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martedì 28 settembre 2010

Storia (vera) di un fico secco

Oggi vi racconto una storia. Una storia di ordinaria amministrazione, in questa Italia delle sopraffazioni del potente di turno sull'uomo qualunque. Può riguardare chiunque: è capitata a qualcuno.

Il protagonista della nostra storia si chiama Marco e fa il giornalista [prendo a prestito da me stesso nome e professione: faccio prima e lascio nel più completo anonimato il qualcuno in questione]. Sono più di vent'anni che Marco lavora con professionalità e passione in un ufficio stampa pubblico. E' il suo lavoro e a lui piace, cosa non da tutti i giorni. Proprio per questo è apprezzato e benvoluto: dai suoi colleghi di ufficio innanzitutto, con alcuni dei quali è nata una vera e propria amicizia, ma anche dalla gran parte di quei giornalisti dei media con i quali, pressocchè quotidianamente, ha cordiali rapporti professionali e umani da anni.

Un giorno, a causa dell'annoso protrarsi di una situazione di grave disagio e malessere in un settore particolarmente delicato e a rischio fra le competenze di quella pubblica amministrazione, il governo decide di dichiarare lo stato di emergenza per quel settore. E, come puntualmente capita in questi casi nel nostro Paese, inizia a varare una serie di provvedimenti ad hoc per fronteggiarla: nomina subito un commissario straordinario e mette a sua disposizione poteri e fondi straordinari per assumere, in tempi brevi e con modalità diverse dall'ordinario, tutte quelle iniziative necessarie per affrontare e risolvere l'emergenza.

Ora capita che ad essere nominato dal governo commissario straordinario per la gestione di questa emergenza sia lo stesso funzionario pubblico già a capo dello specifico dipartimento competente per quella materia. Un po' come se a commissariare il direttore sanitario di un ospedale venisse nominato lo stesso direttore generale o come se per salvare la squadra dalla serie B un presidente affidasse il disperato incarico allo stesso allenatore che la guida dall'inizio del campionato. Lungimirante, no? Nonostante ciò, spiega il governo, ci sono valide motivazioni attinenti alla competenza, professionalità e managerialità del funzionario in questione alla base di questa scelta. E ci sarebbe pure una ricca indennità per compensarlo di tale onere - appunto, straordinario - ma poichè la sua è già fra le retribuzioni più alte che lo Stato attribuisce ad un funzionario pubblico, il governo decide di glissare su questo punto.

Come prima cosa, il nuovo commissario straordinario deve predisporre in breve tempo un piano di interventi che, nel medio periodo, preveda la costruzione di nuove infrastrutture e la riorganizzazione e il potenziamento di quelle già esistenti. Ma in virtù dei poteri che gli vengono concessi, egli può: avvalersi delle risorse del dipartimento che già ordinariamente dirige; nominare più soggetti attuatori, determinandone egli stesso i compensi; stipulare fino a 20 contratti a tempo determinato o a collaborazione a progetto con soggetti scelti in base a criteri fiduciari, anche in questo caso determinandone i compensi. A lui, inoltre, viene intestata una apposita contabilità speciale nella quale confuiscono risorse finzianziarie appositamente individuate dal governo, che egli potrà utilizzare per la realizzazione degli interventi a carattere d'emergenza che riterrà più opportuni, anche in deroga alle norme vigenti. Il che significa accumulare su un'unica persona un potere decisionale e contrattuale enorme, lasciando a costui mano totalmente libera in tema di affidamento di incarichi e di assegnazione di appalti.

Il commissario straordinario si mette subito al lavoro e costituisce la squadra di esperti che dovranno coadiuvarlo nel suo delicato incarico. Ne nomina 5: quattro responsabili di settore e uno, a cui questi devono far riferimento, che si interfaccia direttamente con lui. Tutti estranei alla pubblica amministrazione e tutti reclutati sulla base di un incarico fiduciario. Come già detto, è lui a decidere il compenso loro spettante.

Allo stesso modo, ma con criteri ben differenti, inizia a reclutare il personale necessario a sostenere le necessità minime di un ufficio pubblico creato per affrontare emergenze. E qui viene il bello. Perchè le unità che lui individua per far funzionare h24 una segreteria e un ufficio stampa va a pescarle direttamente dalle omologhe strutture già presenti nel dipartimento che egli già dirige o all'interno dell'amministrazione di cui fa parte il suo dipartimento. Sceglie i migliori e li porta sotto il suo diretto comando: una task-force di professionisti e affidabili che ben conoscono il settore in questione e a sua completa disposizione. A costo zero, o - come recita il linguaggio
tecnico-burocratico - 'in economia'.

