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lunedì 22 dicembre 2008

Il Natale degli alberi dimenticati

Il Natale è Natale in tutto il mondo. Dovunque tu vada, inverno o estate che sia, con la neve o con il sole, di notte o di giorno, i giorni del Natale riescono sempre a farsi riconoscere. Riempiono l'aria, le menti e i cuori e non c'è bisogno di farci caso: fanno tutto loro e, per lo più, la gente sente che è arrivato, che c'è qualcosa di nuovo ma sempre uguale intorno, che anche quest'anno, per fortuna, c'è.

Dev'essere lo stesso anche per la natura e le cose. Una magica brezza che soffia per le strade e le campagne, toccando tutti e tutto: animali e piante, auto e case, acqua e fuoco. Ne ho avuto la riprova oggi, passando su uno dei ponti di Roma e guardando incuriosito di sotto. Là dove nei giorni scorsi il Tevere impetuoso e orgoglioso ricordava ai romani la sua potenza, arrivando a lambire le arcate dei ponti e sommergendo tutto ciò che incontrava, a guardar bene può scorgersi anche qualcos'altro. Qualcosa a testimonianza del fatto che il Natale arriva non solo per chi sta bene, ma anche per gli altri; non solo per chi è abituato agli apprezzamenti dei più e alle luci della ribalta, ma anche per chi normalmente non è notato e vive nell'indifferenza generale.

E' Natale per gli alberi delle piazze più famose di Roma: pensate agli abeti di Piazza S. Pietro o di Piazza di Spagna, decorati e illuminati da mani esperte per dar lustro ai luoghi più significativi dell'Urbe. E' Natale per gli alberi, veri e non, che abbelliscono le nostre case, i terrazzi e i balconi, le vie e i negozi della città: ci hanno pensato negozianti e famiglie a farli belli e persino le mani di tanti bambini.

E ora lì, da quel ponte, ti accorgi che il Natale è arrivato anche sulle sponde del fiume: su quegli alberi, spogli e rinsecchiti, che l'acqua e il fango hanno ricoperto nei giorni di piena, ora sono spuntati addobbi poveri ma coloratissimi. Sono tante buste di plastica, bianche, rosse e blu, bottigliette d'acqua verdi, lattine rosse e tanta altra spazzatura che il fiume ha raccolto e portato con sè per abbellire, come ha potuto, quegli alberi dimenticati e brutti che scortano il suo corso fino al mare. Poveri ma belli, nessuno ha mai pensato di decorarli: lo ha fatto il Tevere.

Perchè Natale, prima o poi, in ogni caso, arriva. Per tutti.
Buon Natale!

mercoledì 17 dicembre 2008

Mafia e tangentopoli: il sospetto non è uguale per tutti

Nella vita ci sono tante cose di fronte alle quali capita di chiedersi: perchè? Questa è una di quelle. Mi piacerebbe tanto capire perchè se forze dell'ordine e magistratura realizzano un'operazione come quella di ieri contro la mafia, denominata Perseo - che ha portato in carcere novantaquattro (dico 94!) tra capi, reggenti e gregari di cosa nostra, con una lunga indagine che si è avvalsa di intercettazioni telefoniche oltre che di accertamenti fatti di testimonianze e documenti - allora è tutto un profluvio di dichiarazioni di soddisfazione (la mafia sta morendo, siamo sulla strada giusta, grazie a magistrati e forze dell'ordine per il loro costante impegno nella lotta alla criminalità organizzata, e via di questo passo) da parte di tutto l'arco parlamentare, di ministri del governo e di esponenti della cultura.

Quando invece analoghe eclatanti operazioni di forze dell'ordine e magistratura, oltre a portare in carcere decine di delinquenti di turno, coinvolgono anche il politico di turno intercettato/nominato/indicato, di sinistra o di destra che sia - vedi quella odierna a Napoli e in Campania o l'altrettanto odierna chiusa inchiesta Why Not del vituperato De Magistris o quella di ieri che ha messo sotto accusa gli appalti per il petrolio - allora la stessa (automatica) corsa a dichiararsi soddisfatto e a plaudere per l'operazione svolta si trasforma (automaticamente) nella strenua difesa del politico di turno (sono pronto a mettere la mano sul fuoco su di lui, conosco l'uomo e so che comportamenti di quel tipo gli sono alieni, e così via) o nel gioco del sospetto-complotto (strana la tempistica, la magistratura vuole contrattare le riforme della giustizia, i magistrati vogliono ricattare la politica, c'è una regia dietro queste inchieste, eccetera eccetera).

Non trovate che sia strano questo automatismo che a volte sfocia nell'ipergiustizialismo e altre nell'ipergarantismo? Il presunto delinquente ha gli stessi diritti e doveri di fronte alla legge, sia che si tratti di presunto picciotto che di presunto politico corrotto, sia che si tratti di picciotto innocente che di politico innocente. O no?

