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giovedì 27 novembre 2008

I social poveri

Il governo vara la Carta acquisti o Social card. Con essa, i cittadini over 65 e le famiglie con figli di età inferiore ai 3 anni e reddito ISEE fino a 6.000 euro potranno pagare la spesa alimentare e quelle di luce e gas fino ad un importo max di 40 euro/mese. E le spese effettuate con la Carta acquisti verranno addebitate direttamente allo Stato. Potrà essere utilizzata per effettuare acquisti in tutti i negozi abilitati "e per avere sconti nei negozi convenzionati che sostengono il programma Carta acquisti" (quest'ultima parte della frase mi suona stranamente familiare: come una riminiscenza di televendite... bah!). Questa, in breve, è la pensata del governo per sostenere 1,3 milioni di soggetti poveri - tra famiglie e anziani - in questo momento di crisi economica mondiale.

In realtà:
  • basterà che un anziano (una mamma o un papà) viva con un figlio che lavora (o lavoricchia)o insieme alla famiglia di questi per essere tagliato fuori dal beneficio: lui e tutti i componenti del nucleo familiare;

  • basterà che il beneficiario decida un giorno (un giorno soltanto) di riempire il cestello della spesa con uno sfizio (uno soltanto, a scelta tra: un etto di prosciutto, un torrone piccolo, una bistecchina con l'osso o un goccio di benzina) per sentirsi rimproverare dalla Carta: "Uelà! E i prossimi giorni che facciamo, digiuno pannelliano?";

  • basterà che il beneficiario si rechi alle Poste per pagare con la Carta la bolletta elettrica o quella del gas (magari quella invernale) per sentirsi obiettare acidamente dall'operatore allo sportello: "Guardi che non accettiamo pagamenti rateali: con gli altri 65 euro di differenza che fa, concilia?";

  • per non parlare dei progetti e investimenti pianificati dal beneficiario (del tipo: "Aha! Ho speso solo 6,50 euro questo mese, così mi pago la gita anziani al Lourdes in pullman del 30 prossimo!") e della botta di vederli sfumare all'improvviso di fronte al mancato funzionamento della Carta perchè... come avverte il Governo, "nel corso del 2009, la Carta sarà caricata ogni 2 mesi con 80 euro, sulla base degli stanziamenti via via disponibili".

Ma una cosa buona questa Carta l'ha prodotta. Grazie ad essa, finalmente oggi nel nostro Paese conosciamo la reale unità di misura degli italiani poveri. Che, per i nostri governanti, valgono - in questo momento di profonda crisi economica - un supporto pari a 40 euro pro-capite. Spero che se ne ricorderanno - e spero che ce ne ricorderemo anche noi - quando sarà il momento di approvare, con un voto del tutto bipartisan, la legge che ritocca la remunerazione di parlamentari e ministri. Quante unità di misura, quante social card varrà quel ritocco?

giovedì 20 novembre 2008

Al Qaeda come il KKK?

Obama «un negro (o servo) di casa» e una persona «disonorevole», colpevole di aver tradito le sue origini musulmane appoggiando Israele. Così, in un messaggio a lui attribuito, Ayman Al Zawahiri, numero 2 di Al Qaeda, avrebbe definito il neopresidente Usa nel suo primo commento sul recente voto in America.

...Mi sa che stavolta qualcuno nei servizi deviati Usa si è lasciato un po' troppo prendere la mano, dando libero sfogo al proprio rancore...

venerdì 7 novembre 2008

Tu chiamale se vuoi... emozioni professionali

Sono più di vent'anni che lavoro nel settore della comunicazione e mi occupo di uffici stampa. Eppure, spesso, mi ritrovo a fantasticare come un bambino sugli aspetti più sognanti di questa professione. Avete mai visto Sesso e Potere, con Dustin Hoffman e Robert De Niro?

Questa mattina leggevo dei primi briefing tenuti dal neo presidente Usa Barack Obama con il suo staff e dei primi incontri per disegnare squadra e strategia in vista dell'insediamento del 20 gennaio prossimo alla Casa Bianca. Provate a sentirvi parte della scena. Ma ci pensate: che sballo e che adrenalina partecipare attivamente, anche come ultima ruota del carro, alla pianificazione strategica di un incarico del genere? Immaginate di essere lì, riuniti dalla forza dell'entusiasmo per un obiettivo tanto importante appena centrato e concentrati per mettere a punto una squadra capace di perseguire una responsabilità tanto grande e pronta a seguire e a collaborare con l'uomo più potente del pianeta.

