riunisce di nuovo i suoi e torna a studiare la situazione. Ad un certo punto ha un'idea: perchè non un nome di rottura, un politico in grado di andare alla guerra con la casta dei magistrati così come ha fatto con quella dei dipendenti pubblici? Questa volta non ha importanza che il nome dell'attuale ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione finisca in pasto ai giornali, tanto Berlusconi è sicuro: Brunetta è l'uomo giusto! E invece:

GOVERNO: BERLUSCONI AL COLLE; E' STALLO SU 'RIMPASTINO'
(ANSA) - ROMA, 18 LUG - Silvio Berlusconi e' salito al
Quirinale con una rosa di nomi per sostituire Angelino Alfano,
neo segretario del Pdl, al ministero della Giustizia. Ma quando
e' sceso nessuno di questi nomi era cerchiato di rosso: poiche'
la pratica sembra dover richiedere una ulteriore riflessione, si
ragiona in ambienti della maggioranza.
Fra i nomi ventilati dal premier, (oltre a quelli gia' usciti
in questi giorni, come Renato Brunetta e Maurizio Lupi, vi
sarebbe stato anche quello di Nitto Palma, Donato
Bruno, Enrico La Loggia). Ma vista la delicatezza della
situazione sul fronte economico, la scelta di come procedere al
cosiddetto 'rimpastino' sarebbe stata per il momento
accantonata. Tanto che autorevoli fonti della maggioranza
sostengono che il problema potrebbe essere ''congelato'' fino a
fine agosto. Ci rifletteremo ancora e ne riparleremo, sarebbe
stata la frase con cui Berlusconi si e' congedato da Napolitano.
(ANSA).
GMB
18-LUG-11 19:11

Insomma, Brunetta bocciato perchè non all'altezza.

E ora? Per il momento Berlusconi è rimandato a settembre. Ma l'impressione è che, fra rotture con la lega, Responsabili a noleggio, accordi e controaccordi sotto e sopra il banco per le vicende rifiuti e Papa, siano altri i pensieri del Cavaliere...

lunedì 18 luglio 2011

Il Lungo, il Corto e il Pacioccone



Il Lungo ha iniziato a scalpitare. E' normale ed umano, quando senti che è arrivato il momento di iniziare una nuova avventura per la quale senti il sangue scorrere nelle vene e l'adrenalina pervadere le vie nervose. Non vedi l'ora che inizi, tante sono le cose da fare e le idee in cantiere. C'è da rifondare un partito, il secondo più grande partito italiano; occorre stringere nuove alleanze e lanciare nuovi abboccamenti a destra e a manca, per trovare soggetti disposti a sentirsi ancora più Responsabili; bisogna ripulire gli angoli sporchi e, se possibile, svuotare qualche armadio da qualche scheletro, non tutti magari, ma alcuni sì. E così molli: molli psicologicamente e fisicamente, arrivi a mollare anche tutto ciò che fino a qualche giorno prima prendeva tutta la tua attenzione e la tua presenza. Stacchi inevitabilmente la spina e fremi e scalpiti, appunto, per attaccarla da un'altra parte. E' un turbine che travolge tutto e tutti. Anche i tuoi collaboratori, quelli che con te hanno condiviso laute remunerazioni, goduto di tanti privilegi nonchè di un esercito di funzionari ministeriali pronti a farsi in quattro: per loro e, indirettamente, per te. Ora anche costoro, questi animali da staff, si augurano di poter continuare a condividere oneri, ma soprattutto onori, in un altro Palazzo.

Anche il Corto ha iniziato a scalpitare. Per una volta, l'idea di lasciarsi alle spalle qualcosa di piccolo per qualcosa di molto, ma molto più grande è assolutamente accattivante e totalmente... totalizzante. La prima grande occasione di salire su un palcoscenico finalmente all'altezza delle sue aspirazioni, all'altezza di tanta gavetta istituzionale e di tanto ardore politico. L'occasione di mettere le mani su capitoli di spesa capienti il giusto, dopo tre miseri anni senza portafoglio. L'occasione per affilare finalmente gli artigli e la lingua su categorie e caste ben più probanti di quella di pochi sfigati lavoratori precari. L'occasione per dimostrare al capo supremo che le dimensioni non contano quando dietro a quella minuta apparenza c'è tanta buona sostanza. D'altronde se nella botte piccola c'è il vino buono, figuriamoci in una damigiana! E l'uomo non vede l'ora di mostrare a tutti quanto questo vecchio proverbio sia verità. Una sfida quindi, da far venire l'acquolina in bocca al vecchio socialista che ancora abita in lui. Da intraprendere costi quel che costi: costasse pure un succulento viaggio di nozze estivo, fin qui tanto atteso e programmato.