E poi: perchè quando il Capitano Ultimo cattura finalmente Riina nel 1993 è un eroe nazionale, mentre quando lavora a braccetto con il pm di Potenza Woodcock per fare luce su tangentopoli che incastrano imprese e politici diventa improvvisamente uno che prende fischi per fiaschi se non, addirittura, uno che farnetica?

venerdì 12 dicembre 2008

E lungo er Tevere...

Maltempo a Roma. Ponte Garibaldi e Isola Tiberina alle ore 13:15. Come li hanno visti le centinaia di romani e turisti che affollavano la balaustra.





sabato 6 dicembre 2008

Racconto breve: WEBSITE - © di Marcus

Era cominciato come uno scherzo, tanto per ammazzare la noia del sabato sera. Avevamo trovato per caso quel sito: una homepage con una grafica del tutto ordinaria. Ma a colpirci era stata la scritta: se vuoi cambiare la tua vita, clicca qui. “Le solite stupidaggini per fessi”, aveva buttato lì il mio amico Giorgio. Non immaginava che sarebbe stato l'inizio di qualcosa di cui ancora oggi, a distanza di tempo, faccio fatica a parlare.

In fondo, neanche la finestra che si aprì dopo quel primo fatale clic avrebbe solleticato il benché minimo interesse, neppure nel più curioso dei navigatori del web: un fittissimo elenco di parole, stringhe e stringhe di lettere e numeri, incolonnate in ordine alfabetico, più o meno lunghe e quasi tutte senza senso compiuto. “Sono password”, indovinò stavolta Giorgio, notando per primo il suggerimento sulla parte alta dello schermo. clicca sulla tua password. Che vuol dire? Che password? Di che diavolo parla? Dopo una notevole serie di pagedown, spinti dalla curiosità di quell'elenco interminabile, arrivammo alla lettera P. Fu un attimo e sotto il mio sguardo incredulo si materializzò quel che, nei recessi della mia mente, stavo in fondo cercando senza tanta convinzione: i miei occhi si posarono meravigliati su platone91_zoe93. L’avevo attivata solo qualche giorno prima per poter accedere alla mia nuova email. Ed ora eccola lì, su quella pagina, in mezzo a migliaia e migliaia di altre: la mia password!

Ma che razza di storia è questa? Rammento ancora oggi la sensazione di sconcerto e rabbia che iniziava a farsi largo nella mia mente, scalzando via l'iniziale stupore di pochi attimi prima. Ma era davvero solo l’inizio e non lo sapevamo. Tutto quello che avevamo provato fino ad allora divenne improvvisamente poca cosa, nulla, spazzato via da quel che apparve sullo schermo quando cliccai su quel link.

Ci sentimmo d'un tratto confusi, privati di ogni senso della logica e della realtà. Non è possibile! Questo è un sogno. Oppure un perfido scherzo! Qualcosa che rasentava i confini dell’assurdo iniziò a materializzarsi nella pagina che avevamo davanti ai nostri occhi. Disposte una di fianco all’altra, apparvero una serie di piccolissime icone. Anzi no, erano immagini… Ma immagini di che? In pochi attimi la schermata finì per completarsi, sei righe per sei colonne di piccole immagini. Leggevo le didascalie e cominciavo a prendere coscienza di ciò che i miei occhi faticavano a spiegare alla mia mente: quelle che avevo davanti erano tante piccole finestrelle affacciate sulla mia vita. Una visita guidata nel museo della memoria (La mia memoria!), spezzettata in tanti flash, ognuno con il suo inestimabile contenuto.

Rimasi allibito. E lo stesso capitò a Giorgio, che, pur incredulo, aveva riconosciuto molte di quelle immagini. Molte, certo; non tutte, come invece fu possibile al sottoscritto. Esitando non poco e con un certo imbarazzo, cliccai su una di quelle finestrelle: raffigurava un bimbetto in calzoncini e canottiera (Dio, ma quello sono io!) che trascinava un canotto giallo verso la riva del mare. IL CANOTTINO–5 anni, riassumeva la didascalia. E fu un ciak di un film dell’impossibile quello che prese vita, animando le gambette di quel bimbo pieno di gioia, che si avvicinava al mare come alla sua prima impresa.

Non può essere… Quello sono io!... Tutto questo è pazzesco! Fu allora che smisi di pensare. Perchè uno sfrenato desiderio di sapere si era già impossessato di me e della mia mano destra, che cominciò a dare vita, una dopo l’altra, a tutte quelle immagini. IL BIBERON-3 anni, LO SCHIAFFO-6 anni, LA BICICLETTA-10 anni, LA FINALE-14 anni. Giorgio riuscì anche a sorridere in qualche caso. Io seguivo quei filmati con l’angoscia di chi, in punto di morte, vede scorrere all’indietro il nastro della propria vita.

