QUESTO BLOG È ESPRESSIONE DEL LIBERO PENSIERO, GARANTITO E TUTELATO DAGLI ARTICOLI 3 E 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E NON INTENDE PROMUOVERE ALCUNA CAMPAGNA DI INCITAMENTO ALL'ODIO E ALLA VIOLENZA. PERTANTO SI DIFFIDANO LE AUTORITÀ A INTRAPRENDERE AZIONI MIRANTI AL SUO OSCURAMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INGIUSTIFICATE E, PARIMENTI, I LETTORI A FORMULARE COMMENTI CONTRASTANTI CON IL SUO INTENDIMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INDESIDERATI.

mercoledì 30 settembre 2009

Roma Cinecittà-Frascati: 13 anni di tanto tempo fa

Scuola elementare Don Filippo Rinaldi. Quelli della I A (1970):

Ristorante ex El Galeto. Alcuni di quelli del Cubo (2009):
Oggi si apre la mia personalissima “due giorni della memoria”. Si concluderà venerdì prossimo e avrà ripercorso, nel breve volgere di poche ore, un arco temporale di ben 13 anni di vita: dalla prima elementare (1970) alla maturità (1983), passando per il triennio di scuole medie.

Cosa vuol dire tutto ciò? E' presto detto. Grazie all'odiato Facebook – dove sono iscritto da circa un anno, ma che non frequento ormai da più di sei mesi e dove solo un automatismo da me impostato permette l'aggiornamento della pagina con i post di Relativismi – e grazie anche ad una curiosa coincidenza, questa sera e venerdì sono state programmate due cene: la prima con un gruppo di reduci delle scuole elementari e medie, rispettivamente gli istituti Don Filippo Rinaldi e Appio Claudio, entrambe nell'omonimo quartiere romano Appio Claudio in zona Cinecittà; la seconda insieme ad alcuni ex compagni della sezione B del liceo scientifico Villa Sora a Frascati, uno dei famosi Castelli Romani alle porte della Capitale.

Sarà il momento per tanti ricordi, curiosità, aneddoti dimenticati o quasi, grosse risate e magari anche qualche lacrima per chi non c'è più. Saranno abbracci e baci con persone riviste, in qualche caso, a distanza di oltre trent'anni. Intere vite vissute senza sapere più nulla degli amici più cari o del proprio compagno di banco.

Salteranno fuori storie di mogli e mariti e figli, avventure emozionanti o racconti di infinite peripezie; i lavori più disparati e anche le carriere più ordinarie; dalle pieghe dei portafogli si affacceranno piccole fotografie di volti sorridenti, per aggiornare anche per immagini il film dei successi più significativi di ciascuno.

Si sprecheranno i “ti ricordi quella volta che...” e giù risate o sorrisi ad accompagnare scene antiche che riprenderanno vita nelle nostre menti. Tanti e diversi saranno anche i “ma dai...!” esclamati all'ascolto della eclatante storia di qualcuno.

D'altronde oggi abbiamo tutti fra i 44 e i 45 anni e che si tratti del quinquennio delle elementari (1970-75) o del triennio delle medie (1975-78) o dei cinque anni del liceo (1978-83), non sono certo pochi i compleanni che da allora ci siamo lasciati alle spalle!

Due serate che rappresenteranno comunque un momento di distacco dalla realtà quotidiana di ciascuno di noi e che, per chi come me ama farlo e non si vergogna di ammetterlo, costituiranno un ritemprante viaggio nel passato. Una gita gioiosa insieme agli amici di un tempo, simile a tante vissute proprio con loro.

Non ci sarà il classico pullman sul quale salire, dove cantavamo a squarciagola la nostra spensieratezza. Al suo posto, un tavolo di legno e la tovaglia a quadretti di una pizzeria intorno ai quali ritrovarci... Ma che importa?

Liceo scientifico Villa Sora. Quelli della IV B (1981):



Irish Pub. Alcuni di quelli della IV B (2009):

mercoledì 23 settembre 2009

Informazione: il detto e Il Fatto

Esce oggi nelle edicole di tutta Italia Il Fatto Quotidiano, il giornale diretto da Antonio Padellaro che si avvale della collaborazione di Marco Travaglio e di tante altre penne fumanti.

E' anche il giornale che si propone di fare un diverso tipo di informazione e che, come vessillo di autonomia dalle influenze (qualcuno direbbe dai ricatti) del potere politico ed economico, sbandiera la propria decisione di non richiedere nè accettare i tanti soldi che la politica regala alla stampa sotto forma di finanziamenti pubblici. Per questo, costituisce un caso raro di editoria pura, in cui, cioè, la proprietà è dei redattori e di piccoli azionisti.

