QUESTO BLOG È ESPRESSIONE DEL LIBERO PENSIERO, GARANTITO E TUTELATO DAGLI ARTICOLI 3 E 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E NON INTENDE PROMUOVERE ALCUNA CAMPAGNA DI INCITAMENTO ALL'ODIO E ALLA VIOLENZA. PERTANTO SI DIFFIDANO LE AUTORITÀ A INTRAPRENDERE AZIONI MIRANTI AL SUO OSCURAMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INGIUSTIFICATE E, PARIMENTI, I LETTORI A FORMULARE COMMENTI CONTRASTANTI CON IL SUO INTENDIMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INDESIDERATI.

sabato 30 maggio 2009

Macerie

Cosa vuoi costruire sopra le macerie? Macerie fino al punto di non riconoscere le vestigia di un tempo. Macerie fino al punto di pensare che forse siano sempre state tali. Macerie sparse tutt'attorno, che si perdono indietro nel tempo, chissà da quando...

Sì, puoi prendere qualche pezzo e provare a rimetterlo al suo posto: ma qual'è il suo posto? E poi, ammesso di poterlo ritrovare, come legarli di nuovo assieme? Difficile reperire qualcosa per cementarli: in giro, tutto è arido, consunto, riarso.

Il senso di sopraffazione è tale da farti passare anche la voglia di riandare indietro con i ricordi: a che serve riavvolgere il nastro per cercare qualcosa di buono? Tanto sai che tornerà a riprendere la sua unica direzione, ripercorrendo le stesse tappe, riproponendo le stesse macerie alle quali pensavi di sfuggire.

Almeno fosse stata tutta colpa del terremoto, di una catastrofe naturale... Te la saresti presa con un destino beffardo. Ma qualcosa ha steso da tempo il suo velo sulla realtà e limita e distorce la visuale verso orizzonti fittizi. Chissà... forse qui si celano indizi utili alla verità. Se solo potessimo guardare senza che ipocrisia e orgoglio facessero il loro sporco gioco...!

E intanto tutt'attorno la vita va fermandosi: non più giardini fioriti né movimento per le vie, smarrito il rincorrersi di sogni e speranze, fermo il mercato delle idee. Solo silenzio e solitudine: tanto dell'uno e dell'altro.

Possibile che nessuno possa fare qualcosa? Per carità, la domanda è lecita ed è sempre l'ultima giusta da farsi. Ma qui intorno neanche il proprietario si vede più da tempo. E io... io sono solo un semplice aiuto-custode che non ce la fa più.

giovedì 28 maggio 2009

Berlusconi e la giustizia: una perla

"Non è possibile che un cittadino che fa politica col centrodestra si veda giudicato da una giudice che va in piazza contro di lui con i cartelli. Sono cose non accettabili". Così Silvio Berlusconi, intervenendo oggi all'assemblea di Confesercenti, sul magistrato Nicoletta Gandus, presidente del collegio giudicante nel processo Mills a Milano.

Se questo cittadino (che fa politica col centrodestra, viene eletto al Parlamento e poi chiamato a guidare il governo del Paese), una volta premier, fa preparare ed approvare leggi fatte apposta per facilitare la prescrizione delle sue vicende giudiziarie (cosiddetta legge Cirielli) e sospendere eventuali processi a suo carico per tutta la durata dell'incarico istituzionale (cosiddetto lodo Alfano), allora queste sì che sono cose accettabili!

mercoledì 27 maggio 2009

G8, Veronica e sentenza Mills: una riflessione

A luglio si raduneranno in terra d'Abruzzo i capi di Stato e di governo dei Paesi del G8, i cosiddetti grandi della terra. La riunione, che avrebbe dovuto svolgersi sull'isola sarda della Maddalena, fra gli altri, anche per motivi di sicurezza, è stata spostata nei territori dell'area colpita dal terribile sisma del 6 aprile scorso per espressa volontà di Berlusconi. Se qualcuno non ricorda come andò, legga pure qui. Tale decisione, ha spiegato il nostro premier con una di quelle acrobazie mentali che lo rendono tanto caratteristico nel modo di far politica, è dovuta principalmente alla volontà di mostrare alle telecamere del mondo intero l'opera di ricostruzione in corso in quelle zone. In secondo luogo (udite, udite!), proprio ragioni legate alla sicurezza sarebbero alla base della convinzione di Berlusconi che, spostando l'evento in Abruzzo, quel gruppo di teppisti/comunisti/esaltati che si mobilita ormai tradizionalmente in occasione di ogni riunione del G8 non avrà il coraggio di infierire in quelle zone già così tanto provate dal terremoto.

Sull'assurdità di portare un evento tanto imponente, che ordinariamente paralizza l'intera città dove si svolge per arrivare a trasformarla, in caso di guerrilla, addirittura in una Bagdad post-occupazione, ho già espresso più di una perplessità. E comunque basterebbe ricordare gli effetti delle imponenti misure di sicurezza sul corteo che portò l'ex presidente Usa Bush dall'aeroporto di Ciampino (periferia di Roma) fino all'ambasciata americana (in pieno centro).

Ma non è su questo che volevo porre l'accento. Quel che mi stimola oggi è una riflessione. Anzi una domanda. Mi chiedo: cosa penseranno i signori della terra, da Obama al premier giapponese, da Sarkozy alla tedesca Merkel, dal britannico al canadese, da Putin a Barrot, quando si ritroveranno seduti allo stesso tavolo con il capo del nostro governo che negli ultimi tempi è finito sui giornali e le tv di mezzo mondo per il suo coinvolgimento nella condanna all'avvocato Mills, che lo vede pesantemente tirato in ballo con l'accusa di aver corrotto un testimone per ricavarne un beneficio in un altro processo; e per le accuse, al limite della pedofilia, rivoltegli addirittura dalla moglie e che sono alla base della decisione di quest'ultima di divorziare?

Proviamo a immedesimarci: con quale spirito andremmo a una riunione di lavoro avendo letto di due accuse del genere a carico di un nostro collega, avanzate dalla magistratura e dall'interno della sua famiglia?

Proviamo a immedesimarci ancora una volta: ricordate le critiche e le accuse rivolte all'ex ministro della giustizia Mastella per aver partecipato ad un matrimonio dove era presente un esponente mafioso (del quale, fra l'altro, all'epoca dei fatti tale etichetta criminale non era ancora nota)? Ebbene cosa potranno pensare i grandi della terra dopo aver partecipato ad un G8 presieduto da un politico al quale sono state rivolte simili accuse? Non potranno dire di non aver saputo... Non potranno non fare valutazioni...

Oppure dovranno considerare anch'essi infondate o frutto di un complotto la sentenza emessa dalla magistratura italiana e le dichiarazioni della First Lady italiana?

martedì 26 maggio 2009

Crisi economica: Istat, in Italia famiglie in difficoltà
E stiamo parlando ancora del 2007-2008

Reso noto questa mattina l'ultimo rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese. Qualche flash al volo.

ISTAT: 22% FAMIGLIE IN DIFFICOLTA', DA SPESA AD AFFITTO
(ANSA) - ROMA, 26 MAG - Piu' di una famiglia italiana su cinque (il 22,2% del totale) ha difficolta' economiche di vario grado: dal non poter affrontare spese impreviste sino al non avere i soldi per comprare cibo e vestiti o pagare l'affitto e le bollette. Si tratta di oltre 5,3 milioni di famiglie in valori assoluti. Al contrario, in circa 10 milioni, ossia il 41,5% delle famiglie, non presentano alcun disagio. A questi, si aggiunge un altro 36,3% (8,8 milioni) che vive in condizioni di ''relativo benessere''. E' la fotografia che emerge dall'ultimo rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese. (SEGUE). MRG
26-MAG-09 10:59

