QUESTO BLOG È ESPRESSIONE DEL LIBERO PENSIERO, GARANTITO E TUTELATO DAGLI ARTICOLI 3 E 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E NON INTENDE PROMUOVERE ALCUNA CAMPAGNA DI INCITAMENTO ALL'ODIO E ALLA VIOLENZA. PERTANTO SI DIFFIDANO LE AUTORITÀ A INTRAPRENDERE AZIONI MIRANTI AL SUO OSCURAMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INGIUSTIFICATE E, PARIMENTI, I LETTORI A FORMULARE COMMENTI CONTRASTANTI CON IL SUO INTENDIMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INDESIDERATI.

martedì 28 dicembre 2010

Racconto breve: L'ULTIMA VIGILIA - © di Marcus

Questa volta era deciso ad andare fino in fondo. Basta... Troppe delusioni, troppe promesse non mantenute. E poi: tutta quella mancanza di rispetto, l'egoismo infinito, il desiderio di primeggiare anche a costo di sopraffare, perfino di schiacciare gli altri... Non era davvero più possibile andare avanti così.

C'erano cose, poi, che proprio non riusciva a mandar giù. Una di queste era la loro cronica inaffidabilità. Quella non riusciva a sopportarla più. Aveva passato secoli a tentare di comprendere le ragioni di tanta incapacità. Anni ed anni a dar loro un'altra chance. E poi un'altra, un'altra e ancora un'altra... Quante volte aveva promesso a se stesso che sarebbe stata l'ultima. E ogni volta aveva infranto quel dovere di lealtà che aveva nei suoi confronti, tragicamente e doppiamente ingannato: dalla falsità di quei piccoli mostri e, parimenti, dalla sua infinita bontà.

Era una vita che si interrogava sulle loro tantissime ed enormi contraddizioni. E sempre le stesse, poi! Perchè tutto quell'astio assurdo? Non c'erano forse spazi e risorse per tutti? Perchè tutto quell'odio quando avrebbero dovuto imperare amore, amicizia, fratellanza? Perchè ostinarsi sempre a guardare famelicamente alle cose altrui? Non ne avevano ricevute abbastanza per ciascuno? Eppure loro erano privilegiati, quelli che per tradizione, da sempre, lui andava a trovare e ai quali non aveva mai fatto mancare niente. Quelli che continuava a riempire di attenzioni senza mai domandarsi nulla. Neanche se poi le meritassero davvero tutte quelle attenzioni... Sempre negli stessi luoghi, agli stessi indirizzi, sotto gli stessi cieli...

Cosa avrebbero dovuto dire, allora, tutti quegli altri, in tutte le altre parti dove non era mai stato? Certo i loro genitori non contribuivano alla sua leggenda come facevano questi, così come non alimentavano allo stesso modo la sua fama nel mondo. Eppure a questi non aveva mai fatto visita, non aveva mai portato nulla... Magari avrebbero meritato qualcosa anche loro... Magari questi sarebbero stati migliori... Magari...

Praticamente, un vita di perchè ed ora un mondo di magari.

Poi decise. Fu un attimo, ma cambiò tutto. Tutto quel che era stato finora. Si alzò e si diresse deciso verso la stalla. Aprì la porta, guardò dentro per un attimo, poi la spalancò del tutto. Le bestie si avvicinarono, prima titubanti poi sempre più convinte. Quando sfilarono davanti a lui emisero come un grugnito: un rimprovero? O forse un ringraziamento? Egli le lasciò sfilare e le guardò fuggire, una ad una, verso la libertà.

Quando furono uscite tutte si voltò per tornare verso la sua dimora. Appeso dietro la porta, nel solito posto, c'era il vecchio sacco che usava da una vita: lo tirò giù con un rapido movimento della mano e lo ammucchiò alla meno peggio, come per farne una palla. Uscì di nuovo all'aperto, cercò un pezzo di roccia che non fosse coperto dalla neve, ci mise sopra l'involto e, aiutandosi con un paio di rametti asciutti, accese il fuoco. Dopo poco, quello che era stato il suo sacco da una vita, ardeva vigorosamente alla luce del tramonto.