Quello che segue è l'editoriale di apertura:

Linea politica la Costituzione

di Antonio Padellaro

Ci chiedono: quale sarà la vostra linea politica? Rispondiamo: la Costituzione della Repubblica. Non è retorica ma drammatica realtà. Prendete il principio di legalità sancito dall'articolo 1. Cosa c'è di più rivoluzionario in un Paese dove ogni giorno la legge viene adattata ai capricci dell'imperatore e dei suoi cortigiani? E l'articolo 21
quando afferma che l'informazione non può essere soggetta ad autorizzazioni o
censure? Vi sembra che il direttore del Tg1 ne tenga conto, quando decide che gli italiani non devono sapere né delle prostitute a casa Berlusconi né degli insulti di Brunetta?

Ci dicono: che bisogno c'è di un altro giornale? Eppure questo bisogno lo sentiamo talmente da avervi investito il nostro mestiere e i nostri risparmi. Quando Indro Montanelli fu costretto a lasciare il "suo" Giornale e fondò la Voce, spiegò di aver giurato a se stesso: "Mai più un padrone". Ne aveva abbastanza dei trombettieri al servizio dell'uomo di Arcore. Anche noi possiamo dire che qui di padroni non ne abbiamo. La proprietà del Fatto Quotidiano è ripartita in piccole quote equivalenti tra un gruppo di soci che hanno come unico scopo quello di garantire l'autonomia del giornale e di far quadrare i conti. Piccoli azionisti ai quali in tanti chiedono di aggiungersi per dare una mano. Ricchi non siamo ma non chiederemo un solo curo di
sovvenzioni pubbliche o di partito. Sono già 30mila coloro che ci sostengono in questa scelta con i loro abbonamenti. Una prova. di fiducia senza precedenti, visto che il giornale lo vedranno solo oggi. Grazie.

Il Fatto sarà un giornale di opposizione. A Berlusconi certo, perché ha ridotto una grande democrazia in un sultanato degradante. Ma non faremo sconti ai dirigenti del Pd e della multiforme sinistra che in tutti questi anni non sono riusciti a costruire uno straccio di alternativa. Troppi litigi. Troppe ambiguità. E poi vedremo se Di Pietro riuscirà, davvero, a creare qualcosa di nuovo, liberandosi dei riciclati soprattutto al Sud.

Lo abbiamo chiamato il Fatto in memoria di Enzo Biagi che ci ha insegnato a distinguere i fatti dalle opinioni. Un grande giornalista e un uomo perbene epurato, come Montanelli, dalla compagnia dei servi e dei mediocri. Pensando al loro coraggio ci facciamo coraggio.

E in un Paese che, nell'arco della stessa giornata, ha dovuto assistere prima all'aut aut berlusconiano su tutti i tg ("Ho chiesto ai ministri di non rispondere più a vostre domande di gossip. A me da qui in avanti potere fare solo queste domande: quanti appartamenti consegnerà il 29 di settembre a L'Aquila? Quante persone avete aiutato? Cose di politica vera, perché noi facciamo la politica delle realizzazioni concrete") [SICCCCCC!!!] e poi, in serata, all'interno della puntata di Ballarò, alla triste e dolorosa vicenda di un uomo e di suo figlio alle prese con i veri morsi della crisi economica reale, mi sa che di coraggio ce ne vuole parecchio...

Auguri, di cuore, a Padellaro e Travaglio!

ULTIM'ORA:

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SCUDO FISCALE: PD, MEDIOLANUM APPROFITTA SUBITO DEL 'CONDONO'
(ANSA) - ROMA, 23 SET - ''Il governo dei conflitti di interesse non ha limiti. Il condono tombale per chi ha trasferito capitali all'estero, definito al di fuori del protocollo Ocse, non e' ancora diventato compiutamente legge e gia' Mediolanum, banca di proprieta' del presidente del
Consiglio, compra intere pagine di giornali per fare propaganda ai provvedimenti del governo e per accaparrarsi una fetta degli ingenti introiti per i servizi predisposti per i grandi evasori, definiti 'la clientela piu' interessante d'Italia'''. Lo afferma Stefano Fassina, responsabile finanza pubblica Pd. ''Va ricordato che - afferma Fassina - tale clientela, grazie all'anonimato dei
beneficiari del condono e alla sospensione dell'obbligo per gli intermediari finanziari di segnalare i casi sospetti di riciclaggio, unico caso al mondo, puo' comprendere chiunque, anche i capi della criminalita' organizzata. 'Alla clientela piu' interessante d'Italia', in piena sintonia ideologica con il leader, la banca del presidente del Consiglio, offre il conto corrente denominato 'freedom'. I danni per la finanza pubblica determinati dal condono tombale in corso di perfezionamento al Senato sono poca cosa rispetto alla regressione morale e civile provocata allo Stato di diritto in
Italia''.(ANSA).
COM-FEL23-SET-09 12:52

mercoledì 16 settembre 2009

Un anno di blog!

Un anno in cui abbiamo parlato e ci siamo confrontati su tante cose.
Grazie a tutti!