ISTAT: 22% FAMIGLIE IN DIFFICOLTA', DA SPESA AD AFFITTO (2)
(ANSA) - ROMA, 26 MAG - In particolare, circa due milioni e mezzo di famiglie (10,4% del totale) segnalano ''difficolta' economiche piu' o meno gravi e risultano potenzialmente vulnerabili soprattutto a causa di forti vincoli di bilancio''. Spesso non riescono ad effettuare risparmi e nella maggioranza dei casi non hanno risorse per affrontare una spesa imprevista di 700 euro (83,5%). Circa un milione e 330 mila famiglie (5,5% del totale), invece, incontra ''difficolta' nel fronteggiare alcune spese''. La maggioranza di queste famiglie, dice il rapporto, si e' trovata ''almeno una volta nel corso del 2007 senza soldi per pagare le spese alimentari, i vestiti, le spese mediche e quelle per i trasporti''. C'e', poi, un milione e 500 mila famiglie (6,3% del totale) circa che denunciano, ''oltre a seri problemi di bilancio e di spesa quotidiana, piu' alti rischi di arretrati nel pagamento delle spese dell'affitto e delle bollette, oltre a ''maggiori limitazioni nella possibilita' di riscaldare adeguatamente la casa e nella dotazione di beni durevoli''.
Dall'altro lato, circa dieci milioni di famiglie (il 41,5% del totale) mostrano ''livelli inesistenti o minimi di disagio economico''. Si tratta di famiglie con redditi alti e medio-alti, piu' diffuse nel Nord del Paese. Infine, circa 8 milioni e 800 mila famiglie (il 36,3% del totale) vivono ''in condizioni di relativo benessere'': si tratta prevalentemente di famiglie formate da adulti e anziani a reddito medio e di altre piu' giovani a reddito medio e medio-alto, che hanno come problema quasi esclusivo il rimborso del mutuo. (ANSA). MRG
26-MAG-09 11:04

ISTAT: DOPO 13 ANNI DISOCCUPATI CRESCIUTI PIU' DI OCCUPATI 2,8 MLN
PRECARI, QUASI META' IN MERCATO LAVORO DA OLTRE 10 ANNI
(ANSA) - ROMA, 26 MAG - Le condizioni del mercato del lavoro in Italia ''peggiorano a causa della crisi in atto''. Per la prima volta dal 1995, infatti, la crescita degli occupati nel 2008, che sono aumentati di 183 mila unita' rispetto al 2007, e' risultata inferiore a quella dei disoccupati, saliti di 186 mila unita' sempre rispetto all'anno prima. E' quanto evidenzia l'ultimo rapporto annuale dell'Istat sulla situazione del Paese. Lo scorso anno la disoccupazione e' tornata a crescere dopo circa dieci anni di diminuzione, coinvolgendo in misura maggiore gli uomini. Il fenomeno ha interessato in particolare il Centro e il Nord-Ovest, anche se il Mezzogiorno si e' confermata l'area con la maggiore concentrazione di disoccupati. Nel 2008, inoltre, gli occupati "standard", cioe' a tempo pieno e con durata indeterminata, sono risultati circa 18 milioni; i lavoratori ''parzialmente standard'' (a tempo parziale e con durata non predeterminata) circa 2,6 milioni; gli atipici (dipendenti a termine e collaboratori) quasi 2,8 milioni. Per quanto riguarda gli atipici, evidenzia ancora il rapporto, quasi la meta' - nello specifico un milione e 300 mila - sono presenti nel mercato del lavoro da piu' di dieci anni. (ANSA). MRG
26-MAG-09 11:04

ISTAT: IN ITALIA PIU' REDDITI BASSI,1 PERSONA SU 5 A RISCHIO
(ANSA) - ROMA, 26 MAG - L'Italia e' uno dei paesi europei con ''la maggiore diffusione di situazioni di reddito relativamente basso: una persona su cinque e' a rischio di vulnerabilita' economica''. Lo sottolinea il rapporto annuale dell'Istat, evidenziando che ''rischi altrettanto elevati'' si osservano in Spagna, Grecia, Romania, Regno Unito e nei paesi baltici. Il rischio di vulnerabilita' riguarda, invece, soltanto una persona su dieci nei paesi scandinavi, nei Paesi Bassi, nella Repubblica Ceca e in Slovacchia. Questo si rileva particolarmente nelle regioni meridionali: nel 2007 risultano esposte al rischio meno dell'8% nel Nord-est, poco piu' del 10% nel Nord-ovest e nel Centro e circa una su tre nel Mezzogiorno. In particolare, la percentuale di popolazione a basso reddito nel Paese si attesta al 18,4%, sulla base di valori del 2006; l'incidenza risulta massima in Sicilia (41,2%), Campania (36,8%) e Calabria (36,4%). All'opposto, i valori meno elevati si registrano in Valle d'Aosta (6,8%) e nelle province autonome di Bolzano (6,6%) e Trento (3,8%).
Guardando al reddito disponibile, sempre nel 2006, le regioni del nord registrano un livello procapite superiore o prossimo ai 20 mila euro (20.300 euro al Nord-Ovest e 19.900 al Nord-est); le regioni del Centro mostrano livelli piu' bassi (18.500), pur mantenendosi al di sopra della media nazionale (16.200), mentre il Mezzogiorno detiene ''storicamente'' livelli sensibilmente piu' bassi, pari a 12.700 euro.(ANSA).
MRG
26-MAG-09 11:06

Però la crisi sta passando... Sì, quella delle banche grazie ai Tremonti-bond che queste si tengono invece di agevolare il credito di famiglie e piccole imprese.

Vuoti a perdere

Come può un uomo ridursi a una larva di se stesso al punto di perdere di vista perfino il supremo istinto di sopravvivenza? Come è possibile non sapere più dove rivolgere il proprio sguardo, le proprie azioni, la propria mente? Come si arriva a non vedere più le Persone davanti a sé, a non riconoscere quei volti e quegli occhi che giorno per giorno, da tanto, tanto tempo sono rivolti verso di te, per un aiuto, una parola, un incoraggiamento, un sostegno, uno sfogo. E invece, sopraffatti dalla rabbia verso se stessi, dall'incapacità di sapersi accettare e mettere in discussione, dall'assenza del benchè minimo accenno di umiltà e resi schiavi... RESI SCHIAVI... dalla compulsione ossessiva, frenetica, incessante fino alla distruzione si prende per nemico chi è lì per te e si scambia per niente il Tutto che c'è intorno?

E dall'altra parte... Come può resistere e per quanto tempo chi, appunto, è lì intorno? Come si riconosce la soglia oltre la quale non consentire di più? Cosa dare in pasto alla pazienza quando questa non ha più neanche un pezzettino di fegato da rodere? Come fare, davanti alle enormità e agli spropositi, minacciati e talvolta attuati, a smorzare quel poco di orgoglio che ancora si agita nel fondo e al tempo stesso pensare di salvaguardare il proprio e l'altrui futuro, a tenere lontano gli innocenti da uno spettacolo che potrebbe segnarli per la vita?

Come si fa a evitare la tragedia senza innescarla e, tuttavia, a fare qualcosa... l'ENNESIMA COSA... l'ENNESIMO TENTATIVO di recuperare quest'uomo e di aiutarlo a restituire un significato alla propria vita? Come si può vivere la quotidianità, già di per sé diventata tanto difficile, affrontare situazioni e problemi d'ogni giorno e nel frattempo mettere in campo risorse mentali, fisiche, nervose, economiche e predisporsi a mettere in gioco anche se stessi... fino all'estremo? Quando dire un basta che sia tale? Come uscire dall'incubo quando ormai ti sei addentrato così in profondità? Quando mollare la presa prima che sia questa a trascinarti irrimediabilmente giù? E perchè la tua vita vale più della mia?

Lo sanno quei maledetti che spendono miliardi in pubblicità, che non esitano a produrre veleni subdoli e mortali per ingrossare le proprie tasche, per annacquare le menti degli uomini, per tenerli schiavi dell'incubo, loro e i loro famigliari... lo sanno quel che mettono in moto, quale tempesta si accingono a scatenare sull'intera società quando lasciano che persone deboli e in crisi si avvicinino a quella sozzura liquida che segna il cervello, spegne le coscienze, annulla le volontà e restituisce automi inermi o violenti, anime senza futuro e perennemente in bilico sul filo della propria vita, famiglie e intere comunità di persone devastate... per anni... spesso per tutta la vita... Lo sanno quei maledetti che c'è anche la morte in quelle bottiglie?

E state zitte voi, ipocrite belle lingue, che in nome di un edonismo sfrenato, del vostro ego e della vostra saccenza alimentate un mercato del genere... Perchè non dite la verità? Perchè non dite che in quei bicchieri, mascherato sotto un'infinità di sigle ed etichette, galleggia il cerbero della dipendenza... e che su questa dipendenza create gusti, tendenze e mode... CREATE MODE!!!... E non capite che soggiogate le menti dei più giovani e dei più deboli, le preparate per un possibile cammino di distruzione, tanto più probabile quanti meno scrupoli avrete voi e i vostri cari produttori...

Non fate del male al nostro futuro!

giovedì 21 maggio 2009

Io blogger, per gioco e per sfogo

Ho creato questo blog in un momento particolare, in cui la penna o la tastiera potevano essere lo sfogo di tanti pensieri brutti e il foglio di carta o quello elettronico lo spazio giusto dove riversarli. Pensare ad altro o pensare a voce alta. Ovviamente senza fare nomi se non il mio, senza raccontare fatti che riguardassero altri se non la mia persona. Senza pretese di alcun tipo, ma con la giusta aspettativa di esser letti almeno da qualcuno di passaggio. Ipocrisie a parte.

