QUESTO BLOG È ESPRESSIONE DEL LIBERO PENSIERO, GARANTITO E TUTELATO DAGLI ARTICOLI 3 E 21 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E NON INTENDE PROMUOVERE ALCUNA CAMPAGNA DI INCITAMENTO ALL'ODIO E ALLA VIOLENZA. PERTANTO SI DIFFIDANO LE AUTORITÀ A INTRAPRENDERE AZIONI MIRANTI AL SUO OSCURAMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INGIUSTIFICATE E, PARIMENTI, I LETTORI A FORMULARE COMMENTI CONTRASTANTI CON IL SUO INTENDIMENTO PERCHÈ ASSOLUTAMENTE INDESIDERATI.

martedì 30 settembre 2008

Spettri

La Camera Usa boccia il piano straordinario pensato da Bush e l’economia statunitense precipita. Wall Street subisce il tonfo più clamoroso della sua storia e un intero sistema, basato sul capitalismo e il profitto, si ritrova improvvisamente disarmato. E, quel che è più pericoloso, nel panico.

La crisi americana spinge al ribasso i mercati mondiali, ma è soprattutto nei confronti degli Paesi occidentali che le ripercussioni si fanno sentire e temere. L’Europa interroga le sue banche centrali in cerca di risposte tranquillizzanti, ma il sistema è globalizzato e il botto avvertito oltre oceano non assomiglia proprio al battito di ali di una farfalla. Neanche lontanamente.

Quel che si sta abbattendo sulle economie occidentali rappresenta certamente una crisi senza precedenti, destinata a scatenare chissà quali e quanti riflessi su scala planetaria. Ma non allo stesso modo dovunque. La Russia di Putin sta imponendo la propria superiorità bellica nell’area asiatica forse più ricca di gas e risorse naturali e può permettersi di usare le maniere forti, come ha dimostrato la crisi georgiana, a fronte della palude iracheno-afgana dove sono tuttora impantanate le forze militari americane ed europee. Nel frattempo, il colosso cinese, che ormai da tempo ha fatto incetta di debito pubblico Usa, ha dimostrato di imporre alla propria crescita economica un ritmo assolutamente insostenibile per qualsiasi altro Stato, nonché una disinvoltura incredibile nel saper raggiungere i propri fini senza alcun riguardo per i mezzi usati (ultima in ordine di tempo, la vicenda del latte alla melanina).

E se improvvisamente Pechino decidesse di bussare alla porta Usa per chiedere ragione dei crediti fin qui accumulati? E se il mondo arabo, da tempo amico del petroldollaro, cominciasse a guardarsi intorno in cerca di valute più solide con le quali parametrare/scambiare i barili di oro nero? E se gli alleati europei, alle prese con un’idea europea non più così condivisa, non sapessero/volessero offrire il loro sostegno ai liberatori/nemici di un tempo? L’america rimane sempre la maggior potenza militare, ma senza potere economico aerei, navi e tecnologia rischiano di arrugginirsi. A meno di non contare sull’unica industria che la storia ha tristemente dimostrato fin qui essere in grado di foraggiare a tempo di record l’economia del mondo… Meditate, gente. Meditate.

Il fiore

Ho visto rinascere un fiore. In questi giorni, senza clamori, piano piano. Era piegato da tempo, molle nel fusto e nella volontà. Poi, improvvisamente, eccolo rialzarsi. E, più leggero, protendersi poco alla volta ma con decisione verso la luce del sole e la vita. Sì, ho visto rinascere un fiore. E sono felice.

venerdì 26 settembre 2008

Bbbb…uuuu…ssss…hhhh!!!