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lunedì 14 settembre 2009

Scelte difficili: il nome del cane

L'amico Gianluigi mi invita ad esprimermi su una decisione alquanto importante: dare un nome alla cucciola di Beagle che ha appena preso (nella prima foto com'è adesso, a dieci giorni di vita; nella seconda, che raffigura la madre, come presumibilmente sarà).

Bella e pesante responsabilità che non mi sento di prendere da solo. Chi mi aiuta a trovare un nome? Oppure, per i meno creativi, mi date un parere su quelli che Gianluigi ha selezionato?

Pris - Himika - Lovelace - Lady Lindon - Wendy - Mafalda

sabato 12 settembre 2009

Il presidente partigiano: nome in codice Silvio

Grazie ancora Mike! Non fosse altro, per essere stato, nel giorno del tuo funerale, l'involontaria occasione di questo scoop!!!


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* Berlusconi ricorda Mike 'eroe' Resistenza che diede libertà
Il premier lo ha ricordato in piazza Duomo

Roma, 12 set. (Apcom) - Mike Bongiorno "era un italiano, l'italiano migliore, l'italiano che amava la sua patria. Un italiano pronto a battersi per la sua patria". Prendendo la parola al termine della cerimonia funebre nel duomo di Milano, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ricorda una delle esperienze vissute da Bongiorno, quella di 'eroe della Resistenza'. Ed è l'occasione perchè il premier sottolinei come la Resistenza sia stato il movimento che diede all'Italia "dignità e libertà".
"Era finito anche a S. Vittore per questo - ha aggiunto il presidente del Consiglio - rischiando la sua stessa vita di fronte al comune nemico. Era perciò un nostro eroe. Un eroe della nostra Resistenza: di quel movimento che riconquistò a noi la nostra dignità e la nostra libertà".
Nes
12-SET-09 11:42

giovedì 10 settembre 2009

Segnali dal futuro

Attenzione, sta per accadere qualcosa. Qualcosa di grosso.

Più di un indizio lascia infatti pensare che un enorme macigno stia per abbattersi sulla scena politica italiana. Non si tratta, com'è ovvio, di certezze, né di indiscrezioni raccolte fra gli ambienti di chissà quale servizio segreto deviato. Tuttavia, negli ultimi giorni stanno verificandosi tutta una serie di cose, piccole cose, che messe insieme lasciano intravedere la possibilità che qualcosa di grosso stia in effetti prendendo forma all'orizzonte.

Qualcosa che punta diritto e a tutta velocità su Silvio Berlusconi. Il quale, evidentemente, in estate deve aver avuto più di un sentore di tutto ciò, qualche avvisaglia... C'è chi si spinge a dire che si sia trattato di una vera e propria soffiata, di una fuga di notizie non dissimile da quelle che spesso avvengono negli ambienti delle procure e che riguardano le inchieste più scottanti. Ma molto più grossa, questa volta.

Fatto sta, che, improvvisamente e senza apparente motivo, il nostro premier torna a lanciare accuse alla magistratura. Anzi, per essere precisi, ad una parte della magistratura ben localizzata: quella più volte presa di mira di Milano e Palermo, dove, a suo parere, sarebbero in corso “fermenti” di attività che puntano a rovistare fra cose relative ai lontani anni '92, '93 e '94. Attività che Berlusconi non esita a tacciare di inutilità, sia per lo spreco di denaro pubblico che arrecherebbero all'erario sia perchè non è bello che i magistrati dedichino la loro attenzione a cose di un così lontano passato. Questo, in soldoni, il Berlusconi-pensiero esternato l'8 settembre scorso (in pratica alla prima occasione buona dopo la pausa estiva) e condito con la solita dose di accuse di complotti contro di lui.

