QUESTO BLOG È ESPRESSIONE DEL LIBERO PENSIERO, GARANTITO E TUTELATO DAGLI ARTICOLI 3 E 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E NON INTENDE PROMUOVERE ALCUNA CAMPAGNA DI INCITAMENTO ALL'ODIO E ALLA VIOLENZA. PERTANTO SI DIFFIDANO LE AUTORITÀ A INTRAPRENDERE AZIONI MIRANTI AL SUO OSCURAMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INGIUSTIFICATE E, PARIMENTI, I LETTORI A FORMULARE COMMENTI CONTRASTANTI CON IL SUO INTENDIMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INDESIDERATI.

sabato 25 giugno 2011

Senza parole

Bruxelles, 24 giugno 2011. Pranzo di lavoro al PPE. Fra i commensali, il nostro ineffabile presidente del Consiglio che ad un certo punto irrompe sulla scena per convincere il leader dell'opposizione greca Antonis Samaras ad appoggiare il piano del premier Papandreu per salvare la Grecia dal tracollo finanziario. E lo fa, ovviamente, berlusconamente:

"...mi sono rivolto a lui e gli ho ricordato come nei momenti
difficili debbano essere messe da parte tutte le convenienze
di partito e l'egoismo di ogni parte politica e c'è l'obbligo
da parte di tutti di guardare esclusivamente all'interesse del
Paese. Ho sottolineato come ci fosse un ben preciso interesse
della Grecia ma anche dell'Europa e quindi che lui doveva
sentir incombere sull'atteggiamento che il partito avrebbe
assunto queste due responsabilità".
(TMNews)

Praticamente un santo! Una guida spirituale scesa da chissà quale confraternita celeste. Un maestro di vita, un asceta del rispetto, del rispetto per l'altro, del rispetto per il popolo, per il bene comune.

Se penso che finora ho sempre parlato male di lui...

Davvero santo subito. Altro che nobel per la pace...!

Sullo stesso argomento, leggi anche Fat bottomed face! e Con quale coraggio...!!!

sabato 18 giugno 2011

Se la Lega si slega...


...Berlusconi perde il suo ultimo alleato esterno (dopo averne persi tanti all'interno del partito).
...il berlusconismo tramonta (in nomen omen e su queste pagine l'avevamo già scritto) definitivamente: altro che politica giudiziaria!
...gli ultimi italiani 'giapponesi' aprono finalmente gli occhi e scoprono che i comunisti non mangiano i bambini per davvero!
...Napolitano forse si accorge che è ora di dare spazio ad un governo che faccia solo e unicamente una legge: quella elettorale.
...il Paese forse si ricorda che fino alla scorsa legislatura esisteva ancora una Sinistra.
...la Sinistra forse riesce a crescere. Forse.

Alla vigilia di Pontida l'ultimatum di Bossi: al Nord 4 ministeri
Roma, 18 giu. (TMNews) - Un vero e proprio ultimatum, quando manca meno di un giorno a Pontida. Umberto Bossi fa salire la tensione in visto del raduno del Carroccio in agenda per domani. Domani a Pontida, annuncia da Bergamo il senatùr, la Lega chiederà il decentramento di quattro ministeri: quello del Lavoro a Milano e quelli della Semplificazione, delle Riforme e dell'Economia a Monza.
Parole destinate a far salire, anche nel Pdl, la preoccupazione per la tenuta della maggioranza. Già stamane erano arrivati altri segnali sul fronte fiscale. Cisl e Uil avevano invocato una riforma del fisco. Altrimenti il governo "se ne può pure andare", avevano scandito Angeletti e Bonanni. E proprio il segretario generale cislino aveva minacciato: senza riforma sarà sciopero generale.
Poco dopo Roberto Calderoli, il ministro considerato più vicino a Giulio Tremonti, ha rilanciato l'avvertimento e messo di fatto in gioco il suo stesso incarico nell'esecutivo. Ancora qualche ora e il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha ribadito la richiesta al governo di varare la riforma fiscale "in tempi rapidi", sottolineando che si tratta di una necessità ancora più sentita visto che sindacati "non ideologici" come Cisl e Uil chiedono la stessa cosa.
Tutto questo quando mancano poche ore a Pontida e all'atteso intervento di Bossi. Poi toccherà a Silvio Berlusconi elaborare una sintesi da presentare al Parlamento in vista della verifica della maggioranza, in agenda la prossima settimana. Sintesi che dovrà tenere insieme il pressing leghista, la volontà di rilanciare l'immagine e la popolarità del governo, ma pure la prudenza tremontiana. Anche alla luce dei recenti avvertimenti delle agenzie di rating, che tengono sotto osservazione i conti pubblici italiani.
Tom 

mercoledì 15 giugno 2011

In Italia invece...


