QUESTO BLOG È ESPRESSIONE DEL LIBERO PENSIERO, GARANTITO E TUTELATO DAGLI ARTICOLI 3 E 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E NON INTENDE PROMUOVERE ALCUNA CAMPAGNA DI INCITAMENTO ALL'ODIO E ALLA VIOLENZA. PERTANTO SI DIFFIDANO LE AUTORITÀ A INTRAPRENDERE AZIONI MIRANTI AL SUO OSCURAMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INGIUSTIFICATE E, PARIMENTI, I LETTORI A FORMULARE COMMENTI CONTRASTANTI CON IL SUO INTENDIMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INDESIDERATI.

giovedì 29 dicembre 2011

L'impressione è...


Dopo aver seguito la conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio Mario Monti, l'impressione è che...

L'aspetto è al tempo stesso simpaticamente austero ed elegantemente gradevole. Il completo grigio chiaro, sobrio e lontano dallo scuro usualmente indossato 'di rigore' in queste occasioni, per non dire della divisa doppiopetto dell'illustre predecessore, che infonde agli occhi serietà non necessariamente in pompa magna.

Il gesto, limitato alle mani e raramente alle spalle, accompagna quasi sempre i momenti di maggiore approfondimento: seppur lento e mai brusco, lascia al premier un retaggio di italianità, benchè espresso con modalità accademiche, piuttosto che da banditore d'asta o da teleimbonitore.

Il discorso è lineare come può esserlo un discorso 'a braccio', anche quando il dettaglio o la specificità del tema costringe alla lettura di spezzoni di appunti redatti dagli uffici dei suoi ministri. Con qualche anacoluto semmai, qualche sospensione, molti 'ehm' come pausa per introdurre il periodo o il concetto successivo o la parola migliore da usare. Quasi privo di slogan, ma quel paio che sempre vengono buttati dentro alla frase (dopo il "Salva-Italia", oggi è stata la volta del "Cresci-Italia") sembrano scientificamente studiati a tavolino per indurre e suggerire la sistesi giornalistica del titolone del giorno successivo.

Il tono è sempre molto riflessivo e questo è un gran passo avanti rispetto al passato: non ci sono discorsi imparati a memoria, nè specchiati, imbanditi e apparecchiati alla perfezione; semmai c'è sempre l'idea dello sforzo alla migliore esposizione, della concentrazione di chi pondera e non recita un copione andato a memoria. Tranne in un caso: quando Monti replica direttamente a qualche allusione o insidia nascosta fra le pieghe di una domanda o di un'affermazione. In questi casi, il ricorso allo humor e all'ironia è obbligatorio nello stile montiano, con dispiegamento di ottime affilature e vetriolo d'annata nei vocaboli scelti per le risposte.

Anche le stoccate al suo predecessore sono indorate da modi eleganti nell'affondare il colpo. Rigorosamente di fioretto. Quando, per esempio, citando una frase di Berlusconi della conferenza stampa di fine 2010, Monti attrae l'attenzione della platea anticipando la sua totale sintonia con le parole del suo predecessore che tuttavia, prima di citare, gli offrono l'occasione (guarda un po') per citarne altre, proferite da Berlusconi poco prima di quelle da lui condivise, relative alla non cenessità di una manovra per aggiustare i conti dell'Italia ("io ne ho fatte cinque", gongola il professore). Che poi definisce i suoi toni, paragonandoli a quelli del Berlusca, come "comunicativamente meno trasmettitori di entusiasmo".

Ora questo (e tanto, tanto altro) costituiscono la forma. E nulla di tutto ciò ci autorizza a pensare che dietro ad una rottura tanto netta col passato nel modo di porsi all'opinione pubblica possa celarsi un futuro più roseo. Chi dice che non potrebbe essere addirittura peggiore? Chi dice che il web-pensiero che dipinge Monti come l'uomo del Gruppo Bilderberg, la longa mano delle banche e dei poteri forti non sia nel giusto? I posteri... solo i posteri daranno (e neanche fra molto) una risposta a questi interrogativi. Per ora, nel merito di quanto detto oggi, più che un'impressione, una doverosa puntualizzazione, presidente Monti:

MONTI, FAR CAPIRE SFORZI RISANAMENTO DOPO ANNI 'SURFING' (2)
(ANSA) - ROMA, 29 DIC - ''Il governo sta lavorando per dare
una speranza di futuro su basi meno effimere di quelle che tante
volte nel passato hanno caratterizzato il 'surfing' degli
italiani verso un'apparenza di benessere con onde sempre piu'
alte che andavano a travolgere le nuove generazioni''. Lo ha
detto il premier, Mario Monti, durante la conferenza stampa di
fine anno.
(ANSA).
PDA
29-DIC-11 13:19
Non credo siano state le aspettative nè le aspirazioni degli italiani ad una vita migliore e al benessere a sollevare le "onde sempre più alte che andavano a travolgere le nuove generazioni". Almeno non quelle della quasi totalità dei cittadini. Per quelle onde a cui lei fa riferimento dovrebbe probabilmente gettare lo sguardo e puntare il dito verso quella ridotta ma infestante casta di parassiti politici per per anni hanno razziato e saccheggiato a piene mani le risorse del Paese (e a trecentosessanta gradi!) per interesse personale o dei partiti. Non guardi noi, presidente.

sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale... per carità!


            A
            chi
            ama
            dormire
             ma si sveglia
sempre di buon
umore, a chi saluta
ancora con un bacio, a
chi lavora molto e si diverte di
più, a chi va in fretta in auto ma 
non suona ai semafori, a chi arriva
in ritardo ma non cerca scuse, a chi spegne
la televisione per fare due chiacchiere, a chi è
felice il doppio quando fa a metà, a chi si alza presto
per aiutare un amico, a chi ha l'entusiasmo di un bambino
e pensieri da uomo, a chi vede nero solo quando è buio
a chi non aspetta Natale
PER ESSERE MIGLIORE

E a chi - aggiungo io - nella redazione del Periodico del Comune di Empoli (a cui l'ho rubata) ha avuto questa semplice ma al tempo stesso bella ed efficace idea per comunicare agli altri il suo augurio di un BUON E SERENO NATALE!

mercoledì 21 dicembre 2011

Caro Napolitano ti scrivo, così mi indigno un po'

NAPOLITANO, NUOVO GOVERNO FUORI DA BINARI TRADIZIONALI
FORMATO DA PERSONE INDIPENDENTI SENZA CALCOLI POLITICI
   (ANSA) - ROMA, 21 DIC - ''Il nuovo governo e' nato fuori dai
binari tradizionali della normale alternanza ed e'
caratterizzato dalla presenza di personalita' indipendenti, che
hanno accettato di mettersi al servizio del Paese al di fuori da
calcoli personali o di partito''. Lo ha detto il presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella videoconferenza per
i saluti ai militari italiani impegnati in missioni all'estero. (ANSA).      
NE/FV
21-DIC-11 12:33

Caro Presidente,
dopo aver letto la Sua dichiarazione, pur senza alcun intento polemico verso la Sua persona e l'istituzione da Lei rappresentata, non posso non soffermare la mia attenzione su un punto che ritengo fondamentale: come cittadino italiano (ma anche soltanto come persona onesta) mi aspetto che un governo sia "caratterizzato dalla presenza di personalità indipendenti", "al servizio del Paese", "al di fuori da calcoli personali o di partito" e che questo rappresenti assolutamente la normalità. Non vorrei nè potrei aspettarmi niente di meno (neanche una briciola di meno) da una classe politica scelta (anche se, con l'attuale legge elettorale, dovrei dire 'teoricamente scelta') da 60 milioni di cittadini proprio allo scopo di guidare il Paese, nonchè da istituzioni e un governo che sono diretta espressione di essa. Una puntualizzazione sul fatto che il profilo dell'attuale governo corrisponda ai requisiti suddetti è motivo, per me, di profonda tristezza e preoccupazione. E credo sia motivo di sdegno per tutti gli italiani onesti.
Cordialmente.

Marcus

venerdì 16 dicembre 2011

Caro Babbo Natale...

Due notizie apparse ieri sulle agenzie di stampa per una riflessione sulle imminenti festività natalizie che stanno per travolgerci. Più che altro, per un appello.

*Guinness/ La donna più piccola al mondo è una indiana di 62,8 cm
Jyoti Amge dimostra circa un anno, invece ne ha 18
Nagpur, 16 dic. (TMNews) - A guardarla sembra una bambina di
circa 1 anno, invece Jyoti Amge ne ha 18 e in occasione della sua
festa di compleanno a Nagpur, 520 chilometri a est di Mumbay,
India occidentale, ha ricevuto il certificato del Guinness dei
primati, che la riconosce come la "donna vivente più piccola al
mondo".
"Misura 62,8 centimetri di altezza. E' stata misurata tre volte
nelle ultime 24 ore, perchè la taglia può variare leggermente nel
corso della giornata", ha spiegato Rob Molloy, funzionario del
Guinness dei primati.
Jyoti, con indosso un tradizionale sari, ha ricevuto il titolo
sotto lo sguardo del padre Kisan e della madre Ranjana: "Sono
molto felice di detenere il record", ha dichiarato la donna, che
soffre di "acondroplasia", una forma di nanismo, e sogna -
secondo il padre - di fare l'attrice a Bollywood.
L'indiana batte la precedente detentrice del titolo di piccola
donna vivente più piccola al mondo, l'americana Bidgette Jordan,
originaria dell'Illinois e alta 69,49 centimetri.
(fonte Afp)
Cuc
16-DIC-11 10:42

CEI: MESSA BAGNASCO PER SENATORI E DEPUTATI IN VISTA NATALE
MARTEDI' 20 DICEMBRE NELLA CHIESA DI S.MARIA SOPRA MINERVA
   (ANSA) - ROMA, 16 DIC - Il cardinale Angelo Bagnasco,
arcivescovo di Genova e presidente della Cei, celebrera'
martedi' prossimo, 20 dicembre, alle 20.00 nella romana chiesa
di Santa Maria sopra Minerva, una messa nell'imminenza del
Natale per i senatori e i deputati della Repubblica italiana. Lo
fa sapere una nota della Conferenza Episcopale Italiana. (ANSA).
     GR
16-DIC-11 11:06

Caro Babbo Natale,
ma possibile che anche fra gli sfigati del mondo debbano esserci i più sfigati degli sfigati, come la povera Bidgette??? E poi, che fine hanno fatto le parole di quel Tale (il tuo alter ego cristiano, per capirci) che una volta disse di essere venuto per consolare e portare speranza agli ultimi del mondo? Ma possibile che nessuno in quelle stanze dorate (e senza ICI...!) senta veramente il bisogno di aprire le porte (per una volta...) a quegli ultimi-ultimi, invece che a quei soliti noti? E, almeno a Natale, di regalare loro una briciola fatta sostanza e non la solita sporta di chiacchiere ipocrite?

