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giovedì 30 aprile 2009

1° maggio: verso la cancellazione?

Un appunto riservato con una serie di “motivazioni per una riflessione in ordine all'opportunità di abolire la festività del Primo Maggio”. Sta scatenando una vera e propria bufera nei palazzi della politica italiana il documento, contenuto in una valigetta ventiquattr'ore che una telefonata anonima alla redazione romana dell'Ansa segnalava nell'aiuola di piazza Venezia, che sarebbe stato redatto da dirigenti dei servizi di sicurezza e indirizzato a un funzionario del Viminale.

L'appunto, costituito da un unico foglio senza intestazioni, reca come destinatario un presunto “dr. Vincenzo Capril c/o Segreteria di Gabinetto Ministero dell'interno”, nominativo che, ad una prima sommaria verifica con l'ufficio stampa del Viminale, non risulterebbe fra quello dei dipendenti e dei dirigenti del ministero. Tuttavia, il clamore suscitato dal suo contenuto e soprattutto dal suo ritrovamento a poche ore dalle tradizionali celebrazioni della Festa del lavoro, rischia di accendere la miccia della contestazione ad una vigilia di Primo maggio che appariva fino a ieri insolitamente sotto tono.

Questo il testo completo del documento:

Motivazioni per una riflessione in ordine all'opportunità di abolire la festività del Primo Maggio. Trattasi di:
  • assembramento sedizioso e mai autorizzato dagli uffici del Vescovato di Roma, esclusivamente competenti in materia di concessione dell'uso del prato antistante la Basilica di S. Giovanni in Laterano, dove solitamente viene allestito l'imponente palco utilizzato per comizi e concerti per tutta la durata della manifestazione;

  • manifestazione utilizzata, specialmente negli ultimi anni, allo scopo di dar voce a violente offese alla figura del Santo Padre e alla Chiesa Cattolica in generale;

  • manifestazione dall'altissimo rischio sanitario, in particolare in questo periodo, per via del maggior pericolo di trasmissione dello sconosciuto virus proveniente dal Messico e più comunemente noto come “febbre suina”;

  • iniziativa che storicamente si accompagna all'esibizione di bandiere, vessilli e simboli che, seppur ormai in disuso, richiamano alla memoria e inneggiano a concetti e ideologie di chiara matrice comunista e leninista, quanto mai pericolosi in questo periodo di ritrovata pax politica;

  • manifestazione anacronistica e ormai molto poco avvertita dalla popolazione italiana, soprattutto in questo periodo di crisi economica in cui chi ha lavoro, ha molto poco da festeggiare e chi non ne ha dovrebbe essere di umore tutt'altro che incline alle feste di piazza;

  • manifestazione che, a causa della crisi del mercato del lavoro provocata dalla suddetta crisi economica, cela risvolti fino ad oggi sconosciuti allo scrivente, come quello di una probabile violenta protesta da parte del popolo dei disoccupati contro quello dei lavoratori, con la possibilità di ripercussioni sociali a tutt'oggi imprevedibili;

  • iniziativa che, anche dal punto di vista spettacolare, risulta palesemente impoverita, considerata la penuria di veline e attricette in circolazione dovuta in parte alla nomina alla carica di ministro di talune di esse e in parte alla candidatura di altre alle prossime elezioni europee.

Tanto si trasmette per le valutazioni di competenza.

Il presente racconto di fantapolitica, come altri in passato, è palesemente opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a nomi e istituzioni reali è puramente casuale.

martedì 28 aprile 2009

Il Paese delle meraviglie

Mi chiedo spesso come possano i cittadini degli altri Paesi europei (ma anche degli Stati oltreoceano) non desiderare con tutte le loro forze di vivere in Italia. E non soltanto per la bellezza impareggiabile della nostra penisola, con le sue coste, le montagne, il mare, gli scenari naturali che da nord a sud contraddistinguono queste terre; non soltanto per le ineguagliabili ricchezze storiche, artistiche e culturali, i suoi musei, le chiese, i tesori archeologici e le vestigia che testimoniano la grandezza passata; non soltanto per la cordialità tipica di noi italiani, per la nostra simpatia, per lo spiccato senso di ospitalità e per la squisita cucina delle nostre tante tradizioni gastronomiche. In fondo si tratta di caratteristiche ormai ben note che caratterizzano l'idea del bel Paese all over the world.

Quel che invece mi sorprende da qualche tempo a questa parte è l'appeal che l'Italia ha imparato ad esprimere in settori inaspettati e, anzi, non sempre facilmente esportabili sotto il marchio del made in Italy. Un'incredibile attrazione che ha a che vedere con argomenti di grande sensibilità per i tempi che viviamo e che potrebbe sfociare, a breve, in veri e propri esodi di massa verso il nostro Paese.

Prendiamo il caso, ad esempio, della crisi che sta interessando da mesi l'economia mondiale: ebbene, il nostro premier non ha fatto come tanti altri capi di Stato e di governo che si sono limitati a lanciare allarmi su tensioni sociali o ad invocare chissà quali malaugurati scenari apocalittici. Berlusconi ha invece assicurato a più riprese che si tratta di un fenomeno ciclico come ce ne sono stati altri in passato, per il quale, comunque, il governo ha già posto in essere rimedi idonei e predisposto strumenti volti a fronteggiarne gli effetti sull'economia reale.

Guardiamo alla cosiddetta crisi del sistema bancario: anche qui noi italiani abbiamo scoperto di poter dormire sonni tranquilli. Le nostre banche, infatti, a differenza di quanto accaduto per esempio negli Usa e nel Regno Unito, hanno criteri di concessione del credito molto più scrupolosi della norma, con controlli e vincoli maggiori verso la normale clientela (un po' meno verso i clienti privilegiati, come le grandi aziende quotate in Borsa) e tassi di interesse più alti della media studiati appositamente per scoraggiare in partenza operazioni come quelle che hanno portato al fallimento di istituti finanziari oltreoceano.

In materia sanitaria – tanto per essere attuali – nessuna preoccupazione può venire dal pericolo della febbre suina che proprio oggi ha spinto l'OMS ha portare a 4 il livello di allerta pandemia. Prima di tutto, perchè sono tanti e tanti anni che non importiamo più carne di maiale dal Messico e quindi i nostri allevamenti sono al sicuro; e poi perchè, come ci hanno ripetuto in questi giorni ministri ed esperti del settore, l'Italia possiede una cospicua scorta di farmaci che, nonostante ancora si stia studiando un vaccino specifico, sono in grado comunque di assicurare una adeguata copertura contro questo nuovo ceppo influenzale.

Vogliamo parlare della nostra situazione politica? Beh, qui addirittura sfioriamo la perfezione: dove lo trovate, infatti, un Paese con una maggioranza così schiacciante al governo? Un Paese che, a distanza di un anno dalle elezioni, sa esprimere percentuali altissime di consenso popolare per l'operato del premier e del suo governo? Un Paese dove l'opposizione non si limita a fare la sua parte, ma si presta favorevolmente a fare spesso anche quella della maggioranza, in un clima di concordia che non si registrava dalle antiche coalizioni del cosiddetto compromesso storico? Un Paese dove è scomparsa quasi del tutto una delle due forze politiche in lizza, la sinistra? Un Paese dove le ministre sono anche belle gnocche e le candidate in lista per le europee ex veline?

E tutto ciò senza dimenticare che l’Italia è il luogo dove nulla è impossibile. Dove può materializzarsi un G8 in pompa magna là dove, fino a pochi giorni prima, c’erano solo macerie e sangue, distruzione e dolore. Dove, grazie all’occhio benevolo delle istituzioni e alla capacità creativa tipicamente nostrana di interpretare le norme vigenti, si riesce ad essere intestatari di una social card e, al tempo stesso, ad andare a fare la spesa in suv.

Come non essere orgogliosi del nostro modo di combattere la mafia e delle normative vigenti in materia che, a detta dei nostri esperti e governanti, sono fra le migliori attualmente in circolazione, al punto di poterle promuovere all’estero come modello di riferimento. Come non essere soddisfatti di assicurare ai nostri parlamentari europei una remunerazione più alta dei loro colleghi stranieri di stanza a Strasburgo e di poterli tutelare, quando a breve tali remunerazioni saranno pari per tutti, con un’apposita indennità messa a disposizione dai loro colleghi del Parlamento nazionale.

E se tutto ciò non bastasse, come dimenticare l’attrattiva incredibile di essere il Paese con la nazionale di calcio campione del mondo e di sentirsi tali almeno per un altro anno? E poi dice che l'immigrazione è in aumento...

lunedì 27 aprile 2009

La febbre della paura

Viviamo costantemente sull’ottovolante della paura. Ci lasciamo sballottare da allarmi e psicosi che prendono la forma di irte salite e precipitose discese, di curve paraboliche, brusche frenate e improvvise ripartenze. E appena uno di questi accenna a scemare, ecco subito ne arriva un altro a prendere il suo posto. Con maggior vigore, se possibile, di quello che l’ha preceduto.

Come esseri umani, siamo da sempre sotto la spada di Damocle della paura: insidiosa e sottile in ogni epoca e tempo, trova comunque il modo di infilarsi fra le pieghe dei nostri pensieri vigili così come fra gli spazi meno definiti dei nostri sogni notturni. Scava, erode e apre pian piano piccole nicchie dove insinua il suo fine artiglio, che si allunga e si allarga fino a invadere, spesso, tutto lo spazio libero della nostra mente.

Certo non vale allo stesso modo per tutti, ma chi più chi meno siamo un po’ tutti vulnerabili alla sua minaccia. Più andiamo indietro con i secoli e più la paura è stata il frutto, magari doloroso, di una nuova esperienza, di una scoperta, di un sapere che ancora non apparteneva alla comune sfera mentale della giovane e rude e grezza umanità che stava crescendo. Si potrebbe definirla una paura diretta, empirica: temo il fuoco perché mi ha bruciato, l’acqua perché stavo annegando, il buio perché mi fa sbattere e cadere e perdere di vista le cose o le persone a cui tengo.