Non conosco l'esperienza di altri blogger, dell'ultima ora o da una vita. Per quanto mi riguarda, non ho problemi a raccontare di aver inviato un centinaio di sms per comunicare ad amici e parenti la nascita di Relativismi. L'ho fatto dopo aver messo da parte un briciolo di esperienza con i post e dopo averne scritti almeno un minimo sindacale per dare veridicità a queste pagine. In fondo, sono giornalista da oltre sedici anni e un po' ritengo di sapere come fare al meglio queste cose. Così ho scritto agli amici di una vita, ad amici più recenti, a parenti che fossero in grado di accedere e navigare sul web, a tanta gente a cui mi piaceva far arrivare qualcosa di me.

Col tempo, ho scoperto, fra le altre cose, tanti bei gadget per impreziosire il blog: inserire il numero dei visitatori, la finestra dei lettori/sostenitori e lo scambio di presenze sui blog amici. E con queste ho verificato che altri blogger venivano, leggevano e restavano: erano lieti di partecipare ai commenti e ricambiavano (fosse anche solo per educazione) le mie visite sulle loro pagine.

Poi ho raggiunto e superato quota mille visitatori: una sciocchezza rispetto alla maggior parte dei blog amici che quotidianamente visito. Però un piccolo risultato per me, per uno spazio aperto un po' per gioco e un po' per sfogo. Qualcosa da comunicare agli stessi amici a cui scrissi la prima volta. Cosa che, infatti, ho fatto di nuovo. Che fanatico eh?

Morale (anche per farla breve, perchè qui non stiamo parlando di Berlusconi e l'argomento, di conseguenza, annoia!): alcuni blogger si sono uniti a queste mie pagine, tanti hanno piacere di leggere quello che riesco a scrivere con più o meno costanza, molti lasciano commenti. C'è anche qualcuno che, iscrittosi di recente, si è preso la briga di leggersi tutto il blog (e qui il bacio, anche se telematico, è d'obbligo e sinceramente affettuoso per questa nuova Amica!). Ma tutti blogger: non c'è un solo mio amico vicino o lontano, non c'è un parente iscritto, nè uno di quelli a cui scrissi che si sia materializzato una sola volta per digitare un ciao... Un paio di colleghi di lavoro che si affacciano ogni tanto e poi il deserto.

Dice: ognuno ha gli amici che si merita. Va bene, forse sarà anche giusto così. Però... Però a me questa cosa ricorda tanto il motivo principale per il quale, dopo tre/quattro mesi ho mollato Facebook: finchè scrivevi stronzate (scusate il termine), ti rispondevano in mille. Ho mangiato questo, ho sentito quest'altro, hai visto tizio, ho visto quel video su youtube, fai questo test, rispondi a questo sondaggio... Appena scrivevi di cose un tantino più serie, silenzio tombale!

Comunque, prima che me lo rimproveri qualcuno di voi blogger, voglio ringraziare tutti quelli che con affetto, saltellando sul web, vengono puntualmente a trovarmi, con la stessa sincerità e purezza d'animo con la quale io vado leggendo fra le loro pagine. E' davvero bello questo scambio! A tutti voi il mio grazie più sincero, anche per la pazienza dimostrata nel portare a termine la lettura di questo post.

martedì 19 maggio 2009

Letizia di qua... Letizia di là...

Ooops! Deve essermi accidentalmente partito un copia&incolla qui sul blog. E adesso, che faccio? Va beh, la lascio lo stesso... Hai visto mai la notizia potesse venire utile in futuro. Di questi tempi non si sa mai...

*Camorra/ Catturato Franco Letizia, latitante dei Casalesi
Elemento di spicco fazione 'bidognettiana', preso nel Casertano

Napoli, 19 mag. (Apcom) - In manette il latitante Franco Letizia, inserito nell'elenco dei 100 latitanti più pericolosi d'Italia. L'uomo, 32 anni, è ritenuto esponente di spicco della fazione 'bidognettiana' del clan dei Casalesi. Letizia è stato catturato dagli agenti della Squadra mobile di Caserta all'interno di un'abitazione in via Cilea a San Cipriano d'Aversa, nelcasertano. Il latitante, già noto alle forze dell'ordine, era irreperibile da oltre un anno ed è destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere. I provvedimenti sono stati emessi il 7 aprile 2008 e il 26 marzo 2009 dal gip presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Dda, e riguardano i reati di associazione per delinquere, estorsione e altro. L'individuazione del rifugio è frutto di una prolungata attività d'indagine effettuata grazie a servizi di intercettazione telefonica e ambientale che si è protratta per mesi. Modalità che già aveva portato alla cattura, lo scorso 4 marzo, del padre Armando Letizia all'interno di un complesso residenziale ad Acerra, nel napoletano. (segue)
Psc 19-MAG-09 06:08

Camorra/ Catturato Franco Letizia, latitante dei Casalesi -2-
In manette altre due persone per favoreggiamento personale
Napoli, 19 mag. (Apcom) - Il ricercato, anche per i suoi rapporti familiari, è ritenuto uomo di vertice e di assoluta fiducia del capoclan Francesco Bidognetti, detto 'Cicciotto 'e mezzanotte', detenuto in regime di 41bis. La madre, Esterina Pagano, attualmente in carcere per 416bis, riciclaggio e turbativa d'asta, è la zia materna di Domenico Bidognetti, mentre il cugino, Giovanni Letizia, era uno dei componenti del gruppo 'stragista' che faceva capo a Giuseppe Setola. Insieme al latitante, sono stati arrestati per favoreggiamento personale, aggravato dall'aver agito per agevolare l'organizzazione camorristica dei Casalesi, il proprietario dell'abitazione, Antonio Diana, 41 anni con precedenti per falso e Carlo Corvino, 40 anni, pregiudicato per associazione di stampo mafioso e armi. All'interno dell'appartamento sono stati rinvenuti diversi 'pizzini' ritenuti di notevole interesse investigativo.
Psc 19-MAG-09 06:09


Puntini, puntini, puntini.

sabato 16 maggio 2009

La crisi economica e l'apocalisse di Tremonti

Quest'uomo ha un problema: è ossessionato da un'idea e non riesce più a venirne fuori. La ripete continuamente a se stesso e agli altri, come uno slogan, anzi di più: come un mantra. Come un disco incantato, torna e ritorna sempre sullo stesso punto. Non sarà il caso, come si faceva con i vecchi mangiadischi, che qualcuno gli dia una bottarella?

18 aprile, Corriere della Sera, pag. 34. Tremonti a Berlino: «La mia impressione è che l'Armageddon finanziario, l'apocalisse, non ci sarà. Possiamo dire che il collasso della finanza non ci sarà negli Stati Uniti e nemmeno nell'Europa dell' Est, che erano i due grandi rischi di pochi mesi fa».

20 aprile, Corriere della Sera, pag. 6. Tremonti alla trasmissione In Mezz'ora (Raitre): «L'apocalisse non c'è stata e ora la gente può tirare un sospiro di sollievo, l'incubo degli incubi è finito. Restiamo in una situazione di incognita, ma la mia impressione è che la prima causa della crisi cioè la caduta della Borsa e della finanza si sta riducendo».

24 aprile, Corriere della Sera. Tremonti a Washington per il G7 dei ministri finanziari: «Ciò che ho cercato di dire in questi mesi è che è finito l'incubo degli incubi. La crisi c'è ancora e prende forme diverse. In alcuni giorni ha segni negativi e in altri giorni cominciano segni inaspettatamente positivi. Finita la fase dell'Apocalisse, non è subito Pasqua, c'è di mezzo la Quaresima».

16 maggio, Corriere della Sera. Intervista a Tremonti: «Con la discesa in campo dei gover­ni e della politica il rischio dell’apocalisse fi­nanziaria globale non c’è più. La crisi continua, ma come tutte le crisi avrà un termine e molti indicatori lo anticipano» (...) «Superato il rischio dell’apocalisse, la crisi si è spostata dalla dimensione finanziaria al com­mercio internazionale, dove i volumi si sono abbattuti del 30 per cento. Una serie di indica­tori, se volete aneddotici, empirici, psicologici, sembrano dirci ora che il crollo si sta ferman­do».

Oltre ad evidenziare la presenza di questa vera e propria ossessione, gli articoli a cui si fa riferimento sono forieri inoltre anche di alcune dichiarazioni che, a mio parere, testimoniano una volta di più la strategia di disinformazione attuata in tema di crisi economica mondiale, nonchè l'abissale distanza (per non dire il disinteresse) per gli effetti da questa causati nell'economia reale, cioè nei quotidiani problemi di tutti noi ad arrivare a fine mese.