Certo, si tratta di emozioni professionali difficili da raccontare e che possono essere solo immaginate, perchè nel tuo piccolo, come in ogni campo, costruisci il futuro giorno per giorno. Ma non mi vergogno di abbandonare ogni pudore professionale per affermare (da quaranteppassenne!) che darei non so cosa per poter vivere quei momenti! Ecco, l'ho detto!

giovedì 6 novembre 2008

Rischio sole: se non abbronza, dà alla testa!

Nel giorno in cui il nostro premier da Mosca scatena il putiferio (e non solo qui da noi: vedi qui e qui, i primi che mi sono capitati al volo!) dichiarando:

"Ho detto al presidente Medvedev che Obama ha tutto per poter andare
d'accordo con lui: perchè è giovane, è bello e abbronzato e quindi
penso che si possa sviluppare una buona collaborazione" (Ansa, 16:23)

e poi:

"E' una carineria assoluta, un grande complimento" (Ansa, 16:47)

e poi:

"Perchè la prendono come una cosa negativa?" ha domandato il premier
raccogliendo una domanda che alludeva a presunte polemiche italiane. "Ma che
vadano a..." - ha aggiunto senza completare la frase -. "Se hanno anche il torto
di non avere sense of humour, peggio per loro".(Ansa, 17:08)

voglio riproporre il discorso fatto dal candidato repubblicano McCain a risultato acquisito. Affinchè la civiltà e il senso dello Stato presenti nelle sue parole (seppur sconfitto!) illuminino le miserie e le macerie degli spettacoli che il teatrino della politica di casa nostra troppo spesso offre.

mercoledì 5 novembre 2008

Barack Obama è il 44° presidente Usa

La notte tra il 4 e il 5 novembre 2008 rimarrà nella storia. In ogni caso, comunque vada, quest'uomo rimarrà nella storia. Come il suo discorso della vittoria. Live long and prosper, mister president!!!

martedì 4 novembre 2008

Il giorno più lungo

Per quelli della mia generazione, cresciuti vedendo e rivedendo capolavori del cinema come Indovina chi viene a cena, La lunga estate calda o Il colore viola, e che si sono appassionati seguendo le vicende tv di Kunta Kinte in Radici, questa vigilia di elezioni Usa fa innegabilmente un certo effetto.

Sondaggi alla mano (sia che si tratti di reali rilevazioni statistiche, sia che si tratti di numeri fatti uscire ad arte per influenzare il bacino degli indecisi dell'ultim'ora), fra poche ore potremmo trovarci di fronte ad un fatto davvero straordinario. Basti pensare che le rivendicazioni dei neri, le città in fiamme, le scuole e i bus riservati ai bianchi, i Martin Luther King e i Kennedy sono storia di poco più di quarant'anni fa. E non solo: risalgono a una quindicina di anni fa i durissimi scontri e gli incendi che hanno insanguinato e arroventato per giorni e giorni le strade della California, contrapponendo drammaticamente l'esasperazione nera e l'insofferenza bianca.

Già questa sera tutto questo potrebbe essere di colpo cancellato dall'elezione di Obama alla Casa Bianca. Certo, siamo assolutamente in presenza di un personaggio appartenente all'upper-class nera, casta a parte, che diversi film e libri dell'America contemporanea dipingono come fenomeno culturale e sociale dalle profonde contraddizioni, abituato spesso a schierarsi da lontano (e solo verbalmente) a fianco dei loro “fratelli” delle classi sociali inferiori. Tuttavia, è esaltante pensare che la presidenza Obama potrebbe spazzare via anche questa barriera.

Insomma, nonostante le snobberie della Bonino, il mondo vive con grande aspettativa (e a tratti con messianicità) questo voto Usa. Non sarà facile per Barack Obama indossare i panni dell'uomo più potente del mondo. Ma abbiamo finalmente alle spalle l'era Bush: e già solo questo contribuisce a tingere di rosa l'immediato futuro.

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