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venerdì 27 agosto 2010

And now... two week's holiday!

Da lunedì 30, stacco la spina per qualche giorno. Ho tirato diritto per tutta l'estate ed è bene fermarsi un attimo. In passato il periodo fra la fine di agosto e l'inizio di settembre era il mio preferito per le vacanze, soprattutto per godermi l'adorata montagna. Ma sono altri tempi e le vacanze costituiscono ormai un lontano ricordo. Bah, ad meliora...

Non escludo di riaffacciarmi saltuariamente per leggere eventuali commenti, magari dal cell; ma difficilmente riuscirò a pubblicare qualcosa. A chi è appena tornato dalle vacanze o dalle ferie... una affettuosa pacca sulle spalle. A coloro che, come me... dulcis in fundo, auguro di cuore un buon ricaricamento!

venerdì 20 agosto 2010

Nuove Fenici: che Dio le (li) incenerisca!

Ultimi giorni di vacanze estive: è quasi giunto il tempo dei rientri, tranne per i pochi che ancora devono concedersi la meritata picoola pausa (come il sottoscritto, ad esempio).

In questi scampoli d'estate, noi popolo siamo ancora ben ben distratti: dalla settimana al mare o in montagna appena conclusa, dai saldi di fine stagione, dalle prime performance calcistiche della nostra squadra del cuore e (perchè no?) dall'avventura caliente dell'altra notte in spiaggia. Facciamo di tutto pur di rimanere in questo leggero limbo dorato vacanziero. Tutto pur di non pensare alla ripresa dell'attività lavorativa e professionale, all'ennesimo tiro alla fune con il nostro capo, all'ennesimo ricominciare a tirare la cinghia a causa della crisi economica, ai libri di scuola da acquistare a nostro figlio (ma la Gelmini vigila sugli aumenti indiscriminati!) e così via.

Chi invece non vede l'ora di riprendere l'attività (sic!) e morde il freno nell'attesa spasmodica che si riaprano le fabbriche, i negozi e gli uffici e tornino ad affollarsi nuovamente le città sono (neanche a farlo apposta...) i nostri politici. Anzi, in questa estate di diaspora finiana, loro in vacanza sembra proprio che non ci siano mai andati (sic!-bis), tanto li vediamo presenti in ogni dove mediatico: tg, programmi tv, radio, quotidiani, settimanali, mensili, siti web...

Dov'è che non li troviamo a dire la loro? Con il loro bel faccione abbronzato e, alle loro spalle, un assolato scorcio di riviera tutto mare azzuro (quelli del Pdl...) oppure con il loro bel faccione abbronzato seppur virato al verdastro (forse dovuto ad una casuale non perfetta taratura del bianco della telecamera) e, alle loro spalle, delle mura urbane o un cortile con qualche pianta anch'essi verdastri (finiani e opposizione...). [Andatevi a rivedere i servizi politici del Tg1 da una decina di giorni a questa parte e poi ditemi se le cose e i colori non stanno esattamente come ve le ho descritte! Confrontate le pressocchè quotidiane interviste a Cicchitto con quelle a Di Pietro, Bersani e Bocchino, ad esempio].

Ora ce li ritroviamo pure sulle spiaggie, che si aggirano fra gli ombrelloni e le sdraio presentando la loro ultima pensata in t-shirt e ciabatte e invitando i bagnanti ad avvicinarsi all'immancabile ricco buffet dove sarà loro offerta la classica magnata! Come hanno fatto ieri quei campioni dell'inossidabile qualunquismo democristiano di Casini e Buttiglione sulle sabbie di Otranto per presentare il Partito della Nazione!

I nostri scalpitanti politici non stanno più nella pelle: non vedono l'ora di ricominciare con i loro giochetti di potere, un po' di qua e un po' di là e poichè alle viste si profila una bella crisi con tanto di probabile ricorso alle urne, loro cominciano a preparare la loro gioiosa macchina da guerra elettorale. Si portano avanti ed anticipano mosse e idee di quei milioni di italiani, sempre stufi del solito teatrino, ma ugualmente pronti a recarsi ai seggi: "Non sia mai, è un dovere. E poi un voto all'amico X non si può negare. Hai visto mai...!".