Nel primo pomeriggio dell’11 giugno scorso l’Air Force One del presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, atterra all’aeroporto romano di Ciampino. In programma, incontri con il premier Berlusconi e Papa Ratzinger. L’Agi scrive:


BUSH A ROMA: LA CITTA' "BLINDATA" ATTENDE L'ARRIVO
(AGI) - Roma, 11 giu. - Tiratori scelti sui tetti, cani antiesplosivo, mezzi Nbcr per fronteggiare
un eventuale attacco nucleare. Ma anche strade chiuse, parcheggi sempre più difficili, linee
di bus deviate. Il nuovo viaggio del presidente Bush a Roma mette a dura prova l'efficienza dell'apparato di sicurezza (niente cifre ufficiali, ma gli uomini e le donne impegnati sarebbero
tra gli 8 e i 10mila, abbastanza per giustificare l'abusata immagine della "città blindata") e le
capacità di sopportazione dei romani, reduci dai pesanti disagi del vertice Fao.
Bush arriverà nel pomeriggio a Ciampino, off limits per voli privati ed aerotaxi dalle 13,30 di
oggi alle 13.30 di venerdì, data fissata per la partenza: il traffico commerciale, con i voli di linea
da e per il "G.B. Pastine", subirà invece una temporanea sospensione di 40 minuti prima e dopo l'arrivo dell'Air Force One. A vigilare sulla sicurezza dall'alto, durante tutta la durata del soggiorno, sarà l'Aeronautica militare, con l'attuazione del piano "Jupiter" che prevede anche l'eventuale impiego di caccia intercettori.
Anche a terra, naturalmente, niente è stato lasciato al caso, come sanno bene gli abitanti
dei Parioli (il quartiere che ospita Villa Taverna, la residenza dell'ambasciatore che ospiterà
Bush e consorte) e quelli del centro, con particolare attenzione per via Veneto, sede
dell'ambasciata Usa, e dintorni: perlustrazioni ripetute, "bonifiche" di tombini e cestini dei rifiuti, cassonetti sigillati o rimossi (ne dovrebbero sparire dalle strade intorno a 300), parcheggi proibiti. La mappa degli spostamenti del corteo presidenziale, scortato dai Nocs, è rigorosamente top
secret e, per di più, soggetta a variazioni dell'ultima ora: la prefettura dopo l'ultimo vertice ha promesso disagi "contenuti e circoscritti", ma i blocchi "a soffietto" saranno numerosi, e chi
ne cadrà "vittima" con ogni probabilità si vedrà "congelare" (per pochi secondi) anche
cellulari e qualsiasi altro tipo di dispositivo elettronico a distanza.

Capitale blindata e paralizzata, quindi. Ebbene, chi non vive a Roma potrebbe non rendersi pienamente conto di quanto questa espressione sappia rappresentare ben poco la realtà dei fatti. Cosa che, forse meglio di tante parole, può riuscire a fare il seguente video, realizzato con un telefono cellulare all’angolo fra via Arenula e lungotevere Garibaldi (all’altezza dell’Isola Tiberina) intorno alle ore 17 di quel giorno.

video
Risparmio la fatica a chi volesse prendersi la briga di rivedersi più e più volte il video per contare gli automezzi ricompresi nella colonna. In tre minuti e mezzo di filmato, fra ali di folla fermata già da almeno una decina di minuti ai margini della strada da un foltissimo spiegamento di polizia e vigili urbani, in pieno lungotevere (che notoriamente trabocca di traffico a quell’ora del pomeriggio), abbiamo visto sfilare:
  • 30 moto
  • 19 furgoni
  • 63 auto (compresi i suv)
  • 3 pulmann.
Per un totale di 115 automezzi! Attenzione: questa colonna di veicoli - all’interno della quale viaggiavano Mr. Bush e signora, assistenti del presidente e della first lady, uomini dell’ambasciata Usa a Roma, addetti alla sicurezza statunitensi e poi, ancora, rappresentanti del nostro governo, diplomatici della Farnesina, reparti speciali della Polizia e dei Carabinieri… e chissà chi altri – si è spostata dall’aeroporto di Ciampino (qualche chilometro fuori dal Grande Raccordo Anulare che circonda tutta la capitale) fino a raggiungere Villa Taverna in pieno centro storico della capitale. Stiamo parlando di un percorso di non meno di 15 chilometri, a tagliare interi quartieri di Roma, in un qualsiasi pomeriggio lavorativo. Stiamo parlando di un percorso blindato da centinaia e centinaia di uomini delle forze dell’ordine dispiegati lungo tutto il tragitto a bloccare, con largo anticipo, il passaggio di automezzi e pedoni. Stiamo parlando, anche, di appuntamenti, impegni, spostamenti e semplice vita ordinaria di migliaia di romani improvvisamente cancellati, saltati, stravolti. …E tutto per un... cespuglio!