Ecco, in breve, alcune "perle" di Tremonti:

[la cri­si] «Era in incubazione dall’agosto del 2007, ma esplode nell’ottobre dell’anno scorso. Come per caso, ma non è stato un caso, in un’isola remota del Nord Atlantico, a Reykjavik: la Sa­rajevo della crisi, almeno in Europa. (...) La notte del 9 l’Islanda dichiara bancarotta».

Eppure, non sembrava questa la situazione in ottobre, nessuno ce l'aveva raccontata in questo modo, solo dal web trapelavano notizie di questa portata. Anche se qui si cominciava già a scrivere qualcosa... prima qui e poi qui.

«Ora non di­co che la crisi sia finita, ma abbiamo superato la fase della potenziale rottura del sistema, il crollo delle ban­che, delle industrie, dell’oc­cupazione».

Superato...?!?! Ma stiamo scherzando?! O forse stanno scherzando gli analisti di Eurostat o quelli dell'Istat? E poi, con quale coraggio Tremonti dà per superata la crisi dell'occupazione? A parte tutto quello che potrebbero dire i milioni di disoccupati italiani, i milioni di precari e le centinaia di migliaia in cassa integrazione, solo pochi giorni fa le stime dell'Unione Europea sull'occupazione in Italia erano più che pessimiste...

«Devo incontrare il signor capitalismo, il signor mercato, il signor mercato finanziario e il signor governo - ha detto ancora Tremonti - e dobbiamo verificare lo stato di salute di tutti questi signori».

Già... il Signor Cittadino, come al solito, resta alla porta, poichè nei palazzi della politica lui non ha voce in capitolo. E' incredibile! Però, poi, come si cercano i cittadini quando è il momento delle elezioni... quando scatta l'ora della solidarietà... quando c'è bisogno dei soldi dello Stato (cioè, nostri!) per salvare le banche, la Fiat, l'Alitalia - e chi ne ha più ne metta - dal fallimento...

Come si fa a fare in modo che questa gente la finisca una volta per tutte di prenderci per il... verso sbagliato?

giovedì 14 maggio 2009

Clandestini e carceri sovraffollate? Risolto!

Dopo aver brillantemente risolto (a meno di clamorose iniziative da parte di Onu, Nato, Ue o Federazione Galattica degli Alieni Uniti!) il problema dei clandestini che arrivano nel nostro Paese a bordo dei barconi della disperazione, il governo oggi ha mosso i primi passi per sistemare definitivamente anche il problema del sovraffollamento nelle carceri italiane. In particolare, quello relativo alle numerose presenze di detenuti stranieri.

La soluzione è stata anticipata oggi dall'Ansa:

CARCERI: DAP, CONTRO EMERGENZA ANCHE QUELLE GALLEGGIANTI

(ANSA) - ROMA, 14 MAG - Carceri ''galleggianti'', vale a dire piattaforme o navi ormeggiate a Genova, Livorno o in uno qualsiasi dei numerosi porti italiani, dove trasferire i detenuti cosi' da risolvere l'emergenza sovraffollamento arrivata oggi a
62.473 posti occupati contro un limite regolamentare di 43.201 e una tollerabilita' di 63.702. L'ipotesi - una delle tante, oltre alla costruzione di 46 padiglioni e di 22 nuovi istituti, di cui 9 gia' finanziati, per arrivare a un incremento complessivo di 17.129
posti - e' contenuta nel piano straordinario che il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap), Franco Ionta, ha consegnato all'inizio del mese al ministro della Giustizia Angelino Alfano.
Nelle 19 pagine di relazione di cui l'ANSA e' in possesso si sottolinea che la nuova edilizia penitenziaria terra' conto di ''soluzioni alternative'' a quelle fino ad ora adottate, anche attraverso ''strutture modulari'', piu' economiche nella manutenzione-gestione oltre che piu' rapide da costruire, nonche' ''la previsione di strutture penitenziarie 'galleggianti'''. Se il piano di Ionta avra' il 'placet' del governo, l'Italia adottera' una soluzione gia' messa in pratica negli ultimi 20 anni in Paesi come Stati Uniti (la prima chiatta-prigione fu ormeggiata a New York nell'89, lungo il fiume Hudson), la Gran Bretagna (la nave-priogne 'Weare' e' stata ancorata dal 1997 al 2005 nella baia di Porland, in Dorset), e piu' recentemente l'Olanda. (ANSA).

Basterà, quindi, approntare una serie di capienti strutture di questo tipo al largo di Lampedusa (e alcune di queste sono già pronte: basterà riadattare gli hotel galleggianti che il governo aveva appositamente predisposto per ospitare i capi di Stato per il G8 alla Maddalena!), riempirle di detenuti extracomunitari (per coerenza, meglio se provenienti dall'Africa!) e, una volta fatto tutto ciò, mollare inavvertitamente gli ormeggi...

martedì 12 maggio 2009

Il traffico di esseri umani e il vigile urbano della Lega

Due giorni fa, il ministro dell'Interno Roberto Maroni, incontrando la stampa a Vicenza, ha parlato dell'azione del governo contro l'immigrazione clandestina. Ecco, in sintesi, il contenuto delle sue dichiarazioni:

"Questa mattina mi ha chiamato il capo della polizia Antonio Manganelli e quando chiama il capo della polizia sono sempre un po' preoccupato: o è una buona notizia o è una cattiva. Purtroppo lui ha sempre la stessa voce e all'inizio non si capisce che notizia sia. Per fortuna questa volta mi ha detto 'ministro, le confermo che alle 8.15 abbiamo riportato a Tripoli altri 240 clandestini'. Abbiamo cominciato dopo 10 mesi di trattativa complicata con la Libia ad applicare il principio del respingimento. Sulle acque internazionali, che sono di tutti e di nessuno, non possiamo lasciarli? Bene non
facciamo altro che riportarli da dove sono venuti. Abbiamo cominciato cinque giorni fa: sino a oggi abbiamo respinto oltre sei barconi per circa 500 clandestini che sarebbero dovuti essere ospitati da noi. Una svolta importante non è una novità in assoluto, ma assoluta nei confronti della Libia da cui arrivano oltre il 90% degli sbarchi avvenuti a Lampedusa. Chiudendo l'emorragia dalla Libia, possiamo dire che la piaga dell'immigrazione clandestina puo' dirsi risolta. Non è stato facile. Confermo e garantisco che le critiche, le accuse anche violente che ci vengono fatte da qualche rappresentante dell'Onu, che non è l'Onu, e da qualche organizzazione cattolica, che non è il Vaticano, mi entrano da una parte e escono dall'altra. Siamo i garanti per
tutta Europa non solo per l'Italia".

Il giorno successivo, interviene il commissario ai diritti umani del Consiglio d'Europa Thomas Hammarberg, il quale condanna seccamente:

"Ci auguriamo che l'Italia e il ministro Maroni non portino avanti la politica dei respingimenti degli immigrati. L'iniziativa italiana mette completamente in discussione il diritto di chiedere asilo e per questo non può essere considerata una buona iniziativa: in questo modo si nega la possibilità di fuggire da situazioni di repressioni e violenze. L'Italia ha finora agito nel più totale silenzio della Ue che invece dovrebbe essere più responsabile e presente per aiutare i Paesi che più subiscono l'ondata migratoria. La comunità internazionale deve sostenere le posizioni del Vaticano e dell'Onu e fermare l'iniziativa unilaterale dell'Italia".

Oggi, infine, è l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), da Ginevra, ad annunciare di aver scritto al governo italiano esprimendo "grave preoccupazione" per il rinvio in Libia di migranti intercettati o soccorsi in mare e chiedendo alle autorità italiane di "riammettere quelle persone rinviate dall'Italia ed identificate dall'Unhcr quali individui che cercano protezione internazionale".

Sulla linea decisa dalla Lega (ehm... dal governo!) è polemica. Non solo fra gli schieramenti politici nostrani, ma anche all'interno della stessa maggioranza: leggi, fra tutte, le dichiarazioni del presidente della Commissione antimafia Pisanu contenute nell'intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore. E così, come al solito, il Prode Cavaliere ha rotto gli indugi ed è intervenuto sbattendo i pugni sul tavolo e mettendo a tacere in tal modo ogni voce contraria (al disegno della Lega) in seno al partito:

"Gli accordi con la Libia per il rimpatrio degli immigrati clandestini li ho gestiti io, li ho sottoscritti io, Maroni esegue quelli che sono gli accordi presi direttamente tra me ed il leader libico Gheddafi".