Ci sono Paesi in cui basta far circolare sul web "inappropriate" foto di sè in accappatoio e atteggiamenti da Amici miei per vedere irrimediabilmente rovinata la propria carriera politica; altri in cui parlamentari o ministri scoperti a pagare in nero la domestica si sono sentiti in dovere di rassegnare le dimissioni per lo 'scandalo' provocato dalla loro vicenda; altri ancora dove i responsabili di un'organizzazione, pubblica o privata che sia, colti a compiere scelte contrarie alle finalità sociali del proprio incarico hanno ritenuto un dovere andare in tv per chiedere scusa ai cittadini del loro operato.

Poi c'è l'Italia... Qui (ma non solo qui, per la verità, come abbiamo visto recentemente con la crisi del nord-Africa) la detenzione e gestione del potere è quasi completamente fine a se stessa. Qui la politica non ha quasi mai avuto diritto alla P maiuscola, perchè è inevitabilmente legata agli uomini che la esprimono. E allora succedono cose un po' diverse, oggi come allora...

Questo è il Paese dove, per stimolare i suoi pari a far quadrato nella piccola ma potentissima cittadella della politica attaccata dalle inchieste della magistratura nonchè per giustificare agli occhi dell'opinione pubblica un sistema di illeciti divenuti (appunto) sistema, un politico al top della carriera, già premier e leader di uno dei maggiori partiti, è andato in Parlamento per rivolgere ai suoi colleghi un'invettiva piena di sdegno nella quale invitava coloro che si sentissero alieni a quello stesso sistema illecito a farsi avanti per scagliare la prima pietra!

Questo è il Paese dove, come contropartita per gli ingenti finanziamenti occulti che dal dopoguerra in poi i due maggiori partiti politici ricevevano dalle superpotenze dell'Est e dell'Ovest, pezzi più o meno segreti e deviati dello Stato e delle stesse istituzioni hanno lasciato che per quasi un ventennio fossero stragi, disastri e omicidi di Stato ad indirizzare i governi verso questa o quella direzione. Quando addirittura non ne sono stati direttamente protagonisti essi stessi!

Questo è il Paese dove, analogamente, politica e mafia hanno fatto accordi sottobanco per quasi un secolo: di non belligeranza, perchè si facesse o non si facesse una determinata riforma, scambi di prigionieri e favori. E dove rari uomini coraggiosi, delle istituzioni e non (magistrati, politici locali, giornalisti, esponenti della società civile o semplici cittadini), tutti accomunati dal desiderio di scoprire il marcio, di portare a galla il torbido, gli intrecci, le consorterie e le intese per il potere e il denaro, sono stati abbattuti senza pietà perchè il marcio, il torbido, gli intrecci, le consorterie e le intese potessero continuare ad essere perpetrate impunemente!

Questo è il Paese dove non esiste l'avversario da battere politicamente, ma il nemico da distruggere a colpi di dossier commissionati a tavolino; dove non esiste lo scambio di opinioni contrapposte, ma l'incitamento all'odio o, al contrario, la zerbineria più assoluta. Dove non è ammesso fare domande scomode alle conferenze stampa, nè inchieste giornalistiche scomode (che tuttavia passano poi indenni al vaglio delle querele), nè trasmissioni televisive scomode, a pena di epurazione. E di epurazione vera!

Questo è il Paese dove chi ruba alla comunità è autorizzato - per legge - a farla franca, versando solo una minima percentuale del bottino illecito e con la garanzia dell'anonimato. Dove chi ha responsabilità di governo deve essere lasciato in pace - per legge - qualsiasi cosa faccia: sia che corrompa giudici, sia che abbia contatti diretti e indiretti con esponenti della mafia, sia che faccia prostituire minorenni, sia che frodi lo Stato o evada al fisco somme di denaro grandi come intere finanziarie. Con la possibilità, nel lasso di tempo in cui detiene il potere esecutivo e la maggioranza di quello legislativo, di fare e correggere norme che possano garantirgli, di volta in volta, l'immunità per lodo, l'impunità per allungamento dei tempi processuali, l'assoluzione perchè una legge ha cancellato il reato... E così via!

Questo è il Paese dove chi governa si sente in diritto di prendere in giro i cittadini con promesse mirabolanti, riforme annunciate quattro-cinque-sei volte e mai realizzate, operazioni di facciata tanto più grandi quanto più vuote di contenuti reali. Dove la sfacciataggine diviene regola e, al tempo stesso, garanzia di serietà.