P.S.: ringrazio Marco per il filmato che gentilmente ci ha fatto avere.

mercoledì 24 settembre 2008

Pubblici dipendenti e pubbliche balle

La campagna anti-fannulloni del ministro Brunetta procede senza soste. Forse con una continuità e una coerenza che non hanno eguali nella maggior parte dei ministri di questo governo. Premetto subito una cosa: ne condivido principi e finalità, se non altro per la sferzata provocatoria che Brunetta ha finalmente dato al settore del pubblico impiego, troppo spesso e per troppo tempo abbandonato a se stesso, ipocritamente corteggiato e foraggiato in occasione delle scadenze elettorali, tranquillamente dileggiato quando fa comodo. Ovviamente sono contrario a fare di ogni erba un fascio, a pensare che tutti i privilegi si annidino nel pubblico e che solo il settore privato sia pieno di lavoratori degni di questo nome. Così come sono profondamente avverso – e fra poco spiegherò perché – a prendere in giro l’opinione con proclami e iniziative che sono solo di facciata. Tuttavia, vivo nel pubblico impiego da oltre vent’anni e conosco il volto di tanti fannulloni, vere e proprie realtà parassitarie con le quali – purtroppo – dover convivere e fare i conti ogni giorno, sia che tu svolga il ruolo di utente che quello di collega.

E però… Ieri il governo ha varato la manovra Finanziaria. Al suo interno sono stati stanziati 200 milioni di euro da destinare, sotto forma di premi e incentivi, ai dipendenti pubblici più meritevoli. La notizia ha fatto subito il giro delle agenzie di stampa, ha avuto il suo spazio (anche grafico!) nei servizi dei tg e oggi è riportata ampiamente sui quotidiani. Ma in realtà, dove sarebbe la buona notizia? Proviamo a immaginare un pubblico dipendente: ovviamente il requisito per essere considerato meritevole non può essere quello di fare bene e ogni giorno il proprio lavoro. E’ pagato per quello, riceve il suo stipendio a fine mese per fare il proprio dovere e, anzi, nel caso questo si protragga oltre l’orario ordinario, è gratificato (almeno in teoria) di un compenso cosiddetto straordinario, appunto. Quindi non può consistere in questo. E allora in cosa? Anche quando il dipendente è chiamato a svolgere mansioni superiori (e posso assicurare che negli uffici pubblici è pratica quanto mai usuale) la legge – in teoria, solo in teoria! – prevede che a questi sia riconosciuto un aumento della retribuzione per il periodo in cui è chiamato a ricoprirle. Ma chi ha mai visto il proprio capoufficio mettere nero su bianco una cosa del genere? I fascicoli personali dei pubblici dipendenti sono pieni di lettere di stima e parole di elogio per l’attività svolta, ma credo che attestati di questo tipo nell’intera pubblica amministrazione possano davvero contarsi sulla punta delle dita. Se ve ne sono… E quindi, nulla anche in questo caso.

Allora, magari, nella parte progettuale... In effetti, in questo campo, quanto spirito di iniziativa ho visto da parte di semplici impiegati, quinti e sesti livelli. Addirittura autisti! Ho conosciuto diversi travet che per giorni e giorni, innamorati del lavoro e ansiosi di poter contribuire ad un miglioramento, si sono messi anima e corpo su un’idea, magari semplice ma innovativa, prima di suggerirla al capoufficio di turno, sotto forma di parole o di un vero e proprio progetto. Ne ho sentite tante di risposte: si va dal semplice “non sei qui per progettare, ma per fare il tuo lavoro”, al più elegante “sì, può essere una buona idea, ma perché dobbiamo complicarci la vita? E poi quanto costa? Lo sai che non c’è una lira”, al più tranciante “ora non ho tempo, domani sono fuori e la prossima settimana ho quella riunione importante. Vediamo come siamo messi dopo, eh?”. Insomma, tutto un campionario di risposte standard dal comune denominatore. Per non parlare poi di quell’unico, raro caso in cui il progetto fa breccia nel dirigente e questi lo fa suo di fronte al direttore generale/capo dipartimento di turno: a chi credete che andranno i riconoscimenti per “l’ottima iniziativa in grado di apportare professionalità e razionalità alle tante e onerose attività dell’ufficio”?