E poi dicono che all'interno del Pdl non c'è ampia possibilità di vedute...!

Infine e a coronamento di un sogno da tempo cullato, la Lega (ehm... il governo!) si prepara a festeggiare l'approvazione - prevista per domattina alla Camera - delle nuove norme in materia di sicurezza pubblica. Che, in sintesi, prevedono:

IMMIGRAZIONE: NORME DDL SICUREZZA, CLANDESTINITA' E' REATO; ADOTTABILI FIGLI CLANDESTINE NATI IN ITALIA; 180 GIORNI NEI CIE
(ANSA) - ROMA, 12 MAG - Chi entra in Italia o vi soggiorna clandestinamente commette un reato. Per avere la cittadinanza si dovra' pagare una tassa di 200 euro. Le straniere irregolari senza passaporto non potranno riconoscere i propri figli che diventeranno cosi' adottabili. Sono queste alcune delle misure ''anti-clandestini'' contenute nel ddl sicurezza che la Camera sta per approvare con il voto di fiducia.
REATO DI CLANDESTINITA' - L'immigrazione clandestina diventa un reato. L'articolo 21 del disegno di legge introduce nell'ordinamento italiano il reato di ''ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato''. I clandestini, in base alla nuova disciplina, non rischiano l'arresto ma si vedranno infliggere un'ammenda dai 5mila ai 10mila euro. Ma la norma piu' che convincere gli irregolari a non restare in Italia per non dover pagare la multa, rendera' possibile denunciare i clandestini all'autorita' giudiziaria. Secondo alcuni esperti, il reato di immigrazione potrebbe far rientrare dalla finestra cio' che e' uscito dalla porta (medici-spia, presidi-spia, perfino postini-spia).
NEI CIE FINO A 180 GIORNI - L'extracomunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno potra' rimanere nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) fino a 180 giorni. Ora il periodo e' di due mesi.
TASSA DI 200 EURO PER AVERE CITTADINANZA - Per avere la cittadinanza si dovranno pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno invece la tassa sara' fissata dai ministeri dell'Interno e dell'Economia tra gli 80 e i 200 euro.
ADOTTABILI I FIGLI DELLE CLANDESTINE - Per accedere ai pubblici esercizi gli stranieri dovranno esibire il permesso di soggiorno (tranne che per l'iscrizione dei figli alla scuola dell'obbligo). Altrimenti, essendo la clandestinita' un reato, scattera' l'obbligo della denuncia. Le madri irregolari non potranno iscrivere i propri figli all'anagrafe e quelle sprovviste di passaporto non potranno neanche riconoscerli rendendoli cosi' subito adottabili.
CARCERE SE SI AFFITTA A CLANDESTINI - Si rischia il carcere fino a tre anni se si da' in alloggio o si affitta anche una stanza a stranieri che risultino irregolari al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione. Ma ci deve essere un ingiusto profitto.
SI' ALLE 'RONDE' - Associazioni di cittadini potranno segnalare alle forze dell'ordine situazioni di disagio sociale o di pericolo. Saranno iscritte in elenchi e prioritariamente dovranno essere formate da ex agenti.
REGISTRO DEI 'CLOCHARD' - I senza fissa dimora saranno schedati in apposito registro istituito presso il Viminale.

venerdì 8 maggio 2009

Il grande insegnamento di Pic

video

Oggi ho avuto conferma di qualcosa. A quasi 45 anni non è cosa da poco. E' qualcosa che, come spesso accade per gli insegnamenti importanti, nasce da vicende (apparentemente) minori se non addirittura quasi insignificanti.

Parto proprio da quest'ultima. Pic, il pulcino giallo dalle alucce grigie che ho regalato il 1° maggio scorso a mio figlio, è scomparso. Non so come possa essere accaduto. Lo temevamo sul balcone dove ha iniziato ad ambientarsi fin dal primo giorno: i muri già alti, sovrastati da lunghi vasi di fiori, garantivano una barriera certamente insormontabile per un animaletto dalle alucce appena spuntate e la ex cuccia del gatto, appositamente sistemata, consentiva un ottimo riparo per la notte.

L'idea (e il patto) era quella di tenerlo finché non fosse diventato adulto per poi regalarlo ad amici che hanno altri animali da cortile. Mio figlio David (quello del racconto fantahorror) si era subito nominato sul campo “custode” del suo pulcino: gli aveva dato il nome, Pic, lo nutriva ogni giorno con una bella dose di mangime e passava diverso tempo a giocare con lui. In breve, era diventato la sua chioccia: Pic gli si avvicinava e si faceva accarezzare senza problemi, lo seguiva dappertutto sul balcone e ieri era addirittura arrivato a salirgli dalla mano al braccio, fino alla spalla.

David passava a salutarlo e ad accarezzarlo tutte le mattine, prima di uscire per andare a scuola. E così ha fatto anche questa mattina: “Aspetta, gli faccio un'ultima carezza”, ha detto tornando indietro da Pic. Io - vi giuro – mi sono girato per guardarlo, pensando: “Che carino!”.

Al ritorno dalla scuola, Pic non c'era più. Chissà, forse una delle tante gazze che ci sono dalle nostre parti, un altro uccello... Non so. So solo che David e la nonna l'hanno cercato tanto, nei dintorni, dai vicini di sotto... Niente da fare e Dado a piangere nella sua cameretta.

Ora, a parte gli occhi di mio figlio, cosa mi rimane di questa storia? E perché la sto raccontando? Perché quello che ho sempre pensato mi è apparso di una verità lacerante: fai ogni cosa, guarda ogni cosa, vivi ogni emozione come se fosse l'ultima, irripetibile a quel modo, unica e sola. Ho sempre creduto, fin da piccolo, che questo fosse vero e ho impostato su quest'idea più di un comportamento. Non posso dire di esservi riuscito sempre, ma credetemi se vi dico che questo pensiero ha protetto spesso la mia fragilità interiore da scossoni ben pesanti. Mi ha fatto scudo, mi ha offerto un riparo. E ha impedito che io mi perdessi. E voi? Che ne pensate?

Credits: la canzone che fa da sfondo alla clip video è Pearls di Sade.

mercoledì 6 maggio 2009

Berlusconi e Veronica: PERCHÉ in ordine sparso

Sulla vicenda della prima coppia d'Italia, leggi anche:
Nulla di più che semplici constatazioni che saranno venute in mente ai molti. In tram, dal parrucchiere, aspettando il verde al semaforo o ascoltando un tg.

PERCHÉ Berlusconi continua a chiedere (l’ultima vola ieri sera, nel corso del mega-spot andato in onda nel salotto di Bruno Vespa) “che le vicende private restino tali”, dal momento che in occasione della vincente campagna elettorale del 2001 non esitò a spedire nelle case di milioni di italiani (e a nostre spese, vista l'entità dei rimborsi elettorali che i partiti politici ricevono dallo Stato) un bel volumetto di 125 pagine a colori in carta patinata dal roboante titolo Una storia italiana nel quale, in sostanza, veniva tratteggiato il suo profilo di imprenditore, marito e padre come un modello d'uomo che gli elettori avrebbero dovuto premiare con il voto?

PERCHÉ una storia italiana è ok e vale la pena di essere conosciuta se narra cose belle e tutti sono alti belli e con gli occhi azzurri (come dice sempre mio cognato!) e diventa invece una questione privata non appena una nuvola si pone davanti al sole e la offusca?

PERCHÉ se fai una vita di successo, hai rettitudine morale e limpidezza di comportamenti questi dovrebbero essere considerati come fattori vincenti ed addirittura esibiti agli occhi dei cittadini e, invece, il loro contrario dovrebbe essere celato dietro il paravento della privacy?

PERCHÉ ad uno dei due litiganti dovrebbe essere concessa la possibilità di dire la propria, accusare tutto e tutti, parlare di complotti e discolparsi di accuse pubbliche nel corso di una trasmissione sul primo canale della tv di Stato e davanti a milioni di persone e all'altro no?

PERCHÉ una moglie, sia pur indispettita da una pubblica rivelazione sul marito, prende carta e penna e consegna il suo pensiero e il suo giudizio su tale vicenda ad un organo di stampa (qui e qui), invece che parlarne con lui, tanto più considerando il ruolo pubblico ricoperto dal marito e la pesante accusa – al limite della pedofilia da un lato e della diffamazione dall'altro – rivolta nei suoi confronti?

