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martedì 23 novembre 2010

Dopo il primo contatto

Negli ultimi tempi, in quel magico e sconfinato ipermercato del tutto che è il web, hanno preso a farsi sempre più insistenti (e, per qualcuno, consistenti) le voci di un presunto primo contatto fra umani e alieni. Contatto che dovrebbe essere ormai imminente, se è vero che fino a qualche mese fa si parlava del periodo autunnale mentre ora le ultime notizie lo danno per certo fra novembre e dicembre. Contatto che, inoltre, chissà perchè, dovrebbe trovare la sua ambientazione proprio qui a Roma, fra le antiche vestigia della Città Eterna.

Mi pare perfettamente inutile interrogarsi su quale possa essere la genesi di una simile notizia, così come credo sia evidente a tutti il meccanismo che sulla rete faccia sì che una palla di neve si trasformi prima in una slavina e poi in una valanga. Indipendentemente dal fatto che si tratti di una valanga vera o falsa.

Per come sono fatto e per come sono cresciuto, confesso di non nutrire particolare interesse per tutto ciò. Forse a causa di una personale storia d'amore per la fantascienza, comunque narrata; forse per quelle pagine che vengono dal passato e che si sfogliano davanti agli occhi con la sfacciata pretesa di raccontare il futuro; forse per quelle immagini che sceneggiatori e registi hanno strappato alle loro menti o chissà dove per materializzarle, incredibili e reali (e ora anche tri e quadri-dimensionali), di fronte a noi... Chissà. Fatto sta che più che guardare a come possa essere nata, la notizia di un possibile e imminente contatto con una razza aliena mi fa venire una gran voglia di vedere come sarà dopo. Dopo il primo contatto.

Chissà come cambierebbe il mondo. Millenni e millenni di un'avventura che tutti avevamo creduto rigorosamente in single player e che ora ci ritroveremmo improvvisamente a giocare in rete: in una rete sconfinata, a questo punto, e dove a mettere del loro sono chissà quanti giocatori. Una volta ammessa l'esistenza di una razza aliena, infatti, il passo per accettare l'esistenza di infinite altre è più che breve...

Noi siamo qui. Che attendiamo fiduciosi e altrettanto impreparati, a mio giudizio. In attesa di questo eventuale, nuovo, immane spartiacque della storia umana.

martedì 9 novembre 2010

Andiamo via con loro...



"I draghi possono essere sconfitti!". E poi... "Ammazzalo con un libro!". Quanta forza racchiudono al loro interno queste parole... Quanta potenza in queste due frasi semplici semplici...

Occhi che si aprono a nuovi modi di guardare alla realtà, che vengono aiutati a leggere meglio, educati a vedere che non tutto è come si vuole che appaia... Cuori che si scaldano al tepore di nuove strade da percorrere, che avvertono l'insorgere di nuove coscienze e, proprio per questo, si rinserrano e riprendono il vigore che avevano smarrito. Consapevolezze che si ritrovano, determinazioni che ritornano ad albergare laddove ingiustamente erano state allontanate... Da noi, proprio da noi.

Ieri sera è accaduto un piccolo grande miracolo: abbiamo visto che fare un'altra televisione è possibile. Abbiamo sperimentato (e con estremo godimento!) che si può invitare un famoso direttore d'orchestra senza far pubblicità al suo ultimo disco, alla sua ultima tournee, al suo ultimo prestigioso incarico in questo o quel teatro storico di vattelappesca.

Abbiamo sentito parlare di cultura in modo alto: non solo come critica gratuita all'attività di qualche ministro (che più di una critica si merita, se non altro per il modo di approcciare alla materia stessa del suo incarico!), ma per le tante e tante parole che sono state spese per spiegare l'importanza della cultura per un popolo, per la vita stessa.

E poi c'è stato Benigni. Non solo un istrione, perfettamente a suo agio con un canovaccio totalmente aperto e uno spazio da gestire in proprio, pressocchè senza limiti di tempo. Non un buffone, come si è definito lui: ma un giullare di dio! Ci ha fatto morire dalle risate con la canzoncina su Berlusconi ("ma quanto costa 'sto cazzo di pianeta!"); ci ha fatto sorridere e commuovere e poi commuovere e sorridere, senza lasciare soluzioni di continuità fra i contrapposti stati d'animo.

Fino ad arrivare a sfidare direttamente un boss di camorra: il boss dei boss dei casalesi. Non mi sono ritrovato ad odiare, in quel momento: e questo credo che sia stato il merito più grande del Benigni che ha giganteggiato ieri sera. Non mi sono ritrovato ad odiare quel Sandokan o quello Schiavone, da lui più e più volte chiamato per nome, perchè la grandiosità del giullare non sta nel suscitare l'odio in chi lo ascolta: lui ha annientato l'oggetto del suo parlare con l'arguzia del suo dire, ha violato l'immagine di intoccabile del capo della camorra, ha dissacrato il santuario della paura che questi e la sua organizzazione hanno creato e creano ogni giorno intorno a loro. Mi sono ritrovato semplicemente ad ascoltare qualcuno parlare con il sorriso dipinto sulle labbra di qualcosa che finora era assolutamente innominabile!

E in questo è stata la sua grandezza! Scherzare su Berlusconi e le sue scappatelle extragovernative è all'ordine del giorno per un comico. Ma spingersi a sfidare e sbeffeggiare, dolcemente, in diretta tv un capo dei capi è cosa che non avevo mai visto fare!