Babbo Natale rientrò in casa. Chiuse la porta e non uscì mai più.

giovedì 16 dicembre 2010

Fat bottomed face!


Oggi ho scavato un po’ negli archivi della mia memoria e ho deciso di portarvi a fare un tuffo nel passato. Un tuffo neanche troppo all’indietro: giusto due o tre anni fa…

Era il 2 marzo 2007 e, neanche un anno prima di brindare alla caduta del governo Prodi, Silvio Berlusconi prendeva la parola alla Camera come leader di Forza Italia, strigliando duramente il premier e la sua maggioranza per la mancanza di coesione, le divisioni interne e la caccia al singolo voto per continuare a galleggiare. Il testo integrale di quell’illuminato intervento potete leggerlo qui o ascoltarlo qui. Ve ne riporto alcuni passaggi, perché si tratta di un discorso davvero profetico, a leggerlo col senno di oggi:

“Signor Presidente, signore e signori deputati, le dimissioni di un Governo che ha perso la maggioranza due volte in dieci giorni - prima sulla politica di difesa e, poi, sulla politica estera - sono state una ferita umiliante per la credibilità internazionale del nostro paese. Voi della maggioranza avete deciso di tamponare questa ferita impegnandovi nella caccia al singolo, piccolo voto invece di cercare una soluzione seria, e scaricate adesso sulla stabilità e sull'autorevolezza delle istituzioni la vostra debolezza e le vostre divisioni (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia). Per paura del giudizio e del voto degli italiani - che rigettano a larga maggioranza la vostra politica fiscale, illiberale e punitiva, e la vostra idea di uno Stato onnipotente ed invasivo, che mette al suo servizio il cittadino, il lavoratore e l'imprenditore -, state trasformando il Governo della Repubblica in un'assemblea di condominio disordinata e rissosa, e non bastano certo a nasconderlo gli artifici verbali in cui si è esercitato questa mattina il Presidente del Consiglio”. [...]

“Certo, per l'opposizione un Governo fragile e confuso è una benedizione, ma il prezzo finale lo pagano i cittadini, ed è un costo troppo alto per la comunità la superbia di una coalizione che non vuole riconoscere la realtà elettorale di un paese legale diviso a metà dal voto di aprile e di un paese reale in cui oggi il Governo è in condizioni di indiscutibile minoranza”. (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia e Alleanza Nazionale). [...]

“...come sarà, da domani, la navigazione di questo Governo? Già si annunciano, tra i partiti della maggioranza, altri «bracci di ferro»...”.


Che determinazione! E che piglio nel denunciare l’ostinazione di Prodi a voler andare avanti a tutti i costi nonostante gli evidenti dissidi all’interno della sua maggioranza. Ma non sarebbe finita lì. Infatti, a distanza di nove mesi, alla vigilia del dibattito parlamentare sulla fiducia che il 24 gennaio 2008 condusse alla caduta di Prodi, Berlusconi rincarava la dose, facendo nuovamente pressione perchè il premier prendesse atto della fine della sua maggioranza e rassegnasse le dimissioni. Vediamo cosa disse.

17 gennaio 2008
“Anche lei, signor presidente del consiglio, ha delle grandi responsabilità. Deve prendere atto che l’esperienza di questo governo è finita, non tanto per le sue responsabilità personali, quanto per il fallimento di una alleanza politica divisa da posizioni politiche e programmatiche insanabili”. È questo uno dei passaggi del discorso che il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, avrebbe dovuto pronunciare nel dibattito in aula a Montecitorio sul caso Mastella, ma non ha fatto perché arrivato in ritardo. È stato lo stesso Cavaliere a distribuire il testo ai cronisti a Montecitorio. “Resistendo ad ogni costo - prosegue il testo distribuito dal Cavaliere - farebbe un danno all’Italia e ridurrebbe la sua figura politica alla semplice difesa della sua personale posizione di potere, che ormai è invisa alla stragrande maggioranza del Paese. Quello che le chiedo - prosegue il testo scritto dall’ex premier - signor presidente, e che chiediamo anche al paese, è di prendere atto della crisi del suo governo e di contribuire ad aprire una fase nuova nella politica del nostro Paese nell’interesse di tutti”.