Col tempo, abbiamo accumulato un certo numero di esperienze tangibili e le nostre paure hanno così cominciato a materializzare concetti: ecco il timore della superstizione, della divinità, della cabala; l’angoscia verso quell’occhio sempre vigile e attento, puntato su di noi, a scrutare atti e condotte da mettere sul banco degli imputati, da condannare e da punire.

Fino a quando qualcuno ha capito il meccanismo che tali processi innescavano nelle menti dei più, se ne è impadronito e lo ha personalizzato per le sue esigenze, troppo spesso di tasca e di potere. Ecco allora che la paura, che nasce come esperienza personale ed episodica, ha iniziato ad essere sapientemente insufflata nelle orecchie e nei cuori dei semplici. Ecco che la paura, appositamente ingravidata dalla malizia umana, ha cominciato a generare fobie e timor panico, sciogliendosi fra le masse e diventandone signore e tiranno.

Dirigere le menti più semplici e umili è lo strumento di chi vuole assurgere alla posizione di vertice. Farlo attingendo con mestiere e risorse all’io più puro e indifeso della nostra psiche e minacciando in tal modo la stessa sopravvivenza dell’individuo è, probabilmente, quel che muove la storia umana da quando qualcuno ha deciso di mettere fine alla sua purezza e innocenza, alimentando l’odio con la paura.

Le facce della paura sono tante (milioni di milioni, come cantava un vecchio carosello!) e l’ausilio della tecnologia ha fatto in modo che arrivassero con maggiore facilità dappertutto e più velocemente. Pensiamo al tempo che impiega una notizia (il veicolo) a fare il giro del mondo e ad insinuare, al contempo, la portata dei timori che reca con sé (il carico) nella mente e nei cuori delle persone. A solo scopo esemplificativo (e solo per quello!) cito i tragici fatti dell’11 settembre 2001. Chi potrebbe dimenticare le immagini che in diretta tv cominciarono in pochi istanti a riversarsi nelle case di tutto il mondo? Qualsiasi messaggio comunicato in quel momento avrebbe raggiunto con incredibile precisione la parte più interiore di ciascuno di noi, nuda e indifesa di fronte a tanto orrore. Cosa che, infatti, è accaduta: se andate a rivedere le dirette di quel giorno, noterete che prima ancora di avere notizie certe sulla fine del quarto aereo e prima ancora di sapere se davvero ve ne fosse un quinto diretto contro la Casa Bianca era già passata la notizia dell’attentato di matrice islamica organizzato da Osama Bin Laden e dai terroristi di Al Queda. Questione di minuti, forse di un paio di ore: il mondo era già informato su mandanti ed esecutori, il processo era già stato fatto e la condanna comminata. E tutto ciò aveva già posto le basi per generare nelle masse la fobia per l’islamico, per il musulmano, per l’arabo in genere.

Ora arriva la febbre suina, dopo le varie Sars, influenze aviarie e mucche pazze. E c'è già chi parla di pandemia…

Febbre suina/ Tutti i casi accertati e quelli sospetti -scheda
Apprensione in 11 paesi. La situazione più critica in Messico

Parigi, 27 apr. (Apcom) - La febbre suina, che avrebbe fatto già 103 morti in Messico, si sta estendendo a diversi paesi, facendo temere una possibile pandemia alle autorità sanitarie mondiali. Di seguito i casi già accertati e quelli annunciati dopo il 24 aprile:
MESSICO - Il ministro della Sanità ha annunciato un bilancio di 103 vittime causate probabilmente" dalla febbre suina. Su questo totale le vittime accertate sono al momento venti. Almeno 1.614 persone sono rimaste contagiate dal virus.
STATI UNITI - Venti casi di contagio sono già stati confermati: otto a New York, sette in California, due in Texas, due in Kansas e uno nell'Ohio. Washington ha dichiarato lo "stato d'emergenza sanitaria".
CANADA - Sei i casi accertati: quattro nella provincia atlantica della Nuova Scozia e due nell'ovest del paese. Si tratta di studenti che si sono recati in gita scolastica in Messico.
NUOVA ZELANDA - Nove liceali e un insegnante, che hanno soggiornato per tre settimane in Messico, presentano i sintomi dell'influenza. Fanno parte di un gruppo di 25 persone di un college di Auckland messe in quarantena sabato, al loro ritorno
dal Messico.
AUSTRALIA - Due persone di ritorno dal Messico presentano sintomi dell'influenza e sono state ricoverate in ospedale.
ISRAELE - Un israeliano è stato ricoverato con i sintomi dell'influenza dopo un suo viaggio in Messico. Il direttore dell'ospedale ha detto che, sulla base dei primi esami di laboratorio, il paziente "non sembra avere la febbre suina".
SPAGNA - Registrati otto possibili casi di influenza suina: tre in Catalogna, gli altri a Bilbao, Almansa, Valencia, Teruel e Algeciras.
FRANCIA - I test compiuti su tre delle quattro persone sospettate del contagio hanno avuto esito negativo. Ancora incerta la situazione di una donna di 52 anni. I risultati degli esami si conosceranno entro questa sera.
GRAN BRETAGNA - I test compiuti su uno steward della compagnia British Airways, ricoverato sabato a Londra al suo ritorno dal Messico, hanno dato esito negativo. Due persone rientrate domenica in Scozia da un viaggio nel paese del Centro America, presentano "leggeri sintomi che fanno pensare all'influenza".
COLOMBIA - Le autorità sanitarie colombiane hanno messo sotto sorveglianza nove persone arrivate dal Messico che presentano i sintomi dell'influenza.
BRASILE - Un uomo di 24 anni, di ritorno da un viaggio in Messico, è stato ricoverato a San Paolo con i sintomi della febbre suina.
(fonte Afp)
Coa
27-APR-09 11:11


FEBBRE SUINA: PASINI (OMS), C'E' RISCHIO CHE VIRUS DIVENTI PANDEMIA
(ASCA) - Roma, 27 apr - ''E' sicuramente un allarme internazionale. Si tratta di un'infezione che ha colpito molti stati degli Usa e Messico, non vi e' dubbio che ci sia il rischio di una propagazione ulteriore e che il virus suino possa assumere i tratti di una pandemia quindi raggiungere facilmente l'Europa attraverso i viaggi internazionali''. Lo ha affermato il Direttore del Centro di Global Health dell'Oms, Walter Pasini, in un'intervista a Skytg24 in merito all'allarme influenza suina scoppiato in Messico e Usa. La preparazione di un vaccino, sostiene Pasini ''non e'semplice'' perche' occorrono ''tempi troppo lunghi per fronteggiare i casi''.
L'Italia, aggiunge Pasini ''ha un vantaggio rispetto agli Usa, l'epidemia non c'e', nuovi casi non ci sono, quindi sono molto importanti i controlli sanitari alla frontiera'' come ha fatto ''il Giappone che ha istituito dei metodi di rilevazione della temperatura corporea per chi viene dal Messico. E' importante segnalare tempestivamente nuovi casi d'influenza al medico curante. Abbiamo il vantaggio di essere in primavera, quindi questi casi si possono facilmente distinguere dall'influenza stagionale''. Pasini ha infine sconsigliato i viaggi nei paesi a rischio e ha assicurato che ''in Europa abbiamo scorte di farmaci antivirali che andranno utilizzati per casi sospetti''.
res/sam/rob
271113 APR 09

venerdì 24 aprile 2009

Liberazione... dalla guerra e dall'odio

Mio padre non era nella Resistenza e non stava coi fascisti. Era solo uno studente.

Il 23 marzo 1944 aveva appena 16 anni. Dieci minuti prima della bomba partigiana ai tedeschi, lui passeggiava in via Rasella.

Per soli dieci, incredibili, minuti non è finito ucciso nell'esplosione che ha coinvolto, oltre ai 32 militari tedeschi, anche due passanti: un uomo e un tredicenne.

Per qualche ora, successiva all'attacco, non è incappato nei rastrellamenti della rappresaglia nazista che hanno portato, il giorno dopo, al massacro di 335 civili e militari italiani nelle Fosse Ardeatine. Dilaniati dalle pallottole dei fucili, dallo scoppio delle mine e dal crollo delle pareti della cava dove erano stati stipati per essere trucidati e al tempo stesso occultati agli occhi del mondo.

Non occorre aver fatto la guerra per odiarla e temerla dal profondo. E non occorre nemmeno aver fatto parte della Resistenza che si oppose con tutte le proprie forze alla brutalità fascista e nazista per capire che, grazie a qualcuno, qualcun altro oggi è ancora qui con noi. E' bastato il racconto di mio padre e il fatto di averlo potuto ascoltare direttamente dalla sua voce.

Abbiamo il dovere di ricordare. Perchè siamo uomini. E siamo uomini anche grazie al valore della memoria. Non dimentichiamolo. E non dimentichiamo il 25 aprile 1945.

giovedì 23 aprile 2009

Il G8 in Abruzzo e il Circus Barnumsconi

Sul terremoto in Abruzzo, leggi anche:
La ricostruzione che segue non la vedrete/sentirete/leggerete né sui tg né sui quotidiani di domani. Per questo voglio proporla, qui su Relativismi, esattamente come l’ho vista dipanarsi minuto per minuto sulle agenzie di stampa di questa mattina. Mi raccomando: occhio ai nomi e all’orario di ciascun lancio!