Puoi fare qualcosa almeno tu, caro Babbo Natale...? Grazie! E buon Natale anche a te!

lunedì 5 dicembre 2011

Salva-Italia: le 4 promesse di Monti

In una sala stampa lontana anni luce - in tutti i sensi - da quella di berlusconiana memoria, il governo ha illustrato la sua ricetta per salvare l'Italia dal fallimento. Visto quello a cui eravamo abituati, già la convocazione di un Consiglio dei ministri domenicale era sembrata un fatto inusuale, figuriamoci la successiva conferenza stampa-fiume che per toni e livello ha dato l'impressione di una lezione universitaria, se paragonata alle imbarazzanti esibizioni della precedente compagine governativa.

Tralasciando per ora qualsiasi giudizio di merito sui provvedimenti varati e su quante lacrime (oltre quelle della ministra Fornero) e sangue costringeranno tutti noi cittadini a versare (certo che forse si poteva avere un po' più di coraggio nel tassare all'1,5% i capitali dei soliti furbi che rientrano scudati in Italia!), voglio soffermarmi invece sui quattro impegni che Monti e i suoi ministri hanno promesso al Paese fra le righe della presentazione della manovra.

Il primo lo ha preso proprio la ministra Fornero, che ha promesso un intervento del governo per ridisegnare il mercato del lavoro: intervento strettamente collegato alla riforma delle pensioni prevista subito, ma che, a suo dire, sarà necessariamente attuato in un momento successivo, considerata l'urgenza di dover uscire al più presto dalla grave situazione economica attuale.

Il secondo impegno riguarda gli interventi annunciati in favore delle famiglie: anche questi - ha spiegato il responsabile dei Rapporti col Parlamento Giarda - sono stati promessi in un secondo momento e andranno in qualche modo a compensare il ripristino dell'ICI sulla prima casa. La domanda però, in entrambi i casi, è la stessa: e se il governo non ce la facesse a realizzare questa seconda parte del piano? Che succede se dovesse cadere prima? Se la risposta dei mercati internazionali alla nostra manovra non è positiva? Se gli accordi fra i leader dei partiti stretti sottobanco (o al riparo dei tunnel!) convergessero per un termine del governo non legato agli obiettivi prefissati da Monti, ma ad un mero calcolo politico finalizzato alla perpetuazione del potere partitocratico e alla salvaguardia del bacino elettorale?

La terza promessa riguarda una conseguenza diretta della tracciabilità dei pagamenti: ha spiegato infatti il vice ministro Grilli che la previsione anti-evasione che imporrà il tetto di mille euro ai pagamenti in contanti dovrà necessariamente portare con sé la cancellazione di ogni tipo di commissione bancaria finora prevista su questo tipo di operazione. Anche qui, l'auspicio è che l'intervento promesso ci sia: non vorremmo ritrovarci a dover obbligatoriamente usare il denaro elettronico e al contempo continuare a sottostare ai latrocinii imposti da sempre dalle banche.

La quarta promessa riguarda Monti e il suo futuro. Rispondendo alla domanda diretta di un giornalista, il premier ha spiegato: finito il mio compito, ne avrò abbastanza con la politica. Siamo passati dal 'potere che logora' di andreottiana memoria, al logoramento dovuto alla responsabilità di dover guidare il Paese in un momento tanto difficile. Bah, sarà... Anche in questo caso però, come nel caso delle tre promesse precedenti, non resta che augurarsi che sia vero!

giovedì 1 dicembre 2011

WikiLeaks mette online la mappa degli Spy Files

http://wikileaks.org/The-Spyfiles-The-Map.html
"L'intercettazione di massa di intere popolazioni non è solo una realtà, è una nuova industria segreta che copre 25 Paesi". E' senza mezzi termini l'ultimo scoop di WikiLeaks: si intitola Spy Files e deflagra come una bomba sulla homepage del sito di Julian Assange. Ma soprattutto riguarda tutti noi. Tutti noi che quotidianamente e usualmente navighiamo su internet, parliamo al cellulare, inviamo email e sms ed utilizziamo i navigatori satellitari.

L'inchiesta - realizzata in partnership con il Bureau of Investigative Journalism (BIJ), Privacy International (organizzazione britannica che si batte per il rispetto della privacy) e altri enti fra cui testate giornalistiche come The Washington Post e L'Espresso - denuncia l'uso e l'abuso che società specializzate fanno, per venderle al migliore offerente, di strumenti avanzatissimi e sofisticate tecnologie in grado di assumere il controllo di computer e cellulari, registrando ogni utilizzo, movimento, immagine e suono del luogo in cui si trovano.

Il sito pubblica i nomi di 130 aziende di stanza in 25 Paesi in tutto il mondo: "Una fiorente industria internazionale - spiega Assange presentando la sua inchiesta - che fornisce ai servizi segreti degli Stati apparecchiature capaci di sorvegliare intere masse di persone. Quelle aziende ora stanno esportando i loro prodotti in giro per il mondo in modo incontrollato". Prodotti, offerti spesso al miglior offerente, in grado di monitorare email, sms e telefonate "di un'intera popolazione" e che - assicura il guru di WikiLeaks - se in possesso di mani sbagliate possono essere letali "quanto un proiettile".

WikiLeaks e gli altri partner hanno rintracciato quanto più materiale possibile per identificare i nomi di queste società e descrivere i servizi che sono in grado di offrire. Di più: hanno pubblicato una mappa dettagliatissima degli spioni, divisa per tipologia di sistema usato e per nazione di appartenenza. Un affare che vale oltre 5 miliardi di dollari e di cui pochi sapevano: perchè "la gente comune e la stampa non è ammessa", conclude l'inchiesta.

mercoledì 23 novembre 2011

Governo Monti: cominciamo bene...

Passata la sbornia del divorzio da Berlusconi, gli italiani si sono ritrovati sposati a Mario Monti. Scrivo 'si sono' perchè, come sappiamo bene, l'operazione - sebbene formalmente abbia avuto la benedizione delle Camere - è sembrata ai più quasi un blitz. Giustificato da esigenze di urgenza (reali o presunte quanto si vuole), ma pur sempre un blitz.

Così, senza neanche dover mettere mano agli alimenti per i danni causati a tutto il Paese, il Cavaliere ce lo siamo messi alle spalle. Ed eccoci qui, davanti alla nostra nuova, nuovissima avventura sentimentale: SuperMarioMonti, invocato da più parti come il Salvatore, l'uomo che allontanerà l'Italia dal baratro del fallimento, il guru della nostra rinascita economica. Una sorta di Oronzo Canà della politica che, come nel mitico film L'allenatore nel pallone, viene ingaggiato - anche lui dal presidente - per risollevare le sorti della malandata squadra di casa.

Ce la farà? Ai posteri l'ardua sentenza... Lo scopriremo solo vivendo... Tanto gentil e tanto onest(o) pare... E BASTA CO' STE CITAZIONI!

Parlavo nei giorni scorsi con il mio brother in blog di Verosimilmente, sito che raccoglie e ripropone la creme de la creme della divulgazione di controtendenza (se volete una lettura alternativa, vi consiglio di metterlo fra i preferiti): lui insisteva con i discorsi su Mario Monti uomo dei poteri forti, membro del Gruppo Bilderberg, rappresentante della longa mano delle banche e di Goldman Sachs; io insistevo su quanto fosse comunque un passo avanti anche solo l'allontanamento di Berlusconi e dei suoi ministri dal ruolo di guida e di rappresentanti del governo italiano.

Quanto al futuro non so: auguro tutto il bene del mondo al nuovo governo, ma davvero non so. Quello che più interessa è invece il presente. Il presente deve (e ribadisco deve) costituire un momento di svolta, un'inversione di tendenza, un cambiamento di marcia rispetto a quanto visto negli ultimi tempi in termini di malcostume, malaffare, malvezzo, malagestione e chi più ne ha (di mal...qualcosa) più ne metta!

E tanto per rispondere a chi sostiene che in queste pagine si abbia una visione di parte delle cose e ci si diverta solo a prendere di mira Berlusconi&co, sono qui a puntare l'indice sulla prima grande gaffe di questo governo Monti. Sulla quale mi auguro che il neo premier voglia intervenire con una bella strigliata, tanto più che chi la meriterebbe non è uno dei nuovi tecnici, ma un vecchio volpone dei palazzi del potere...

FINMECCANICA: GUARGUAGLINI A P.CHIGI DA CATRICALA'

   (ANSA) - ROMA, 23 NOV - Il presidente di Finmeccanica Pier
Francesco Guarguaglini ha oggi incontrato il sottosegretario
alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricala'. Secondo
quanto si e' appreso, l'incontro si e' svolto nelle prime ore
del mattino.
   Ieri il presidente del Consiglio, Mario Monti, aveva diffuso
nella quale diceva di aspettarsi ''una rapida e responsabile
soluzione'' dei problemi, chiedendo alla societa' di predisporre
''le iniziative necessarie''. (ANSA).
     CHO
23-NOV-11 14:05

Quanto può mai essere opportuno che un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio riceva un indagato del genere (e per un'inchiesta di tale portata, poi)? E a pochissimi giorni dalle notizie sul terremoto che questa inchiesta sta scatenando... 