Già, perchè diversamente da quanto sarebbe stato previsto per se stesso ma non è stato possibile fare per via del tetto alle retribuzioni dei manager di Stato e diversamente da quanto viene previsto per i 5 soggetti attuatori e i 20 esperti contrattualizzati che riceveranno ricche indennità e compensi per gli incarichi che saranno chiamati a svolgere, al personale della pubblica amministrazione che sarà allontanato dal proprio servizio per essere comandato nei nuovi uffici di supporto del commissario non sarà assegnato il benchè minimo riconoscimento/bonus/indennità/compenso straordinario per la ben più copiosa attività lavorativa e responsabilità a cui sarà sottoposto.

Come dire: le classiche nozze con i fichi secchi!

Ritorniamo ora al nostro amico Marco, giornalista ed esperto addetto stampa del settore: lui è uno dei fichi secchi. Il bello è che nel nuovo ufficio stampa troverà un altro giornalista, estraneo alla pubblica amministrazione e totalmente digiuno del delicato settore in questione e delle sue profonde problematiche, arrivato fin lì per chiamata diretta (in gergo, segnalazione...), appositamente contrattualizzato ed adeguatamente ricompensato.

La storia potrebbe chiudersi qui, avendo già rivelato tutta la profonda italianità. Ma poichè ha anche altri risvolti, non posso non aggiungere una piccola coda, come fa Tolkien raccontando il viaggio verso casa di Frodo e Sam dopo la sconfitta di Sauron nel Signore degli Anelli. Ci sono altri risvolti, infatti, che non risultano così evidenti se non all'occhio abituato agli ambienti e alle maligne dinamiche vigenti nella pubblica amministrazione.

Già, perchè non soltanto il nostro amico Marco riceverà un danno in ragione della sua professionalità e bravura, venendo strappato ad un ufficio dove lavora da vent'anni per essere assegnato ad una struttura nata per essere provvisoria ed emergenziale. Non soltanto in questo nuovo ufficio egli dovrà passare l'intera giornata lavorativa, assumendo incarichi di responsabilità, senza per questo essere minimamente ricompensato.

Non bastasse il danno in tutto ciò, è la beffa ad affacciarsi, sottile e maligna, fra le pieghe di questa storia. Perchè il nostro amico Marco, informato di tutto ciò, pensa di correre ai ripari rivolgendosi al suo attuale responsabile, ingenuamente confidando nel fatto che questi si sarebbe opposto all'idea di perdere un elemento valido. E invece: il primo pensiero di costui è diretto ad avanzare il dubbio che Marco abbia architettato il tutto per trovarsi una sistemazione lavorativa diversa; la seconda impressione è anche peggiore e a Marco viene riportata, in amicizia, da un suo collega, al quale i capi confidano di aver comunque già pronto un sostituto da inserire al suo posto nell'organico dell'ufficio stampa (organico nel quale, evidentemente, Marco non potrebbe più far ritorno una volta che l'incarico di commissario si esaurisse o che il governo non intendesse più rinnovarlo).

Alla fine, nonostante le suddette mazzate, il nostro amico Marco si ritroverà comunque a ricevere una difesa d'ufficio dal suo capo, una protezione che probabilmente lo metterà al riparo dal trasferimento in questione, ma che gli costerà immensamente cara in termini di gratitudine e riconoscenza. O no?

venerdì 24 settembre 2010

Italiani sull'orlo di una crisi di nervi

Ma che Paese è mai il nostro, se la lotta per il potere, fatta da pochi, finisce per bloccare ogni attività politica e di governo? Quale altro Paese al mondo rende la governabilità ostaggio di un vile scambio di dossier e controdossier, veri o falsi che siano? In quale Stato, fra gli altri cosiddetti 'grandi', l'amministrazione del bene comune diventa terreno fertile dove proliferano, al tempo stesso, favori e veleni, mazzette e rovine, dove i virus della corruzione e della mercificazione dei destini altrui si sono fatti quotidiana realtà?

Quale Paese, in un momento di drammatica crisi economica globale come questo, alle prese con un difficile presente ed oscuri quanto tragici presagi per il futuro, quale Paese può permettersi il lusso di rimanere totalmente immobile e fermo, senza mettere in piedi nè sul tappeto idee e attività per uscire dalla garrota della crisi? Come possiamo permettere a questa gentaglia, dell'una e dell'altra parte, di fermare tutto in questo modo, di continuare a fare di tutto perchè nulla di diverso accada, di poter continuare nei loro sporchi affari, nei loro traffici, negli egoismi senza fine volti unicamente (e sfacciatamente!) al consolidamento della loro fetta di potere?