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LA NOTIZIA: PREMIER, PROCURE COSPIRANO CONTRO DI ME (ORE14) =(AGI) - Roma, 8 set. - "So che ci sono fermenti nelle procure di Palermo e Milano che ricominciano a guardare a fatti del'92, del '93 e del '94. E' follia pura e quello che mi fa male e' che facciano queste cose con i soldi di tutti, cospirando contro di noi che lavoriamo per il bene del Paese". All'indomani delle polemiche suscitate dalle sue parole contro il sistema dell'informazione, Silvio Berlusconi, lancia un nuovo affondo rivolto alla magistratura. "Ci attaccano - scandisce Berlusconi all'inaugurazione del Salone del tessile a Milano - con una mandria di tori. Ma qui c'e' un torero che non ha paura di nessuno". "Sono stanco di prenderle soltanto", aggiunge il premier approfittando di un lapsus durante un passaggio del suo intervento dedicato al post-terremoto. Berlusconi parla di Tangentopoli volendo intendere tendopoli e un brusio della platea lo interrompe. "Dite che Tangentopoli e' una cosa del passato? - chiede - vedremo. A Bari c'e' aperta un'inchiesta interessante...". Berlusconi invita a "fare squadra", ma da questo punto di vista, dice, "la politica sta dando un segnale disastroso: in politica non si fa squadra, c'e' un gioco di tutti controtutti". Bisognerebbe invece, continua, "prendere esempio dagli imprenditori e mettere da parte i contrasti per procedere uniti e dire addio alla crisi". E torna anche sulle polemiche suscitate dalle sue parole sul sistema dell'informazione nei giorni scorsi e replica all'opposizione che ha parlato di 'dittatura' e di 'fascismo': "I dittatori chiudono o censurano i giornali, io non lo faccio. Quindi e' evidente che questa non e' propriamente una dittatura...". In Italia, ribadisce, "la liberta' di stampa e' diventata liberta' di mistificare e di calunniare". Il premier lancia una passa in rassegna quelli che ritiene essere i meriti dei suoi 15 mesi di governo e soprattutto rivendica al suo esecutivo la capacita' di aver compreso in tempo i segnali della crisi economica e di aver adottato le contromisure necessarie: Il peggio e' passato - ribadisce - siamo alla fase conclusiva. Ma per uscirne - ha aggiunto - bisogna innanzitutto mettere da parte la paura". Berlusconi elogia il ministro dell'Economia, "Quel genio di Tremonti e' stato l'unico a prevedere" la crisi, dice. Ma poi frena il titolare di via XX Settembre che qualche giorno fa a Cernobbio aveva riservato una serie di stoccate pesanti al mondo del credito: "non si puo' gettare la croce" contro di loro per la concessione dei prestiti, spiega. Gli istituti di credito devono gestire i soldi dei risparmiatori e quindi e' comprensibile che non concedano prestiti a chi non e' in grado di restituirli. "Mettiamoci nei loro panni - ha aggiunto - devono fare buon credito". Infine, Berlusconi torna sulle accuse mosse ieri dal direttore del Giornale nei confronti del presidente della Camera. "Con Fini - si limita a dire rispondendo alle domande dei cronisti - e' tutto a posto".
(AGI) Red/Mgm081400 SET 09

Da notare che il premier, soltanto il giorno precedente, aveva già tuonato sull'equazione, a lui tanto cara, libertà di stampa = libertà di insulto, nonchè sull'ormai arcinoto ritornello dell'informazione in mano ai cattocomunisti.

LA NOTIZIA: BERLUSCONI, NO LIBERTA' STAMPA? BARZELLETTA
Roma, 7 set. - Silvio Berlusconi al contrattacco sul fronte informazione: "E' in atto - ha detto a Mattino Cinque -una campagna eversiva" che punta alle dimissioni dell'esecutivo" contro la volonta' del popolo" e il fatto che non ci sia liberta' di stampa "e' una barzelletta di una minoranza cattocomunista e dei suoi giornali. Liberta' di stampa non e' liberta' di mistificare, di insultare e di calunniare, per questo mi sono rivolto alla magistratura". Il premier si dice tranquillo: "Perche' i miei concittadini apprezzano Silvio Berlusconi in numero cosi' elevato? Perche' la maggior parte degli italiani, nel loro intimo vorrebbero essere come me. Perche' mi conoscono e sanno come mi comporto: sanno che Berlusconi non ruba e non utilizza il potere a suo vantaggio personale, come hanno fatto quasi tutti coloro che, soprattutto dall'altra parte politica, mi hanno preceduto in questa difficile responsabilita'". Altro tema caldo le presunte tensioni con il Vaticano e anche qui Berlusconi non ha dubbi: "I rapporti del governo e miei personali" con la Santa Sede "sono eccellenti da sempre e alimentati da dialogo continuo". Quanto a un possibile incontro con il segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, il presidente del Consiglio rileva: "Non e' in agenda, non ne vedo la necessita'. Si sono inventati che io avrei chiesto degli incontri: non ho chiesto nulla, perche' non c'e' nulla da chiedere". Ma l'opposizione non ci sta: "Sono mesi che Berlusconi cerca quotidianamente di coprire la crisi della sua politica e l'inizio del suo personale declino - sostiene Luigi Zanda, vicepresidente dei senatori del Partito democratico -. Dire che i suoi consensi veleggiano verso il 70 per cento, senza aggiungere come, quando e dove e' stata ricavata una simile cifra significa solo voler manipolare l'opinione pubblica". Gli fa eco il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi: "La sola idea di un'informazione controllata da comunisti e cattocomunisti al novanta per cento e' evidentemente ridicola. Questa ennesima provocazione del capo del governo, pero', non puo' essere sottovalutata: il premier controlla le televisioni e, direttamente o indirettamente, una buona fetta della stampa. Tra oggi e domani le sue parole saranno verita' per milioni di italiani, perche' saranno ripetute e amplificate da tutti i media da lui controllati".
(AGI) Red071400 SET 09

Nel frattempo, un altro dei segnali di cui parlavamo all'inizio fa il suo ingresso in scena. Lo incarna il presidente della Camera Fini che, da tempo a dire il vero, ha preso a contrastare con sempre più vigore e apertamente alcune scelte del governo e prese di posizione del premier. Questa volta Fini - che come leader di AN rappresenta pur sempre la seconda voce e l'altra anima del PDL - accusa Berlusconi di continuare palesemente a far finta che non esistano problemi all'interno del partito. E lo fa replicando seccamente per ben due volte al premier nell'arco della stessa giornata.