Daltronde anche quando arrestano un importante latitante, il capo dello Stato usa complimentarsi con il ministro e questi, a sua volta, con il capo della procura e il prefetto di turno, che poi girano ai loro uomini le congratulazioni superiori. Così accade con i premi e i riconoscimenti: sono i grossi nomi a fare incetta di statuette e lauree ad onorem, nell'imprenditoria, nel giornalismo, nella cultura, nella moda. Per lo più a causa di una partita di giro (sono sempre gli stessi amici degli amici) e nulla importa se hanno affondato società, mandato sul lastrico tanta gente, se qualcuno scrive articoli o libri per loro, se si limitano ad accostare al loro nome il lavoro (sconosciuto) altrui.

Il gregario non ha (quasi) mai riconoscimenti. Non accade mai, in nessun campo. Perchè, caro ministro Brunetta, vuol dare a intendere che ora ciò accadrà con i semplici dipendenti della pubblica amministrazione?

martedì 23 settembre 2008

E io che credevo di vedere soltanto un film

Ieri sera ho visto un film. Pensavo inizialmente di aver noleggiato un dvd come tanti altri, ma via via che il tempo passava mi sono ritrovato di fronte a una vera e propria esperienza. Bellissimo e intenso, girato in maniera sublime. Crudo e raffinato al tempo stesso, ogni scena a raccontare magistralmente un pezzetto della storia e a suggerire inconsciamente e con delicatezza lo stato d’animo giusto con cui seguirne il filo.

Il film è una riflessione sul dolore, anzi sul modo in cui l’uomo si pone di fronte al dolore. Disperazione, senso di vuoto, solitudine, voglia di sbagliare e di perdersi. Sono tanti gli stati d’animo che ci assalgono dopo che il dolore ha fatto improvvisamente la sua comparsa in una vita normale, lasciando intorno soltanto un desolato orizzonte riarso. E che differenza fa vedere questo nero protagonista delle vicende umane irrompere sulla nostra vita come un tir impazzito, travolgendo con sé tutto, persone, cose, storie, senza distinzioni né alcun rispetto.

Ma c’è un potere alla radice dell’uomo che tutto sa affrontare, più forte del dolore, antagonista ad esso. E’ la forza della vita. La lotta della vita per emergere, sempre e comunque. Il principio che rimette in moto il motore umano, anche quando esso ci appare irrimediabilmente rotto, andato, perduto per sempre. Spesso non ce ne accorgiamo oppure diamo per scontato che qualcosa succederà, che un aiuto pioverà dal cielo per aiutarci, che il destino ci arriderà alla fine, che un fondo ci sarà dove puntarsi per risalire. E’ la storia dell’umanità ad insegnarcelo. Siamo soliti chiamare tutto ciò con i nomi più diversi: fato, dei, provvidenza, alieni o semplicemente… arrivano i nostri. Ma nella maggior parte dei casi siamo consapevoli, intimamente, che prima o poi qualcosa scatenerà la sua potenza e ci aiuterà a venirne fuori.

Ebbene, questo qualcosa altro non è che quella forza propria della vita di lottare per se stessa, dovunque e comunque: dal brodo primordiale ai diversi stadi del processo evolutivo. L’unica, finchè c’è un alito di vita, che ci viene incontro meccanicamente quando siamo soli di fronte all’abisso del dolore, della disperazione, della paura. E Susanne Bier, brillante regista danese, è riuscita a raccontare proprio questo nel suo Things we lost in fire (che, come da tradizione, qualche insano ha voluto stravolgere per il mercato italiano con l’insulso Noi due sconosciuti).