PERCHÉ un quotidiano nazionale può pubblicare a nove colonne sulla sua prima pagina una sequenza di immagini che ritraggono la moglie di Berlusconi in costume di scena e poi a seno nudo durante un vecchio spettacolo teatrale e, invece, si dimentica di fare altrettanto con la sequenza di immagini che ritraggono ministre di Berlusconi o parlamentari da lui candidate nude o seminude mentre posano per un calendario o lavorano in tv?

PERCHÉ se magistrati e forze dell'ordine portano a termine un'indagine lunga e complessa contro la mafia e in conferenza stampa mettono a disposizione dei giornalisti dettagli dell'operazione nonché frammenti video ripresi con telecamere nascoste o audio frutto di intercettazioni telefoniche, i nostri politici (di destra e sinistra) possono sentirsi in diritto di rilasciare dichiarazioni di soddisfazione per l'”egregio lavoro svolto dagli investigatori”, arrivando a giudicare come “agghiaccianti” i contenuti delle intercettazioni proposte nei servizi tg o sui giornali; mentre se magistrati e forze dell'ordine portano a termine un'indagine lunga e complessa contro la corruzione e in conferenza stampa mettono a disposizione dei giornalisti dettagli dell'operazione nonché frammenti video ripresi con telecamere nascoste o audio frutto di intercettazioni telefoniche, i nostri politici (di destra e sinistra) possono sentirsi in diritto di rilasciare dichiarazioni di fuoco contro l'abuso di tali strumenti di indagine, il mancato rispetto delle norme sulla privacy e l'uso strumentale della giustizia a fini politici?

Dice: che c’azzecca quest’ultimo interrogativo con la vicenda Berlusconi vs Veronica? C’azzecca, c’azzecca… Perché la privacy, a differenza della legge, non è uguale per tutti!

martedì 5 maggio 2009

Abruzzo: una scossa e un mese fa...

Sul terremoto in Abruzzo, leggi anche:
Sul terremoto che un mese fa ha squassato la terra d'Abruzzo fin nelle sue radici si sono scritte milioni di parole e altrettante ne seguiranno. Tuttavia sono convinto che finchè un microfono, una telecamera, una macchina fotografica o un semplice taccuino dei grandi media saranno sul suolo abruzzese ci sarà attenzione per quel che accade a quelle genti. Nel bene e nel male. Poi, pian piano tutto scemerà, si ammorbidirà, diverrà sempre più leggero e trasparente, fino a sparire del tutto. E ci si ricorderà del terremoto d'Abruzzo in occasione della prossima scossa, del prossimo evento sismico, dei prossimi morti (e qui sono bene accetti tutti i tipi di scongiuri conosciuti, anche quelli più volgari!).

Così ho pensato di dare spazio ad alcuni riepiloghi, i più significativi, scritti oggi da colleghi dell'Ansa, in occasione del primo "meseversario" del sisma del 6 aprile scorso. Non esauriscono di certo tutto quel che è accaduto in questi 30 giorni di paura, rabbia e dolore: so bene che in quelle zone rimangono ombre, interrogativi e fatti che a tutt'oggi non sono emersi e che dovrebbero indignare le nostre coscienze. Basta farsi un giro per la Rete, fra i bloggers abruzzesi, per trovarne traccia. Tuttavia sono utili per non dimenticare e come testimonianza per il futuro.

TERREMOTO: PIANTO DI UN BAMBINO, VOGLIO TORNARE A CASA /ANSA
IL RACCONTO DI UN GIORNALISTA-VOLONTARIO IN TENDOPOLI L'AQUILA
(del collaboratore dell'ANSA Maurizio Quilici)
(ANSA) - ROMA, 5 MAG - Giornalista-volontario. O, se si preferisce, volontario-giornalista per alcuni giorni nella tendopoli di Piazza d'Armi, all'Aquila, presso la ''Scuola della pace'', un'organizzazione che si occupa di bambini e che ha installato il suo gazebo-ludoteca assieme alle prime tende montate un mese fa.
I bambini sono l'anima di questo campo, la speranza di rinascita, la gioia di vivere che - per fortuna - supera le ombre piu' nere. Ma a volte sono proprio loro, i bambini, a stringerti il cuore. La prima notte, in una delle 250 tende installate dai volontari della Protezione Civile, ci sveglia il pianto di un bambino. E' un pianto improvviso nel silenzio, a tarda notte: forse ha avuto un incubo. ''Voglio tornare a casa'' ripete una, due, dieci volte fra un singhiozzo e l'altro.
I bambini si chiamano Giulia, Marinella, Betty, Robert, Alidina, Marco, Laura Ma spesso il nome italiano e' una traduzione: dietro quel nome c'e' una storia romena, filippina, peruviana, africana... I gruppi di stranieri presenti nella tendopoli sono molti e numerosi. Tutti, chi piu' chi meno, lavoravano all'Aquila da anni e si sentono aquilani. I loro figli corrono sin dal mattino alla ludoteca dove sono stati installati piccoli tavolini e seggioline e dove si gioca con la plastilina, con i colori a tempera, mentre le casse del modestissimo impianto stereo diffondono note allegre: ''Ma il coccodrillo come fa / non c'e' nessuno che lo sa...''.
I bimbi cercano i volontari (ognuno ha i suoi prediletti, dai quali si fa coccolare volentieri), aspettano con ansia Massimilano Santella, in arte ''Ciccio Pasticcio'', il clown che - come altri di altre associazioni - e' inesauribile fonte di giochi e di scherzi. Ciccio Pasticcio: un nome che piace ai bambini. Lui, dopo la laurea in giurisprudenza, doveva fare l'avvocato penalista, poi ai codici e ai tribunali ha preferito le aule di una scuola elementare e la professione di maestro. ''Dal punto di vista economico una tragedia'' - riflette - ''ancora precario dopo dieci anni. Ma dal punto di vista della soddisfazione personale, che gioia, che serenita' ''.
A proposito di serenita', colpisce nel campo un'atmosfera non triste ne' rassegnata; merito anche degli infaticabili volontari giunti da ogni parte d'Italia (questa tendopoli e' gestita dalla Protezione Civile dell'Emilia Romagna, coadiuvata dalla Protezione di Lazio e Campania) pieni di attenzioni nei confronti dei terremotati e che non si tirano mai indietro. Certo, non e' un idillio, i problemi non mancano e quelli del vivere quotidiano sembrano sopravanzare quelli della mancanza di una casa, di un lavoro, di un domani incerto. Per il mangiare non c'e' problema: le mense funzionano a pieno ritmo e nessuno trova da ridire (e fare da mangiare per 1.700 persone - 200 volontari e 1.500 ospiti - non e' uno scherzo). Ma non ci sono lavanderie a gettone (''in altri campi le hanno messe'', protesta qualcuno) e le donne lavano in fila ai lavatoi installati vicino all'ingresso. Lavano con acqua fredda e le mamme si lamentano: ''Come facciamo a lavare i bambini piccoli?''. L'acqua calda - diciamo tiepida, ma va bene lo stesso - e' solo per le docce e le temperature qui non sono primaverili, la notte scendono a pochi gradi sopra lo zero e rischi - come e' accaduto a noi - di svegliarti con brividi di freddo anche se sei imbozzolato in un buon sacco a pelo. Se non e' il freddo a svegliarti, puo' essere una scossa di terremoto: la brandina ondeggia per un attimo, ma nessuno si allarma, quasi che l'abitudine abbia preso il sopravvento. Sara' uno dei motivi di conversazione del mattino dopo: ormai sono tutti talmente ''esperti'' che ascolti conversazioni come: ''Era almeno del terzo grado Richter'', ''No no, qualcosa di piu'''.
Anche i bambini sono diventati degli ''esperti'' e nel gioco riportano spesso il dramma vissuto. Il bambino che costruisce una bella casa con il Lego ci dice: ''E' fatta! Me la fotografi?''. Poi ci ripensa e toglie alcuni cubetti da una parete: ''Avevo dimenticato l'uscita di emergenza''.
COR 05-MAG-09 15:36