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++ FINI, PARADOSSALE CHE BERLUSCONI NEGHI PROBLEMI
(ANSA) - ROMA, 8 SET - ''Non e' tutto a posto, anzi i problemi politici rimangono ed e' paradossale che Berlusconi li neghi''. Cosi' Gianfranco Fini ha commentato con il suo staff le parole del premier Silvio Berlusconi oggi alla Fiera di Milano.
(ANSA) GMB08-SET-09 14:54

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++ FINI A BERLUSCONI, FRAINTENDIMENTO? E' RIDUTTIVO
++PROVERBIALE OTTIMISMO PREMIER, MA COSI' NON SI RISOLVONO PROBLEMI
(ANSA) - ROMA, 9 SET - ''Per quanto l'ottimismo di Berlusconi sia proverbiale, definire fraintendimento le tante valutazioni di carattere politico su cui nel Pdl e' necessario discutere, e' non soltanto riduttivo ma soprattutto rischia di non contribuire a risolvere i problemi''. Cosi' il presidente della Camera Gianfranco Fini, in una dichiarazione, risponde alle parole del presidente del Consiglio.
(ANSA) PAE09-SET-09 20:40

Si scatena la ridda delle ipotesi: c'è chi legge l'attacco frontale di Fini come l'inizio della sua campagna d'autunno per il dopo-Berlusconi, alla guida del partito e del governo; c'è chi sostiene che si tratti in realtà di un pugno sul tavolo assestato con forza in vista della scelta delle prossime candidature alle amministrative. Fatto sta che l'attacco frontale si materializza ora, non come un fulmine a ciel sereno visti i precedenti palesi contrasti fra i due, ma di certo in un momento in cui la debolezza del premier è più evidente che in passato.

E poi: il silenzio della compagine leghista, di solito pronta a scendere in campo con zelante solerzia a difesa del capo del governo, delle sue sparate, della sua leadership nel PDL. Ed oggi stranamente in silenzio, sia di fronte al clamore suscitato dalle ennesime esternazioni contro la magistratura, sia di fronte alle trombe di guerra suonate da Fini, eccezion fatta per un paio di battute colorite di Bossi e Calderoli che di certo non hanno il vigore della spada tratta di altri tempi.

E poi ancora: lo strano silenzio delle procure chiamate in causa da Berlusconi. L'assenza di repliche da Milano e Palermo, infatti, stride fortemente, stavolta, con l'assordante (e spesso sempre uguale) clamore sulla difesa delle prerogative della magistratura e sulla sua indipendenza dal potere politico. Curioso, no? Come se questa volta lo stupore per le puntuali allusioni di Berlusconi superasse la meccanica indignazione della corporazione togata... Come se stavolta la precisione dell'invettiva del premier sull'asse Mi-Pa fosse rivelatrice di qualcosa di reale e segreto o comunque noto solo ai magistrati titolari dell'inchiesta o delle inchieste collegate. Che differenza dal flebile stupore o dalla moderata indignazione espressa solitamente dai magistrati alla lettura di verbali di interrogatorio o di trascrizioni di intercettazioni pubblicate puntualmente sui giornali!

Ora, Berlusconi non è certo nuovo ad evocare scenari di complotto contro di lui, con presunti poteri forti impegnati a lavorare e congiurare per la sua distruzione politica, quando non – addirittura – fisica. Fatto sta che la magistratura di Palermo è ultimamente impegnata a scavare e riscrivere la storia delle stragi del '92 e dei presunti patti fra Stato e mafia. Fra vere o presunte rivelazioni di pentiti e di figli di esponenti politici accusati di rapporti con Cosa Nostra che puntano il dito contro personaggi della scena politica all'epoca al vertice di alcuni settori delle istituzioni.

Fatto sta che l'intreccio mafia-politica-interessi economici è da anni al centro di alcune indagini della magistratura milanese. Indagini figlie (o, meglio, nipoti) del vecchio filone di Tangentopoli che puntano a dimostrare (che che ne dica l'ex ministro leghista della giustizia Castelli) l'esistenza di consolidate infiltrazioni mafiose nel tessuto imprenditoriale del nord, con il benestare di amministratori locali.