INCHIESTA ENAV: INDAGATI DA TEMPO ANCHE GUARGUAGLINI E GROSSI
 
   (ANSA) - ROMA, 19 NOV - In uno dei filoni dell'inchiesta
sugli appalti Enav che oggi ha portato all'emissione di una
misura cautelare nei confronti dell'Ad della societa' Guido
Pugliesi e di altre tre persone, sono indagati da tempo anche il
presidente di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini e sua
moglie, amministratore delegato di Selex (societa' controllata
da Finmeccanica) Marina Grossi.
   L'iscrizione della Grossi risale al novembre dello scorso
anno: la procura di Roma procede nei suoi confronti per le
ipotesi di reato di corruzione e false fatturazioni.
Guarguaglini, il cui nome e' stato iscritto ad inizio 2011, e'
invece indagato con l'accusa di false fatturazioni, per
operazioni inesistenti.(ANSA).
      GUI-TB
19-NOV-11 16:16

Sarebbe bello vedere un segno da parte di SuperMarioMonti, un taglio netto col passato. Sarà possibile?

sabato 12 novembre 2011

12/11/11: l'Italia divorzia da Berlusconi

Non so... mi sembra il modo più appropriato per salutare il regime di Berlusconi che se ne va a casa. Forse...
[qui il link alla base per chi volesse cimentarsi/goderne]

IN FILA PER TRE
(Edoardo Bennato - 1996)

Presto vieni qui, ma su, non fare così,
ma non li vedi quanti altri bambini
che sono tutti come te, che stanno in fila per tre,
che sono bravi e che non piangono mai

è il primo giorno però domani ti abituerai
e ti sembrerà una cosa normale
fare la fila per tre, risponder sempre di si
e comportarti da persona civile

Vi insegnerò la morale, a recitar le preghiere,
ad amar la patria e la bandiera
noi siamo un popolo di eroi e di grandi inventori
e discendiamo dagli antichi Romani

E questa stufa che c'è basta appena per me
perciò smettetela di protestare
e non fate rumore, quando arriva il direttore
tutti in piedi e battete le mani

Sei già abbastanza grande, sei già abbastanza forte,
ora farò di te un vero uomo
ti insegnerò a sparare, ti insegnerò l'onore,
ti insegnerò ad ammazzare i cattivi

e sempre in fila per tre, marciate tutti con me
e ricordatevi i libri di storia
noi siamo i buoni e perciò abbiamo sempre ragione,
andiamo dritti verso la gloria

Ora sei un uomo e devi cooperare,
mettiti in fila senza protestare
e se fai il bravo ti faremo avere
un posto fisso e la promozione
e poi ricordati che devi conservare
l'integrità del nucleo familiare
firma il contratto, non farti pregare
se vuoi far parte delle persone serie

Ora che sei padrone delle tue azioni,
ora che sai prendere decisioni,
ora che sei in grado di fare le tue scelte
ed hai davanti a te tutte le strade aperte
prendi la strada giusta e non sgarrare se no
poi te ne facciamo pentire
mettiti in fila e non ti allarmare perchè
ognuno avrà la sua giusta razione

A qualche cosa devi pur rinunciare
in cambio di tutta la libertà che ti abbiamo fatto avere
perciò adesso non recriminare
mettiti in fila e torna a lavorare
e se proprio non trovi niente da fare,
non fare la vittima se ti devi sacrificare,
perché in nome del progresso della nazione,
in fondo in fondo puoi sempre emigrare

ehi ehi, ehi, avanti, ehi avanti in fila per tre...

mercoledì 9 novembre 2011

L'insostenibile pesantezza dell'essere governati da B!

Probabilmente alla fine non se l'è sentita neanche Alfano, che pure del Pdl è l'attivissimo segretario politico in carica, di mettere la faccia in tv per assicurare agli italiani che davvero Berlusconi stavolta rispetterà quanto promesso a Napolitano. O almeno è così che io leggo la mancata partecipazione dell'ex ministro della giustizia ieri sera a Ballarò e la sua sostituzione con l'evanescente Bondi.

Come già scritto, infatti, il passo indietro di Berlusconi avrebbe dovuto pesare fino in fondo come un macigno sulle sorti degli italiani. Altro che il bene del Paese! Se proprio deve cadere, lui deve cadere in piedi, passando indenne l'ultimo voto di fiducia e mettendo la sua firma sotto la finanziaria contenente gli impegni richiesti dall'Europa. 

Ma il colpo di coda dello scorpione, si sa, è velenoso e anche letale. E il fatto che Berlusconi l'abbia preparato con cura è più che un ragionevole sospetto. Perché dietro il baratto di dimettersi in cambio dell'approvazione del patto di stabilità necessario per scongiurare il rischio default si nasconde l'insidia di un premier senza scrupoli. Cosa sia e quanto valga una promessa per quest'uomo l'abbiamo imparato a nostre spese in questi diciassette anni nei quali ha quasi sempre governato e molto condizionato le sorti dell'Italia. Allo stesso modo conosciamo quanto egli tenga in considerazione il rispetto per le istituzioni e i meccanismi che regolano una democrazia e quanto spesso, in questa sua personalissima visione dello Stato, la cosa pubblica sia passata in secondo piano rispetto agli affari propri.

Considerando tutto ciò, mi chiedo: cos'è cambiato dopo il patto del Quirinale? Come possiamo non pensare che nel maxiemendamento che il governo sta per presentare alla finanziaria, e sul quale il premier metterà la fiducia negando in tal modo qualunque dibattito parlamentare nel merito, non ci siano le solite porcate ad personam? E cosa farà in questo caso l'opposizione, chiamata a scegliere se votare un provvedimento (con questa merda) pur di uscire dalla grave impasse imposta dai mercati, dai partner dell'Unione Europea e dal rischio default? E cosa farà il presidente Napolitano quando Berlusconi si ripresenterà al Colle, stavolta forte di un ben più consistente ampio numero di voti di fiducia, sebbene ottenuto sotto ricatto, e l'aria dello statista che ha permesso all'Italia di uscire dalla crisi rimettendola al posto che le compete nello scenario internazionale? 

Come glielo dici 'fatti da parte' ad uno con una tale posizione di forza, ben sapendo che questi te la farà pagare in termini di consenso per tutta la successiva campagna elettorale? Cosa farà il capo dello Stato al momento di riscuotere le pattuite dimissioni del premier di fronte al furioso clamore mediatico che a quel punto i BerluscoNani sapranno sapientemente mettere in scena, adeguatamente supportati dai fidi Fede/Minzolini/Paragone/Ferrara/Feltri/Belpietro/Bechis eccetera eccetera? 
Probabilmente siamo ancora lontani dagli ultimi giorni di Sodoma e Gomorra... Forse abbiamo esultato troppo presto...

lunedì 7 novembre 2011

Berlusconi fino in fondo

Giornata di acrobatici su&giù, per la Borsa e per Berlusconi, anche se per quest'ultimo, per una volta, non si parla di prestazioni sessuali.


== GOVERNO: FERRARA E BECHIS, BERLUSCONI STA PER DIMETTERSI =
(AGI) - Roma, 5 nov. - "Ora ho notizie dirette. Berlusconi si
dimette". Cosi' su Twitter il vicedirettore di Libero Franco
Bechis annuncia la notizia sulle inTenzioni del premier su cui
scrive di avere fonti dirette.
 "Che Berlusconi stia per cedere il passo ormai e' cosa
acclarata. Si tratta di ore, forse minuti" conferma il diretto
del Foglio Giuliano Ferrara. (AGI)
Ted
071207 NOV 11
GOVERNO. VOCI DIMISSIONI PREMIER E PIAZZA AFFARI VOLA, + 2%
(DIRE) Roma, 7 nov. - Le voci di dimissioni del premier Silvio
Berlusconi producono un rimbalzo positivo a Piazza Affari: ora il
Ftse Mib e' in crescita del 2%.
La Borsa di Milano aveva aperto questa mattina in calo dell'
1,2% fino ad arrivare a -2,5% con uno spread record tra Btp-Bund
a 491 punti base.
Ora Piazza Affari e' in crescita del 2% e il differenziale tra
Btp e Bund si e' ridotto sotto quota 480 punti. Fiat segna un
rialzo del 5,8%, Intesa Sanpaolo del 4,26% e Unicredit sale del
5%.
(Lum/ Dire)
12:22 07-11-11
== GOVERNO: CICCHITTO, BERLUSCONI ESCLUDE DIMISSIONI =
(AGI) - Roma, 7 nov. - "Ho parlato poco fa con il presidente
Berlusconi che mi ha detto che le voci sulle sue dimissioni
sono destituite di fondamento". Lo annuncia il capogruppo Pdl
alla Camera, Fabrizio Cicchitto. (AGI)
Rm6
071302 NOV 11
DIMISSIONI BERLUSCONI SMENTITE, FRENA BORSA E SI IMPENNA SPREAD
Roma - La Borsa di Milano frena subito dopo l'annuncio di
smentita del premier Berlusconi sulle sue dimissioni. Il Ftse Mib
e' ora al + 1,5% dopo essere cresciuto fino al 2,5 mentre il
differenziale tra i Btp e il Bund risale a 480 punti base da 471.
Schizza anche il rendimento dei buoni decennali al 6,58%.
(Lum/ Dire)
13:17 07-11-11
GOVERNO: BERLUSCONI, PORRO' FIDUCIA SU LETTERA A UE E BCE =
Roma, 7 nov. (Adnkronos) - "Domani si vota il rendiconto alla
Camera, quindi porro' la fiducia sulla lettera presentata a Ue e Bce.
Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi". Lo ha detto il premier
Silvio Berlusconi a 'Libero'.
(Pol-Fan/Col/Adnkronos)
07-NOV-11 14:09
A questo punto la exit strategy del premier appare ormai chiara: stringere i denti in queste ultime ore, accalappiare il voto degli ultimi indecisi/riottosi/scontenti/comprabili, spuntare il voto di domani alla Camera e la fiducia sugli impegni anti-crisi con l'Europa e quindi passare la mano. In questo modo, cadrebbe in piedi di fronte al popolo pidiellino adorante, dimostrando, come aveva tenuto a sottolineare ieri, di avere i numeri; metterebbe la sua firma sotto il progetto di rilancio economico richiesto dall'Europa per fronteggiare la crisi; e infine, ben conscio di essere ormai diventato una figura ingombrante non solo in campo internazionale ma anche all'interno del partito, metterebbe le basi per un dopo-dimissioni da 'statista incompreso' per la generosa quanto coraggiosa decisione di dimettersi.

Vi prego, voi che potete: non fate passare la fiducia!

venerdì 4 novembre 2011

Tra parentesi...

Non sappiamo che farcene di quello che ci sta attorno. Di tutto questo verde, del calore del sole, delle ricchezze di cui è piena la terra, dei doni del mare, dell'aria che respiriamo, delle nostre stesse vite. Non abbiamo mai saputo godere di tutto questo, almeno non senza intervenire per rovinare tutto o quasi.

In poco più di un secolo abbiamo saputo far più danni di quanto l'usura del normale processo entropico abbia fatto al pianeta in tutte le ere che sono seguite a quella glaciale. E non c'entra la tecnologia: quella è un bene, la possiamo usare male ma dipende da noi.