Il Pacioccone, invece, se ne sta in disparte. D'altronde lui è pacioccone solo per quella sua aria sorniona, non per altro. Anzi, quello che deve fare lui lo ama farlo al riparo da occhi e orecchie indiscrete, attorniandosi di pochi, pochissimi fidi e spesso lavorando fuori dai confini, dove gli capita di riscuotere più riconoscimenti che in patria. Certo, quando qualcosa non va, lui non se lo fa ripetere due volte e così la sua lingua guizza veloce e tagliente: al suo capo ha mandato a dire, per il tramite dei pm di Napoli che lo hanno sentito nei giorni scorsi, che non permetterà l'uso del 'metodo Boffo' contro di lui; al Corto ha voluto dedicare un unico ma ben preciso pensiero ("è un cretino!") quando questi ha voluto esprimere pubblicamente una volta ancora il proprio giudizio difforme sul suo operato macroeconomico; quanto al Lungo, il Pacioccone sa bene di poterselo 'pappare' in un sol boccone, investitura o non investitura, dall'alto della sua esperienza sulla scena politica e delle simpatie che gli italiani vanno confermandogli da tempo in ogni sondaggio su un'eventuale leadership. E così, tra una manovra economica e un aggiustamento di bilancio, un summit internazionale fra suoi pari e un vertice governativo per decidere se lasciare arrestare un paio di picciotti parlamentari, lui scolpisce e rifinisce la sagoma politica della sua 'cosa futura', di recente - e per sua stessa ammissione - rinominata in una "variante intorno alla parola Positivo". Pronto a reagire adeguatamente, stavolta, in caso venisse "lievemente messo fuori dal Governo e similmente ostracizzato nel/dal partito".

Ps: Grazie a Gigio che mi ha illuminato sull'uso del tethering!

giovedì 14 luglio 2011

Cose da Pazzeoli...

In attesa che si esaurisca il tormentone del totoministro per la nomina del successore di Alfano alla Giustizia (Lupi, Frattini e Brunetta gli ultimi nomi in ordine di tempo), sono in corso i bombardamenti mediatici (preventivi) di esponenti di governo e maggioranza contro l'autorizzazione all'arresto del loro collega Alfonso Papa. Domani infatti la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati sarà chiamata a dire sì o no alla richiesta dei pm di Napoli.

L'ultima dichiarazione è la seguente, rilasciata poco fa dal ministro Matteoli.

P4: MATTEOLI, CONTRARIO AD ARRESTI SENZA CONDANNA DEFINITIVA =
(AGI) - Roma, 14 lug. - "Per consolidato convincimento
personale sono contrario all'arresto preventivo di una persona
prima della sua condanna definitiva, fatti salvi i casi di
colpevolezza certa di efferati delitti. Questo vale ovviamente
anche per i parlamentari". Lo dichiara in una nota il ministro
delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. (AGI)
Rm6
141910 LUG 11

Da un ministro, non da un bau-bau-micio-micio qualsiasi...

martedì 12 luglio 2011

Berlusconi ministro della giustizia ad interim?

Ahahah! Questa cosa mi fa troppo ridere. Troppo... davvero! Potrebbe rivelarsi il tormentone delle prossime cronache politiche e tenerci impegnati addirittura per tutta l'estate...!

Stavo riflettendo sulle ultime dichiarazioni rilasciate venerdì scorso dal ministro Alfano nella sua prima uscita pubblica come segretario politico del Pdl. In particolare, pensavo alla sua dichiarazione sulle imminenti dimissioni da guardasigilli che, secondo quanto da lui stesso affermato, dovrebbero giungere in questa settimana. Oggi siamo ormai a mercoledì: quindi mancano soltanto tre giorni, dando per scontato che di domenica non ci si dimette.

Alla sua affermazione è seguita ovviamente la domanda del giornalista (e di un po' tutto il mondo dell'informazione politica) sul nome del suo successore alla guida del ministero della giustizia. Su questo Alfano ha prima nicchiato e poi risposto con un laconico: i ministri vengono proposti dal presidente del consiglio e nominati dal capo dello Stato, quindi io non c'entro.