Fatto sta che la puntuale allusione berlusconiana al binomio Milano-Palermo potrebbe aver fatto davvero saltare sulla sedia chi, convinto fin qui di aver lavorato in gran segreto alla madre di tutte le inchieste per la certosina, ossessiva e silenziosa ricerca di ogni riscontro, si ritrova improvvisamente in mezzo al guado di un'indagine tanto pesante nei contenuti quanto delicata per il tenore dei personaggi coinvolti, per la quale sa che l'elemento sorpresa è saltato e che la pubblicità sulla sua esistenza porterà inevitabilmente alla chiusura di tante strade e di tante porte.

Fatto sta che l'offensiva sferrata da Fini alla leadership dell'uomo di Arcore arriva (e forte) proprio ora, in coincidenza con l'attacco di Berlusconi ad alcune procure: attacco che suona come una clamorosa difesa preventiva che, rendendo pubblico quel che è segreto, punta a smorzarne la portata e a far passare inchieste e indagini della magistratura come il solito complotto ai suoi danni. Ma Fini è un vecchio conoscitore della politica e sa che esiste una bella differenza fra attaccare frontalmente un leader come il Berlusconi di un anno fa e fare altrettanto ai danni di un Berlusconi indebolito da possibili devastanti inchieste della magistratura se non addirittura, come sussurra più d'uno ormai, ricattabile da altro e ben più pericoloso soggetto.

Tutto ciò lascia una palpabile sensazione di imminenza, l'attesa di una bomba pronta a deflagrare nel bel mezzo della scena politica italiana, con inimmaginabili conseguenze per il futuro del Paese.

martedì 8 settembre 2009

Berlusconi e libertà di stampa: Report e Annozero a rischio?

Nel mare magno delle agenzie di stampa proposte dal notiziario odierno, segnalo le due che seguono. Forse, meglio di tante parole, rappresentano una replica precisa alle ennesime retoriche accuse lanciate ieri e riproposte oggi da Berlusconi su libertà di stampa e libertà di insulto.

TV: LETTERA SANTORO A DIRETTORE GENERALE RAI SU 'ANNOZERO',
UNA SIMILE SITUAZIONE NON SI ERA MAI VERIFICATA =
INVIATA ANCHE AL DIRETTORE DI RAIDUE MASSIMO LIOFREDI
E PER CONOSCENZA A PRESIDENTE CDA E CONSIGLIERI
Roma, 8 set. - (Adnkronos) -''Gentili Direttori, a due settimane dalla partenza di Annozero nessuno dei contratti dei miei collaboratori e' stato ancora firmato. Allo stesso modo, con grave pregiudizio del lavoro preparatorio del programma, non sono stati resi operativi gli accordi con operatori e tecnici che sono essenziali per le riprese esterne e le inchieste. Inoltre non sono stati diffusi gli spot che annunciano la data di inizio di Annozero. Devo dire che una simile situazione non si era mai verificata da quando lavoro in televisione, ne' era mai accaduto che obiezioni e perplessita' in materia editoriale si presentassero sotto forma di impedimenti burocratici; perche' questo modo di fare non puo' che minare l'autonomia dell'Azienda e le sue finalita' produttive''. E' quanto scrive Michele Santoro in una lettera inviata al Direttore Generale della Rai Mauro Masi, al direttore di Raidue Massimo Liofredi e per conoscenza al Presidente del cda Paolo Garimberti e ai consiglieri.
''Nonostante le vostre ripetute assicurazioni di questi giorni enonostante l'atteggiamento di grande collaborazione da me tenuto - continua la lettera -la situazione non e' sostanzialmente cambiata. Mi risulta che anche altri programmi di punta del servizio pubblico, in particolare di Raitre, abbiano gli stessi problemi e si trovino a dover superare ostacoli pretestuosi per la messa in onda. Si tratta dipezzi pregiati che offrono al pubblico importanti motivazioni per continuare a pagare il canone e contemporaneamente risultano tra i piu' appetibili per la pubblicita' in un momento assai difficile del mercato. Voi stessi mi avete comunicato (quasi come un ordine) la decisione di introdurre in Annozero un terzo break pubblicitario''.(segue)
(Spe/Ct/Adnkronos)08-SET-09 13:17