Non abbiamo saputo vivere una vita all'altezza del luogo che ci ospita, sempre alle prese con guerre e odio, con le lotte per la sopraffazione e la logica del predominio, sempre a saziare gli appetiti del nostro egoismo. E quando non abbiamo trovato nella materia di che sfamare la nostra sconfinata avidità, abbiamo creato bramosie impalpabili verso le quali indirizzare la nostra deleteria e annoiata insanità. E a queste abbiamo sciaguratamente consacrato le nostre vite.

Abbiamo creato dio, decidendo di farci guidare dalla superstizione, rinunciando al fare in nome del credere, arrivando a plasmare le nostre e le altrui vite, perfino a uccidere per compiacere l'aria fritta... La mia aria fritta, che è migliore della tua, anzi è l'unica che c'è.

Siamo stati capaci di rovinare la vita di milioni, di miliardi di persone mettendo sul trono astrazioni appositamente create per questo: abbiamo inventato l'economia e abbiamo permesso che il sostentamento prima e il benessere poi passassero attraverso l'impalpabile possesso del virtuale e del superfluo piuttosto che nel pasto quotidiano, ricco e saporito quanto vogliamo, ma almeno assicurato a tutti. Abbiamo sostituito lo scambio di merci e cibo con lo scambio di cose virtuali, inconsistenti e senza un valore intrinseco: abbiamo indorato un concetto, lo abbiamo chiamato denaro e infine lo abbiamo adorato.

Arriverà il momento di pagare il conto. Certo non tutti sono stati così, non tutto è stato male; ma tutti siamo colpevoli. Chi più chi meno, abbiamo tutti partecipato a questa fiera, anche non guardando, anche accettando. Non invochiamo pietà.

mercoledì 2 novembre 2011

Crisi Italia: il dito medio dei politici

Il Paese rischia grosso. Qualcuno profila addirittura l'ipotesi del default a breve. Ma lui, l'imperturbabile senatur leghista, non si scompone. E ai cronisti che lo pressano (in fondo è sempre il leader della seconda forza di governo, no?), elargisce nuove e sintetiche pillole di comunicazione politica.

DIR0371 3 SPR  0 RR3 / DIR /S001
DA BOSSI PERNACCHIA A IPOTESI GOVERNO MONTI E DITO MEDIO SU PENSIONIRoma - Anche oggi il leader della Lega, Umberto Bossi, non
risparmia gesti ai cronisti. Arrivando alla Camera, il Senatur
risponde con una pernacchia a un ipotetico governo Monti e con il
dito medio a misure destinate alle pensioni.
(Lum/ Dire)
16:58 02-11-11

D'altronde lui è un duro, no? Anzi, ce l'ha sempre avuto duro. Lui e tutti quei politici, di sinistra, destra e centro, ai quali abbiamo permesso di fare di tutto e di più, compreso di portare l'Italia allo sfascio. Siamo noi che continuiamo a porgere il nostro deretano per far loro "sollazzare il regale augello" (per chi si scandalizzasse, la citazione è tratta dal film Il principe cerca moglie). Quanto ancora vogliamo che... duri? Per quanto ancora consentiremo a questo dito di trovare un pertugio?

giovedì 27 ottobre 2011

ESCLUSIVO/La lettera di Berlusconi all'UE

Sono in attesa di ricevere gli altri post-it con il prosieguo della lettera per pubblicarli!

lunedì 24 ottobre 2011

Mai più questo. Mai più Berlusconi!


Quante volte abbiamo sentito i berluscones replicare piccati a proposito dell'ironia e di ciò che pensano all'estero del nostro Paese: da 'non è vero, sono solo invenzioni', a 'illazioni frutto di una campagna di discredito alimentata dall'opposizione che la diffonde attraverso i suoi giornali'... e altre menate varie.

Ieri, in diretta, siamo stati derisi e umiliati. E non solo dai signori Merkel e Sarkozy, che pure devono guardare al loro orticello, coprire i problemi di casa loro, ritagliarsi un ruolo di primo piano sulla scena internazionale anche a costo di farlo a danno degli altri partner europei. Hanno fatto male, certamente, le loro facce sornione, quei sorrisetti maliziosi e cattivi che hanno introdotto le rispettive risposte su Berlusconi e l'Italia. Ma è stato ancora più doloroso ascoltare sullo sfondo le risate di tutti i giornalisti presenti alla conferenza stampa, risate che hanno accompagnato il reciproco sguardo dei leader di Germania e Francia.

Umiliante, irritante, mediaticamente devastante.

Non voglio più essere deriso per colpa di Berlusconi! Non voglio più che Berlusconi rappresenti l'Italia! Mai più!

giovedì 20 ottobre 2011

Berlusconi, la politica, le televendite e i cogl...

Se la verità ci rende liberi, le televendite ci fanno schiavi. E questo i nostri politici lo sanno bene: primo fra tutti chi di tv campa nutrendoci da una vita. L'antefatto. Il premier incontra i suoi alla Camera e fa il punto della situazione a trecentosessanta gradi: Bankitalia? stiamo provvedendo; morte Gheddafi? sic transit gloria mundi [transit?!? semmai escort, visto il tipo!]; partito? cambiamogli il nome; governo? avanti fino al 2013; mi accusano di tutto, tranne di essere gay; siamo sopra al centrosinistra del 4%; in Russia prendo più applausi di Putin; per sviluppo fatti tanti provvedimenti... Insomma, di tutto e di più.

Con l'occasione, Berlusconi impartisce ai deputati Pdl una lezione di comunicazione: poche, semplici ma precise regole per comunicare in tv.

BERLUSCONI, SO DI AVER MANCATO NELLA COMUNICAZIONE (2)
E PREMIER DETTA A DEPUTATI PDL VADEMECUM COMPORTAMENTO IN TV
   (ANSA) - ROMA, 20 OTT - ''Per esempio la Ravetto e' stata
bravissima l'altra sera in tv da Paragone, ma guardava con
attenzione l'avversario e non scuoteva la testa'', ha proseguito
il premier nella sua improvvisata lezione di comunicazione ai
deputati del Pdl.
   ''Invece dovete prendere le distanze, non dare del tu
altrimenti sembra che date all'avversario confidenza. E
contraddire anche con il linguaggio del corpo, per esempio
scuotendo la testa in segno di diniego''. (ANSA).
     DU-GMB
20-OTT-11 15:18

Quindi, riassumendo, indifferenza totale nei confronti dell'avversario e negare, negare, negare sempre!

Quanto riportato dall'Ansa è pubblicato più o meno con gli stessi termini da tutte le agenzie di stampa, quindi grossi dubbi sul contenuto delle sue affermazioni non dovrebbero esserci... stavolta! Quello che più stupisce nella ordierna lezione di comunicazione (o che non stupisce affatto, trattandosi di una persona che ormai ci ha stupito pressocchè in ogni suo dire e in ogni suo fare) è l'assenza di qualsivoglia insegnamento che non sia in negativo. Cioè nulla riguardo al modo di essere propositivi, nè convincenti; niente di niente su chiarezza di idee, facilità di espressione, uso appropriato delle parole o che so, magari anche dell'ars e della vis retorica. Su tutto ciò il vuoto più totale.
 
Solo un breve elenco di indicazioni su 'come fare per' far capire al telespettatore:
  1. che l'interlocutore di turno è un avversario (a prescindere da cosa dice);
  2. che il modo di essere e di pensare del Pdl è diverso e contrario (a prescindere dal tema in discussione);
  3. che qualsiasi sia il merito delle affermazioni dell'altro comunque esse non rispondono a verità e quindi in ogni caso vanno contraddette;
  4. e soprattutto, il comandamento più grande: non importa il contenuto di quello di cui si discute, quanto il fatto di mostrare il più possibile apertamente la propria contrarietà alle tesi dell'avversario di turno. Per la serie: basta solo questo a convincere il pecoreccio e grossolano popolo della televisione. Che siamo noi...

lunedì 17 ottobre 2011

Scontri di Roma: la solita storia...

Ha vinto un governo che per diversi giorni potrà godere della disattenzione dell'opinione pubblica, impegnata a commentare le immagini di madonnine prese a calci e di crocifissi decapitati; un governo ormai morto da un pezzo nel Paese e agli occhi degli stessi elettori che lo hanno voluto, capace di sopravvivere soltanto fra le mura del Palazzo grazie ad un sistema che ha sapientemente privato il popolo della rappresentatività in Parlamento.

Ha vinto il sistema dei poteri forti, economici e finanziari, contro i quali la manifestazione era stata organizzata, in Italia e nel mondo: di cosa pensate che si parlerà per giorni e giorni nei principali media nazionali e internazionali, posseduti proprio da quei poteri forti? Qualcuno ricorderà mai in nome e per cosa milioni di persone in tutto il mondo sono scese in piazza per protestare? Quando si  riparlerà e come si riparlerà di United for global change, viste le immagini degli incendi, delle cariche, degli scontri, del sangue...?

Hanno vinto tutti quei politici che una volta di più possono andare davanti alle telecamere sapendo di poter dire le solite parole stupide e inutili avendo però spianata, stavolta, la strada del facile consenso nell'opinione pubblica. Ora gli 'indignati' sono loro!

Ha vinto chi, per capacità medianiche o per meglio dire mediatiche, ha posato fin da sabato mattina la prima pietra di un'equazione (manifestanti=opposizione politica) il cui risultato sapeva bene di poter passare a riscuotere già sabato sera:

INDIGNADOS: CICCHITTO (PDL), IL PD E' IN LINEA CON I MANIFESTANTI
(AGI) - Roma, 15 ott. - [...] E' evidente il tentativo da parte del Pd di
mettersi in sintonia con la manifestazione di oggi a Roma". (AGI)
Nic
151048 OTT 11

Hanno perso tutti quei padri e madri di famiglia/lavoratori/disoccupati/studenti/professionisti/laureati/precari/e chipiùnehapiùnemetta che, accomunati dalla voglia di far sentire la propria voce contro un sistema politico corrotto e poteri economici-finanziari spregiudicati e dissennati che rischiano di trascinare nell'abisso della crisi tutto e tutti, ora si vedono genericamente e beceramente marchiati come anarchico-insurrezionali, black-bloc, teppisti, squadristi.

Hanno perso tutte quelle persone che si sono ritrovate da un giorno all'altro con l'auto distrutta, gente che magari ne ha bisogno per lavoro o per le ordinarie esigenze della vita quotidiana e che, magari ancora, non ha la possibilità di acquistarne un'altra o di risolvere in altro modo. Altro che madonnine e crocifissi...

Abbiamo perso la faccia, per l'ennesima volta, tutti noi italiani, genericamente bollati dal resto del mondo come maleducati, irrispettosi e corrotti, ciechi e incapaci di liberarsi di un giullare inadeguato, tutti pizza, mafia e mandolino.

