QUESTO BLOG È ESPRESSIONE DEL LIBERO PENSIERO, GARANTITO E TUTELATO DAGLI ARTICOLI 3 E 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E NON INTENDE PROMUOVERE ALCUNA CAMPAGNA DI INCITAMENTO ALL'ODIO E ALLA VIOLENZA. PERTANTO SI DIFFIDANO LE AUTORITÀ A INTRAPRENDERE AZIONI MIRANTI AL SUO OSCURAMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INGIUSTIFICATE E, PARIMENTI, I LETTORI A FORMULARE COMMENTI CONTRASTANTI CON IL SUO INTENDIMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INDESIDERATI.

mercoledì 28 aprile 2010

Politica da quattro Bondi


La prossima volta che andiamo a votare ricordamoci, un attimo prima di posare la matita sul foglio, di scene come questa. Perchè indipendentemente da destra, sinistra e centro, indipendentemente da schieramenti e ideologie, indipendentemente dal fatto che quella attuale non è più politica bensì mi-faccio-i-fatti-miei-per-rimanere-più-attaccato-possibile-al-po/po (potere/poltrona), io non voglio più venir rappresentato, come cittadino, da un personaggio del genere!

Questi non vogliono che si guardi alle cose loro (lecite o illecite che siano) e, se hai un'opinione, d'impulso tendono a cancellarti, piuttosto che a confutarla.

Io non ne posso più di politici come Bondi. Io non vorrei più vederne di Bondi in Parlamento o al governo.

E invece mi tocca vederne... Pensiamoci, la prossima volta. A questo e a tante altre cose.

venerdì 23 aprile 2010

Berlusconi-Fini: matrimoni e altri disastri

Quella testa niente male del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ieri sera l'ha detto subito, la prima volta che ha preso la parola ad Annozero: l'errore più grande che il Pd [o l'opposizione in genere, ndr] deve assolutamente evitare di fare, sarebbe quello di dividersi tra berlusconiani e finiani.

Niente di più giusto. Sarebbe davvero il peggior segnale di impreparazione e di immaturità per un partito ormai sfilacciato al suo interno, bastonato da due anni a qualsiasi tornata elettorale e assolutamente incapace di individuare un volto nuovo e credibile da proporre al popolo della sinistra (tanto da dover ridursi a candidare la radicale Bonino alle ultime regionali). Si mettesse anche a spaccarsi tra coloro che tifano per Brooke o Ridge in quella che lo stesso Renzi ha brillantemente paragonato alla Beautiful della nostra politica, sarebbe davvero il massimo. Peggio di qualsiasi tentativo di inciucio a cui abbiamo finora assistito.

Ora, Berlusconi e Fini sono arrivati a tirarsi i piatti, hanno ceduto alla crisi del sedicesimo anno e, mollati tutti o quasi i freni inibitori, sono scaduti in un pessimo spettacolo. Assolutamente coerente con il livello cui si è ridotta la politica nel nostro Paese, se vogliamo; ma sempre un pessimo spettacolo sotto ogni profilo. Altro che esercizio di dialettica politica! Altro che dimostrazione di libertà di pensiero all'interno del partito!

Le accuse che i due si sono scambiati, quegli indici puntati l'un contro l'altro per sottolineare l'errore rinfacciato e il suo autore, il disvelarsi sfacciato di tante ipocrite verità e vere falsità alla base della convivenza politica dei due: Berlusconi e Fini hanno raccontato ieri agli italiani che molte, moltissime scelte fatte a livello di governo tutto sono state meno che pensate e volute pensando al bene del Paese e degli italiani. Il federalismo, le politiche sull'immigrazione, sulla giustizia, così come, al contrario, tutte quelle azioni che avrebbero dovuto essere messe in campo e che invece non sono state prese in considerazione, ad esempio, in tema di stato sociale, welfare, crisi economica... Tutto è stato fatto o non fatto secondo logiche di spartizione, di contropartita, di accontentamento di volta in volta dell'una o dell'altra parte politica, in cambio del via libera o del voto a questo o a quell'interesse personale o di partito.

Sulle teste degli italiani e senza scrupolo alcuno.

Ora, non scopriamo niente di nuovo, è vero... Nulla che abbia fatto questa maggioranza e che non abbiano probabilmente fatto in passato maggioranze di altro colore politico. Ma certo un conto è scrivere di queste cose pensando e immaginando, con proprie deduzioni e ricostruzioni, che stiano in questo modo; un conto, invece, è assistere al disperato e rabbioso scambio di rinfacciamenti andato in scena ieri, che ha raccontato a tutti in che modo e secondo quali logiche questa politica ha gestito il potere che le era stato affidato per guidare il Paese.