Ora pensavo: c'è anche il caso che all'interno della maggioranza - già spaccata e divisa in più fazioni, a partire da quella pro o contro lo strapotere della Lega - non si sia arrivati ad un compromesso sul nome del prossimo titolare di un ministero tanto delicato. Delicato già in senso assoluto, ma ancor più nel caso di un governo che abbia come premier Silvio Berlusconi, da anni nei guai con la giustizia e altrettanto da anni in guerra con giudici e pm. Il prossimo ministro dovrà inevitabilmente sposare e portare avanti la linea politica del capo, avere la forza e il credo necessario per proporre e sottoscrivere qualsiasi legge ad personam, avere la giusta abilità oratoria nonchè la faccia tosta per difendere giuridicamente l'indifendibile di fronte agli italiani.

Può darsi quindi che la scelta del prossimo ministro della giustizia non sia così facile e nemmeno così immediata: magari Berlusconi&co potrebbero decidere di utilizzare il periodo estivo proprio per pensarci bene, in modo da individuare il nome giusto per la ripresa dell'attività politica a settembre.

Ed ecco quindi il motivo della mia iniziale ilarità: con un ministro dimissionario a metà luglio e un successore che potrebbe essere nominato a settembre che succede? Che il ministero della giustizia rimarrebbe per un certo periodo senza ministro. E cosa accade in questa situazione? Che il premier ne assume la titolarità ad interim, come già accaduto in passato proprio alla giustizia. E Silvio Berlusconi ministro della giustizia non è un'idea che scatena in voi le stesse grosse, grasse risate che ha scatenato in me? Chi meglio di lui? Ve lo immaginate Dracula a capo dell'Avis? O una volpe a guardia del pollaio?

Ahahahah!!! Ahahahahahahah!!! Questa risata ci seppellirà! Per tutta l'estate!!!

giovedì 7 luglio 2011

La salva-Fininvest e gli stracci Berlusconi-Tremonti

Botta e risposta nel breve volgere di pochi minuti fra il premier e il ministro dell'Economia. Oggetto del contendere, l'ormai famigerato lodo salva-Fininvest, inserito subdolamente nella manovra e poi cancellato qualche ora dopo essere stato riconosciuto come l'ennesima norma ad personam.

L'ultima àncora di salvataggio gettata a Silvio Berlusconi e pensata per evitargli di dover versare a De Benedetti i 750 milioni di euro relativi alla vecchia vicenda del lodo-Mondadori [Chi di lodo(Alfano) colpisce, di lodo(Mondadori) perisce] è a tutt'oggi figlia di padre ignoto. Non solo, infatti, la norma in questione ha causato l'annullamento della presentazione della manovra da parte del ministro Tremonti (che, teoricamente, della manovra economica è il deus ex machina); ma fino ad ora non ha avuto nemmeno l'onore (ma solo l'onere) di veder farsi avanti il suo genitore politico. Vuoi vedere che alla fine uscirà fuori che quell'articolo è stato pensato e voluto da qualche commesso di Palazzo Chigi?

Ad ogni modo, una situazione del genere, con un giudizio negativo espresso coram populi da più parti e altisonanti critiche da parte di giuristi e stampa, non poteva continuare a pendere come una spada di Damocle sulla testa di tutto il governo e in particolar modo del padre di tutta la manovra. Così, il buon Giulio ha iniziato fin da ieri a smarcarsi, infastidito:

MANOVRA: TREMONTI, LODO FININVEST? NE PARLERA' PALAZZO CHIGI
ORA PARLIAMO DI QUELLO CHE C'E'
(ANSA) - ROMA, 6 LUG - Del lodo Fininvest ''ne parlera'
Palazzo Chigi. La riunione di ora e' per discutere del testo che
c'e' e c'e' gia' molto da discutere. Ho gia' letto abbastanza
retroscena''. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti cosi'
risponde ad una domanda sul cosiddetto 'lodo Fininvest' che gli
viene posta durante la conferenza stampa sulla manovra economica
al Tesoro. Alla giornalista, che aveva inizialmente detto che
avrebbe voluto porre la domanda al sottosegretario alla
Presidenza Gianni Letta, Tremonti ha subito risposto: ''se vuole
le diamo il telefonino''.(ANSA).
CN-TU/TER
06-LUG-11 16:22

Tale bomba non poteva passare sotto silenzio nelle stanze di Palazzo Chigi. Così alla prima occasione, il premier non ci pensa due volte e replica:

++ MANOVRA: LODO; BERLUSCONI, PER TREMONTI ERA SACROSANTA ++(ANSA) - ROMA, 7 LUG - ''Tremonti considerava quella norma
sacrosanta e non ha ritenuto di portarla al voto del Consiglio
dei ministri pensando che fossero tutti d'accordo ed io ne ho
avuto la conferma perche' ad esempio Calderoli che non la
conosceva mi ha detto 'perbacco se lo sapevo la potevo scrivere
meglio'. Non c'e' nessun giallo, appena ho visto le polemiche ho
scritto una dichiarazione e ho ritenuto di farla togliere''. Lo
afferma il premier Silvio Berlusconi, nel corso di una
conferenza stampa alla Camera.(ANSA).
IRA-DU/KZS
07-LUG-11 13:07

Tirato in ballo così pesantemente, il ministro dell'Economia non ci vede più. E, senza nominare il capo del governo, spara, dopo nemmeno cinquanta minuti, una dichiarazione di fuoco:

++ MANOVRA: TREMONTI, SE SERVI IL PAESE NON FAI IL FURBO ++
MINISTRO, SEI PIU' SERIO SE DAI IDEA CHE NON FAI BENE A TE
(ANSA) - ROMA, 07 LUG - ''Sei piu' serio se dai l'idea che
non fai il bene a te ma il bene comune. E' un'idea che vince.
Se servi il Paese fai le cose che credi siano giuste e non fai
il furbo, pensando di fregare qualcuno''. Lo ha detto il
ministro dell'Economia Giulio Tremonti intervenendo
all'assemblea della Coldiretti.(ANSA).
TU
07-LUG-11 13:53

Dichiarazione che, se non schiaffeggia in piena faccia Berlusconi, sortisce almeno l'effetto di fargli notare una certa insofferenza del suo ministro delegato all'Economia. Di qui, l'ormai sentita e risentita marcia indietro del premier che, solita fat bottomed face, fa sapere:

BERLUSCONI, NON VERO QUANTO ATTRIBUITOMI SU OPERATO TREMONTI
IL PREMIER PRECISA, NON CORRISPONDE AL MIO PENSIERO O A VERITA'
(ANSA) - ROMA, 7 LUG - "Quanto mi viene attribuito da alcune
agenzie di stampa in merito all'operato del Ministro Tremonti
non corrisponde al mio pensiero né alla verità dei fatti". E'
quanto afferma in una nota il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi.
La precisazione si riferirebbe al passaggio della conferenza
stampa per la presentazione del libro di Scilipoti in cui il
premier rispondeva a domande sul 'giallo' della norma
'salva-Fininvest'. (ANSA).
PDA
07-LUG-11 15:09

E non è certo la prima volta che fra i due volano gli stracci...:
- Fra i due litiganti, Ballarò gode
- Se la Lega si slega...

martedì 5 luglio 2011

Il 'partito degli onesti'

Sono passati tre giorni... Solo tre giorni da quando il neo-segretario politico del Pdl nonchè ministro della giustizia disegnava con le parole il futuro del partito:

Noi dobbiamo costruire un partito in cui tutti possano partecipare, ma stiamo attenti a non commettere gli errori della prima Repubblica. (...) Perché, presidente, io lo dico chiaro: noi dobbiamo lavorare per un partito degli onesti.

Per dirla con le parole de Il Fatto Quotidiano: "Il governo ci riprova. E lo fa infilando nel documento della manovra una norma che salva il Cavaliere e la Fininvest dal salasso economico derivato dalla possibile condanna in appello (prevista il 9 luglio) per il lodo Mondadori. Tradotto in cifre (da capogiro): 750 milioni da versare alla Cir di Carlo De Benedetti. In sostanza aggiungendo un comma all’articolo 283 e modificando, in parte, l’articolo 373, si sospende l’esecutività del risarcimento quando la cifra supera i 20 milioni. Sospensione rimandata alla decisione finale della Cassazione".

Ma a voler leggere fra le righe del discorso di Alfano del 1 luglio scorso (chi volesse, può trovare qui video e testo), tanti sono i passaggi che avrebbero bisogno di essere sottotitolati per essere riportati alla realtà. Un po' come si fa alla pagina 777 di Televideo: però più che per i non udenti, per i non vedenti! Per coloro che dimenticano facilmente o che fanno finta di non vedere. Mi sono preso la briga di inserirli, man mano, nella parte centrale dell'intervento del neo-segretario.