Il fatto è che non siamo davvero un gran Paese se non sappiamo dimostrare maturità. Ma più che altro non lo siamo se ogni volta che scendiamo in piazza giovani delinquenti e teste vuote ne approfittano per dedicarsi esclusivamente al saccheggio e alla devastazione; e se la solita fazione di mercenari (prezzolati da mani occulte?) entra in scena unicamente allo scopo di cercare lo scontro fisico e violento con le forze dell'ordine, possibilmente col morto, ottenendo così proprio quell'effetto mediatico di indignazione nell'opinione pubblica per il quale sono stati appositamente assoldati.

Non è la prima volta e nonn sarà l'ultima.

lunedì 10 ottobre 2011

Italia: solo una sana e consapevole incoscienza...

Quanto può tirare a campare un governo che vede i due partiti di maggioranza dividersi continuamente in tema di politica estera, di economia, di legalità e, al tempo stesso, impegnarsi per dimostrare urbi et orbi che tutto ciò non accade, che la coalizione è unita e coesa e che i presunti dissapori sono frutto soltanto di una campagna di stampa messa in piedi artatamente da e con l'opposizione?

Quanto può tirare avanti un governo che suole giustificare il suo operato e le sue condotte affidandosi, come ultima risorsa dialettica, al trito ritornello della volontà popolare che li ha voluti al potere nell'ultima tornata elettorale? Quel che (disgraziatamente!) è (ri)accaduto nelle elezioni di tre anni fa, non autorizza a pensare chi ne ha beneficiato che il mandato degli elettori si cristallizzi nel tempo e nello spazio senza doverne risponderne, tanto più se quelle stesse mani che posero quel voto nell'urna ora agitano esse stesse il pugno contro i loro eletti.

Quanto può andare avanti un governo costruito intorno al culto della personalità (sic!) e al potere economico di un uomo sospettato (prima), indagato (poi) e che fa di tutto per sfuggire alla giustizia del Paese che è chiamato ad amministrare costruendo e disfacendo ad arte leggi e norme che gli regalino l'impunità assoluta?

E quanto può tenere ferma la barra del timone della governabilità un partito di maggioranza relativa all'interno del quale valvassori e valvassini di ogni ordine e grado, fin qui relegati a meri esecutori (servitori?) dei voleri del capo, approfittano ora della sua recente debolezza (mediatica, fisica, di immagine, di potere; fra poco anche giudiziaria?) per mettere in piedi una propria fazione di disperati e transfughi e reclamare a gran voce un nuovo sistema per la scelta della leadership del partito?

Se n'è accorto finalmente pure il segretario del Pdl, Alfano, che fa di tutto per ripetere a destra e a manca che l'opzione di mettere da parte Berlusconi non è assolutamente percorribile. A parte che il fatto che ritenere ciò improponibile non toglie che l'esigenza di andare oltre il nome e la faccia del leader maximo del centrodestra sia una ormai realtà avvertita da tutti: colonnelli, caporali ed elettori stessi. Ma poi Alfano sa bene che morto Sansone, anche il suo prediletto filisteo verrebbe inevitabilmente travolto dalla sua fine: privo di qualsiasi protezione imposta dall'alto e prima di avere il tempo di consolidare una posizione al vertice del partito frutto più del volere del capo che di una libera elezione interna. Ti credo che sia improponibile pensare di mettere da parte il Cavaliere...!

Io non so dove si trovi quel Paese normale al quale tutti prima o poi ricorriamo come punto di riferimento per i nostri paragoni. Specialmente per quelli che hanno a che vedere con la politica. Però mi piacerebbe scoprirlo prima o poi: così, tanto per vedere che effetto fa ritrovarsi in un Paese dove essere orgogliosi di vivere e dove la realtà non debba sembre fare a cazzotti con l'illogicità, l'ingiustizia, l'irrispettosità.

Per non parlare della crisi e dei mostri che sono appena fuori dalla porta... e che ci stanno aspettando al varco.

martedì 4 ottobre 2011

Crisi: Obama se ci sei abbatti il Muro (Street)!

Il vento di ribellione che all'inizio dell'anno ha soffiato forte fra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo è davvero contaggioso. Prima ha spazzato via alcuni dei regimi nordafricani fra i più radicati e conservatori, che da tempo immemore continuavano a garantire ingiusti privilegi verso pochi eletti al potere (e loro famiglie), incuranti del malessere e del disagio crescente del popolo. Poi si è riflesso sulle sponde opposte, quelle europee, secondo il semplice principio che vuole che siano i più poveri a cadere per primi sotto le tempeste della vita. E qui, con folate più o meno rigide, quel vento ha smosso le coscienze di milioni di greci e spagnoli, soprattutto. In maniera diversa, magari; con tonalità diverse, magari. Se non per il grado di presunta civiltà o meglio di responsabilità civile dei popoli, certamente per il differente stato di disperazione sociale dovuto alla crisi presente e per le severe richieste che i rispettivi governi hanno posto loro innanzi allo scopo (o con la scusa) di fronteggiare la crisi futura. Così sono nate le oceaniche manifestazioni dei greci e le occupazioni di piazza dei cosiddetti 'indignados' spagnoli.

Ora il vento della protesta e delle rivendicazioni ha varcato l'Atlantico e, come per milioni di immigrati in più di un secolo di storia, anch'egli è approdato nella Grande Mela per poi diffondersi fra le terre a stelle e strisce. E a New York ha messo radici e tende nella strada più sfacciatamente simbolo (e forse origine) della crisi economica che sta strozzando il mondo intero: Wall Street. Già, perchè dopo essersi scoperti drammaticamente vulnerabili agli effetti del terrorismo più sanguinario (o per meglio dire, a fenomeni da noi meglio conosciuti come stragismo di Stato), dopo aver toccato pesantemente con mano gli effetti della disoccupazione di massa e della recessione vera, dopo essersi improvvisamente visti declassare come meno affidabili dalle agenzie internazionali di rating alla stregua di un qualsiasi Paese europeo o peggio, alla fine gli americani hanno deciso che era arrivata l'ora di spegnere la tv, mettere da parte il sacchetto con hamburger e cocacola e scendere in piazza davvero. Per rivendicare quello che altri prima di loro hanno iniziato ad avvertire venir sempre più meno (scusate il gioco di parole): la libertà. La libertà di godere di quei diritti che, a parole, venivano loro sbandierati davanti e assicurati da tempo; di quella libertà all'autodeterminazione del popolo americano che film e libri propagandano urbi et orbi da una vita come il primo valore garantito a lettere di fuoco nella Carta costituzionale. E invece...

E invece leggiamo dell'iniziativa di protesta di centinaia, forse migliaia di manifestanti del movimento 'Occupy Wall Street' (versione americana degli Indignados comparsi per la prima volta in Spagna) che da tre settimane continuano ad occupare Zuccotti Park, nel distretto finanziario di Manhattan, coi loro materassini, laptop, cartelli e chitarre. Neppure l'arresto in massa di oltre 700 attivisti, sabato scorso, è riuscito a smorzare il loro entusiasmo nè a zittire una voce che urla e punta il dito contro il salvataggio governativo delle banche, il tasso record di disoccupazione, i pignoramenti delle case e l'affermazione dei più basilari diritti civili. Leggiamo sul Corriere della Sera:
Da giorni anche i media piu' progressisti faticano a catalogare un fenomeno che sfugge ad un'unica, preesistente etichetta perche' e' tante cose insieme. Basta ascoltare i loro slogan per capire che questa non e' Woodstock e neppure le marce anti-Vietnam. 'Meditiamo tutti insieme per il cambiamento sociale', un manifestante esorta i dimostranti raccolti in una seduta yoga, mentre uno striscione chiede di rimuovere Andrew Jackson dalla banconota da 20 dollari 'per la sua brutalita' verso i nativi americani'. 'Siamo il 99 per cento del Paese', spiega Rose Perison, disoccupata nonostante un master in Storia, ricordando come 'l'i per cento degli americani detiene piu' ricchezza del restante 99 per cento'. Mare Adier, che prima di lanciare il blog super-indignado The Bloody Crossroads era uno studente di Talmud e Torah in Israele, se la prende col 'capitalismo sfrenato che vige dalla fine degli anni 70', contro 'l'assalto ai sindacati che ha ridotto gli iscritti al 12 per cento della forza lavoro' e contro una nazione 'dove 46 milioni di americani vivono sotto la soglia di poverta' e 45 mila muoiono ogni anno per malattie curabilissime'. 'Il nostro movimento s'ispira a piazza Tahrir e alla primavera araba', spiega il 20enne web designer Tyler Combelic, portavoce dei dimostranti. 'Anche se loro non devono deporre dittatori e non ci sono spari nell'aria, l'uso sapiente di Twitter e degli altri social media e' identico', teorizza il columnist Nicholas Kristof, stupefatto dalla straordinaria organizzazione di Zuccotti Park, suddivisa tra area ricevimento, zona per i media (immortalata da Michael Moore, Susan Sarandon, Cornell West e Roseanne Barr), clinica, libreria e ristorante dove arrivano pizze e panini ('OccuPie Special') pagati con la carta di credito dai sostenitori in tutto il mondo.
Un mare di uomini e donne, giovani e non più giovani, appartenenti a categorie sociali che hanno costituito il propulsore che ha spalancato ad Obama le porte della Casa Bianca, anche lui, a suo tempo, trascinato da un vento che soffiava forte tutta la sua voglia di cambiamento. Quell'Obama che, già da presidente, si riferiva al nascente fenomeno della Primavera nordafricana con parole di trasudante entusiasmo e, al contempo, di ferma condanna contro quei regimi che stavano facendo di tutto, compreso l'uso della violenza, per tentare di impedirne l'esplosione:
''Diciamolo con chiarezza: gli Stati Uniti stanno accanto al popolo della Tunisia e appoggiano le aspirazioni democratiche di tutti i Paesi''. Cosi' Obama davanti al Congresso. Oggi le ''congratulazioni'' del presidente ai tunisini le ha riferite di persona il suo inviato a Tunisi Jeffrei Feltman. Ma non solo. ''Sono qui per portare le congratulazioni al popolo tunisino'', ha detto. ''Gli Stati Uniti sono con il popolo tunisino'', ha ribadito, confermando poi il giudizio positivo per ''i passi fatti dal governo di unita' nazionale'' nell'ottica di un processo che porti alle elezioni all'insegna ''dell'inclusione, libera e giusta''. Pero' le notizie dall'Egitto sollecitano lo sguardo a tutta la regione e allora il messaggio del diplomatico e' chiaro: ''Mi aspetto che i governi del mondo, guardando alla Tunisia, si rendano conto che i giovani e la societa' civile sono parte della soluzione'', ha detto, ''le restrizioni cui era sottoposta la societa' civile in Tunisia erano davvero pesanti'' e, sebbene ''esiti nel tracciare similitudini - ha continuato - sono diversi i Paesi che hanno in comune le stesse sfide''. [Ansa, 26/01/2011]