Alla fine rimani muto, colpito, assorto. Poi il significato del film comincia ad arrivare, prima poco alla volta, poi tutto insieme. E ti travolge e ti coccola. Ti dà forza, una grande forza. Questo è quel che ho vissuto ieri sera. E io che credevo di vedere soltanto un film.

lunedì 22 settembre 2008

Scrivere su Relativismi

Non ho mai pensato a questo blog come a uno spazio monocorde. E i primi, interessanti commenti che ho letto fin qui mi confortano in questo. Perciò, sono benvenuti gli spunti e le iniziative di dibattito e confronto che arriveranno all'indirizzo mail indicato nella pagina del mio profilo completo. E grazie per l'attenzione.

giovedì 18 settembre 2008

Lezioni di comunicazione o di storia?

La commemorazione dell'8 settembre scorso innesca l'ultima polemica politica su fascismo e antifascismo: parole forti, in un senso e nell'altro, arrivano dal capo dello Stato Napolitano, dal sindaco di Roma Alemanno e dal ministro La Russa. Di lì a qualche giorno l'intervento del presidente della Camera Fini, che stempera in qualche modo la polemica sul fronte istituzionale, scatenando, al tempo stesso, il putiferio dentro An.

Ieri è stata la volta del presidente del Senato Schifani. Raggiunto in Polonia dall'inviato del Tg3, rende ai posteri la seguente dichiarazione (edizione delle ore 19): "Io credo che ogni forma di totalitarismo vada abbandonata e dimenticata. Guardiamo avanti. La storia del passato deve insegnarci a non dimenticare, non dimenticare ogni forma di antitotalitarismo che ha determinato dei prezzi che - mi auguro - possano far parte del patrimonio soltanto della storia e non del domani. Non si possono più ripetere".

video

Non so se questa frase sia più criptica dal punto di vista dell'analisi storica o, invece, da quello della comunicazione. In ogni caso stupisce se a pronunciarla è la seconda carica dello Stato. Va beh che il giorno prima, a chi gli domandava se si sentisse di dichiararsi antifascista, Berlusconi aveva replicato: "Io penso a lavorare per risolvere i problemi dell'Italia". Un po' come quella barzelletta (forse la ricorderà chi, come me, aveva i calzoni corti all'inizio degli anni '70) di quel tizio che al bar chiedeva cappuccino e cornetto e, alla risposta del barista di non aver più cornetti, replicava: "Va beh, tanto di fuori c'ho l'elicottero!". E un po' come le parole (e questa non è una barzelletta!) del nostro premier che qualche giorno fa a Londra, in un incontro con il primo ministro inglese, ha respinto l'idea di un'Italia in crisi evocata dai giornalisti britannici e ha parlato invece di un Paese "molto solido" in economia, dove c'e' un alto tenore di vita, "un paese ottimista e con il sorriso", e che per giunta "ha la squadra di calcio campione del mondo".

Un pezzo di terra

Non mi capita spesso di vivere la realtà quotidiana di Bracciano, il paese non distante da Roma dove vivo ormai da sedici anni (o forse sarebbe meglio dire dove dormo, visto che la maggior parte del tempo la trascorro nella Capitale per lavoro). E quindi ogni tanto rimango sorpreso nell’apprendere cose che sono invece a conoscenza di tutti. Belle o meno belle che siano.

Come quella di cui sono venuto a conoscenza, solo per caso, stamattina. Pare infatti che su iniziativa dell’università agraria di Bracciano – immagino supportata in questo dall’amministrazione comunale – sia possibile ai residenti richiedere l’assegnazione di piccoli appezzamenti di terreno ad uso agricolo sui quali coltivare un orto o un frutteto. Unici requisiti, oltre alla residenza braccianese, l’età e la condizione sociale del richiedente. Solo successivamente, a quanto pare, entra in ballo nella formazione della graduatoria il reddito del nucleo familiare. L’iniziativa ha come scopo quello di favorire ed incentivare una piccola agricoltura di massa sul territorio, in particolare su quei terreni – e nei dintorni del paese non sono pochi – lasciati incolti e abbandonati. Non si tratta quindi di una compravendita di terra, ma solo di un’assegnazione temporanea a qualcuno che, con buona volontà, se ne curi, non fosse altro che per risparmiare sulla spesa quotidiana di frutta e verdura.