Tutto inizia con un’anticipazione flash:

ADN0009 7 POL 0 ADN POL NAZ
**FLASH -GOVERNO: ESECUTIVO VALUTERA' OGGI IPOTESI SVOLGIMENTO G8 A L'AQUILA- FLASH**
(Aka/Zn/Adnkronos)
23-APR-09 08:08

ADN0015 7 POL 0 ADN POL NAZ
GOVERNO: ESECUTIVO VALUTERA' OGGI IPOTESI SVOLGIMENTO G8 A L'AQUILA =
VERTICE DEI GRANDI POTREBBE SVOLGERSI A LUGLIO NEL CAPOLUOGO COLPITO DA SISMA
Roma, 23 apr. - (Adnkronos) - A quanto apprende l'ADNKRONOS, il
governo esaminera' oggi, nel corso del Consiglio dei ministri che si
terra' a L'Aquila, l'ipotesi di svolgere il G8, in programma a luglio
a La Maddalena, nel capoluogo abruzzese e non piu' in Sardegna.
Quest'ipotesi, emersa nelle ultime ore, sara' valutata dall'esecutivo
in mattinata.
(Aka/Zn/Adnkronos)
23-APR-09 08:10


Poi il Circus Barnumsconi si mette in moto:

ADN0058 7 POL 0 ADN POL NAZ RAB
**FLASH -G8: SINDACO L'AQUILA, PRONTI AD ACCOGLIERE I GRANDI DELLA TERRA- FLASH** =
(Cor/Zn/Adnkronos)
23-APR-09 08:49

ADN0077 6 POL 0 ADN POL NAZ RAB
G8: MATTEOLI, E' MOLTO DIFFICILE ORA CAMBIARE SEDE SUMMIT =
Roma, 23 mar. - (Adnkronos) - "Mi sembra impossibile un'ipotesi
del genere". Altero Matteoli, e' in viaggio per l'Aquila dove tra
qualche ora si terra' il Consiglio dei ministri dedicato all'emergenza
terremoto in Abruzzo. Il ministro delle Infrastrutture commenta cosi'
all'ADNKRONOS l'ipotesi di spostare il G8 gia' in programma a luglio
alla Maddalena nel capoluogo abruzzese. "Anche di recente il
presidente Berlusconi e' andato in Sardegna per fare dei sopralluoghi.
Mi sembra molto difficile ora cambiare la sede del summit", ha
aggiunto.
(Vam/Ct/Adnkronos)
23-APR-09 09:19

ADN0096 6 POL 0 ADN POL NAZ
G8: LA RUSSA, NON MI RISULTA IPOTESI SUMMIT IN ABRUZZO =
Roma, 23 apr. - (Adnkronos) - "Non credo che sia vero. Non mi
risulta questa ipotesi". Il ministro della Difesa Ignazio La Russa e'
in pullman con gli altri colleghi in viaggio verso L'Aquila dove si
terra' alle 19.30 il Consiglio dei ministri sull'emergenza terremoto.
Il coordinatore del Popolo della liberta' commenta cosi' all'ADNKRONOS
l'ipotesi di trasferire la sede del G8, gia' programmato per questa
estate alla Maddalena, nel capoluogo abruzzese.
Il 'torpedone ministeriale' e' partito di primo mattino da
Montecitorio con a bordo tutti i rappresentanti del governo. Non e' la
prima volta che gli esponenti dell'esecutivo arrivano in pullman per
partecipare ad una seduta del Consiglio dei ministri. E' gia' successo
in occasione del primo Cdm operativo a Napoli sull'emergenza rifiuti
in Campania svoltosi nel maggio scorso.
(Vam/Zn/Adnkronos)
23-APR-09 09:40

ADN0130 3 POL 0 ADN POL NAZ RSA RAB
G8: MATTEOLI, SI FARA' IN SARDEGNA DIFFICILE FARLO IN ABRUZZO =
IDEA DI SPOSTARLO NON MI SEMBRA PLAUSIBILE
Roma, 23 apr. (Adnkronos) - ''Non mi sembra assolutamente
plausibile l'idea di spostare a L'Aquila il G8 fissato per
quest'estate in Sardegna''. Lo ha detto a Sky Tg24 Mattina il ministro
delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Con ''quello
che e' stato speso, anche per volonta' del precedente governo, mi pare
difficile che oggi possa essere spostato. Francamente credo che sia
difficile ameno che qualcuno ci dimostri il contrario''.
(Pol/Ct/Adnkronos)
23-APR-09 10:27

B POL S0A S41 QBXB
++ BERLUSCONI IN CDM, GIUSTO SPOSTARE G8 A L'AQUILA ++
(ANSA) - L'AQUILA, 23 APR - Sarebbe giusto spostare il G8
della Maddalena qui' a L'Aquila. Lo ha detto il premier Silvio
Berlusconi intervenendo durante il Consiglio dei ministri in
corso nel capoluogo abruzzese, secondo quanto riferito da alcuni
partecipanti alla riunione. (ANSA).
GMB
23-APR-09 10:34

R ECO S0A R64 S41 S42 QBXQ
G8:MATTEOLI;SI FA IN SARDEGNA,DIFFICILE SPOSTARLO A L'AQUILA
(ANSA) - ROMA, 23 APR - ''Non mi sembra assolutamente
plausibile l'idea di spostare a L'Aquila il G8 fissato per
quest'estate in Sardegna''. Lo ha detto, intervenendo a Sky Tg24
Mattina, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti,
Altero Matteoli, secondo il quale ''con quello che e' stato
speso, anche per volonta' del precedente governo, mi pare
difficile che oggi possa essere spostato. Francamente credo che
sia difficile, a meno che qualcuno ci dimostri il contrario''.
Sulle risorse necessarie per la ricostruzione dell'Abruzzo,
Matteoli ha spiegato che ''c'e' una bozza di decreto che verra'
discusso in Cdm. Di ufficiale ancora non c'e' nulla. Comunque le
risorse saranno sufficienti per garantire agli abruzzesi una
ricostruzione in tempi brevi, ne sono certissimo''.
Al momento, ha concluso il ministro, ''abbiamo una quadro
preciso di quello che dobbiamo fare a L'Aquila e abbiamo
inserito nel decreto alcuni provvedimenti che ci consentiranno
di snellire le procedure e non perdere tempo con la burocrazia,
cercando di arrivare direttamente alla ricostruzione''. (ANSA).
BAC
23-APR-09 10:35

U POL S0A S41 QBXA
BERLUSCONI IN CDM, GIUSTO SPOSTARE G8 A L'AQUILA (2)
(ANSA) - L'AQUILA, 23 APR - Il premier, sempre secondo quanto
riferito da fonti governative, ha espresso la volonta' di tenere
il vertice dei Grandi nella citta' colpita dal sisma, motivando
questa decisione con il fatto che in questo modo si
risparmierebbero denaro e risorse che potrebbero essere
utilizzati per la ricostruzione.
In questo modo, ha aggiunto Berlusconi, sempre secondo quanto
riferito dai presenti, si porterebbe l'Abruzzo al centro
dell'attenzione mondiale. (ANSA).
GMB/FV
23-APR-09 10:50

U POL S0A S41 S42 QBXA
BERLUSCONI IN CDM, GIUSTO SPOSTARE G8 ALL'AQUILA (3)
(ANSA) - ROMA, 23 APR - L'idea di tenere il G8 all'Aquila,
secondo quanto si apprende da fonti governative, sarebbe stata
avanzata dal premier Silvio Berlusconi gia' nei giorni scorsi.
Il Cavaliere, nel corso di alcuni colloqui avuti anche nello
stesso capoluogo abruzzese, avrebbe fatto notare che tenere il
vertice nelle zone colpite dal terremoto sarebbe un segnale
importante, anche in considerazione del fatto che ci sono oltre
sessantamila persone nelle tendopoli.
L'idea pero', sempre secondo quanto si e' appreso, avrebbe
sollevato diverse perplessita' nello stesso governo in quanto ci
sarebbero da risolvere una serie di problemi di tipo logistico
ma anche di sicurezza che al momento non sarebbero stati
affrontati. Gia' in passato il premier aveva ventilato la
possibilita' di cambiare la sede della riunione degli otto
grandi: fu quando, con Napoli sommersa dai rifiuti, annuncio'
che sarebbe stata una buona idea - una volta usciti
dall'emergenza - tenere almeno una delle riunioni nel capoluogo
partenopeo, facendo arrivare gli otto leader con una nave.
(ANSA).
GUI
23-APR-09 10:51

ADN0169 3 POL 0 ADN POL NAZ RAB
G8: BONIVER, NEMMENO IMMAGINABILE UNO SPOSTAMENTO IN ABRUZZO =
GOVERNO VALUTA TRASFERIMENTO? SE LO FA E' PER SOLIDARIETA'
Roma, 23 apr. (Adnkronos) - "Credo che uno spostamento del G8
non possa essere immaginabile. Non ho naturalmente informazioni sulla
vicenda. Posso solo dire che se il governo si appresta a valutare
questa ipotesi, immagino lo faccia per attestare un fortissimo senso
di solidarieta' e di vicinanza alle popolazioni e alla regione colpita
dal terremoto". Margherita Boniver, parlamentare del Pdl e presidente
del Comitato Schengen, commenta all'ADNKRONOS con queste parole
l'ipotesi che il G8, programmato a luglio all'isola della Maddalena,
possa essere trasferito a L'Aquila.
"Tuttavia ritengo che la possibilita' di trasferire la riunione
non sia neppure immaginabile, vista l'estrema complessita'
dell'organizzazione e in considerazione del numero molto elevato di
persone che dovrebbero parteciparvi. Senza tenere conto -ha aggiunto
la presidente del comitato Schengen- dell'enorme complessita'
dell'apparato di sicurezza che una riunione di questo tipo prevede".
(Pol/Ct/Adnkronos)
23-APR-09 11:07