Noi intendiamo continuare a raccogliere il soffio vitale che viene dalla società e tradurlo in azione di governo. Perché noi chi siamo? Noi siamo quelli, presidente, che hanno alcuni valori: la vita. Da noi ci sono laici e ci sono cattolici, ma tutti pensano che la vita qualcuno la dà e qualcuno la toglie, e quel qualcuno non è il Parlamento! Da noi ci sono laici e ci sono cattolici, ci sono uomini coniugati e uomini separati. Ma tutti credono che il nucleo essenziale della società sia la famiglia composta da un uomo, da una donna che fanno figli e che facendo figli alimentano il destino di una comunità.
 
E qui ci sono, presidente, quelli che in Italia, anche nell’ultimo paese di periferia, rappresentano l’idea che la persona viene prima dello Stato e che lo Stato non dà i diritti alla persona: li riconosce.
E noi siamo quelli che credono nella libertà di educazione, nella libertà di un papà e di una mamma di scegliere il modello educativo per i figli, attraverso una libertà di scelta in cui mai viene messo in dubbio il significato della scuola pubblica, ma in cui papà e mamma hanno la libertà di scegliere il modello educativo per i figli.
 
Noi siamo quelli che credono che la più grande delle oppressioni statali può essere quella fiscale, e che l’oppressione fiscale ha però anche una sua dinamica selettiva, cioè una quota di fisco libero, ed è l’otto per mille, attraverso il quale lo Stato dice al cittadino: decidi tu a quale ambito devolvere un pezzo dell’imposizione statale. Questo grande spazio di libertà noi continueremo a coltivarlo perché ci crediamo fino in fondo.
E poi noi crediamo, presidente, al di là delle formule 'libertà di mercato' o 'economia sociale di mercato', noi crediamo in una cosa: che la società faccia spesso, più e meglio dello Stato, alcuni mestieri che è meglio che lo Stato non faccia. E che questo principio si chiama sussidiarietà. E che la sussidiarietà è il modo più moderno di declinare il principio di libertà. E che noi siamo il partito della sussidiarietà. Ecco, questo noi siamo e questi sono i nostri valori.

Ecco perché io dico che noi siamo questo, presidente, perché nessuno è riuscito a smentire che noi siamo tutto ciò in questi 17 anni della nostra storia. Non abbiamo mai votato una legge incoerente col principio della vita, col valore della vita, della famiglia. Non abbiamo mai votato una legge che fosse contro la sussidiarietà, non abbiamo mai votato una legge che accentuasse l’oppressione fiscale, non abbiamo mai votato una legge che andasse in una direzione contraria ai rapporti con quell’unico occidente.

Noi siamo, dobbiamo rendercene conto, un governo che ha ottenuto in questi tre anni grandi risultati. E non è una pura elencazione di risultati. Dire, presidente, che noi abbiamo tenuto i conti in ordine o dire che noi abbiamo fatto tutto ciò che gli altri avevano detto di voler fare e non avevano mai fatto, cioè abbiamo fatto le leggi dei sequestri contro la criminalità organizzata. Dire che abbiamo fatto la riforma della scuola, la riforma della giustizia civile, abbiamo innovato la pubblica amministrazione, abbiamo reso grande il nostro Paese rispettando gli impegni internazionali e abbiamo salvato centinaia di migliaia di posti di lavoro attraverso i cosiddetti ammortizzatori sociali e facendo sì che fossero evitate grandi crisi aziendali. Lo abbiamo fatto con il lavoro dei nostri parlamentari, che io ringrazio qui di cuore per il sostegno leale dato al Governo e per tutto quello che hanno fatto in questi anni.

"Inutili le assemblee pletoriche"

Berlusconi: "Si vota come i capigruppo"


E lo abbiamo fatto, mi sia permesso senza piaggeria, al Senato, anche grazie alla guida di un presidente, che meno male che l’avevamo, e cioè Renato Schifani, la cui presenza qua mi fa tanto piacere perché la leggo anche come un atto di affetto personale.