(fonte: Il Giornale)

22 gennaio 2008
09.50 – “Il governo è arrivato al capolinea, c'è stata una implosione nella maggioranza. Ora non ci sono strade diverse che prendere atto di questa crisi”. Così Silvio Berlusconi in un collegamento telefonico con Maurizio Belpietro su Canale 5: “Questo fatto di voler portare alle Camere una crisi che è nei fatti è un formalismo inutile”, sottolinea l'ex premier. “A meno che - aggiunge - non nasconda qualche trappola”, come se “si voglia prendere tempo e tentare un qualche recupero al Senato”. Per Berlusconi “Prodi è tenacemente attaccato al potere, ho saputo che si è proposto nel vertice di maggioranza di ieri come prossimo candidato alle elezioni”.

16.46 - Silvio Berlusconi non crede, come ventilato dal capogruppo alla Camera della Lega Nord Roberto Calderoli, che al Senato ci sia ‘puzza di bruciato’ in vista del voto di fiducia sul governo: “Non credo, non credo proprio. Questo governo è finito nei fatti - ha detto il leader di Forza Italia a Milano - non è finito per un voto o due-tre al Senato; non ha più la maggioranza perché quando una componente che ha avuto più di 500mila voti come Mastella stacca alla Camera dove hanno avuto la maggioranza e quindi 60 parlamentari in più per soli 24mila voti in più, questo governo non ha più la maggioranza nel Paese. Quindi - è la conclusione di Berlusconi - deve prendere atto perché in una democrazia si deve avere il popolo alle spalle, bisogna rappresentare il popolo e non si può tentare di governare contro la gente. Credo di voler insistere contro la volontà e contro la gente sia addirittura masochistico”. Sulla possibilità che i senatori a vita sostengano Prodi, Berlusconi ha commentato: “Non credo si vorranno macchiare di qualcosa che è così contrario al sentimento popolare”.


(fonte: TgCom)

Verrebbe da chiedersi: quanti voti ha portato alla causa della maggioranza che ha sostenuto fino ad oggi il governo Berlusconi la cosiddetta ‘componente Fini’, per dirla con le sue parole? Forse qualcosa in più dei 500mila voti delle truppe mastellate di allora? Ma andiamo avanti.

23 gennaio 2008
12:47 Berlusconi: Prodi al Quirinale prima del Senato
“Se l'Udeur confermerà le sue dichiarazioni di uscita dalla maggioranza, Prodi deve recarsi subito al Quirinale, prima del voto al Senato, perchè non c'è più la maggioranza politica”. Lo afferma il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi lasciando Montecitorio.

12:50 Berlusconi: il governo può portare il paese alle elezioni
“C'è un governo in carica che può tranquillamente portare il Paese alle elezioni, siamo convinti che questa sarebbe la soluzione più normale, un governo che restasse in carica per la normale amministrazione fino al voto”, ha detto ancora Berlusconi.


(fonte: Repubblica)

Tanto per dire: ricordo male o alla vigilia del dibattito sulla fiducia al Senato, domenica scorsa, Fini annunciava urbi et orbi il passaggio all’opposizione di Fli? Non bastava come ‘dichiarazione di uscita dalla maggioranza’? Ma andiamo ancora avanti e torniamo nel gennaio 2008. A distanza di poche ore dalla caduta del governo Prodi, Berlusconi esterna ancora una volta profeticamente: questa volta sul tema del mercato dei voti in parlamento.