R CRO S0A S41 QBXQ
G8: SEGNALATI SOPRALLUOGHI BLACK BLOC ALLA MADDALENA
(ANSA) - CAGLIARI, 23 APR - La presenza di esponenti dell'
antagonismo anarchico aderenti ai Black Bloc e' stata segnalata
a Olbia, Palau e Arzachena dalle forze di polizia impegnate nei
controlli di sicurezza in preparazione al vertice del G8 in
programma a luglio alla Maddalena. La notizia viene pubblicata
dal quotidiano di Cagliari, L'Unione Sarda, che sostiene che
giovani di varie nazionalita' avrebbero compiuto sopralluoghi in
alcune zone che saranno dedicate all'ospitalita' di delegazioni
e giornalisti.
Secondo il quotidiano, che nei giorni scorsi aveva
intervistato Francesco Caruso il quale aveva annunciato la sua
presenza in Sardegna a luglio, l'attenzione dei no global
sarebbe concentrata in particolar modo su Olbia dove sara'
realizzata la gigantesca sala stampa che ospitera' i giornalisti
al seguito dell'evento. Il 19 aprile, invece, 'Sa Mesa a Fora Su
G8'', che raccoglie diverse anime e componenti del movimento
indipendentista ed anticolonialista sardo aveva lanciato una
mobilitazione nazionale ed internazionale per organizzare, in
contemporanea col G8 dell'8 e 9 luglio, il 'Vertice delle
Nazioni senza Stato e dei Popoli oppressi''. (ANSA).
VA
23-APR-09 11:07

Poi, come un macigno, ecco la notizia in tutta la sua ufficialità:

B POL S0A S41 S42 QBXA
++ G8: DA CDM VIA LIBERA PROPOSTA SPOSTAMENTO A L'AQUILA ++
ORA SI CHIEDERA' PARERE DEGLI ALTRI PAESI
(ANSA) - L'AQUILA, 23 APR - Il consiglio dei ministri ha
approvato la decisione di spostare il G8 della Maddalena a
L'Aquila, fermo restando che per dare seguito alla decisione
bisognera' sentire gli altri paesi partecipanti. E' quanto
riferiscono fonti governative. (ANSA).
GMB
23-APR-09 12:31

E i primissimi commenti. Indovinate di chi?

AGI2221 3 POL 0 R01
=== G8: MATTEOLI, PRESA DECISIONE POLITICA PER L'AQUILA (AGI) =
Mal
231244 APR 09

TERREMOTO. LA RUSSA: IL G8 SI TERRA' A L'AQUILA
(DIRE) Roma, 23 apr. - "Il G8 si terra' qui a L'Aquila". Lo
afferma il ministro Ignazio La Russa al termine del Consiglio dei
ministri.
(Anb/ Dire)
12:44 23-04-09


E qui voglio far notare che non sono stato io a selezionare le dichiarazioni di Matteoli e La Russa. La verità è che, dalle 7 principali agenzie di stampa italiane, subito dopo la notizia ufficiale della decisione del Consiglio dei Ministri, escono solo Matteoli e La Russa.

AGI2237 3 POL 0 R01 /
== G8: MATTEOLI, PRESA DECISIONE POLITICA PER L'AQUILA =
(AGI) - L'Aquila, 23 apr. - Il governo ha preso "la decisione
politica" di tenere il prossimo vertice G8 a L'Aquila, lo rende
noto il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli,
conversando con i giornalisti al termine del Cdm. "I tecnici
dicono che lo spostamento e' fattibile - prosegue Matteoli - il
governo italiano dovra' pero' ora sentire gli altri Capi di
Stato e di governo". (AGI)
Mal/Dib
231254 APR 09


Poi, finalmente, il primo flash di Barnumsconi:

AGI2260 3 POL 0 R01 /
=== G8: BERLUSCONI, SEDE APPROPRIATA E' L'AQUILA (AGI) =
Mal
231306 APR 09


Seguito immediatamente da questa:

DIR0202 3 POL 0 RR1 / DIR
G8. BERLUSCONI: A LA MADDALENA COSTAVA 220 MLN, COSÌ RISPARMIAMO
(DIRE) Roma, 23 apr. - L'organizzazione del G8 a La Maddalena
avrebbe "comportato una spesa di 220 milioni di euro". Con la
decisione di spostarlo in Abruzzo, anche in considerazione del
"grande scandalo" e dalla "polemica" fatta su referendum ed
election day, "risparmiamo per la ricostruzione" del post-
terremoto. Lo dice, in conferenza stampa a L'Aquila, il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
(Tri/ Dire)
13:06 23-04-09

E, subito dopo, dalle prime motivazioni:

AGI2268 3 POL 0 R01
== G8: BERLUSCONI, IN ABRUZZO SOLUZIONE PIU' SOBRIA E SICURA =
(AGI) - L'Aquila, 23 apr. - "Abbiamo visto che per la gestione,
per l'impegno delle forze armate la scelta della Maddalena
comporterebbe oltre quattrocento miliardi di vecchie lire e
dato che in Italia si e' dato vita ad una polemica sui costi
del referendum e si e' fatto tanto scandalo si questo, abbiamo
proposto di spendere duecento milioni in piu' alla
ricostruzione dell'Abruzzo". Cosi' Silvio Berlusconi spiega il
motivo per cui il governo ha deciso di spostare il G8 dalla
Maddalena all'Aquila. "Abbiamo avuto la fortuna di trovare un
complesso che puo' accogliere tutti gli ambiti possibili. Quale
sede piu' appropriata di una terra ferita dal terremoto?", si
chiede il presidente del Consiglio.
Il premier ritiene inoltre che tenere il summit mondiale in
Abruzzo possa essere piu' sicuro anche dal punto di vista della
sicurezza. "Non credo che i no global avrebbero la voglia e il
cuore di fare manifestazioni dure", dice il Cavaliere. Inoltre
"La Maddalena - osserva Berlusconi - sarebbe stata troppo bella
e sarebbe stato un G8 non consono al momento che passiamo per
la crisi economica. Abbiamo pensato cosi' - conclude Berlusconi
- che una soluzione piu' sobria sarebbe stata maggiormente
adeguata". (AGI)
Gil
231311 APR 09

ASC0121 1 POL 0 R01 / +TLK XX ! 1 X
G8: BERLUSCONI, AI TERREMOTATI 220 MLN FONDI PER MADDALENA =
(ASCA) - L'Aquila, 23 apr - Spostando il G8 dalla Maddalena a
L'Aquila si riparmierebbero 220 milioni di euro ''da
destinare ai terremotati''. Lo ha spiegato il presidente del
Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, spiegando i motivi
che hanno spinto il Governo a decidere per lo spostamento.
''Qui tutto puo' funzionare perfettamente'' ha spiegato il
premier, riferendosi alla caserma della Guardia di Finanza di
Coppito.
rus/sam/bra
231310 APR 09

E poi, dopo qualche altra agenzia che riportava le stesse prime dichiarazioni, leggiamo:

U POL S0A S41 QBXQ
G8:BERLUSCONI,ALLA MADDALENA SUMMIT AMBIENTE VOLUTO DA OBAMA
(ANSA) - L'AQUILA, 23 APR - ''Il complesso della Maddalena e'
bellissimo e li' potrebbe svolgersi il summit sull'ambiente
voluto dal presidente americano Barack Obama previsto per
l'autunno''. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei
ministri svoltosi all'Aquila.(ANSA).
NE/SCN
23-APR-09 13:11

DIR0212 3 POL 0 RR1 / DIR
G8. BERLUSCONI: A L'AQUILA SCELTA DI SOBRIETA' CONSONA AL MOMENTO
(DIRE) Roma, 23 apr. - "La Maddalena era persino troppo bella,
avremmo avuto anche una nave di lusso...". Silvio Berlusconi in
conferenza stampa da L'Aquila spiega che la scelta di tenere il
G8 nel capoluogo abruzzese e' dettata anche da una scelta di
sobrieta'.
Alla Maddalena "sarebbe stato un G8 non consono al momento che
passiamo tutti per la crisi economica- dice il premier- abbiamo
pensato che una gestione piu' sobria sarebbe stata piu' consona
per il momento".
(Rai/ Dire)
13:11 23-04-09

Considerazioni finali:
  1. il Circus Barnumsconi si commenta da sè
  2. ammesso (e non concesso!) che dietro la decisione di spostarsi dalla Maddalena all'Aquila ci sia realmente la volontà di "risparmiare 220 milioni di euro e di fare un G8 sobrio" (lo si potrebbe fare anche risparmiando sui soldi della doppia tornata alle urne per europee e referendum! o no?), secondo voi realizzare sull'isola sarda il G17 sul clima chiesto da Obama, alla presenza dei 17 capi di Stato e di Governo e delle relative 17 delegazioni internazionali, costerà di meno?
  3. "non sarebbe stato un G8 consono alla situazione di crisi che viviamo", dice Barnumsconi. Perchè (ci chiediamo noi): c'è qualcosa di consono alla situazione di crisi, finora, nell'attività del suo governo, nelle sue dichiarazioni, nelle sue battute?!?!?

Rimaniamo in attesa di risposte.

mercoledì 22 aprile 2009

Terremoti: fantacronache italiane

Sul terremoto in Abruzzo, leggi anche:
Ora che la terra ha smesso di tremare, speriamo definitivamente, in Emilia Romagna è il momento della ricostruzione. L'emergenza ha coinvolto per giorni e giorni operatori della protezione civile e volontari, impegnati in un’impagabile lotta contro il tempo e le avverse condizioni atmosferiche nel tentativo di estrarre fino all'ultimo i pochi sopravvissuti da sotto le macerie e al tempo stesso mobilitati per assicurare una tenda e un ristoro alle migliaia di sfollati cacciati dalle loro case distrutte o pericolanti a causa della furia del sisma. Ora l'emergenza deve lasciare il passo alla capacità umana di ripristinare una situazione di normalità per restituire queste terre ad una vita normale.

Il governo, che fin dai primi momenti si è mobilitato per essere vicino alle popolazioni, ha deciso un intervento da 15 miliardi di euro. Questa volta, a differenza di quanto avvenne cinque anni fa in occasione del terremoto che colpì L'Aquila e decine di piccoli centri dell'Abruzzo, Berlusconi si è mosso in maniera diversa. All'epoca, infatti, i 12mld di euro quantificati dall'allora ministro dell'Interno Maroni come necessari alla ricostruzione furono trovati facendo ricorso ai fondi del 5 per mille, al margine che sarebbe derivato allo Stato dall'introduzione dell'assicurazione obbligatoria contro le avversità sulla prima casa, agli stanziamenti dell'Unione Europea e alla donazione della Chiesa Cattolica che, forse per evitare il rischio di interventi volti a intaccare l'annuale quota dell'8 per mille, decise immediatamente di raddoppiare i 3 milioni di euro inizialmente messi a disposizione.