TERREMOTO: VITA DA SFOLLATO IN TENDA TRA FILE E FREDDO /ANSA
CAMPO DAVANTI CASA DISTRUTTA, TURNI PER DOCCIA E RUMORI NOTTURNI
(di Fabrizio Caporale)
(ANSA) - L'AQUILA, 5 MAG - Guardo la poca neve sulle montagne e quella che una volta era la mia casa. Vent'anni di risparmi e sacrifici, cancellati in venti secondi. Ma penso anche ai tanti amici che hanno perso casa e intere famiglie.
Da un mese a questa parte vivo in tenda. La sveglia, nella tendopoli di Roio non viene data dal trillo dell'orologio, ma dai rumori che arrivano dalla cucina, dove preparano la colazione, e dalla strada. Non era sufficiente il sisma; da un mese piove quasi tutti i giorni e il clima e' rigidissimo. Al mattino, la temperatura non supera quasi mai i cinque gradi.
Qui ti manca la privacy, il fatto di poterti gestire come vuoi, di mangiare o lavarti scegliendo tu i tempi, ma alla fine ti abitui... Tra paesani c'e' un bellissimo senso di comunita', e i volontari cercano di non farti mancare nulla.
Ci si alza presto, dopo una notte trascorsa tra incubi e ascolto dei classici rumori notturni (il russare della gente ti tiene compagnia per ore, e non e' l'unico che senti...) che provengono dalle tende vicine. Tende dove la luce e il riscaldamento sono arrivati 15 giorni dopo il loro allestimento. Qualche topolino allegramente attraversa il campo, qualche ragno passa, ma in campagna in fondo e' normale.
La fila per la colazione non e' gravosa. Durano di piu' quelle per il pranzo e per la cena, dove a volte si deve aspettare mezz'ora per prendere vassoio e vivande. Anche per la doccia a volte c'e' da attendere.
Sono sei in tre container. Una per i volontari. Per il resto, gli oltre 200 abitanti delle 55 tende del campo in questione si dividono tre docce (le donne) o due (gli uomini). I moduli rigidi sono giunti alla tendopoli due settimane dopo il terremoto. E' stato un piacere straordinario potersi lavare con l'acqua calda; soltanto un paio di volte avevo potuto lavarmi a pezzi con l'acqua fredda, all'aperto, con temperature di stampo invernale. Lo stesso piacere che avevo provato quando, dopo ben tre giorni dal terremoto, ero riuscito a cambiarmi il primo paio di calzini e a ottenere un nuovo cambio di biancheria intima. Quelli miei sono mezzi sepolti dai calcinacci e dai rivestimenti della mia stanza da letto.
Il telefono comincia a squillare per lavoro dalle 7.30. Tutto cio' fino al tardo pomeriggio. Poi, di corsa alla tendopoli, per la fila per prendere la cena.
Prima di andare a mensa, con la mia compagna raccogliamo l'immondizia (persino rotoli interi di carta igienica o buste di fazzolettini pieni) che viene lasciata davanti ai bagni chimici che abbiamo fatto mettere su un pezzo della nostra proprieta'.
Ognuno di noi, in paese, ha ceduto un pezzo di terra o un cortile per l'allestimento delle tende, dei pali dell'illuminazione o, appunto, dei servizi igienici, che fortunatamente vengono ripuliti tutti i giorni da una ditta specializzata. Perche', se cosi' non fosse, certi 'regali' farebbero bella mostra di se' per lungo tempo.
Mentre scrivo, ricordo che devo andare a fare servizio di raccolta dei vassoi, dei piatti e dei bicchieri di carta a mensa. Ognuno di noi, nella tendopoli, ha dei turni, anche per servire i pasti e per pulire i bagni. Oggi, per mangiare, non faccio la fila. Chi e' di servizio puo' passare avanti.
(ANSA) YM1-PRO 05-MAG-09 16:51

TERREMOTO: UN MESE DA SCOSSA TRA DRAMMA E RICOSTRUZIONE/ ANSA
DA NOTTE 6 APRILE L'AQUILA VIVE CON PAURA E TEME PER FUTURO
(di Luca Prosperi e Giustino Ceccarossi)
(ANSA) - L'AQUILA, 5 MAG - Venti secondi per cancellare una storia, azzerare un futuro, sbriciolare le fatiche di intere generazioni. Dalle 3,32 del 6 aprile L'Aquila e' attanagliata dalla paura di non essere piu' se stessa.
Sui muri rimasti in piedi le scritte 'L'Aquila deve tornare a volare', ma tutto intorno ancora tra le macerie i ricordi dei 298 morti, i 1.500 feriti e il vuoto lasciato dai 30 mila sfollati sulla costa: dalla notte di quel lunedi' a punteggiare la tragedia di una citta' d'arte distrutta ci sono anche le tendopoli dove provano a trovare una impossibile normalita' gli altri 30 mila terremotati che caparbiamente restano attaccati alla citta'.
La terra ha tremato per 20 secondi con una scossa del 5,8 Richter e a distanza di un mese trema ancora. Il sisma non ha solo cambiato il volto del capoluogo: vittime e distruzioni anche nelle frazioni, con Onna e la sua tragedia a far da simbolo. Qui nei giorni successivi verranno tutti a omaggiare il paese martire, da Berlusconi al Papa, dai sindacati ai tedeschi, che scoprono solo ora l'eccidio compiuto dai nazisti nel 1944. A Onna il Premier partecipera' per la prima volta assieme ai partigiani della Brigata Majella alle celebrazioni del 25 Aprile, e i tedeschi gia' fanno piani per ricostruire il piccolo borgo raso al suolo dal sisma.
Imponente e immediata la macchina dei soccorsi - che ha raccolto ammirazione da ogni parte del mondo - da far impallidire lo scenario futuro. Migliaia di case distrutte, patrimonio artistico a pezzi, il tutto su un tessuto socioeconomico gia' in grave sofferenza per la crisi ecomonica.
Sui crolli sospetti, sulle accuse della gente e le polemiche inevitabili e' in moto da subito il lavoro della magistratura: sequestri e indagini a tappeto, mirino puntato sugli immobili pubblici o su quelli dove ci sono state vittime. Proprio ieri il capo della procura, Alfredo Rossini, ha spiegato di sentire ''la fiducia della gente nei nostri confronti, nel lavoro degli inquirenti''.
La mobilitazione per la ricostruzione e' passata anche attraverso segnali come la convocazione del Consiglio dei Ministri all'Aquila lo scorso 23 aprile, e trovera' una cassa di risonanza nei Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009 a giugno, ma l'apice e' previsto per il G8 che si terra' nella Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza di Coppito a luglio. Dal presidente Usa, Barack Obama, agli altri grandi della terra, tutti verranno all'Aquila a rendersi conto di persona dei danni del sisma, e, sperano gli aquilani, ad adottare un pezzo della loro citta' per ricostruirla, come i tedeschi a Onna o il governo di Madrid per il cinquecentesco Forte Spagnolo che aveva gia' resistito al terremoto del 1703.
Eventi importanti per una ricostruzione il piu' rapida possibile: ha fretta, il popolo degli sfollati, ha paura del generale inverno che a 800 metri di altitudine arriva con cattiveria anche a settembre. ''Le prime case le consegneremo a settembre'', ha annunciato Silvio Berlusconi. Case vere, assicura il premier. ''Entro 200 giorni vogliamo consegnare a 13 mila persone appartamenti completamente funzionanti e arredati'', ha insistito. Intanto sono stati individuati 20 aree dove allestire i campus.
Ma sul Decreto del governo sulla ricostruzione ecco le prime polemiche: i sindaci del cratere chiedono di avere piu' poteri, l'opposizione e gli enti locali spulciano il testo e chiedono apertamente soldi certi ''e non impegni generici fino al 2030'', e di essere trattati come Marche, Umbria e Friuli, dove la ricostruzione fu interamente a carico dello Stato.
(ANSA) YXU-PRO 05-MAG-09 17:07