E tutto questo in ragione di cosa? Di un voto elettorale divenuto merce di scambio con pochi selezionati vassalli e stantia malabitudine da parte di tutti noialtri? Io ti permetto di andare lì per occuparti (secondo il mio punto di vista e le mie convinzioni) di fare cose per il Paese, non per farti gli affari tuoi! Ti ho dato un voto per governare: perchè ora mi chiedi impunità e insindacabilità? Perchè ora vuoi convincermi che ti occorrono questi strumenti per poter 'fare il mio bene'? Hai tutti gli altri...! Ma soprattutto, perchè vuoi sempre di più? Perchè non ti basta mai? E perchè, nonostante i tantissimi privilegi che ho accettato di concederti e quelli che hai deciso unilateralmente di prenderti, ti scopro ad intascare anche gli spiccioli e a sbavare per i resti?

Ho un amico che ha studiato musica al conservatorio: ha studiato duro e dopo anni ed anni è in possesso di una tecnica raffinata che gli permette di padroneggiare lo strumento. Eppure, in tempi di crisi e di lavoro che non c'è, si è dovuto adattare ad accettare serate con gettoni di presenza ridicoli, per non dire umilianti, quando potrebbe tranquillamente aspirare a concerti e apparizioni tv. E tu, politico
malfattore? Non ti accontenti più della tua posizione già di per sè sopraelevata rispetto alla media, degli spazi enormi che ti sono concessi, dei compensi milionari. E neanche dei conti offshore e dei capitali all'estero che ti sei ritagliato illegalmente o comunque infrangendo meschinamente quel patto sociale che avevamo stabilito... No, tu vuoi pure la mazzetta da poche migliaia di euro, vuoi l'entrata gratuita permanente, vuoi lo sconto vita natural durante, vuoi il piccolo resto che è rimasto al margine: pure quello vuoi!!!

E allora sai che c'è? C'è che uno come te non merita più nulla, nemmeno di esserci! Non merita di stare con altri di cui ha carpito e tradito la fiducia! Non merita più neanche di vivere! Perchè io/noi/tutti noialtri ci siamo stufati, di te, della tua presenza, del tuo fetore... E non ti vogliamo più!

martedì 21 settembre 2010

Ciao Sbirulino...


Sandra e Raimondo di nuovo insieme! Chissà che risate si faranno lassù, ora, con voi due...

lunedì 20 settembre 2010

Talk-show Rai: i 5 comandamenti di Masi

Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, alla ripresa della stagione televisiva, mette le mani avanti e, prima che Berlusconi chiami (o forse subito dopo...?), scrive le nuove tavole della legge per talk-show e programmi d'approfondimento informativo. Cinque punti per "garantire il rispetto puntuale della normativa vigente e della governance aziendale in termini di pluralismo, di contraddittorio e di completezza dell'informazione''.

Io so che morite dalla voglia di leggerli: per questo (anche in considerazione del fatto di non volervi privare di una sana risata) ve li scrivo qui di seguito.

1° comandamento: "rispetto delle fasce orarie di tutela dei minori come da normativa vigente, peraltro ben nota ai destinatari in quanto più volte segnalata";

2° comandamento: "in continuità con le indicazioni impartite dai mei predecessori, che hanno richiamato più volte la Carta dei diritti e dei doveri degli operatori del servizio pubblico radiotelevisivo, il Codice Etico nonché le indicazioni dell' Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, non deve essere prevista in alcun modo la presenza in studio del pubblico come 'parte attiva', in linea di principio neppure con applausi. La selezione del pubblico deve essere affidata alle competenti e preesistenti Strutture aziendali";

3° comandamento: "i 'talk-show' devono garantire, sempre e nella stessa trasmissione, il rispetto dei principi del pluralismo e del contraddittorio, ad eccezione ovviamente delle trasmissioni articolate su un unico rappresentante politico. A tal fine si considera rilevante e vincolante l'individuazione e la gestione anche degli opinionisti e dei tecnici di settore, che peraltro devono anch'essi essere individuati secondo i medesimi principi di pluralismo e di contraddittorio";

4° comandamento: "sempre nei ''talk-show'', in analogia con quanto avviene negli altri paesi europei, il conduttore nel corso della trasmissione deve mostrarsi terzo ed effettivamente imparziale";

5° comandamento: "le interviste ai partecipanti devono essere realizzate in sequenza di contraddittorio assicurando tendenzialmente a ciascun ospite lo stesso tempo di parola".