E fra le attività di questo percorso politico ormai avviato, che porterà prima allo scioglimento delle Camere e successivamente al voto, di gran moda è diventata quella della mimetizzazione: in vista di una tornata elettorale che si annuncia particolarmente confusa e frammentata, con i grossi partiti che sanno non essere in grado, almeno in partenza, di assicurarsi i voti necessari a mettere su una maggioranza solida, i nostri politici hanno deciso di mescolare un po' le acque. Intorpidendo le maschere delle proprie aggregazioni per poter giustificare, fra poco, alleanze altrimenti difficilmente giustificabili.

Così, prima di tutto, si creano nuovi partiti o si cambiano i nomi di quelli esistenti. Partiti che vengono soppressi e che, come tante Fenici, risorgono dalle loro stesse ceneri. Ceneri fumanti... visto che non danno loro neanche il tempo di morire in pace!

E se per alcuni (Fli) è stato giocoforza aggregarsi in un nuovo gruppo parlamentare, che sfocierà poi nella nascita di un nuovo partito (come già è stato annunciato), altri hanno già avviato la camaleontica operazione di maquillage politico a beneficio del voto prossimo venturo. Operazione che non riguarda solo la creazione, appunto, di nuovi nomi e simboli come il Partito della Nazione, ma anche la campagna acquisti di facce nuove da mettere davanti al carrozzone, outsider della politica o grossi nomi da dare in pasto all'immaginario collettivo. Anche come leader, come sta accadendo persino all'interno del Pd con il tentativo di creare consensi sul nome di Luca Cordero di Montezemolo.

Ma ve l'immaginate che bel carrozzone: Pd+Di Pietro+Casini+finiani+rutelliani e, perchè no, anche qualche comunista pentito... Tutti insieme appassionatamente! Altro che l'ultimo governo Prodi: questi si spaccherebbero pure per decidere cosa mangiare...!

giovedì 19 agosto 2010

Terra, risorse e... noi!

In pieno agosto, molto probabilmente, sarà difficile che qualche tg di casa nostra potrà trovar spazio alla seguente notizia, impegnati come sono a inseguire l'ultima traccia di Fini a Montecarlo o l'ultima tendenza in fatto di gusti gelato dell'estate 2010. Ve la riporto come l'ho letta su un'agenzia di stampa, con tanto di link per approfondire. Così, tanto per allargare la cerchia dei preoccupati...

AMBIENTE. TRA 2 GIORNI LA TERRA AVRÀ ESAURITO LE RISORSE DEL 2010
GLOBAL FOOTPRINT NETWORK: "UNA DATO CHE PREOCCUPA"
(DIRE) Roma, 19 ago. - "Il 21 agosto l'umanita' avra' consumato tutte le risorse che la natura puo' fornire in un anno". Cio' vuol dire che da quel giorno in poi, consumeremo risorse oltre la capacita' della Terra di reintegrarle. E non si tratta solo di derrate alimentari o acqua potabile, ma anche della "capacita' di trattenimento e filtraggio dell'anidride carbonica (la CO2)" che ha il nostro pianeta. Cosa significa tutto questo? Che "fino alla fine dell'anno consumeremo stock di risorse aggiuntive accumulando gas a effetto serra in atmosfera". Lo denuncia
Global Footprint Network, l'organizzazione internazionale che promuove la sostenibilita' attraverso 'l'Impronta ecologica', uno strumento di contabilita' ambientale che misura quante risorse naturali abbiamo e quante ne usiamo.
Insomma, consumiamo troppo, piu' di quanto la Terra sia in grado di fornirci, e il fragile equilibrio fra consumo di risorse e la loro ricostituzione, e tra emissione di gas serra e la capacita' di assorbirli, si rompera' sabato 21 agosto. "Quando si esauriscono in nove mesi le risorse di un anno si dovrebbe essere seriamente preoccupati", commenta Mathis Wackerhagel, presidente di Global Footprint Network. "La situazione- avverte- non e' meno urgente sul fronte ecologico: cambiamenti climatici, perdita di biodiversita' e carenza di cibo e acqua sono tutti chiari segnali di come non potremo piu' continuare a consumare 'a credito'".(SEGUE)
(Ebo/ Dire)
14:32 19-08-10