TV: LETTERA SANTORO A DIRETTORE GENERALE RAI SU 'ANNOZERO',
UNA SIMILE SITUAZIONE NON SI ERA MAI VERIFICATA (2) =
'SONO IN ONDA NON PER DECISIONE DI UN PARTITO
MA PER UNA SENTENZA DELLA MAGISTRATURA'
(Adnkronos) - ''A prescindere dalla discutibile decisione, cio' conferma - si legge ancora nella lettera - che siamo una delle pochissime trasmissioni della Rai (credo si contino su una sola mano) che con le entrate degli spot supera abbondantemente i costi del programma. La nostra media del 16,70 per cento di share supera di sei punti la media di rete per 34 prime serate; un'eventuale soppressione del programma aprirebbe un buco difficilmente colmabile nella programmazione, arrecando un danno ai bilanci della Rai valutabile in decine di milioni di euro. Dal momento che giornali e agenzie vicini al Presidente del Consiglio continuano a diffondere notizie su vostre intenzioni che a me non risultano ma che voi non provvedete a smentire, sono costretto a ricordare, a voi prima di tutto ma anche al Presidente della Rai e ai Consiglieri di amministrazione, che io sono in onda non per le decisioni di un partito ma per una sentenza della magistratura interamente confermata in appello''.
''Percio' pende un procedimento presso la Corte dei Conti che vorrebbe attribuire a responsabilita' individuali i costi che la Rai ha dovuto accollarsi per le condanne subite. Vi comunico quindi che ionon intendo rinunciare a quanto le sentenze stabiliscono; e, nell'interesse dell'Azienda, mi aspetto che si recuperi il tempo perduto siglando tutti i contratti (e tra essi quello di Marco Travaglio), da noi predisposti piu' di due mesi fa, prima che Annozero fosse presentato a Milano agli investitori pubblicitari come un punto di forza del palinsesto autunnale. In questo modo potremo finalmente lavorare serenamente''.
(Spe/Ct/Adnkronos)08-SET-09 13:23

RAI: GABANELLI, TUTELA LEGALE A RISCHIO, ASPETTIAMO RISPOSTA
(ANSA) - ROMA, 8 SET - Milena Gabanelli aspetta dalla Rai ''una risposta chiara sulla copertura legale a Report: e' stata manifestata apertamente, a me e a Raitre, l'intenzione di toglierla. Non capisco perche', visto che finora non abbiamo perso una causa. Mi auguro che a breve il segnale sia chiaro, in un senso o nell'altro''. Anche perche' la nuova edizione del programma di inchieste e' in palinsesto sulla terza rete dall'11 ottobre. ''La trasmissione - sottolinea la giornalista - ha una sua specificita'. Gli altri programmi sono realizzati da autori contrattualizzati e quindi la tutela legale e' automatica. Report, invece, e' fatto da collaboratori, che per la maggior parte sono sempre gli stessi da tredici anni e che realizzano in proprio le inchieste per conto della Rai. Ovviamente si tratta di prodotti concordati con la rete. Questo metodo di lavoro - spiega ancora Gabanelli - e' stato individuato dall'inizio perche' permette di concentrare quasi tutto il budget sul prodotto: e' una scelta di economicita'''. Quanto alla tutela legale, ''nel corso del tempo, visto che arrivavano tante cause pretestuose, si e' arrivati alla condivisione della difesa, con un avvocato unico per l'azienda e per Report''. La situazione, al momento, ''non e' definitiva. Ne stiamo discutendo - conclude la giornalista - e mi auguro che presto arrivi una risposta chiara, in un senso o nell'altro''. (ANSA).
MAJ08-SET-09 18:46

Ciao Mike e grazie per l'... allegria!!!

Oggi la televizione è a lutto. Si è spento un canale, un bel canale.
Solo per oggi, spegniamo la tv.

Linko con piacere il post pubblicato in tempo quasi reale dall'amico arrgianf sul suo blog Scacchi e Musica: per ricordarlo insieme!
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giovedì 3 settembre 2009

H1N1 e influenza mediatica
(ovvero, febbre suina faceva troppo ridere!)


Sulla febbre suina, leggi anche:

Ho sognato di non voler vaccinare né mio figlio né la mia famiglia contro l'ormai arcinoto virus H1N1 e l'influenza prossima ventura.

Ho sognato di non riuscire a fidarmi di un clima allarmistico diventato improvvisamente terroristico; di un'informazione dal tono monocorde e quasi intimidatorio; di un sodalizio - quello che lega medici e medicina ufficiale alle case farmaceutiche – che nell'ultimo secolo è apparso sempre più ripiegato su se stesso e su un sospetto oscurantismo di comodo piuttosto che impegnato a perseguire le vie della ricerca e dell'allargamento dei confini della scienza e della conoscenza.

Ho sognato di non potermi fidare di chi ci parla da un anno di un'influenza che ha fatto il salto da animale a uomo, che si diffonderà rapidamente facendo migliaia di morti, per arrivare alla fine ad essere pandemica. Sto ancora aspettando i milioni di malati e le migliaia di vittime dell'aviaria e prima ancora della Sars: qualcuno ne ha più sentito parlare? Eppure, quella malattia che anni fa sembrava dovesse mietere chissà quante vittime in Cina pare abbia finora contagiato solo le pagine dei giornali e i servizi dei tg...

Ho sognato che qualcuno lanciava l'allarme: “il virus dell'H1N1 sta per mutare!”. E ricordo di aver pensato: che ci facciamo, allora, con tutte le scorte dei vaccini che le case farmaceutiche mondiali stanno finendo di testare per essere immesse in commercio alla fine di ottobre?