Il presidente ha ricordato di essersi espresso per la democrazia nel mondo arabo già due anni fa: "Ero al Cairo appena dopo essere stato eletto presidente, e ho detto che tutti i governi devono mantenere il potere per consenso, non per coercizione". [TMNews, 29/01/2011]

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha espresso parole di condanna nei confronti delle repressioni violente contro le manifestazioni anti-governative che si stanno allargando a macchia d'olio nei paesi del Medio Oriente e del Nordafrica. ''Sono profondamente preoccupato dalle notizie delle violenze in Bahrein, Libia e Yemen'', ha scritto Obama in un comunicato. ''Gli Stati Uniti condannano l'uso della violenza da parte dei governi nei confronti dei pacifici manifestanti di questi paesi''. [Asca, 18/02/2011]
Quello stesso Obama che nel giorno dell'insediamento come 44mo presidente degli Stati Uniti (20/01/2009) non esitava a dire:
"La domanda che formuliamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funzioni o meno - se aiuti le famiglie a trovare un lavoro decentemente pagato, cure accessibili, una pensione degna. Laddove la risposta sia positiva, noi intendiamo andare avanti. Dove sia negativa, metteremo fine a quelle politiche. E coloro che gestiscono i soldi della collettività saranno chiamati a risponderne, affinché spendano in modo saggio, riformino le cattive abitudini, e facciano i loro affari alla luce del sole - perché solo allora potremo restaurare la vitale fiducia tra il popolo e il suo governo".
Mr. President, per favore, lasci che l'ipocrisia e il politichese abbondino sulla bocca dei politici italiani. E dia sostanza alle parole scandite nel corso della sua cavalcata elettorale ascoltando la voce del suo popolo: quelle urla che nascono dal disagio reale, dalla disperazione, dal disconoscimento di quei diritti civili di cui l'America si è fatta tronfia nell'era contemporanea davanti a tutto il mondo. Non si confonda, Mr. President: è necessaria una svolta. La dia lei. Non possiamo mica aspettare Nembo Kid...

martedì 20 settembre 2011

Politica e giustizia... deviazioni sul tema

Quando la guerra per il potere degenera in una campagna d'odio che punta all'annientamento dell'avversario politico, la cosa comincia ad essere grave in un Paese che si definisce la culla del diritto e della civiltà, dove la politica dovrebbe essere al servizio della democrazia. Quando poi questa campagna d'osio (e le contro-campagne ad essa collegate, si badi bene!) viene attuata senza riguardo per l'etica, la morale e il rispetto per la dignità delle persone, nonchè con l'uso di strumenti illeciti e illegali, allora è la democrazia stessa ad essere messa in pericolo.

La chiamano "macchina del fango", ma in Italia, a quanto pare, si è deciso di andare oltre tutto ciò, spingendosi davvero là dove nessuno aveva osato prima, come recitava lo slogan dei creatori di Star Trek... Alla fantascienza, per l'appunto! Già, perchè se per imbastire e condurre a buon fine le suddette campagne di odio il potere politico decide di arruolare fra le sue fila pezzi o pezzetti di altri poteri dello Stato (pezzetti di magistratura, pezzetti di forze dell'ordine), allora siamo davvero alla fine: alla fine di tutto. Cioè all'assenza di qualsivoglia garanzia legale, alla non sussistenza di quel minimo di regole che servono a disciplinare la convivenza civile di un popolo, allo stupro di ogni forma di trasparenza sociale messo in atto da un'oligarchia di pochi eletti (in tutti i sensi!) ai danni di un'intera nazione.


ZCZC1250/SXA
ONA16166
B CRO S0A QBXB
++ RICATTO A PREMIER: GIP, COMPETENZA PROCURA ROMA ++
(ANSA) - NAPOLI, 20 SET - Il gip di Napoli Amalia Primavera,
chiamato a pronunciarsi sull'istanza di scarcerazione o di
concessione degli arresti domiciliari all'imprenditore Gianpaolo
Tarantini, ha dichiarato la competenza della procura di Roma.
Per questo motivo non ha deciso sulla revoca o l'attenuazione
della misura, trasmettendo gli atti al pm di Napoli che dovra' a
sua volta inviarli alla procura capitolina.
LN-YBY
20-SET-11 15:31


ZCZC1402/SXA
XCI16287
U POL S0A QBXB
INCHIESTA ESCORT: LAUDATI INDAGATO PER TRE IPOTESI REATO
PROCURA LECCE PROCEDE ANCHE TENTATA VIOLENZA PRIVATA
(ANSA) - ROMA, 20 SET - Sono tre le ipotesi di reato per le
quali il procuratore capo di Bari, Antonio Laudati, e' indagato
dai pm Lecce: all'ex capo degli affari penali del ministero
della Giustizia, oltre all'abuso d'ufficio e al favoreggiamento
per il presunto tentativo di rallentare la chiusura delle
indagini sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle
residenze del premier Silvio Berlusconi, verrebbe contestata
anche la tentata violenza privata. Ipotesi quest'ultima che -
secondo quanto si e' appreso - sarebbe da riferirsi ai danni di
Giuseppe Scelsi, l'ex pm di Bari che con un esposto al Csm ha
denunciato irregolarita' da parte di Laudati nella gestione del
fascicolo 'escort'.
Scelsi e' stato ascoltato ieri dalla prima commissione del
Csm, competente al trasferimento d'ufficio dei magistrati per
incompatibilita' ambientale. Giovedi' sara' invece la volta di
Laudati fare dichiarazioni spontanee a Palazzo dei Marescialli.
In teoria il procuratore capo di Bari potrebbe anche non
presentarsi, tenuto conto dell'inchiesta penale a suo carico
avviata dalla procura di Lecce. Ma, al momento, la sua presenza
verrebbe data per confermata. (ANSA).
BAO
20-SET-11 15:41


ZCZC1523/SXA
OBA16419
B POL S0A QBXB
++ INCHIESTA ESCORT:SCELSI A CSM,CI FU INDAGINE PARALLELA ++
(ANSA) - BARI, 20 SET - Il procuratore della Repubblica di
Bari, Antonio Laudati, avrebbe avviato un'indagine parallela
sull'inchiesta che il suo sostituto, Giuseppe Scelsi, stava
conducendo sulle escort che Gianpaolo Tarantini aveva portato
nelle residenze private del premier Silvio Berlusconi. Lo
avrebbe detto il pm Scelsi nel corso dell'audizione di ieri
davanti alla prima commissione del Consiglio superiore della
magistratura.(SEGUE)
BU
20-SET-11 15:49

ZCZC1628/SXA
XCI16502
U POL S0A QBXB
INCHIESTA ESCORT: SCELSI A CSM, CI FU INDAGINE PARALLELA (2)
(ANSA) - BARI, 20 SET - Gli accertamenti paralleli - a quanto
avrebbe riferito Scelsi al Csm - sarebbero stati svolti da
militari della Guardia di Finanza ritenuti vicini a Laudati e al
suo ufficio.
L'inchiesta coordinata da Scelsi e' sempre stata affidata a
investigatori del nucleo di polizia tributaria delle fiamme
gialle di Bari, anche dopo che Laudati affianco' a Scelsi i
colleghi Eugenia Pontassuglia e Ciro Angelillis, che l'hanno
portata a termine nei giorni scorsi facendo notificare otto
avvisi di conclusione delle indagini. (ANSA).
BU
20-SET-11 15:59

ZCZC1870/SXR
XCI16770
U POL S44 QBXO
RICATTO A PREMIER: GIP, COMPETENZA PROCURA ROMA (2)
(ANSA) - NAPOLI, 20 SET - Nel provvedimento il gip Primavera
fa riferimento in particolare alle dichiarazioni rese dalla
segretaria del premier Marinella Brambilla e alla memoria
scritta da Silvio Berlusconi. Ricorda in particolare che ''la
Brambilla dichiarava di avere in piu' occasioni corrisposto, su
indicazione e per conto di Berlusconi, somme di denaro destinate
a Lavitola e a Tarantini'' e che ''tali somme erano ritirate da
un incaricato di Lavitola a Roma presso Palazzo Grazioli''.
Il gip ricorda inoltre che le dichiarazioni della Brambilla
''risultano indirettamente riscontrate dalle conversazioni
telefoniche intercettate sull'utenza in uso a Lavitola''. E
sottolinea poi che ''la stessa vittima del reato ha confermato,
nella memoria depositata, di aver corrisposto personalmente le
somme di denaro, sempre a Roma'' e che ''le dichiarazioni della
Brambilla e quanto affermato da Berlusconi nella memoria,
risultano credibili proprio con riferimento al luogo della
dazione di denaro oggetto dell'attivita' estorsiva ipotizzata''.
Il giudice afferma che e' dunque ''possibile ora determinare
la competenza territoriale'' che fissa in ordine al reato di
estorsione ''la competenza dell'autorita' giudiziaria romana nel
cui circondario si e' consumato il reato''. Pertanto dichiara la
propria incompetenza territoriale e dispone la trasmissione
degli atti al pm.
Il gip si e' pronunciato nel tardo pomeriggio sull'istanza
presentata nei giorni scorsi dagli avvocati Alessandro Diddi e
Ivan Filippelli. (ANSA).
LN-YBY
20-SET-11 16:12


ZCZC2216/SXA
XCI17029
U POL S0A QBXB
INCHIESTA ESCORT: GDF, OPERATO CON MASSIMA CORRETTEZZA
(V.: 'INCHIESTA ESCORT: SCELSI A CSM...' DELLE 15.50)
(ANSA) - ROMA, 20 SET - Gli uomini del nucleo di polizia
tributaria della Guardia di Finanza di Bari che si sono occupati
dell'inchiesta sul giro di escort portate nelle residenze del
premier da Gianpaolo Tarantini hanno agito con la ''massima
correttezza'' e nelle forme previste dalla legge.
E' quanto sostengono fonti qualificate della Gdf ricordando
che proprio sulle modalita' di impiego del personale assegnato
alla procura - oggetto della denuncia del pm Scelsi - e' gia'
stata fornita in passato una relazione scritta al procuratore
generale di Bari. (ANSA).
GUI
20-SET-11 16:27