Mi sembra un’ottima iniziativa. Niente coltivazioni intensive, né antiparassitari, né speculazioni commerciali, solo buona lena e sano sudore, persone e famiglie, cura amatoriale e contatto – vero! - con la terra, i suoi odori e, quando sarà, i suoi sapori. Immagino la soddisfazione di tanti - come il sottoscritto - abitanti di giungle d’asfalto dal lunedì al venerdì, impegnati, al tramonto o soltanto nel fine settimana, a veder crescere qualcosa in quel pezzetto di terra, a respirare un’aria diversa e libera, a condividere un momento di pace con gli amici, magari davanti al fuoco di un barbecue. Sa di buono e di sano, non trovate?

mercoledì 17 settembre 2008

Notizie da nulla

Quando si dice (per davvero!) non aver altro da fare... L'altra sera a Porta a Porta era ospite Silvio Berlusconi. La pluricampionessa olimpica di scherma, Valentina Vezzali, presente anch'essa nello studio di Vespa, lancia là una battuta: "Presidente, da lei mi farei davvero toccare". Risate, applausi, sipario.

E invece, apriti cielo! Commenti, polemiche, parole! Sapete, ad esempio, quanti lanci di agenzie stampa hanno dato spazio alla cronaca e agli interventi suscitati? Venti, ben venti in poco più di una giornata. E questo solo per quanto riguarda le principali agenzie di stampa. Il giorno dopo bastava farsi un giro sui maggiori quotidiani per trovare spazi e articoli anche lì. E poi i tg. E poi le repliche, le precisazioni della stessa schermitrice, addirittura le interviste al marito!

Davvero, spesso, noi giornalisti, non sappiamo o non vogliamo sfruttare al meglio le opportunità che questa professione ci offre per approfondire, ricercare e confezionare una notizia che sia degna di questo nome. Perchè nessuno nega che un take di agenzia avrebbe potuto starci, ma non la valanga che ne è seguita. Per non parlare, poi, dei nostri politici: le loro dichiarazioni sulla vicenda non meritano neppure una riga in più di questo post. Stendiamo un velo pietoso!

martedì 16 settembre 2008

L’ultima fuga

Il brutto dei momenti bui è che è quasi impossibile raccontarli. La famosa e inflazionata spalla su cui sfogare tutto te stesso è infatti pressocchè un miraggio. O almeno così sono arrivato a pensarla.

D’altronde, nella maggior parte dei casi, la persona che meglio potrebbe capirci, perché meglio di tutti gli altri ci conosce, è proprio quella intorno alla quale, a torto o a ragione, girano le incomprensioni che danno vita al momento buio. Gli altri… Se sei fortunato a non incontrare la superficialità fatta persona (e non li posso biasimare: ciascuno ha i suoi problemi), dovresti quanto meno impelagarti in un’opera di spiegazione fatta di prologhi, antefatti, premesse, ognuno ricco di sfumature, chiaroscuri, sfaccettature, ognuno denso di peculiarità e distinguo sui quali occorre soffermarsi per costruire il miglior quadro possibile all’interno del quale poter finalmente ricostruire con dovizia di particolari la tua vicenda umana.

Mi chiedo: ammesso (e non concesso) che un qualche spirito divino o la forza della disperazione ci porti a voler affrontare un’impresa del genere, ma a quel punto siamo poi così certi che la persona che in quel momento avremmo di fronte possa concretamente apportare qualcosa… un aiuto… un sostegno che sia davvero valido, libero da condizionamenti, utile a farci riflettere sul serio, come dovremmo, sulla nostra vicenda? Siamo noi ad aver costruito lo sfondo, ad aver dipinto l’affresco entro cui avvertiamo ogni giorno di muoverci: ma se questo sfondo risente di noi e delle nostre ragioni, e fa finta di non vedere altro, siamo poi così sicuri di non stare a parlare a se stessi?