Questa volta, le risorse necessarie per procedere alla ricostruzione in Emilia Romagna sono state individuate diversamente. Sulla falsariga di quanto avvenuto per il salvataggio dell’Alitalia, Berlusconi ha, in primo luogo, lanciato l'operazione “Un foratino contro il sisma”, che ha visto la immediata costituzione di una cordata di costruttori incentivati dalle norme straordinarie appositamente varate dal governo, per decreto, che permettono alle imprese edili che vi aderiscono, per i prossimi due anni, di poter negare il diritto di sciopero e di licenziare l’operaio anche senza motivazione. Sono finora 68 i grandi costruttori che – come ha affermato Caltagirone - si sono finora detti “onorati di partecipare alla ricostruzione che, oltre ad essere un dovere morale nei confronti di tanti italiani, è un’ottima opportunità di rilancio del settore edile dopo la sfortunata operazione del piano casa del 2009”. E a conferma del grande interesse suscitato nel mondo imprenditoriale dall’iniziativa del governo, la notizia della decisione assunta recentemente da Fiat e Trenitalia di procedere rapidamente alla creazione di un ramo edilizio in seno alle rispettive società.

Oltre alla cordata costruttori, il premier si è rivolto inoltre al mondo televisivo, chiedendo ai titolari di concessione di fare la propria parte e sollecitando un “contributo simbolico da restituire ad emiliani e romagnoli per lo ‘sfruttamento’ di quelle terre operato da tv e cinema, da anni, in termini di immagini”. Il governo ha così approvato un decreto (dal quale risulta esclusa Retequattro, in attesa del pronunciamento della Gran Corte Mondiale per le Emittenze Televisive, previsto per fine 2020) con il quale è stata decisa l’istituzione dell’obbligo del televoto, per due anni, in tutti i programmi tv, anche quelli a carattere informativo. Parte dei proventi finiranno in un fondo appositamente creato “Contro le emergenze da terremoto” che sarà di volta in volta alimentato in sede di approvazione della Finanziaria. Alle critiche di una parte dei giornalisti Rai, capeggiati dal corrispondente in Ruanda Michele Santoro che accusa apertamente il governo di voler spettacolizzare il diritto dei cittadini all’informazione, ha replicato il neopresidente dell’azienda di viale Mazzini Aldo Biscardi: “Non capisco il senso di queste polemiche: il televoto è un utile strumento di tv interattiva che accompagna gli italiani almeno da vent’anni. Come la moviola in campo. E poi i tg ne fanno largo uso già da diverso tempo”.

Anche le istituzioni dello Stato sono chiamate, questa volta, a contribuire. Berlusconi pare infatti intenzionato a varare un ulteriore decreto da approvare forse già nel Consiglio dei Ministri che si riunirà giovedì prossimo sotto le tende allestite sull’arenile dello stabilimento Miramare di Rimini. Il provvedimento, a cui stanno lavorando in gran riserbo il ministro della Funzione Pubblica Franceschini e il sottosegretario alla presidenza con delega alle istituzioni Santanchè, prevederebbe una tassazione corrispondente all’ammontare di una percentuale sull’indennità percepita nel settore pubblico. Secondo le prime indiscrezioni, si tratterebbe per i parlamentari del 30% sull’indennità dell’ultimo mese e per il comparto ministeri del 70% sulle prossime 3 indennità.

Esenti forze dell’ordine e magistratura. Non saranno infatti toccate dal provvedimento e anzi beneficeranno di un particolare provvedimento ad hoc: si tratterebbe di una legge allo studio del ministro della Giustizia Gentilini che depenalizza la responsabilità diretta e quella oggettiva dell’amministratore pubblico in materia di appalti nei settori dell’edilizia e della sanità. “Con le nuove norme – sostiene l’ex sindaco di Treviso – vogliamo alleggerire notevolmente il carico che grava sull’impegno investigativo di polizia e pm, in modo da poter concentrare maggiori risorse sulla lotta contro l’infame fenomeno dello sciacallaggio e illeciti ben più odiosi”.

Un auspicio per un forte impegno da parte del mondo politico a favore delle popolazioni vittime del sisma è arrivato infine anche dal capo dello Stato: “Mi auguro – ha detto il presidente Gasparri - che la solidarietà verso la regione assuma dimensioni cospicue anche da Camera e Senato, dove è stata promossa una raccolta di fondi. Oggi come cinque anni fa, in occasione del tragico terremoto che sconvolse l’Abruzzo, personalmente devolverò l'intera indennità del mese di aprile”.

[Chiedo scusa a tutti gli amici dell'Emilia Romagna: la fantacronaca di cui sopra imponeva necessariamente di essere ambientata in un territorio italiano. Pensando a Berlusconi, la scelta è caduta sulla vostra regione, forse perchè antica terra di comunisti... Garantisco comunque di aver personalmente assolto, precedentemente alla pubblicazione, tutti i tipi di scongiuri a mia conoscenza].

lunedì 20 aprile 2009

C'era una volta la tv


C'era una volta l'inizio e la fine delle trasmissioni televisive. Ad una certa ora, una musica, all'inizio pastorale e poi via via sempre più intensa fino a raggiungere il suo culmine, ti avvisava dell'imminente avvio della programmazione giornaliera, sullo sfondo di uno stilizzato traliccio d'antenna che si andava innalzando sempre più nel cielo.



A ripensarci oggi c'era orgoglio in quella sigla, voglia di dire “ci siamo anche noi, guarda cosa ti regaliamo: la televisione”. C'era desiderio di modernità, di far vedere che il Paese stava crescendo e di comunicarlo lontano a tutti, dalla capitale fin dove era possibile arrivare con il segnale tv.

L'orario era quello di metà pomeriggio e l'inizio dei programmi seguiva l'immagine fissa del monoscopio Rai in bianco e nero. C'era però un'eccezione: per tutta la durata dell'annuale Fiera di Milano, evento particolarmente importante per il rilancio economico italiano sulla scena internazionale, i programmi si aprivano in mattinata, verso le ore 11, con la trasmissione di un film. Si trattava di una cosa davvero particolare e di gran richiamo: ricordo una volta che la tristezza dell’influenza che mi costringeva a letto fu almeno compensata dalla visione di un paio di questi film.

E poi, così come era iniziata, la giornata televisiva si concludeva: al termine delle trasmissioni, qualche nota sommessa, mi pare di tromba, siglava la conclusione dei programmi.



Sarà stata la mezzanotte, l'una al massimo: tutto finiva lì, con il simbolo del monoscopio e la successiva nebbia televisiva. E tu ti alzavi dal divano e spegnevi la tv perchè non c'era altro nell'etere. Facevi clic sul pulsante dell'apparecchio e tutto si riduceva ad un minuscolo punto al centro dello schermo che, in pochi attimi, andava via via sbiadendo fino a scomparire.

C'era una volta una programmazione sempre uguale a se stessa, ogni giorno, ma diversificata più possibile per genere. La settimana era scandita da appuntamenti televisivi serali che tutti conoscevano e attendevano. Carosello era il primo programma a farci compagnia, quando il popolo italiana si metteva seduto a mangiare davanti alla tv o aveva appena finito il rito della cena.



E poi, ricordo il lunedì e il mercoledì che erano dedicati ai film; il giovedì al quiz; il venerdì al teatro, alla commedia, alla lirica o alle sue rivisitazioni in chiave televisiva; il sabato era il momento del varietà, della rivista, della risata e dei balletti.

Tranne poche eccezioni più tarde (gli sceneggiati a puntate italiani e stranieri del primo pomeriggio), la domenica era il giorno consacrato allo sport e al calcio in particolare. Almeno per gli appassionati come me. Per la verità tutto cominciava alla radio con Tutto il calcio minuto per minuto e le mitiche voci di Roberto Bortoluzzi, Enrico Ameri e Sandro Ciotti. Radiolina all'orecchio e antenna alzata per trovare il segnale migliore, uscivamo con i nostri genitori per andare al parco o a fare una piccola gita e in quel modo seguivamo le gesta dei nostri eroi bianconeri o giallorossi. Esultavamo per i gol e poi riprendevamo a giocare noi stessi a palla o facevamo un altro giro in bici, fino all'ennesima successiva domanda: “quanto stanno?”.

Ci arrabbiavamo per un rigore che al radiocronista sembrava non esserci e poi non vedevamo l'ora di tornare a casa, perchè verso le 6 del pomeriggio era il momento delle immagini: cominciava Novantesimo minuto e per nulla al mondo l'avremmo perso. Amavamo e odiavamo il volto e la voce di Maurizio Barendson e poi di Paolo Valenti a seconda se quel giorno la nostra squadra aveva vinto o perso e poi, dopo la scorpacciata dei servizi con i gol della giornata che finalmente smettevano di essere soltanto immaginati, rimanevamo incollati alla tv per seguire la sintesi dell'incontro più importante. E infine, finito il programma serale, come perdersi in seconda serata (ma all'epoca forse non si usava questo termine) la mitica Domenica Sportiva con i vari Tito Stagno e Alfredo Pigna a raccontarci l'intera giornata sportiva, ripartendo da “risultati e classifica della serie A”...

C’era una volta il triangolino Rai, il gentile e discreto avviso che compariva in basso a destra del televisore a segnalare, una volta nata la seconda rete nel 1961, l’inizio di un nuovo programma sull’altro canale. Non c’era il telecomando e cambiare canale voleva dire alzarsi dal divano o dal tavolo della cucina: lo facevi solo quando ce n’era bisogno o per toglierti la curiosità di scoprire che altro c’era da vedere. Era un segnale, un invito all’unico zapping che era possibile fare all’epoca e, al contrario di oggi, ci veniva suggerito proprio dall’emittente.