ZCZC3397/SXR
XCI17990
R POL S44 QBXO
INCHIESTA ESCORT: LAUDATI INDAGATO PER TRE IPOTESI DI REATO (2)
   (ANSA) - ROMA, 20 SET - Scelsi, titolare dell'inchiesta sulle
escort fino allo scorso giugno, quando ha preso possesso del suo
nuovo ufficio di sostituto procuratore generale, ha inviato un
paio di mesi fa una lettera al Csm con cui denunciava Laudati di
irregolarita' nella gestione di quell'indagine. Ascoltato ieri
per quasi quattro ore dalla Prima Commissione di Palazzo dei
Marescialli, Scelsi avrebbe confermato le sue accuse.
   In particolare il fatto che, prima ancora di insediarsi
ufficialmente come procuratore capo, Laudati avrebbe chiamato a
raccolta, informalmente, alcuni militari della Guardia di
Finanza per costituire una sorta di ''organismo'' di controllo
sull'inchiesta a carico di Giampaolo Tarantini.
   Laudati, nel corso di una riunione tenutasi nel giugno del
2009 presso la scuola della Gdf di Bari, si sarebbe qualificato
- secondo quanto denunciato da Scelsi -  come ''inviato del
ministro della Giustizia'' (l'ex Guardasigilli Angelino Alfano),
e avrebbe affidato a un gruppo di lavoro parallelo il compito di
verificare come e con quali modalita' l'inchiesta era stata
condotta.
   La prima commissione del Csm, che in questo caso puo'
intervenire solo avviando una procedura di trasferimento
d'ufficio per incompatibilita' ambientale, dovra' ora appurare
se Laudati abbia agito nell'ambito delle prerogative di
organizzazione del lavoro che competono il capo di un ufficio
oppure se sia andato oltre. Nel corso dell'audizione di ieri di
Scelsi sarebbe stata riferita - secondo quanto si e' appreso -
una certa preoccupazione di Laudati sul fatto che qualcuno in
ambienti politici di centrosinistra volesse cavalcare l'onda
dell'inchiesta a danno del premier Berlusconi.
   Qualsiasi eventuale iniziativa disciplinare nei confronti del
procuratore di Bari spetterebbe o al procuratore generale della
Cassazione, Vitaliano Esposito, oppure al ministro della
Giustizia, Francesco Nitto Palma. Il Guardasigilli, che Laudati
aveva sollecitato affinche' inviasse gli ispettori ministeriali
a Bari, ha  gia' chiesto informazioni scritte sul caso alla
procura generale del capoluogo pugliese. Chiarimenti che ancora
non sarebbero arrivati al dicastero di Via Arenula. (ANSA).
     BAO
20-SET-11 17:36

Per chi non lo avesse capito, il gioco si sta facendo ogni giorno più pericoloso. Maledettamente pericoloso. Ricordate quell'aggettivo "deviato/deviati" che, dopo il periodo oscuro degli anni Settanta, abbiamo imparato (sempre noi popolo, sempre a nostre spese!) a posporre al nome di molti apparati dello Stato? Dai... quella locuzione contro la quale hanno finito per imbattersi e si sono infrante quasi tutte le inchieste sulle stragi e sugli omicidi eccellenti che hanno afflitto l'Italia di quegli anni? Ve la ricordate... vero?!?

martedì 13 settembre 2011

Racconto breve: A UNA DOZZINA D'ANNI DALLA LUNA - © di Marcus

13 settembre 1999. Esattamente dodici anni fa, a seguito di una violentissima esplosione atomica verificatasi sulla sua faccia lucente, la Luna lasciava per sempre l'orbita terrestre. Scagliata improvvisamente verso l'oscura e sconfinata landa dello spazio cosmico, essa avrebbe iniziato un viaggio senza meta, senza bussola, senza tempo, portando gli oltre trecento uomini e donne della base lunare Alpha a varcare confini che la tecnologia non avrebbe consentito loro di oltrepassare. 

Agli occhi di tutti noi, testimoni ammutoliti di uno spettacolo insieme incredibile e impensabile, la Luna si eclissò nel breve volgere di poche ore, fino a lasciare di sé un minuscolo puntino opaco perso nella vastità del cielo. Quando anche questo scomparve, per la prima volta Uomini e Terra furono orfani: quella presenza rassicurante, quel chiarore che tanto significato riusciva a dare perfino all'oscurità della notte, quella meravigliosa fonte di ispirazione da sempre faro per le coscienze inquiete e gli animi appassionati, non c'era più. E quel che è peggio, non ci sarebbe mai più stata! 

Non c'è un modo per riaversi da una perdita così grave, poiché mai nella nostra storia avevamo dovuto fare i conti con un evento tanto clamoroso. La Luna ci manca e ancora oggi che sono passati dodici anni non abbiamo saputo ritrovare un equilibrio, né fisico né interiore, che possa compensare in qualche modo la sua assenza dalle nostre vite.

E andiamo avanti, così... un po' dispersi, un po' spaesati. Forse tanto quanto quei trecento Alphani,  ambasciatori involontari della razza umana, lanciati senza freni verso l'ignoto.

[In omaggio a Gerry e Sylvia Anderson e al loro amore per la fantascienza!]

venerdì 9 settembre 2011

Mercati e governi: c'e(ra) chi dice(va) no...

Berlusconi, intervenendo poco fa ad Atreju:
MANOVRA: BERLUSCONI, BCE HA CHIESTO PAREGGIO BILANCIO 2013 =
(AGI) - Roma, 9 set. - "A un certo punto sui mercati la
speculazione internazionale si e' mossa, gli spread si sono
alzati e le Borse sono scese. Ci siamo consultati con le banche
amiche, che si sono accorte che il sistema finanziario
americano aveva deciso di disinvestire sull'euro. L'unico
rimedio era convincere la Bce ad acquistare titoli di Stato
nostri sul mercato secondario. La Bce si e' dichiarata disposta
ma ha spiegato che per poter avere l'autorizzazione a farlo era
necessario l'anticipo del pareggio di bilancio al 2013". Cosi'
il premier Silvio Berlusconi, ospite di Atreju, ripercorre le
tappe e le decisioni che hanno portato alle misure contenute
nella manovra. (AGI)
Rm6
091928 SET 11

Eppure c'era chi si indignava, poco più di un mesetto fa, di fronte a tutto il Parlamento, replicando - non senza retorica - a chi aveva 'osato' affermare che i mercati governano i governi...

Rileggete e meditate, gente.

giovedì 8 settembre 2011

I love Ju...!!!

Lo so, qualcuno storcerà la bocca. Ma per una sera non ci sono... relativismi. Solo passione assoluta!

[08/09/11 - video della cerimonia inaugurale dello Juventus Stadium]

mercoledì 7 settembre 2011

Italia, fra venti di crisi e interessi occulti

Appare ormai del tutto evidente che sia in atto un piano, con l'accordo delle principali potenze mondiali e sotto la pressione di interessi che non sono sempre di carattere politico nè sempre così palesi, che punta a ricondurre l'Italia in uno scenario economico, finanziario e monetario più tranquillizzante ed al tempo stesso più in linea con gli appetiti dei Paesi della comunità internazionale che conta.

Non è un caso che nelle ultime ore si siano levate da più parti esortazioni tutte uguali, sfacciatamente identiche addirittura nelle parole e nei toni usati. Ha iniziato la Germania, per voce della sua cancelliera di ferro Angela Merkel: due giorni fa, in un incontro con i parlamentari del suo partito, avrebbe definito "estremamente fragile" la situazione di Italia e Grecia. E non è che si sia preoccupata di rettificare o quanto meno ammorbidire la sua dichiarazione, una volta che questa sia trapelata alle agenzie di stampa!

Ieri è stata la volta del governo spagnolo (da che pulpito!), per bocca del suo portavoce Josè Blanco, ad accusarci di creare sfiducia nei mercati: "Siamo molto preoccupati perchè alcuni paesi sono in una brutta situazione e non stanno rispettando i loro obiettivi: la Grecia e l'Italia, che si è rimangiata in pochi giorni il suo piano di aggiustamento".

E, per rendere ancora più evidente il tutto, a corollario di un'altra pesantissima giornata come quella di ieri per le Borse internazionali, è intervenuto da oltreoceano il Wall Street Journal, che così tuona dalla sua pagina dei commenti: "Atene e Roma tengono in ostaggio l'Europa", sostiene il quotidiano newyorchese, che parla di "gravi rischi per l'economia globale" legati ai calcoli politici nelle due capitali. La Grecia, scrive il Wsj, ha ''imparato che ogni volta che la crisi minaccia l'area euro l'Europa è costretta a rimangiarsi le promesse fatte e a soccorrerla con un nuovo salvataggio. L'Italia sembra fare lo stesso calcolo''.

La sensazione è che tutto questo tirare in ballo Italia e Grecia per metterli sotto i riflettori (quasi sul banco degli imputati!) della comunità internazionale non sia animato e messo in scena soltanto ai fini di una corretta politica finanziaria richiesta dall'Ue per tirarsi fuori dalla crisi. La sensazione è che sotto ci sia dell'altro. Non dimentichiamo che l'area del Mediterraneo su cui si affacciano e su cui i due Paesi in questione esercitano bene o male una forte influenza (anche solo geograficamente parlando) ha subito l'improvviso quanto anomalo incendio della rivolta sociale, che ha portato al rovesciamento violento dei regimi in carica in molti Stati dell'Africa del Nord. Tale situazione ha riacceso gli appetiti, mai sopiti, di nazioni da sempre avvezze allo spirito colonialistico. E questo sempre che non si vogliano considerare le obiezioni di chi (e non sono pochi) da più parti sostiene che le ribellioni in nordafrica siano frutto di precise strategie pianificate a tavolino!
La pulce nell’orecchio l’aveva messa Jean-Paul Pougala, imprenditore italiano di origine camerunese, scrittore e professore di sociologia a Ginevra, attivista democratico, in un’analisi in lingua francese, datata 28 marzo 2011, intitolata “Le vere ragioni della guerra in Libia”. Dietro l’intervento armato della NATO, fortissimamente voluto dal presidente Sarkozy, non c’erano ragioni umanitarie ma calcoli politici e soprattutto economici: bisognava fermare Gheddafi perché stava contribuendo a suon di miliardi ad alcuni progetti che avrebbero consentito all’Africa di liberarsi, almeno un poco, dell’ingerenza occidentale e delle catene costituite dai debiti contratti con le organizzazioni internazionali. Gheddafi era uno dei finanziatori di tre grandi progetti economico-politici lanciati alla fine del 2010: la Banca africana di investimento, con sede a Sirte in Libia; il Fondo Monetario africano (con capitale iniziale di 42 miliardi di dollari), con sede a Yaoundè in Camerun; la Banca Centrale africana, con sede ad Abuja in Nigeria, primo passo per la creazione di una moneta unica capace di scalzare il Franco CFA (cioè dei paesi dell’Africa francofona), valuta ora controllata da Parigi. L’articolo di Pougala, documentato e credibile, ha fatto subito il giro della Rete rimbalzando su blog, siti di informazione alternativa, riviste online come Nigrizia, agenzie di stampa (non quelle più quotate) e generando un grande dibattito. Gheddafi benefattore? Questa notizia potrebbe far sobbalzare. No, Gheddafi resta il sanguinario tiranno che è. Ma anche date, fatti e numeri restano.