Una domanda su tutte: alla luce di tutto ciò, Berlusconi potrà più telefonare-inveire-offendere-e poi attaccare il telefono in trasmissione? O sarà duramente sanzionato?

Nel frattempo, godetevi lo spot realizzato da Vauro per il ritorno in tv di Annozero, dal titolo Odissea nello spazio. Non lo hanno trasmesso come promo in Rai, vero...?

giovedì 16 settembre 2010

Racconto breve: L'ULTIMO TRAMONTO - © di Marcus


Mi accorsi di quel che stava accadendo negli ultimi istanti di vita della Terra. Ciò che vidi dal mio giardino alzando gli occhi al cielo era troppo bello per essere orribile e davvero troppo orribile per consentire riflessioni sulla sua bellezza. Il Pianeta rosso stava per avventarsi sul Pianeta azzurro. E il suo abbraccio sarebbe stato mortale...

[photo by Marcus]

lunedì 13 settembre 2010

Voglia di... rifare l'Italia!

"Andremo avanti con le riforme e al primo posto metteremo i cinque punti che consideriamo essere le priorità e che illustrerò in un discorso in Parlamento, chiedendo su questo la fiducia del Paese". Silvio Berlusconi interviene a Mattino 5 e ribadisce il concetto che è stato il tormentone degli ultimi tg estivi: e cioè che il governo, per uscire dalla crisi politica in atto, non può sottrarsi dal passaggio della fiducia delle Camere. Che poi altro non sarebbe che l'unica via prevista dalla nostra Costituzione, ma si sa che il nostro premier è un po' sui generis da questo punto di vista: non va molto d'accordo nè con le leggi nè, tanto meno, con la nostra Carta.

Ora, a parte il fatto che la crisi politica in atto è una crisi tutta all'interno della maggioranza, anzi all'interno del solo Pdl (la Lega si frega ben bene le mani!): una sfida all'OkCorrall per la leadership del partito, una rivolta di Spartacus contro il suo ricco padrone. E non vedo come possa interessare quel 70% di elettori che non votano Pdl!

Comunque, se Berlusconi volesse per davvero "la fiducia del Paese", come dice lui, i 5 punti su cui dovrebbe presentarsi al confronto con gli italiani dovrebbero essere ben altri rispetto a quelli da lui ipotizzati per la resa dei conti con i finiani. Io, se potessi, proporrei i seguenti punti:

1) CRISI ETICA: cancellazione dell'intera classe politica attuale che da anni ormai scalda inutilmente (per noi) e soltanto pro domo loro le poltrone del Parlamento e delle istituzioni civili, a tutti i livelli; nuove norme per un Parlamento davvero rappresentativo del popolo, con incarichi limitati nel tempo e nello spazio;

2) CRISI ECONOMICA: lotta dura all'evasione e nuove norme per una fiscalità finalmente sostenibile e fatta dalla contribuzione di tutti - TUTTI - i cittadini italiani, in misura proporzionale; nuova impostazione dei servizi al cittadino (sanità, scuola, giustizia, infrastrutture, informatizzazione), a partire dall'allontanamento di tutti i vertici di nomina politica a capo di aziende, enti, asl e strutture collegati a tali servizi, con conseguente cancellazione di tutti quelli palesemente inutili;

3) CRISI ENERGETICA: graduale stop allo sfruttamento delle tradizionali fonti energetiche, con graduale conversione delle tecnologie all'uso di fonti rinnovabili e naturali e previsione di step temporali per il definitivo passaggio ad esse; analogamente per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti e il loro riciclaggio;

4) BASTA BANCHE: cancellazione, per legge, del sistema bancario come attualmente è strutturato nel nostro Paese (e non solo!); nuova definizione e finalità etiche, per legge, degli istituti bancari, ma anche di quelli assicurativi e finanziari;

5) BASTA VATICANO: cancellazione, per legge, di tutti i privilegi attualmente riconosciuti dallo Stato alla chiesa cattolica; nuova definizione dei rapporti fra lo Stato Italiano (laico - LAICO!) e i diversi credo religiosi; cancellazione di qualsiasi norma che, sulla base di indicazioni religiose, abbia influenze e conseguenze agli effetti civili.

Ho scritto di getto, non considerando e dimenticando certamente tante e tante cose. Ma che fiducia saremmo disposti a dare ad un governo che si mettesse al lavoro per cinque punti così...! Aspetto vostri commenti e indicazioni su questo.

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