Per questo quando siamo al buio – ma al buio veramente – temo non ci resti che fare uno sforzo davvero sovrumano per estraniarsi, innalzarsi sopra le nostre convinzioni e cercare, senza alibi, di far funzionare la bussola che abbiamo dentro e cercare quel filo, quel barlume in grado di condurci fuori di lì. Un’ultima fuga, da quel modello di noi stessi, vecchio e incancrenito, che ormai non vuol più sentir ragioni. Alla ricerca di quel tanto di altro, di bello, di buono, di vero, di giusto che è in noi e a cui non abbiamo mai permesso di emergere. Un’ultima fuga, per non dover fuggire più. In ogni caso un’impresa, ma… Siamo davvero disperati o no? Vogliamo veramente uscirne o no?

Lo scrivo qui, forse, per urlarlo a me stesso.

Il Gigante Amico

Leggo sulle agenzie di stampa che, fra le tante scuole che hanno riaperto ieri i battenti, c’è anche il nuovo istituto Jovine di San Giuliano di Puglia (Cb), risorto dalle ceneri di quella scuola che sei anni fa il terremoto in Molise fece crollare su 27 bambini e la loro maestra. Ora, dopo i soliti troppi anni necessari alla ricostruzione dell’edificio, bambini e maestri di San Giuliano sono tornati finalmente a popolare la scuola del loro paese.

Ma un nuovo sisma, questa volta fortunatamente solo di carattere burocratico-amministrativo, si profila all’orizzonte. Pare, infatti, che a seguito delle norme recentemente introdotte dal ministro dell’Istruzione Gelmini, relative alla razionalizzazione degli istituti scolastici sul territorio nazionale, uno dei requisiti richiesti perché una scuola possa continuare ad esistere sia quello del limite minimo dei 100 studenti iscritti. Ebbene, stando alle agenzie di stampa, l’istituto in questione ne conterebbe, al momento, 99.

Azzardo una previsione. Il prossimo 18 settembre è prevista l’inaugurazione ufficiale alla presenza di Berlusconi e della Gelmini: vuoi vedere che il nostro premier, con un colpo ad effetto, si fa iscrivere come centesimo studente (onorario, si capisce!), salvando in tal modo la scuola del paese? Gigante… Pensaci tu! cantavamo ai bei tempi di Carosello sulle note di un famosissimo refrain pubblicitario: sono passati più di trent’anni, ma il Gigante Amico veglia ancora su di noi.

lunedì 15 settembre 2008

Benvenuti!

Non so che strada prenderà questo spazio. Nè se sarò in grado di aggiornarlo costantemente, così come si addice a qualsiasi spazio web.

Ora come ora sono molto contento di averlo aperto, adeguatamente sistemato e personalizzato. E non vedevo l'ora di inaugurarlo con un primo post che gli desse - come dire - un primo alito di vita.


Ecco, ora ci siamo.