Lo scorso dicembre si sono riuniti a Yaoundè, capitale del Camerun, i ministri delle finanze africani per gettare le basi del Fondo Monetario africano, che “avrà il compito di rendere autonomo finanziariamente il continente, promuovendo crescita e sviluppo commerciale”, come descritto dall’analista del Sole24ore Riccardo Barlaam. Il capitale raccolto dalle donazioni degli Stati africani ammontava a 42 miliardi di dollari così suddivisi: 14,8 dall’Algeria; 9 dalla Libia (i due paesi coprono il 65 % del capitale); 5 dalla Nigeria; 3 rispettivamente dall’Egitto e dal Sudafrica. A fine gennaio un vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione Africana avevano dato il via definitivo al progetto. Ora i 9 miliardi libici sono svaniti. Meglio fanno parte di quei 37 miliardi di dollari di Gheddafi “congelati” dai soli Stati Uniti (il Wall Street Journal parla di altri 20 dall’Inghilterra e 10 dalla Germania; l’amministratore delegato dell’Eni Scaroni dice che i miliardi sono 140; altre fonti addirittura di 165) e che adesso dovrebbero essere girati ai nuovi padroni di Tripoli. Che cosa ne faranno? Intanto i primi soldi restituiti serviranno per pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici e poi per cominciare la ricostruzione, partendo dalle infrastrutture petrolifere. I fondi scongelati dopo la conferenza sulla Libia, tenutasi a Parigi nei giorni scorsi, ammontano a 14 miliardi di dollari che ovviamente saranno impiegati per riaccendere la pompe del gas e del petrolio. L’FMA può attendere. Anche perché, secondo quanto riportato da tutti i siti economici internazionali e posto in evidenza dai blogger, addirittura il 19 marzo, quando ancora gli insorti stavano nel fortino di Bengasi, è stata creata la “Central Bank of Libya”, con lo scopo appunto di gestire i fondi congelati: ma si apprende che chi lo farà concretamente sarà l’istituto finanziario britannico HSBC.

[fonte: http://www.unimondo.org/Notizie/La-finanza-africana-tra-Libia-Francia-e-futuro]

E' chiaro che una situazione politica instabile in Italia (ma lo stesso discorso vale anche per la vicina Grecia) faccia comodo a più di una potenza fra quelle interessate a riconquistare posizioni dominanti nell'area nordafricana; così come il moltiplicarsi delle opportunità di contratti miliardari faccia gola a tante multinazionali spregiudicate che più agevolmente decidono di appoggiare la politica di Paesi con una credibilità economica-finanziaria certamente più forte di altri.

Non a caso, il Wall Street Journal sempre ieri scriveva: "Se la Bce dovesse interrompere gli acquisti di bond italiani, il conseguente balzo dei rendimenti potrebbe far cadere l'amministrazione Berlusconi, aprendo la strada ad un governo tecnico nominato dal presidente Giorgio Napolitano". In questo caso, prosegue il giornale Usa, ''il lungo processo per ricostruire la credibilità della terza economia dell'area euro potrebbe almeno ricominciare sul serio".

Ecco quindi affacciarsi prepotentemente l'ipotesi del governo tecnico (a guida Schifani?), che se da un lato servirebbe a calmierare le ansie della comunità internazionale (versione che racconterebbero nei tg dei network di tutto il mondo), dall'altro fra dimissioni del premier, consultazioni del presidente, scioglimento delle Camere, indizione di nuove elezioni, campagna elettorale, voto e spoglio e formazione del nuovo governo lascerebbe agli Interessati di cui sopra tutto il tempo necessario e il campo totalmente libero per il migliore posizionamento sullo scacchiere dell'area mediterranea, nonchè al tavolo della spartizione delle risorse dell'Africa del Nord.

Da noi saremmo fuori gioco: senza un governo, senza guida economica, con i nostri politici impegnati a promettere di tutto e di più a questo e quello...

Etichette

2012 (1) abruzzo (8) adsl (1) aforismi (1) africa (3) agricoltura (1) al qaeda (1) al servizio del paese (2) alberi (2) alemanno (1) alfano (7) alieni (2) amato (1) ambiente (1) amici (1) amnistia (2) andreotti (1) anni '70 (2) anni 70 (1) annozero (3) ansa (1) antifascismo (1) anziani (1) aparthaid (1) apocalisse (1) ateobus (1) ballarò (1) bambini (2) banche (2) bce (1) benigni (1) benvenuto (1) beppe grillo (2) berlusconi (99) bersani (3) bertolaso (1) bier (1) blog (9) bondi (1) bongiorno (2) bonolis (6) borsa (5) borsellino (2) bracciano (2) brunetta (2) bullismo (1) bush (4) busi (1) caffarra (1) calcio (3) calcioscommesse (1) calendario (1) camorra (5) cancellieri (1) cane (1) canzoni (2) carcere (4) carosello (2) casalinga (1) cassazione (2) castelli (1) catricalà (2) cerchi nel grano (1) chiesa (4) cina (1) cinema (1) colonna (1) come ci prendono in giro (2) comici (1) commenti (1) comunicattivo (1) con pietro grasso (1) conpietrograsso (1) conso (1) contraccezione (1) coraggio (1) corruzione (6) corteo (1) costi (2) costituzione (7) crisi economica (42) cristina bozzi (1) crop circles (1) destra (1) di pietro (1) dio (3) dipendenza (1) diritti umani (1) discorso (1) dissenso (1) dittatura (1) dolore (1) donne (2) draghi (1) ecologia (2) economia (1) educazione (1) elezioni (4) elezioni europee (2) elezioni regionali (2) elisa (1) eluana englaro (2) emilia romagna (1) emozioni (1) equitalia (1) etichette (1) euro (2) europa (2) evasione fiscale (4) f35 (2) facebook (2) falcone (2) fantacronache (5) fantascienza (1) fascismo (2) febbre suina (2) festa del lavoro (1) festival (14) film (5) filmato (1) fine del mondo (1) fini (5) flick (1) follia (1) fonti energetiche (1) forza (1) fracking (1) g8 (4) gabanelli (2) gelmini (2) ghedini (1) giappone (1) giornalismo (2) giovani (1) giustizia (8) google (1) governabilità (1) governo (10) grasso (2) gratteri (1) grecia (2) grillo (2) guerra (9) il fatto quotidiano (1) immigrazione (3) immunità (1) impiegati statali (1) influenza (1) informazione (3) ingiustizie (2) ingovernabilità (1) ingroia (1) intercettazioni (4) internet (5) italia (28) iva (1) kamikaze (1) la russa (1) lega (4) letizia (1) letta (3) libertà (2) libri (1) limiti (1) liste elettorali (1) lodo alfano (7) maddalena (1) mafia (15) magistratura (6) maltempo (1) mancuso (1) mandela (1) manovra economica (7) maroni (2) massoneria (1) mastella (1) matheson (1) matrimonio (1) mccain (1) media (3) mediaset (2) mentana (1) meraviglioso (1) mercati (6) minzolini (1) misteri (3) momenti bui (3) mondo (2) monti (14) morte (3) morti (2) musica (4) napolitano (12) natale (4) nazisti (1) negro (1) nobel (1) nome (1) obama (8) odio (1) onu (1) orto (1) osama bin laden (1) pace (1) papa (4) parigi (1) partiti (1) partito democratico (1) pasqua (1) passato (1) paura (2) pc (1) pd (5) pensieri leggeri (1) pensiero unico (1) personale (85) petrolio (1) piano-casa (1) politica (137) poliziotti infiltrati (1) poveri (2) presidente (1) privacy (1) profezia maya (1) prostituzione (1) pubblica amministrazione (2) pubblici dipendenti (2) pulcino (1) queen (2) quiz (1) racconto breve (21) radio (1) rai (3) rapporto EIU (1) ratzinger (1) referendum (2) religione (2) renzi (5) report (2) resistenza (2) responsabilità (1) retata (1) rifiuti (1) righetti (1) rinascita (1) ringhio (1) roberto ruocco (1) roma (3) russia (1) saggi (1) sanremo (14) santoro (1) saviano (2) scandalo (2) schifani (2) scudo fiscale (1) scuola (4) scuse (1) se stessi (1) segreti di stato (3) senato (1) sesso (1) shore (1) sicurezza (4) signore degli anelli (1) simboli (1) sinfonia (1) sinistra (4) social card (1) società (1) soldi (4) sole (1) sondaggio (1) spread (5) squadra (1) stato (1) tangentopoli (5) tav (1) telecom italia (2) televisione (1) televoto (3) terra (4) terremoto (11) terrorismo (3) tevere (2) tifo (1) tornatore (1) travaglio (1) tremonti (6) treni (1) trenitalia (1) trilussa (1) tv (4) ufo (1) umanità (2) una scelta di vita (1) uomini (2) uomo (4) usa (10) valori (1) vaticano (2) vauro (1) veltroni (1) verità (1) vezzali (1) viareggio (1) vicenda umana (4) video (1) violenza (2) vita (17) vittoria (1) volontà (1) volontari (1) wall street (1) wikileaks (1) zawahiri (1)

DISCLAIMER

LE IMMAGINI QUI RIPRODOTTE SONO PER LO PIÙ PRESE DA INTERNET E NON FINALIZZATE A SCOPO DI LUCRO. SARANNO RIMOSSE IMMEDIATAMENTE IN CASO DI LAMENTELE DA PARTE DEGLI AUTORI.