Cioè presidente, noi che cosa abbiamo fatto? Siamo stati riformatori in tempo di crisi, siamo riusciti ad essere riformatori in un tempo di crisi. Abbiamo chiesto agli italiani sacrifici sostenibili per non fare pagare domani ai loro figli, ai nostri figli, il costo salatissimo di un Paese al disastro. Abbiamo chiesto agli italiani un sacrificio sostenibile perchè poi i loro figli non pagassero un conto più salato: l'abbiamo fatto per i loro figli, non l'abbiamo fatto per noi. Noi abbiamo voluto dare l'esempio con i costi della politica tagliando prima che i condomini dei palazzi delle periferie e chi vive là dentro, i costi di chi vive là dentro, tagliando i condomini della politica. Non lo abbiamo fatto per la cifra economica del risparmio, lo abbiamo fatto per la cifra etica rappresentata dal fatto di cominciare da noi stessi.

Dl Manovra: ok tagli costi politica
ma da prossime elezioni


Abbiamo fatto tutto, presidente? La domanda è, diciamolo con serietà agli italiani: abbiamo fatto tutto? Abbiamo fatto esattamente tutto quello che avremmo voluto fare? No. Abbiamo fatto tutto il possibile. Abbiamo fatto esattamente tutto ciò che la crisi ci ha consentito di fare. Questa è la verità. Noi non abbiamo fatto tutto ciò che avremmo voluto fare: abbiamo fatto tutto ciò che era possibile fare. Perchè siamo nel tempo delle formiche e non delle cicale. E allora dobbiamo chiederci che cosa sia governare in tempo di crisi. Ne parlavo l'altro giorno col presidente quando lui diceva in Parlamento tutti i governi occidentali hanno perso. Hanno perso perchè la crisi ha fatto sì che un'alternanza destra/sinistra, ma vi fosse un pendolo battente sempre contro i governi in carica. Perchè il popolo con chi deve prendersela se le cose non vanno bene? Con il governo in carica.

Però noi dobbiamo essere consapevoli di cosa è la leadership in un tempo di crisi e cosa significhi governare in un tempo di crisi. Io ci ho riflettuto e penso che innanzitutto significa dare la tranquilla certezza che il Paese è in mani sicure. La tranquilla certezza significa che noi proteggeremo con tutte le nostre forze il tenore di vita degli italiani, il loro benessere, il benessere che hanno saputo conquistarsi con i sacrifici di una vita. E poi non dobbiamo occuparci solo di difendere e proteggere il tenore di vita degli italiani che è sotto attacco di una crisi che non è dipesa da noi: dobbiamo dare una chance anche ai loro figli, dobbiamo dare una chance ai più giovani che quel benessere vogliono conquistarselo.

Ecco perchè noi dobbiamo promuovere sempre più, anzi dobbiamo diventare sempre più il partito del merito e del talento. Perchè senza merito e senza talento non vincono i migliori, non vincono i migliori.

Nicole Minetti, più importante la laurea o l’incontro con Silvio?


E abbiamo chiarissimo il problema del precariato e proprio per questo ringraziamo chi al Governo, a cominciare dal ministro Sacconi, si è battuto in questo senso. E proprio perchè lo abbiamo chiaro diciamo che noi sulla capacità lavorativa di questi ragazzi investiamo fino in fondo.

Poi c'è un altro aspetto che il presidente Berlusconi aveva messo, a proposito di governare in tempo di crisi, al centro della nostra agenda politica e dobbiamo rimetterlo al centro, presidente, grazie al contributo delle Regioni. Parto da lontano e poi ci arrivo. Il precariato che cosa produce? Il precariato produce anche difficoltà di accesso al credito. E ciò cosa produce? Produce il fatto che non si possa avere la casa, perchè va in banca e il precario non ha diritto al mutuo. E quando non hai la casa non ti sposi e se non ti sposi non fai figli, ti sposi  tardi e ne fai o zero o uno. E cala la demografia del nostro Paese. Ecco perchè noi in una futura agenda di governo che è quella del prossimo biennio, presidente, dobbiamo rimettere al centro quel tema della casa che è il motore anche delle politiche demografiche, delle politiche familiari per la tradizione e la storia del nostro Paese.

Significa, governare la crisi, creare una società più giusta. E questo si fa anche attraverso la lotta all'evasione fiscale. Diciamolo. E lo dobbiamo dire veramente. La lotta all'evasione fiscale, fatta senza angherie ma rispettando la legge, è un pilastro per la costruzione di una società più giusta, per fare sì che ciascuno paghi il giusto ed evitare che i furbetti non paghino il proprio facendo pagare il conto alle persone oneste. E anche questo significa tagliare gli sprechi.