AMBIENTE. TRA 2 GIORNI LA TERRA AVRÀ ESAURITO LE RISORSE DEL 2010 -2-
(DIRE) Roma, 19 ago. - Stime preoccupanti? No, "prudenziali", precisa Mathis Wackernagel, presidente di Global Footprint Network. Tuttavia, aggiunge "siamo consapevoli del fatto che", con l'attuale livello di sovraconsumo, "siamo lontani dal poter vivere con i mezzi di un solo pianeta". E la situazione sembra andare sempre peggio: infatti "l'anno scorso l'esaurimento delle risorse del 2009 e' stato raggiunto il 25 settembre", mentre per il 2010 si raggiungera' il 21 agosto. Il mondo, insomma, e' sempre piu' 'spendaccione'. Ma "c'e' una buona notizia", riconosce Wackernagel. "Molte delle tecnologie per la risoluzione del problema sono disponibili". Si tratta di edifici ad efficienza energetica, o di riforme del sistema tributario ecologico ed in definitiva di sposare uno stile di vita piu' sobrio.
Da sempre, ricorda
Global Footprint Network, l'umanita' ha vissuto consumando risorse e producendo biossido di carbonio (CO2) a livelli piu' bassi della capacita' di rigenerazione del pianeta in un anno. Ma "circa tre decenni fa- ricorda l'organizzazione- abbiamo oltrepassato un soglia critica, e il tasso ecologico richiesto dalle attivita' umane ha iniziato a superare il tasso al quale la natura puo' provvedere". In un simile contesto il cambiamento climatico "e' forse il piu' rilevante segnale di questa nostro sperpero ecologico: la nostra impronta di carbonio e' piu' che raddoppiata dal 1970" e "rappresenta la parte piu' grande dell'impronta ecologica" complessiva. Tradotto, "stiamo emettendo molto piu' biossido di carbonio di quanto il pianeta ne possa assorbire", causa scatenante, avverte la scienza, dei cambiamenti climatici.
(Ebo/ Dire)
14:32 19-08-10


A proposito: qualcuno in un passato neanche troppo lontano definì la guerra la sola igiene del mondo (sic!). All'epoca non si era a conoscenza del suddetto studio... ma a me pare che più di un pazzo, da allora, gli abbia dato retta.

lunedì 16 agosto 2010

Italia: che Pil sarebbe senza la mafia!

Ferragosto, tempo di mare e di grandi abbuffate sotto il solleone. Per i romani è tradizionalmente tempo di pollo con peperoni e fette di cocomero gelato, da mangiarsi rigorosamente in spiaggia e in gran compagnia. Ma N.T.S.R.: non tutti sono romani. Anzi qualcuno, con tipica efficienza nordica, il giorno di Ferragosto lavora. E lo fa pure in trasferta.

Come il ministro dell'Interno Maroni, che, da buon leghista, non ama gozzovigliare nè perder tempo con riti tanto popolari, al limite del terrone. A Ferragosto, come ogni anno, riunisce il comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza. Quest'anno è andato a Palermo, per fare il punto sulla "lotta alla criminalità organizzata e per illustrare i risultati assolutamente lusinghieri raggiunti in questi due ultimi anni".

Fra i dati snocciolati ai giornalisti presenti, ci sono quelli sui beni sottratti alle organizzazioni criminali: "Sono stati sequestrati e confiscati alla mafia beni per 14,9 miliardi di euro. Il totale dei beni sequestrati e confiscati è di 32.799: di cui 27.641 (12,8 mld di controvalore) sono beni sequestrati e 5.388 (2,1 mld di euro) sono costituiti da beni confiscati dallo Stato".