Etichette

2012 (1) abruzzo (8) adsl (1) aforismi (1) africa (3) agricoltura (1) al qaeda (1) al servizio del paese (2) alberi (2) alemanno (1) alfano (7) alieni (2) amato (1) ambiente (1) amici (1) amnistia (2) andreotti (1) anni '70 (2) anni 70 (1) annozero (3) ansa (1) antifascismo (1) anziani (1) aparthaid (1) apocalisse (1) ateobus (1) ballarò (1) bambini (2) banche (2) bce (1) benigni (1) benvenuto (1) beppe grillo (2) berlusconi (99) bersani (3) bertolaso (1) bier (1) blog (9) bondi (1) bongiorno (2) bonolis (6) borsa (5) borsellino (2) bracciano (2) brunetta (2) bullismo (1) bush (4) busi (1) caffarra (1) calcio (3) calcioscommesse (1) calendario (1) camorra (5) cancellieri (1) cane (1) canzoni (2) carcere (4) carosello (2) casalinga (1) cassazione (2) castelli (1) catricalà (2) cerchi nel grano (1) chiesa (4) cina (1) cinema (1) colonna (1) come ci prendono in giro (2) comici (1) commenti (1) comunicattivo (1) con pietro grasso (1) conpietrograsso (1) conso (1) contraccezione (1) coraggio (1) corruzione (6) corteo (1) costi (2) costituzione (7) crisi economica (42) cristina bozzi (1) crop circles (1) destra (1) di pietro (1) dio (3) dipendenza (1) diritti umani (1) discorso (1) dissenso (1) dittatura (1) dolore (1) donne (2) draghi (1) ecologia (2) economia (1) educazione (1) elezioni (4) elezioni europee (2) elezioni regionali (2) elisa (1) eluana englaro (2) emilia romagna (1) emozioni (1) equitalia (1) etichette (1) euro (2) europa (2) evasione fiscale (4) f35 (2) facebook (2) falcone (2) fantacronache (5) fantascienza (1) fascismo (2) febbre suina (2) festa del lavoro (1) festival (14) film (5) filmato (1) fine del mondo (1) fini (5) flick (1) follia (1) fonti energetiche (1) forza (1) fracking (1) g8 (4) gabanelli (2) gelmini (2) ghedini (1) giappone (1) giornalismo (2) giovani (1) giustizia (8) google (1) governabilità (1) governo (10) grasso (2) gratteri (1) grecia (2) grillo (2) guerra (9) il fatto quotidiano (1) immigrazione (3) immunità (1) impiegati statali (1) influenza (1) informazione (3) ingiustizie (2) ingovernabilità (1) ingroia (1) intercettazioni (4) internet (5) italia (28) iva (1) kamikaze (1) la russa (1) lega (4) letizia (1) letta (3) libertà (2) libri (1) limiti (1) liste elettorali (1) lodo alfano (7) maddalena (1) mafia (15) magistratura (6) maltempo (1) mancuso (1) mandela (1) manovra economica (7) maroni (2) massoneria (1) mastella (1) matheson (1) matrimonio (1) mccain (1) media (3) mediaset (2) mentana (1) meraviglioso (1) mercati (6) minzolini (1) misteri (3) momenti bui (3) mondo (2) monti (14) morte (3) morti (2) musica (4) napolitano (12) natale (4) nazisti (1) negro (1) nobel (1) nome (1) obama (8) odio (1) onu (1) orto (1) osama bin laden (1) pace (1) papa (4) parigi (1) partiti (1) partito democratico (1) pasqua (1) passato (1) paura (2) pc (1) pd (5) pensieri leggeri (1) pensiero unico (1) personale (85) petrolio (1) piano-casa (1) politica (137) poliziotti infiltrati (1) poveri (2) presidente (1) privacy (1) profezia maya (1) prostituzione (1) pubblica amministrazione (2) pubblici dipendenti (2) pulcino (1) queen (2) quiz (1) racconto breve (21) radio (1) rai (3) rapporto EIU (1) ratzinger (1) referendum (2) religione (2) renzi (5) report (2) resistenza (2) responsabilità (1) retata (1) rifiuti (1) righetti (1) rinascita (1) ringhio (1) roberto ruocco (1) roma (3) russia (1) saggi (1) sanremo (14) santoro (1) saviano (2) scandalo (2) schifani (2) scudo fiscale (1) scuola (4) scuse (1) se stessi (1) segreti di stato (3) senato (1) sesso (1) shore (1) sicurezza (4) signore degli anelli (1) simboli (1) sinfonia (1) sinistra (4) social card (1) società (1) soldi (4) sole (1) sondaggio (1) spread (5) squadra (1) stato (1) tangentopoli (5) tav (1) telecom italia (2) televisione (1) televoto (3) terra (4) terremoto (11) terrorismo (3) tevere (2) tifo (1) tornatore (1) travaglio (1) tremonti (6) treni (1) trenitalia (1) trilussa (1) tv (4) ufo (1) umanità (2) una scelta di vita (1) uomini (2) uomo (4) usa (10) valori (1) vaticano (2) vauro (1) veltroni (1) verità (1) vezzali (1) viareggio (1) vicenda umana (4) video (1) violenza (2) vita (17) vittoria (1) volontà (1) volontari (1) wall street (1) wikileaks (1) zawahiri (1)

DISCLAIMER

LE IMMAGINI QUI RIPRODOTTE SONO PER LO PIÙ PRESE DA INTERNET E NON FINALIZZATE A SCOPO DI LUCRO. SARANNO RIMOSSE IMMEDIATAMENTE IN CASO DI LAMENTELE DA PARTE DEGLI AUTORI.