C’erano una volta le Signorine buonasera, storiche annunciatrici Rai. Ti auguravano la buona visione dopo averti elencato i programmi della serata, dopo essersi soffermate per qualche istante su una breve anticipazione della trama del film e, talvolta, dopo essere incappate in qualche strafalcione con la lettura di termini inglesi: ricordo che raramente attori e registi americani vedevano declinarsi nome e cognome allo stesso modo (con l’esclusione, forse, del mitico John Wayne!).

C’era una volta una tv dal sapore buono che, come un pane appena sfornato, sapeva invogliarti nel pomeriggio e alla sera. Una tivù (si scriveva spesso così) che sapeva proporre appuntamenti memorabili anche per il pubblico più giovane, come il programma del sabato a pranzo Oggi le comiche, condotto dal grande Renzo Palmer, che fece conoscere al nostro Paese il mondo del cinema comico muto e grandi personaggi come Stanlio e Ollio. O La tv dei ragazzi, che per anni ha aperto la programmazione pomeridiana della Rai con la sua mitica sigla.



O quella ancora più indimenticabile, per via della voce di Lucio Dalla, del programma Gli eroi di cartone che ai quarantenni come me farà venire la pelle d'oca!



Ora tutto questo non c’è più e a tanti ragazzi degli anni ’70, come il sottoscritto, non rimangono che i ricordi. Della televisione e di mille altre cose che abbiamo perso. A partire da una certa ingenuità e candore. Non si tratta di essere forzatamente malinconici o di asserire genericamente che si stava meglio allora. E’ un fatto, tuttavia, che tutto questo non ci sia più e che quel che è venuto dopo non sia assolutamente all’altezza di quanto lo ha preceduto.

martedì 14 aprile 2009

A proposito di sciacalli...

Sul terremoto in Abruzzo, leggi anche:
Parlavo di sciacalli qualche post fa, scrivendo del dopo-terremoto in Abruzzo e ipotizzando quel che è semplice ipotizzare in un paese come l'Italia:

Ci dicono da ieri sera che si sono messi già all’opera gli sciacalli: che infime persone queste! Però nessuno ci dice che ogni volta che in Italia succede una catastrofe del genere ci sono ben altri sciacalli che senza essere visti raspano con le loro unghie luride sui resti di tutti noi. Tutti quei signori che ogni volta approfittano di finanziamenti privati, dello Stato, della comunità internazionale per mangiarci sopra, per intascarne una bella fetta, per metterci dentro i loro sporchi affari, per togliere quei soldi dalla disponibilità delle persone a cui erano destinati e che per anni lasciano tanta e tanta gente in un container, in un prefabbricato… in un mare di guai! MALEDETTI!!!

Ora ne parla il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, con ben altra dovizia di particolari, di fronte alle telecamere di Sky Tg24 e ai microfoni delle agenzie di stampa:

TERREMOTO: GRASSO, ORA ATTENZIONE AGLI 'SCIACALLI' DELLE CASSE DELLO STATO


Roma, 14 apr. - (Adnkronos) - Dalle case private alle casse statali. Dopo gli 'sciacalli' nelle abitazioni abbandonate per il terremoto, ora in Abruzzo l'attenzione deve spostarsi su altri 'sciacalli', più in grande stile, ovvero i clan mafiosi che potrebbero mirare ai soldi e agli appalti della ricostruzione. A mettere sull'avviso è il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso: "Nessun allarme specifico - precisa all'ADNKRONOS - ma una dovuta attenzione, sulla scorta di quanto purtroppo già successo in passato e che non deve più ripetersi".


Grasso assicura il massimo impegno affinchè "i soldi destinati a ricostruire quanto distrutto dal terremoto nel comune e nella provincia dell'Aquila vadano alle persone colpite da questa immane tragedia e non servano ad arricchire ulteriormente i clan della camorra o di altre organizzazioni criminali. Alle inchieste sul passato, su casi come quelli del crollo della casa dello studente e dell'inagibilità dell'ospedale, su cui indagherà la magistratura, dovrà affiancarsi un impegno volto al futuro, a non ripetere gli errori del passato nella ricostruzione".


Il ricordo più immediato è naturalmente quello rivolto al dopoterremoto in Irpinia. "Certo - conferma Grasso - ma lì, in Campania, la camorra per così dire lavorava 'in casa propria'. In Abruzzo, per fortuna, non si registra una presenza di criminalità organizzata, al di là di alcuni sequestri di beni appartenenti a clan mafiosi, ma non autoctoni. Quindi, sarà anche più agevole controllare la situazione, in quanto le eventuali 'infiltrazioni' camorristiche o più in generale mafiose, dovrebbero risultare più visibili".


(Bon/Ct/Adnkronos)14-APR-09 15:45


Speriamo soltanto che tale controllo riguardi anche i movimenti, la corruzione e gli affari di tanta malapolitica organizzata che, come il passato anche in questo caso ha ampiamente dimostrato, non esita a ingrassarsi sulle spalle e sulle bare degli altri.

ULTIM'ORA: L'effetto Pasqua e l'odierna visita del cardinal Bagnasco in Abruzzo devono aver mosso a maggior pietà i maggiorenti del Vaticano. Risultato: dalla Chiesa cattolica fondi per altri 2 milioni di euro! O forse si è trattato di un gesto ben calcolato di fronte al rischio di veder concretizzarsi la proposta, avanzata da più parti, di destinare ai terremotati d'Abruzzo il prossimo 8 per mille?

domenica 12 aprile 2009

Buone Pasqua e Pasquetta

Comunque la pensiate... buona Pasqua a tutti!
Dovunque la passiate... buona Pasquetta a tutti!
Perchè in fondo... tutto è relativo!

giovedì 9 aprile 2009

Water and Life

Non ne potevo più. Avevo bisogno di staccare la spina. L'ho fatto nella riserva naturale di Monterano, vicino casa. Questo è un frammento, piccolo e insignificante, di come basti poco, davvero poco, per sentirsi vivi!

video

Video by Roberto Fasulo.

martedì 7 aprile 2009

Terremoti: ce ne vorrebbe uno delle coscienze!

Sul terremoto in Abruzzo, leggi anche:
Questo mondo sta andando a rotoli... Perchè quello che ha sconvolto l'Abruzzo può accadere dovunque, per un terremoto, per un'inondazione, per una guerra, per un incendio... E molti uomini guasti di questo mondo non aspettano altro per fare della morte altrui un'opportunità!

Sì, lo so che non è il momento delle polemiche, ma la macchina truffaldina si è già messa in moto: raccolte di fondi che verranno private di una parte per chi le fa, sponsorizzazioni di banche per la ricostruzione di chiese e siti culturali, sfruttamento della solidarietà del grande esercito dei volontari allo scopo di coprire le incapacità della catena di comando di chi ha responsabilità, i belletti dei tg e delle trasmissioni tv che si dilettano a snocciolare i dati dell'audience a scapito dei morti!

Le banche vogliono davvero fare qualcosa? Comincino a non richiedere o ad annullare le rate ai cittadini di quelle zone che hanno contratto prestiti o mutui con loro. Questi rapaci sono capaci di esigere il pagamento delle rate del mutuo contratto per una casa che ormai non esiste più. Vogliono fare qualcosa? Lo facciano concretamente a favore di tutta quella gente! Non si limitino a mettere a disposizione un numero di conto corrente dove lucrare, tra l’altro, in interessi od operazioni…

Lo Stato vuole davvero fare qualcosa? Prima di tutto cominci ad ascoltare non solo le voci dei soliti noti, scienziati o presunti tali. Ascolti anche quelle dei tecnici, degli esperti meno conosciuti, magari noti solo al popolo della rete. E poi riconosca a tutti quei volontari che ogni volta si precipitano sul posto, a proprie spese, a rischiare in prima persona, a mettere in gioco la propria pelle… riconosca a tutti loro un sostanziale ringraziamento: l’esonero dalle tasse, agevolazioni fiscali od economiche, riconoscimenti in denaro per l’impegno svolto…

La Chiesa cattolica vuole davvero fare qualcosa? Già, è vero: loro già pregano tutto il giorno per tutti gli uomini, le donne, i bambini e i volontari. Ed essendo in tanti a pregare, sono convinti di fare sul serio la loro parte. Però, forse, se il Papa si togliesse giusto giusto due o tre anelli e qualche milione di euro, magari di quelli stipati qualche anno fa in previsione della crisi economica mondiale che sarebbe venuta… Ecco, forse servirebbero più delle preghiere…

Le tv vogliono davvero fare qualcosa? Non diano la parola a questo o a quel ministro per farci dire che tutto è sotto controllo quando non lo è, che le tende sono arrivate quando non se ne sono viste per ore e ore, che sono stati inviati soldati, carabinieri e vigili del fuoco quando il numero dei volontari è sconcertantemente superiore… Vogliono aprire delle sottoscrizioni? Lo facciano tenendo loro i soldi, facendoci vedere quando arrivano e stipandoli in una… cassa. Sì, in una cassa: banconote e assegni… meglio che in una banca!

Ci dicono da ieri sera che si sono messi già all’opera gli sciacalli: che infime persone queste! Però nessuno ci dice che ogni volta che in Italia succede una catastrofe del genere ci sono ben altri sciacalli che senza essere visti raspano con le loro unghie luride sui resti di tutti noi. Tutti quei signori che ogni volta approfittano di finanziamenti privati, dello Stato, della comunità internazionale per mangiarci sopra, per intascarne una bella fetta, per metterci dentro i loro sporchi affari, per togliere quei soldi dalla disponibilità delle persone a cui erano destinati e che per anni lasciano tanta e tanta gente in un container, in un prefabbricato… in un mare di guai! MALEDETTI!!!

lunedì 6 aprile 2009

Frammenti di vita coperti di polvere e di morte

E' ancora il momento dello shock. A distanza ormai di quasi ventiquattr'ore siamo ancora tutti senza parole. Gli occhi pieni di dolore e rovina, il cuore gonfio di sgomento e disperazione. Quel che ha travolto questa notte l'Abruzzo non è concepibile.