E poi, ancora, LA FIDANZATINA-16 anni, GLI AMICI DEL BAR-19 anni, L’INCIDENTE-23 anni (quando finii all’ospedale per un mese!) … E fu allora, soltanto allora, che mi accorsi (o forse accettai di accorgermi?) della scritta in fondo alla pagina: pagina 1 di 5 ►►► I successiva. Nel mio cuore più di un battito si perse al pensiero di quella indicazione. Mi girai verso Giorgio e riconobbi sul suo viso lo stesso smarrimento e l’inquietudine che aveva preso possesso improvvisamente dei miei pensieri. Provai un brivido. La mano destra si fece d’un tratto riluttante a continuare. Poi venne la paura, quella vera: ebbe la meglio e spense ogni altra emozione.

Ad oggi, non sono mai tornato a quella pagina, né a quel sito. Neanche sul pc ho avuto il coraggio di rimettere le mani. Non ho più parlato di quel giorno con Giorgio e dopo un po' abbiamo anche smesso di frequentarci. Ho lasciato il lavoro, venduto la casa e con il ricavato ho preso una casetta in montagna. Trascorro le mie giornate lavorando un piccolo pezzo di terra. A volte scendo in paese per comprare qualcosa e scambiare opinioni e ricette con Marisa, che ha una pasticceria: mi piace il suo sorriso e credo di non dispiacerle neppure io. Ma per lo più mi capita di stare ore, seduto nel portico di legno, a leggere un libro o a guardare la valle che si apre di fronte casa. La mia vita è cambiata. Davvero.

venerdì 5 dicembre 2008

Comunisti cercansi

Che fine ha fatto la Sinistra in Italia? Cacciati dalle aule parlamentari alle ultime elezioni (più di qualcuno direbbe che avevano cominciato a suicidarsi già ai tempi del governo Prodi), sfibrati all'interno nel vano tentativo di presentare un leader che non sia etichettabile come il solito riciclato, con la base totalmente indifferente alla vecchia nomenklatura, comunisti, rifondaroli e appartenenti alla sinistra antagonista sono ormai specie in via d'estinzione nella fauna politica nostrana.

Se poi, come ha raccontato più di un operaio del nord ai microfoni di qualche trasmissione tv, è vero che molti loro colleghi iscritti alla Cgil dichiarano apertamente di votare Lega e passano le serate davanti all'Isola dei famosi o alla Talpa; se nelle ultime consultazioni elettorali universitarie le rappresentanze studentesche di destra ottengono una sonora vittoria ai danni dei vecchi collettivi della sinistra; se alle manifestazioni di piazza a tutela della scuola gli studenti avvertono la necessità di presentarsi sotto le effigi di aggregazioni (Onda, Pantera & co.) che nulla hanno a che fare con la partitocrazia di sinistra, dalle quali, anzi, rivendicano orgogliosamente la propria autonomia; se a schierarsi a sostegno della magistratura italiana e a denunciare le politiche ad personam di Berlusconi rimangono ormai soltanto Di Pietro e Travaglio, perchè il sostegno del Pd viene improvvisamente a mancare nel momento in cui occorre necessariamente fare quadrato intorno a D'Alema e Fassino nella vicenda Unipol; se anche nei reportage tv suscitano più interesse la vita e le vicende dei centri sociali di destra, vicini a Forza Nuova e ai campi hobbit così cari ai vecchi missini; se, infine, la voce più a sinistra che Ballarò riesce a produrre è quella di Renata Polverini, allora ecco che la lettura dello scenario si fa improvvisamente più completa.

Se ne è accorta anche un politico di lungo corso e dimostrata esperienza come la ministra Mara Carfagna, che ad un'incalzante Daria Bignardi in una delle ultime puntate delle Invasioni Barbariche ha candidamente confessato di sentire la mancanza dei comunisti in Parlamento, anche se ha preferito non approfondire se nel bene o nel male.

Nel frattempo, il governo berlusconiano fa ciò che vuole, in tutti i settori. E i soli a farsi carico del compito di rappresentare la realtà agli occhi di quella parte di Paese che non si identifica nel centrodestra sono ormai i comici e i satirici: Crozza, Littizzetto e Vauro, i rappresentanti di spicco (Grillo continua ad essere un caso a se stante). Tanto è vero, che da un po' di tempo a questa parte il premier non perde più il proprio tempo con Veltroni, ma indirizza i propri attacchi più sonori contro la minaccia rappresentata da questi nuovi leader del popolo della tv. Chi di tubo catodico ferisce...

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