Questo è il Paese dove non ci si indigna per gli illeciti, i reati, i crimini che vengono a galla con le intercettazioni telefoniche, ma per il fatto stesso che un magistrato le abbia fatte fare. E così si fa una legge non per rendere più stringenti i controlli anticorruzione, ma per rendere meno efficaci le intercettazioni o limitarle del tutto!

Questo è il Paese dove il felice esito di un'operazione antimafia realizzata dalle forze dell'ordine e coordinata dai pm viene salutato da un colorito florilegio di comunicati stampa e dichiarazioni di soddisfazione e plauso che raccontano de "l'ennesimo duro colpo dello Stato alla criminalità organizzata". Ma questo solo a patto che vengano arrestati/indagati latitanti, boss o illustri sconosciuti e sequestrati/confiscati i loro beni; se invece si tratta del politico di turno, in quel caso è tutto un coro di manifestazioni di solidarietà, condite da considerazioni su "l'uso politico della giustizia" e sulla "giustizia ad orologeria". Quando invece nell'operazione antimafia oltre ai picciotti c'è anche un uomo politico, capita pure che il comunicato stampa o la dichiarazione, già pronta per essere diramata, salti all'ultimo minuto per "motivi di opportunità".

Questo è il Paese dove un cittadino che inveisce contro il giudice in un'aula di tribunale si becca una bella denuncia e viene processato per direttissima, mentre invece il presidente del consiglio si sente autorizzato a definire i magistrati un "cancro della democrazia" e una sua illustre portavoce gli fa eco parlando di "metastasi" a proposito del magistrato che indaga su di lui. O dove lo stesso premier si permette di appellare come "coglioni" o "persone che non si lavano" i cittadini che non votano per lui o per il suo partito.

Ce ne sarebbero tante altre di enormità come queste, ma chi non le conosce? Le sa addirittura Obama, perchè gliele ha raccontate lo stesso premier in occasione di un vertice internazionale di capi di Stato. Già, Obama: quello... "abbronzato"!

Sarebbe davvero un Paese tutto da ridere, se potessimo limitarci a fare la parte degli spettatori, come fanno all'estero quando guardano alle 'cose nostre'. Invece tutto c'è meno che da ridere: con una crisi economica che mostra drammaticamente i suoi effetti nel quotidiano della vita reale, con un Paese che è a crescita zero, con il lavoro che non c'è e l'occupazione che diminuisce, con [...fate voi, non è difficile aggiungere problemi gravi...], con i cittadini che hanno mostrato tutto il loro malcontento con il voto delle amministrative di poche settimane fa e poi, di nuovo, nel referendum di pochi giorni fa... Eppure questi se ne stanno lì e continuano ad occupare i palazzi del potere, incuranti di tutto quanto accade attorno alla loro fortezza, intenti solo a studiare nuovi inganni per rimanere ancorati alle loro poltrone, ai loro interessi privati, ai loro privilegi di casta. Come uno sparuto manipolo di manigoldi che, seppur fra lotte intestine e antiche gelosie, si stringono nella roccaforte e attorno al loro signore, sotto l'assedio del popolo in rivolta che fuori piange di rabbia e di fame. Non so perchè ma a me ricorda tanto il 13 luglio 1789... the day before.

domenica 12 giugno 2011

Referendum: trionfano i SI

Alla fine è stata la vittoria di quanti questa consultazione referendaria l'hanno voluta con tutte le loro forze e di tutti i cittadini che non hanno seguito l'invito ad andare al mare mascherato fra le previsioni del tempo di Valentina Bisti (Tg1). 64% come percentuale media dei SI è un risultato che va oltre ogni più rosea previsione della vigilia, a testimonianza di quanto i temi in questione fossero particolarmente avvertiti dagli italiani.

Così, dopo una quindicina di anni di quorum non raggiunti, l'esito positivo di tutti e quattro i quesiti dimostra che i cittadini che si sono recati alle urne lo hanno fatto fermamente convinti che si trattasse di un voto giusto, utile e necessario. Nessuna titubanza nel voler restituire alle amministrazioni pubbliche la gestione di un bene primario come l'acqua, nel voler allontanare definitivamente lo spettro delle centrali nucleari e nel voler cancellare una norma iniqua (almeno iniqua quanto il lodo) che puntava a legittimare la volontà dei signori del Palazzo di sottrarsi ai riti della giustizia come ogni altro cittadino italiano.