E siamo però tutti consapevoli che queste sono risposte locali a problemi globali, perchè la crisi è globale. E che noi spesso con le politiche economiche del nostro governo ci siamo trovati con l'estintore a Roma, a spegnere un incendio che era stato appiccato dall'altra parte dell'oceano, dall'altro capo del mondo. E con l'estintore da Roma non riesci a spegnere un incendio appiccato dall'altra parte del mondo!

Domanda, altra domanda: siete convinti che in questo tempo di crisi e illustrati questi risultati del nostro governo in questi tre anni, la sinistra avrebbe potuto fare meglio di noi? Cioè, questa sinistra avrebbe potuto fare meglio di noi? Allora dobbiamo ricordarlo tutti, perchè altrimenti entriamo nella trappola psicologica dei nostri avversari: gli ultimi sedici anni del nostro Paese sono stati governati otto anni dal centrodestra e otto anni dal centrosinistra. Metà l'uno. Il nuovo contatore comincia a decorrere a partire da questo giugno. Otto anni l'uno. Poi non è colpa nostra, se loro hanno avuto in questi anni di governo o di opposizione Occhetto, Prodi, D'Alema, D'Alema bis, Giuliano Amato, la candidatura di Rutelli, poi di nuovo Prodi, poi ha perso Veltroni... e noi abbiamo avuto sempre Berlusconi. Mica è stato sorteggiato: ha vinto!

La sinistra ha avuto la chance di governare il Paese: l'ha avuta due volte. E non l'ha saputa sfruttare: perchè? Perchè non ha prodotto riforme e ha dato instabilità. Noi abbiamo saputo creare stabilità e riforme e oggi abbiamo l'onestà di dire anche in presenza della sconfitta alle elezioni amministrative che la sinistra è prigioniera di tre radicalismi: un radicalismo etico, un radicalismo sociale e un radicalismo giudiziario. E se voi ci riflettete, non è la nostra opposizione parlamentare ad avere vinto le elezioni amministrative, ma sono esattamente questi tre radicalismi, che tengono sotto scacco la nostra opposizione parlamentare, il Pd, rendendola prigioniera ed impedendole di diventare un grande partito riformatore italiano. Sennò come si spiega l'idea che lo stesso Veltroni aveva concepito le primarie e la vocazione maggioritaria per darci un taglio con questo caravan serraglio che era la loro coalizione!
Sulla loro coalizione solo una cosa. Vedete, noi abbiamo avuto tre fasi: il Polo delle libertà, la Casa delle libertà e il Popolo delle libertà. Al centro sempre un valore. E loro? Hanno avuto: asinelli, magherite, querce, ulivi, animali e piante al posto di un valore!

[e continua a sbagliare il nome:
perchè qualcuno non glielo insegna una volta per tutte?]

Del resto chiedetevi perchè non vanno mai oltre, quando parlano dei loro valori, oltre il riconoscersi nella Costituzione. Anche noi ci riconosciamo nella Costituzione. E anche noi, come loro, pur riconoscendo la sacralità della Costituzione e soprattutto della sua prima parte, anche noi, come loro, vogliamo cambiarla laddove c'è da ritoccarla. Anche loro l'hanno cambiata e hanno tentato anche loro di cambiarla. Perchè non vanno oltre? 'Ah, noi ci riconosciamo solo nella Costituzione', come se la squadra di calcio invece di chiamarsi col nome si chiamasse Regolamento. Perchè appena superano il recinto della Costituzione e individuano un valore, litigano. Noi qua abbiamo potuto dire vita, persona, famiglia, solidarietà, comunità, sussidiarietà, abbiamo potuto dire cinque, dieci nostri valori di riferimento. Provate a farli dire a loro! La Costituzione! La Costituzione: perfetto. Il regolamento siamo d’accordo. Ma noi in più abbiamo i valori!

[un'immagine e alcuni racconti sui Valori: qui e qui]

Lei è stato perseguitato dalla giustizia, perché nel '94, quello del mio facsimile, lei aveva 58 anni, non è possibile che fino a 58 anni non le sia successo niente e da quando è entrato in politica le è successo di tutto in riferimento a fatti di prima. Lei è stato un perseguitato.
Con onestà, visto che è un nuovo inizio, noi dobbiamo dire che non tutti lo sono.
Ecco: questa affermazione, di tante, è l'unica che non abbia bisogno di sottotitoli che debbano ricondurla a verità, tanto è vera di suo...!