24 gennaio 2008
21:57 Berlusconi: “Pensavo Prodi avesse carte coperte”
“Pensavo che Prodi avesse qualche carta coperta, due o tre senatori a favore del governo. Questo non è successo”, ha detto Silvio Berlusconi in un'intervista telefonica al TG5. Poi il Cavaliere ha aggiunto: “Quindi non mi spiego come il presidente del Consiglio si sia sottoposto ad una mezza giornata di critiche e di polemiche, che per lui non deve essere stata certo felice”.


(fonte: Repubblica)

Una fissazione, quella della compravendita di parlamentari, che non lo abbandona mai. Talmente un’abitudine, da inserirla fra le usuali strategie politiche altrui…! Silvio, stai tranquillo… Guarda che a te non ti batte nessuno!

27 gennaio 2008
Il leader della Casa delle Libertà, Silvio Berlusconi, è intervenuto quest'oggi telefonicamente all'assemblea del movimento che sostiene il governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni, rinnovando il suo auspicio alle elezioni anticipate come metodo di risoluzione della crisi di governo, iniziata giovedì scorso con le dimissioni di Romano Prodi a seguito del voto di sfiducia del Senato della Repubblica. Il cavaliere ha detto che, se il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non optasse per le elezioni anticipate, «milioni di italiani si riverserebbero a Roma per chiederle». Ma Berlusconi lascia anche spazio ad un dialogo sui grandi temi istituzionali con le forze di centro-sinistra, dicendo: «Se all'interno di questa sinistra c'è qualcuno che vuole dividere con noi certe responsabilità, non saremo certo noi a dire di no».

(fonte: Wikinews)

Ora… ripensate a quel che è successo in quest'ultimo anno, in particolare agli ultimi sei mesi: dalla rottura di Fini allo strappo del gruppo di Futuro e Libertà. Ripensate ai mesi e mesi di inattività politica di governo e parlamento, alle polemiche violente all'interno del Pdl, alle accuse e alle controaccuse di tradimento, agli ultimatum, fino allo scontro frontale Berlusconi-Fini. Ripensate a quello che è successo nella due giorni (ieri e l'altroieri) di dibattito al Senato e alla Camera sulla fiducia al governo del Cavaliere, alle sue dichiarazioni e alle sue interviste sui giornali e alla tv…

Il bagno è in fondo al corridoio...

mercoledì 15 dicembre 2010

Maroni: 10 domande per te...

(foto Ansa)
In merito ai violenti scontri che ieri hanno sconvolto il centro di Roma, riporto i dieci interrogativi che il Popolo Viola rivolge al ministro dell'Interno. Giusto per chiarire le cose.

1) Perché il finanziere ha il dito sul grilletto?

2) Chi è l’uomo col cappuccio grigio che prima sembra aggredire il finanziere e poi lo soccorre?

3) Chi è l’uomo col walkie talkie a terra?

4) Chi è l’uomo col giubbotto beige che prima impugna un badile, poi un bastone e poi un manganello e manette e che ritroveremo dopo dietro il cordone delle forze dell’ordine?

5) E’ vero, come sostiene l’ApCom, che l’uomo con la giacca a quadri, travestito da manifestante, che protegge il finanziere è un esponente delle forze dell’ordine?

6) Che rapporto c’è tra l’uomo col giubbotto beige e quello con la giacca a quadri ritratti assieme in una foto in cui sembrano dialogare?

7) In due diverse dichiarazioni, riportate dal Corriere della Sera e dal Messaggero, il Comando della Guardia di Finanza, prima esclude che i finanzieri possano operare in “abiti civili” e poi ammette che il finanziere con la pistola è stato soccorso da un “collega in abiti civili”. Perché questa contraddizione?

8) Erano presenti tra i dimostranti esponenti della Guardia di Finanza in “abiti civili”?

9) Erano presenti tra i dimostranti esponenti delle Forze dell’ordine in “abiti civili”?

10) Se erano presenti tra i dimostranti, come pure ammette la Guardia di Finanza, esponenti delle forze dell’ordine in abiti civili con quale quale mandato operavano?