Mezza Italia, da questa mattina, davanti alla televisione. Le immagini, simili a tante altre viste tante volte, hanno sconvolto il mondo. Case e chiese e palazzi e strade distrutte e rase al suolo: visti dall'alto sembrano tanti piccoli presepi che una mano vigliacca e assassina si è divertita a sbriciolare.

Le voci e i volti di persone distrutte, affaticate, sofferenti. Il rumore delle pietre sollevate e passate di mano in mano per liberare uno squarcio di luce e d'aria per chi ancora potrebbe essere lì sotto. Le urla disperate dei sopravvissuti che reclamano chi non c'è più, gli strazianti lamenti che salgono da sotto resti di case, gli applausi calorosi che accompagnano il ritrovamento di un altro superstite estratto da sotto tonnellate di macerie.

Mezza Italia, da questa mattina, accorsa in Abruzzo. Mi vergogno di essere qui, seduto davanti alla televisione, a scrivere invece che a scavare. Vorrei essere uno di quegli uomini e donne che sono andati là a dare una mano, a curare e rincuorare, ad aiutare chi si è salvato, a distribuire pasti, medicine, coperte, a montare tende. A fare tutto quel che c'è bisogno di fare.

Grandi, grandissimi cuori di persone sempre disponibili e pronte: li vedi lì, a prendere a mazzate un muro con tutta la rabbia che hanno dentro; a sollevare pietre enormi per avanzare di un altro palmo verso qualcuno lì sotto, forse ancora vivo, forse già morto; ad organizzare un campo da adibire ora ad ospedale, ora a mensa, ora a dormitorio, ora a cimitero.

Quelli che fanno e quelli che guardano... Giuro, stasera mi odio!


sabato 4 aprile 2009

Trattare evasori e colletti bianchi ladri come i mafiosi. Si può!

A furia di cercare nell’immondizia, qualcosa di buono scappa fuori. Questo è uno di quei casi. Ho trovato qualcosa, tra le leggi varate dall’attuale governo Berlusconi, di cui non si può disconoscere la validità. Incredibile ma vero!

Nell’ambito del cosiddetto pacchetto sicurezza varato a più riprese dal governo, c’è una serie di norme, infatti, particolarmente incisive ed efficaci per combattere la mafia. Norme che sono state accolte con soddisfazione dai magistrati esperti in tema di lotta alla criminalità organizzata e che nel giro di pochi mesi hanno portato a più che buoni risultati anche da un punto di vista economico.

Già nel luglio dello scorso anno, parlando del “consistente pacchetto di misure antimafia” approvate, il ministro della giustizia Alfano (quello del lodo, per intenderci!) sottolineava che
“grazie alle nuove norme sarà possibile proseguire o avviare, nei confronti degli eredi o degli aventi causa, il procedimento per la confisca dei beni, provento di attività illecite, anche dopo la morte della persona condannata per reati di mafia e procedere alla confisca dei beni di cui tale soggetto risulti essere titolare tramite interposta persona, fisica o giuridica. Si potrà, inoltre, prevedere che la confisca possa essere disposta su somme di denaro o altri beni del valore equivalente ai beni sottratti alla procedura e presumere, salvo prova contraria, la natura fittizia del trasferimento dei beni, operato nei due anni precedenti alla confisca. Viene, infine, introdotta la presunzione di illecita provenienza per tutti i beni il cui valore sia sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati ai fini del pagamento delle imposte o comunque rispetto alla propria attività economica”.

Nei giorni scorsi, incontrando i ministri della giustizia di Usa e Canada, sempre Alfano ha dichiarato che
“l'amministrazione americana considera un buon esempio quello italiano di creare un fondo contenente tutti i beni derivanti dai patrimoni mafiosi, in modo tale che il tesoro criminale diventi il salvadanaio della legalità. Cioè un patrimonio dello Stato acquisito sequestrando e confiscando i beni della mafia e della criminalità organizzata da destinare alla legalità e a un buon uso al servizio dei cittadini. Il Fondo deriva da un'intuizione di Giovanni Falcone e si basa su questo assunto: i mafiosi temono più la confisca dei loro patrimoni che non l'arresto. Se si trovano meccanismi legali per confiscare loro i beni, ecco che l'azione di contrasto alle loro attività può avere effetti capaci davvero di fare male. La nuova legge offre questi meccanismi. Due su tutti: la confisca dei beni mafiosi prevede il sequestro anche agli eredi; può essere effettuata una confisca per equivalente. Significa che quando un criminale fa sparire beni di chiara provenienza illecita, il magistrato ha il potere di sequestrargli comunque beni per un valore equivalente, anche se sono legittimi”.

E i risultati non sono mancati, così come hanno riconosciuto più volte i magistrati impegnati sul fronte della lotta alla criminalità organizzata e lo stesso procuratore nazionale antimafia Grasso. I dati forniti dallo stesso Alfano lo dimostrano: il nuovo programma “in pochi mesi ha già portato nel Fondo 350 milioni di euro”. Secondo il ministro,
“una valutazione verosimile dei beni mafiosi sequestrabili e confiscabili può arrivare in Italia intorno ai 2 miliardi di euro, ma può avere dimensioni ben superiori se il fondo venisse applicato a livello internazionale. Poiché i beni confiscati vanno a finanziare giustizia e sicurezza, in questo modo il tesoro criminale diventa il salvadanaio della legalità”.

Ora, al di là degli slogan e della facile retorica di cui, soprattutto in tema di lotta alla mafia, i nostri politici e governanti amano riempirsi la bocca, è evidente che il meccanismo può davvero portare i suoi frutti. E’ vero, infatti, che i mafiosi non temono la galera sopra ogni cosa: abbiamo visto che, nonostante le restrizioni del cosiddetto carcere duro, i boss riescono ad impartire i loro ordini anche dalle celle dei penitenziari e spesso continuano a gestire i loro affari per mano di un parente o di un successore. Addirittura è capitato che un arresto sia servito allo scopo di evitare al boss di essere ucciso dalla famiglia rivale e che quindi questo abbia fatto il gioco della stessa organizzazione criminale.

Allo stesso modo è vero che la sottrazione dei beni ai boss, ai loro eredi e alle loro famiglie – che si tratti di immobili, proprietà, terreni, stabilimenti, attività commerciali, denaro e gioielli – costituisca un duro colpo, sia all’immagine del mafioso, sia alla sua forza all’interno dell’organizzazione criminale, sia alla sua valenza nei rapporti con i politici del territorio. Considerato tutto questo, non stupisce assolutamente che le norme messe in campo dal governo abbiano portati a validi risultati e siano apprezzate all’estero da Paesi che hanno pesantemente a che fare con il crimine organizzato.

A questo punto, però, mi chiedo: perché non sfruttarne il meccanismo per incidere in maniera altrettanto efficace anche altri bubboni che, insieme alla mafia, infettano parimenti il nostro Paese e sottraggono ingenti risorse alla nostra economia? E ho in mente, soprattutto, il fenomeno dell’evasione fiscale e quello dei crimini commessi dai colletti bianchi della finanza nazionale e internazionale.

Perché non estendere anche a chi viene riconosciuto colpevole di aver sottratto alle casse dello Stato (e quindi a tutti noi!) ingenti somme di denaro derivante da redditi non dichiarati e beni accuratamente tenuti al riparo dei paradisi fiscali? Perché non trattare alla stessa stregua dei mafiosi anche quei banchieri, amministratori delegati e imprenditori che hanno portato al fallimento banche e imprese da loro guidate, che hanno frodato milioni di risparmiatori, che hanno svenduto e smontato pezzetto per pezzetto aziende enormi, intascando per se stessi i guadagni di tali operazioni e costringendo alla cassa integrazione e al licenziamento migliaia e migliaia di famiglie, che hanno intascato miliardi e miliardi di euro in sovvenzioni statali e aiuti dell’Unione Europea senza investirli nell’azienda?

Perché non confiscare anche a loro, una volta che sia dichiarata la colpevolezza, i beni “per un valore equivalente, anche se sono legittimi”, come Alfano e Berlusconi hanno deciso di fare con i boss mafiosi? Hai evaso? Hai rubato? Hai intascato finanziamenti illeciti o li hai usati per arricchirti? Allora io Stato ti costringo a restituirmi quanto mi hai sottratto. Non ce l’hai più? Allora ti confisco tutto quello che hai fino ad arrivare al valore equivalente di quanto mi devi, anche se si tratta di beni da te lecitamente posseduti. Non ci sei più? Faccio lo stesso ai tuoi eredi e tutto quello che mi riprendo, io Stato lo metto a disposizione della comunità: utilizzo i terreni per mettere su aziende agricole; utilizzo i palazzi per farne scuole, biblioteche, aule di giustizia, ospedali; utilizzo i tuoi soldi per un fondo di solidarietà a favore delle famiglie di chi ha perso il lavoro o di chi ha perso un proprio caro sul posto di lavoro.

Perché non privare lorsignori e le loro famiglie dei beni che hanno rubato a tutti noi e di cui noi tutti paghiamo tristemente il prezzo in termini di deficit pubblico e di tasse? Non sembra tanto difficile con gli strumenti giusti. Ci sono le norme che valgono per la delinquenza mafiosa: facciamole valere anche nei confronti della delinquenza in giacca e cravatta!

E non si tratta di vendetta sociale: è solo sana voglia di giustizia! Perché privarsi di uno strumento che funziona così bene? Basterebbe applicarlo anche a loro... A meno che…

giovedì 2 aprile 2009

Dai...!


E' vero
credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l'acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù uh

D'un tratto
qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi
Così

Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà guarire poi
meraviglioso
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l'amore

Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso
La luce di un mattino
l'abbraccio di un amico
il viso di un bambino
meraviglioso
meraviglioso...

ah!...

Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l'amore
meraviglioso

...