Sarò ingenuo, ma a me questa cosa ha molto colpito e terribilmente infastidito. E anche fatto pensare: perchè oggi abbiamo avuto conferma che dietro questo modo di far politica altro non c'è che un meschino scambio di favori; domani, magari, chissà cosa ci verrà dato di sapere a proposito di pagine ben più tristi, oscure e dolorose della storia di questo nostro Paese...

mercoledì 21 aprile 2010

La nube Fini lascia a terra Di Pietro

Il Pdl, lato ex AN, si spacca tra pro e contro Fini. O, per meglio dire, tra parlamentari che vogliono continuare a godere della benevolenza di Berlusconi e quanti, invece, sono disposti a sfidarlo puntando sullo smarcamento politico del loro ex segretario di partito.

E sapete chi è a rimetterci di più, nonostante le apparenze, in questo momento? Sì, giusto: il Paese. Certo, questo è scontato... No, non il premier che, seppure di fronte ad una crisi destinata a lasciare un segno sulla sua creatura, può contare sul fatto che, in caso di elezioni anticipate, la nuova aggregazione finiana si ritroverebbe a dover improvvisamente inventare una campagna elettorale all'altezza.

No, chi di certo ci rimette in questo momento è Antonio Di Pietro, l'unico rappresentante di un'opposizione che non c'è. La svolta di Fini, infatti, così forte e così diretta contro il capo supremo e proprietario del Pdl, assesta una scossa importante a tutto il quadro politico del Paese. Ma, soprattutto, la sua eruzione produce una nube politico-mediatica che, analogamente a quella dell'impronunciabile vulcano islandese, irrompe violentemente sulla calma piatta del dopo elezioni regionali e sulla rafforzata e ipnotizzante egemonia del Pdl che ha vinto un po' dappertutto.

Così, improvvisamente, il Di Pietro che pian piano si era costruito il ruolo di unico, forte oppositore al governo Berlusconi, non rinunciando, in coerenza con questo ruolo, a strattonare più di una volta il Capo dello Stato per la sua debolezza nel dare via libera alle leggi ad personam volute dal premier, si ritrova ora offuscato e oscurato dall'iniziativa di Fini.

Tanto lavoro, tanti colpi menati a destra e a manca, tanto affannarsi, prima di tutto proprio contro quel Pd accusato più volte di voler inciuciare col Pdl per il mantenimento del ruolo di partito guida dell'opposizione. Tanto affannarsi (senza poi tanto sforzo, vista la debolezza espressa dai Pd targati Veltroni, Franceschini e Bersani e vista la totale scomparsa dal 2008 di qualsiasi compagine politica alla sua sinistra o comunque di sinistra) ha portato Braveheart-Di Pietro ad essere l'unico bersaglio fisso delle quotidiane esternazioni di Capezzone e Bonaiuti, l'unico obiettivo verso il quale sono costantemente rivolti i cannoni del Pdl.

Ed ora che, all'indomani del successo alle regionali e dell'occupazione di nuovi territori da parte delle armate berlusconiane, un velo paralizzante stava stendendosi su tutto il Paese; ora che Di Pietro poteva finalmente prepararsi a raccogliere i frutti di tanto dimenarsi; proprio ora che stava per indossare i panni di leader unico dell'opposizione, iniziando un cammino politico che in questi tre anni di fine legislatura avrebbe potuto portarlo a correre per Palazzo Chigi, ecco eruttare il vulcano Fini in tutta la sua potenza! Soprattutto, ecco profilarsi all'orizzonte la figura di un nuovo leader di opposizione: simbolo non di un'opposizione di schieramento, ma di una forte opposizione antiberlusconiana.

E la sua nube rischia di lasciare sulla pista di decollo Di Pietro e i suoi sogni da leader incontrastato.

venerdì 16 aprile 2010

La mafia esiste perchè esiste in tv.
Garantisce Berlusconi, che di... tv se ne intende!

Sapete l'ultima su Berlusconi e la mafia? Eccola qui!