ULTIM'ORA: Il governo ritira la norma salva-Fininvest

sabato 2 luglio 2011

Racconto breve: SOGNO D'UNA NOTTE D'ESTATE - © di Marcus

"Mamma...? Mamma?!".
Mamma dorme, nonostante il gran caldo di quest'estate appena agli inizi. Io invece non ci riesco, così sono io ad accorgermi della voce che viene dall'altra stanza.
"Davi...? Che c'è? Tutto a posto?".
"Papi... Non riesco a dormire..." La voce per niente assonnata, ma un po' stranita e lagnosa. Come si conviene ad un bimbo di dieci anni, in fondo.
"Fa caldo, Davi. Apri la finestra e lascia la zanzariera abbassata". Beato lui che può farlo, penso mentre il sudore mi scorre sul collo. Qui nella nostra camera da letto la zanzariera della porta-finestra è rotta da tempo e così d'estate siamo costretti a lasciare le imposte chiuse. E non basta lasciare aperta la finestra del bagno sperando in un po' di corrente d'aria: niente da fare.
"E' già aperta, papi...", mi risponde David, che evidentemente aveva già provveduto per conto suo a prendere in considerazione e poi a scartare quella soluzione.
"Hai sete? Vieni qui a bere un po' d'acqua fresca".
"No... uhm...". Poi, dopo qualche istante di silenzio, il rumore inconfondibile della rete del letto che si piega dalla parte opposta della parete alla quale è appoggiata. Il cigolio sotto il seppur leggero peso di David che si alza e il rumore altrettanto leggero di piedi scalzi che avanzano. Il buio della notte è appena appena rischiarato dal bagliore di un lampione che, nonostante la posizione in giardino, riesce a far capolino dalla finestra aperta del bagno. Il suo chiarore si spande sulla soglia della porta della nostra camera da letto: è quel bagliore ad indirizzare i passi di David.
Il calpestio si ferma un istante ai piedi del letto. 'Accidenti se è cresciuto...!', penso quando individuo finalmente il suo profilo scuro disegnato sulla parete della stanza. Poi lo vedo allontanarsi dal chiarore per muoversi verso il mio lato del letto e sparire confuso nell'oscurità della stanza.
"Papi...".
"Aspetta che accendo la luce", rispondo muovendo la mano per cercare l'interruttore della lampada sul comodino. "Non voglio buttare tutto per terra".
"Che c'è?!... Che succede...?". Mamma si sveglia di soprassalto e si solleva a sedere. Qualcosa l'ha strappata al suo sonno e per qualche istante è agitata.
"Niente... niente", la tranquillizzo subito. "David aveva caldo e così gli ho detto di venire qui a bere un po' d'acqua". Mentre le spiego trovo finalmente il pulsante e... CLIC.
La luce gialla è tenue, ma si spande subito all'intorno. Mamma alza un braccio per coprirsi gli occhi e comunque abbassa subito il viso. I miei occhi invece non fanno molta fatica ad abituarsi: non stavo dormendo e dopo un solo battito di ciglia sono in grado di vedere...
Nulla.
Davanti a me non c'è nulla. Di fianco al letto, nulla. E lo stesso anche ai piedi del letto. Giro lo sguardo intorno, cerco con gli occhi David... ma non vedo e non sento alcunchè. Abbasso gli occhi pensando ad uno scherzo, ma niente: lui non c'è nella stanza. Non c'è!!! Come diavolo...
"Ma dov'è David?", chiede mamma vedendo la mia agitazione, ma soprattutto non vedendo il figlio. "David...? David???".
Silenzio.
Un attimo, poi la prima ad alzarsi dal letto è lei. A passi decisi si dirige verso la camera di David. Io inforco gli occhiali e la seguo subito dopo. In un attimo siamo nella sua stanza: senza pensarci su due volte accendo la luce. Lui è a letto, sdraiato sotto il lenzuolo. E' sudato. La luce lo sveglia: stringe gli occhi riparandoli con le mani, poi decide di nascondere direttamente la testa sotto il cuscino.
"Che succede?", chiede ancora non completamente sveglio.
E' mamma a rispondere: "No... niente, niente. Con papà siamo venuti a vedere se dormivi".
"Non dormivi?", faccio io cercando di nascondere lo stato di agitazione di pochi istanti prima.
Lui si sporge da sotto il cuscino, l'aria un po' imbronciata: "Stavo sognando... Avevo tanta sete e venivo a bere l'acqua in camera vostra...".

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