La notte era finita
e ti sentivo ancora
Sapore della vita
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso
Meraviglioso

(Meraviglioso, di Domenico Modugno)

Uno dei più belli inni laici alla vita
che siano mai stati scritti!

mercoledì 1 aprile 2009

Arriva il Piano-casa: pesce d'aprile agli italiani!


Fresco fresco di agenzia, ecco l'accordo che il governo ha siglato stamattina con le regioni per attuare il Piano-casa:

PIANO CASA: IL TESTO DELL'ACCORDO GOVERNO-REGIONI
(AGI) - Roma, 1 apr. - Ecco il testo dell'accordo Governo-Regioni, approvato stamane dalla Conferenza unificata:

Visto l'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, che prevede una possibilità per il Governo di promuovere la stipula di intese in Conferenza Unificata dirette, tra l'altro, a favorire l'armonizzazione delle rispettive legislazioni o il conseguimento di obiettivi comuni;
Rilevata l'esigenza, da parte del Governo, delle Regioni e degli Enti Locali di individuare misure che contrastino la crisi economica in materie di legislazione
concorrente con le Regioni, quale quella relativa al governo del territorio;
Visto l'accordo delle Regioni e degli Enti Locali in ordine alle esigenze di fronteggiare la crisi mediante un riavvio dell'attività edilizia favorendo altresì lavori di modifica
del patrimonio edilizio esistente nonchè prevedendo forme di semplificazione dei relativi adempimenti secondo modalità utili ad esplicare effetti in tempi brevi nell'ambito della garanzia del governo del territorio;
Rilevata l'esigenza di predisporre misure legislative coordinate tra Stato e Regioni nell'ambito delle rispettive competenze;

Governo, Regioni ed Enti Locali convengono la seguente intesa:

Per favorire iniziative volte al rilancio dell'economia, rispondere anche ai bisogni abitativi delle famiglie e per introdurre incisive misure di semplificazione
procedurali dell'attività edilizia, lo Stato, le Regioni e le Autonomie Locali definiscono il seguente accordo.
Le Regioni si impegnano ad approvare entro e non oltre 90 giorni proprie leggi ispirate preferibilmente ai seguenti obiettivi:
a) regolamentare interventi - che possono realizzarsi attraverso piani/programmi definiti tra Regioni e Comuni - al fine di migliorare anche la qualità architettonica e/o
energetica degli edifici entro il limite del 20% della volumetria esistente di edifici
residenziali uni-bifamigliari o comunque di volumetria non superiore a 1000 metri cubi, per un incremento complessivo massimo di 200 metri cubi, fatte salve diverse determinazioni regionali che possono promuovere ulteriori forme di incentivazione volumetrica;
b) disciplinare interventi straordinari di demolizione e ricostruzione con ampliamento per edifici a destinazione residenziale entro il limite del 35% della volumetria esistente, con finalità di miglioramento della qualità architettonica, dell'efficienza energetica ed utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e secondo criteri di sostenibilità
ambientale, ferma restando l'autonomia legislativa regionale in riferimento ad altre tipologie di intervento;
c) introdurre forme semplificate e celeri per l'attuazione degli interventi edilizi di cui alla lettera a) e b) in coerenza con i principi della legislazione urbanistica ed
edilizia e della pianificazione comunale. Tali interventi edilizi non possono riferirsi ad
edifici abusivi o nei centri storici o in aree di inedificabilità assoluta.
Le leggi regionali possono individuare gli ambiti nei quali gli interventi di cui alle lettera a) e b) sono esclusi o limitati, con particolare riferimento ai beni culturali e alle aree di pregio ambientale e paesaggistico, nonchè gli ambiti nei quali i medesimi interventi sono favoriti con opportune incentivazioni e premialità finalizzare alla
riqualificazione di aree urbane degradate. La disciplina introdotta dalle suddette leggi regionali avrà validità temporalmente definita, comunque non superiore a 18 mesi dalla loro entrata in vigore, salvo diverse determinazioni delle singole Regioni. In caso di mancata approvazione delle leggi regionali nel termine stabilito, il Governo e il presidente della Giunta regionale interessata, congiuntamente, determinano le
modalità procedurali idonee ad attuare compiutamente l'accordo, anche ai sensi dell'art. 8, comma 1, della legge n. 131/2003.
Entro dieci giorni dalla sottoscrizione del presente Accordo, il Governo emanerà un
decreto-legge i cui contenuti saranno concordati con le Regioni e il sistema delle autonomie con l'obiettivo precipuo di semplificare alcune procedure di competenza esclusiva dello Stato, al fine di rendere più rapida ed efficace l'azione amministrativa di disciplina dell'attività edilizia.
Il Governo e le Regioni ribadiscono la necessità assoluta del pieno rispetto della vigente disciplina in materia di rapporto di lavoro, anche per gli aspetti previdenziali e assistenziali e di sicurezza nei cantieri e la necessità di mettere a punto una procedura che garantisca trasparenza come, per esempio, quella utilizzata per lo sgravio Irpef del 36%.
Il Governo si impegna, inoltre, confermando integralmente gli impegni assunti con l'Accordo sottoscritto con le Regioni in merito al sostegno dell'edilizia residenziale
pubblica, ad avviare congiuntamente con le Regioni e le autonomie locali uno
studio di fattibilità per un nuovo piano casa che individui, in aggiunta alle risorse dell'Accordo sopra indicato, e compatibilmente con le condizioni di finanza pubblica, risorse pubbliche e private per soddisfare il fabbisogno abitativo delle famiglie o particolari categorie, che si trovano nella condizione di più alto disagio sociale e che hanno difficoltà ad accedere al libero mercato della locazione.
Viene fatta salva ogni prerogativa costituzionale delle Regioni a statuto speciale e delle province autonome". (AGI)


Ho già espresso qualche post fa i primi dubbi sull'efficacia di tale piano nell'attuale periodo di crisi. Erano frutto del normale vivere quotidiano: chi può pensare di mettersi ad allargare casa quando non ci sono i soldi per arrivare alla fine del mese? Questo l'interrogativo di base che viene in mente a chi ha a che fare con la dura realtà di tutti i giorni.

Diversamente la pensa (ma questa non è più una novità, ormai!) il nostro Prode Cavaliere, il quale, gongolando per il Piano-casa appena varato, fa notare che "se il 10% dei proprietari di casa ne approfitterà, significherebbe 60-70 miliardi di euro che entrebbero nel circuito dell'economia".

Sessanta-settanta miliardi?!? Una stima recentissima calcolata da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani (elaborando dati ministeriali, dell'Istat, della Banca d’Italia e dello Sportello del Contribuente) e presentata a Roma il 14 marzo scorso, rivela:

"L'imponibile evaso in Italia nel 2008 è stato di circa 331 miliardi di euro l'anno. In termini di imposte sottratte all'erario siamo nell'ordine dei 125,8 MLD di euro.
Cinque sono le aree di evasione fiscale analizzate: l'economia sommersa, l'economia criminale, l'evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese.
La prima riguarda l'economia sommersa che sottrae al fisco italiano un imponibile di circa 125 MLD di euro l'anno. L'esercito di lavoratori in nero è composto da circa 2,2 milioni. Di questi 850.000 sono lavoratori dipendenti che fanno il secondo o il terzo lavoro. Si stima un’evasione d’imposta pari a 30 MLD di euro.
La seconda è l'economia criminale realizzata dalle grandi organizzazioni mafiose che, in almeno 3 regioni del Mezzogiorno, controllano buona parte del territorio. Si stima che il giro di affari non "contabilizzati" si attesta sui 120 miliardi di euro l'anno con un’imposta evasa di 40 MLD di euro.
La terza area è quella composta dalle società di capitali, escluso le grandi imprese. Secondo i dati ministeriali e dello Sportello del Contribuente, il 79% circa delle società di capitali italiane dichiara redditi negativi (52%) o meno di 10 mila euro (27%). In pratica su un totale di circa 800.000 società di capitali il 79% non versa le imposte dovute. Si stima un'evasione fiscale attorno ai 17 miliardi di euro l'anno.
La quarta area è quella composta delle big company. Una su tre chiude il bilancio in perdita e non paga le tasse. Inoltre il 94 % delle big company abusano del “transfer pricing” per spostare costi e ricavi tra le società del gruppo trasferendo fittiziamente la tassazione nei paesi dove di fatto non vi sono controlli fiscali sottraendo al fisco italiano 30 MLD di euro. Inoltre, negli ultimi cinque anni, le 100 maggiori compagnie del paese hanno ridotto del 7 per cento le imposte dovute all'erario grazie all'uso di conti offshore.
Infine c'è l'evasione dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese dovuta alla mancata emissione di scontrini, di ricevute e di fatture fiscali che sottrae all'erario circa 8,8 miliardi di euro l'anno.
In testa nel 2008, tra le regioni, dove sono aumentati numericamente gli evasori fiscali, risulta la Campania, con +9,4%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente al Veneto con + 9,1% e alla Lombardia +8,9%. A seguire il Lazio con +7,5%, la Liguria con +6,8%, l'Emilia Romagna con +6,3%, la Toscana con +5,9%, il Piemonte con +5,7%, le Marche con +5,3%, la Puglia con +4,8%, l'Abruzzo con +4,6%, la Sicilia con +4,3% e il Trentino Alto Adige con +4,1%. La Lombardia, invece, in valore assoluto ha fatto registrare il maggior aumento dell'evasione fiscale. In
percentuale, il dato lombardo aumenta, rispetto al 2007, di circa il 9,6%.

La domanda nasce spontanea (direbbe Antonio Lubrano!): se davvero era alla ricerca di denaro da reimmettere nell'anemica economia italiana, davvero il governo non aveva altro da immaginare che il Piano-casa? E le regioni? Davvero non avevano di meglio e di più realistico da pensare per rimpinguare i loro bilanci e per restituire ai cittadini sotto forma di servizi nella sanità, nelle scuole, nella giustizia, nella sicurezza, nel lavoro e in tutte le altre aree di cui sono sempre lì a lamentarsi della mancanza di risorse economiche?

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