ZCZC0201/SXA
XPP13030
U POL S0A QBXB
MAFIA: BERLUSCONI, SUPPORTO PROMOZIONALE DA PIOVRA E GOMORRA
(ANSA) - ROMA, 16 APR - ''La mafia italiana, non so in base a
quale classifica, risulta la sesta nel mondo ma in realta' e' la
piu' conosciuta grazie al supporto promozionale che ha ricevuto
dalle otto serie tv come La piovra vista in 160 Paesi e anche
dalla letteratura come ad esempio Gomorra. Noi invece ci siamo
posti come obiettivo quello di contrastarla''. Lo afferma il
premier Silvio Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a
Palazzo Chigi, parlando dei risultati del Governo in merito alla
lotta contro la criminalita' organizzata. (ANSA).
IRA/MRC
16-APR-10 13:03

Ah, i bei tempi di Jessica Rabbit, quando, con fare sinuoso e suadente, confessava: "Io non sono così... E' che mi disegnano così!".

martedì 13 aprile 2010

Così fan tutte... e tutti!


[aggiornamento ore 19:45] - Alla fine... è finita così.
__________________________________________________

Un importante politico di primo piano, con un rilevante incarico istituzionale come quello di governatore di regione, apprende da indiscrezioni giornalistiche di essere oggetto di un'indagine per concorso esterno in associazione mafiosa. Decide quindi di recarsi di fronte ai magistrati per rendere dichiarazioni spontanee, respingere ogni genere di accusa e chiarire la propria posizione sulla vicenda. Cosa c'è di male in tutto ciò? Nulla. Anzi, è quanto ogni cittadino, ancor più se pubblico amministratore, dovrebbe sentirsi in dovere di fare in una situazione del genere. Prima di tutto per rispetto della comunità che è chiamato ad amministrare, poi per rispetto dei suoi elettori e, at least but non last, per il rispetto di se stesso.

Invece cosa accade in questo nostro Paese dove ormai il rispetto viene con leggerezza sostituito dallo spregio per le istituzioni, per gli altri e addirittura per se stessi? Succede che questo governatore, alla prima occasione pubblica, si lasci andare ad affermazioni come queste: "Martedì [cioè oggi, ndr] davanti all'Assemblea regionale diremo chi sono i politici legati alla mafia e agli affari". Così, di punto in bianco e a causa delle "incredibili accuse rivoltemi" e "di fronte a un attacco così micidiale" (e solo per questo, si badi bene!), il primo cittadino di un'intera regione minaccia di spiattellare urbi et orbi il malaffare e l'intreccio fra potere politico, economico e cosa nostra.

A parte il fatto che, una volta fatti i nomi, la procura di Palermo avrebbe il dovere di aprire un fascicolo. E, secondo me, di iscrivere questo governatore nel registro degli indagati per favoreggiamento, dal momento che era già a conoscenza di simili situazioni di illecito... Ma poi, è un po' come capita a chi, davanti ad una multa per evidente sosta selvaggia, in doppia o tripla fila, sulle strisce o sul marciapiede o nei posti riservati a persone meno fortunate di noi, si mette a cercare il vigile per fargli notare 'guardi quante altre macchine ci sono parcheggiate così'. O come quando, fermi al semaforo nella corsia riservata a chi deve svoltare, ci ritroviamo davanti il furbone di turno che al momento del verde non si muove perchè deve invece andare diritto e si è messo lì per non stare incolonnato come tutti gli altri fessi.

Che ci volete fare? Ci sono persone fatte così. Gente che per eliminare i mafiosi e il marcio dalla società civile e dalla vita pubblica deve aspettare di veder minacciata la propria poltrona, deve arrivare a sentirsi addosso il complotto ordito da altri ai suoi danni. E quindi... muoia Sansone con tutti i Filistei!

E in questo nostro Paese ce n'è tanta di gente così... Solo pochi mesi fa, alcuni peones del premier, di fronte all'ennesima voce sull'abituale circolazione di prostitute a Palazzo Grazioli, amavano ricordare che all'epoca del governo D'Alema accadde la stessa cosa a Palazzo Chigi. Senza farsi scrupolo di notare, ad ogni buon conto, che almeno di belle signorine si trattava e non di trans...

La scusa del 'così fan tutti' è sempre più l'escamotage veloce e sbrigativo a disposizione del politico nostrano. 'Ma non solo!', direbbe l'ineffabile Giacobbo di Voyager. E purtroppo sta diventando l'esimente della maggior parte delle persone, che non dovranno magari coprire colpe gravi come corruzione, legami con la mafia e chissà che altro, ma nel loro piccolo...

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