Ho sognato che qualcun altro, parlando a nome della medicina mondiale, annunciava allarmato: “la nuova influenza pandemica arriverà in Europa subito dopo l'estate!”. Neanche fosse uno dei nuovi treni ad alta velocità o un pacco postale affidato alle sapienti e puntuali mani dell'UPS... E poi, ancora: “milioni saranno i soggetti che contrarranno il virus, oltre 30milioni solo in Italia!”. Già, e cosa ci sarebbe di tanto diverso rispetto alla stagionale influenza che anno dopo anno colpisce le diverse zone del pianeta al cominciare dei primi freddi facendo, come è successo lo scorso anno, circa 8.000 morti?

Come strideva, nel sogno, quella singolare coincidenza fra la previsione dell'arrivo della pandemia in autunno e il rilascio dei miliardi di dosi di vaccino tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre e poi ancora, di nuovo, il nuovo rilancio già previsto per febbraio... Ricordo di aver pensato, sempre nel sogno: non è che la pandemia la porterà proprio il vaccino? Cosa diavolo ne so di quel che contiene quella fialetta che sarà a disposizione di chiunque e che tutti sono apertamente, caldamente e fortemente invitati a farsi inoculare?

Potrebbe trattarsi di semplice acqua fresca: un modo come un altro per le case farmaceutiche per fare un sacco di soldi e magari fare fifty-fifty con i principali governi del mondo. E questa sarebbe una verità alquanto auspicabile rispetto ad altre che mi son venute in sogno. Per quel che mi riguarda, infatti – pensavo nel corso del sogno – il vaccino potrebbe contenere anche un virus appositamente fabbricato in laboratorio per decimare la popolazione mondiale, con la scusa di una nuova e ben più terribile “australiana”, allo scopo di porre fine in modo netto (e per un bel numero di anni) alla devastante crisi economica che ha iniziato a far ben altre stragi in tutti i principali Paesi del “primo mondo”. Con il che, si eviterebbe anche il possibile (c'è chi pensa probabile) bagno di sangue dovuto alle rivolte delle popolazioni ridotte alla fame e alla miseria contro i rispettivi governi.

E come preparare al meglio il popolo, se non con abbondanti e ripetuti allarmi, agitando in lungo e in largo nei notiziari dei tg e delle principali trasmissioni radio e tv lo spettro di una pandemia che colpirà milioni di persone in tutto il mondo, dando voce più possibile a specialisti del settore e a responsabili nazionali per l'emergenza H1N1? Se andiamo a guardare nei servizi dei tg degli ultimi due mesi – ragionavo sempre nel sogno – due sono stati gli argomenti di cui si è parlato ogni giorno: la nuova influenza e il Superenalotto! Addirittura a quest'ultimo il Tg1 ha dedicato il sottopancia fisso per tutta la durata dell'edizione serale: la chiamano “informazione di servizio”!

Ricordo con chiarezza di aver anche sorriso al pensiero di altre due singolari e clamorose coincidenze: quella che ha visto andare in tutte le edicole italiane, nei primi giorni di ribalta internazionale della malattia (ricordate la storia dei maiali ammalati in Messico?), la riproposizione in dvd del famoso sceneggiato prodotto dalla BBC negli anni '70 “I sopravvissuti”, insieme all'altra che riguarda la messa in onda, questa sera su Raitre, in prima serata, della prima puntata del rifacimento 2008 di quello stesso serial, “Survivors”. Curioso, no? Un consiglio: questa sera guardate con attenzione la sigla iniziale del telefilm...

E cosa dire dell'Australia, dove l'impatto con la stagione invernale (e quindi con la pandemia) c'è già stato, a vaccino non ancora diffuso, e dove, come ha tenuto a precisare un cittadino-medico di base intervenuto telefonicamente due giorni fa alla trasmissione Radio Anch'io, chi ha contratto l'influenza se l'è cavata con 3-4 giorni di febbre, a letto, e ne è uscito per di più con gli anticorpi rafforzati in maniera naturale...

Ricordo anche, sul finir del sogno, un'altra riflessione: da un po' di giorni, sempre nei tg e in altre trasmissioni tv, girano servizi sul fatto che, stranamente, nelle farmacie italiane non si trovano più confezioni di alcun genere di Tamiflu, espressamente indicato come il medicinale che combatte l'H1N1: non se ne capisce la ragione, né si capisce quando torneranno sugli scaffali, dal momento che la casa farmaceutica interessata smentisce esaurimenti di scorte. Un po' come se si volesse a tutti i costi convincere la gente a curarsi preventivamente con il vaccino, piuttosto che attendere di essere contagiati dall'influenza e a quel punto curarsi, come si è sempre fatto, con la pasticchetta o lo sciroppo.

Insomma, meno male che si è trattato di un sogno, altrimenti chi avrebbe resistito a una situazione e a una tensione del genere?

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