D'altronde che si trattasse di un referendum diverso dagli altri lo si era capito subito: qualcosa aleggiava nell'aria all'atto di avvicinarsi ai seggi, qualcosa che si poteva leggere nei volti delle tante persone che facevano la fila per entrare in cabina, gente che riconosceva negli altri la stessa determinazione, cittadini accomunati dallo stesso intento, dallo stesso obiettivo da raggiungere.
Tuttavia, mentre la vittoria del SI poteva sembrare alla portata nei due quesiti relativi all'acqua e in quello sul nucleare, più arduo davvero era arrivare ad ipotizzare un analogo esito positivo in quello sul legittimo impedimento. Perchè è vero che era ancora ben vivo l'effetto trainante del voto di protesta delle recenti elezioni amministrative, ma è altrettanto vero che a quelle elezioni una buona parte delle truppe berlusconiane si era astenuta, appunto per protesta.

Evidentemente, a differenza di quanto sostenuto negli ultimi giorni di campagna referendaria dai leader dei partiti di opposizione, anche questa chiamata alle urne, seppur referendaria, è stata avvertita come un voto politico sulla politica del governo. D'altronde, nucleare e legittimo impedimento li hanno inventati loro e chi è causa del suo mal...

venerdì 10 giugno 2011

Crisi economica: scene di ordinaria povertà

Non vado al lavoro da qualche giorno: consumo così un po' di ferie dello scorso anno che altrimenti perderei e inoltre ne approfitto per dedicarmi ad un po' di cosette rimaste arretrate. In fondo, c'è sempre un arretrato da smaltire... Così mi è capitato di vivere un po' più da vicino la realtà quotidiana del paese dove vivo, quella realtà che circonda chi non si sposta verso Roma tutti i giorni per chiudersi dentro un ufficio. E ho visto cose...

Ho visto la mamma di un ex compagno di scuola di mio figlio ai tempi delle elementari chiedere le elemosina alla gente del paese per comprare un po' di pane. Assurdo... Non più di due anni fa quella donna era con tutti quanti noi genitori alle festicciole che si organizzavano per i compleanni dei bambini della classe! Accompagnava il figlio e poi tornava a riprenderlo alla fine della festa. Magari non si fermava quasi mai a scambiare due chiacchiere, magari non era fra quei genitori con i quali si era approfondita maggiormente la conoscenza e in qualche caso si era stretta un minimo di amicizia... Ma era pur sempre una di noi, che incontravi tutti i giorni all'entrata e all'uscita di scuola!

Ho visto gente anziana (ma neanche poi tanto, dal momento che non superava i settant'anni) fare la fila davanti alla porta della vecchia chiesa abbandonata dove i volontari della Caritas consegnano generi alimentari ai bisognosi ogni secondo giovedì del mese. Sì, è vero che immagini del genere ce le mostrano ogni tanto anche i tg, magari a corredo di un servizio sulla crisi economica; tuttavia fa un effetto del tutto diverso (e vi assicuro non piacevole) riconoscere molti di quei volti mentre attendono il proprio turno con il loro carrello della spesa mezzo sgangherato! E non sto parlando di clochard che abitualmente vivono su una panchina del giardino pubblico... Parlo di vecchietti come tanti che hanno il loro piccolo appartamento e vivono di pensione sociale: nonni di paese che una volta trovavi seduti ai tavolini del bar sulla piazza centrale a giocare a briscola e tressette o nel circolo sociale a sfidarsi a colpi di bocce... Oggi li trovi in fila per ricevere qualche pacco di biscotti, un paio di bottiglie di pomodoro, del latte a lunga conservazione, un po' di zucchero e farina. E quando va bene anche un pezzo di parmigiano!

Ora, come dicevo prima, fino a qualche giorno fa non avevo ben presente questa situazione: il fatto di trascorrere in ufficio buona parte della giornata non mi consente di conoscere pienamente quello che accade e quello che muta nel posto dove vivo. E' vero: mia moglie me ne aveva parlato e anche un bel po' di tempo fa... Ma non è la stessa cosa vedere di persona. Non fosse altro perchè il primo pensiero che ti viene alla mente è che un giorno potremmo trovarci anche noi a non poter più avere di che andare avanti, nella condizione di non poter più comprare neanche il pane o di doverci rivolgere agli altri per poter sbarcare il lunario...

Oggi la nostra mente rifiuta con sdegno anche solo l'idea che uno scenario del genere possa riguardarci da vicino: troppo siamo abituati ad una vita diversa, dove tutto questo non esiste e non fa parte di noi; troppo siamo stati e siamo tuttora ingannati per poter cambiare questo atteggiamento. Tuttavia l'ambito di quanti si ritrovano ormai al di sotto della soglia di povertà si è sproporzionalmente allargato nel giro di pochi anni di crisi economica mondiale. E questa purtroppo è una realtà. Che ci piaccia o no... Che la si voglia esorcizzare o meno.

Ps: buon referendum a tutti e... mi raccomando: SI, SI, SI, SI!!!

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