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Domande che troveranno certamente risposte da chi di dovere. Magari non sarà la verità al 100%, ma...

Detto ciò, di "poliziotti infiltrati" col sospetto di fomentare pacifiche manifestazioni, specialmente di studenti, si è parlato a più riprese. Tanto per dirne una, qualcuno ricorderà gli scontri di fine ottobre 2008, sempre a Roma, sempre dalle parti di Piazza Navona (si vede che l'area è propizia oppure che qualcuno la conosce molto bene...).

D'altra parte, basta fare una ricerca con quelle parole chiave sul sito di Beppe Grillo. Anzi, ai più pigri di voi, ho facilitato la cosa: basta cliccare qui e inserire "poliziotti infiltrati" nella casella di ricerca!

martedì 14 dicembre 2010

Elezioni politiche 2010: memorandum



E' vero che il governo Berlusconi ha appena spuntato la (prevedibile) fiducia al Senato e fra poco, dopo l'ultima notte di calciomercato, probabilmente otterrà alla Camera quei due o tre voti che gli risparmieranno l'umiliazione parlamentare del pollice verso. Però, vista la situazione, preferisco portarmi avanti col lavoro e prepararmi al prossimo voto politico: ennesimo giro d'Italia elettorale per il quale ho appuntato qualche notarella che, stavolta, voglio ricordare a me stesso.

- Non fidarsi degli sconosciuti: le facce nuove da noi non esistono, meglio controllare eventuali effetti di ritocco dovuti al cerone o al photoshop.

- Non fidarsi delle facce nuove, che abbiano i capelli bianchi, il parrucchino o la calvizie incipiente.

- Ricordarsi che promettere di abbassare le tasse o di eliminarne qualcuna non vuol dire abbassare le tasse o eliminarne qualcuna.

- Ricordarsi che la crisi economica mondiale è un fattore oggettivo e non può magicamente sparire solo perchè siamo in campagna elettorale.

- Diffidare dai padroni che improvvisamente si schierano dalla parte del popolo o degli operai. Lo stesso vale anche se a farlo sono i loro figli.

- Diffidare di chi improvvisamente si fa paladino della sorte di tanti disperati, specialmente se la legge che più di ogni altra cosa ha contribuito alla loro disperazione porta il suo nome e cognome.

- Guardarsi da chi impiega tante parole a spiegare il significato di res publica e, al tempo stesso, non adotta alcun comportamento coerente con esse.

- Ricordarsi che i reati rimangono reati anche se a commetterli è un uomo politico e che non per questo cambiano nome o si possono assolvere cum lodo.

- Tenere bene a mente che in cabina elettorale non c'è alcun Signore a sorvegliare e giudicare sul voto. Anche perchè, se proprio volesse sorvegliare e giudicare, probabilmente Questi rivolgerebbe il suo sguardo inquisitore all'interno di qualche sacrestia od oratorio.

- Togliersi definitivamente dalla testa l'idea che la prima repubblica sia finita ad Hammamet e che la seconda sia iniziata con Tangentopoli.

- Sradicare assolutamente dalla propria testa il ritornello, tanto caro a qualcuno, secondo il quale senza il governo Berlusconi è a rischio la democrazia in Italia.

- Ricordarsi che il verde, oltre ad essere il colore della speranza, è il colore dei prati e dell'impegno a favore dell'ambiente e delle specie protette. Qualsiasi altro uso e abuso di questo colore, seppur molto trendy in cravatte e fazzoletti, non ha significato alcuno.

- Ricordarsi che il mercato delle vacche, come quello delle pecoroni, non è solo una forma di baratto tipicamente sarda o abruzzese, ma ha uno stand aperto h24 anche in alcuni Palazzi della Capitale.

Qualora tutto ciò non bastasse, ricordarsi assolutamente che, nonostante le apparenze, questo non è Scherzi a parte e non lo è mai stato. E che se anche lo fosse, oltre al danno avremmo anche la beffa: perchè anche su quello Lui prospera.

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