Quasi quindici miliardi di euro sono stati sottratti, quindi, dallo Stato alle mafie di tutti i generi e tipi in due anni di governo Berlusconi. Quindici miliardi circa che sarebbero finiti nelle tasche dell'erario. E se lo Stato siamo noi, anche nelle nostre tasche (pare vero...)!

Fanno sette miliardi e mezzo ad anno e la tendenza, spiegano i nostri ministri, è in aumento. Paragonati ai 24,9 miliardi di euro della manovra economica (però anticrisi...!) prevista dal governo e approvata dal Parlamento una ventina di giorni fa, fanno quasi il 60% di quanto Tremonti e soci hanno deciso di raschiare dalle tasche degli italiani (quelli onesti... quelli che pagano sempre!).

Ora capisco perchè Berlusconi continua a ripetere (qui, qui e anche qui, ad esempio) che, sulla crisi economica, l'Italia è messa meglio degli altri Paesi europei... Cosa nostra, 'ndrangheta, camorra, sacra corona e - new entry - mafia cinese... Nessun altro Paese europeo (e forse mondiale) può vantare tanti contribuenti così tanto benestanti!

Senza i proventi della lotta a tutte le forme di criminalità organizzata, il governo avrebbe dovuto varare una manovra economica certamente molto più salata: almeno il 50% in più dell'attuale. E poi dice che Berlusconi non deve ringraziare la mafia...!

martedì 10 agosto 2010

A volte bastano poche parole...


"Non importa quanto vai piano,
l'importante è che non ti fermi."


(Confucio)

lunedì 2 agosto 2010

Governo di fischi e fiaschi

La più vigliacca, dolorosa e oscura strage di Stato che si ricordi in Italia commemora oggi, a trent'anni di distanza, i suoi ottantacinque morti. E, come accaduto solo pochi giorni fa in occasione del diciottesimo anniversario della bomba che a Palermo spazzò via le vite di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta, anche questa commemorazione sarà disertata da rappresentanti del governo. La spiegazione è presto data: "Non ci andiamo perchè ci fischiano sempre", illumina il ministro della Difesa.

E' un governo estetico, il nostro. Un governo talmente abituato ai successi che, come i condottieri romani, è aduso ormai soltanto alle parate sotto l'arco di trionfo, ai flash della mondanità e agli editoriali entusiasti dei fidi direttori di tg: gli Scodinzolini di turno.

I governanti del nostro Paese amano i riflettori quando si tratta di partecipare a una festa di diciott'anni o a un debutto in società, quando posano per la terza volta il primo mattone del tale ospedale o inaugurano per la quarta volta l'inizio dei lavori della tale autostrada, oppure quando devono raccontare, davanti l'ennesimo morto in Afghanistan o in Iraq, i perchè e i percome della presenza dei nostri soldati in quei Paesi o magari quando devono spiegarci come hanno deciso di partecipare (anche loro!) ai sacrifici economici della manovra che li ha visti tagliarsi lo stipendio di ben mille euro, il tutto fra i lustrini e le paillettes del salotto buono di Vespa.

Per tutto il resto invocano il sacrosanto diritto alla riservatezza, la privacy delle loro telefonate o delle loro acrobazie nel lettone di Putin, l'esigenza di una legge che impedisca alla magistratura di continuare a perpetrare abusi nella loro vita privata e in quella dei loro 'amici'. Che deve rimanere, appunto, 'cosa nostra'. Cioè, loro.

Per questo nessuno ha sentito il bisogno di presenziare, a Palermo, alla commemorazione della strage di via D'Amelio. Per questo nessuno sentirà la necessità di partecipare, oggi a Bologna, al ricordo di quel vigliacco eccidio dove furono sacrificati cittadini qualunque, simboli di quella normalità e di quell'ordinarietà di cui ama nutrirsi il terrorismo. Anche quello di Stato. Ma non mancheranno i sentiti messaggi, le autorevoli parole di questa o quella istituzione, le vicinanze espresse ai parenti delle vittime di questa 'tristissima pagina della nostra storia'.

E' vero, i fischi fanno male. E poi ricordano tanto il suono del vento nel deserto. O quello delle pallottole quando passano vicino...

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