Sentire spiegare che a un bambino si può e si deve raccontare dei draghi perchè capisca che i draghi possono essere sconfitti è di una grandezza senza pari! Sentire Benigni incitare il capo della camorra ("Ammazzalo! Dai, ammazzalo!") ad ammazzare l'odiatissimo Saviano, ma a farlo usando un libro come arma... è di una potenza devastante! Una potenza che capace di squarciare come nient'altro il tempio di paura che Schiavone e la camorra hanno creato intorno a sè.

Grazie Roberto Benigni! Grazie Saviano e Fazio! Grazie a tutti coloro che, partecipando a Vieni via con me, sapranno rendere onore con altrettanta grandezza al sacro rispetto per la verità e la giustizia!

venerdì 5 novembre 2010

Senza parole...


DRS0020 3 LAV 0 DRS / WLF
PROSTITUZIONE. BERLUSCONI: NIENTE SCONTI, E' REATO
(DIRE) Roma, 5 nov. - Lotta dura del governo alla prostituzione.
Il premier Silvio Berlusconi ha annunciato in conferenza stampa
che l'introduzione del reato di prostituzione, fermo in
Parlamento da tempo, e' stato stralciato e inserito nel pacchetto
sicurezza approvato oggi dal Cdm.
"Avendo constato - dice Berlusconi - che il reato di
prostituzione non ha proceduto in Parlamento, abbiamo deciso di
riprendere quella norma, di riapprovarla una seconda volta, e di
inserirla in questo nuovo provvedimento".
(Rai/Mar/ Dire)
12:51 05-11-10

giovedì 4 novembre 2010

Berlusconi-Obama: un oceano di differenze!

...al di là dell'abbronzatura (direbbe Berlusconi) e dell'altezza (replicherebbe Obama).

Grazie a Yanez per la vignetta che ha voluto donare a Relativismi!!!

martedì 2 novembre 2010

Non avrai altro Dio all'infuori di me...


Non ne posso più di Berlusconi!

Non ne posso più di sentirgli dire che vuole riformare la Prostituzione italiana!

Non ne posso più di sentirgli ripetere ad ogni occasione dei successi ottenuti dal suo governo nella lotta all'omossessualità organizzata!

Non ne posso più delle sue tante Ruby e ruberie varie! Delle sue tante Noemi, Letizia, Noemi Letizia; delle sue tante Patrizia, D'Addario, Patrizia D'Addario; di igieniste orali, di massaggiatrici specializzate, di massaggiatrici apprendiste, di massaggiatrici CO.CO.CO!

Delle sue tantissime storie di evasione ficale, delle tante puttanate di cui si vanta, delle barzellette con cui governa il Paese e delle tante imprese del cazzo. Il suo, ovviamente!

Non ne posso più di leggere e sentire che, grazie all'impegno del suo governo, l'Italia è uscita dalla crisi meglio degli altri Paesi d'Europa: detto da uno che è in crisi con la moglie, con l'escort, con le fidanzate diciassettenni, con il cofondatore del suo partito, con parte della sua maggioranza e perfino con il Milan!

Non ne posso più di sentire che se l'è presa con le donne: una volta perchè sono brutte come la Bindi, un'altra perchè non sposano uno ricco e un'altra ancora perchè son tutte belle le mamme del mondo, ma meglio ancora sono le figlie!

Non ne posso più di sentire che se l'è presa con i gay: una volta per dare contro a Vendola, un'altra perchè è da veri uomini e un'altra per mettere in imbarazzo... Bocchino!

Non ne posso più di leggere e sentire di feste e festini a Palazzo Grazioli, Villa Certosa, Villa Antigua: c'ha rotto Arcore e Arcazzo!

Non ne posso più di sentirgli dire peste e corna dei comunisti del PCI che facevano affari coi russi e una politica filo-araba e antisemita: nel frattempo, leggere dei suoi continui e ripetuti viaggi nella dacia dell'amico Putin, di continue e ripetute lodi della politica repressiva dell'amico Medvedev, di continui e ripetuti incontri nella tenda dell'amico Gheddafi per scambiare commesse commerciali con autorizzazioni al tiro al motopeschereccio!

All'amico libico, fra l'altro, ha già rubato l'antico rituale erotico propiziatorio del sesso chiamato, in lingua antica, Bunga Bunga. Il prossimo colpo pare sia quello di acquistare dalla Libia un pacchetto di Amazzoni: in prova per i primi sei mesi come Body Guards, per sostituire quegli inetti che lo lasciarono colpire dalla statuina del Duomo; e successivamente, a seguito di durissime selezioni a base di Bunga Bunga, appunto, da promuovere a ministre della Repubblica!

Non ne posso più di sentirlo ripetere che si sta impegnando per portare la vita media a 120 anni: dev'essere per questo che ha iniziato da qualche anno a farsi fare una serie di iniezioni là, ma proprio là, addo' nell'omme nun coce 'o sole!

Non ne posso più dell'Unto del Signore, del Carlo Magno de 'noantri, dell'uomo che fa scolpire il proprio volto su una statua dedicata a Superman e se la mette in casa per mostrarla agli amici!

Quest'uomo non va dimesso: va ricoverato!

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