TERREMOTO: TUTTE LE CIFRE DEL SISMA, 65 MILA SFOLLATI /ANSA
24 MILA SOPRALLUOGHI, 53% CASE AGIBILI; IMPEGNATI 4MILA VOLONTARI
(di Adam Hanzelewicz)
(ANSA) - PESCARA, 5 MAG - Sono numeri che difficilmente si ricordano in tempi moderni per una calamita' naturale quelli che vedono la Protezione Civile impegnata sul doppio fronte dell'assistenza agli sfollati e della verifica di agibilita' degli edifici dopo il sisma che ha devastato L'Aquila il 6 aprile, provocando 298 morti e oltre 1.500 feriti: gli assistiti al 3 maggio scorso sono 65.704, mentre i sopralluoghi hanno interessato 24.820 edifici, dei quali il 53,1% risulta agibile; in Abruzzo al momento operano tra i 3.500 e i 4.000 mila volontari.
L'assistenza alla popolazione viene equamente suddivisa tra 503 alberghi e 2.138 case private (32.247 persone) e le 179 tendopoli (33.457).
La sistemazione dei primi e' suddivisa in quattro province, tre abruzzesi e una marchigiana: nel teramano ci sono 22.331 persone delle quali 15.380 ospitate in 230 alberghi e 6.951 in 1.613 case private; nel pescarese ci sono 5.729 persone di cui 4.252 presso 67 alberghi e 1.477 in 455 case private; nel chietino ci sono 3.081 persone di cui 3.020 ospitati in 188 alberghi e 61 in 70 case private; nell'ascolano gli sfollati sono 1.106 tutti in 18 alberghi.
Nei sette Centri operativi misti (Com) dell'area aquilana sono dislocate complessivamente 5.545 tende, servite da 101 cucine da campo, e assistite da 31 posti medici avanzati: sono stati impiegati 12.040 lenzuola, 7.587 termosifoni a olio, 57 pozzetti frigo e 25 mila metri cubi di ghiaia - ossia una collina alta 32 metri e lunga 780 metri. Il centro piu' numeroso e' il Com 1 (zona Acquasanta), dove alloggiano 10.659 persone sistemate in 36 tendopoli.
Procede spedito intanto il censimento di agibilita' nei 103 Comuni abruzzesi che lamentano danni provocati dal sisma, dei quali 49 inseriti nel decreto Abruzzo sui provvedimenti per la ricostruzione: finora sono stati visionati 22.460 strutture private, 645 pubbliche, 38 ospedali, 108 caserme, 422 scuole e 1.130 attivita' produttive.
Il 53,1% risulta agibile - anche se tale cifra dovra' necessariamente diminuire visto che finora sono rimaste fuori dalle verifiche le zone rosse, quelle a rischio di crolli, come ad esempio il centro storico del capoluogo - il 15,2% e' temporaneamente inagibile, ma agibile con provvedimenti di pronto intervento, il 3% e' parzialmente inagibile, l'1,2% temporaneamente inagibile, ma da rivedere con approfondimento della verifica, il 23,6% e' inagibile e il 4% risulta inagibile per rischio esterno.
Secondo le verifiche risultano agibili il 69,4% delle caserme, il 52,6% degli ospedali, il 58,4% delle attivita' produttive, il 54,6% delle strutture pubbliche, il 52,7% delle case private e il 53,8% delle scuole. Sono invece completamente inagibili il 2,8% di caserme, il 10,5% degli ospedali, il 18,6% delle attivita' produttive, il 20,6% degli edifici pubblici, il 28,6% delle case private, il 14,5% di scuole.
In base al censimento danni finora effettuato dal Dipartimento della Protezione Civile, oltre il capoluogo risultano piu' danneggiati i Comuni di Fagnano Alto (L'Aquila) con 325 edifici inagibili su 596 visionati, Lucoli (L'Aquila) con 97 su 202, Colledara (Teramo) con 35 su 54, Villa Santa Lucia (L'Aquila) con 43 su 99.
Lo sciame sismico non da' comunque tregua alla popolazione: nella prima settimana dopo la scossa di magnitudo 5,8 sono state registrate oltre diecimila scosse, delle quali un migliaio avvertite e di magnitudo superiore a 2,5, nei cinque distretti sismici interessati dall'evento (Aquilano, Valle dell'Aterno, Monti della Laga, Gran Sasso e Bacino di Sulmona). A causa del sisma e' stato rilevato dall'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) un abbassamento del suolo in superficie fino a 25 cm.
(ANSA) HNZ 05-MAG-09 17:08

lunedì 4 maggio 2009

Berlusconi, Veronica e i dolori del giovane Ghedini

"Andrò per avvocati anch'io. Ho già dato il mandato di prendere in mano la situazione". Così tuonò il suo Signore. E così, da un giorno all'altro, il fido Ghedini si ritrovò a dover preparare l'ennesima battaglia - anzi, una vera e propria guerra - questa volta, però, su un terreno che aveva ormai sepolto nei suoi ricordi più lontani.

E sì che un barlume di speranza il suo Signore l'aveva riaperto, lasciandosi andare dall'impeto della rabbia e dell'indignazione, quando subito dopo - nell'intervista concessa alle testate unificate di Corriere e Stampa - aveva dichiarato: "A dire la verità ci sarebbero persino gli estremi di una querela per diffamazione". Per poi, tuttavia, aggiungere, con magnanimo orgoglio: "Ma è meglio lasciar stare".

E fu lì, sullo scivolare di quelle ultime parole, che il buon Niccolò si rese conto che il tempo delle decisioni irrevocabili era ormai giunto, che nulla sarebbe stato come in passato, che l'ora del mutamento era inesorabilmente suonata, per il popolo italiano, per l'Italia stessa, per il mondo.

E anche per lui, per il suo studio e per la sua carriera. In un lampo gli fu tutto chiaro: toccato dalla sacra luce della preveggenza, ebbe la visione di cancellerie civili affollate, di udienze svolte nella stanza del giudice, a porta ben aperta sul via vai impazzito di attori e convenuti in coda da quattro o cinque anni per mere liti condominiali o intrigate questioni di multe non pagate e contestate o tristi vicende di confini agricoli spostati o abusati. Sentì il vociare chiassoso del botta e risposta fra le parti, udì la voce del giudice cercare di farsi più alta dei litiganti e quelle degli impiegati che, discutendo dell'ennesimo rigore negato, tornavano dall'ennesimo caffè.

Ci volle un po' prima che tutto quel frastuono nella sua testa finisse per scemare fino a perdersi definitivamente in un'eco lontana. A quel punto, il buon Ghedini si avvicinò al telefono sulla sua scrivania, fece un ultimo sospiro e poi chiamò la solerte segretaria. "Francesca, venga subito da me con carta e penna".

La bella Francesca ci mise un attimo a presentarsi nello studio dell'avvocato. D'altronde a 18 anni appena compiuti non ci vuol molto a scattare in piedi e ad attraversare in fretta i dodici metri che separavano le scrivanie del comparto segreteria dalla porta del capo e poi, da questa, raggiungere la sedia di fronte alla scrivania distante un'altra dozzina di metri. Lì giunta, Francesca si sedette accavallando le sue lunghe gambe: così facendo, il vestitino azzurro con il colletto da collegiale bianco e la scritta Anch'io sono una Berlusca Girl deformata dalla curva del seno si alzò fino a scoprirle ben più di metà coscia. Ma l'uomo Niccolò aveva ben altri pensieri in quel momento e l'avvocato Ghedini, comunque, da tempo aveva dovuto rinunciare a simili svaghi a causa dell'incessante mole di lavoro procuratagli dal suo Signore.

"Francesca, da oggi abbiamo una missione che è prioritaria rispetto a tutte le altre che abbiamo fin qui intrapreso per il bene del nostro Signore." Detto questo e catturata la necessaria attenzione della ragazza (che, infatti, smise subito di sistemarsi i capelli), cominciò ad enumerare le cose che andavano fatte. "Cancella tutti gli impegni da qui a un anno. Chiama lo studio Previti e dì che invieremo loro i fascicoli dei processi penali pendenti in primo e secondo grado. E anche quelli in Cassazione, va! E' ora che cominci a darsi da fare pure lui... - aggiunse con un piccolo accenno polemico - Poi chiama casa mia e avverti mia moglie di farsi restituire al più presto dai ragazzi tutti i miei vecchi libri universitari, in particolare quelli di diritto civile, procedura civile e diritto di famiglia. Tanto a loro non servono più... E anche i blocchi di appunti e tutte le fotocopie delle dispense, se ancora ce l'hanno! Quando hai fatto, convoca tutta la squadra e dì loro di annullare tutti gli impegni e le ferie per i prossimi mesi: abbiamo da studiare e molto!".

Appena Francesca fu uscita dal suo studio, Ghedini sprofondò nella sua poltrona, ben sapendo che probabilmente quello sarebbe stato uno dei suoi ultimi momenti di relax. E di nuovo lasciò correre liberi i pensieri. Non più aule architettonicamente disegnate per i giudici, pm e difesa... Non più i tre neri giudici sul banco più alto... E nemmeno l'odiato pm da sfidare in punta diritto e a colpi di certificati medici e richieste di ricusazione... Non più l'amato codice penale, nè le stampa di pagine e pagine di leggi speciali, progetti di legge e lodi Alfano vari...

Trasse un respiro più profondo e poi si alzò. Fece qualche passo, dirigendosi verso la parete di sinistra. Sopra un ampio divano grigio perla, campeggiava ormai da oltre dieci anni (da quando il suo Signore aveva ordinato a tutti di ospitarne una copia) un grande ritratto di Donna Veronica. Avrà avuto una decina di anni in meno e sorrideva con l'aria di chi la sa lunga. "E' tutta colpa tua!", si lasciò sfuggire Ghedini, "ma ora è finita!". E, armeggiando non poco con la cornice, riuscì finalmente a togliere il vetro che proteggeva la tela. Riappese soddisfatto il ritratto e tornò verso la sua scrivania. Aprì un cassetto, prese i tre dardi che vi erano dentro e ritornò lentamente verso la parete di sinistra.

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